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L’amianto nel contesto globale

amianto abbandonato Palermo
amianto abbandonato a palermo

Nonostante la messa al bando dell’amianto, con la Legge 257 del 1992, sono oltre 120 milioni le persone nel mondo ancora esposte a queste fibre killer. Un’esposizione che mette in pericolo l’intero contesto globale. Finchè nel mondo ci saranno ancora tracce di amianto, o asbesto, il rischio di contrarre patologie asbesto correlate rimane elevato. Del resto, come si legge anche in una scheda informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per eliminare definitivamente qualsiasi pericolo l’unica soluzione è la bonifica immediata di tutti i siti contaminati.


Come eliminare l’insorgere delle malattie asbesto correlate

L’unico modo per eliminare le malattie correlate all’esposizione è bonificare e ragionare su ciò che emerge se ci si sofferma sulla vista globale dell’amianto. Ma, è anche vero che l’Italia, nonostante sia stata tra i maggiori produttori nel mondo, con la legge 257 del 1992 ne ha vietato l’utilizzo, la produzione e la commercializzazione. Ma, non è accaduto lo stesso in tutto il mondo. Dunque, per mettere in sicurezza l’intero sistema globale, sarebbe necessario: interrompere l’uso di tutti i tipi di amianto, rimuoverlo, smaltirlo e sostituirlo con materiali sicuri, migliorare la diagnosi precoce e il trattamento delle patologie asbesto correlate e creare mappature, non solo dei luoghi contaminati, ma anche delle persone esposte e ammalate.

Il contesto globale dell’amianto

Nonostante la comprovata pericolosità e la messa al bando in alcuni paesi, l’amianto viene ancora utilizzato in molte parti del mondo. Situazione che continua a provocare impatti sulla salute a livello mondiale, umana, animale e ambientale. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, si schierano da anni dalla parte delle vittime da esposizione e portano avanti battaglie per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulla necessaria immediata bonifica dei siti contaminati. Una procedura ancora lontana se si pensa che l’amianto è ancora prodotto in alcuni paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo. Nonostante l’alto numero di vittime, l’economia dell’amianto è ancora una colonna portante dell’industria.

L’amianto nel mondo

Nonostante sembra incredibile, viste le normative a riguardo, l‘amianto non è vietato in tutto il mondo. Ogni anno vengono ancora prodotte tonnellate di amianto in Russia, la metà delle quali utilizzate in Cina e India. Anche la Cina e il Kazakhstan estraggono notevoli quantità di amianto. Il Brasile e il Canada, pur essendo stati grandi produttori, hanno messo al bando questo minerale, rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Quali sono i rischi dell’amianto

I primi usi dell’amianto risalgono all’antichità, per poi ricoprire un ruolo importante durante la prima rivoluzione industriale. Per le sue caratteristiche, come resistenza al calore, bassi costi, flessibilità, capacità di legare con altri materiali e capacità di isolamento termico, è stato ampiamente utilizzato. Si legge, ad esempio, che nel 1975, questo materiale venire impiegato quasi completamente per prodotti cementizi. Nonostante le normative internazionali in materia di amianto, l’amianto viene ancora applicato in alcuni paesi, come Brasile, Canada, Zimbabwe e anche Cina, India, Kazakistan e Ucraina. Questi ultimi, tra l’altro rientrano tra i maggiori utilizzatore. Nel 2005, in Europa, ne è stato abolito l’uso, così come in Italia già dal 1992. Purtroppo, tutto questo, fa comprendere che, finché non verrà completamente abolito e smaltito, i rischi per la salute continueranno a presentarsi. Ricordiamo che, i primi sintomi possono verificarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione.

L’aspetto economico dell’amianto

materiali sostitutivi amianto
gru, lavori in corso, materiali sostitutivi amianto

L’amianto, o asbesto, ampiamente utilizzato in passato per le sue proprietà e i suoi bassi costi, attualmente è illegale. Dopo la messa al bando, con la Legge 257 del 1992, in Italia è vietato l’utilizzo, la commercializzazione e la produzione di questo minerale. Ma, se tutti ormai sappiamo che l’unica soluzione per eliminare completamente l’asbesto dal nostro paese, annullando così il rischio di contrarre patologie asbesto correlate, è la bonifica, perché non attivarsi e renderla obbligatoria. Di seguito, tutto quello che c’è sa sapere anche sull’aspetto economico legato all’amianto.


Amianto e bonifica

Tra abitazioni, scuole, luoghi di lavoro e ospedali, è lo stesso Istituto Superiore di Sanità, a sottolineare la pericolosità dell’amianto e l’importanza nel rimuoverlo e smaltirlo il più velocemente possibile. Secondo l’Istituto, la panoramica sull’amianto è preoccupante. Sono circa 80 mila le persone che perdono la vita a causa dell’esposizione alle polveri di amianto. Solo nel 2020, lo stesso Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni si schiera dalla parte delle vittime, parla di 7 mila decessi per patologie legate all’esposizione di fibre. Dati allarmanti, ma assolutamente in linea con i quasi 51 mila edifici pubblici presenti nel nostro paese, ancora contenenti amianto.

Bonifica amianto: l’aspetto economico

La salute, umana, animale e ambientale, non ha prezzo. Certo, la logica e il buon senso ci porta a pensare che questa affermazione sia scontata, ma, a quanto pare non è così. Tra le motivazioni principali legate al rallentamento della bonifica da amianto, sicuramente influiscono anche le esigue discariche idonee allo smaltimento presenti nel nostro paese. Una condizione che comporta anche un notevole aumento dei costi legati allo smaltimento e ai tempi della rimozione di questo materiale killer.

Tipologie di rimozione amianto

L’amianto è ormai presente in moltissimi luoghi, causando conseguenze e impatti sul terreno, nelle acque e nell’aria. I processi legati alle tecniche di decontaminazione possono essere diversi, in base ai costi da sostenere. Si parte dalla soluzione più economica, ma anche di breve durata, che è l’incapsulamento. L’intervento consiste nell’utilizzare, sempre da parte di personale esperto, materiali impregnanti che ricoprono la superficie impedendo così il rilascio di fibre pericolose per la salute umana. Chi opta per questa tipologia di soluzione deve provvedere a far controllare periodicamente la zona interessata. Una via di mezzo è il confinamento dell’amianto, un metodo meno economico rispetto al precedente ma con una sicurezza maggiore in termini di durata. Infine, il metodo più sicuro e definito, è sicuramente la bonifica, cioè la rimozione. È il più costoso, ma il più sicuro. Anche perchè ricordiamo che non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio di ammalarsi si annulla. Una volta rimosso il materiale deve essere smaltito in una delle discariche idonee al trattamento di rifiuti speciali.

Estrazione amianto e impatto economico

Ma, quanto costa smaltire l’amianto? In media, si parla di circa 15 euro al metro quadrato. Anche se poi, ogni preventivo, deve essere valutato in base a diversi aspetti del lavoro da svolgere. Come: quanti metri quadrati devono essere smaltiti, la messa in sicurezza degli operai, la tipologia della copertura da rimuovere, le dimensioni e il costo del trasporto.

Bonifica amianto incentivi

Ma, vista l’importanza della rimozione e smaltimento dei questo materiale killer, lo Stato mette a disposizione dei contributi per agevolare coloro che decidono di ricorrere alla bonifica. Solitamente, si parla di Bonus Eternit 50% e Superbonus 100%.

Amianto e Uranio, in guerra e in pace

convegno amianto e uranio
convegno amianto e uranio

La Regione Lazio ha ospitato oggi il convegno “Amianto e Uranio, in guerra e in pace: ricchezza e povertà dall’energia alla salute”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dal suo Presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.

Durante l’evento, patrocinato dalla Regione Lazio, è stata posta l’attenzione sui danni alla salute che possono provocare questi due cancerogeni, amianto e uranio impoverito, sia ai cittadini sia ai militari impiegati in fase addestrativa e operativa.

«La Regione Lazio è una casa dell’ascolto, in cui si possano accompagnare i lavori dell’ONA e che faccia propri i suoi obiettivi, così da poter delineare politiche che le amministrazioni possano seguire per far sì che si possa contenere l’emergenza amianto – ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca -. Dobbiamo continuare questo sostegno, questa battaglia: è una questione di civiltà. Il Presidente c’è. Che si possa aiutare e incentivare anche la ricerca per migliorare le cure del malato. Ci sono dei principi di civiltà a cui la nostra onestà intellettuale non potrebbe mai venir meno».

Bonanni-Rocca

Continua la strage di amianto in Italia e nel Lazio

L’evento, moderato dal giornalista Franco Di Mare, ha rivelato i dati epidemiologici e l’impatto dell’uso dell’amianto e delle tardive bonifiche. Ancora sono presenti 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. 7 mila sono i decessi nel solo 2022, di cui 2 mila a causa del mesotelioma, altri 3.800 decessi solo per il cancro del polmone, e poi tutte le altre patologie.

Nel Lazio, in particolare, sono stati censiti 1.448 casi di mesotelioma fino al 2018. Questi dati costituiscono la punta dell’iceberg, perché sono più del triplo i decessi, se si tiene conto di tutte le malattie asbesto correlate. I distretti più a rischio sono quelli delle zone periferiche di Roma, industrializzate, il pontino e il frusinate.

«Purtroppo, il ritardo delle bonifiche e l’approccio solo giudiziario hanno determinato e determinano un continuo aumento di casi – precisa l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA -. Solo con lo smaltimento di tutto l’amianto sarà possibile una vera prevenzione. Ai tempi ordinari della bonifica, dobbiamo aggiungere anche la latenza che per il mesotelioma è in media di 48 anni. Pertanto il picco di malattie da amianto è atteso per il 2030».

convegno amianto e uranio

Questo pericolo coinvolge anche i più giovani, come sottolinea Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, l’avvocato Paolo Nesta.

«La problematica dell’amianto è di estrema gravità anche in ambito scolastico e coinvolge i più giovani – afferma l’avvocato Nesta -. Ci sono ancora 2292 scuole non bonificate dall’amianto. Non è concepibile che soprattutto i giovani siano esposti a questo rischio mortale».

Amianto e Uranio: la strage nelle Forze Armate

Non meno allarmante è la situazione legata ai proiettili di uranio impoverito utilizzati nei luoghi dove sono stati impiegati i nostri uomini in divisa. Questo cancerogeno, insieme all’impatto dell’amianto nel settore difesa, continua a mietere vittime tra gli appartenenti alle Forze Armate. A darne una testimonianza è stato il Colonello Carlo Calcagni, in collegamento da remoto.

Anche gli altri numerosi professionisti ed esperti intervenuti al convegno hanno sottolineato l’importanza della prevenzione, della tutela della salute e della protezione dell’incolumità dei cittadini e dei nostri soldati, i quali spesso sacrificano la loro stessa vita per il bene della collettività.

  • Fabrizio Ghera, Assessore alla mobilità, trasporti, tutela del territorio, ciclo dei rifiuti, demanio e patrimonio della Regione Lazio;
  • Simona Baldassarre, Assessore alla cultura, pari opportunità, politiche giovanili e della famiglia della Regione;
  • Giorgio Trabucco, componente dell’Assemblea Capitolina;
  • Nicola De Marinis, Consigliere presso la Suprema Corte di Cassazione;
  • Giampiero Cardillo, Generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA;
  • Fabrizio Proietti, professore di Diritto del lavoro all’Università “La Sapienza” di Roma;
  • l’avvocato Guerrino Petillo, Segretario Generale Unisrita;
  • l’avvocato Irma Conti, Vice Presidente COA di Roma;
  • l’avvocato Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno, componente della Commissione di Diritto penale e di Mediazione penale;
  • Pasquale Montilla, oncologo e componente del comitato tecnico- scientifico dell’ONA;
  • Marcello Migliore, professore di chirurgia toracica di fama internazionale;
  • Anna Pasotti, CEO & Founder di Sostenibilità d’Impresa;
  • Alberto Patruno, direttore generale ASSO.IMPRE.DI.A, Confindustria e vicepresidente Fondazione E-novation.
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Sassuolo, amianto eliminato. Circolo messo in sicurezza

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Finalmente una buona notizia che arriva da Sassuolo. Dopo una lunga attesa, le lastre in amianto che ricoprivano il tetto del Circolo Cinofilo Sassonese sono state rimosse, smaltite e sostituite con una nuova copertura. La copertura ora è formata da pannelli di lamiera coibentata. Finalmente, il Circolo è stato riaperto agli associati che possono tornare a frequentare il circolo in sicurezza.


Sassuolo: la giunta comunale stanzia 15mila euro per l’intervento

L’intervento che ha coinvolto il comune di Sassuolo ha portato alla messa in sicurezza di un luogo frequentato dalla comunità. Un intervento del costo di 15 mila euro sono stati stanziati dalla giunta comunale che ha portato alla completa sostituzione delle lastre in cemento amianto. La superficie da mettere in sicurezza era di 140 metri quadrati. Le lastre che ricoprivano il tetto erano malridotte, a causa del deterioramento dovuto all’età e dagli eventi atmosferici. Proprio per questo, rappresentavano un serio rischio per la salute.

Le parole del sindaco di Sassuolo

“Un’operazione che non solo va a vantaggio degli associati, che ormai da anni attendevano l’intervento più che mai urgente, ma anche e soprattutto dell’ambiente – afferma il sindaco di Sassuolo, Gian Francesco Menani, alla testata sassuoloooggi.it –. Abbiamo eliminato, in tutta sicurezza concordando naturalmente lo smaltimento con le autorità competenti, un’altra copertura in cemento amianto, più che mai di moda negli anni ’70 e ’80 ma, al tempo stesso, inquinante e a rischio cancerogeno”.

Perchè è importante bonificare

La bonifica per rimuovere l’amianto è fondamentale per risolvere in modo definitivo, l’eliminazione dei materiali in amianto. Bonificare un sito contaminato vuol dire rimuovere e smaltire tutto questo materiale, da tetti ma anche superfici che lo contengono. Il rischio è quello del deterioramento delle parti, così come accaduto a Sassuolo, che comporta il disperdersi nell’aria delle fibre killer, invisibili e prive di odore. Una volta inalate possono provocare gravi processi infiammatori ed evolversi in patologie asbesto correlate.

Rischio esposizione amianto come contattare l’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si schiera dalla parte delle vittime di amianto, mettendosi a disposizione per offrire loro una consulenza gratuita. Per contattare l’Associazione ed avere informazioni sulla rimozione, sui propri diritti e doveri, è possibile chiamare il numero verde 800 034 294. L’ONA, inoltre, assiste anche i lavoratori e i cittadini che a causa dell’esposizione all’amianto hanno contratto qualche patologia, come mesotelioma e altre malattie causate dall’esposizione anche ad altri cancerogeni.

Amianto in Italia: dati INAIL confermano alto rischio

amianto e patologie asbesto correlate: INAIL
amianto e patologie asbesto correlate: INAIL

Che l’amianto rappresenti ancora un grave problema, non è una novità. La triste conferma arriva dai dati relativi al quinquennio 2018-2022, presentati dall’INAIL. Il documento, dal titolo “Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica – 2023” mette in luce la situazione del nostro paese, attraverso un’analisi statistica sulle patologie correlate all’asbesto. Lo scopo è quello di sensibilizzare persone, enti e istituzioni sulla pericolosità dell’amianto e sull’importanza di una rapida e immediata bonifica. Punti che l’Osservatorio Nazionale Amianto, e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, portano avanti da molti anni.


Patologie asbesto correlate. I dati INAIL

I nuovi dati resi noti dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, si soffermano sulle patologie asbesto correlate, relative all’esposizione durante lo svolgimento del proprio lavoro, riconosciute dall’INAIL e relative al quinquennio 2018-2022. Si legge “ogni anno mediamente i lavoratori che si vedono riconosciuta dall’INAIL l’origine lavorativa alla patologia contratta sono 18.831, di questi mediamente il 3% (587) è deceduto a causa della malattia. Inoltre i lavoratori affetti da malattia “con riconoscimento di malattia professionale nel triennio più consolidato 2018-2020 sono annualmente in media 19.906, la quota di decessi sale al 4% (733 casi)”.

Le patologie da amianto più diffuse

Il “Tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli“, fino al 2020, è stato classificato al primo posto tra le patologie asbesto correlate. Con un’insorgenza di circa 550 casi l’anno. A seguire, “Altre malattie della pleura” con circa 500 casi l’anno, le “Malattie polmonari da agenti esterni” con 270 casi l’anno. I “Tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici” con circa 230 riconoscimenti l’anno. Inoltre, molto spesso si tende a pensare che le patologie correlate all’esposizione da amianto siano esclusivamente un problema dell’universo maschile, ma non è così. Per il genere femminile il “Tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli” con il 72% dei riconoscimenti, rappresenta la malattia asbesto correlata più diffusa.

Importante è bonificare

Entrare a contatto con l’amianto vuol dire mettere a rischio la propria salute. Le polveri di amianto, invisibili e prive di odore, oltre a disperdersi nell’aria, possono anche essere ingerite o depositarsi sui vestiti ed essere respirate dalle persone intorno. Le fibre killer una volta inalate raggiungono gi alveoli e possono provocare malattie mortali. L’unico modo per evitare qualsiasi rischio è bonificare tutti i siti contaminati, andando a eliminare e smaltire ogni traccia di questo materiale.

L’ONA contro l’amianto

L’ONA mette a disposizione dei cittadini la possibilità di segnalare la presenza di amianto. Così da poter realizzare una mappatura delle zone contaminate e procedere poi alla messa in sicurezza delle zone. L’Osservatorio Nazionale Amianto, oltre a mettere a disposizione un’apposita APP per la segnalazione dei siti contaminati, ha inserito anche una mappa interattiva. Dove trovare regione per regione l’elenco delle segnalazioni amianto Italia effettuate dai nostri lettori.