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Bando Agrisolare 2026: 800 milioni per energia e addio amianto

Bando agrisolare, ulteriori aiuti anche per chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico
Bando agrisolare, ulteriori aiuti anche per chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico( foto free di Foto di schropferoval da Pixabay)

Il comparto agricolo italiano punta su innovazione ed energia pulita con aiuti anche per chi impianta il fotovoltaico in sostituzione a coperture di amianto.  Con un nuovo stanziamento da quasi 800 milioni di euro, il programma dedicato all’agrisolare rafforza il proprio ruolo strategico a sostegno delle imprese.

L’intervento amplia una dotazione già significativa e consolida un percorso che ha superato complessivamente i 2 miliardi di euro di risorse destinate al settore primario, coinvolgendo finora circa 24 mila imprese agricole.

Con la pubblicazione del nuovo “Bando Agrisolare” le imprese potranno ridurre la loro bolletta energetica senza sottrarre un metro quadro di suolo ad uso agricolo. Le imprese interessate potranno presentare i nuovi progetti a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026.

Nuovo bando agrisolare: cosa prevede

Il nuovo bando mette a disposizione ulteriori fondi per sostenere gli investimenti delle aziende agricole in impianti fotovoltaici. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici delle imprese e favorire la transizione ecologica del comparto.

L’iniziativa rappresenta uno strumento concreto e condiviso, capace di ottenere consenso trasversale. Sia maggioranza sia opposizione, infatti, riconoscono l’importanza di una misura che interviene su un tema centrale per la competitività delle aziende agricole: il fabbisogno energetico.

L’agrisolare consente alle imprese di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, migliorando la sostenibilità economica e ambientale delle attività produttive.

La misura finanzia l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, ivi inclusi stalle, cantine, magazzini, serre, con un contributo a fondo perduto dell’80% su tutto il territorio nazionale. Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l’uso di 3.000 ettari di terra che oggi invece può essere utilizzato a scopi agricoli.

Oltre 2 miliardi già investiti e 24 mila imprese coinvolte

Circa 24 mila imprese hanno già beneficiato dei finanziamenti. Questo dato conferma quanto il settore agricolo sia pronto a investire in innovazione e quanto la misura risponda a un’esigenza reale delle aziende.

L’iniziativa è stata sostenuta dal governo con un ruolo centrale del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha contribuito a reperire ulteriori risorse attraverso una nuova facility dedicata.

Agrisolare e bonifica dell’amianto: un’opportunità per la sicurezza

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni  presidente dell’ONA, “l’amianto è un killer, i minerali di asbesto provocano, infatti, prima fibrosi e poi cancro.”

Per questo uno degli aspetti più rilevanti del bando riguarda la possibilità di abbinare l’installazione degli impianti fotovoltaici alla rimozione dell’amianto dalle strutture aziendali.

Un’azione di messa in sicurezza degli edifici agricoli: la bonifica dell’asbesto, infatti, rappresenta un passaggio fondamentale per tutelare la salute degli operatori e migliorare la qualità degli ambienti di lavoro.

Secondo il ministero dell’Agricoltura, la misura “con i progetti finanziati ad oggi si consentirebbe di smaltire oltre 3,6 milioni di mq di amianto pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal ministero dell’Ambiente.”

I risultati ottenuti finora su questo fronte sono stati definiti “straordinari”. La misura consente dunque di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza energetica e sicurezza strutturale, offrendo alle imprese un sostegno concreto.

Consumo di suolo zero: tutela della superficie agricola

Un altro elemento qualificante del programma agrisolare è il rispetto del principio del consumo di suolo zero. Gli impianti finanziati non sottraggono terreno alla produzione agricola, poiché vengono installati sulle coperture degli edifici aziendali.

Questo approccio consente di preservare integralmente la superficie coltivabile, evitando di ridurre neppure di un centimetro i terreni destinati alle colture. Essendo la tutela del suolo una priorità, la scelta di puntare sulle strutture esistenti rappresenta un valore aggiunto.

L’agrisolare, quindi, non entra in conflitto con la vocazione produttiva dei terreni agricoli, ma si integra con essa, rafforzando la sostenibilità complessiva delle aziende.

