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Giappone finanzia l’Ucraina per gestione detriti di guerra con amianto

macerie
Macerie (Foto free di HUNG QUACH da Pixabay)

Il Governo giapponese, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), ha annunciato un nuovo finanziamento destinato a sostenere iniziative di recupero ambientale in Ucraina. E’ qui che il conflitto in corso continua a generare sfide significative per l’ambiente. Secondo la fonte, l’annuncio è stato effettuato durante la cerimonia di presentazione di una sovvenzione supplementare da 4 milioni di dollari USA destinata all’UNEP. L’obiettivo è promuovere la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile a livello globale.

Al centro strategie per i detriti contenenti amianto

In Ucraina, l’UNEP guiderà l’attuazione di un progetto intitolato “Potenziare le capacità di gestione dei rifiuti pericolosi”. Questa iniziativa si concentrerà su strategie per la gestione sostenibile dei detriti di guerra contenenti amianto. Un serio rischio per la salute pubblica e un ostacolo alla ricostruzione del paese. Il progetto sottolinea l’impegno del Giappone nel supportare la ripresa ambientale e nello sviluppo di competenze locali per affrontare in modo sostenibile le problematiche derivanti dal conflitto.

“Il recupero ambientale è un elemento chiave per la resilienza futura e lo sviluppo sostenibile dell’Ucraina,” ha affermato Cecilia Aipira, responsabile della divisione Disastri e Conflitti all’interno dell’Ecosystems Division di UNEP. “Il sostegno giapponese contribuirà ad affrontare problemi che impattano sulla salute umana e sulla ripresa degli ecosistemi nelle zone più colpite dalla guerra.”

L’Ucraina fa il bilancio dei danni causati dal conflitto

Ingenti danni si registrano nelle regioni settentrionali, orientali e sud-orientali.

Secondo una stima della Kyiv School of Economics aggiornata a gennaio 2024, sono state danneggiate almeno 250.000 strutture. Tra cui abitazioni private, edifici, dormitori. Oltre a numerose aziende, negozi, edifici amministrativi, asili, strutture sanitarie e culturali.

Oltre il 70% dei tetti di edifici residenziali e pubblici in Ucraina è costituito da lastre ondulate in cemento-amianto. Inoltre, lastre piane contenenti amianto, spesso recuperate da coperture precedenti, sono ampiamente utilizzate come recinzioni. Mentre tubazioni in cemento-amianto sono impiegate nei sistemi idrici e di riscaldamento.

Amianto, gestione sicura e riciclo dei detriti

L’iniziativa prevede una valutazione delle migliori pratiche per la gestione sicura di questi detriti contenenti amianto e il loro possibile riciclo.

Verranno ovviamente presi in considerazione i costi, lo spazio necessario per lo smaltimento e la tutela della salute pubblica. Verrà inoltre fornito supporto tecnico per l’applicazione di standard internazionali sui test dei materiali e sulla sicurezza dei lavoratori. Il tutto accompagnato da sperimentazioni sul campo per identificare le tecniche più efficaci per il trattamento dei materiali contaminati.

Un ulteriore obiettivo sarà aumentare la consapevolezza sulle normative necessarie per la gestione dell’amianto. Ciò permetterà di sviluppare un quadro giuridico per coinvolgere donatori internazionali. L’ufficio UNEP di Kiev coordinerà il progetto insieme alle autorità locali e a organizzazioni non governative attive nella gestione dei rifiuti e dei detriti.

Il diritto ad un ambiente pulito

“La ripresa sostenibile dell’Ucraina può realizzarsi solo integrando e promuovendo il diritto umano globale a un ambiente pulito, sano e sostenibile,” ha dichiarato Pier Carlo Sandei, responsabile programmi dell’ufficio UNEP di Kiev. “Il progetto finanziato dal Giappone contribuisce a garantire questo diritto riducendo l’esposizione della popolazione ucraina all’amianto.”

Il Giappone figura tra i quindici principali finanziatori dell’UNEP . I fondi giapponesi hanno già supportato progetti per il monitoraggio ambientale e la gestione dei rifiuti pericolosi nelle aree colpite dalla guerra, tra cui la valutazione dei danni causati dal cedimento della diga di Kakhovka nel 2023. Questo contributo continuo rappresenta un tassello importante nella più ampia strategia di ripresa verde dell’Ucraina dagli impatti ambientali del conflitto.

Durante la cerimonia di lancio tenutasi nella sede dell’UNEP a Nairobi, in Kenya, è stato inoltre annunciato che i fondi supplementari dal Giappone sosterranno anche altri interventi dell’UNEP per affrontare crisi ambientali in collaborazione con paesi quali Figi, Messico, Nigeria, Pakistan, Sud Sudan e Thailandia.

ONA: una conseguenza dei conflitti la dispersione di fibre di amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre evidenziato i rischi di dispersione di fibre di asbesto durante le guerre.

“L’amianto continua a uccidere anche dopo la fine dei conflitti. Quando i palazzi contenenti amianto vengono abbattuti, i detriti e le fibre vengono inalate dalla popolazione portando con sé una scia di morte ulteriore a quella immediata della guerra e le popolazioni esposte a sostanze tossiche come l’asbesto rischiano di pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane per molti anni.” Ha dichiarato il legale.

Infatti, le patologie asbesto correlate come il mesotelioma possono verificarsi anche dopo 30 anni dal momento dell’esposizione.

Rischio amianto a Cison di Valmarino (TV): chiesto intervento urgente

settore edilizio, processo Cemater amianto
settore edilizio, processo Cemater amianto

A Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, è emersa una nuova preoccupazione ambientale. E’ stata infatti segnalata la possibile presenza di amianto in stato di degrado all’interno di un ex complesso industriale dismesso. Si tratta di un’area occupata in passato da una ditta che si estende per oltre 5.000 metri quadrati. La zona si trova al confine tra residenze e attività produttive.

Per il consigliere regionale di Europa Verde, Andrea Zanoni, la situazione desterebbe particolare preoccupazione a causa dello stato visibilmente compromesso della copertura.

La segnalazione iniziale sarebbe partita dal consigliere comunale Dante Pilat. Quest’ultimo avrebbe inoltrato una comunicazione formale al sindaco e all’Azienda ULSS 2. Il Dipartimento di Prevenzione avrebbe eseguito un sopralluogo tecnico. Evidenziando la presenza probabile di materiali contenenti amianto in stato di deterioramento, che potrebbero liberare fibre pericolose.

Zanoni: servono censimento e bonifiche sistematiche

Oltre alla specifica situazione dell’ex sito industriale, Zanoni ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un approccio più ampio e strutturato alla gestione del rischio amianto nel territorio regionale.

Per questo ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale del Veneto, chiedendo chiarimenti sullo stato attuale del censimento delle coperture, sulle risorse stanziate per le bonifiche – con particolare attenzione ai siti dismessi – e sull’incidenza delle patologie asbesto-correlate negli ultimi dieci anni, incluso l’andamento dei mesoteliomi pleurici.

Accesso agli atti e richiesta di trasparenza

Intanto, a livello locale, il consigliere Pilat ha chiesto l’accesso agli atti per visionare la valutazione tecnica del rischio condotta da un professionista incaricato, come previsto dalla normativa vigente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce che casi come questo devono essere affrontati con tempestività e rigore, nell’interesse della tutela ambientale e della salute collettiva. La trasparenza, la sorveglianza sanitaria e le bonifiche ambientali sono strumenti indispensabili per evitare esposizioni al rischio.
Solo una valutazione tecnica adeguata può stabilire se effettivamente nella struttura vi è davvero amianto, ma è opportuno che si proceda per ogni caso sospetto con rigore ed in maniera celere.

Amianto e Marina Militare: Luigi Abbate intervista l’Avv. Ezio Bonanni

Il giornalista Luigi Abbate intervista l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate intervista l'Avv. Ezio Bonanni

L’esposizione ad amianto nel contesto militare resta una questione rilevante sul piano della salute pubblica e della tutela previdenziale. Nell’intervista con il giornalista Luigi Abbate, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha fatto il punto sull’evoluzione giurisprudenziale relativa ad alcuni casi di patologie tra il personale della Marina Militare, tra cui motoristi navali,  macchinisti e operai civili impiegati negli arsenali.

Secondo quanto riportato, varie pronunce giudiziarie hanno riconosciuto, in casi specifici, un nesso tra le patologie sviluppate da alcuni lavoratori e l’esposizione ad amianto in ambienti navali o arsenali militari. Bonanni ha richiamato i dati contenuti nell’ottavo rapporto RENAM (Registro Nazionale Mesoteliomi), i quali evidenziano una maggiore incidenza di mesotelioma, in particolare tra gli anni Sessanta e Novanta.

“Le evidenze epidemiologiche oggi disponibili – ha dichiarato Bonanni – rafforzano la necessità di un’attenzione istituzionale continua per il riconoscimento dei diritti previdenziali e assistenziali delle persone coinvolte, siano esse militari o civili”.

Il quadro normativo e procedurale

In base alla normativa vigente, i militari possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e successivamente lo status di vittima del dovere tramite procedimenti amministrativi e contenziosi presso il TAR. Per i lavoratori civili, invece, la procedura prevede il ricorso all’INAIL e, in caso di contenzioso, l’azione presso il giudice del lavoro.

L’ONA, che offre consulenza e supporto legale, segnala che in alcuni casi si riscontrano differenze nei riconoscimenti, soprattutto tra personale militare e civile, e sottolinea l’importanza di documentare con precisione le condizioni di esposizione, anche alla luce delle bonifiche tuttora in corso in alcune strutture.

La posizione dell’ONA

L’associazione ribadisce la necessità di percorsi chiari e uniformi per garantire tutele a tutti coloro che, in ragione del servizio prestato, abbiano contratto patologie riconducibili all’amianto. “Il nostro obiettivo è fornire strumenti di tutela e informazione – ha spiegato Bonanni – nel rispetto della legge e della dignità delle persone coinvolte”.

La questione resta aperta e oggetto di confronto tra le parti istituzionali, sindacali e associative, in un contesto in cui prevenzione, bonifica e riconoscimento delle patologie asbesto-correlate continuano ad avere un ruolo centrale nel dibattito pubblico e giuridico.
Qui di seguito la puntata su Ona News:

Latina, alla mostra “Cimeli del Calcio” i valori del FairPlay (VIDEO)

Bonanni alla mostra Cimeli del Calcio
Bonanni alla mostra Cimeli del Calcio

Si è conclusa a Latina, presso il Museo Giannini, l’edizione 2025 della mostra “Cimeli del Calcio”, rassegna organizzata dal 18 al 25 giugno per celebrare la storia dello sport più amato dagli italiani. L’evento ha visto l’importante partecipazione dell’ONAOsservatorio Nazionale Amianto da sempre impegnata nel promuovere la salute e i diritti dei cittadini anche attraverso i valori educativi dello sport.

L’iniziativa è stata promossa da International Football Museum, Libertas Provinciale Roma e Panathlon International Club Latina, con il coinvolgimento attivo del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e il supporto istituzionale del CONI. Al centro della manifestazione, oggetti storici come palloni e scarpini utilizzati in partite memorabili, ma anche momenti di riflessione sulla funzione sociale dello sport.

L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

Protagonista della giornata conclusiva è stato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA e membro del Direttivo nazionale del Comitato Fair Play, che ha ricordato quanto il mondo dello sport sia oggi uno dei principali strumenti per promuovere cultura della legalità, prevenzione e diritti fondamentali:

“L’esposizione “Cimeli dal calcio” è una mostra necessaria, legata ad uno sport tanto amato dagli italiani. Un’occasione ulteriore per portare avanti i valori del Fair Play, di lealtà, etica e rispetto. Lo sport – soprattutto quello non professionistico – esprime i veri valori. È un banco di prova per la vita e per la salute collettiva, fondamentale per la prevenzione delle malattie degenerative. Il fair play non si ferma all’agonismo, ma guarda alla valorizzazione dello sport in senso più ampio, sociale e umano.”

Parole che sintetizzano l’impegno che da sempre contraddistingue l’ONA: informare, educare e proteggere attraverso la conoscenza, la memoria storica e l’inclusione.
Valori ribaditi anche dalla criminologa di ONA Melissa Trombetta.

Etica e valori

Il Presidente dell’AIAC LatinaGiuseppe Pietrocini, ha sottolineato l’importanza di questa mostra per le nuove generazioni: “Abbiamo esposto palloni originali utilizzati nelle prime partite da tecnici oggi celebrati, proprio per raccontare l’inizio di percorsi straordinari”.

E’ intervenuto anche il Sindaco di Loreto Aprutino, Gabriele Mariotti,  collezionista e primo sindaco ad essere insignito del titolo di “Fair Play”. Presente in doppia veste – istituzionale e sportiva – Mariotti ha lanciato un appello a tutti i sindaci italiani affinché aderiscano al Comitato Nazionale Fair Play:
“Attraverso i valori etici dello sport possiamo incidere nella vita quotidiana dei nostri cittadini, a scuola, nelle aziende e nei luoghi di aggregazione”.

Lo sport come alleato della prevenzione

L’Avv. Bonanni ha anche evidenziato l’importanza dello sport quale strumento concreto di prevenzione sanitaria, in particolare per quanto riguarda le malattie degenerative, spesso aggravate dall’esposizione a sostanze tossiche come l’amianto:

“La promozione dello sport, in particolare in ambito scolastico e territoriale, deve andare di pari passo con l’educazione alla salute. Il fair play è anche rispetto della vita e dell’ambiente”.

Il coinvolgimento dell’ONA all’interno di eventi sportivi rappresenta, infatti, un’estensione naturale dell’attività dell’Osservatorio, da anni impegnato nella tutela delle vittime dell’amianto e nella lotta per una giustizia ambientale e sociale.

Un premio ai valori

Nel corso della manifestazione è stato annunciato anche il vincitore della “Panchina d’Oro 2025 – Categoria Under 14”, assegnata all’allenatore Gennaro Del Prete. La premiazione ufficiale sè stata proprio a cura dell’Avv. Bonanni, a testimonianza dell’alleanza tra formazione sportiva e formazione civica.

Un messaggio che parte dal calcio e arriva alla società

Il presidente nazionale del Comitato Fair Play, Ruggero Alcanterini, seppur assente per motivi di salute, è stato salutato dall’Avv. Bonanni che ha ricordato  l’incontro in Senato per la Giornata Mondiale del FairPlay alla presenza dei ministri Ciriani e Abodi.

La presenza dell’ONA alla rassegna “Cimeli del Calcio” conferma ancora una volta il ruolo attivo dell’Osservatorio nella promozione di un modello di società fondato su giustizia, prevenzione, cultura e memoria. L’esempio del fair play, ben radicato nello spirito sportivo, rappresenta un’estensione naturale della missione dell’ONA: mettere la persona al centro, sempre.
Lo sport è salute, educazione e diritti. E l’ONA continuerà a difenderli, anche fuori dai tribunali.

Kenya, Africa. Segretario dell’ambiente Barasa vieta tetti in amianto

Africa
Africa

Per tutelare la salute pubblica e preservare l’ambiente, il Segretario di Gabinetto per l’Ambiente Deborah Barasa ha emanato una direttiva che impone la rimozione immediata di tutte le coperture in amianto presenti sugli edifici di tutto il Kenya. Secondo la fonte, questo provvedimento, ufficializzato con un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 2025, rappresenta un passo fondamentale nell’impegno del Paese verso un futuro più pulito e salutare.

Obbligo rimozione

L’amianto, che in passato era ampiamente utilizzato, è oggi riconosciuto come una sostanza pericolosa a causa dei gravi rischi per la salute che comporta. Quando i materiali contenenti amianto si deteriorano o vengono danneggiati, rilasciano nell’aria fibre sottilissime e nocive. L’inalazione di queste particelle può causare malattie polmonari gravissime e spesso letali. La nuova direttiva sottolinea la consapevolezza del governo riguardo ai pericoli significativi derivanti dall’esposizione prolungata all’amianto.

Il governo kenyano in azione per affrontare i rischi dell’amianto

Già lo scorso marzo,  il Consiglio dei Ministri aveva incaricato l’Autorità Nazionale per la Gestione Ambientale (NEMA) di supervisionare la rimozione dell’amianto da strutture pubbliche e private. Il Ministro Barasa ha sottolineato che questa iniziativa non solo ridurrà i pericoli per la salute, ma migliorerà anche la pulizia e la qualità ambientale del Paese, garantendo a ogni cittadino il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre. Sebbene non sia stata stabilita una scadenza specifica per completare le operazioni, questa presa di posizione è un importante segnale per il Paese.

In Africa l’amianto è stato ampiamente estratto e utilizzato

Del resto il Paese è stato uno dei maggiori produttori mondiali di asbesto. E’ qui che si trovano importanti giacimenti di crocidolite (amianto blu) e amosite (amianto bruno).
Secondo studi internazionali le miniere di amianto in Africa hanno avuto un impatto significativo sulla salute dei lavoratori e delle comunità locali.

“Questa iniziativa del Segretario Barasa è sicuramente lodevole per contribuire a garantire un ambiente più sicuro e una migliore qualità della vita per le future generazioni. Tuttavia senza una scadenza ben definitiva, il rischio è quello di entrare in un vortice di procrastinazioni difficile da tenere sotto controllo. Si auspicano quindi interventi celeri in tutto il mondo, ovviamente.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

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