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Cosenza: La gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti

ONA
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Il Comitato dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Cosenza, di intesa con ONA Nazionale e con il Presidente, Avv. Ezio Bonanni, ha intrapreso un  percorso formativo di educazione ambientale denominato “Conoscenza e Tutela della Salute Ambientale” su diversi temi che possono contribuire alla crescita culturale e sociale degli studenti frequentanti le scuole superiori del territorio.

L’iniziativa ha luogo il prossimo 13 maggio

L’incontro del 13 maggio tratterà la problematica della gestione dei rifiuti a partire dall’utilità della raccolta differenziata per la quale la Calabria, pur non essendo il fanalino di coda,  registra una percentuale media inferiore a quella delle regioni del centro e del nord Italia. Verrà presentato un esempio di gestione virtuosa e sostenibile sia sotto l’aspetto finanziario che ambientale come quella realizzata dal Comune di Saracena, il quale gestisce in maniera autonoma i rifiuti raggiungendo una percentuale di oltre il 70% ed impiegando personale del luogo, con notevoli risparmi rispetto alla soluzione della gestione esternalizzata.

Le relazioni saranno tenute dall’ing. Giovanna Terranova e dall’ing. Giuseppe Infusini, Coordinatore ONA Cosenza; i lavori saranno moderati dalla prof.ssa Rosaria Ginese, delegata ONA ai rapporti con le scuole e  responsabile del progetto formativo “Conoscenza e Tutela della Salute Ambientale”. Il Sindaco di Saracena, prof. Mario Albino Gagliardi, concluderà i lavori.

Per info: onacosenza@gmail.com.

Catania: l’ONA vince in Corte di Appello, ma non basta

Catania, ONA
Catania

L’occasione del deposito della sentenza della Corte di Appello di Catania, Sezione Lavoro, n. 390 del 04.05.2017, dà lo spunto all’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), all’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Alessandro Scuderi, per insistere in ordine alle urgenti misure di tutela della salute dei lavoratori e cittadini siciliani, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari.

L’ONA lamenta alcuni particolari punti:

  • Strage di lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari (di seguito i numeri dell’epidemia);
  • La mancata applicazione della normativa in tema di prepensionamento per i lavoratori esposti all’amianto;
  • Assenza di doverosi risarcimenti;
  • Lungaggini giudiziarie;
  • Assenza di sorveglianza sanitaria e dell’istituzione del centro unico presso l’Ospedale di Augusta (così come stabilito dalla L.R. 10/2014);
  • Mancata applicazione della c.d. ‘legge Gianni’ in materia di amianto (L.R. 10/2014).
  • Mancata emissione degli atti di indirizzo equipollenti per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti siciliani ad alto rischio industriale.

Il caso di E.B. è emblematico. L’INPS ha rigettato la sua domanda per il prepensionamento nonostante fosse dimostrata la sua esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

In primo grado il Tribunale di Siracusa ha accolto le tesi dell’INPS e ha rigettato le domande del lavoratore esposto all’amianto, il quale ha dovuto continuare a lavorare nonostante fosse stato già provato fisicamente e moralmente dall’esposizione ad amianto.

Il lavoratore si è quindi rivolto all’ONA nella persona del coordinatore regionale Sig. Calogero Vicario che ha interessato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente nazionale, il quale ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Catania.

Richiesta della consulenza tecnica dalla Corte d’Appello

La Corte di Appello di Catania ha disposto una consulenza tecnica, così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni.

L’accertamento tecnico ha permesso di confermare che il Sig. E.B., come dipendente della COGEMA S.p.A., azienda chimica con sede a Priolo a Gargallo, è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto per il periodo dal 02.04.1976 al 31.12.1994, in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative: il lavoratore si avvia dunque al prepensionamento.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dal 2008, ha sollevato la problematica amianto in Sicilia, e ha lamentato una discriminazione per i lavoratori esposti ad amianto che si vedevano negati i loro diritti.

Con la legge regionale n. 10/2014, dovuta grazie all’intervento dell’On.le Pippo Gianni, Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA e già più volte Deputato nazionale, la Regione Sicilia si è dotata di uno strumento legislativo che prevedeva anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’Ospedale di Augusta, oltre alla bonifica e ad ulteriori misure.

Il cronogramma della Legge Regionale Siciliana

La Legge Regionale Siciliana aveva un cronoprogramma per la sua applicazione, e quindi per la messa in sicurezza di tutti i siti.

Successivamente il Deputato Regionale On.le Pippo Gianni è stato estromesso dall’ARS e la legge è stata privata del cronoprogramma.

L’ONA, anche alla luce di questa decisione della Corte di Appello, rilancia l’appello al Presidente della Regione, On.le Crocetta, affinché:

  • La legge regionale amianto trovi finalmente applicazione e ciò per evitare che continui la strage provocata dall’amianto.
  • Vengono emessi, come più volte richiesto dal Presidente, avv. Ezio Bonanni e dal coord. Regionale ONA, Calogero Vicario, in https://osservatorioamianto.com/occasione dell’Audizione del 17 novembre 2015 presso le commissioni congiunte IV – Ambiente e Territorio e VI Servizi Sociali e Sanitari della Regione Sicilia, gli Atti di indirizzo “equipollenti” per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti ad alto rischio industriale  della regione Sicilia, in forza dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 Legge 247/2007, e della Sentenza TAR Lazio n. 5750/09, nella quale si fa riferimento ai lavoratori esposti all’amianto residenti e che hanno svolto attività lavorativa in siti ubicati nelle regioni a statuto speciale, per le quali all’atto di indirizzo ministeriale viene a sostituirsi, o sono equiparati analoghi od equipollenti atti certificativi, emessi dagli enti e/o uffici regionali.

Nel recente convegno che l’ONA ha organizzato a Siracusa (18.02.2017), è intervenuto anche Don Palmiro Prisutto, Arciprete della Chiesa madre di Augusta, il quale ha dichiarato: “Battaglia da condurre insieme con l’ONA. E’ grave – aggiungeva il battagliero sacerdote – che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento tra Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, ma si perpetui in silenzio che è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.

I numeri della strage

La Sicilia è una delle Regioni in cui c’era un più intenso utilizzo di amianto sia nel sistema produttivo che negli edifici pubblici e nelle abitazioni private.

Il triangolo industriale di Augusta-Priolo, Ragusa e Gela e le zone industriali della Valle del Mela (Messina) e di Palermo si caratterizzano per la poderosa utilizzazione di amianto allo stato friabile e compatto nelle numerose applicazioni (circa 3.000) che ne hanno esaltato le capacità tecniche di resistenza, fonoassorbenza, isolante, antincendio, etc..

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 1286 mesoteliomi, per il periodo che va dal 1998 al 2014, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno. Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio (cui vanno aggiunti gli altri tumori e le patologie non neoplastiche), si calcolano ogni anno complessivamente non meno di 600 decessi nella sola Sicilia.

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale (dati aggiornati nel VII Rapporto Mesoteliomi).

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non sono censiti.

Per ulteriori fonti:

– Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);

– Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa.

Silviano Sanguigni, padre di due figli studenti esposti

Silvano Sanguigni
Silvano Sanguigni

Le segnalazioni effettuate dopo il disastro EcoX

Sono oltre 600 le segnalazioni pervenute all’Osservatorio Nazionale Amianto, in seguito all’incendio dell’EcoX di Pomezia e alla gigantesca colonna di fumo nero che ha annebbiato il cielo, gettando nel panico i cittadini ignari di ciò che tale nube contenga e ancora in attesa che le autorità competenti chiariscano il dilemma amletico “amianto sì” (Procura della Repubblica di Velletri) e “amianto no” (Ministro Lorenzin). Perché non si provvede alle bonifiche? Perché c’è ancora tutto questo amianto disseminato nel territorio? Sono questi gli interrogativi dei cittadini, ora anche quelli di Pomezia, che si chiedono cosa faccia lo Stato e tutte le altre istituzioni.

L’ONA da tempo si batte per la bonifica di tutti i territori contaminati rispetto a tutti i cancerogeni, e non solo all’amianto, big killer che provoca mesotelioma e una serie di altre patologie, dai tumori al polmone alla laringe e all’ovaio e a quelli del tratto gastrointestinale, e poi ancora le patologie fibrotiche con le complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie.

È questa la storia che ci ha raccontato il Sig. Silviano Sanguigni, che compone il Consiglio d’Istituto della scuola Istituto Comprensivo via della Tecnica di Pomezia ed è anche un genitore  premuroso e allarmato dalla possibilità che la salute dei suoi figli possa venir messa in pericolo.

