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lunedì, Luglio 15, 2024

L’amianto nel contesto globale

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Nonostante la messa al bando dell’amianto, con la Legge 257 del 1992, sono oltre 120 milioni le persone nel mondo ancora esposte a queste fibre killer. Un’esposizione che mette in pericolo l’intero contesto globale. Finchè nel mondo ci saranno ancora tracce di amianto, o asbesto, il rischio di contrarre patologie asbesto correlate rimane elevato. Del resto, come si legge anche in una scheda informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per eliminare definitivamente qualsiasi pericolo l’unica soluzione è la bonifica immediata di tutti i siti contaminati.


Come eliminare l’insorgere delle malattie asbesto correlate

L’unico modo per eliminare le malattie correlate all’esposizione è bonificare e ragionare su ciò che emerge se ci si sofferma sulla vista globale dell’amianto. Ma, è anche vero che l’Italia, nonostante sia stata tra i maggiori produttori nel mondo, con la legge 257 del 1992 ne ha vietato l’utilizzo, la produzione e la commercializzazione. Ma, non è accaduto lo stesso in tutto il mondo. Dunque, per mettere in sicurezza l’intero sistema globale, sarebbe necessario: interrompere l’uso di tutti i tipi di amianto, rimuoverlo, smaltirlo e sostituirlo con materiali sicuri, migliorare la diagnosi precoce e il trattamento delle patologie asbesto correlate e creare mappature, non solo dei luoghi contaminati, ma anche delle persone esposte e ammalate.

Il contesto globale dell’amianto

Nonostante la comprovata pericolosità e la messa al bando in alcuni paesi, l’amianto viene ancora utilizzato in molte parti del mondo. Situazione che continua a provocare impatti sulla salute a livello mondiale, umana, animale e ambientale. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, si schierano da anni dalla parte delle vittime da esposizione e portano avanti battaglie per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulla necessaria immediata bonifica dei siti contaminati. Una procedura ancora lontana se si pensa che l’amianto è ancora prodotto in alcuni paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo. Nonostante l’alto numero di vittime, l’economia dell’amianto è ancora una colonna portante dell’industria.

L’amianto nel mondo

Nonostante sembra incredibile, viste le normative a riguardo, l‘amianto non è vietato in tutto il mondo. Ogni anno vengono ancora prodotte tonnellate di amianto in Russia, la metà delle quali utilizzate in Cina e India. Anche la Cina e il Kazakhstan estraggono notevoli quantità di amianto. Il Brasile e il Canada, pur essendo stati grandi produttori, hanno messo al bando questo minerale, rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Quali sono i rischi dell’amianto

I primi usi dell’amianto risalgono all’antichità, per poi ricoprire un ruolo importante durante la prima rivoluzione industriale. Per le sue caratteristiche, come resistenza al calore, bassi costi, flessibilità, capacità di legare con altri materiali e capacità di isolamento termico, è stato ampiamente utilizzato. Si legge, ad esempio, che nel 1975, questo materiale venire impiegato quasi completamente per prodotti cementizi. Nonostante le normative internazionali in materia di amianto, l’amianto viene ancora applicato in alcuni paesi, come Brasile, Canada, Zimbabwe e anche Cina, India, Kazakistan e Ucraina. Questi ultimi, tra l’altro rientrano tra i maggiori utilizzatore. Nel 2005, in Europa, ne è stato abolito l’uso, così come in Italia già dal 1992. Purtroppo, tutto questo, fa comprendere che, finché non verrà completamente abolito e smaltito, i rischi per la salute continueranno a presentarsi. Ricordiamo che, i primi sintomi possono verificarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione.

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