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venerdì, Luglio 19, 2024

L’aspetto economico dell’amianto

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L’amianto, o asbesto, ampiamente utilizzato in passato per le sue proprietà e i suoi bassi costi, attualmente è illegale. Dopo la messa al bando, con la Legge 257 del 1992, in Italia è vietato l’utilizzo, la commercializzazione e la produzione di questo minerale. Ma, se tutti ormai sappiamo che l’unica soluzione per eliminare completamente l’asbesto dal nostro paese, annullando così il rischio di contrarre patologie asbesto correlate, è la bonifica, perché non attivarsi e renderla obbligatoria. Di seguito, tutto quello che c’è sa sapere anche sull’aspetto economico legato all’amianto.


Amianto e bonifica

Tra abitazioni, scuole, luoghi di lavoro e ospedali, è lo stesso Istituto Superiore di Sanità, a sottolineare la pericolosità dell’amianto e l’importanza nel rimuoverlo e smaltirlo il più velocemente possibile. Secondo l’Istituto, la panoramica sull’amianto è preoccupante. Sono circa 80 mila le persone che perdono la vita a causa dell’esposizione alle polveri di amianto. Solo nel 2020, lo stesso Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni si schiera dalla parte delle vittime, parla di 7 mila decessi per patologie legate all’esposizione di fibre. Dati allarmanti, ma assolutamente in linea con i quasi 51 mila edifici pubblici presenti nel nostro paese, ancora contenenti amianto.

Bonifica amianto: l’aspetto economico

La salute, umana, animale e ambientale, non ha prezzo. Certo, la logica e il buon senso ci porta a pensare che questa affermazione sia scontata, ma, a quanto pare non è così. Tra le motivazioni principali legate al rallentamento della bonifica da amianto, sicuramente influiscono anche le esigue discariche idonee allo smaltimento presenti nel nostro paese. Una condizione che comporta anche un notevole aumento dei costi legati allo smaltimento e ai tempi della rimozione di questo materiale killer.

Tipologie di rimozione amianto

L’amianto è ormai presente in moltissimi luoghi, causando conseguenze e impatti sul terreno, nelle acque e nell’aria. I processi legati alle tecniche di decontaminazione possono essere diversi, in base ai costi da sostenere. Si parte dalla soluzione più economica, ma anche di breve durata, che è l’incapsulamento. L’intervento consiste nell’utilizzare, sempre da parte di personale esperto, materiali impregnanti che ricoprono la superficie impedendo così il rilascio di fibre pericolose per la salute umana. Chi opta per questa tipologia di soluzione deve provvedere a far controllare periodicamente la zona interessata. Una via di mezzo è il confinamento dell’amianto, un metodo meno economico rispetto al precedente ma con una sicurezza maggiore in termini di durata. Infine, il metodo più sicuro e definito, è sicuramente la bonifica, cioè la rimozione. È il più costoso, ma il più sicuro. Anche perchè ricordiamo che non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio di ammalarsi si annulla. Una volta rimosso il materiale deve essere smaltito in una delle discariche idonee al trattamento di rifiuti speciali.

Estrazione amianto e impatto economico

Ma, quanto costa smaltire l’amianto? In media, si parla di circa 15 euro al metro quadrato. Anche se poi, ogni preventivo, deve essere valutato in base a diversi aspetti del lavoro da svolgere. Come: quanti metri quadrati devono essere smaltiti, la messa in sicurezza degli operai, la tipologia della copertura da rimuovere, le dimensioni e il costo del trasporto.

Bonifica amianto incentivi

Ma, vista l’importanza della rimozione e smaltimento dei questo materiale killer, lo Stato mette a disposizione dei contributi per agevolare coloro che decidono di ricorrere alla bonifica. Solitamente, si parla di Bonus Eternit 50% e Superbonus 100%.

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