Le conseguenze della possibile esposizione ad amianto

“Sono indignato e amareggiato dalla superficialità con la quale le istituzioni stanno fronteggiando l’emergenza.

Molti genitori sembrano non aver compreso le conseguenze di una possibile esposizione all’amianto e io non mi capacito di come non si stiano prendendo tutte le precauzioni possibili, anche qualora dovessero risultare ancor più di quelle necessarie.

Ho assistito personalmente alla pulizia esterna dell’Istituto di ieri sera.

Questa pulizia, che si è limitata al lavaggio dell’androne dell’entrata, è assolutamente inadeguata rispetto alla portata dell’evento che ha colpito la nostra città, lasciando la possibilità di reimmettere all’interno dell’edificio le polveri depositate su finestre, davanzali e tapparelle.

Per questo motivo non esporrò i miei figli alla superficialità offensiva e potenzialmente lesiva mostrata dall’amministrazione comunale.

Pertanto, esorto le istituzioni, in primis il nostro Sindaco, a manifestare buonsenso, inibire l’accesso ai locali sino a quando non si sia provveduto ad espletare i seri provvedimenti promessi in prima istanza.

E’ necessario ultimare la pulizia di finestre e davanzali, affinché venga adeguatamente tutelata la salute di tutta la scuola: studenti, professori e personale ATA, esattamente come indicato nei precedenti messaggi telegram dallo stesso comune sino a ieri sera.

E’ notizia di oggi il grande gesto di saggezza e coraggio del dirigente dell’IC Trilussa che ha disposto la chiusura, sino a venerdì compreso, per l’inadeguatezza delle pulizie effettuate, del recupero dei proprio figli di molti genitori del IC Orazio per aver accusato malore durante le lezioni e della disposizione di non usare le mense dell’ IC Via della Tecnica”.

Mai abbassare la guardia in merito all’amianto

“Basta giocare con la vita umana”, commenta l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. “L’ONA ritiene indispensabile non abbassare la guardia rispetto a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, anche e ben oltre la questione della nube nera sprigionata dal rogo di Pomezia. La maggior parte dei cancerogeni sono invisibili. Le fibre di amianto sfuggono all’occhio umano e a volte anche al microscopio, ecco perché chiedevamo quale era la tecnica utilizzata per le misurazione della presenza o meno di fibre di amianto nella città di Pomezia quando abbiamo sentito il Ministro essere così rassicurante.

Non bisogna mai abbassare la guardia. Certo, non intendiamo creare allarmismo, ma se è sempre tutto nei limiti di legge e tutto va bene, come mai ci sono tutti questi casi di patologie asbesto correlate?

Ci dovrebbero spiegare come è possibile che ci siano tutti questi casi di mesotelioma, almeno 1.900 ogni anno, tutti riconducibili all’esposizione all’amianto che, lo ripetiamo, è stato messo al bando nel 1992. Questi casi ci sono e ce ne sono tanti altre per altre patologie perché c’è una scarsa attenzione alla precauzione: nel dubbio, meglio preservare la salute che rischiarla. Noi la pensiamo diversamente dal Ministro della Salute proprio perché abbiamo una lunga esperienza sul campo di migliaia e migliaia di morti per amianto, e poi nessuna responsabilità, nessuno è in carcere per tutti i morti da amianto provocati in alcune fabbriche. Penso all’Eternit di Casale Monferrato, come alla Goodyear di Cisterna di Latina: tutto è nei limiti di legge!

L’Osservatorio Nazionale Amianto attiva una unità di crisi

Nel frattempo continua l’attività della unità di crisi ONA, gestita e coordinata dallo stesso Presidente, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328 /4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, da sabato mattina. Fin da subito l’unità di crisi si è attivata, con medici, tecnici e avvocati, per cercare di arginare le tremende conseguenze dello sprigionarsi degli agenti tossico-nocivi dal gigantesco rogo che dalla Pontinia Vecchia, in territorio di Pomezia, era percepibile anche a distanza di chilometri. L’ONA ha diffuso un decalogo (consultabile sul sito ONA Notiziario al link) per evitare il rischio di inalazione di polveri e fibre di amianto”.