Un sostegno strategico per il futuro dell’agricoltura

La riduzione dei costi legati all’energia rappresenta un fattore decisivo per la competitività, soprattutto in una fase caratterizzata da forti oscillazioni dei prezzi.

Il nuovo bando da 800 milioni si inserisce in questa strategia: rafforzare la resistenza delle imprese accompagnandole il settore primario nel percorso di transizione ecologica.

Agrisolare 2026: perché il bando è centrale per le imprese

L’agricoltura italiana si trova davanti a problematiche complesse: aumento dei costi di produzione, necessità di ridurre l’impatto ambientale, richiesta di maggiore sicurezza. In questo scenario, quindi, strumenti come l’agrisolare diventano fondamentali.

Il nuovo stanziamento amplia le opportunità per le imprese che non hanno ancora partecipato ai precedenti bandi e offre ulteriori risorse a un comparto strategico per l’economia nazionale.

Con oltre 2 miliardi già mobilitati e 24 mila aziende coinvolte, il programma si conferma uno degli interventi più rilevanti a sostegno del settore agricolo negli ultimi anni.

Per le imprese del settore, si tratta di un’opportunità concreta per investire, innovare e crescere nel segno della transizione ecologica.

Gli avvisi pubblici e gli allegati

Fonte: Ministero Agricoltura, agricolae.eu

Amianto nei giocattoli Stretch Squad: richiamo da Action

amianto, avviso di sicurezza che circola in rete
amianto, avviso di sicurezza che circola in rete

Alcuni giocattoli destinati ai bambini sarebbero ritirati dal mercato italiano per la possibile presenza di amianto all’interno dell’imbottitura in sabbia. Circola infatti in rete un avviso secondo il quale alcuni prodotti venduti negli ultimi due anni nei punti vendita di un’azienda britannica, presente con numerosi store su tutto il territorio nazionale. La stessa notizia è condivisa anche da Altroconsumo e dal Governo britannico.

La comunicazione ufficiale invita i consumatori a sospendere precauzionalmente l’utilizzo degli articoli coinvolti e a riportarli in negozio per ottenere il rimborso. La misura è stata adottata in via precauzionale per tutelare la salute dei più piccoli.

Quali sono i giocattoli ritirati

I prodotti interessati dal richiamo sono i personaggi elastici “Stretch Squad” e il set “Stretch Squad 4 pezzi”. Si tratta di giochi molto popolari tra i bambini perché possono essere allungati, piegati e manipolati con facilità.

Secondo quanto compare nella comunicazione, gli articoli sarebbero stati commercializzati tra il 22 aprile 2024 e il 13 febbraio 2026.

In questo  comunicato pubblicato online dove vengono specificati i dettagli utili per riconoscere i prodotti, incluse le immagini che consentirebbe ai genitori di verificare con precisione se i giocattoli presenti in casa rientrano tra quelli oggetto del richiamo.

Perché, se confermata la presenza di amianto è preoccupante

Come ricordano la Fondazione Umberto Veronesi, e l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’asbesto è formato da fibre microscopiche invisibili a occhio nudo.

La presenza di amianto in un prodotto destinato ai bambini rappresenta un elemento di preoccupazione.

“Questo materiale, utilizzato in passato in diversi settori industriali, è oggi riconosciuto come altamente pericoloso per la salute umana.” – ha sottolineato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Senza allarmismi, bisogna sottolineare che quando un oggetto che contiene amianto è danneggiato o si deteriora, queste fibre potrebbero potenzialmente disperdersi nell’aria e venire inalate.

Una volta respirate, le particelle possono potenzialmente depositarsi nei polmoni e rimanere nell’organismo per molti anni. L’esposizione è associata a patologie gravi come asbestosi, mesotelioma pleurico e tumore polmonare. Uno degli aspetti più critici è il lungo periodo di latenza: le malattie legate all’amianto possono manifestarsi anche a distanza di decenni dall’esposizione.

Nel caso dei giocattoli ritirati, il rischio è indicato come potenziale e legato soprattutto all’eventuale rottura del prodotto. Se confermato, qualora l’imbottitura interna dovesse fuoriuscire, qualora ci fossero fibre queste potrebbero disperdersi.

Cosa devono fare i consumatori

In ogni caso, senza provocare allarmismi,  i genitori che hanno acquistato uno dei prodotti coinvolti sono invitati a non utilizzarlo e a riportarlo presso il punto vendita Action più vicino. Secondo la comunicazione disponibile online è rimborsato l’intero importo pagato, anche in assenza dello scontrino.

Non è quindi necessario presentare la prova d’acquisto per ottenere la restituzione del denaro. Questa scelta punta a semplificare la procedura e a favorire la massima collaborazione da parte dei clienti.

Il richiamo è disposto proprio per evitare qualsiasi rischio per la salute dei bambini. Anche se la probabilità di esposizione è legata alla rottura del giocattolo (e se questa dovesse contenere effettivamente amianto) la raccomandazione è quella di non sottovalutare la situazione.

Cosa succede se il bambino ha già giocato con questi articoli

Molti genitori si stanno chiedendo quali possano essere le conseguenze nel caso in cui il bambino abbia già utilizzato uno dei giochi segnalati. È importante mantenere la calma e valutare la situazione con lucidità.

Se il giocattolo è rimasto integro e non presenta lacerazioni o fuoriuscite di materiale interno, il rischio di esposizione risulta estremamente basso. La criticità emerge infatti quando l’imbottitura viene a contatto con l’ambiente esterno.

Nel caso in cui il prodotto sia danneggiato, è consigliabile evitare di manipolarlo ulteriormente, riporlo in un contenitore chiuso e aerare l’ambiente. In presenza di dubbi o preoccupazioni, può essere utile consultare il pediatra per un parere professionale.

Un richiamo a scopo precauzionale

L’episodio rientra nelle procedure di sicurezza previste per la tutela dei consumatori. Quando individuata una possibile criticità, anche solo potenziale, le aziende sono tenute ad attivare immediatamente il richiamo.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei prodotti per l’infanzia. I controlli di qualità e la trasparenza nelle comunicazioni rappresentano strumenti fondamentali per garantire la protezione dei più piccoli.

Controlli e prevenzione in casa

Questo episodio può diventare anche un’occasione per ricordare quanto sia importante verificare periodicamente lo stato dei giocattoli presenti in casa. Con l’uso quotidiano, molti articoli possono usurarsi o rompersi, aumentando eventuali rischi.

Monitorare le comunicazioni ufficiali sui richiami e conservare le informazioni relative agli acquisti può aiutare a intervenire tempestivamente in caso di necessità. La prevenzione, soprattutto quando si parla di bambini, resta sempre la prima forma di tutela.

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Si invita chi legge a verificare sempre le informazioni direttamente con i canali ufficiali delle aziende o delle autorità competenti prima di prendere qualsiasi decisione.

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Miradolo Terme: sequestrata maxi discarica abusiva

rifiuti e amianto abbandonati, Modena
rifiuti e amianto abbandonati (Foto esclusivamente decorativa di Jota Guzmán da Pixabay)

Un’area collinare trasformata in deposito di rifiuti. È quanto emerso da un’operazione condotta dai Carabinieri Forestali di Pavia insieme alla Polizia Locale Terra dei Fiumi. Con il supporto del Comune di Pavia, nel territorio di Miradolo Terme.

L’intervento ha portato alla scoperta di una discarica abusiva estesa su circa 10mila metri quadri, all’interno di un’area agricola compresa nel perimetro del parco collinare locale. Il volume complessivo dei materiali abbandonati è stato stimato in circa duemila metri cubi.

Amianto, rifiuti elettronici e macerie tra campi e fabbricati

Secondo quanto ricostruito durante i sopralluoghi, tra i rifiuti presenti figurano materiali di diversa natura, inclusi scarti considerati pericolosi. Tra questi sarebbero stati individuati manufatti in cemento-amianto (eternit), resti di veicoli, macerie da demolizione e numerosi rifiuti elettronici dismessi, come elettrodomestici fuori uso.

I materiali erano distribuiti sia su terreni agricoli sia all’interno di edifici abbandonati. Tra cui un capannone utilizzato come deposito. La presenza di amianto e di rifiuti speciali renderebbe la situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e sanitario. Ciò richiede interventi di messa in sicurezza e bonifica.

Denunce per gestione illecita di rifiuti

Al termine delle verifiche, sei persone denunciate a piede libero con la presunta accusa di gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire nel dettaglio la dinamica degli sversamenti.

L’area posta sotto sequestro per impedire ulteriori conferimenti e per consentire le attività tecniche necessarie alla quantificazione esatta dei materiali presenti e alla pianificazione degli interventi di rimozione.

Impatto ambientale e tutela del territorio dall’amianto

L’abbandono illecito di rifiuti è un fenomeno che potrebbe comportare gravi conseguenze per l’ambiente e per la sicurezza pubblica. La dispersione incontrollata di materiali contenenti amianto e di rifiuti elettronici può infatti determinare potenziali contaminazioni del suolo e delle acque, oltre a rischi per la salute.

Le operazioni di controllo sul territorio proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di contrastare comportamenti illeciti e tutelare le aree agricole e naturalistiche della provincia pavese.

Un’azione coordinata per la legalità ambientale

L’intervento è l’ennesima prova dell’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine e amministrazioni locali nella prevenzione dei reati ambientali. Il coordinamento tra Carabinieri Forestali, Polizia locale e Comune ha consentito di individuare un’area utilizzata per lo smaltimento irregolare di rifiuti su larga scala.

Ora la priorità sarà la messa in sicurezza del sito e l’avvio delle procedure di bonifica, nel rispetto delle normative ambientali vigenti.

Fonti:

Il cittadino di Lodi
La provincia Pavese

Lecce, fondi PNRR per le scuole: stop al Radon e ai crolli

Radon
Radon

La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro dell’attenzione a Lecce, dove quattro istituti cittadini saranno interessati da interventi di risanamento e messa in sicurezza per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro. Le risorse arrivano dal ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito dei programmi dedicati alla riqualificazione del patrimonio scolastico collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Due interventi riguarderanno il risanamento delle coperture, mentre altri due saranno finalizzati alla bonifica del gas radon, un tema sempre più centrale quando si parla di salute negli ambienti chiusi, soprattutto quelli frequentati quotidianamente da bambini e adolescenti.

Radon nelle scuole: cos’è e perché intervenire

Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore, che si sprigiona dal suolo e può accumularsi negli ambienti chiusi, in particolare nei locali situati ai piani bassi o seminterrati. Quando le concentrazioni superano i limiti fissati dalla normativa, è necessario intervenire con opere di mitigazione per ridurne la presenza.

Non dimentichiamo infatti che il radon è indicato come seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

A Lecce, i lavori di bonifica interesseranno alcune scuole primarie e secondarie dove sono stati rilevati valori oltre le soglie consentite. Gli interventi prevedono opere tecniche mirate a migliorare la ventilazione e a impedire l’ingresso del gas dagli strati sottostanti l’edificio. Si tratta di azioni strutturali che puntano a garantire ambienti più salubri e conformi alle disposizioni vigenti.

Il tema del radon nelle scuole è oggi oggetto di monitoraggi sempre più capillari in tutta Italia, proprio perché la permanenza prolungata in ambienti chiusi può rappresentare un fattore di rischio nel lungo periodo. La prevenzione, in questo ambito, è considerata una priorità sanitaria oltre che edilizia.

Interventi sulle coperture e messa in sicurezza

Parallelamente, altri due istituti cittadini saranno interessati da opere di risanamento strutturale. Ad una scuola è previsto un intervento sulla cornice perimetrale in pietra leccese, situata a circa dodici metri di altezza. In passato si sono verificati distacchi di elementi lapidei, con la conseguente necessità di delimitare alcune aree esterne per ragioni precauzionali. I lavori mirano a ripristinare le condizioni di sicurezza e a consentire un accesso più agevole agli spazi scolastici.

Ad un’altra scuola si interverrà invece sul solaio di copertura di alcune aule, danneggiato da infiltrazioni d’acqua durante eventi meteorologici intensi. Le criticità riscontrate hanno talvolta comportato lo spostamento temporaneo delle classi o l’interruzione delle attività didattiche. Il progetto punta a migliorare impermeabilizzazione e isolamento, così da garantire continuità alle lezioni e maggiore comfort per studenti e personale.

Un investimento sulla qualità degli ambienti scolastici

Gli interventi finanziati contituiscono un passo concreto verso edifici scolastici più sicuri e salubri. La riqualificazione non riguarda soltanto l’aspetto strutturale, ma anche la qualità dell’aria interna e la tutela della salute degli alunni.

“La scuola è uno dei luoghi più frequentati della vita quotidiana. Investire in prevenzione, dalla stabilità delle strutture alla bonifica del radon, significa migliorare il benessere collettivo e rafforzare la fiducia delle famiglie nei confronti delle istituzioni.” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre attento a tutti i cancerogeni come amianto, ma anche radon.
A tal proposto invitiamo a visionare questo speciale con Bonanni su ONA News sul radon:

Brescia, aree sotto sequestro: sospetta frode amianto

amianto
amianto, immagine esclusivamente descrittiva presa da Wikipedia commons

Nuove vicende in provincia di Brescia, dove le autorità hanno disposto il sequestro di alcune aree nell’ambito di un’indagine legata alla presunta gestione non conforme di materiali contenenti amianto. L’operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del nucleo forestale, punta a fare luce su modalità di trattamento e smaltimento che potrebbero essere non in linea con la normativa ambientale.

Le verifiche delle autorità

I controlli hanno interessato più siti tra cantieri e terreni della zona. Gli inquirenti ipotizzano che parte dei materiali derivanti da attività di demolizione possa non essere stata trattata secondo le procedure previste per i rifiuti pericolosi.

Le contestazioni, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, riguardano in particolare la corretta classificazione e tracciabilità dei rifiuti. Oltre al rispetto delle norme sul trasporto e sul conferimento in impianti autorizzati.

È importante sottolineare che si tratta di ipotesi investigative ancora in fase di accertamento.

Amianto: perché la gestione è regolata in modo rigoroso

“L’amianto è un materiale vietato da anni in Italia, ma ancora presente in numerosi edifici costruiti prima degli anni ’90. Quando viene rimosso, deve essere trattato con procedure specifiche per evitare la dispersione di fibre nell’ambiente. La corretta bonifica e lo smaltimento sicuro dei materiali contenenti amianto rappresentano una priorità per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Infatti la potenziale inspirazione di fibre può causare gravi malattie, tra cui asbestosi, mesotelioma e altre forme tumorali. Per questo motivo, il suo smaltimento e trattamento sono regolamentati da normative ambientali rigorose, che prevedono autorizzazioni specifiche, tracciabilità e adeguate precauzioni tecniche

La normativa italiana prevede piani di lavoro autorizzati, personale specializzato, smaltimento in discariche idonee,monitoraggi ambientali.

Il mancato rispetto di queste regole può comportare rischi sanitari e ambientali, oltre a responsabilità di natura penale e amministrativa.

Accertamenti tecnici e possibili sviluppi

Le autorità hanno affidato a Arpa Lombardia il compito di analizzare i campioni di rifiuti sequestrati per comprendere l’effettivo grado di contaminazione e i potenziali impatti su suolo, aria e falde acquifere.

Al momento, sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire responsabilità e dinamiche, mentre le risultanze delle analisi serviranno anche a definire eventuali interventi di bonifica e difesa ambientale.

Solo al termine delle verifiche sarà possibile definire con precisione eventuali responsabilità.

Secondo le prime stime, il vantaggio economico ottenuto attraverso lo smaltimento irregolare del materiale potrebbe essere ammontato a circa 250.000 euro, derivante dal mancato rispetto dei costi di smaltimento previsti per rifiuti pericolosi.

Nel frattempo, le aree coinvolte restano sotto vincolo. Un fatto che accende l’attenzione sulla necessità di controlli costanti nella gestione dei rifiuti speciali, soprattutto in territori con una forte presenza industriale come il Bresciano.

Fonti: Radio Lombardia, Ansa, Rai News, Il Dolomiti