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Dipendente dell’Asl di Rieti muore per amianto

ASL Rieti
ASL Rieti

Finalmente giustizia per Roberto Lucandri

Aveva già denunciato il fatto, l’elettricista Roberto Lucandri, dipendente della ASL di Rieti, il 22.12.2015.

Dopo essersi ammalato di mesotelioma pleurico, malattia esclusivamente correlata all’amianto, che aveva inalato, manipolato e tagliato all’interno della struttura sanitaria per cui aveva lavorato dal 1973 al 2005.

Nonostante l’entrata in vigore della legge n 257 del 1992, con la quale si vietò l’uso dell’amianto, ben prima, attraverso un lungo cammino di studio e conoscenza, si ebbe consapevolezza della sua pericolosità.

Inoltre, già dagli anni 20 furono adottate misure di prevenzione: disporre di materiali sostitutivi all’amianto, bagnare ed aspirare le polveri, usare maschere protettive, misure rese obbligatorie negli anni 50, mentre il Sig. Lucandri rimase ignaro del rischio di inalazione di polveri, privo di aspiratori e maschere protettive.

In data 5.04.2011 il dottor Massimiliano Scudieri diagnosticava “Versamento pleurico sinistro persistente in corso di accertamento “

Dopo il ricovero, Roberto Lucandri venne sottoposto ad operazione chirurgica per la biopsia e nel 2012 veniva rilasciato dal Dott. Paolo Fontana un atto con descrizione dettagliata dell’operazione, da cui si evince che il Sig. Lucandri era affetto da mesotelioma pleurico.

È stata negata la presenza di amianto

L’ing. M.F. nel 2017 aveva negato la presenza di amianto nella ASL di Rieti, confermata tra l’altro anche dai colleghi di lavoro del Lucandri.
L’INAIL ed il Tribunale di Rieti, credendo alla dichiarazione dell’ingegnere, negarono il riconoscimento della patologia asbesto correlata e i familiari, si rivolsero all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ritenendo la sentenza del tribunale ingiusta ed errata, l’avvocato Bonanni decise di andare fino in fondo: richiese l’accertamento medico legale, per far luce su questa storia e ottenere giustizia per i familiari del Lucandri, deceduto a causa dell’amianto nell’aprile 2018.

La signora Lucandri, figlia del sig. Roberto, decise di depositare presso la Procura della Repubblica di Rieti una denuncia per il reato di omicidio anche perché solo due anni prima era morto il Sig. Mario Nicoletti per la stessa patologia, dipendente della ASL di Rieti.

In seguito a ciò, parte un’inchiesta della procura della Repubblica di Rieti che ha portato a indagare a vario titolo 27 persone per diversi reati quali associazione a delinquere, corruzione, truffa, abuso d’ufficio e all’arresto dell’ex direttore tecnico della ASL di Rieti Marcello Fiorenza.

Anche l’INAIL dovrà rispondere dei danni causati per aver creduto alle parole dell’Ingegnere

Finalmente il 17.01.2019 la Corte dichiara il diritto di Roberto Lucandri alla rendita per inabilità permanente nella misura del 100% in relazione alla malattia professionale in ricorso dedotta e condanna l’INAIL al pagamento, in favore degli eredi ,dei ratei maturati e non corrisposti dall’1.4.2012 fino al decesso nonché della prestazione economica aggiuntiva del fondo vittime amianto.

Condanna, inoltre, l’INAIL al pagamento, in favore della parte appellante, delle spese del doppio grado di giudizio.

La bonifica della struttura

Solo dopo le sollecitazioni dell’ONA è stato disposto un programma di bonifica della ASL di Rieti.
L’ONA chiede di affrettare la completa bonifica rispetto alla presenza di amianto anche se sarebbe stato opportuno effettuare tale risanamento molto prima.
Richiede, inoltre, sorveglianza sanitaria di tutti i dipendenti della ASL in attività ed in pensione, per verificare se ci sono altri casi di mesotelioma e patologie asbesto correlate.
Purtroppo ancora non è stata fatta giustizia per Nicoletti Mario, dipendente della ASL di Rieti e morto per mesotelioma nel 2016.

