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lunedì, Ottobre 3, 2022

Risarcimento amianto, 240mila euro a vedova di un camionista

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Giustizia per la famiglia di una autotrasportatore morto per amianto a soli 62 anni. I giudici della Corte di Appello di Firenze hanno concesso un cospicuo risarcimento amianto, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Pistoia che aveva respinto la richiesta di indennità all’INAIL della moglie dell’uomo.

E’ la vicenda relativa a Emilio Corbo, originario di Pistoia, deceduto nel luglio 2012 dopo atroci sofferenze per un mesotelioma.

Nel luglio del 2013 Susanna Vannucci, rimasta vedova con un figlio, Niklas, all’epoca 28enne, aveva presentato domanda all’Inail per l’indennità, che l’istituto aveva respinto. Secondo l’INAIL non ci sarebbe stato il nesso causale tra l’attività del camionista e la malattia che lo aveva portato alla morte.

Risarcimento amianto, a lavoratore basta provare la malattia

L’istituto aveva addirittura ipotizzato che le fibre inalate dall’autotrasportatore che hanno causato la malattia, fossero state respirate nella sua abitazione. Qui era infatti presente una stufa con le tubature in asbesto.

Il Presidente ONA, nel ricorso presentato alla sezione lavoro della Corte di Appello del capoluogo toscano, ha invece sottolineato e dimostrato che il 62enne si è ammalato di mesotelioma ed è deceduto in seguito all’esposizione all’amianto presente nei componenti dei veicoli che ha guidato in qualità di autotrasportatore/artigiano per il periodo dal 1979 al 2009. Non solo, la vittima, del tutto ignara, ha anche usato guanti in amianto per ispezionare freni e motori e per proteggersi dal calore.

La Corte di Appello ha spiegato nella sentenza dell’11 gennaio 2022, che il mesotelioma è una malattia tabellata nel settore industria, come neoplasia causata dall’asbesto. “Quando la malattia è inclusa nella tabella – si legge in una diversa sentenza della stessa Corte – al lavoratore basta provare la malattia e di essere stato addetto alla lavorazione nociva”. Resta “la possibilità dell’INAIL di provare una diagnosi differenziale”. Cosa che in questo caso, secondo i giudici di Firenze, è mancata.

Risarcimento malattia professionale

Per questo la Corte di Appello ha condannato l’INAIL al pagamento in favore della vedova della rendita per i superstiti e del Fondo Vittime Amianto. L’importo degli arretrati ammonterà a circa 240.000 euro. A questi si aggiunge la rendita mensile di reversibilità di circa 1800 euro che percepirà per tutto il resto della sua vita. L’INAIL liquiderà anche il c.d. assegno funerario. Su tutte le somme dovranno essere corrisposti anche gli interessi legali.

“Con questa sentenza – ha dichiarato soddisfatto Bonanni – viene ribadito un principio fondamentale a tutela delle vittime dell’amianto: anche gli autotrasportatori devono essere risarciti in quanto troppo spesso a contatto con l’asbesto”.

Rischio amianto, la battaglia dell’ONA

L’amianto fa purtroppo ogni anno migliaia di vittime in Italia. Nel 2021 sono state 7 mila. I dati sono consultabili sul VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. Quelli aggiornati, invece, nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’azione di tutela degli artigiani vittime amianto

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua azione di tutela preventiva dei rischi. La tragica vicenda del Sig. Corbo Emilio, deceduto per mesotelioma, dimostra che è fondamentale la prevenzione. La fibra killer colpisce tutte le categorie, anche gli artigiani. Infatti, in molti casi, l’artigiano lavora lui stesso, direttamente, e anche sui materiali di amianto.

I residenti possono anche segnalare la presenza di amianto sul territorio attraverso la App apposita dell’Ona.

Queste categorie sono escluse dai benefici amianto, ex art. 13 co. 8 L. 257/92, perché ritenuti datori di lavoro. Una discriminazione inaccettabile secondo l’avvocato Ezio Bonanni e l’ONA, che si battono per la tutela anche di queste figure professionali.

In questo caso, essendo la vittima artigiano, l’unica tutela non può che essere quella dell’INAIL e del Fondo Vittime Amianto. Le prestazioni di quest’ultimo Fondo sono comunque dovute, al di là della domanda amministrativa.

Con il riconoscimento INAIL, oltre alla rendita INAIL è dovuto dall’INPS l’accredito delle maggiorazioni contributive ex art. 13 co. 7 della L. 257/92. Questi accrediti di benefici amianto sono molto importanti perchè permettono di rivalutazione la pensione INPS. Per poter usufruire dell’assistenza legale, medica e tecnica gratuita, ci si può rivolgere all’associazione, attraverso lo sportello on-line.

Assistenza legale gratuita per indennizzi e risarcimenti

La triste e tragica vicenda di Emilio Corbo, autotrasportatore deceduto per mesotelioma, dimostra che l’assistenza dell’ONA è molto importante. Infatti l’INAIL si era ostinata a rigettare le richieste. Per questi motivi, l’associazione di categoria tutela le vittime, anche attraverso il servizio di assistenza legale.

E’ sufficiente quindi formulare richiesta scritta per avere il parere legale gratuito indennizzo mesotelioma.

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