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martedì, Agosto 11, 2026
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“L’ombra di Mazzini”, in scena lo spettacolo di Cecconi

Mazzini
spettacolo teatrale Mazzini

Il prossimo 10 marzo ricorre il 150esimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini. Un modo per ricordarne l’importanza, nella nascita della nostra Nazione, è andare a vedere, a teatro, a Roma, lo spettacolo di Emanuele Cecconi.

L’ombra di Mazzini. Spettacolo di un’Italia mai nata”, andrà in scena il 10 e l’11 marzo 2022 al Teatro Ghione della Capitale.

“Sono un appassionato di storia – ha spiegato Cecconi – e un attore. Ho scritto questa opera teatrale quindi nella speranza che questa figura spesso dimenticata venga riscoperta. E ho voluto rappresentarla sotto l’occhio dei suoi antagonisti.

Mazzini – ha continuato il regista – non ha in Italia la stessa notorietà di altri personaggi storici che poi cavalcarono il moto unitario. Fu il primo, invece, a pensare a un’Italia unita e libera. Non solo, ha anche ipotizzato gli Stati uniti d’Europa. Sono valori che andrebbero riscoperti, in un momento storico sempre più difficile. Sono convinto anche che se ai ragazzi fosse insegnata la storia in tutte le sue sfaccettature, mettendo al centro i personaggi con le loro passioni, e non fosse soltanto un elenco di date, sarebbe più avvincente”.

Da Mazzini una riflessione sui nostri tempi

“Tutti i periodi del nostro Paese – aggiunge Cecconi – anche quelli più drammatici, hanno molto da insegnarci. I problemi che oggi si trova ad affrontare l’Italia hanno radici profonde e possono essere compresi soltanto guardando dietro di noi. Per questo ritengo sia necessario investire sulla scuola e non depauperarla: un’ottima scuola contribuirebbe a un tessuto sociale diverso e alla formazione di una capacità critica capace di affrontare ogni sfida”.

La pièce teatrale cerca di rispondere a domande complesse: quando e perché masse di persone diventano popoli? Quando e perché molti popoli diventano uno solo? Come si costruisce, anzi, come si pensa una Nazione?

Partendo dalla saggistica risorgimentale di D. Mack Smith, M. Severini, J. White Mario, e dall’opera autobiografica dello stesso Mazzini, Cecconi mostra il “pensiero e l’azione” più che l’uomo Mazzini, e ci lascia con una domanda che forse in sé ha già una risposta: “Siamo i ‘fratelli d’Italia’ figli dell’Italia di Mazzini, oppure no?”.

L’importanza di tornare a teatro

In questo momento drammatico, in cui la pandemia mondiale ha cambiato le nostre abitudini e ci ha rinchiuso sempre più nelle nostre piccole case, il teatro che riapre torna ad essere non solo un momento di incontro, ma come è sempre stato, di riflessione e di crescita.

Per questo non resta che usare la prossima mascherina per un motivo più che importante.

Gli attori in scena della compagnia Piano Zero Teatro saranno Valerio Palozza, Giuseppe Renzo, Federico Mastroianni, Salvatore Cuomo, Fabrizio Bordignon Cristiano Leopardi, Mauro Ascenzi, Sara Valerio, Veronica Liberale, Emanuele Cecconi. Voce fuori campo Daniele Di Matteo.

(Aiuto regia Salvatore Cuomo; luci e fonica Francesco Bàrbera; scenografie Cecilia Sensi e PZT; costumi Isaura Bruni; trucco Michela Bove).

Il costo del biglietto è di 20 euro. Per prenotare è possibile chiamare il numero 3923652015.

Il patrocinio dell’ONA

Lo spettacolo è patrocinato tra gli altri dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). L’ONA si occupa da sempre di assistere lavoratori e cittadini che sono stati o sono a contatto con l’asbesto. Il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, venendo a conoscere il progetto teatrale e riconoscendone la validità, ha deciso di sostenerlo.

L’ONA, si va ad aggiungere nel patrocinio al Touring club italiano ed all’Associazione mazziniana italiana.

Bando INAIL 2021: prorogato per il 2022

BANDO INAIL 2021: prorogato per il 2022
cartello pericolo amianto

Bando Inail 2021 prorogato per il nuovo anno, tale consente alle aziende di ottenere un contributo a fondo perduto del 65%.

Amianto 2022, proseguono gli incentivi per consentire ai cittadini di intervenire su questa grande minaccia.

È possibile richiedere fino a 130.000 euro di investimenti aziendali per presse, robot, muletti e centri di lavoro.

Un’agevolazione molto importante, con l’obiettivo di migliorare la salute, e di conseguenza, incrementare la sicurezza nei luoghi di lavoro per tutto il personale.

Si parla di un budget altissimo, quasi 250 milioni di euro che l’INAIL mette a disposizione, da ripartire fra le regioni.

Una grande fetta di questo bonus è destinata agli interventi di bonifica dell’amianto.

La novità per il 2022 riguarda una maggiore specifica inerente alla prevenzione. Gli interventi a fini migliorativi di salute e sicurezza sono destinati proprio alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento.

Questi interventi permetto di bonificare e recuperare il materiale che verrà di conseguenza riciclato (codice Ateco E38).

Una volta bonificato e smaltito è possibile completare l’opera con il risanamento ed altri servizi di gestione dei rifiuti (codice Ateco E39).

Amianto 2022: chi può beneficiare del bonus

Le imprese, anche quelle individuali, iscritte alla Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, ed enti del terzo settore possono usufruirne.

Attraverso questo nuovo bonus è possibile calmierare questa grande e persistente minaccia.

Per alcune categorie è prevista una linea di finanziamento specifica:

  • Raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti – recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali (codice Ateco E38)
  • Risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti (codice Ateco E39)
  • Micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (asse agricoltura)

Bando INAIL 2021: le esclusioni presenti

In ogni agevolazione è sempre annoverata qualche esclusione che è doveroso far presente.

Chi ha già usufruito degli incentivi ISI Inail 2017, 2018, 2020 e ISI Agricoltura 2019/2020 è escluso. Tuttavia, se ha partecipato per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, allora può rientrare anche nel nuovo bonus 2022.

Non devono esserci condanne per omicidio colposo o di lesioni personali colpose legate alla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Così come la violazione delle norme per l’igiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale (no se riabilitato).

Agevolazioni bando INAIL nel dettaglio

Ecco nel dettaglio le agevolazioni del bando INAIL 2022.

Il 65% a fondo perduto, prevede un importo minimo di 5.000 euro ad un massimo di 130.000 euro.

Per i progetti del settore rifiuti è previsto un importo minimo di 2.000 euro fino ad un massimo di 50.000 euro.

Diverso è per il settore agricolo, difatti, il 50% è a fondo perduto specifico per i giovani agricoltori.

Il 40% a fondo perduto per le varie imprese agricole.

L’importo del bonus parte da un minimo di 1.000 euro fino ad un massimo di 60.000 euro.

Agevolazioni per i progetti del 2022

Ci sono alcuni interventi agevolati, progetti che possono essere finanziati:

  • Investimento;
  • Adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • Per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC);
  • Bonifica di materiali contenenti amianto;
  • Micro e piccole impresse del settore rifiuti;
  • Imprese operanti in agricoltura.

L’impresa può presentare un solo progetto che riguarda una sola unità produttiva, per una sola tipologia di progetto tra quelle sopra indicate.

Ciò indica che l’intervento è uno e solo, sia come Regione o come Provincia Autonoma.

Non è possibile richiedere dei progetti per più unità o per più tipologie di lavorazioni.

Bando INAIL 2021: quali sono le spese ammesse

Il finanziamento del bando Inail 2022 ammette le spese che sono direttamente necessarie per la realizzazione del progetto.

Nonché, le eventuali spese accessorie o strumentali, che servono per la realizzazione dello stesso e quindi indispensabili per la sua completezza.

Ciò deve rispettare però sempre le varie limitazioni che sono espressamente descritte negli appositi allegati del bando.

Per questo motivo, le spese che vengono ammesse per il finanziamento, devono essere riferite a progetti non realizzati o comunque non in corso di realizzazione.

Questo passaggio ancora oggi è in via di definizione, alcuni protocolli sono da aggiornare e sistemare.

Ciò che non è annoverato tra le spese ammessa al finanziamento sono:

  • Acquisizioni tramite locazione finanziaria (leasing)
  • Acquisto di bene usati
  • Altre spese specificatamente indicate nel bando

I termini di realizzazione del progetto è di un anno dalla data di approvazione dello stesso.

Bando INAIL 2021: assegnazione e scadenze

Al bando si fa domanda tramite una prenotazione telematica (click day) con una soglia minima di ammissibilità, che è pari a 120 punti.

da definire Apertura della procedura informatica
da definire Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
da definire Download codici identificativi
da definire Pubblicazione regole tecniche per l’inoltro della domanda online
da definire Click Day
14 giorni dopo il click day Pubblicazione elenchi cronologici provvisori
Da definire Completamento della documentazione per gli ammessi al click day
Tabella delle scadenze del Bando INAIL 2022

Il contributo viene assegnato secondo il “regime de minimis”; non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici presenti. Ma è cumulabile con i benefici che arrivano da alcuni interventi pubblici, come garanzia sul credito.

L’ONA a capo del controllo ambientale

A fine anno, l’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ha pubblicato una news relativa alla proroga del bonus amianto 2021.

Fino al 30 giugno 2022 si potrà usufruire di questo bonus per la bonifica e lo smaltimento della fibra killer.

Le imprese sono chiamate a contribuire a questi lavori di riequilibrio ambientale, è doveroso che ognuno si adoperi affinchè si arrivi ad eliminare del tutto questa grande piaga.

Le imprese edili, piccole e grandi, possono decidere ed eseguire degli interventi di smaltimento per tutte le tipologie di fibra (es. eternit, tubature vecchie ecc.).

Ogni costruzione di vecchia data, che ha questo materiale all’interno o esterno sono attenzionati per questo lavoro. Se vengono eseguite in modo metodico tutte le regole per una sicura rimozione di questa sostanza cancerogena, i contribuenti avranno diritto ad un credito d’imposta del 50%.

Tutti i dettagli possono essere visionati nel seguente articoloSmaltimento amianto: prorogato il bonus 2021“.

Risarcimento amianto, 240mila euro a vedova di un camionista

risarcimento-amianto
Emilio Corbo e Susanna Vannucci con il figlio Niklas

Giustizia per la famiglia di una autotrasportatore morto per amianto a soli 62 anni. I giudici della Corte di Appello di Firenze hanno concesso un cospicuo risarcimento amianto, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Pistoia che aveva respinto la richiesta di indennità all’INAIL della moglie dell’uomo.

E’ la vicenda relativa a Emilio Corbo, originario di Pistoia, deceduto nel luglio 2012 dopo atroci sofferenze per un mesotelioma.

Nel luglio del 2013 Susanna Vannucci, rimasta vedova con un figlio, Niklas, all’epoca 28enne, aveva presentato domanda all’Inail per l’indennità, che l’istituto aveva respinto. Secondo l’INAIL non ci sarebbe stato il nesso causale tra l’attività del camionista e la malattia che lo aveva portato alla morte.

Risarcimento amianto, a lavoratore basta provare la malattia

L’istituto aveva addirittura ipotizzato che le fibre inalate dall’autotrasportatore che hanno causato la malattia, fossero state respirate nella sua abitazione. Qui era infatti presente una stufa con le tubature in asbesto.

Il Presidente ONA, nel ricorso presentato alla sezione lavoro della Corte di Appello del capoluogo toscano, ha invece sottolineato e dimostrato che il 62enne si è ammalato di mesotelioma ed è deceduto in seguito all’esposizione all’amianto presente nei componenti dei veicoli che ha guidato in qualità di autotrasportatore/artigiano per il periodo dal 1979 al 2009. Non solo, la vittima, del tutto ignara, ha anche usato guanti in amianto per ispezionare freni e motori e per proteggersi dal calore.

La Corte di Appello ha spiegato nella sentenza dell’11 gennaio 2022, che il mesotelioma è una malattia tabellata nel settore industria, come neoplasia causata dall’asbesto. “Quando la malattia è inclusa nella tabella – si legge in una diversa sentenza della stessa Corte – al lavoratore basta provare la malattia e di essere stato addetto alla lavorazione nociva”. Resta “la possibilità dell’INAIL di provare una diagnosi differenziale”. Cosa che in questo caso, secondo i giudici di Firenze, è mancata.

Risarcimento malattia professionale

Per questo la Corte di Appello ha condannato l’INAIL al pagamento in favore della vedova della rendita per i superstiti e del Fondo Vittime Amianto. L’importo degli arretrati ammonterà a circa 240.000 euro. A questi si aggiunge la rendita mensile di reversibilità di circa 1800 euro che percepirà per tutto il resto della sua vita. L’INAIL liquiderà anche il c.d. assegno funerario. Su tutte le somme dovranno essere corrisposti anche gli interessi legali.

“Con questa sentenza – ha dichiarato soddisfatto Bonanni – viene ribadito un principio fondamentale a tutela delle vittime dell’amianto: anche gli autotrasportatori devono essere risarciti in quanto troppo spesso a contatto con l’asbesto”.

Rischio amianto, la battaglia dell’ONA

L’amianto fa purtroppo ogni anno migliaia di vittime in Italia. Nel 2021 sono state 7 mila. I dati sono consultabili sul VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. Quelli aggiornati, invece, nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’azione di tutela degli artigiani vittime amianto

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua azione di tutela preventiva dei rischi. La tragica vicenda del Sig. Corbo Emilio, deceduto per mesotelioma, dimostra che è fondamentale la prevenzione. La fibra killer colpisce tutte le categorie, anche gli artigiani. Infatti, in molti casi, l’artigiano lavora lui stesso, direttamente, e anche sui materiali di amianto.

I residenti possono anche segnalare la presenza di amianto sul territorio attraverso la App apposita dell’Ona.

Queste categorie sono escluse dai benefici amianto, ex art. 13 co. 8 L. 257/92, perché ritenuti datori di lavoro. Una discriminazione inaccettabile secondo l’avvocato Ezio Bonanni e l’ONA, che si battono per la tutela anche di queste figure professionali.

In questo caso, essendo la vittima artigiano, l’unica tutela non può che essere quella dell’INAIL e del Fondo Vittime Amianto. Le prestazioni di quest’ultimo Fondo sono comunque dovute, al di là della domanda amministrativa.

Con il riconoscimento INAIL, oltre alla rendita INAIL è dovuto dall’INPS l’accredito delle maggiorazioni contributive ex art. 13 co. 7 della L. 257/92. Questi accrediti di benefici amianto sono molto importanti perchè permettono di rivalutazione la pensione INPS. Per poter usufruire dell’assistenza legale, medica e tecnica gratuita, ci si può rivolgere all’associazione, attraverso lo sportello on-line.

Assistenza legale gratuita per indennizzi e risarcimenti

La triste e tragica vicenda di Emilio Corbo, autotrasportatore deceduto per mesotelioma, dimostra che l’assistenza dell’ONA è molto importante. Infatti l’INAIL si era ostinata a rigettare le richieste. Per questi motivi, l’associazione di categoria tutela le vittime, anche attraverso il servizio di assistenza legale.

E’ sufficiente quindi formulare richiesta scritta per avere il parere legale gratuito indennizzo mesotelioma.

    Anticorpi monoclonali, Trano: “Si è puntato solo su vaccini”

    anticorpi-monoclonali
    L'onorevole Raffaele Trano

    Nota dolente quando si parla di Covid sono gli anticorpi monoclonali. Osteggiati, definiti “acqua fresca”. I medici li hanno invece utilizzati per curare l’ex presidente americano Donald Trump e lo stesso professor Massimo Galli, primo sostenitore dei vaccini.

    Per Trump è stato realizzato un cocktail studiato appositamente per l’ex presidente degli Stati Uniti dell’azienda di biotecnologie Usa Regeneron. Una struttura specializzata nelle ricerche legate al sistema immunitario. In realtà la loro diffusione su larga scala ha incontrato pesanti difficoltà logistiche. Devono essere infatti somministrati nei primi giorni in cui compaiono i sintomi e in strutture ambulatoriali, con la flebo. Il trattamento dura un’ora ogni volta.

