23.4 C
Rome
domenica, Agosto 16, 2026
Home Blog Page 460

Mimose, mimose, non soltanto mimose

Rose e mimose
Rose e mimose

Questo otto marzo del duemiladiciannove, lo vogliamo dedicare a tutte le donne che, forti della loro fragilità, nel tempo e nello spazio, hanno generato e tutelano l’umano divenire.

Lo dobbiamo sempre ricordare a noi stessi , maschi e femmine, che non rappresentiamo un elemento di genere, magari anagrafico, né tanto meno un mero argomento per analisi e statistiche sociali, che vedono ancora algoritmi impressionanti tra le diverse etnie del pianeta terra, senza trascurare questioni di religione e censo, oltre che di sesso.

Comunque la si metta, le donne nascono con un ruolo straordinario, con una missione che tra gli umani è ben di più di quello che la natura assegna al genere femminile. L’essere madri potenziali o di fatto, pone le donne sul gradino più alto, indipendentemente da quanto loro viene riconosciuto convenzionalmente, nella forma.

Nessuno, maschio o femmina, prescinde dal miracolo cosmico che rappresenta il primato assoluto dell’accoglienza e dell’amore, quello materno, senza il quale nessuno di noi umani starebbe qui a parlare, ma reciterebbe un ruolo ben diverso nel regno animale.

Il rispetto e il sentimento per le donne

Ecco, il rispetto ed il sentimento filiale, hanno e dovrebbero avere un valore reale, assoluto, che dovrebbe rappresentare la chiave di lettura del rapporto con tutte le donne , che dovrebbe andare ben al di là di quello dell’appartenenza, di quello con la propria singola madre.

Purtroppo la genialità umana ha prodotto intorno alla figura reale e simbolica della donna enfatizzazioni positive, elegiache, ma anche aberrazioni culturali, da cui è difficile liberarsi, se non attraverso una educazione diversa o in modo rituale, episodico, in una giornata come questa, in cui le mimose si sostituiscono alle parole, ai convenevoli, che finiscono spesso nel vento o che addirittura nel tempo si trasformano, sino a divenire minacce e non solo.

Quanto alle donne viene ingiustamente negato dalla collettività, si trasforma puntualmente in un prezzo altissimo da pagare e questo non possiamo, non dobbiamo ignorarlo, anzi deve divenire motivo d’impegno prioritario per chi deve prevenire e tutelare, lo Stato, attraverso una profonda revisione dei progetti educativi e culturali, sociali, partendo dalla scuola e finendo con la giustizia, passando per lo sport, la salute, il  lavoro,  il welfare …

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Stop alla violenza sulle donne

Quella contro le donne è una vera e propria strage, che ogni anno presenta numeri sempre più preoccupanti. Ciò che rende il tutto inverosimile è il fatto che nella maggior parte dei casi ad esercitare violenza sulle donne sono proprio gli uomini che professano di amarle.

Mariti, fidanzati o comuni sconosciuti incontrati nelle strade di città. Sono questi i volti dei carnefici che ogni anno contribuiscono a questa feroce strage, a confermarlo i dati rilasciati dall’ISTAT.

Mimose

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA ha reso omaggio a tutte le donne attraverso un articolo del suo blog, per saperne di più basta un click!

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori vittime dell’amianto e altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori, anche coloro privi di malattia, dirrito ai benefici contributivi amianto.assistenza ona

C’è amianto nel calcestruzzo del Ponte Morandi

Ponte Morandi
Ponte Morandi

Il presidente ONA, l’avv. Bonanni: “No alle cariche esplosive”

Ponte Morandi: immane tragedia collettiva. Moderna strage degli innocenti, sacrificati al profitto. Contro questa logica e a sostegno delle iniziative del Comitato dei cittadini di Certosa, che è sostenuto dall’Osservatorio Nazionale Amianto, con il Presidente, Avv. Ezio Bonanni, impegnato in prima persona, per impedire che quanto rimane del ponte venga distrutto con delle cariche esplosive.

Inizialmente solo l’ONA e i comitati dei cittadini avevano sollevato la questione amianto presente nel Ponte Morandi, con un articolato esposto alla Procura della Repubblica di Genova affinché il Procuratore potesse valutare la condizione di rischio amianto ed assumere le necessarie determinazioni a tutela della salute e dell’ambiente.

«Se dovesse essere riscontrata presenza di amianto oltre i valori consentiti sul cantiere di ponte Morandi e dovessimo stoppare i lavori di demolizione con esplosivo – anticipava il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci – abbiamo un piano B e anche un piano C per portare avanti lo smantellamento», sorvolando sul fatto che, in precedenza, avesse invece non tenuto in considerazione la questione del rischio amianto Ponte Morandi.

Il procuratore capo Francesco Cozzi aveva preannunciato: «Sono stati chiesti approfondimenti ad Arpal per valutare il livello di pericolosità delle sostanze riscontrate nelle analisi». 

Rischio di dispersione di fibre di amianto

Poco prima i pm avevano incontrato i rappresentati dell’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato liberi cittadini di Certosa, firmatari di un esposto in cui si ventilava, appunto, il rischio della dispersione di fibre di amianto e ulteriori sostanze nocive in connessione alla demolizione del ponte.

«L’incontro col procuratore è stato positivo, si è mostrato aperto al dialogo, al confronto e all’ascolto – rileva Marika Marcantonio, legale che assiste ONA, delegata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, a partecipare all’incontro col Procuratore – ha specificato che i suoi obiettivi coincidono con i nostri: far sì che qualsiasi attività di demolizione/ricostruzione venga fatta a rischi zero».

La gestione delle operazioni viaggia su un filo parecchio sottile. Le analisi hanno indicato una positività di una quota significativa dei campioni prelevati. Altri devono ancora essere analizzati e gli esiti saranno noti a breve.

Le tutele e il sostegno dell’ONA

Lavoratori e cittadini, operai e professionisti, cittadini di Genova, senza distinzione di appartenenze culturali e politiche, hanno trovato nell’Osservatorio Nazionale Amianto il coagulo delle loro attività per la tutela della salute e dell’ambiente rispetto al rischio amianto e altri cancerogeni, in relazione per la demolizione di quello che rimane del Ponte Morandi.

Oltre alla Procura della Repubblica, e alle altre Autorità competenti, l’ONA sosterrà le iniziative dei comitati cittadini presso la Corte dei Conti e tutte le altre Autorità.

Per questa motivazione si associa alla missiva inviata oggi al Sindaco e Commissario Bucci da Enzo Silverio in rappresentanza del gruppo “Salviamo il Ponte Morandi” nella quale il comitato scrive: “quanto emerge da notizie di stampa di queste ultime settimane evidenzia notevoli difficoltà a procedere sulla via della demolizione totale e della ricostruzione ex novo del ponte Morandi! In particolare la demolizione sta ponendo problemi, forse inizialmente da Lei sottostimati (ancorché da chi scrive ampiamente segnalati), se si pensa alle precauzioni necessarie anche solo per la gestione delle polveri tossiche che si sprigionerebbero in un area densamente abitata. L’allarme dei cittadini a tal proposito e la loro forte preoccupazione ne sono prova evidente. Di conseguenza i tempi si stanno allungando a dismisura. Forse ormai nemmeno Lei è più in grado di darne certezza. Di questo, a quasi sette mesi dalla tragedia, è del tutto evidente che GENOVA sta patendo fin troppo. Un ripensamento da parte sua sembra dunque più che doveroso, nell’esclusivo interesse della Città di cui Lei è ha anche la responsabilità di Sindaco. 

Ponte Morandi: dalla demolizione al nuovo possibile progetto

Se la demolizione tutt’ora in corso fosse limitata alle sole “travi tampone”, si potrebbe contenere l’intervento sulle pile a V realizzando velocemente nuovi impalcati metallici per le travate  già demolite (anche allargate per dar luogo utilmente alle piazzole di sosta). Parallelamente si potrebbe procedere alla sistemazione e riabilitazione con l’adeguamento sismico dell’intera opera residua e in particolare delle antenne tramite la sostituzione degli stralli della sola pila 10 ed il rinforzo delle travi a cassone,  con conseguente allungamento della vita utile per quanto ritenuto necessario. Progetti in tal senso, come Le è ben noto, erano già stati a Lei proposti da più di qualche impresa, anche indicando costi e tempi molto precisi e sicuri. Contemporaneamente si potrebbe procedere velocemente alla ricostruzione della sola parte crollata ancora tramite strutture prefabbricate in acciaio. In tal modo, utilizzando unicamente le fondazioni esistenti, in pochi mesi il transito veicolare sarebbe ripristinato in piena sicurezza. Così procedendo, ci sarebbe poi tutto il tempo necessario per progettare e realizzare una nuova opera più consona alle necessità trasportistiche della città, nel pieno rispetto delle normative esistenti che ben difficilmente sono derogabili.

È ormai acclarato che i Suoi poteri le consentono ogni decisione! Ricordando ciò che Lei ha sempre affermato di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini. Valuti dunque attentamente, alla luce degli sviluppi della vicenda oggi palesi, i pro e i contro delle Sue decisioni e proceda di conseguenza assumendosene l’intera responsabilità. Disponibili ad ogni confronto e al supporto tecnico necessario per accelerare i tempi, attendiamo un Suo cenno di riscontro”.

La presenza di amianto in quello che rimane del Ponte Morandi impone di ripensare le decisioni che erano in procinto di essere adottate con particolare riferimento all’utilizzo delle cariche esplosive, che se utilizzate avrebbero aerodisperso polveri e fibre di amianto in tutta la città di Genova determinando per ciò stesso per i futuri decenni un fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate, che con molta probabilità avrebbe causato più decessi dello stesso crollo del ponte, per mesoteliomi, tumori al polmone da asbesto, placche pleuriche, ispessimenti pleurici ed altre patologie asbesto correlate.

I servizi di tutela e assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni si occupano della tutela dei diritti di tutti i cittadini e lavoratori vittime di esposizione ad amianto e altri cancerogeni. Con un pool di tecnici e di legali, l’associazione assiste i cittadini per la messa in sicurezza dei siti contaminati e della bonifica (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto, l’ONA dispone di un servizio di assistenza medica, alla quale è possibile ricorrere gratuitamente (prevenzione secondaria). Per la tutela di tutti i loro diritti, il team di legali dell’ONA, assiste le vittime per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche se privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.assistenza ona

Non più X per l’ecodisastro del 2017 a Pomezia

Eco x
Eco x

Eco X: un disastro ambientale a Pomezia

Ci sono voluti quasi due anni per giungere alla conclusione che chi ha responsabilità per il disastro generato dall’incendio di “ECO X” nel maggio 2017, deve andare a processo senza gli sconti del patteggiamento e che l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto è l’unica organizzazione d’impegno civile con vocazione ambientalista ad essere ammessa alla costituzione di parte civile.

Eco XPer questo, passando per l’idea che il fuoco si presti alla mistificazione e che la stragrande maggioranza dei roghi abbiano la presunzione di un ruolo purificatore, vi voglio proporre una riflessione su quel che è  capitato, capita e purtroppo ancora capiterà…

IL FUOCO MISTIFICATORE

È fin troppo evidente, tanto da apparire imbarazzante,  l’idea che, in assenza di controlli e interventi preventivi, ci si possa sbarazzare a man salva di rifiuti scomodi, sino a quelli tossici e pericolosi.

Con questo, intendo che è finanche ridicola la preoccupazione che si circoli con auto vecchiotte e inadeguate nelle città, quando l’intero territorio nazionale è disseminato di strutture incustodite, di cattedrali nel deserto, di speranze di sviluppo in abbandono, “bombe” imbottite d’ogni mal di dio pronte ad esplodere, scatenando l’inferno.

Uno per tutti,  l’episodio di un anno fa a Corteolona, nel pavese, che ha liberato i veleni nell’aria, dopo che il sospetto via vai di mezzi che vi scaricavano di tutto e di più è stato seguito dal canonico rogo, atto a cancellare le tracce del crimine.

Di queste situazioni, innumerevoli e deturpanti, devastanti per la credibilità del sistema Paese, noi soffriamo da decenni, con una impennata esponenziale la scorsa estate, complice comoda la siccità, anche per non avere il coraggio di prendere il toro per le corna.Eco X

Tra i due o più mali occorrerebbe per forza scegliere il minore, salvo fare esattamente il contrario, come avviene con i rifiuti di Roma, che perpetua lo stato di emergenza, rifiutando soluzioni sul proprio territorio, utilizzando inceneritori altrui.

Il problema della questione rifiuti

Io temo che la parcellizzazione della questione rifiuti, attraverso i presidi dei comuni e la competenza delle regioni con le loro ARPA, senza una visione di governo globale del problema, non porti da nessuna parte e tanto meno alla soluzione.

Del resto, lo spettacolo delle discariche abusive nelle periferie e nelle campagne, piuttosto che dei cassonetti sgangherati e circondati dal pattume nel centro delle città, è indice della vocazione terzomondista di chi amministra, fatte salve le debite eccezioni. Esistono intere comunità che vivono tra i rifiuti , che sistematicamente li bruciano per liberarsene e parlo delle “nomadi”, che quando cavano il rame dai cavi rubati, in genere di notte, impestano l’aria, spargendo diossina e insonnia, senza riguardo.

Eco X

Forse il ricorrere di questo enorme problema dovrebbe suggerire leggi, regolamenti e soluzioni obbligate, a fronte di strutture adeguate.

Quando si parla di smaltimenti e il principale problema è quello dell’amianto, si ha la sensazione che in realtà ci si limiti alle enunciazioni formali, ma che poi poco venga fatto sul piano sostanziale, tant’è che l’Italia dell’amianto è ancora per la maggior parte in essere e in attesa di essere bonificata, ma senza avere una idea di dove e come, posto che tutto dovrebbe avvenire nelle condizioni di massima sicurezza, vista la pericolosità accertata dei materiali da trattare.

E allora? Allora ritorniamo alla questione di fondo, ovvero quella del coraggio e ovviamente della competenza per governare, di prevenire, affinché il fuoco mistificatore non continui a colpire, ad avvelenare il nostro divenire.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Istituito lo Sportello ONA per le vittime EcoX

L’ONA ha attivato il numero verde e lo Sportello SOS tutela vittime EcoX, coordinato dal Sig. Antonio Dal Cin, raggiungibile al n. 800 034 294, email osservatorioamianto@gmail.com ed in ogni caso i cittadini saranno tenuti informati e possono richiedere assistenza anche attraverso il sito istituzionale.  

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i lavoratori vittime di esposizione ad amianto o altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici, si occupa dell’assistenza delle vittime per la risanazione e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria), e, con un servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria), e un pool di legali, tutela le vittime esposte ad amianto,  per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori privi di malattia hanno diritto a tali benefici. assistenza ona

Processo EcoX: accolte le richieste ONA

Processo EcoX
Processo EcoX

Niente patteggiamento e sconto di pena per l’imputato

Il GUP del Tribunale di Velletri, il Dott. Gisberto Muscolo, ha negato il patteggiamento all’imputato Antonio Buongiovanni e ha confermato la costituzione di parte civile di ONA Osservatorio Nazionale Amianto.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, che nell’immediatezza del rogo (lo stesso 5 maggio 2017) lanciò l’allarme amianto presente nello stabilimento EcoX di Pomezia, ha espresso la propria soddisfazione in merito alla vicenda:

«L’ONA è l’unica associazione ambientalista ammessa alla costituzione di parte civile al processo penale EcoX che ha permesso di dimostrazione la presenza di amianto nello stabilimento e quindi l’incipiente rischio per le popolazioni, in sinergia con altri agenti patogeni e cancerogeni. L’ONA si rende disponibile ad assistere tutti i cittadini che volessero costituirsi per chiedere i danni nei confronti dell’imputato e del Comune di Pomezia, responsabile civile».

Le ipotesi di reato del PM in forza delle quali l’ONA si è costituita parte civile sono quelle di incendio colposo (artt. 423 e 449 c.p.), inquinamento ambientale colposo (artt. 452 bis e 452 quinquies c.p.), omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dall’aver provocato un disastro (art 437, co. 2, c.p.), attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 d. lgs. n. 152/2006), nonché per omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (d. lgs. n. 81/2008), in particolare per avere omesso di designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, di nominare il Medico competente per la sorveglianza sanitaria, di provvedere alla valutazione dei rischi aziendali.

L’ONA accanto alle vittime EcoX, si unisce a loro

L’ONA ha attivato il numero verde e lo Sportello SOS tutela vittime EcoX, coordinato dal Sig. Antonio Dal Cin, raggiungibile al n. 800 034 294, email osservatorioamianto@gmail.com ed in ogni caso i cittadini saranno tenuti informati e possono richiedere assistenza anche attraverso il sito istituzionale.  

La prossima udienza sarà chiamata il 20 marzo, ore 10, presso il Tribunale penale di Velletri.

L’industria delle rovine

Capannone
Capannone

L’industria delle rovine è lo spunto, che cogliamo noi, come i vertici dell’ONA e del CNIFP, di chi è attento alla salvaguardia della nostra qualità di vita. È più di un calcio nel ventre, di un insulto gastrico violento. Perché si tratta di una rappresentazione monumentale della insipienza e della stupidità del sistema, senza salvezza per nessuno dei coattori istituzionali, per non parlare dei privati, senza discriminazioni di collocazione nel tempo e nello spazio.

In poche parole, non possiamo parlare di ripresa, di ritorno alla normalità di un Paese straordinariamente importante per la cultura universale, com’è il nostro, se non facciamo chiarezza su di una questione di fondo, nodale. La forma e l’aspetto sono sostanza. Non ci possiamo consentire il permanere di orrori, come quelli che deturpano e contraddicono la nostra vocazione alla rinascenza, che sono ormai ovunque.

Il degrado dell’industria delle rovine

E veniamo a quello che diviene addirittura esemplificativo del concetto. L’industria delle rovine è una esagerata rappresentazione di quel che s’intende per cattedrale nel deserto, di ecomostro e di luogo del disagio sociale, ancorché combinato chimicamente con la sua anima in amianto, coi rifiuti tossici dell’antica vocazione industriale , con il pattume e le sedimentazioni antropiche di una umanità in disfacimento. Perché si tratta di quel che era un simbolo del riscatto italico nel dopoguerra, la Leo – Industrie Chimiche Farmaceutiche Roma. Era destinata alla più grande produzione di penicillina in Europa, inaugurata personalmente dall’insignito del Premio Nobel, Alexander Fleming.

Dunque, oggi come ieri e qualche mese fa, si torna a parlare e discutere di un complesso di ben quattro ettari rimasto in stato di abbandono per un trentennio. Adesso è oggetto di attenzioni e interventi per aver superato la soglia limite mediatica. Inoltre è oggetto dell’occupazione abusiva dei disperati in cerca di ricovero e gli accadimenti negativi inesorabilmente collegati.

Industria delle rovine: bonifica e messa in sicurezza

Rovine

E’ ovvio ed evidente che siamo di fronte all’ennesima situazione d’emergenza dell’industria in rovina. L’alternativa allo stato dell’arte, alla alta pericolosità si è determinata. Non dovrebbe che essere la messa in sicurezza, salvo la bonifica e quindi il recupero almeno dell’area, se non dei manufatti.

Diciamo che saremmo di fronte alla banalità, se non si trattasse di un eclatante simbolico richiamo delle centinaia di situazioni romane. Inoltre ci sono anche altre decine di migliaia o meglio innumerevoli criticità strutturali diffuse sull’intero territorio nazionale. Questi quasi sempre vedono in perversa sintonia il degrado urbanistico con quello ambientale e sociale.

Il masochismo sembra aver condizionato l’orientamento politico amministrativo negli ultimi venticinque anni. La saturazione di ogni margine giustificativo a ritardi e distrazioni, lo sfaldamento del sistema industriale nei territori non più sostenuti dal finanziamento pubblico nazionale ed europeo, la incongruenza della burocrazia e l’inadeguatezza di progettualità e controlli, la mancanza di una cultura del rispetto ambientale e della salute, il disorientamento sociale legato al deperimento economico, hanno creato una bolla nella quale è cresciuta come la gramigna quella che possiamo considerare una forma consolidata delle variabili industriali, quella delle rovine.

Rovine

Ovunque, quel che resta, come macerie della filosofia del fare e disfare senza rispetto delle regole, richiama l’urgenza, la inderogabilità di una risposta adeguata.

Ecco, dunque, emergere la prospettiva estremamente seria di un impegno progettuale e programmatico. Occorre un necessario fronte della rinascenza, che veda insieme le forze sane ed attive del Paese, di cui l’Osservatorio Nazionale Amianto è da considerarsi a ragione un pilone in prima linea.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

ONA: intervenga il Sindaco Raggi

L’Avv. Ezio Bonanni, a più riprese, è intervenuto pubblicamente rivolgendosi fiducioso all’Avv. Virginia Raggi, sindaco di Roma, affinché siano accolte le richieste del Comitato Nuova Penicillina ed in ogni caso tutte le richieste dei lavoratori e cittadini. Necessario quindi un intervento delle pubbliche autorità e, se necessario, anche dell’autorità giudiziaria a tutela della salute e dell’ambiente.

Servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate. Così si , per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona