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martedì, Agosto 9, 2022

Ilva di Taranto fondi bonifiche a rischio. M5S: Inaccettabile

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Arriva la denuncia del M5S. Continuano i tentativi di distrarre il denaro destinato alle bonifiche dell’ex Ilva di Taranto per spostarli sull’attività produttiva. Sono giorni che questa notizia incombe come una spada di Damocle su una città che ha già pagato tanto in termini di vite umane e ambientali.

A battersi contro questa possibilità è da sempre il senatore Mario Turco che è nato e vive a Taranto che, insieme al suo partito, il Movimento 5 Stelle, è tornato ad alzare la voce.

M5S contro la distrazione dei fondi delle bonifiche

“Riteniamo pessimo – hanno dichiarato i senatori M5S delle Commissioni Industria e Finanze – il tentativo che stanno mettendo in atto la Lega e altre forze politiche sul decreto taglia prezzi in merito all’ex Ilva di Taranto. L’ipotesi di trasferire 150 milioni dalle bonifiche all’attività produttiva ci vede fermamente contrari. Si tratterebbe dell’ennesima decisione scellerata della politica nei confronti di lavoratori che, negli anni, hanno subito ogni sorta di angheria. E soprattutto rispetto ai cittadini di Taranto che continuano a vivere nella speranza di non ammalarsi.

È giunto il momento – hanno continuato – di essere seri e di non mortificare un territorio che ha già pagato un alto prezzo sanitario e in termine di vite umane. Gli interventi a carattere ambientale e la tutela della salute pubblica sono l’unico crocevia per dare un possibile futuro alla continuità produttiva del sito industriale di Taranto. Non si può, ancora una volta, chiedere al territorio di rinunciare alla sua riqualificazione ambientale per sopperire a delle mancanze e a degli impegni cui il Governo non riesce a fronteggiare sul piano finanziario”.

Lavoratori in cassa integrazione: parla M5S

Oltre ai fondi Taranto, i pentastellati hanno affrontato anche il problema legato ai lavoratori (circa 3000 sono ora in cassa integrazione), fortemente legato alla bonifica Ilva Taranto. “Il trasferimento di tali risorse – hanno spiegato – intralcerebbe la speranza dei lavoratori Ilva in A.S. di essere riqualificati e ricollocati sul piano lavorativo, proprio nelle attività di bonifica e di riconversione. Una speranza tanto attesa ora che le bonifiche stanno per partire, anche se qualcuno le vorrebbe definitivamente cancellare.

Il MoVimento 5 Stelle conferma la sua contrarietà e sosterrà l’emendamento, a firma del senatore Mario Turco, che prevede di sopprimere tale proposta inaccettabile. Rispondiamo, quindi, un fermo ‘no’ all’ennesimo oltraggio che qualcuno vuole muovere alla dignità dei tarantini e di un intero territorio ancora ferito”.

Il M5S non è l’unico che si batte perché finalmente si avvii la “decarbonizzazione”. Anche l’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, si è espresso difendendo le risorse per le bonifiche. Ha spiegato come sia importante che per Taranto fondi vengano effettivamente utilizzati per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Indetto uno sciopero di 24 ore

Intanto i sindacati hanno indetto uno sciopero di 24 ore per venerdì 6 maggio 2022. Parteciperanno i dipendenti diretti, di Ilva in As e dell’appalto, con un sit-in davanti alle portinerie.

I lavoratori lamentano da tempo un utilizzo quanto meno leggero della cassa integrazione, a fronte di un’aumento della produzione. Tra le altre cose sostengono che i turni non siano adeguati, così come i riposi. E che non ci siano investimenti sulla sicurezza.

L’Ona insiste per la bonifica

L’Osservatorio nazionale amianto da sempre si batte anche per la bonifica di questo sito contaminato da anni di utilizzo dell’amianto. Due anni fa il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, organizzò anche un convegno per mantenere alta l’attenzione sull’area.

L’asbesto ha causato negli anni nella zona un numero molto alto di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate. Questi minerali hanno colpito anche i cittadini oltre ai dipendenti della fabbrica. Nemmeno i bambini sono stati esenti dalle malattie causate dalla fibra killer. Il fenomeno è stato sviscerato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“. I numeri relativi ai casi di mesotelioma sono invece disponibili nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

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