24.7 C
Rome
domenica, Agosto 16, 2026

Amianto e basi militari Usa in Giappone, la verifica del dipartimento difesa

Letto: 15 volte

Ultimi articoli

Amianto, muffa, infiltrazioni d’acqua e strutture deteriorate. È il quadro emerso da una verifica dell’Office of Inspector General del Dipartimento della Difesa statunitense sulle infrastrutture militari nell’area del Pacifico. Il caso riporta l’attenzione internazionale sul rischio legato alla presenza di materiali contenenti amianto negli edifici datati e sulla necessità di interventi di prevenzione e bonifica.
L‘Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea come il caso internazionale citato, confermi la persistente emergenza  evidenziando una tragica continuità tra le esposizioni passate e le nuove patologie asbesto-correlate.
In Italia purtroppo, la situazione resta critica a causa della presenza diffusa di amianto ancora non bonificato, che continua a causare migliaia di decessi e richiede un’azione urgente di prevenzione, bonifica e tutela legale delle vittime. Bonifica e prevenzione primaria che da sempre Ona e il suo presidente, lAvv. Ezio Bonanni richiedono da più di 25 anni.

Basi militari americane, infrastrutture in condizioni critiche

Il problema riguarda diverse installazioni militari statunitensi in Giappone. Secondo Militarytimes, tra le strutture esaminate figurerebbero Camp Courtney, Kadena Air Base e Yokota Air Base.

L’Office of Inspector General del Dipartimento della Difesa ha segnalato una lunga serie di criticità: corrosione, muffa visibile, danni provocati da incendi, crepe nelle strutture, distacchi del calcestruzzo, ferri di armatura esposti, infiltrazioni d’acqua, vernici contenenti piombo e materiali contenenti amianto.

Il rapporto, pubblicato nell’agosto 2026, nasce da un’attività di valutazione delle infrastrutture del Pacific Command. L’indagine ha preso in esame anche gli alloggi e le infrastrutture idriche, considerate essenziali per il personale militare.

Amianto e degrado degli edifici

Secondo le verifiche dell’ispettorato, nel quartiere residenziale Stearley Heights sono state interessate 139 abitazioni.

La documentazione mostrerebbe ambienti nei quali frammenti e detriti sono caduti all’interno degli edifici. Gli stessi responsabili del Dipartimento della Difesa hanno riferito agli investigatori che, in alcune aree, la caduta di materiale può rappresentare un rischio per la sicurezza del personale.

Quando materiali edilizi deteriorati sono associati alla presenza di amianto, la manutenzione e la gestione degli interventi diventano anche una questione di tutela della salute.

Terremoti, tifoni e infrastrutture invecchiate

Secondo quanto riportato dagli ispettori, il deterioramento sarebbe legato a una combinazione di fattori.

Tra questi figurano l‘età delle infrastrutture, alcune scelte costruttive e le condizioni ambientali. Le installazioni presenti in Giappone devono inoltre confrontarsi con fenomeni naturali come tifoni, terremoti e tsunami.

A rendere più complessa la situazione contribuiscono anche i costi elevati della manutenzione e le difficoltà nel reperire risorse sufficienti per intervenire sulle strutture esistenti.

L’Office of Inspector General avrebbe raccomandato ai vertici delle diverse componenti militari di individuare le riparazioni più urgenti e di analizzare le cause profonde del deterioramento. È stata inoltre indicata la necessità di individuare risorse economiche adeguate per affrontare il problema.

Amianto e questione internazionale

“Il caso delle basi statunitensi nel Pacifico dimostra come l’amianto sia un problema globale”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La presenza di materiali contenenti asbesto può infatti interessare edifici costruiti decenni fa, soprattutto quando le attività di manutenzione, ristrutturazione e bonifica procedono con difficoltà.

L’attenzione deve essere ancora maggiore quando il materiale si trova all’interno di strutture degradate. Il rischio deve essere valutato tecnicamente in relazione allo stato del materiale, alle condizioni dell’edificio e agli eventuali interventi che possono disturbare i manufatti.

Proprio per questo censimento, valutazione del rischio, messa in sicurezza e bonifica costituiscono strumenti fondamentali di prevenzione.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia

Il caso internazionale viene richiamato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) in Italia come ulteriore elemento di riflessione sulla persistenza dell’emergenza.

L’associazione sostiene da anni la necessità di intervenire sui materiali ancora presenti negli edifici e nei siti contaminati, ponendo la bonifica come strumento principe. Secondo i dati riportati dall’ONA, in Italia le patologie correlate all’esposizione all’amianto continuano a provocare migliaia di decessi ogni anno; l’associazione indica per il 2023 un dato superiore a 7.000 decessi per malattie asbesto-correlate. Secondo l’OMS sono oltre 200 mila morti l’anno nel mondo per esposizione professionale all’amianto.

Bonifica e prevenzione per fermare nuove esposizioni

Per l’ONA la  strategia deve partire dalla prevenzione primaria, cioè dalla riduzione delle possibilità che nuove persone entrino in contatto con fibre di amianto.

Lavvocato Ezio Bonanni pone da oltre 25 ann al centro i al centro della propria azione la richiesta di censimento dei siti contaminati, messa in sicurezza e bonifica. “La rimozione controllata dell’amianto dai luoghi a rischio uno degli strumenti fondamentali per evitare ulteriori esposizioni.” 

Dalle esposizioni di decenni prima alle patologie di oggi

“Le malattie asbesto-correlate possono manifestarsi anche dopo molti anni dall’esposizione. Per questo la presenza di materiali contenenti amianto negli edifici ancora utilizzati richiede attenzione, soprattutto quando strutture obsolete vengono sottoposte a lavori, demolizioni, manutenzioni o interventi di ristrutturazione. La continuità tra esposizioni del passato e nuove diagnosi rende quindi ancora attuale la richiesta di prevenzione.” Conclude Bonanni.

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita