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A Taranto ed Ostia, di degrado fino al tramonto

Taranto ed Ostia rifiuti
Taranto ed Ostia rifiuti

Se la chiusura di due istituti scolastici a Taranto non è altro che la conferma di un insulto da diossina.

Ogni oltre limite per l’intera Città, per Roma, delle due l’una: si tratta di un maledetto ritardo amministrativo o siamo di fronte al fallimento del sistema. In ogni caso si materializza un’apocalisse di lordure, buche, toppe mal messe, vegetazione impazzita, segnaletica scomparsa, interruzioni e deviazioni, insomma una “via dell’orrore”, al posto di quella che fu la prima autostrada d’Italia, la Via del Mare .

Sì, giusto una ventina di chilometri di quasi rettilineo a fianco della ondivaga Ostiense, divenuta da principale secondario cordone ombelicale tra la madre Roma e il suo affaccio sul mare, la figlia Ostia, protesi moderna di quella che fu la porta d’accesso via Tevere, sull’antica linea di costa.

Taranto ed Ostia

Eppure, nonostante le avversità ingiustificabili, determinate da un palese abbandono o se preferite dalla rinuncia dei manutentori dei collegamenti urbani e consolari, il desiderio di raggiungere l’agognato traguardo azzurro è rimasto formidabile per la moltitudine di pendolari del tempo libero, che comunque trovano il coraggio di affrontare il disagio che si frappone al melanconico piacere, quello elementare e insostituibile, inesorabile di un tramonto sul mare di Ostia. 

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Nota a cura della Redazione ONA

Meno preoccupanti dei dati epidemiologici in riferimento alla regione Puglia, ma comunque allarmanti, sono i dati raccolti  in merito all’inquinamento nelle zone alle porte di Roma. 

Il fenomeno più visibile è quello dei cosiddetti “roghi tossici”, i fumi che si elevano dai campi rom, che usano spesso bruciare i rifiuti.

Secondo i residenti, si elevano complessivamente 150 roghi l’anno, contribuendo grazie alla forte presenza di diossina, all’insorgenza di complicazioni dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio.

Anche quella dei rifiuti interrati rappresenta una continua minaccia per la salute dei residenti della zona di Ostia e limitrofe. Si parla addirittura di un possibile inquinamento delle falde acquifere, problema che vedrà difficilmente la risoluzione.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni  tutelano i lavoratori vittime da esposizione ad amianto e ad altre sostanze canceorgene. Con un pool di tecnici, l’Osservatorio assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria); In caso di esposizione certa, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La diagnosi precoce, la prevenzione primaria, le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione e, quindi, migliori condizioni di vita. L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi amianto.

Tutti i lavoratori esposti,  pur se privi di malattia professionale, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione. Qualora una vittima fosse affetta da patologia asbesto-correlata (infiammatoria o tumorale), l’ONA avvia le il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. Se è stato espletato servizio nelle Forza armate in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, eredi legittimi. assistenza ona

Taranto in lutto per la strage degli innocenti

Fabbrica Taranto
Fabbrica Taranto

Se non fosse realtà, stenteremmo a credere che si stia stati così incapaci o perversi di barattare l’oro atavico di una natura generosa con i mefistofelici veleni, che trovano in Taranto la più assurda delle concentrazioni, dopo mezzo secolo di contaminazioni, di micidiali processi di trasmutazione, che hanno scambiato il ferro in acciaio e la vita in morte.

Così si è annichilita la storia gloriosa della Magna Grecia, delle mitiche tombe degli atleti, dell’agricoltura e della pesca , del vino dell’olio, dei mitili e delle ostriche, sublimi doni di una terra e di un mare, il Piccolo e il Grande, che fu eldorado per coloni e guerrieri di Oikoumene, base strategica per flotte antiche e moderne, che oggi vive la surreale drammatica trasformazione di luogo dei predestinati al più terribile dei ricatti, quello tra la vita e la morte, passando per un assurdo dilemma, quello tra il lavoro e il sarcoma.

Oggi, a Taranto e in Italia, per tutti coloro che hanno coscienza e consapevolezza di quanto è accaduto e sta accadendo, è stato proclamato il lutto cittadino in memoria delle vittime da super diossina, per i fumi micidiali sparati dai duecentoquindici camini alti fino a duecento metri, che rendono impossibile la sopravvivenza di chi è in quel territorio, in quella bolgia che va oltre la pur straordinaria immaginazione dantesca.

Il sostegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Come venire fuori da questa situazione perversa? Semplice, si fa per dire, invertendo dinamiche e processi, riconoscendo errori e colpe, impedendo che ci siano altre vittime, oltre quelle che giacciono nelle tombe ricoperte di quella polvere rossa che, come la bianca dell’amianto, è divenuta il terribile sudario delle vittime innocenti di un processo involutivo industriale, che comunque andava fermato già venticinque anni fa, per leggi e misure conseguenti, che oggi si rendono assolutamente urgenti.

Taranto

Infine, si avverte la necessità di una reale forte mobilitazione, che aiuti le persone a liberarsi da questo incubo, da questa spirale viziosa in cui anche 

chi governa sembra non abbia la necessaria determinazione per scelte purtroppo drastiche.

A tal riguardo, abbiamo notizia che ONA – l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto e l’Ambiente, adesso in sinergia con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, si schiera al fianco della collettività tarantina e prende spunto, affinché non si ripetano esperienze simili nel nostro Paese.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Nota dell’Avv. Ezio Bonanni:

Il Dott. Ruggero Alcanterini ha disegnato il quadro della drammatica realtà che attanaglia la città di Taranto, che il governo nazionale e quelli territoriali hanno sacrificato e continuano a sacrificare al profitto: migliaia di vite umane non solo dei lavoratori, ma anche dei loro famigliari e degli abitanti della città di Taranto vivono una condizione di rischio perenne per amianto e per altri cancerogeni.

Recentemente l’ONA ha continuato a denunciare questa condizione di rischio e ha diffuso i dati epidemiologici nel corso di diverse iniziative, in particolare l’ultima del 9 febbraio 2019 nella città di Taranto: per saperne di più: link.

Secondo il VI Rapporto ReNaM i mesoteliomi sono stati 1.191 tra il 1993 e il 2015. 121 morti di mesotelioma (99 uomini e 22 donne) e 25 casi di mesotelioma l’anno solo a Taranto. Secondo il VII Rapporto ReNaM il trend è in aumento.

Anche l’ONA ha rilevato in continuo aumento i casi di cancro tra i lavoratori dell’ex Ilva a Taranto e 160 tra quelli dell’ex Fibronit di Bari. Negli ultimi 10 anni, l’incidenza di mesoteliomi a Bari è in crescita, con una media di circa 20 nuovi casi ogni anno. Considerando altre patologie asbesto correlate, l’ONA stima in 1.500 i decessi solo nell’area di Bari.

Servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di assistenza medica e legale gratuita proprio per le vittime amianto che hanno contratto malattie amianto correlate. Le patologie asbesto correlate più diffuse sono: mesoteliomaasbestosiplacche pleuricheispessimento pleurico cancro ai polmoniPer poter accedere ai servizi di assistenza ONA basta collegarsi ad uno dei siti istituzionali ONA e avvocato Ezio Bonanni, oppure chiamare il numero verde gratuito 800 034 294.

assistenza ona

Amianto in Marina: il Ministero nega i diritti agli orfani

Marina Militare
Marina Militare

Il Ministero nega i benefici agli orfani vittima del dovere

È questo il caso del Sig. Agus Mario, arruolato presso la Marina Militare nel 1961 con varie mansioni fino al 1996 con il grado di Maresciallo del C.E.M.M.
>Un uomo che ha svolto con passione il suo lavoro, tanto da trasmettere il suo amore per la divisa e per il mare ai due figli maschi Giuseppe e Giovanni, che seguirono le orme del padre arruolandosi nella Marina Militare.

Dopo essere andato in pensione il Sig. Agus decise di dedicarsi totalmente alla sua famiglia, alla moglie Carmela, e ai tre figli Antonietta, Giovanni e Giuseppe.

Ma non furono anni di riposo e di gioie, dovette prendersi cura della moglie gravemente malata, prima di tumore al seno, poi un trapianto al fegato in seguito alla diagnosi di cirrosi epatica.

La tragedia del signor Mario inizia di notte

Eppure, Mario era un uomo forte, aveva accudito la moglie che si era ripresa e aveva intenzione di passare la pensione accanto ai suoi cari perché per lui la famiglia e i figli venivano prima di tutto.

Improvvisamente una notte del 2006 iniziò a sudare nel letto, tremava e aveva la febbre molto alta. La moglie e i figli, preoccupati, decisero di portarlo da uno specialista che, dopo vari accertamenti, gli diagnosticò una ‘Neoplasia polmonare destra’.

Non era operabile. Il tumore era ormai in metastasi. Il chirurgo lo aprì e dovette richiudere. Non c’era nulla da fare se non continuare con terapie alternative, con la speranza, se non di guarire, perlomeno di permettere a Mario di passare altri giorni con i suoi cari.   

Così iniziarono le debilitanti sedute di radioterapia a Roma, accompagnato da moglie e figli, che, pur lavorando e avendo ormai una propria famiglia, decisero, per amore del padre, di dedicarsi alla cura accompagnandolo nei vari centri ospedalieri, chiedendo giorni di permesso sul lavoro e sottraendo alle mogli e ai figli, ancora piccoli, preziosi momenti.

Una vera corsa contro il tempo, per godere di quei pochi attimi in cui il padre sembrava riprendersi e i familiari, consapevoli che da un giorno all’altro sarebbe venuto a mancare, cercavano comunque di trasmettergli la speranza di guarigione. Mario sapeva che sarebbe presto andato incontro alla morte ma né lui né i figli potevano ancora immaginare che il decesso era dovuto alle particolari condizioni ambientali ed operative in cui aveva svolto il suo servizio lavorativo. L’amianto uccide ancora.

La scoperta che la morte era causata dalle fibre di amianto

Dopo la morte di Agus, nel Maggio del 2007 in Augusta, i familiari, inconsapevoli, non denunciarono subito il fatto, fino a quando, in seguito alla scomparsa di un collega del padre, sempre a causa di inalazione di fibre di amianto e altri cancerogeni, decisero di andare fino in fondo.

Nel 2015 contattarono l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, avvocato a tutela delle vittime dell’amianto, dell’uranio impoverito e di vaccini che hanno mietuto migliaia di vittime.
>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, in forza della domanda amministrativa prodotta dagli odierni ricorrenti e degli accertamenti medico legali, risultanze del verbale di CMO, ha riconosciuto la patologia dipendente da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali e operative connesse al servizio prestato a bordo di unità navali la cui costruzione risale al periodo in cui l’utilizzo dell’amianto era comunemente impiegato e non sottoposto a restrizioni.

In seguito all’istanza pervenuta in data 13/08/2015 il Ministero della Difesa decreta il Sig. Agus Mario deceduto nel 2007 “Equiparato alle Vittime del Dovere” e concede alla moglie l’assegno vitalizio non reversibile di € 258,23 mensili. A decorrere dalla data del decesso e lo speciale assegno vitalizio non reversibile di € 1033,00 mensili.

La richiesta legittima dei diritti della famiglia

I figli, accompagnati dall’avvocato, decisero di fare ricorso. Perché in base alla legge del 24 dicembre 2007 n 244 è stato previsto, a decorrere dal 1 gennaio 2008, la concessione di beneficio anche alle vittime della criminalità organizzata, alle vittime del dovere ed ai loro familiari, lo speciale assegno vitalizio di € 1.033,00 mensili, l’assegno vitalizio di 500 € mensili ai figli maggiorenni superstiti, ancorché non conviventi con la vittima.

Visto che l’unico familiare fiscalmente a carico della vittima all’atto del decesso era la moglie, il Ministero della Difesa definisce inammissibile la richiesta dei figli. Per ottenere il riconoscimento delle qualità di orfani di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo in quanto mancante il presupposto della vivenza a carico con il padre, ed è su questo presupposto che l’Avv. Ezio Bonanni, forte di sentenze favorevoli, ha ricorso al Giudice per ottenere il riconoscimento anche in favore degli altri familiari.

Infatti, queste prestazioni hanno natura risarcitoria e non indennitaria, tanto è vero che le somme vengono computate nel risarcimento del danno, ed è per tale ragione che si confida nell’ottenere il risultato positivo. In più la vittima ha diritto a ottenere il risarcimento di tutti i danni.

L’amianto all’interno delle navi della Marina Militare

Il Sig. Agus ha lavorato per molti anni respirando fibre di amianto ed altri agenti cancerogeni.
In base all’apporto dato da un esperto autorevole, il Dott. Stefano Silvestri nell’ambito di un procedimento penale in merito all’esposizione ad amianto di equipaggi della Marina Militare in una consulenza tecnica del 18 Dicembre 2014 afferma:

L’uso di amianto sulle navi in ferro durante il ‘900 è stato massiccio e le navi militari non sono state esentate da questo impiego.
>Un gran numero di militari e di civili dipendenti della Marina hanno contratto malattie asbesto correlate per aver manipolato direttamente materiali contenenti amianto, aver passato del tempo su navi che lo contenevano, subito esposizione durante gli interventi di manutenzione svolti sia a bordo sia nelle officine a terra…il periodo è piuttosto lungo…

Le parole del figlio Giuseppe in un’intervista

Il Sig. Giuseppe Agus, figlio del Sig. Agus, avendo prestato servizio nella Marina Militare e esposto, per 8 anni, alle fibre di amianto afferma:

Ogni giorno penso a mio padre, a come è stato ucciso ,inconsapevolmente e ingiustamente a causa dell’inalazione delle fibre di amianto. Noi figli avremmo voluto trascorrere con lui molto tempo, anche ai nipotini è stata negata l’opportunità di passare del tempo con il nonno a causa della sua morte.
>Per anni ho pensato ogni giorno al fatto di essere stato esposto anch’io alle fibre di amianto, a tutti coloro che, come me, hanno perso una persona cara e ai militari che per anni sono stati esposti a questo pericolo. Anch’io un giorno potrei ammalarmi e lasciare i miei familiari, privandoli dell’affetto di marito e di padre.

Noi figli ci siamo dedicati a nostro padre, per amore, sottraendo del tempo al lavoro e alla famiglia e solo perché al momento del decesso non eravamo a suo carico, non abbiamo avuto i benefici riconosciuti agli orfani vittima del dovere e della criminalità organizzata.
>Ci sono altri casi come il nostro, l’amianto uccide tante persone, i benefici sono stati riconosciuti anche ai figli che non erano a carico del padre al momento della morte. Vorrei solo che la giustizia premiasse il fatto che abbiamo continuato a sostenere nostro padre sottraendo del tempo al lavoro e alle nostre famiglie, per non parlare delle spese di natura economica che abbiamo dovuto affrontare e soprattutto, che non ci siano disuguaglianze perché com’è scritto “La legge è uguale per tutti”
.

E così dovrebbe essere.

a cura di Ilaria Cicconi

L’Ona lotta per la ricerca contro le malattie

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto e ad altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma e altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto e altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Ponte Morandi: partito un esposto per tutelare i cittadini

Ponte Morandi
Ponte Morandi

L’ONA sottolinea la necessità di provvedimento interdittivo

Il Comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ sostenuto dall’ONA e assistito e difeso dal suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanniha presentato questa mattina alla Procura della Repubblica di Genova un dettagliato esposto denuncia che fa riferimento al potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive in relazione al tragico evento del 14 agosto 2018 che ha visto il crollo del Ponte Morandi, tragedia che ha portato alla morte di 43 persone e che ha sconvolto una intera nazione.

Parola al Presidente ONA, avv. Ezio Bonanni

«L’amianto è nocivo anche a basse dosi e anche poche fibre possono essere mortali. Per questo motivo abbiamo già a suo tempo segnalato il rischio amianto legato al crollo del Ponte Morandi e chiesto la valutazione del rischio e procedure rigorose per i lavori di abbattimento dei tronconi rimasti e delle abitazioni sottostanti per evitare altre aerodispersioni e dunque di aggravare la situazione già di per sé drammatica, dovuta anche all’utilizzo del minerale nelle aree portuali e industriali, nella città di Genova”- spiega Bonanni, che aggiunge – “l’esplosione del calcestruzzo libera comunque silice cristallina enumerose sostanze  tossiche assorbite negli anni particolarmente elevate per la quantità di polveri e macerie prodotte. Ci attendiamo che il procuratore della Repubblica di Genova interdica l’utilizzo di cariche esplosive per l’abbattimento per verificare prima la presenza di amianto e di altre sostanze tossiche e l’indice di aerodispersione delle fibre, e soprattutto attinga dei campioni dai rifiuti e dai materiali vari anche non ancora demoliti.

Per queste motivazioni è stato chiesto un incontro urgente la Procuratore Capo della Repubblica di Genova, Dott. Francesco Cozzi, affinché, in qualità di titolare delle indagini, contempli il rischio amianto tra le ipotesi accusatorie, con riferimento alla normativa sugli ecoreati (legge 68/2015), ed in ogni caso avvii le necessarie verifiche e soprattutto interdica comportamenti pericolosi per la collettività.

Allarme lanciato dal comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’

Il comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ è operativo nella città di Genova da molti anni e rappresenta il punto di aggregazione esponenziale delle esigenze di cittadini e lavoratori di tutela della salute, dell’ambiente della sicurezza. In sinergia con ONA, ha abbracciato l’impegno di tutela dei cittadini dal rischio amianto e da ogni sostanza dannosa per la salute della popolazione ed estremamente pericolosa nell’età evolutiva, in particolare nei primi 1000 giorni di vita dei bambini, comprensivi del periodo di gestazione. Si ricorda che nelle immediate vicinanze sono presenti scuole ed asili nidi frequentati da circa 1050 alunni in età prescolare e scolare.

Il comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ e ONA, inoltre, si costituiranno parte civile nel procedimento penale contro i responsabili del crollo del Ponte Morandi poiché le condotte di coloro che saranno imputati hanno leso questi enti non solo nella loro dignità, ma anche nei loro diritti, poiché hanno posto in essere condotte e hanno determinato eventi del tutto opposti rispetto alle finalità delle due associazioni.

Il rischio amianto e le patologielegate al Ponte Morandi

L’amianto continua a provocare morte, lutti e tragedie in Italia e nel resto del mondo. Per tutto il 2017, sono stati più di 6.000 i decessi per patologie asbesto correlate che l’ONA ha censito, tra i quali 1.800/1.900 decessi solo per mesotelioma e circa il doppio per tumore polmonare: occorre porre fine a questa epidemia, e lo si può fare solo evitando le future esposizioni.

Le fibre di amianto raggiungono e si depositano negli alveoli polmonari (zone profonde del polmone), se ingerite raggiungono più facilmente tutti gli altri organi.

Le fibre provocano infiammazione permanente, ispessimento della pleura, e la fibrosi polmonare: asbestosi. Questa malattia, che ha sempre origine occupazionale limita la funzione respiratoria con progressive lesioni dell’apparato respiratorio e, nel tempo, enfisemapleurite cronica fino a insufficienza respiratoria e neoplasie, tra le quali il mesotelioma pleurico e il tumore del polmone.

Le fibre causano oltre ai tumori al polmone ed alla pleura, anche i mesotelii del peritoneo (membrana che avvolge gli organi addominali), del pericardio, e della tunica vaginale del testicolo, tumore della laringe, delle ovaie,  del colon,  e degli altri organi gastrointestinali e altre neoplasie.

I servizi di assistenza ONA amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Puglia risarcimento danni amianto: grande successo dell’ONA

ONA
ONA

Il successo delle iniziative ONA in Puglia

Puglia risarcimento danni amianto. Lo scorso weekend l’Osservatorio Nazionale Amianto ha promosso due importanti iniziative in Puglia nelle città di Taranto e Bari.

Il primo incontro, assemblea pubblica intitolata “Danno da amianto: tutele previdenziali e risarcitorie”, si è tenuto a Taranto presso il Tribunale, nella sala della Scuola Forense.

L’evento è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati e dalla Scuola Forense di Taranto, hanno partecipato lavoratori, cittadini e operatori della giustizia. Tra i relatori l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, magistrati, consulenti e anche alcune vittime amianto.

Il secondo incontro invece si è tenuto nel pomeriggio del 9 febbraio al Teatro San Giuseppe Marello di Bari. Sono intervenuti i consiglieri regionali Ignazio Zullo (Forza Italia) e Antonella Laricchia (M5S), Vito Vasiento, Segretario Associazione Vittime dell’Amianto Bari, Giovanni Gentile, coordinatore ONA Taranto, Domenico Favia, coordinatore ONA Puglia, Luigi Giovannelli, coordinamento ONA Puglia.

Entrambe le iniziative hanno riscosso un grande successo. Il pubblico ha partecipato attivamente alle assemblee e toccanti sono state le testimonianze delle vittime amianto presenti. Diffusi anche i dati epidemiologici in riferimento alle patologie asbesto correlate in Puglia (Puglia risarcimento danni amianto).

I due eventi hanno fatto notizia sulle principali testate giornalistiche e hanno catturato l’interesse anche di Rai News e TG Norba 24.

Puglia risarcimento danni amianto

ONA: diffusi tutti i dati epidemiologici

Gli esperti ONA hanno spiegato ai presenti che la Puglia è una delle regioni italiane maggiormente esposta al rischio amianto e patologie asbesto correlate. Secondo il VI Rapporto ReNaM i mesoteliomi ufficialmente registrati sono stati 1.191, nel periodo tra il 1993 e il 2015.  Sono 121 morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne e a Taranto ci sono 25 casi di mesotelioma l’anno. I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha anche fatto osservare che sono in continuo aumento i casi di cancro tra i lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva, mentre a Bari sono 160 i casi di mesotelioma causati dall’esposizione dell’ex Fibronit.

Negli ultimi 10 anni, l’incidenza di mesoteliomi nella città di Bari è in crescita, con una media di circa 20 nuovi casi ogni anno. Considerando altre patologie asbesto correlate, l’ONA stima in 1.500 i decessi solo nell’area di Bari.

Servizi di tutela e assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di assistenza medica e legale gratuita proprio per le vittime amianto che hanno contratto malattie amianto correlate.