280 casi di mesotelioma nel settore sanitario

Secondo i dati epidemiologici ( VII rapporto Renam) e rapporto mesoteliomi dell’ONA sono 280 i casi nel settore sanitario e servizi sociali(periodo 1993\2012),dati sottostimati, tali da rappresentare l’1,9 per cento dei casi di presenza di amianto negli ospedali.
 Proprio nel luogo in cui ci si dovrebbe sentire protetti, curati, l’amianto è stato utilizzato fino al 1993: nelle strutture, miscelato con il cemento, spruzzato nelle pareti, nella colla, nelle mattonelle, negli impianti, nelle coibentazioni e in molte apparecchiature(sterilizzatrice ,incubatrici, sale operatorie, mense)

La Sig.ra Roberta Lucandri, figlia del Sig. Roberto Lucandri, ha rilasciato la seguente intervista:

Mi racconti come ricorda suo padre e come ha affrontato questa situazione.
Mio padre era un uomo forte. Quando scoprimmo della malattia che lo aveva colpito io capii subito che lo avrebbe portato alla morte. Ma sono stata forte, nonostante provassi dentro una sofferenza indescrivibile, tentai di nasconderla a lui, perché non volevo che si preoccupasse anche per me, agli altri, perché non volevo che percepissero il mio dolore.
Mio figlio, in particolare, era molto legato al nonno.
Mio padre soffriva in silenzio, voleva proteggere la sua famiglia.
Ancora non riusciamo a parlarne.
Mi sembra di non provare nulla, neanche quella rabbia che all’inizio era fortissima.
é come se non riuscissi a concedermi la possibilità di dare sfogo al mio dolore, di accettare questa cosa”.

Immagino che sia ancora troppo presto
“Non c’è un tempo per dimenticare, il tempo non aiuta a dimenticare ma rende aridi. Vorrei poter portare con me solo i bei ricordi di mio padre, colpito da questa atroce malattia causata dall’uomo che, avendo utilizzato amianto ed eternit, pensando di usare materiale poco costoso e per i suoi notevoli impieghi, ha portato alla morte molti esseri umani, come mio padre ,il suo collega e chissà quanti altri che ancora sono inconsapevoli o che sono morti senza sapere che l’amianto potesse causare queste terribili e mortali patologie.
Ricordo ogni volta che guardavo mio padre negli occhi ,nell’ultimo periodo le cure gli provocarono una terribile tosse, ma mi guardava speranzoso, voleva guarire, per me, per noi, la sua famiglia.
Spero tanto che lui non abbia letto la pena nei miei occhi, ho cercato di nascondere il mio dolore perché sapevo che vedermi abbattuta sarebbe stato per lui un ulteriore tormento, un dolore dell’anima”.

Dunque suo padre era molto legato a voi
“Eravamo una famiglia bellissima, mia madre e mio padre si sono amati e sostenuti sempre, l’amore di un padre verso una figlia è qualcosa di indescrivibile, un amore diverso, che lega per sempre”.
Forse dovrebbe concedersi la possibilità di abbracciare questo dolore, non è facile accettare un lutto, soprattutto nel suo caso, ma negarsi la possibilità di parlarne non le permetterebbe di accettare e di superare la cosa
Si, ho fatto questo per la mia famiglia, ma il dolore è ancora forte, mi sono protetta negandomi la possibilità di esternare, anche con i miei cari, i miei sentimenti. Soprattutto ricordo la mia rabbia quando, all’inizio, negarono la presenza di amianto nella struttura”.
Come ha trovato la forza di continuare a lottare?
“L’ho fatto per mio padre, per la mia famiglia, per tutte quelle persone che dovrebbero denunciare e non trovano la forza di farlo.
Quando all’inizio rifiutarono di riconoscere la patologia causata dalla respirazione delle fibre di amianto fu l’avvocato Ezio Bonanni a spronarmi, a darmi la forza per continuare questa difficile battaglia”.
Come l’ha fatta sentire il fatto che suo padre si sia ammalato proprio all’interno di una struttura sanitaria?
“Ho provato una rabbia immensa. Morire a causa dell’amianto che si trovava in un luogo in cui le persone dovrebbero sentirsi protette, curate, persone inconsapevoli che era proprio quel luogo che le avrebbe portate alla morte”.

Ilaria Cicconi

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto e altri cancerogeni, è possibile chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Conferenze Puglia emergenza amianto: nuovo epicentro

Palazzo di Giustizia
Palazzo di Giustizia

L’ONA continua la sua mobilitazione in Puglia

Conferenze Puglia emergenza amianto. L’emergenza amianto e il continuo aumento dei casi di patologie asbesto correlate ha portato l’ONA ad organizzare due conferenze per il giorno 9 febbraio 2019.

Danno da amianto: tutele previdenziali e risarcitorie

La prima assemblea, “Danno da amianto: tutele previdenziali e risarcitorie”, si è tenuta a Taranto presso il Tribunale, nella sala della Scuola Forense. Un evento che è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati e dalla Scuola Forense di Taranto, aperto alla partecipazione di lavoratori, cittadini e operatori della giustizia (conferenze Puglia emergenza amianto).

Tra i relatori l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, magistrati e consulenti. Inoltre, vi è stata la partecipazione e la testimonianza delle vittime, di coloro che, sulla loro pelle, hanno vissuto il dramma dell’amianto a Taranto.

Per l’occasione l’ONA ha presentato i dati delle rilevazioni epidemiologiche sull’emergenza amianto nelle città di Taranto e Bari e per tutta la regione Puglia. Quest’ultima nuovo epicentro dell’emergenza amianto, non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

In quell’occasione si è fatto il punto sulle principali inchieste giudiziarie in corso nelle Procure pugliesi. Dall’Ilva all’inchiesta sulla Marina Militare, alla Ex Fibronit e alla Bridgestone di Bari.

Interventi di: Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto; Gaetano Veneto, già ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università di Bari, Giulio Pinto, CTU del Tribunale di Taranto, Dionisia Pinto, CTU del Tribunale di Taranto, Ciro Pozzessere e Pietro Crescenza, tecnici Contarp, Vittoria Orlando, Presidente Sezione Lavoro Tribunale di Taranto e Anna Maria Stasi, Medico Funzionario INAIL.

Amianto, un killer da sconfiggere definitivamente

Il pomeriggio del 09.02.2019 al Teatro San Giuseppe Marello di Bari si è tenuta l’assemblea presieduta dall’avvocato Bonanni, sul tema “Amianto, un killer da sconfiggere”. Interventi di: consiglieri regionali Ignazio Zullo (Forza Italia) e Antonella Laricchia (M5S). Vito Vasiento, Segretario Associazione Vittime dell’Amianto Bari, Giovanni Gentile, coordinatore ONA Taranto, Domenico Favia, coordinatore ONA Puglia e Luigi Giovannelli, coordinamento ONA Puglia.

La mbilitazione dell’ONA nella Puglia

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua battaglia contro l’amianto in tutta Italia, come in Puglia. Per approfondimenti:

Processo Eternit Torino: a Bagnoli omicidio volontario?

Processo Eternit Torino
Processo Eternit Torino

Siluro dell’ONA. Processo in Corte di Assise il 12 aprile

Non è il solito processo amianto, qui le tematiche sono ben più dolose. Le richieste dell’ Avv. Ezio Bonanni sono state finalmente accolte dal GUP di Napoli Alessandra Ferrigno, secondo le richieste dei PM Frasca e Giuliano.

Il 12 aprile prenderà il via il processo contro l’imprenditore svizzero Stephan Ernest Schmidheiny.

Egli è stato accusato di omicidio volontario per la morte di sei operai e due loro familiari a causa del cancro provocato da esposizione all’amianto nello stabilimento Eternit di Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli

Il gup di Napoli Alessandra Ferrigno ha disposto la conferma dell’accusa di omicidio volontario. Mesotelioma, cancro del polmone e molte altre patologie asbesto tra gli operai dello stabilimento Eternit di Bagnoli.

Processo Eternit Torino

Il manager svizzero, già imputato in un processo a Torino la cui condanna è stata annullata in Cassazione, per via della prescrizione.

Caso Schmidheiny: processo innanzi la Corte Assise di Napoli

La sentenza di assoluzione del magnate svizzero che sulla produzione di cemento amianto ha costruito il suo impero, era stata contestata dal presidente ONA. L’Avv. Ezio Bonanni fu difensore di parte civile nel processo Eternit I presso il Tribunale di Torino, Corte di Appello di Torino e Corte di Cassazione.

La tesi accolta dai PM Frasca e Giuliano, è stata avvalorata dalla decisione del GUP, ed ora il magnate svizzero Stephan Schmidheiny dovrà rispondere delle sue azioni. 

Il processo inizierà davanti alla II sezione della Corte di Assise di Napoli. Ne ha dato notizia, l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona).

Mettendo in evidenzia come “continua la sua battaglia per assicurare giustizia ai lavoratori dell’Ethernit, che ha provocato centinaia di morti e alle loro famiglie. Ci auguriamo che questa volta lo svizzero non riesca ad uscire dalle maglie della giustizia italiana”. 

Il manager dell’Eternit è imputato nel capoluogo campano nell’ambito di un processo nato dal troncone di Torino, dopo la suddivisione dell’inchiesta in quattro tribunali territorialmente competenti: Torino per Cavagnolo, Vercelli per Casale Monferrato, Reggio Emilia per Rubiera, Napoli per Bagnoli.

Accolte le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni

L’accusa originaria riguardava 258 operai morti di mesotelioma causato dalla fibra killer (asbesto – amianto). Nel processo napoletano sono state accolte oltre che le tesi dei pubblici ministeri, Frasca e Giuliano, anche quelle dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto-Ona che si è costituito parte civile, con l’avvocato Flora Rose Abate del foro di Napoli.

L’avvocato Astolfo Di Amato, uno dei legali dell’ex ad di Eternit, parla di accusa grottesca che viola i diritti fondamentali dell’uomo contestando l’accusa, contro il suo assistito, secondo cui il manager avrebbe agito per mero profitto causando volontariamente la morte  dei dipendenti dello stabilimento Eternit di Bagnoli.

Le repliche dell’Avv. Di Amato, difensore di Schmidheiny

 “Il senso di responsabilità che ha caratterizzato l’operato di Stephan Schmidheiny – replica all’avvocato Bonanni, il difensore dell’imputato – ha piuttosto evitato a molte persone di ammalarsi di patologie correlate all’asbesto. L’accusa di reato di omicidio della Procura di Napoli prende chiaramente le mosse da quella della Procura di Torino del primo processo Eternit”.

Di Amato, che difende Stephan Schmidheiny, sottolinea poi che nel 2014 la Corte di Cassazione “aveva prosciolto Schmidheiny da ogni accusa mossagli nell’ambito di questo primo processo, affermando che i reati erano già prescritti prima dell’inizio del procedimento”.

“Questa riedizione di un processo perso dall’accusa viola i diritti fondamentali dell’uomo: il principio del divieto di ‘ne bis in idem’ sancito dalla Convenzione europea diritti dell’uomo”

Sul punto “la tesi dell’avvocato Di Amato non può trovare accoglimento perché è stata già smentita dalla Corte Costituzionale, la quale ha evidenziato che non sussiste alcun bis in idem, poiché l’accusa di omicidio non ha nulla a che vedere con quella di disastro ambientale, che ha costituito il capo di imputazione del primo processo Eternit.

La vertenza legale dell’Osservatorio ONA

L’ONA, costituita parte civile anche nel processo in corso presso il Tribunale di Torino, continua ad assistere tutti gli ex dipendenti Eternit di Casale Monferrato, Eternit Cavagnolo, Eternit Rubiera, Eternit Napoli – Bagnoli e Eternit Siracusa, e tutte le altre vittime, con il servizio di assistenza legale online, che può essere richiesto direttamente all’associazione.

Le vittime Eternit e i loro familiari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni, e possono costituirsi parte civile negli altri tronconi del processo Eternit.

Processo Eternit: c’è ancora speranza di giustizia?

Nei cassetti della Procura della Repubblica di Torino ci sono altri documenti consegnati dall’ONA all’attenzione del Dott. Guariniello che possono ancora permettere di avere giustizia per le vittime amianto.

Casale Monferrato è una delle città maggiormente colpite da patologie asbesto correlate. Sono moltissime le persone che hanno perso la vita, proprio a causa di “Eternit” la fabbrica della morte, fonte di ricchezza per il magnate svizzero. L’Avv. Ezio Bonanni durante l’incontro promosso proprio a Casale Monferrato il 16 febbraio 2015, ha reso pubbliche le prove della colpevolezza di Stephan Ernest Schmidheiny.

Sono intervenuti, tra gli altri, il Dott. Maurizio Ascione, Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano; il Prof. Luciano Mutti, oncologo, presidente del GIME e responsabile del dipartimento terapia e cura del mesotelioma dell’ONA ONLUS; il Sig. Omar Marchesini, responsabile ONA Casale Monferrato; e il Dott. Fabio Desilvestri, componente del comitato tecnico scientifico ONA.

È stato fatto un esame analitico delle prospettive di Eternit bis, anche alla luce della possibilità di procedere con l’imputazione di omicidio colposo, che, anche a detta del Procuratore Generale della Cassazione, durante il suo intervento nel processo, è ancora ipotizzabile, e i reati non sono prescritti.

Processo Eternit Torino

Amianto nell’ospedale di Rieti, vittoria ONA

ASL Rieti
ASL Rieti

Ospedale di Rieti: condannata l’INAIL per due decessi mesotelioma

L’ospedale di Rieti, oggetto in passato di inchiesta a causa della presenza di amianto che ha portato alla morte ben due dipendenti, oggi è stato scenario nuovamente citato nelle aule di tribunale per un ulteriore processo.

Un processo che si è concluso con una sentenza vittoriosa per la famiglia di Roberto Lucandri, rappresentata dall’avvocato Ezio Bonanni.

Grandiosa vittoria

La Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 202/2019, ha accolto l’appello e condannato l’INAIL a risarcire gli eredi di Roberto Lucandridipendente dell’Asl presso l’ospedale di Rieti.

Roberto Lucandri è stato ucciso da un mesotelioma, una malattia causata dall’amianto ed è venuto a mancare il 27 aprile 2018. È stata ribaltata così la sentenza di I grado con la quale, in modo singolare, il Tribunale di Rieti aveva rigettato le domande di Lucandri, all’epoca ancora in vita.

Roberto si è spento mentre era in corso il giudizio di appello ma sicuramente sorride ora che gli è stata resa giustizia.

Ma Roberto Lucandri non è stata l’unica vittima della fibra killer all’interno dell’ospedale di Rieti, lo ha preceduto il collega Mario Nicolettideceduto sempre per mesotelioma il primo marzo 2016.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i lavoratori vittime da esposizione ad amianto ed altre sostanze cancerogene. Con un team di tecnici, l’associazione assiste i cittadini alla bonifica e la messa in sicurezza dei siti, ovvero alla loro decontaminazione dall’amianto (prevenzione primaria). In caso di esposizioni a tale minerale o altri cancerogeni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA occupa una posizione di riferimento nella ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più opportune, assicurano maggiori chance di guarigione, maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, anche coloro privi di malattia, hanno diritto a tali benefici. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto o altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA  predispone le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidati ai famigliari, loro eredi legittimi.assistenza ona

La dichiarazione del presidente ONA

Ora verrà proposta l’azione di risarcimento dei danni nei confronti della ASL di Rieti.

Finalmente giustizia è fatta” – dichiara soddisfatto l’avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – “l’INAIL di Rieti ha negato l’origine professionale del mesotelioma di Roberto Lucandri, come per il suo collega, nonostante l’ospedale fosse imbottito di amianto, circostanza incontestabile. Attendiamo ora gli esiti del procedimento penale, ancora in indagine, perché si faccia giustizia anche nei confronti di chi ha esposto questi lavoratori e anche i cittadini che frequentavano l’ospedale di Rieti a polveri e fibre di amianto”. “Nel Libro bianco delle morti di amianto in Italia risultano censite 250 ospedali con amianto (stima per difetto) e 374 casi di mesotelioma nel personale sanitario (pari all’1,9%)” – spiega il legale – “è solo la punta dell’iceberg, poiché ci sono almeno il doppio dei casi di cancro del polmone e centinaia di altre patologie asbesto correlate (asbestosi, placche pleuriche, cancro della laringe, faringe, etc.). Un’emergenza che Ona denuncia da tempo che impone una presa di coscienza e immediate iniziative di bonifica e messa in sicurezza dei siti ancora contaminati”. 

Ponte Morandi, la preoccupazione Ona

Ponte Morandi
Ponte Morandi

Amianto, sono a rischio le case sotto il ponte di Genova

“E’ assolutamente necessario confinare gli abbattimenti, per evitare che la nube tossica invada la città. Le fibre di amianto causerebbero mesoteliomi e cancro al polmone ed altre patologie dell’amianto. Le macerie, confinate, vanno poi irrorare con liquidi aggregati per diminuire il rischio di aerodispersione delle fibre di amianto”.

E’ il commento del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato Ezio Bonanni. Il legale, pioniere dalla fine degli anni ’90, nella tutela degli interessi delle vittime amianto e non solo, dinanzi alla notizia che giovedì inizierà il primo taglio sulla pila otto del Ponte Morandi a Genova, ribadisce che c’è bisogno di prudenza nell’eseguire i lavori.

Accertato che sul ponte da demolire non c’è il problema dell’amianto, rimane la forte preoccupazione per la case da abbattere. L’amianto nelle abitazioni sottostanti il Morandi, infatti, è tantissimo. Si parla di quindicimila tonnellate. Quindicimila tonnellate di puro veleno. Una montagna di asbesto nascosto nelle case da abbattere. Sono tutti edifici costruiti negli anni ’60 quando i materiali cementizi erano quasi sempre di eternit. 

Camini e serbatoi d’acqua rivestiti di eternit, amianto friabile e dunque pericolosissimo, coibentazioni delle tubazioni delle cantine come riscontrato dai tecnici ai quali è stata assegnata la procedura del piano di demolizione del ponte Morandi a Genova. Per non parlare delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento e delle guarnizioni centrali termiche, tutte coibentate con amianto friabile

“Un rischio amianto altissimo avverte il presidente Ona, avvocato Ezio Bonanniper l’abbattimento delle case che circondano i tronconi da demolire che vanno eseguiti con massima prudenza”.

La strategia dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA prosegue nel suo impegno per la prevenzione primaria. Evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer dell’asbesto amianto detto anche eternit e per coloro che sono stati già esposti sostiene la necessità di controlli sanitari per la diagnosi precoce e ancora ha costituito un pool di legali per il riconoscimento dei diritti dalla rendita Inail fino al prepensionamento e al risarcimento dei danni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

SERVIZI GRATUITI DI ASSISTENZA DELL’ONA

L’osservatorio nazionale amianto offre servizi legali e medici gratuiti per le vittime amianto. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800034294 oppure consultare il sito istituzionale Ona, il sito dello studio legale Ezio Bonanni o il sito de Il Giornale sull’amianto.assistenza ona