    Anticorpi monoclonali, somministrati solo a pazienti fragili

    In tanti però insistono che, su questa possibilità di cura Covid, non sia stato fatto abbastanza. Chi doveva non ha stanziato fondi per trovare strutture e personale medico che se ne occupasse (con alcune eccezioni). Anche i pazienti che sono stati inseriti tra quelli che hanno diritto al trattamento (con lievi sintomi, ma ad elevato rischio di progressione grave, per patologie pregresse), sono limitati.

    L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, che si occupa anche di vittime del dovere, si pone tutta una serie di domande: “Perché gli anticorpi monoclonali sono stati utilizzati soltanto per una fascia ristretta della popolazione? Perché – nonostante ormai sia stato riconosciuto il loro apporto nel bloccare la malattia prima che diventi più grave – si sta lasciando che anche una buona parte di quelli a disposizione scadano? Perché i criteri per capire quali pazienti possano usufruirne sono così macchinosi?”.

    L’intervista all’onorevole Raffaele Trano

    Il vaccino resta la strada maestra per combattere la pandemia. Evita i danni gravi causati dal Covid, riduce il rischio di collasso degli ospedali. Soprattutto rallenta il diffondersi del virus e quindi la nascita di varianti che potremmo non saper controllare. Però le cure nei tempi necessari sono un diritto di tutti e forse non si sta facendo abbastanza per garantirle. Altrimenti potrebbe configurarsi quella che possiamo chiamare “responsabilità medica Covid“.

    Per capire meglio la situazione abbiamo intervistato l’onorevole Raffaele Trano, ex M5s, ora Alternativa, membro della Commissione bilancio alla Camera dei deputati.

    Onorevole Trano, cosa l’ha spinta a presentare un’interrogazione parlamentare relativa all’uso degli anticorpi monoclonali in Italia?

    “In realtà sono due le interrogazioni, ma andiamo con ordine. Eravamo in un periodo delicatissimo. Dopo l’illusione dell’estate 2020, il contagio è ripartito in autunno a velocità supersonica. E’ stato subito chiaro che la pandemia non era affatto terminata e che si era perso tempo prezioso sia per mettere a punto misure di prevenzione adeguate, sia per adeguare il sistema sanitario agli standard dei nostri partners europei.

    Davanti alle autorità sanitarie si presentavano più strade. C’era la lotta contro il tempo alla ricerca spasmodica di un vaccino, ma c’era già la possibilità di cure Monoclonali, già disponibili ed utilizzate con successo dall’ex presidente della repubblica Trump, tra i primi a testarne l’efficacia. In questo scenario l’industria farmaceutica Bsp di Latina, che operava su commessa per una casa farmaceutica americana, offrì all’Italia 10.000 dosi gratuite, ma, incredibilmente, non se ne fece nulla.

    Ricordo che andai a visitare l’impianto e fui accolto dall’amministratore delegato Aldo Braca e mi resi subito conto della sciocchezza che si stava commettendo e ne chiesi conto al Ministero della Salute. Anche la Corte dei Conti fu dello stesso avviso ed aprì una inchiesta. Nonostante questo l’introduzione dei monoclonali nel nostro sistema sanitario ha subito forti rallentamenti”.

    Qual è la situazione in Italia sugli anticorpi monoclonali?

    “In realtà la situazione è cambiata. Il ministero ritiene che i monoclonali, tranne uno, siano inefficaci nei confronti della variante Omicron. E poi come hanno lamentato tanti medici che si trovano in trincea, le procedure sono lente e intempestive rispetto alla somministrazione”.

    In questo senso l’AIFA – Agenzia italiana del farmaco, ha finanziato una ricerca, coordinata dalla Fondazione Policlinico Gemelli, denominata AntiCov. Dovrà chiarire se gli anticorpi monoclonali siano o meno validi contro la variante Omicron e se siano utili nei pazienti a basso rischio complicanze.

    L’interrogazione è ancora senza risposta

    “Ancora nulla! Per questo motivo ho presentato a distanza di 11 mesi dalla prima interrogazione un ulteriore atto di sindacato ispettivo insieme alla collega Dott.ssa Volpi in cui sollecito un veloce riscontro! Inoltre ho chiesto al Ministero della Salute se è a conoscenza delle circa 60.000 fiale in scadenza (era il mese di novembre 2021) che sono in procinto di essere destinate ai paesi dell’Est Europa o peggio distrutte!”.

    Vari studi dimostrano ormai che funzionano, allora perché secondo lei gli anticorpi monoclonali non vengono utilizzati, tanto da far scadere anche quelli già realizzati e disponibili?

    “Per un problema procedurale! Lo spiega bene il Dott.  Renzo Scaggiante primario del reparto malattie infettive di Belluno, “sul portale arrivano pochissime richieste di utilizzo degli anticorpi monoclonali, perché i medici di base devono prima ordinare il tampone al loro assistito.

    Poi qualche giorno dopo lo vanno a visitare infine se i medici ritengono adeguato il trattamento lo iscrivono al portale insomma mediamente passano 4 o 5 giorni. Ma come è noto l’efficacia degli anticorpi deve funzionare al massimo entro le 48 ore dall’insorgenza della patologia”.

    Crede che il governo sia focalizzato sui vaccini e ci siano ritardi invece nella ricerca e nella somministrazione delle cure già esistenti? E come mai?

    “E’ un dato di fatto che si è puntato solo sui vaccini, non lo dice il sottoscritto ma l’evidenza! Non conosco le motivazioni, forse sarebbe il caso di chiederle al Governo ed alla Maggioranza che ha sostenuto bollando come eresia qualsiasi approccio proposto da medici non omologati alle tesi degli organi ministeriali. Queste scelte, a mio avviso, sono state insufficienti.

    Ma a dirlo, oggi, è anche il TAR Lazio che ha cassato la circolare ministeriale basata sull’uso di tachipirina e della vigile attesa! Finalmente i medici possono scegliere in libertà la terapia più idonea ed efficace da somministrare ai pazienti e mettere a frutto le proprie esperienze dirette maturate sul campo”.

    Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar del Lazio (il giorno seguente l’intervista) e valuterà nel merito la questione.

    Crede che i monoclonali, nonostante il loro costo e la evidente difficoltà logistica, possano essere utilizzati su larga scala?

    “Sicuramente, in altri paesi sono uno strumento efficace per non intasare i reparti ospedalieri. Lo sarebbero anche in Italia. Ci sono pazienti vaccinati con tre dosi, come il noto professor Galli, primario di malattie infettive all’ospedale Luigi Sacco e docente all’Università di Milano e tra i massimi sostenitori dei vaccini, che si è curato proprio grazie ai farmaci monoclonali. Del resto Asl Latina, quasi un anno fa si era affidata a questo tipo di cure in alcune Rsa. Gli operatori sanitari hanno riscontrato, più in generale, un’efficacia del 97% sui pazienti trattati. L’importante è la tempistica…”.

    Cosa si potrebbe fare di più?

    “Avevamo chiesto le dimissioni del Ministro Speranza è stata un’occasione persa per rimettere le cose nel giusto binario!”.

    Ritiene che il vaccino resti l’unica strada?

    “Sbagliatissimo! Il vaccino è un arma in questa battaglia, ma rimane uno strumento di prevenzione. Purtroppo la strumentalità con la quale sono stati varati i provvedimenti del Green Pass hanno creato rabbia. E ancora divisioni e diffidenza e generato un danno alla stessa campagna di somministrazione! I vaccini devono essere una libera scelta dei cittadini. Non una costrizione della libertà individuale, solo così sarà possibile recuperare la credibilità perduta per colpa di scelte politiche lontanissime dalla vita quotidiana e da quanto accade all’estero”.

    Amianto killer, figlio operaio morto: “Famiglia sterminata”

    amianto killer
    foto fincantieri

    Una famiglia sterminata dall’amianto killer quella dell’operaio di Castellammare di Stabia morto per mesotelioma nel 2016. La moglie e i figli hanno vinto il ricorso che condanna Fincantieri e la Sait ad un risarcimento milionario, grazie all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, ma negli anni hanno vissuto tanti lutti legati alla fibra killer. (Leggi qui la sentenza).

    Una vita segnata dalla morte di ben 6 persone care a causa dell’asbesto. Abbiamo parlato con il figlio del 73enne.

    “Fincantieri all’epoca – ci ha raccontato al telefono – non aveva a disposizione alcune maestranze, come quella dei coibentatori. Per questo si rivolgeva alla Sait di Napoli per questi lavori di coibentazione in cui veniva utilizzato amianto. Questo materiale è infatti insonorizzante e anche ignifugo, perfetto per le navi”.

    Amianto killer, grave pericolo per la salute

    Purtroppo però l’amianto è anche cancerogeno. Alcuni studi ne riconobbero la pericolosità per l’essere umano già negli anni ’70. Nonostante questo le aziende hanno continuato ad utilizzarlo fino al 1992, anno in cui è stato messo al bando con la Legge 257.

    Vedi qui la puntata

    Le morti da amianto continuano ad aumentare sia per la presenza della fibra killer negli edifici, fu infatti utilizzato molto in edilizia, sia perché le malattie si sviluppano anche decine di anni dopo l’esposizione. L’avvocato Ezio Bonanni lo ha denunciato in diverse pubblicazioni e ha raccolto i dati aggiornati ne “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

    Amianto killer, morti anche i fratelli e le nuore dell’operaio

    “Il cognato di mio padre – ha continuato il figlio di Angelo – fu scelto come caposquadra e chiamò a lavorare i due cognati (tra cui mio padre), e i figli.

    Mio padre vedeva morire i suoi colleghi e abbiamo iniziato ad avere paura. Poi i lutti colpirono anche la nostra famiglia, in modo devastante. Prima morì mio zio, poi sua moglie. Era lei che il venerdì, proprio come ha fatto mia madre per una vita, sbatteva la tuta da lavoro di mio padre e la metteva in lavatrice. Ha inalato le fibre killer e le sono state fatali.

    Stessa sorte è toccata, purtroppo, ad un altro zio e sua moglie. Infine anche a mio cugino, che aveva soltanto 52 anni, che è venuto a mancare una decina di anni fa. Lasciò tre figli giovanissimi, uno di loro non era ancora maggiorenne. Mio padre è stato il sesto”.

    Inenarrabili le sofferenze di chi resta

    “I miei cugini – ha aggiunto con amarezza, ma con grande dignità – vivono nel terrore. Ogni 6 mesi effettuano tutti i controlli. E’ difficile da capire per chi non ha vissuto tutto questo. Noi questa paura la viviamo come figli, per nostra madre prima di tutto che ora è anziana, e anche per noi. Abbiamo sempre visto la tuta di papà, accantonata con gli altri panni, in attesa di essere lavata”.

    L’uomo, che preferisce rimanere nell’anonimato, si sofferma poi sulle fasi della malattia. Il mesotelioma si è manifestato nel luglio del 2015. “Mio padre in quel periodo ha cominciato a lamentare gonfiore allo stomaco. Non riusciva più a digerire. Poco dopo ha iniziato a sentirsi male. Qualche mese dopo la terribile diagnosi e un’aspettativa di vita di 4 mesi. Tanto è sopravvissuto. Abbiamo dovuto guardarlo consumarsi e spegnersi. Diventare sempre più piccolo, lui che è sempre stato molto magro, tanto che a mani nude andava a posizionare le lastre di amianto in ogni pertugio”.

    Amianto killer, l’ONA chiede le bonifiche

    Una testimonianza dura, a tratti commovente, che dimostra quanto l’amianto sia pericoloso e subdolo. Quanto sia importante bonificare ogni luogo che lo abbia contenuto.

    L’ONA cerca in ogni modo di sensibilizzare gli Enti preposti e ha realizzato anche una App apposita per dare la possibilità ai cittadini di segnalare la presenza dell’amianto killer e scongiurare l’esposizione. Solo così si potranno ridurre negli anni le patologie asbesto correlate, che per ora continuano a crescere, come riportato nel VII Rapporto ReNaM dell’INAIL.