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giovedì, Aprile 16, 2026

Alla ricerca di possibili soluzioni per una “grande bonifica”

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Il punto del Generale G. Cardillo dal Comitato Tecnico ONA

L’attuale interesse di ONA e delle sue attività sul tema della bonifica dell’amianto ed in particolare sulle scuole di Roma, si è dimostrato apertamente al Convegno del 30.03.26, tenutosi nella Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio in Campidoglio a Roma.

La presenza e l’intervento nella tavola dei relatori del Generale G. Cardillo, ha reso ogni evidenza critica ma al contempo ha aperto una prospettiva positiva per il futuro. Seguendo e indicando un modello esemplare di bonifica, rappresentato dalla precedente impresa nella Valle della Rhur che vanta di risultati visibili a distanza di anni. Simbolo di una nuova identità e rigenerazione anche culturale del paese.

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Generale Giampiero Cardillo, componente ONA
Generale Giampiero Cardillo, componente ONA

Generale Giampiero Cardillo – Comitato tecnico scientifico ONA:

Mancano le idee, le strutture, le concatenazioni tra privati e pubblici. Noi abbiamo degli esempi. Molto tempo fa, incontrando l’Ingegnere che fece la bonifica della Valle della Rhur in Germania in dieci anni, in un’area come il Lazio. Ora ci vanno in vacanza, avendo anche cambiando la ragione sociale di quel posto.

I tedeschi, sono stati i precursori di un sistema pubblico-privato, basato sul poco pubblico, in quanto non funziona e non si lega per due motivi: la mancanza di informazione della popolazione e consapevolezza. Poi, il numero delle vittime per amianto supera quello delle vittime della strada di cui ne parliamo nella cronaca. Ma nulla per le vittime dell’amianto al pari.

La politica ha paura, non avendo idee su come risolvere l’intera questione.

Dal punto di vista economico, è un’impresa destinata al fallimento. Ad un certo punto l’amianto finisce e finisce l’attività stessa. Quindi, mutuando l’idea tedesca di bonifica bisognerebbe fare come loro per affrontare la massa di amianto presente sul nostro territorio.

L’efficienza dell’amministrazione e del terzo settore a seconda del contesto, incide per affrontare il grosso del problema che lascerà un’eredità di altri quaranta anni.

Questo dramma, si risolve mascherandolo infilandolo dentro ad altre iniziative.

I tedeschi hanno scelto di rigenerare un territorio, creando un mondo nuovo su un mondo vecchio e inabitabile. Un’idea geniale quella dei tedeschi, con sottesa una motivazione sentimentale dal lavoro forzato nelle miniere francesi.

Nessuno si è voluto sottrarre da questo gran progetto. E sottovalutato nella narrazione anche tecnica. Ma in ogni caso, non ci sono stati avversari a questa azione, ma solo persone che si sono offerte. La Confindustria tedesca con persone di altissimo valore, Università e grandi aziende tedesche. Tutti hanno fatto in modo di regalarsi un vantaggio comune”.

Il limite da sorpassare del sistema italiano

Il Gen. Giampiero Cardillo:

“Chi aveva inventato il sistema, mi disse personalmente che noi italiani non siamo capaci di un progetto simile.

Riflettendo aveva ragione.

Non c’è stata alcuna personalità capace di supplire al silenzio stampa su questo argomento.  Sussiste una scarsa consapevolezza sul tema.

La stessa attività dell’Avv. Bonanni non esce dalle aule del Tribunale.

Bonanni iniziò come Avvocato in difesa dei lavoratori e poi andò avanti volendo dimostrare e mostrare qualcosa di più. I proponimenti assieme alla Camera dei Deputati per soluzioni opinabili, ne sono la dimostrazione. Si studiava la situazione del posto singolare, trasmettendola alle figure istituzionali competenti. Ma non ci sono state proiezioni sui quaranta milioni di tonnellate di amianto.

Il problema non si può parcellizzare ma si può agire solo con i massimi sistemi.

La soluzione è a tempo, garantendo la manutenzione di quello fatto in un tempo infinito. I rischi successivi della dispersione delle fibre di amianto, sono all’ordine del giorno. Basta una fibra soltanto per ammalarsi.

L’ Euratom con il suo statuto perfetto, può essere coesistenza per la gestione del fenomeno.

Concludendo, in Europa si può fare un grande progetto europeo facendo rientrare le bonifiche di qualsiasi genere, per cui anche l’amianto.

 Noi, dobbiamo dimostrare di poter fare come i tedeschi quello che hanno realizzato in dieci anni esatti. Hanno realizzato la bonifica mascherandola con la rigenerazione territoriale, lo sviluppo del turismo, lo sviluppo industriale, dando un valore positivo all’azione.

Mentre bonificare un’azione negativa rispetto a un bilancio statale, non crea tutto questo.

La pianificazione territoriale, aiuta uno sviluppo con l’ottenimento delle grandi risorse dal settore bancario a venti cinque anni, cinquanta anni con una Bce che garantisce la restituzione del credito.

Nei grandi numeri e grandi iniziative bisogna trovare l’aiuto concreto.

Le piccole aziende si possono consorziare ed introdurre nel grande progetto, gestito da una struttura non parcellizzata.

Quindi, se la cosa non diventa un’esigenza pubblica di tutti, i tribunali possono risolvere solo quel singolo problema ma non il problema. La politica, anche, può risolvere il singolo problema se sollecitata ma non il tutto. Dobbiamo tenere conto di questa esigenza strutturale, per poter risolvere il fenomeno.”.

 

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