ONA: in pensione i lavoratori del porto di Marina di Carrara

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

La delegazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, guidata dalla Sig.ra Antonella Franchi, dal coordinatore regionale Sig. Massimiliano Posarelli e dal Sig. Gianfranco Giannoni, ha preso parte ai lavori del tavolo interistituzionale composto da INPS, INAIL, Comuni di Massa e Carrara e dall’associazione.

Le richieste dell’ONA per i lavoratori portuali

I lavoratori del porto di Marina di Carrara e di tutti gli altri siti della provincia di Massa Carrara, per i quali il tribunale ha già accertato il superamento della soglia delle 100ff/ll, ottengono iol pensionamento anticipato.

onaL’INAIL riconosce le patologie asbesto-correlate e le altre malattie professionali anche senza azione giudiziaria, basandosi sulla sola domanda amministrativa e sugli accertamenti dei propri medici legali e della CONTRARP.

  • Le tesi dell’INAIL e dell’INPS

I due enti previdenziali, durante il lavoro tecnico, ribadiscono che ogni caso presenta caratteristiche diverse e richiede un’istruttoria individuale, anche quando i lavoratori operano nello stesso sito, negli stessi periodi e con le stesse manzioni.

Inaugurazione dello sportello amianto

Oggi l’attività dello Sportello svolta dai volontari coordinati dalla Sig.ra Antonella Franchi, dal Sig. Massimiliano Posarelli, dal Sig. Gianfranco Giannoni e dell’Avv. Natalia Giuliani, si è svolta presso il Comune di Massa, mentre le altre attività dello Sportello proseguiranno tutti i mercoledì mattina dalle 10 alle 12 presso Villa Cuturi.

Per prenotazioni, i cittadini possono contattare il coordinatore ONA Massa, Sig. Gianfranco Giannoni, al numero 339/8861546 e confermando con una email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com e all’indirizzo giannoni.gianfranco@gmail.com.

Dichiarazione dell’Avv. Ezio Bonanni:

“L’Osservatorio Nazionale Amianto insiste affinché le proposte dell’ONA vengano accolte, con il pensionamento di tutti i lavoratori esposti ad amianto con una procedura amministrativa e non giudiziaria.

Se in linea di principio può essere accettato che ogni caso va istruito (come dichiarato da INPS e INAIL questa mattina), allo stesso modo, però, non può essere accettato che l’istruttoria porti al rigetto delle domande che poi ogni volta il cittadino debba ricorrere alla Magistratura.

Quindi ci chiediamo perché ogni volta che ci procede all’istruttoria amministrativa, poi i risultati sono sempre negativi per il lavoratore?

Come mai i risultati dell’istruttoria vengono sempre ribaltati in sede giudiziaria?

L’ONA andrà fino in fondo. Saremo presenti sul territorio di Massa e Carrara e vigileremo sull’operatore degli enti amministrativi perché le leggi siano applicate anche per le vittime dell’amianto e non si continui a negare loro la qualità di vittima e la dignità di ottenere i loro diritti senza necessità di fare causa” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

banner assistenza ona

Attività dello Sportello Amianto del giorno 09.05.2017

Circa 30 cittadini, il 09.05.2017 si rivolgono allo Sportello Amianto di ONA Onlus in Massa.

Purtroppo, gli operatori rilevano 3 nuovi casi di patologie asbesto correlate, e i cittadini coinvolti chiedono supporto medico ed assistenza previdenziale e risarcitoria.

I volontari dell’Osservatorio Nazionale Amianto raccolgono nel dettagliato tutte le richieste e inviano la segnalazione ai sanitari ONA – medici volontari coordinati dal Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale – e agli altri specialisti.

Per l’ambito previdenziale e risarcitorio, l’Avv. Ezio Bonanni valuta ogni caso e decide se avviare le richieste di prestazioni INAIL/INPS e il risarcimento danni.

L’associazione ringrazia il Prof. Alessandro Volpi, Sindaco di Massa, il Dott. Angelo Andrea Zubbani, Sindaco di Carrara, e tutte le amministrazioni comunali, perchè sostengono la richiesta ONA e offrono la loro piena disponibilità per creare lo Sportello Amianto di Massa.

La provincia di Massa Carrara riporta 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9%. Con una popolazione di 197.000 abitanti – circa il 5% dei 3.743.000 residenti toscani – il dato evidenzia un’incidenza estremamente elevata.

La provincia di Livorno registra 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8%. Con circa 160.000 abitanti – quindi per circa il 4% della popolazione regionale – anche questo territorio mostra un livello di incidenza drammaticamente alto. 

Ecco perché l’ONA insiste affinché ci sia una più stretta collaborazione tra tutti gli enti e che venga ridotto a zero, ovvero fortemente limitato il contenzioso che deve essere circoscritto ai soli casi dubbi e non può essere invece la generalità dei casi, come sta succedendo.

EcoX: L’unico strumento efficace è la prevenzione primaria

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, risponde al ministro Lorenzin. Chiesta maggiore attenzione sul rischio amianto. Intervistato a Sky Tg 24 cita Selikoff e smentisce il Ministro.

Scendono in campo anche i medici volontari ONA

Intanto la Dott. Paola Calvaresi coordina i medici volontari dell’ONA che stanno assistendo gratuitamente i cittadini che stanno accusando malori.

“Non c’è un limite di soglia la di sotto del quale non vi siano rischi per la salute”, ha dichiarato lAvv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, oggi durante l’intervista a Sky Tg 24. L’ONA risponde al ministro Lorenzin e chiede chiarimenti: dove, quando e come sono stati effettuati i rilievi? Quale tecnica è stata utilizzata per analizzare l’eventuale presenza di fibre? Si è tenuto conto dei venti prevalenti?

“Il Ministro, nel rispondere al question time, sostiene che non ci sarebbero fibre aerodisperse. Intanto sarebbe stato più opportuno che avesse precisato quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata, anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti.

Il pericolo amianto dopo l’incendio

Una cosa è certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono aerodisperse nell’ambiente circostante.

Rimaniamo in attesa, dunque, di ricevere dal Ministero dell’Ambiente e dagli enti deputati più specifiche indicazioni in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, ivi compresa la diossina” conclude l’Avv. Ezio Bonanni.

Tra l’altro, la presenza di materiali di amianto e conseguentemente di fibre è stata confermata dalla Procura della Repubblica di Velletri: ciò costituisce un dato indefettibile, di cui la ministra non sembra tener conto.

L’ONA, a partire da sabato mattina, ha istituito un’unità di crisi coordinata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328 /4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, rispondono al telefono e all’e-mail (osservatorioamianto@gmail.com), 24 ore su 24.  Ad oggi, sono oltre 600 i cittadini che si sono rivolti all’unità di crisi.

Il lavoro e l’attivismo dell’Osservatorio

Fin da subito l’unità di crisi, costituita dall’ONA, si è attivata, con medici, tecnici e avvocati, per cercare di arginare le tremende conseguenze dello sprigionarsi degli agenti tossico-nocivi dal gigantesco rogo che dalla Pontinia Vecchia, in territorio di Pomezia, era percepibile anche a distanza di chilometri.

Nel frattempo, l’unità di crisi dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha ricevuto ulteriori richieste da parte dei cittadini. Nominato medico coordinatore la Dott.ssa Paola Calvaresi (specialista in anestesia e rianimazione, igiene e medicina preventiva – medicina del lavoro, ed è dirigente medico della ASL Roma 5).

La Dott.ssa Paola Calvaresi riceverà tutte le segnalazioni che saranno inoltrate all’ONA all’indirizzo email osservatorioamianto@gmail.com con la specifica “C.A. DOTT.SSA PAOLA CALVARESI”.

In caso di necessità si potranno ottenere visite mediche gratuite fermo restando che l’associazione consiglia ai cittadini di rivolgersi ai loro medici curanti e ai pronto soccorso dei vari presidi ospedalieri.

La tutela parte dalla prevenzione primaria

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce che l’unico strumento di tutela in materia di rischio amianto è la prevenzione primaria. Lo ha ribadito l’Avv. Ezio Bonanni nella giornata di oggi, intervistato da Sky Tg 24.

L’attività di assistenza proseguirà nei prossimi giorni e non è escluso che possa essere celebrata una assemblea dell’ONA proprio nella città di Pomezia a partire dalla prossima settimana.

L’intervista integrale attraverso questo link. 

L’Avv. Ezio Bonanni, anche nell’intervista del giorno 10.05.2017 fa riferimento alla letteratura scientifica, dalla monografia IARC (“At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” – al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro), fino a quanto riportato dal Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978 che, in ordine all’esposizione a basse dosi ha precisato: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162) per affermare che una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma (trigger dose).