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lunedì, Ottobre 3, 2022

Responsabilità medica Covid, Tar boccia la “vigile attesa”

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Aggiornamento: Il Consiglio di Stato, oggi 19 gennaio 2022, ha sospeso la sentenza del Tar del Lazio che annullava parte della circolare sulle terapie domiciliari Covid emessa dal ministero della Salute il 26 aprile 2021.

Il Tar del Lazio aveva annullato parte della circolare del Ministero della Salute del 26 aprile 2021. In particolare dove parla della “vigile attesa” nei pazienti Covid e somministrazione di fans e paracetamolo. Una novità che aveva portato a rivalutare la Responsabilità medica Covid.

Il Tar ha bocciato (sentenza ora sospesa) un’indicazione che era stata osteggiata da tanti, e da tempo anche dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto: “Era assurdo che i pazienti Covid non fossero visitati immediatamente – ha dichiarato – e che i medici di famiglia non somministrassero i farmaci che in quel momento ritenessero più opportuni caso per caso.

La ‘vigile attesa’ – ha aggiunto l’avvocato Bonanni – ha portato purtroppo in molti casi all’aggravamento della malattia. Senza cure questa in molti casi muta in polmonite, con l’aumento esponenziale dei ricoveri in ospedale. Da tempo, anche consultandomi con gli esperti del Comitato tecnico scientifico dell’ONA, è stato chiaro che subito, ai primi sintomi del Covid, è necessario agire”.

Responsabilità medica Covid, la tesi di Remuzzi

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, sostiene da sempre l’uso degli antinfiammatori per i malati Covid-19. Recentemente questa tesi è stata dimostrata proprio da due lavori scientifici del suo gruppo di ricerca. Manca ancora la prova definitiva, ma è comunque una scoperta molto importante.

“L’impiego di antinfiammatori non steroidei – ha dichiarato Remuzzi al Corriere della Sera – utilizzati ai primi sintomi della malattia riduce del 90% l’evoluzione verso le forme gravi e l’ospedalizzazione”.

Ben prima che i risultati di questi studi arrivassero, nell’aprile del 2021, Remuzzi aveva spiegato che per contrastare il Covid è necessario agire subito. I medici non devono aspettare e lasciare il paziente in vigile attesa. Sbagliato sempre secondo Remuzzi anche prendere la Tachipirina come disposto dal Ministero della Salute.

Meglio assumere antinfiammatori contro il Covid-19, i FANS come l’Aulin o Aspirina, sempre secondo il direttore dell’istituto “Mario Negri” di Milano. Remuzzi aveva puntato sui medici di famiglia, che secondo il suo parere avrebbero dovuto visitare i pazienti e controllarli giornalmente.

“È impensabile infatti continuare a curare i pazienti – ha aggiunto il presidente dell’ONA –  soltanto quando arrivano in ospedale. Eppure in questi ultimi due anni sono state palesi le falle e i ritardi del servizio sanitario nazionale. Troppi pazienti sono rimasti soli, a casa. Tanti senza potersi recare in studio dal proprio medico di famiglia per una visita”.

L’avvocato Bonanni si chiede “come mai in Italia ci sono stati così tanti morti all’inizio della pandemia? Per un periodo i medici non hanno effettuato neanche le autopsie che hanno poi permesso di capire che la causa della morte fosse la trombosi”.

Responsabiltà medica Covid, il provvedimento del Tar Lazio

Secondo quanto si può leggere sull’Ansa il Tar ha stabilito, con sentenza, che queste parti della circolare sarebbero “in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale”. I medici di base erano vincolati, infatti, da “puntuali e vincolanti scelte terapeutiche” nella cura del Covid-19.

Il Tar ha stabilito (leggi qui la sentenza), che è “onere imprescindibile di ogni sanitario quello di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito”.

Una vittoria per il Comitato Cura Domiciliare che ha presentato il ricorso. La sentenza del Tar annulla anche alcune delle linee guide dell’Aifa sul tema e pone l’accento sulla responsabilità medica Covid.

Ora però il Consiglio di Stato, che non si è pronunciato nel merito, rimette tutto in discussione. La questione sarà discussa il prossimo 3 febbraio in camera di consiglio per la trattazione collegiale.  Nel decreto di sospensione si afferma che la circolare contiene “raccomandazioni” e “non prescrizioni vincolanti”.

Responsabilità medica Covid, la risposta dell’ONA

L’Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Bonanni, da venti anni si occupa di fornire assistenza tecnica, medica e legale ai lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate, ma non solo. Per questo, grazie ai suoi esperti e professionisti, è pronto ad assistere anche le persone che sono state colpite dal Covid-19 o i loro familiari, e credono in qualche modo di essere state lese nei propri diritti.

Non a caso l’ONA ha costituito uno specifico strumento on-line di assistenza. Le attività dell’ONA hanno mirato anche a salvaguardare gli stessi sanitari. L’Associazione si è battuta e ha ottenuto che fossero riconosciuti vittime del dovere i sanitari vittime del Covid-19.

“Fermo restando che il sistema Paese ha tenuto, e ha fronteggiato il covid – ha spiegato l’avvocato Bonanni – non per questo debbono essere tralasciati i diritti delle vittime.

Infatti l’azione dell’ONA mira non a colpevolizzare la classe medica, che ha pagato il duro prezzo della pandemia. Bensì a sanzionare quei disertori che hanno trascurato la visita domiciliare.

La questione della vigile attesa non può essere condivisa. Infatti la visita medica è fondamentale, unitamente alla tempestività terapeutica. Specialmente nei primi mesi, il paziente covid, che chiamava il suo medico curante, si è sentito rispondere di rimanere in ‘vigile attesa’.

In molti casi, anche in assenza della diagnosi di Covid-19. Infatti, nei primi mesi della pandemia, la scarsità dei tamponi ha impedito perfino le diagnosi. In molti casi la c.d. ‘vigile attesa’, in casi più gravi anche il ritardo diagnostico, ha determinato l’insorgenza delle polmoniti.

Sarebbe stato il caso, invece, di disporre le visite domiciliari, come molti medici curanti hanno effettuato, pagando anche con la vita. Quindi l’ONA supporterà l’azione legale nei confronti di quei sanitari che hanno omesso di visitare a domicilio, limitandosi a delle indicazioni telefoniche.

Si azionerà la tutela anche nei confronti delle ASL, delle Regioni e dello Stato centrale”.

Covid-19 sportello amianto on-line ONA

I governi, a causa dell’epidemia mondiale, hanno assunto decisioni difficili, tutti abbiamo perso una parte della nostra libertà per il bene nostro e di chi ci sta vicino. Tante scelte sono state inevitabili e lottiamo contro una malattia ancora non totalmente conosciuta. E’ vero anche, però, che i diritti fondamentali della persona non devono mai essere messi in discussione e vanno tutelati.

I cittadini possono richiedere l’assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso lo sportello on-line e contattando direttamente il numero verde 800 034 294.

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Numero verde ONA

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