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lunedì, Agosto 3, 2026
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Storia dell’uso dell’amianto

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La storia dell'amianto

L’amianto, o asbesto, è un minerale ampiamente utilizzato nell’antichità, messo al bando con la Legge 257 del 1992. Una legge che ne vieta utilizzo, produzione e commercializzazione proprio a causa della sua pericolosità che ha causato gravi problema alla salute umana e ambientale. Problemi che continua a causare tutt’ora. Non a caso, l’OMS ha calcolato oltre 100 mila morti l’anno nel mondo, causate dall’amianto.


Storia dell’amianto e dei suoi utilizzi

Le proprietà, origini e uso dell’amianto sono note sin dall’antichità. Da quando, secondo alcune credenze popolari, possedeva peculiarità magiche, al ritrovamento di alcune mummie egizie avvolte in teli contenenti amianto, proprio per evitarne il deterioramento. Utilizzato anche in alcuni farmaci, come ingrediente nelle preparazioni, così come racconta il medico naturalista Boezio, questo materiale è stato ampiamente utilizzato e, ancora adesso, l’intero pianeta e i suoi abitanti ne stanno pagando le conseguenze.

Ma, l’asbesto, per le sue proprietà che lo caratterizzano, lo ritroviamo fino alla messa al bando definitiva, impiegato in diversi settori, dall’edilizia all’industria navale: tettoie, tubazioni, materiali isolanti, accessori per automobili, pareti e tanto altro. L’unica soluzione è la bonifica, ma sembra ancora molto lontana, a causa dei problemi di smaltimento.

L’uso dell’amianto come materiale edile

L’uso dell’amianto è stato dovuto a una serie di peculiarità: dalla facilità di produzione, ai costi di produzione bassi, alla sua capacità di resistenza al calore. Grazie anche alla sua capacità di legarsi facilmente con materiali da costruzione, come calce, gesso e cemento, e con alcuni polimeri (gomma, PVC), si è diffuso molto velocemente. L’Eternit, un composto di cemento e amianto, il cui nome deriva dal latino, eternità, è stato brevettato nel 1901 da Ludwig Hatschek. Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento‐amianto. Il più grande stabilimento di produzione dell’Eternit in Italia è stato attivo fino al 1986 a Casale Monferrato. Una fabbrica che dava lavoro a migliaia di persone ma che ha generato gravissime conseguenze dovute all’esposizione alla polvere di amianto coinvolgendo oltre 3.000 morti su 37.000 abitanti.

Conseguenze dell’amianto sulla salute umana

Le conseguenze negative dell’uso dell’amianto sono iniziati a sorgere dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma solo nei primi anni ‘90, iniziò ad essere gradualmente vietato, anche se ad oggi sono solo 67 i Paesi in tutto il mondo ad aver aderito a questo divieto. L’Italia, il paese tra i maggiori produttori al mondo, fu il primo a vietarne l’uso. Ma, la preoccupazione, legata all’esposizione e all’insorgere di patologie asbesto correlate, aumenta proprio dai gravi impatti sulla salute umana e ambientale che ne derivano. Ricordiamo che le fibre killer sono invisibili e prive di odore, pertanto è impossibile riconoscere il contatto, e i primi sintomi possono presentarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione.

Regolamentazioni amianto in Italia

Come già anticipato, l’Italia è stata tra i primi paesi in Europa a vietarne uso, produzione e commercializzazione. Grazie alla Legge 257 del 27 marzo 1992 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, alla quale si è susseguita una serie di altre norme volte a regolamentare questo materiale. Una legge che però non implica anche l’obbligo della bonifica. Sarà per questo che ancora oggi nel nostro Paese sono presenti circa 30 milioni di tonnellate di amianto non ancora smaltite. Un numero che spaventa.

Mondo finanziario e amianto: Intervista a Gianluca Manzo

Soldi - futuro
Soldi

Esplorando il complesso mondo finanziario, il ruolo del consulente finanziario emerge come una figura chiave per coloro che cercano non solo la gestione del patrimonio, ma anche una guida esperta nella pianificazione finanziaria. Chi sono realmente questi “custodi della prosperità economica” e perché dovremmo considerare i loro servizi?

In questa intervista, scopriremo come tale figura possa diventare un faro. Ci focalizzeremo sugli aspetti risarcitori, nell’ottica successoria, per la tutela del passaggio generazionale E ancora, sull’ottimizzazione fiscale, inclusi consigli cruciali per la gestione risarcitoria delle vittime di amianto ed eredi.

Finanza: chi è Gianluca Manzo e di cosa si occupa nello specifico

Mondo finanziarioDopo aver conseguito due lauree con il massimo dei voti in Italia, un Master di secondo livello (sempre in Italia), e a seguito di studi effettuati a Londra, mi sono iscritto all’Albo unico dei Consulenti Finanziari e dei Consulenti Assicurativi.

Sono diventato pertanto un consulente finanziario e patrimoniale professionista, che si occupa a 360° di finanza, assicurazione, fiscalità e consulenza bancaria, focalizzato soprattutto nell’ottica successoria, per la tutela del passaggio generazionale delle persone fisiche, degli imprenditori e delle aziende.

Mondo finanza: intervista a Gianluca Manzo

Consulenti finanziari: focus sulla professione

Come opera Gianluca Manzo in qualità di consulente finanziario e assicurativo, patrimoniale. Perché è meglio affidarsi a un professionista come lei, anziché rivolgersi alle tradizionali banche?

Un consulente finanziario è più di un professionista esperto: è il custode e la guida della sicurezza finanziaria, soggetto a rigidi controlli e adempimenti legali.

Liscrizione all’Albo è già una garanzia di eccellenza, che assicura non solo competenza, ma anche un impegno costante nel mantenere gli standard più elevati.

Eun imprenditore che svolge un vero e proprio servizio olistico” sulla persona fisica nel cointeresse reciproco. Non vuole e non può sbagliare, perché solo lavorando bene con una famiglia, la stessa lo consiglierà a terze persone. Vive sulla soddisfazione del cliente. Ha i suoi stessi interessi di crescita. Non mira a vendere un prodotto finanziario, ma all’ascolto reale delle esigenze e degli obiettivi futuri, in modo da costruire sartorialmente” un cammino ad hoc.

La sua è insomma una gestione trasversale del patrimonio. Andando oltre l’approccio settoriale, il consulente abbraccia la gestione completa del patrimonio. Dagli investimenti alle assicurazioni, dalle proprietà immobiliari ai piani pensionistici, la visione è globale e integrata.

Consulenti o banche? Un mondo da scoprire

Le distinzioni tra un consulente finanziario e una banca tradizionale sono evidenti e significative. La personalizzazione, l’indipendenza, la libera professione e l’esperienza sono solo alcune delle ragioni per cui sempre più individui si affidano a consulenti finanziari, anziché a operatori di banche tradizionali.

Nelle banche, dal dipendente al direttore non si ha la stessa attenzione verso il cliente, in quanto questi ultimi sono visti come un numero e non come persone.

Un consiglio alle vittime di amianto e familiari

Nell’ottica della pianificazione successoria e relativa ottimizzazione fiscale, quale consiglio potrebbe dare alle vittime di amianto (e ai loro familiari), per una sana gestione dei risparmi?

In vista di un risarcimento cospicuo, è importante mettere la liquidità in un contenitore di protezione” che garantisca una gestione virtuosa dei propri risparmi. In questo senso, la pianificazione successoria è fondamentale. Essa consiste nel programmare anticipatamente il passaggio ereditario con strumenti diversi dal testamento. In tal modo, garantisce che le decisioni finanziarie siano ottimizzate, a livello fiscale, nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Prepararsi per il futuro significa anche pianificare la successione.

Il consulente assiste il cliente nell’elaborazione di strategie atte a ridurre l’impatto fiscale. Gestisce altresì le intenzioni del medesimo, per il bene degli eredi.

Non è mai saggio depositare sul conto corrente cifre eccessive in quanto, oltre ad essere aggredibili da eventuali patrimoniali (basti pensare a ciò che accadde durante il Governo Amato nel 1992), rimangono totalmente infruttifere. In aggiunta, sono soggette al depauperamento causato dall’inflazione e dalle imposte statali.

Contenitori di protezione: un mondo di possibilità

Lei ha parlato di contenitori. Quali possono essere i più adatti in vista di una successione?

Sicuramente le polizze vita, avendo una veste assicurativa, possono essere una delle soluzioni più valide, almeno nella maggioranza dei casi.

Parliamo di contratti in cui si obbliga (entro una certa scadenza) la compagnia a pagare un capitale o una rendita al beneficiario designato.

Non pagando limposta di successione, questo strumento, non solo è in grado di tutelare il patrimonio, ma presenta altresì notevoli vantaggi fiscali.

A tal riguardo, lart. 1920 c.c. Comma 3 stabilisce che «Per effetto della designazione il terzo quindi acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione».

L’importanza dell’educazione finanziaria

Nel vasto mondo della finanza, un buon consulente può essere definito un “educatore finanziario”?

Assolutamente sì! Migliorare la consapevolezza finanziaria è una parte integrante del servizio e consente di prendere decisioni più informate e consapevoli. In banca questo non avviene. Come detto, non c’è un interesse reale verso il cliente e non si crea un rapporto fiduciario o di lunga durata.

Di contro, la mia categoria professionale mira a creare una forte connessione empatica con il cliente. La fiducia è fondamentale. La sinergia tra un consulente finanziario e il cliente va oltre le transazioni finanziarie: si basa su valori condivisi e sull’impegno a costruire un futuro finanziario sicuro.

Un aggettivo per descrivere al meglio la professione

Come definirebbe la sua professione, volendo dare un titolo alternativo? Un “opinion leader”, un “medico del mondo del risparmio”?

Nobile”, in quanto mi consente di essere utile alle persone. Nel mio servizio, cerco di tutelare al massimo i miei clienti e ovviamente i loro risparmi. E’ un sacrificio al quadrato”.

Tornando al discorso delle banche, un tempo ci si affidava al direttore, che magari era un amico. Oggi le cose sono cambiate. I direttori sono soggetti a trasferimenti, cambiano filiali e non c’è più quella continuità con un referente di fiducia. I clienti finiscono dunque per sentirsi disorientati. Non ricevono risposte esaurienti. Non hanno percezione di come venga gestito il loro denaro. Io cerco di condividere le esigenze e i medesimi obiettivi di crescita con il cliente, seguendolo passo dopo passo e diventando per lo stesso un alleato, oltre che una figura professionale certificata su cui appoggiarsi.

Del resto, un consulente, essendo in possesso di conoscenze trasversali relative ai depositari del conto e loro familiari, diventa appunto una guida, una figura cui fare riferimento con piena fiducia.

Rivarolo Canavese, cittadini segnalano discarica abusiva in area verde

Piemonte, bonifica, rivarolo
Rosignano

Un’altra discarica a cielo aperto in Italia. Questa volta siamo a Rivarolo Canavese, in Piemonte. Una regione, anch’essa, segnata dalla presenza dell’amianto. Un’indagine ha rilevato 66.000 edifici con coperture di asbesto. Si stima che, ogni anno, nella regione, emergano 250 nuove diagnosi di mesotelioma. Anche i cittadini sono stanchi e, come in questo caso, sono stati proprio loro a segnalare tramite social la presenza di rifiuti pericolosi in Canton Baudini, a Rivarolo.


Amianto a Rivarolo: scoperta una discarica abusiva

Come riportato su lasentinella.gelocal.it, sono stati proprio i cittadini Torinesi, attraverso segnalazioni sui social a far emergere la presenza di rifiuti, pericolosi e non, lungo via Canton Baudini, a Rivarolo. Una vera e propria discarica abusiva scoperta proprio in una zona dove già in precedenza erano stati effettuati sopralluoghi ed era risultata pulita. Così come lo stesso sindaco, Alberto Rostagno, aveva confermato. A seguito della segnalazione, agenti della polizia locale e carabinieri si sono diretti sul luogo e hanno confermato quanto segnalato dai cittadini.

“Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che nessun provvedimento era stato preso successivamente a quanto da noi segnalato: qualcuno ha scambiato i terreni della nostra località per una succursale della Teknoservice scaricandoci i rifiuti”, hanno fatto sapere i residenti dell’area.

Multa salata a Rivarolo per i proprietari dell’area

I proprietari dei terreni e i conduttori dell’area incriminata – si legge nell’articolo – dovranno pagare una multa molto salata. In quanto “obbligati alla rimozione dei rifiuti e al conferimento differenziato in centri autorizzati. Provvedendo alla trasmissione al Comune della prova giuridico e fiscale dell’avvenuto conferimento. Al ripristino della salubrità dell’area interessata e dello stato dei luoghi”. Anche perché, come specificato nell’ordinanza, “l’intera area versa in condizioni di elevata precarietà ambientale, anche in ragione del peggioramento delle condizioni attuali e constata la necessità di provvedere in tempi stretti alle operazioni di rimozione e smaltimento o recupero di tutti i rifiuti, al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria ed ambientale dell’area”.

L’importanza della bonifica e delle segnalazioni

L’unico modo per eliminare concretamente e definitivamente i problemi all’uomo, agli animali e all’ambiente, causati dall’amianto è la bonifica. Ma, come avvenuto in questo caso, è anche importante segnalare la presenza di amianto, così da realizzare una mappatura. Infatti, con la mappatura è possibile individuare i siti contaminati e evitare l’esposizione. La prevenzione primaria annulla il rischio. Si tutela, così, la salute umana e ambientale.

Le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto 

L’ONA, e il suo presidente l’Avvocato Ezio Bonanni, da anni è al fianco di tutti coloro che sono/erano esposti ad amianto, mettendo a disposizione una consulenza gratuita e garantendo assistenza legale e medica. Per contattare l’Associazione, è possibile chiamare il numero verde 800 034 294 oppure compilare il modulo per richiedere assistenza. L’ONA assiste i lavoratori e i cittadini malati di mesotelioma e di altre malattie causate dall’esposizione a cancerogeni. Difende anche le vittime del dovere che hanno contratto il mesotelioma e altre malattie nell’esercizio delle loro funzioni, appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza.

Rimedi per l’ambiente contaminato dall’amianto

ambiente contaminato da amianto rimedi
lago contaminato: ambiente contaminato da amianto rimedi

Com’è ormai noto, l’amianto o asbesto è un minerale di natura fibrosa ampiamente utilizzato nel passato per le sue proprietà fonoassorbenti e termoisolanti, la resistenza al calore e agli agenti chimici e la sua flessibilità che gli consente di legarsi più facilmente con gli altri materiali da costruzione. Per le proprietà e i costi bassi, questo minerale è stato impiegato nella costruzione di edifici, mezzi di trasporto, industria, ecc. Fino all’anno in cui, è stato messo al bando per la pericolosità derivante dall’inalazione delle sue fibre. Con la Legge 257 del 1992, infatti, nel nostro paese, viene vietato l’utilizzo, la commercializzazione, la produzione e l’esportazione. Ma, ormai l’ambiente è contaminato ed è necessario porre un rimedio.


Ambiente contaminato da amianto: cosa fare

La bonifica dell’amianto è l’unica soluzione definitiva per mettere in sicurezza il pianeta e per porre fine all’ambiente ormai contaminato. Le sue fibre killer, se inalate o ingerite, sono cancerogene per l’uomo. È questo il motivo per cui l’utilizzo di questo minerale è stato bandito nel nostro paese e inserito tra le sostanze più pericolose da rimuove e smaltire in modo corretto. In Italia la normativa prevede che i siti contenenti amianto vengo trattati correttamente. In questo modo si deve impedire, durante la rimozione e smaltimento del minerale, la dispersione di queste fibre killer.

Tecniche di bonifica

Le tecniche di bonifica possono essere divise in tre categorie che elencheremo, partendo dal più diffuso e meno costoso (ovviamente meno efficace) fino ad arrivare al metodi di bonifica tradizionale e efficace.

  • Incapsulamento: è il metodo utilizzato più frequentemente. È veloce da eseguire e costa poco, ma ovviamente si tratta di una soluzione provvisoria, in quanto si tratta di una copertura del sito, che, con il tempo e gli agenti atmosferici, si deteriora.  
  • Confinamento: è un metodo che si trova nel mezzo, nel senso che costa leggermente di più ma garantisce una sicurezza maggiore in termini di durata. 
  • Rimozione: decidere di rimuovere e smaltire l’amianto presente è sicuramente il metodo di bonifica più tradizionale. Certo, è sicuramente il più costoso, ma la sicurezza è innegabile. La procedura deve essere eseguita da ditte specializzate.

L’amianto è un materiale pericoloso che comporta rischi per la salute umana e ambientale, compreso chi ha il compito di eliminarlo. Per questo, l’intervento deve essere svolto solo da personale qualificato che, oltre a indossare le giuste protezioni durante i lavori, sa dove poterlo smaltire. La gestione dei rifiuti e gli impatti ambientali dell’estrazione possono portare rischi per la salute che può verificarsi qualora le procedure non vengano eseguite in modo corretto. Lo smaltimento deve, infatti, essere fatto solo presso discariche adibite a rifiuti pericolosi.

Impatto della decontaminazione da amianto

La bonifica rimane l’unica soluzione per liberare il pianeta dall’amianto, ma non è una risoluzione immediata. L’ambiente è ormai contaminato e anche una volta rimosso e smaltito tutto l’amianto è giusto ricordare che gli effetti dell’esposizione possono presentarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione. Ecco perchè bisogna intervenire subito e in modo drastico. A oggi, coloro che sono stati esposti alle fibre killer rischiano l’insorgere di patologie asbesto correlate. L’ONA, insieme al presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, si occupa della tutela del territorio e dei cittadini attraverso la prevenzione rispetto al rischio amianto e ad altri cancerogeni. Come? Promuovendo stili di vita e abitudini che migliorino l’impatto ambientale. La tutela della salute, infatti, è strettamente legata a quella dell’ambiente. 

I rimedi all’inquinamento ambientale

Quando si parla di ambiente contaminato si fa riferimento anche all’inquinamento atmosferico, del suolo, della falda e gli impatti marini. La tutela della salute non prescinde da quella dell’ambiente, ecco perchè bisognerebbe contrastarlo ad esempio, seguendo una corretta raccolta differenziata, sposando una mobilità sostenibile e facendo attenzione a non sprecare le nostre risorse (come luce e acqua).

Cagliari, discarica abusiva e amianto: cittadinanza chiede intervento

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cagliari, discarica abusiva e amianto: cittadinanza chiede intervento

Cagliari, capoluogo della Sardegna, città famosa per le sue cattedrali e strutture architettoniche, con i suoi oltre 150 mila abitanti. Una meta ambiti per i turisti, soprattutto nei periodi estivi, che in questi giorni sta facendo parlare di se per la scoperta di una discarica abusiva che si estende nei pressi di via Milano. Il problema delle discariche abusive che, oltre a rifiuti di vario genere, comprendono anche materiale contenente amianto è molto frequente in Italia e rappresenta un vero pericolo per la salute umana e ambientale.


Allarme amianto abbandonato a Cagliari

L’area che si estende lungo via Milano, a pochi passi dal centro di Cagliari, si è trasformata in una vera e propria discarica abusiva che sta diventando sempre più grande. Questo accade perché molte persone, invece di smaltire correttamente rifiuti, pericolosi e non, decidono di abbandonarli lungo le strade e fossati senza preoccuparsi di quali conseguenze pericolose possa portare questo gesto. Tra i materiali gettati, anche lastre contenenti amianto. Sempre più di frequente si vedono rifiuti di vario tipo, tra cui l’asbesto, gettati sul territorio. Tra le motivazioni che spingono le persone a farlo, ovviamente senza godere di alcuna giustificazione, sicuramente i costi onerosi a cui andrebbero incontro se decidessero di rimuovere e smaltire correttamente l’amianto rivolgendosi a ditte specializzate. La segnalazione, come si legge su castedduoline.it è arrivata dall’associazione ecologista Gruppo intervento Giuridico.

Le sanzioni per chi abbandona i rifiuti in strada sono aumentate

Attualmente come si legge nel decreto – legge 10 agosto 2023, n. 105 convertito con modificazioni nella legge 9 ottobre 2023, n. 137 le sanzioni a cui va incontro chi abbandona rifiuti sul territorio sono aumentate. Ma, oltre alle sanzioni che possono essere un incentivo a spingere le persone a comportarsi civilmente è anche necessario procedere velocemente alla bonifica dei siti a rischio, solo così il pericolo amianto potrà cessare. Anche perchè, si ricorda, che i sintomi legati all’esposizione e inalazione delle fibre killer possono presentarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione, quindi la strada è ancora molto lunga.

Del resto, per quanto riguarda i rifiuti di contenenti amianto, il pericolo è evidente, nel momento in cui queste parti possono deteriorasi a causa del tempo e degli agenti atmosferici. La loro dispersione nell’aria fa si che chiunque possa inalare queste fibre invisibili e inodore ed essere esposto al rischio di contrarre patologie asbesto correlate, considerando che non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio di ammalarsi si annulla.

Amianto in Sardegna

In Sardegna, secondo quanto riportato dal report di Legambiente del 2018 “Liberi da amianto”, si parla di 8 milioni di metri quadri di amianto ancora presente sul territorio. Cifra a cui va aggiunto l’amianto usato in struttura private che quindi risulta difficile da stimare. Nell’isola, la fibra killer è presente in 756 aree industriali, in 1.377 edifici pubblici e in 662 coperture in eternit. Numeri che mettono in allarme e che si stima non potranno essere azzerati prima di altri 30 anni.

L’importanza della bonifica

L’unico modo per eliminare concretamente e definitivamente i problemi all’uomo, agli animali e all’ambiente, causati dall’amianto è la bonifica. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, da anni si schierano al fianco della vittime esposte a queste fibre killer, chiedendo la bonifica immediata di tutti i siti contaminati.