Una nuova via dedicata alle “Vittime dell’amianto”. E’ l’omaggio alla memoria a Reggio Calabria di chi è deceduto compiendo il proprio dovere.
La cerimonia è avvenuta all’entrata dello stabilimento Hitachi di Reggio Calabria in via Padova.
Chi era presente
L’evento si è volto al cospetto di autorità civili, istituzionali e militari. Preziosa la presenza dei famigliari delle vittime dell’amianto e di Massimo Alampi dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Tra i rappresentanti politici il sindaco Giuseppe Falcomatà, i due vicesindaci Paolo Brunetti e Carmelo Versace, gli assessori Filippo Burrone e Carmelo Romeo, i consiglieri comunali Massimiliano Merenda e Franco Barreca.
Importante la partecipazione della garante della salute regionale, la dott.ssa Anna Maria Stanganelli.
Altra presenza illustre il generale della Brigata (Ris) della guardia di Finanza Emilio Errigo, Commissario straordinario di Governo del Sito di Interesse Nazionale di Crotone, Cassano allo Ionio e Cerchiaria di Calabria.
una via intitolata alle vittime dell’amianto – calorosa presenza
Un simbolo di pace e rinascita
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha voluto donare al Comune un ulivo: un simbolo ricco di significato che verrà piantato piantumato in ricordo dell’evento.
Nel suo intervento il delegato Ona, Massimo Alampi, dopo i consueti saluti istituzionali, ha portando i saluti dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Un gesto volto a onorare il ricordo di chi ha lavorato con questo pericoloso materiale.
Il ricordo delle vittime dell’amianto
Alampi ha ricordato i lavoratori esposti delle fabbriche, dei cantieri, delle Ferrovie, della Marina.
Vittime dell’amianto e vittime del dovere, come alcuni appartenenti alle forze dell’ordine ed ai vigili del fuoco. Questi ultimi, in particolare, indossavano fibre ignifughe composte dal pericolosissimo materiale.
Ma non solo: un momento commovente è stato dedicato anche alle mogli che lavavano le tute intrise di fibre di amianto dei mariti che tornavano a casa dopo aver lavorato a contatto con la sostanza e per questo si sono ammalate.
Il coraggio di raccontare
Indimenticabile ed impossibile non menzionare il giornalista Rai Franco Di Mare, morto nel 2024 a causa del mesotelioma pleurico, malattia asbesto correlata.
E’ stata evidenziata inoltre l’ App dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che permette ai cittadini di segnalare i luoghi contaminato anche in forma anonima.
Una lunga battaglia legale durata 10 anni. Ma alla fine a un lavoratore tecnico alle dipendenze di un’amministrazione pubblica centrale, è stata riconosciuta la sua leucemia cronica come malattia professionale.
Era addetto all’incenerimento di documenti
L’Osservatorio Nazionale Amianto definisce la sentenza “storica”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA e legale del dipendente.
Un riconoscimento che potrebbe scrivere la storia della giurisprudenza
Il lavoratore si occupa ora di mansioni d’ufficio e continua a sottoporsi a controlli semestrali. “è stato inizialmente assunto come falegname, era stato poi occupato come addetto all’incenerimento di materiali in un luogo dove avrebbe respirato per anni polveri di legno, vernici, solventi.” Continua Bonanni. Secondo le dichiarazioni lo spazio sarebbe stato ricavato in un’ex cisterna del ‘700.
Nel 2012 gli viene diagnosticata una leucemia cronica a cellule capellute. Per l’Osservatorio si tratterebbe di “un precedente che non può essere ignorato”.
La leucemia cronica a cellule capellute
Secondo AIRC, la leucemia a cellule capellute è quindi una rara forma di tumore del sangue a crescita molto lenta che è causata dalla trasformazione tumorale dei linfociti B, un tipo particolare di globuli bianchi.
Gruppi di casistiche riportano che precedenti esposizioni a radiazioni ionizzanti o sostanze chimiche organiche sul posto di lavoro, aumentano l’incidenza della malattia.
Le informazioni contenute in questo articolo sono pubblicate nel rispetto del diritto di cronaca, con finalità informative e divulgative su temi di rilevante interesse pubblico, quali la salute, la sicurezza sul lavoro e i diritti dei lavoratori. Alcuni dettagli sono stati modificati o omessi per garantire la riservatezza della persona coinvolta, in conformità al Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e alla normativa italiana in materia di privacy. Qualora il contenuto facesse riferimento a vicende giudiziarie o sanitarie, si precisa che ogni elemento è basato su fonti documentate, dichiarazioni pubbliche o atti ufficiali. Non si intende attribuire responsabilità individuali o istituzionali se non già accertate da provvedimenti. Eventuali segnalazioni o richieste di rettifica possono essere indirizzate alla redazione ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948.
Nave in lontananza (Foto free di Gianluca da Pixabay)
Nelle ultime settimane, l’arrivo a Spalato di un traghetto italiano ormai fuori servizio ha riacceso il dibattito pubblico sul trattamento dell’amianto. L’imbarcazione, costruita negli anni Settanta, è approdata al cantiere navale Brodosplit per essere sottoposta a operazioni di smantellamento. Secondo fonti, a bordo potrebbero essere presenti pannelli interni contenenti materiali potenzialmente pericolosi, come l’asbesto.
Proteste dei cittadini
In seguito alla notizia, numerosi cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla presenza della nave, temendo possibili rischi per la salute pubblica. Le paure sono radicate anche nella memoria storica della vicina località di Vranjic, dove in passato sono stati documentati casi legati all’esposizione a fibre di amianto.
Nonostante non vi siano prove di contaminazione ambientale in corso, parte della popolazione locale ha chiesto che il traghetto venga allontanato dal porto. Alcune associazioni civiche hanno sollecitato un maggior controllo sulle operazioni di bonifica.
Le rassicurazioni del cantiere navale Brodosplit
I rappresentanti del cantiere navale hanno dichiarato che ogni intervento sulla nave avverrà seguendo le normative ambientali europee. Hanno precisato che, se presente, l’amianto sarà rimosso in modo sicuro, da personale qualificato e dotato di dispositivi di protezione individuale. I materiali non verranno tagliati né disturbati in modo da disperdere fibre nell’aria.
Una vicenda del problema amianto in Europa
Il caso del traghetto italiano evidenzia quanto sia ancora complesso, in Europa, affrontare la questione dell’amianto nelle infrastrutture dismesse. La bonifica di navi costruite in epoche in cui questo materiale era diffuso richiede attenzione, sia dal punto di vista tecnico che comunicativo. Il confronto tra istituzioni, operatori e cittadini resta essenziale per gestire in modo trasparente questi interventi ad alto impatto ambientale.
Ovviamente solo una valutazione tecnica del rischio può indicare se opportuno o meno l’intervento di bonifica.
Avv. Ezio Bonanni, Giornata Mondiale Tumore al polmone
Una nuova puntata su ONA News: intervista del giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il primo agosto segna la Giornata Mondiale per la lotta contro il tumore al polmone. Un’occasione importante per riflettere, informare e agire. In questo contesto si inserisce il lavoro costante dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni. La missione dell’ONA è duplice: da un lato la prevenzione e l’informazione, dall’altro la battaglia giudiziaria per ottenere giustizia per le vittime.
L’aumento dei tumori al polmone nonostante la diminuzione dei fumatori
Negli ultimi anni, nonostante un calo del numero dei fumatori, i casi di cancro al polmone sono in crescita. Questo dato allarmante mette in evidenza l’impatto di altri fattori di rischio, tra cui l’esposizione all’amianto e ad altri agenti cancerogeni ambientali e professionali.
Il tumore al polmone, infatti, non è soltanto legato al fumo di sigaretta. Quando il fumo si combina con l’esposizione all’amianto, il rischio oncologico aumenta in modo esponenziale. Questo effetto sinergico rende ancora più urgente la necessità di prevenzione e bonifica degli ambienti contaminati.
La campagna informativa dell’ONA: prevenire è possibile
Proprio in occasione della Giornata Mondiale, l’ONA ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione. Il messaggio è chiaro: evitare il fumo e ogni ulteriore esposizione all’amianto è essenziale per ridurre il rischio di sviluppare patologie tumorali.
La natura dose-dipendente del tumore al polmone implica che ogni esposizione in più aumenta le probabilità di ammalarsi. Anche per chi ha già fumato, interrompere questa abitudine può ridurre significativamente i danni nel lungo termine. Dopo 10-15 anni di astinenza, infatti, le mutazioni cellulari indotte dal fumo si riducono drasticamente.
ONA invita a una maggiore consapevolezza tra i datori di lavoro
Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore coscienza rispetto alla salute nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della salute dei lavoratori è ormai un principio condiviso, anche se le battaglie giudiziarie per farlo rispettare non sono ancora finite.
Grazie all’azione dell’ONA, si è diffusa una nuova cultura della responsabilità. Le sentenze ottenute in ambito civile, penale e previdenziale hanno dimostrato che è possibile inchiodare i datori di lavoro – pubblici e privati – alle loro responsabilità quando le esposizioni professionali hanno portato a gravi malattie.
Prevenzione primaria, diagnosi precoce e giustizia: un cerchio che si chiude
La lotta all’amianto non si esaurisce con la bonifica degli ambienti. La prevenzione deve essere affrontata su più livelli. La prevenzione primaria prevede la rimozione dell’amianto dai luoghi di lavoro e dalle strutture pubbliche. La prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce e nelle cure più efficaci. La prevenzione terziaria, infine, riguarda il risarcimento dei danni subiti dalle vittime.
Questi tre livelli sono strettamente connessi: le sentenze che riconoscono il nesso tra esposizione professionale e tumore non solo danno giustizia alle vittime, ma richiedono interventi di bonifica nei luoghi ancora contaminati
Il riconoscimento del tumore professionale anche in presenza di fumo
«Il tumore del polmone incide per il doppio nel caso di esposizione all’amianto», sottolinea Bonanni, evidenziando come la coesposizione potrebbe essere un moltiplicatore di rischio.
Uno dei grandi risultati ottenuti nelle aule giudiziarie è il riconoscimento del tumore del polmone come malattia professionale anche nei casi in cui il lavoratore fosse fumatore. Il fatto che ci sia una co-esposizione con l’amianto rende il datore di lavoro responsabile e obbligato al risarcimento.
Questo principio è ormai consolidato da diverse sentenze e rappresenta un baluardo nella lotta per i diritti delle vittime dell’amianto. Le implicazioni non sono solo legali, ma anche sanitarie e ambientali: obbligano a intervenire con urgenza nei luoghi ancora contaminati, come scuole e ospedali.
Verso un futuro senza amianto
La battaglia dell’ONA continua e si evolve. L’informazione, la prevenzione e la giustizia sono gli strumenti fondamentali per costruire un futuro libero dall’amianto e più sicuro per tutti. Il mesotelioma – tumore sentinella dell’esposizione a questa fibra altamente pericolosa – resta un indicatore da monitorare costantemente.
L’Osservatorio Nazionale Amianto si impegna non solo a ottenere risarcimenti, ma a promuovere una cultura della salute che parta dalla conoscenza e arrivi fino alla giustizia. E la strada, anche se lunga, è ormai tracciata.
Invitiamo pertanto a visionare la nuova puntata video con intervista all’Avv. Ezio Bonanni au ONA News.
Irlanda del Nord (Foto free di Ian Patterson da Pixabay)
L’allarme ambientale lanciato da BBC News NI
In Irlanda del Nord, le autorità ambientali si trovano a fronteggiare una crescente preoccupazione: dal 2019 a oggi si conterebbero ben 281 episodi di abbandono illegale di rifiuti contenenti amianto. A renderlo noto è stata un’inchiesta di BBC News NI.
Amianto: un materiale pericoloso solo se disturbato
L’amianto è oggi riconosciuto come materiale ad alto rischio per l’apparato respiratorio, specialmente quando le sue fibre diventano aerodisperse. Vietato in quasi tutto il mondo, la normativa in Irlanda del Nord prevede che la sua rimozione avvenga solo tramite operatori autorizzati e lo smaltimento in apposite discariche certificate per rifiuti pericolosi.
Il quadro tracciato dall’Agenzia per l’ambiente locale
La Northern Ireland Environment Agency (NIEA) ha ribadito che i crimini ambientali legati alla gestione dei rifiuti, in particolare quelli contenenti amianto, rappresentano ancora un grave pericolo per la salute collettiva e gli ecosistemi locali. Insieme agli episodi di abbandono abusivo, dal 2014 si contano in irlanda del Nord quasi 700 decessi correlati all’esposizione all’amianto. Inoltre il sistema sanitario ha già riconosciuto risarcimenti per oltre 40 milioni di sterline a favore di chi ha sviluppato patologie asbesto correlate.
I rischi della rimozione non professionale
La pericolosità dell’amianto aumenta notevolmente quando viene manomesso. E’ quindi essenziale che ogni operazione di bonifica sia condotta da personale formato, con strumenti adeguati e secondo rigidi protocolli di sicurezza. Qualsiasi intervento improvvisato può causare contaminazione e danni irreversibili, sia per le persone coinvolte che per l’ambiente circostante.
Il caso di Belfast e le polemiche sulla gestione
Nel luglio 2025, la questione in irlanda è tornata sotto i riflettori dopo che residui di amianto sarebbero stati scoperti all’interno di un falò non autorizzato nella zona sud di Belfast, tra Donegall Road e Westlink. La successiva bonifica ha comportato la rimozione di circa 20 chilogrammi di materiale sospetto da parte degli operatori ambientali.
L’accaduto ha suscitato forte indignazione tra i residenti, molti dei quali si sono chiesti come mai la presenza di amianto non sia stata rilevata e gestita preventivamente, prima dell’accensione del rogo.
Le parole del ministro Andrew Muir
Il ministro dell’Ambiente dell’Irlanda del Nord, Andrew Muir, avrebbe preso posizione in merito, difendendo l’operato dell’Agenzia ambientale. In risposta alle critiche sollevate da alcune forze politiche, Muir ha sottolineato che è in corso un’indagine penale sulla vicenda e ha accusato i detrattori di utilizzare il caso per fini polemici.
Il commento dell’ONA: “Serve un’azione internazionale coordinata”
Anche dall’Italia arrivano parole di preoccupazione. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni in prima linea per la difesa delle vittime dell’amianto in Italia, ha commentato così l’accaduto:
“Lemergenza amianto non conosce confini. L’abbandono illegale, se confermato, specie in aree densamente abitate, rappresenta un pericolo immediato per la salute pubblica. Serve un’azione coordinata a livello internazionale per garantire bonifiche sicure, trasparenza nella gestione e piena tutela delle persone esposte. La prevenzione – ha aggiunto – passa anche dalla responsabilità istituzionale e dalla sensibilizzazione dei cittadini.”
Conclude poi sottolineando l’urgenza di interventi strutturali: “Troppo spesso si interviene solo dopo che il danno è stato fatto. Occorre invece agire prima, con controlli efficaci, sanzioni reali e bonifiche mirate. La lezione dell’amianto non è finita, e ogni ritardo può costare vite umane.”
Le informazioni riportate si basano su fonti pubbliche; non si intende attribuire responsabilità specifiche.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.OkNoLeggi di più