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Cura del mesotelioma con immunoterapia, nuove ricerche

mesotelioma ambientale, paziente
mesotelioma ambientale, paziente

I ricercatori del del Baylor College of Medicine in Texas e della Duke University in North Carolina stanno lavorando per trovare nuove proposte di cura del mesotelioma.

In particolare si stanno domandando, e stanno cercando una risposta in merito, sull’efficacia della combinazione tra immunoterapia ed intervento chirurgico. Ciò basandosi sul dato di fatto che, da sola, l’immunoterapia si è dimostrata efficace per la sopravvivenza per il 23% dopo tre anni.

Quindi gli studiosi si stanno chiedendo cosa accadrebbe se sia possibile estendere ulteriormente la sopravvivenza, grazie alla combinazione dell’immunoterapia con la chirurgia.

Cura del mesotelioma: immunoterapia-chirurgia?

I ricercatori stanno conducendo lo studio su 23 pazienti affetti da mesotelioma e somministreranno due farmaci prima dell’intervento chirurgico. I partecipanti saranno valutati in tre fasi: prima dell’arruolamento, prima dell’intervento chirurgico e poi con un follow-up continuo per valutare i risultati. Si tratta di una ricerca che vuole trovare una ulteriore opzione di cura del mesotelioma.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni, è vicino alle famiglie colpite da questa patologia gravissima che è il mesotelioma, e provvede alla tutela legale e all’assistenza in caso di necessità.

Si continua a morire di malattie asbesto correlate. Sono almeno 7mila persone le persone che sono morte nell’ultimo anno. Eppure, la politica tace e le istituzioni restano del tutto assenti” – afferma l’avv. Bonanni, che segue numerosi casi di decessi per mesotelioma ogni anno.

Rendo pubblici i dati delle nostre rilevazioni aggiornate a tutto l’anno 2022: sono duemila i casi di mesotelioma, con indice di mortalità al 93%; un numero di decessi che solo per questa neoplasia sfiora i 1.900. Sono quattromila casi di tumore al polmone asbesto correlati, anche’essi con un alto indice di mortalità, all’88%; e quindi un numero di decessi che sfiora i 3.550. Si tratta di una vera e propria emergenza, con 40 milioni di tonnellate di amianto e materiali contenenti amianto“.

Per una consulenza gratuita ed assistenza, è possibile chiama il numero verde 800.034.294.

Amianto, la strage nelle Forze Armate. I numeri dell’ONA

Amianto e Forze armate
Amianto e Forze armate

L’Osservatorio Nazionale Amianto lo sostiene da anni, nelle Forze Armate la percentuale di insorgenza delle patologie asbesto correlate è molto alta. Una strage silenziosa che anche a distanza di anni non si riesce a fermare. L’ONA, insieme al suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, è in prima linea per sostenere tutte le vittime dell’amianto, compresi i militari, dall’esercito, all’aeronautica, alla marina militare.


Nelle forze armate 6000 decessi

L’amianto continua a provocare nel nostro paese, e nel mondo, ancora moltissime vittime. Un minerale cancerogeno che può colpire chiunque, lavoratori, cittadini e il personale delle Forze Armate. Proprio quest’ultimo è stato esposto alla fibra killer per lunghi periodi. Dai proiettili all’uranio impoverito dell’esercito, alle navi della marina militare, le condizioni di rischio per il personale e per i familiari hai fatto registrare un alto numero di vttime.

Amianto nella Marina Militare

La Marina Militare rappresenta una delle quattro Forze Armate della Repubblica Italiana e uno di quelli più a rischio e che più ha pagato e sta pagando a causa dell’amianto. Così come riportato nell’ultimo Rapporto ReNam redatto dall’Inail. Non è una novità, e l’ONA l’ha sempre dichiarato, che negli anni 80 le navi su cui si imbarcavano i militari c’era l’amianto.

L’ONA assiste e tutela le vittime dell’amianto nelle Forze Armate

Così come per le altre categorie, anche per la Marina Militare, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha creato un Dipartimento dedicato alle Forze Armate per assistere le vittime e i familiari. Il personale della Marina Militare è stato esposto a queste fibre killer, durante lo svolgimento dei loro compiti. Per questo le vittime, ma anche i familiari, hanno diritto a chiedere giustizia attraverso il riconoscimento della causa di servizio, come vittime del dovere.

Come fermare questa strage silenziosa

Come prima cosa, le attività dell’ONA e del suo presidente consistono nell’insistere sulla sensibilizzazione e l’importanza della prevenzione primaria. L’unico modo per eliminare il problema dell’amianto e le sue terribili conseguenze è bonificare, cioè smaltire (correttamente) tutte le tonnellate di amianto ancora presenti nel nostro paese. Ma, anche un’eventuale e drastica bonifica attuale non arresterebbe le vittime nell’immediato, se si considera che le patologie asbesto correlate possono verificarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione. Per questo, è importante attivare anche la prevenzione secondaria, cioè la sorveglianza sanitaria. In questi casi, l’associazione è a disposizione per fornire alle vittime un’assistenza medica gratuita. Infine, l’ultimo stadio della prevenzione è quella terziaria, cioè il risarcimento danni.

Tutela e assistenza medico legale per le vittime

L’Ona è a disposizione per offrire consulenza gratuita a coloro che sono stati esposti ad amianto. Per contattare l’Associazione, è possibile chiamare il numero verde 800 034 294. L’ONA assiste i lavoratori e i cittadini malati di mesotelioma e di altre malattie causate dall’esposizione a cancerogeni. Difende anche le vittime del dovere che hanno contratto il mesotelioma e altre malattie nell’esercizio delle loro funzioni, appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza.

Monreale: via alla bonifica straordinaria dei siti contenenti amianto

bonifica straordinaria dei siti con amianto monreale
bonifica straordinaria dei siti con amianto monreale

Un’altra discarica a cielo aperto in Italia. Questa volta siamo a Monreale, in Sicilia, territorio già tristemente noto per la silenziosa strage causa dall’amianto. La Sicilia, infatti, come ricorda l’Osservatorio Nazionale Amianto, è una delle regioni più a rischio, dove si contano circa 1850 casi di mesotelioma, dal 1998 al 2022. E, se si considera anche la mortalità dei primi cinque anni e i decessi per le altre patologie asbesto correlate, ecco che si parla di oltre 6 mila morti.

L’Italia, che ricordiamo esser stata uno dei maggiori produttori di amianto, è anche stata la prima a vietarne l’estrazione, l’importazione e l’esportazione, la lavorazione, l’utilizzo e la commercializzazione, ma il lavoro da fare per eliminare completamente questo minerale cancerogeno è ancora tanta. Lo dimostrano le continue discariche a cielo aperto che ogni giorno vengono scoperte, risultato anche di una totale mancanza di consapevolezza dei rischi che questi rifiuti pericolosi possono provocare alla salute.


Monreale: scoperta discarica abusiva, al via la bonifica

Al via la bonifica dei siti contenti rifiuti e cumuli di amianto abbandonati. Una vera e propria discarica abusiva, quella che si è creata a Monreale, in Sicilia, a causa del continuo abbandono lungo le strade e fossati di materiali pericolosi. A renderlo noto, l’assessore all’Igiene Urbana, che ha voluto ribadire l’importanza di rivolgersi a una dotta specializzata per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto. Perché, ricordiamo, che questi rifiuti non possono certo essere smaltiti come si fa con un normale rifiuto urbano. Ma, se è importante ripulire i siti contaminati, lo è ancora di più evitare la formazione di questo discariche abusive, sensibilizzando la popolazione sui gravi rischi per la salute. Non secondario, anche cercare di combattere questo fenomeno con la prevenzione e il controllo da parte delle autorità competenti.

L’amianto a Monreale

La Sicilia, purtroppo, è tra le regioni italiane più in pericolo a causa della massiccia presenza di amianto. Tra i casi citati dall’ONA, ricordiamo la scomparsa di Salvatore Carollo, avvenuta a Monreale nel 2019, a causa di un mesotelioma pleurico destro epitelioide causato dall’esposizione a polveri di amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare. Ma, come Monreale, di casi ce ne sono molti altri in questa terra martire., come l’ex Cava di Monte Calvario a Biancavilla. Quest’ultimo caso, tra l’altro, è stato trattato a lungo dall’Osservatorio Nazionale Amianto, e dal suo presidente, Avvocato Ezio Bonanni, per la sua unicità. Si tratta di un piccolo paesino che ha riscontrato un’altissima incidenza di mesoteliomi nonostante non vi sia alcuna correlazione con l’amianto. Questo perché, alcuni studiosi, hanno scoperto che il materiale della cava, la fluoro-edenite, ha la stessa cancerogenicità dell’asbesto.

L’ONA in Sicilia

Il fine dell’ONA è quello di tutelare la salute, umana e ambientale. Quindi è possibile rivolgersi all’Associazione per l’assistenza tecnica, medica e legale, per prevenire i danni e ottenere la tutela dei diritti delle vittime. In Sicilia ci sono ancora tanti siti da bonificare, e l’ONA da anni si batte con manifestazioni e convegni, come a Gela, Biancavilla e Milazzo.

 

Emilia Romagna, 4 milioni contro l’amianto nelle fabbriche

Amianto bonifiche
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L’Emilia Romagna vuole dire addio all’amianto nelle fabbriche e stanzia 4 milioni contro la fibra killer. La Giunta regionale nei giorni ha dato il via libera al bando per la rimozione e lo smaltimento dei manufatti contenenti amianto (asbesto) nelle imprese emiliano-romagnole.

Priorità sarà data agli interventi degli edifici da bonificare che si trovano a una distanza inferiore a 800 metri in linea d’aria da scuole o ospedali; che contestualmente all’intervento prevedono anche l’installazione di impianti fotovoltaici presso la medesima unità locale, area o sito produttivo di cui fa parte l’edificio da bonificare. Sarà possibile indicare la presenza di entrambi i criteri di priorità.

Bando contro l’amianto in Emilia Romagna per le imprese

Il bando da 4 milioni di euro per la rimozione dell’amianto è indirizzato a microimprese, Pmi e grandi aziende, con sede legale o unità locale nel territorio dell’Emilia Romagna. Sono finanziabili i progetti per la rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto, presenti in immobili in cui si svolgono attività produttive, terziarie e commerciali.

L’intervento dovrà avere un costo complessivo ammissibile di almeno 15mila euro per le spese di rimozione e smaltimento dell’amianto (esclusi, quindi, i costi di ricostruzione) e dovrà riguardare immobili localizzati in Emilia-Romagna. Sono esclusi gli interventi finalizzati all’adeguamento alle norme esistenti. Sono ammissibili solo gli interventi avviati dopo la data di prenotazione online. Il limite massimo di contributo ammissibile per intervento è fissato a 150mila euro.

Due fasi per la presentazione della domanda. Prima si procederà con la prenotazione online del contributo (click day dal 22 al 28 novembre 2023), con l’indicazione del costo stimato dell’intervento candidato e dichiarazione di eventuali priorità. La seconda fase si terrà dal 10 gennaio al 5 aprile 2024 e prevede la presentazione della domanda completa. Saranno invitate solo le imprese che si troveranno in posizione utile nella graduatoria, sulla base delle risorse finanziarie disponibili. Queste ultime avranno tre mesi per presentare il progetto dell’intervento e completare la domanda di contributo.

Stop all’amianto nelle fabbriche con i fondi pubblici

Via l’amianto dalle fabbriche per una massima tutela della salute dei lavoratori, qualificando i luoghi di lavoro e rispettando l’ambiente.

Una nuova iniezione di risorse nel segno della sostenibilità ambientale che rientra nel quadro della ‘cura’ contro l’asbesto intrapresa dall’Emilia-Romagna da più di vent’anni. E dopo aver investito risorse sul patrimonio pubblico puntiamo a liberare dall’amianto il patrimonio privato delle piccole, medie e grandi imprese. Un bando condiviso con le associazioni di categoria imprenditoriali, per dare ai lavoratori ambienti più sicuri e salubri. Sono politiche necessarie per unire la tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro“. A dirlo, in una nota, è la vicepresidente della Regione con delega all’Ambiente, Irene Priolo.

Gli interventi di rimozione e smaltimento dovranno essere effettuati entro 24 mesi dalla concessione del finanziamento. Il bando e i suoi allegati sono scaricabili online dal sito della Regione.

Ona contro l’amianto in Emilia Romagna e in tutta Italia

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA è un’associazione che si trova in prima linea da oltre vent’anni per la tutela dei cittadini e dei lavoratori esposti all’amianto.

In Emilia Romagna quello dell’asbesto è ancora un grande problema, si si pensa che solo nel 2022 nella regione si sono registrati 140 casi di mesotelioma ed oltre cinquanta nel 2023.

L’ONA fornisce assistenza tecnica e medica e tutela legale ed è impegnata nella lotta all’amianto in ogni sede, su tutto il territorio italiano. Per contatti e informazioni, e per consulenza gratuita, chiama il numero verde 800.034.294.

L’amianto nei mari

mare, spiaggia acqua e amianto
mare, spiaggia acqua e amianto

Il problema dell’inquinamento ambientale è ormai diventato un problema globale. L’uomo, ancora non ha capito, che la salute umana va di pari passo con la salute dell’ambiente. Basta pensare a quante discariche a cielo aperto vengono segnalate ogni giorno, comprendenti rifiuti di ogni genere, dalla plastica a materiali pericolosi e cancerogeni, come l’amianto. Rifiuti che finiscono per avere conseguenze serie e negativi impatti sul suolo e mari. Senza dimenticare anche la flora e fauna colpite da questi disastri. Dunque, comprendere l’amianto nella sua totale pericolosità può non essere semplice, considerando che parliamo di fibre killer invisibili e di conseguenze che possono verificarsi anche a distanza di cinquant’anni. Per questo l’Osservatorio Nazionale Amianto, e il presidente, Avvocato Ezio Bonanni, continuano a schierarsi dalla parte di coloro che sono stati esposti a questa sostanza e a sensibilizzare popolazione e istituzioni sui rischi derivanti.


Amianto: inquinamento spaggie e mari

Già, perché quando si parla di inquinamento ambientale, spesso si tende a fare riferimento a rifiuti abbandonati lungo le strade o sotto i ponti, insomma in luoghi isolati. Ma, non è assolutamente così. L’amianto abbandonato può trovarsi ovunque, anche sotto la sabbia. La nostra penisola vanta delle acque meravigliose, ma l’uomo sembra non apprezzarlo; basta pensare a tutto ciò che troviamo lungo le nostre riviere. Partendo dalle carte, ai rifiuti in plastica, passando per vecchi elettrodomestici non più funzionanti e, infine, anche lastre di amianto. L’uomo pensa che sia più facile abbandonare ciò di cui non ha più bisogno, invece di procedere a un corretto smaltimento. Questo perchè non conosce, o fa finta di non conoscere, i rischi che a distanza di anni possono presentarsi.

Come finisce l’amianto negli oceani

L’ONA, insieme al suo Presidente, continua a ribadire l’importanza e la necessità di bonificare ed eliminare, seguendo i corretti iter, i rifiuti di amianto anche lungo le spiagge. Questo perchè, le fonti di inquinamento nei mari, non si riferiscono più solo ai residui di plastica. L’oceano ha una forte azione autodepurante, sia per la composizione dell’acqua marina che per la sua massa, ecco perchè la presenza di sostanze nocive, come l’amianto, rischiano di avvelenare l’acqua e tutti coloro che vi entrano in contatto. Ecco perchè, spesso si legge in alcune zone il cartello “Divieto di balneazione”, proprio a indicare che in quella zona può esser pericoloso entrare in acqua anche a causa delle sostanze inquinanti presenti.

Amianto e impatti sulla vita marina

L’amianto è un materiale cancerogeno, che si è dimostrato un vero pericolo per l’uomo, l’ambiente e gli animali. E, di sicuro non risparmia anche gli abitanti dei mari. Questo perchè in alcuni casi gli scarichi urbani e industriali rilasciano sostanze nocive, non degradabili, come metalli pesanti e sostanze radioattive, che avvelenano l’acqua provocando la moria di pesci e sottraendo loro l’ossigeno. Ma, il problema dell’inquinamento dei mari non si riferisce solo agli scarichi di rifiuti nelle acque, ma indirettamente anche l’inquinamento idrico e quello del suolo si trasformano inevitabilmente in inquinamento dei mari. Un procedimento circolare che non ha fine, e che inquina i nostri ambienti anche attraverso l’acqua piovana, che prima o poi si riverserà anche nei mari.

L’importanza della bonifica

È importante continuare a ricordare che tutte queste zone d’Italia hanno bisogno di una bonifica immediata. Infatti, come sostiene da anni l’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, la prevenzione primaria, cioè la bonifica dei siti contaminati, è l’unico strumento in grado di scongiurare l’insorgere di danni alla salute. L’amianto è un materiale molto pericoloso per l’uomo, e le fibre rilasciate, sono invisibili e facilmente inalabili, depositandosi così all’interno degli organi delle vie aeree, provocando l’infiammazione. Questa, a sua volta, può causare l’insorgere di tumori e malattie asbesto correlate, come il mesotelioma.