14.4 C
Rome
sabato, Maggio 2, 2026
Home Blog Page 75

Parma, incendio e indagini in corso sulla presenza di amianto

incendio
incendio

Un violento incendio è divampato all’alba del 17 giugno presso Strada Nuova Naviglio a Parma. Le fiamme, scoppiate intorno alle 6:40, hanno richiesto l’intervento urgente di tre squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Parma. Con il supporto di una squadra proveniente da Reggio Emilia.

L’incendio ha distrutto una vasta porzione dei capannoni industriali. La preoccupazione maggiore riguarda la possibile presenza di amianto nella copertura del tetto di uno degli edifici coinvolti nel rogo.

Non è certo che ci sia amianto, ma notevole è la preoccupazione

Le autorità stanno effettuando accertamenti specifici per determinare se l’amianto, sia stato rilasciato nell’ambiente. Il materiale cancerogeno è stato bandito in Italia dal 1992 ma è ancora presente in molte strutture industriali datate. Questo rappresenta un potenziale pericolo sia per i lavoratori che per l’ambiente in caso di incidenti.

Il possibile pericolo ha provocato forti preoccupazioni. Infatti l’asbesto, come più volte ribadito dall’Osservatorio Nazionale Amianto se inalato sotto forma di fibre disperse nell’aria, può causare gravissime patologie.

Il rischio connesso a un incendio che coinvolge strutture contenenti amianto è duplice. Da un lato la dispersione di fibre nell’aria durante il rogo stesso. Dall’altro la contaminazione del suolo e dei materiali circostanti, che potrebbe rendere necessario un intervento di bonifica ambientale su larga scala.

Tecnici al lavoro per le verifiche

I tecnici dell’Arpae (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Emilia-Romagna) sono stati allertati per effettuare i rilievi atmosferici e valutare l’eventuale impatto sulla salute pubblica. Anche il Comune di Parma segue l’evolversi della situazione, pronto a intervenire con ordinanze specifiche qualora si confermassero pericoli per i residenti nelle aree limitrofe.

Al momento non abbiamo aggiornamenti dalla Usl di riferimento.

Si attendono comunicazioni soprattutto in merito agli esiti dei controlli ambientali e alla conferma, o esclusione, della presenza di amianto tra i materiali compromessi dal rogo.

Fonte: Sky Tg24 

***

Usa, Trump: possibile stop bando amianto preoccupa tutti

trump, usa
Trump (ph Wikipedia Commons)

Una decisione dell’amministrazione Trump sta suscitando forte allarme tra esperti di salute pubblica e associazioni ambientaliste negli Stati Uniti. Il governo ha infatti annunciato l’intenzione di riesaminare la norma che vieta l’uso del crisotilo, una forma di amianto. Tale revisione, depositata in un documento ufficiale presso la Corte d’Appello, potrebbe sospendere l’applicazione del bando per oltre due anni.
A dichiararlo è il New York Times.

Crisotilo, amianto usato fino al 2024 negli USA

La sostanza al centro del dibattito è il crisotilo. Noto anche come “amianto bianco”, un minerale altamente cancerogeno vietato in oltre 50 Paesi del mondo per la sua comprovata correlazione con il mesotelioma e il tumore polmonare. Nonostante i suoi gravi rischi per la salute, il crisotilo lo hanno utilizzato negli USA fino al 2024 in settori come la produzione di cloro, materiali per coperture, tessuti industriali, cemento, freni e guarnizioni.

Nel 2024, durante l’amministrazione Biden, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) aveva approvato un provvedimento che ne vietava l’importazione, la fabbricazione e l’utilizzo, rappresentando il primo vero freno legislativo all’amianto da quasi un decennio. Tuttavia, la normativa prevedeva un periodo di transizione fino a 12 anni per alcuni settori industriali.

L’ombra di un ripensamento pericoloso e la resistenza

Ora però, secondo quanto dichiarato dall’EPA, il provvedimento verrà riesaminato, con tempi stimati in circa 30 mesi. La revisione riguarderà in particolare il divieto sull’uso dell’amianto nella produzione di cloro e l’installazione di guarnizioni contenenti amianto in impianti chimici.

“La sospensione di questo bando rappresenta un pericoloso passo indietro che metterà nuovamente in pericolo vite umane”. Ha dichiarato Linda Reinstein, presidente e cofondatrice dell’Asbestos Disease Awareness Organization. L’associazione ha già annunciato che si opporrà legalmente alla decisione dell’EPA e chiederà alla Corte d’Appello di non sospendere l’efficacia della norma del 2024.

La loro presenza in vecchi edifici, spesso coinvolti in incendi come quelli devastanti in California, rappresenta un ulteriore pericolo per vigili del fuoco e squadre di soccorso.

È stimato che, solo negli Stati Uniti, provoca circa 40.000 decessi ogni anno.

“Chi lotta da anni contro l’uso dell’amianto vede in questa possibile mossa un’inaccettabile ritorno al passato che rischia di avere conseguenze tragiche sulla salute pubblica.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente in Italia dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto: risarcimento di 400mila euro a famiglia di ex sottufficiale

Avv. Ezio Bonanni, amianto
Avv. Ezio Bonanni

Il Tribunale Civile di Roma ha emesso una sentenza che condanna il Ministero della Difesa ad un risarcimento di circa 400mila euro in favore dei familiari di Michele Cannavò. L’uomo era un ex motorista navale della Marina Militare, vittima dell’amianto.
Il militare morì nel 2019 per un mesotelioma pleurico. Una forma di tumore altamente aggressiva e strettamente correlata all’inalazione di fibre di asbesto.
La sentenza segna un importante precedente nella lunga battaglia per il riconoscimento dei danni causati dall’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro.

Una vita al servizio dello Stato

Cannavò, originario della provincia di Catania ma residente a Siracusa, ha prestato servizio per ben 34 anni tra Marina Militare e incarichi civili legati alla difesa. Durante la sua lunga carriera, ha operato a bordo di numerose unità navali e ha lavorato in ambienti saturi di fibre di amianto.

Le dichiarazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Avv. Ezio Bonanni legale dei familiari e presidente dell’ONA afferma: Cannavò ha servito per 34 anni lo Stato tra il servizio militare e civile. Ha operato in ambienti contaminati e privi di adeguate protezioni. Imbarcato su diverse unità navali è stato quotidianamente a contatto con fibre di amianto. Nei motori, nei corridoi, nei rivestimenti delle condotte, fino agli stessi ambienti di vita delle navi”.

“L’Inail”, afferma l’Ona, “ha riconosciuto il nesso causale tra l’infermità e le mansioni svolte in Marina, nel periodo del servizio civile”.

“Finalmente giustizia per la famiglia Cannavò”, continua Ezio Bonanni, “Questo risarcimento non potrà restituire Michele ai suoi cari, ma rappresenta un passo in avanti verso la tutela delle vittime e la bonifica definitiva dell’amianto da navi e arsenali militari”.

***

Parco di Forlì riqualificato dopo incendio Inalca e rimozione amianto

parco della resistenza di forlì
Parco della Resistenza di Forlì (Wikipedia Commons)

Dopo mesi di lavori e messa in sicurezza, il 12 giugno ha riaperto il parco urbano adiacente all’ex stabilimento Inalca, coinvolto a febbraio in un vasto incendio a Forlì in Emilia Romagna. La riapertura è avvenuta in seguito al completamento della bonifica dei materiali contenenti amianto rilasciati durante il rogo. L’intervento, reso necessario per proteggere la salute pubblica, ha interessato l’intera area verde circostante.

Amianto rimosso: area di nuovo accessibile al pubblico

Dopo l’incendio che aveva coinvolto l’ex sito produttivo, le autorità avevano disposto un blocco temporaneo dell’accesso, avviando una valutazione ambientale che ha portato alla decisione di procedere con un’accurata bonifica.

Si pensa ora alla rigenerazione urbana

Con il parco della Resistenza restituito alla comunità, le autorità comunali stanno ora valutando un progetto di riqualificazione per rendere la zona ancora più accogliente.
La fase è quella di progettazione e l’attenzione sul tema ambientale resta alta.

Ezio Bonanni, presidente ONA, ha commentato positivamente la bonifica

“La rimozione dell’amianto dal parco di Forlì è un passo avanti, ma ora servono trasparenza e prevenzione sistematica. Serve una mappatura pubblica e costantemente aggiornata dei siti contaminati in tutta Italia, non solo quelli più visibili. Solo così si potrà davvero tutelare la salute pubblica e garantire giustizia ambientale”. Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni.

Fonte: Il Resto del Carlino

Mesotelioma: approvato progetto di ricerca a Casale Monferrato (AL)

cellule al microscopio
Mesotelioma, cellule della pleura (Wikipedia Commons)

Un importante traguardo è stato raggiunto nella lotta contro il mesotelioma. A comunicarlo è il Comune di Casale Monferrato. Secondo la fonte, il Comitato Strategico Amianto ha approvato all’unanimità il progetto definitivo di ricerca clinica, preclinica e traslazionale dedicato alla malattia causata dall’esposizione all’amianto. L’incontro, tenutosi il 10 giugno, è stato presieduto dal sindaco Emanuele Capra, in qualità di coordinatore della città capofila del sito d’Interesse Nazionale (SIN).

Una premessa storica necessaria

A Casale Monferrato lo stabilimento Eternit ha prodotto a lungo cemento-amianto. L’esposizione ha causato un numero elevato di casi di mesotelioma, malattia asbesto correlata.

Un’iniziativa scientifica per migliorare diagnosi e cure in Piemonte

Il progetto, affidato alla guida della professoressa Irma Dianzani (Università del Piemonte Orientale) e della dottoressa Federica Grosso (Azienda Ospedaliera di Alessandria), punta a potenziare le capacità diagnostiche e terapeutiche sul mesotelioma in tutto il territorio piemontese.

Accanto alle attività cliniche, il piano prevede anche approcci genetici e molecolari, con l’obiettivo di individuare nuovi biomarcatori e personalizzare i trattamenti. Centrale anche l’impegno per migliorare la qualità della vita dei pazienti e uniformare i protocolli sanitari tra le diverse strutture coinvolte.

Coinvolte istituzioni, sanità pubblica e associazioni dei familiari

La riunione del Comitato si è svolta in modalità mista, con la partecipazione in presenza e da remoto di rappresentanti di enti locali, sanità pubblica, mondo accademico e associazioni di ex esposti.
Il sindaco Capra ha affermato che l’iniziativa costituisce un passo avanti per affrontare il dramma dell’amianto.
Anche AFeVA – Associazioni Famigliari Vittime Amianto ha espresso soddisfazione riguardo l’incontro.

Ezio Bonanni (ONA)

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha commentato:
“Casale Monferrato porta con sé una profonda ferita a causa dell’amianto. In questa fase dove la sua ombra è ancora lunga nel territorio, il coordinamento tra scienza, istituzioni e associazioni è un esempio virtuoso. Il mesotelioma è una malattia che il più delle volte non lascia scampo.

La lotta al mesotelioma in Italia

Importanti punti di riferimento per la lotta al mesotelioma in Italia sono l’Ospedale Gemelli a Roma. A Milano l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e l‘Ospedale San Raffaele sono centri riconosciuti.
in questo link una panoramica di altri centri specializzati facente parte della reteEURACAN, che unisce i centri clinici European Reference Network.

Il dottor Pasquale Montilla, oncologo e membro del Comitato tecnico scientifico dell’ONA è un’eccellenza nella cura dei tumori da esposizione ad amianto, come il mesotelioma.  A seguire un’intervista svoltasi dopo il convegno “Fair Play for Life” svoltasi nella sala d’onore del CONI,

L’ONA è in prima fila per la tutela sanitaria e giuridica di chi lotta contro il mesotelioma offre la consulenza medica e legale gratuita. È possibile ricevere assistenza tramite il numero verde 800 034 294.

Qui di seguito una puntata su ONA TV di Amorosini con Ezio Bonanni sul mesotelioma nelle forze armate e tutela degli orfani: