10.1 C
Rome
venerdì, Maggio 1, 2026
Home Blog Page 515

L’amianto non risparmia neanche i fotografi

Amianto
Amianto

Fotografi: malattia professionale per il Sig. Pierleonzio Caliaro

L’amianto può essere pericoloso anche per i fotografi.Amianto Pierleonzio Caliaro affitta un locale per il suo laboratorio per fotografi, non sa che il tetto è ricoperto di amianto. Interpella l’Avv. Ezio Bonanni che gli consiglia la sorveglianza sanitaria. Attraverso la Dott.ssa Paola Calvaresi, uno dei medici dell’ONA, viene sottoposto a dei controlli sanitari e viene diagnosticato un cancro al polmone da amianto al primo stadio. Viene sottoposto ad operazione chirurgica e il tumore è stato estirpato.

Per ora è salvo. L’INAIL ha riconosciuto che questo cancro polmonare è stato causato dall’amianto presente nel locale per fotografi che il Sig. Pierleonzio Caliaro aveva affittato per svolgere la sua attività professionale.

‘Lo ricordo, Pierleonzio Caliaro, è arrivato a Roma presso la sede ONA tutto trafelato. Aveva chiesto alla ASL di Vicenza lumi circa il rischio legato alle fibre di amianto che ha inalato perché presente nel locale per fotografi preso in affitto. Ma era ignaro di essere malato di cancro. Sembrava essere in buona salute. Gli ho detto di rivolgersi ad un medico ONA, uno dei tanti nostri volontari, e abbiamo chiamato la Dott.ssa Paola Calvaresi che si è resa subito disponibile, e ha prescritto gli accertamenti da fare, e questa volta ce l’abbiamo fatta. Diagnosi del cancro ed estirpazione perché al primo stadio, senza metastasi, e anche l’INAIL si è dovuto arrendere e ha riconosciuto la rendita e ora questo sventurato si avvia al pensionamento. Chiediamo maggiore attenzione da parte degli organismi pubblici, sorveglianza sanitaria e responsabilità di chi affitta locali che hanno materiali di amianto al loro interno’ – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Le dichiarazioni del Signor Caliaro

Il Sig. Pierleonzio Caliaro dichiara: ‘Non è soltanto una mia vittoria, ma il segno dell’importanza dell’opera dell’Osservatorio Nazionale Amianto che se non ci fosse dovrebbe essere costituito, prima di tutto dallo Stato. Non si possono lasciare milioni di cittadini esposti all’amianto, ignari e inermi. Sono stato un fotografo di professione eppure mi sono ammalato di cancro polmonare da amianto. Infatti, ho affittato un locale che ho adibito a laboratorio, ma non sapevo che tra i materiali c’era anche l’amianto e per fortuna sono stato avvisato dall’Avv. Ezio Bonanni del fatto che l’amianto, anche se fosse a basse dosi, provoca comunque anche il cancro al polmone. L’insorgenza del tumore al polmone, causata dall’amianto, è stata diagnosticata anche grazie all’attenta e scrupolosa analisi di uno dei medici volontari dell’Associazione, la Dott.ssa Paola Calvaresi.

“Chiediamo una maggiore attenzione da parte degli organi di controllo, e l’obbligo di bonifica. Nei prossimi mesi l’ONA nella citta di Vicenza avvierà ulteriori azioni per il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e per la costituzione delle rendite Inail di coloro che risulteranno aver contratto delle patologie. E’ necessaria oltre la bonifica anche la sorveglianza sanitaria”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che dal 2008 tutela i familiari e i cittadini esposti ad amianto.

Nel 1991, il Sig. Caliaro ha affittato un locale di circa 250 mq nell’hinterland di Vicenza, per potervi creare la sede della sua azienda: uno studio grafico e fotografico.

Gli effetti sui fotografi della fibra killer

Per circa 18 anni questo locale è stato per lui, per sua moglie e per i suoi due figli come una seconda casa, ignorando completamente la presenza di un altro “ospite”: l’amianto, questo killer silenzioso che quotidianamente si faceva spazio nella vita di questa famiglia.

Passando all’interno dello studio la maggior parte del tempo, l’intera famiglia, inconsapevolmente, è stata esposta ad un grave rischio per la propria salute.

Come citato dal Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, anche “una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma”. Ma, oltre al mesotelioma, sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago).

Il tumore al polmone può essere causato da basse dosi, o presunte tali

La prima avvisaglia di malattia risale al 2009 quando, in seguito ad alcune infiltrazioni d’acqua all’interno del locale, con annesse polveri “sospette”, il Sig. Caliaro tramite l’ufficio ambiente dell’Associazione Artigiani ha richiesto che questo materiale venisse analizzato tramite un laboratorio specializzato. I risultati hanno parlato chiaro: il 5% di quelle polveri era composto da amianto. Il locale è stato dichiarato inagibile nel successivo 2010.

Consapevole dei rischi e della pericolosità alla quale sia lui che la sua famiglia erano stati esposti, tutti cominciano a sottoporsi a controlli periodici presso l’Ospedale e gli ambulatori di Vicenza fino al 2013 quando al Sig. Caliaro viene diagnosticato un nodulo ai polmoni che dopo 3 anni (nel 2016) si è trasformato in un tumore al polmone.

Un calvario durato quasi 7 anni, cioè da quando è stata scoperta la presenza di amianto sul tetto dello studio, anni fatti di preoccupazione e controlli che purtroppo hanno portato ad un esito a cui nessuno avrebbe mai voluto giungere.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Foto: il Sig. Caliaro Pierleonzio

“Sono molto soddisfatto di questo risultato ottenuto grazie all’ONA. Io e la mia famiglia abbiamo vissuto e stiamo vivendo un vero e proprio calvario e il semplice fatto di vedere riconosciuto un mio diritto mi fa tornare a sperare. Sono stati anni bui e angoscianti dove noi, una volta individuato il pericolo a cui siamo stati esposti, abbiamo cominciato a fare delle ricerche su internet per cercare qualcuno che potesse informarci su tutti i rischi e assisterci. E’ così che ho conosciuto l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni che mi hanno messo subito in contatto con la Dott.ssa Paola Calvaresi, Medico Volontario dell’ONA che fin da subito aveva capito la gravità della mia situazione”, dichiara il Sig. Pierleonzio Caliaro. “Il 23 febbraio 2017, a seguito della triste diagnosi di tumore polmonare ho subito un intervento importante e che, fortunatamente, sembra essere andato bene. Dovrò comunque continuare a fare controlli sperando che la malattia non si ripresenti. Ringrazio ancora la Dott.ssa Calvaresi e tutto l’ONA, in quanto è anche grazie alla loro assistenza se si è riusciti a prendere in tempo questo brutto. Un grazie anche ai medici del Reparto di Pneumologia di Vicenza che dal 2009 mi seguono. Ora sono seriamente preoccupato per mia moglie, alla quale è già stato diagnosticato un nodulo al polmone, ad oggi sotto controllo, e per i miei figli che adesso stanno bene ma come ben sappiamo gli effetti potrebbero vedersi anche tra 20-30 anni. Dove sono le istituzioni? Chi doveva vigilare e non l’ha fatto?”, conclude il fotografo vicentino.

Il Sig. Pierleonzio Caliaro è assistito legalmente, oltre che dall’Avv. Ezio Bonanni, dall’Avv. Francesco Buso, Foro di Vicenza, il quale dichiara “Insieme all’ONA continuiamo a sostenere l’importanza di una sorveglianza sanitaria più stretta e rigorosa”.

Orfana vittime del dovere: prestazioni ai figli non a carico

Roffeni vittima del dovere
Roffeni vittima del dovere

Un problema da non sottovalutare è quello che affronta ogni orfana vittime del dovere. Di vittime del dovere come il Sig. Tiraferri, il nostro paese ne ha viste molte. Stavolta, però, il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017, del 30.08.2017, condanna il Ministero della Difesa

Orfana vittime del dovere: prestazioni figlio non a carico

Il Ministero della Difesa deve corrispondere alla ricorrente l’assegno ex art. 2 L. 407/1998, nell’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege. Anche lo speciale assegno vitalizio nell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso del Sig. Roffeni Tiraferri Giovanni (20.08.2013)’.

Ha resistito sulla linea del Piave il Ministero della Difesa e la Marina Militare. In particolare, nel tentativo di rifiutare alla giovane Roffeni Tiraferri Renata le prestazioni di orfana di vittima del dovere. Quindi, l’assegno vitalizio ai figli, lo speciale assegno vitalizio, e la speciale elargizione con equiparazione alle vittime del terrorismo.

Il tutto perché non era a carico del padre, quando si è ammalato ed è deceduto per mesotelioma da amianto. La ricorrente lavorava, salvo poi dover abbandonare la sua attività per assistere il genitore, morto tra atroci dolori, ancora in giovane età (60 anni al momento della morte).

Orfana vittime del dovere: la storia della Sig.ra Tiraferri

La giovane Renata è rimasta orfana a 28 anni. Con il cuore straziato per la morte del padre e si era sentita dire dalla Marina Militare che non le spettava nulla, nonostante il padre fosse stato riconosciuto come vittima del dovere. Da qui la necessità dell’azione giudiziaria condotta dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha chiesto ed ottenuto non solo l’accoglimento della domanda, e quindi la liquidazione delle prestazioni quale orfana di vittima del dovere, ma anche l’equiparazione ai fini previdenziali alle vittime del terrorismo.

Quello che più rileva e colpisce nella motivazione del Giudice del lavoro del Tribunale di Salerno, nella sentenza del 30.08.2017, è la equiparazione alle vittime del terrorismo, che vale anche per i figli non a carico. Infatti, si legge nella sentenza, ‘con la legge 147/2013 le vittime del dovere sono equiparate a quelle del terrorismo’. Accolte le tesi dellAvv. Ezio Bonanni e sbaragliate le posizioni e le resistenze dell’Avvocatura Generale dello Stato. Inoltre, Renata, ha diritto a poter usufruire del prepensionamento di 10 anni.

Le parole dell’Avv. Bonanni e della Dott.ssa Renata Roffeni

Non riesco a comprendere per quale motivo ci sia tutto questo accanimento del Ministero della Difesa e della Marina Militare. Non si riconoscono i diritti degli orfani delle vittime del dovere, ovvero, di coloro che sono deceduti per malattie asbesto correlate.

Come per il caso della Dott.ssa Roffeni Tiraferri Renata, il cui genitore aveva prestato servizio su due sommergibili, acquistati dagli Stati Uniti, imbottiti di amianto. Gli hanno tolto la vita in giovane età. Ora, il Tribunale di Salerno ha reso giustizia, e, oltre a riconoscere la qualità di orfana di vittima del dovere, ha equiparato la sventurata ragazza ad orfana di vittima del terrorismo.

Spero che questa ulteriore sentenza, che si aggiunge a quella del Tribunale di Cagliari del 2016, basti all’Amministrazione per smetterla di avere questi comportamenti. Lo ha ribadito anche la recente relazione (19.07.2017) della Commissione di Inchiesta della Camera” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ringraziamenti della Sig.ra Tiraferri e l’impegno nell’ONA

“Voglio ringraziare l’Avv. Ezio Bonanni per il risultato conseguito, è stato proprio grazie alla sua tenacia che ho potuto intraprendere questa azione giudiziaria di tutela dei miei diritti ed ottenere quindi il riconoscimento di orfana di vittima del dovere e l’accredito delle prestazioni previdenziali con equiparazione alle vittime del terrorismo. Il mio impegno, nell’Osservatorio Nazionale Amianto, proseguirà per permettere a tutti i figli orfani di ottenere il riconoscimento dei loro diritti a carico dell’Amministrazione dello Stato” – dichiara la Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri.

La strage dell’amianto nella Marina Militare

Il V Rapporto RENAM fa riferimento, per i soli casi di mesotelioma nella Difesa, a 621 casi, pari al 4,1% (fino al 2011). La punta dell’iceberg rispetto al più elevato numero di casi, che deve tener conto anche delle altre patologie.

Successivamente, nel VI rapporto mesoteliomi, sono stati censiti 830 casi, di cui 570 nella Marina Militare. A testimonianza del fatto che il fenomeno epidemico prosegue a tutt’oggi e se ne fa riferimento anche nella relazione finale della relazione finale della Camera di Inchiesta della Camera dei Deputati. Adesso i dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

Sviluppi giudiziari sulle vittime del dovere (30.12.2019)

La Corte di Appello di Genova accoglie il ricorso dell’Avv. Ezio Bonanni e condanna il Ministero della Difesa a costituire le prestazioni previdenziali delle vittime del dovere in favore di orfana non a carico fiscale. Con la storica sentenza, la Corte di Appello di Genova mette il punto sulla questione: anche gli orfani non a carico fiscale hanno diritto alle prestazioni di vittima del dovere, oltre che al risarcimento dei danni sia quelli subiti dalla vittima, che quelli subiti direttamente.

La Corte di Appello di Genova condanna il Ministero

Riconosciuti i benefici di vittima del dovere alla Sig.ra Lorenza Garosi, figlia di un ex marinaio deceduto a causa dell’esposizione amianto.

La Presidente della IV Sezione Lavoro della Corte di Appello di Genova, Dott.ssa Alessandra Scarzella, ha condannato il Ministero della Difesa a pagare, in favore della Sig.ra Garosi, orfana di vittima del dovere, l’assegno vitalizio nella misura mensile di €500,00 e lo speciale assegno vitalizio di €1.033,00.

La Commissione d’Inchiesta: strage di militari

Pag. 18 della seconda relazione della Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito e altri rischi si legge:

“Secondo quanto comunicato dalla Difesa, nel comparto si sarebbero verificati 126 casi di mesotelioma; dai dati raccolti dalla Procura della Repubblica di Padova le malattie asbesto correlate a carico di dipendenti della Marina Militare sono state 1101, di cui 570 mesoteliomi pleurici”.

Assistenza ONA orfana vittime del dovere

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un Dipartimento che si prefigge di assistere il personale civile e militare che ha contratto malattie riconducibili al servizio svolto, per permettere loro di ottenere il giusto risarcimento.

Tutti i cittadini possono quindi consultare il sito ufficiale alla voce Dipartimento Forze Armate e Comparto Sicurezza.

ONA news tv: nuovo strumento di comunicazione dell’ONA

ONA news TV è il nuovo strumento di comunicazione istituito dall’Osservatorio Nazionale Amianto. L’associazione intende informare e formare i cittadini in merito ai rischi ambientali e sanitari che corre il nostro paese.

ONA News vittime del dovere: orfana vittime del dovere

Orfana vittime del dovere: ultimi aggiornamenti

La Corte di Appello di Salerno ha confermato la sentenza di condanna a carico del Ministero. Quest’ultimo ha, però, impugnato la sentenza in Corte di Cassazione. Nell’attesa che si pronunci la Suprema Corte, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni insistono perché si pronunci il Parlamento.

Nel corso dell’audizione dell’Avv. Ezio Bonanni presso la I Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, è stato posto sul tappeto questo problema.

Quello, in particolare, della resistenza del Ministero a riconoscere i diritti degli orfani se non a carico. Per questi motivi, l’ONA continua il suo impegno in sede giudiziaria.

Recentemente si è pronunciata sulla questione anche la Corte di Cassazione. Con l’ordinanza, Sez. 6 Num. 15224 del 2021, ha precisato che non ha, sul punto, ancora assunto una posizione definitiva.

Sempre la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con sentenza n. 11181/22, ha spiegato che gli orfani non a carico delle vittime del dovere (a differenza di quelli delle vittime del terrorismo), non hanno diritto ai benefici assistenziali.

Perciò l’Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua azione di tutela.
Perciò invita tutti gli orfani di vittima del dovere non a carico, a proseguire nelle loro richieste e ad impugnare le sentenze risultate negative.

Caso Rosignano, ONA: “Epidemia di mesotelioma in città”

Rosignano, ONA
Rosignano

Rosignano e il mesotelioma: picco di patologie denunciato dall’ONA

Infatti, risultano diagnosticati sette nuovi casi di mesotelioma in 2 anni a Rosignano Solvay. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti. Avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende ch si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni, e invece abbiamo 7 casi in 2 anni. Una media superiore a 30 volte quella nazionale.  E’ proprio il direttore ad intervenire per affermare che bontà sua la fabbrica ha portato ricchezza e non certo inquinamento.

«Ed allora, come mai c’è questa epidemia di mesotelioma tra i cittadini di Rosignano Solvay? È forse questo cancro una patologia infettiva? O invece è l’amianto utilizzato nel grande stabilimento Solvay? Su questo dovrebbe rispondere il direttore dello stabilimento e anche la ASL. Dovrebbe chiarire per quale motivo ha iniziato la sorveglianza sanitaria solo dopo che è stata citata in giudizio. E per quale motivo al Sig. Posarelli Romano, che aveva il cancro polmonare da amianto riconosciuto poi dall’INAIL come di origine professionale per l’amianto in Solvay, i medici della ASL hanno per lungo tempo diagnosticato una malattia infettiva?» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede una più attenta verifica epidemiologica sull’incidenza di patologie degenerative e neoplastiche tra gli abitanti della città e quindi il raffronto con il resto della regione ed inoltre chiede la verifica dei livelli di inquinamento.

Ci sorprende che ancora a tutt’oggi non ci sia una presa di posizione Solvay sul fatto che ci sia un’alta incidenza di casi di mesotelioma tra gli abitanti della città di Rosignano e, a maggior ragione, tra coloro che hanno lavorato nel grande stabilimento della multinazionale.

“Ci si dovrebbe preoccupare e chiedere come ci sono finite in mare tutte quelle tonnellate di sostanze tossiche”, dichiara Antonella Franchi, Coordinatore Nazionale ONA.

Proseguono le varie iniziative dell’Osservatorio

Proseguono intanto le iniziative dell’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso i diversi Dipartimenti, al fine di assistere dal punto di vista medico e legale tutti quei lavoratori e cittadini che, purtroppo, continuano ad ammalarsi di patologie asbesto correlate e altre patologie legate all’esposizione ad agenti tossico-nocivi presenti negli ambienti lavorativi.

Quindi, l’Osservatorio Nazionale Amianto prende posizione attraverso l’Avv. Ezio Bonanni sulla richiesta dei cittadini e del Dott. Claudio Marabotti, che compone quel pool di studiosi che nei mesi scorsi hanno svolto un’analisi statica relativa all’incidenza di patologie tumorale e degenerative nella bassa Val di Cecina volta a dimostrare il maggior tasso di mortalità tra coloro che hanno lavorato oppure hanno risieduto nei dintorni degli stabilimenti con utilizzo di cancerogeni.

Embargo contro i Paesi che continuano a utilizzare amianto

Amianto
Amianto

Embargo: misura richiesta dall’Osservatorio Nazionale Amianto

OMS: più di 100.000 decessi ogni anno per l’amianto, per i soli mesoteliomi e cancri polmonari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato tutti sul rischio amianto. Per eliminare le malattie amianto-correlate è necessario interromperne l’uso in quei paesi che non l’hanno ancora messo al bando ed evitare ogni forma di esposizione, anche nel corso della rimozione e bonifica; realizzare la diagnosi precoce, il trattamento e la riabilitazione delle vittime.

È questa la ricetta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che detta programmi nazionali per l’eliminazione delle patologie asbesto-correlate e la salute dei lavoratori.

Nel 2004, il cancro polmonare, il mesotelioma e l’asbestosi hanno provocato più di 107.000 morti e centinaia di migliaia di malati e, in Italia, almeno 6.000 decessi, così a salire negli anni successivi come recentemente messo in evidenza nel corso della conferenza stampa di presentazione del II Rapporto Mesoteliomi di ONA Onlus.

Le misure dell’OMS, organismo delle Nazioni Unite, non sono sufficienti per mettere fine a questa strage. Le esortazioni sono infatti timide ed inefficaci, occorre un embargo globale contro gli Stati canaglia, che fondano il loro sviluppo economico sulla concorrenza sleale e su prodotti con amianto, di pessima qualità e dannosi per la salute umana: è questa la ricetta dell’Osservatorio Nazionale Amianto che verrà inoltrata direttamente alle Nazioni Unite attraverso delegati presenti nello stato di New York, città presso la quale l’organismo ha la sua sede.

Tesi dell’ONA trova conferma nell’OMS

Le tesi dell’ONA hanno trovato autorevole conferma proprio nel massimo organismo internazionale di tutela della salute umana che, in riferimento al rischio amianto, afferma la necessità:

  • interrompere l’uso di tutti i tipi di amianto da parte dei paesi che ancora non lo hanno posto al bando;
  • sostituire i materiali di amianto con altri non dannosi per la salute umana;
  • utilizzo delle migliori misure cautelari in caso di presenza di amianto e/o nel corso della sua rimozione;
  • migliorare la diagnosi precoce, il trattamento, la riabilitazione sociale e medica delle malattie legate all’amianto e creando registri di persone con esposizioni passate e / o correnti all’amianto.

L’Oms ha chiaro il quadro del massiccio utilizzo dei materiali di amianto nei diversi settori e quindi quanto sia incipiente il rischio per la salute umana, che va ben oltre le principali forme di minerali (in particolare il crisotilo – amianto bianco, oppure gli anfiboli – crocidolite, amianto blu, amosite, amianto verde, actinolite, antofillite e tremolite).

Tutte le forme di amianto sono cancerogene per gli esseri umani, ivi compreso il crisotilo, tant’è vero che finalmente anche il Canada , uno dei maggiori produttori (che però negli ultimi tempi si era dovuto limitare all’esportazione), ha buttato la spugna e quindi ha dismesso tutte le attività di estrazione e produzione di crisotilo.

L’esposizione all’amianto, compreso il crisotilo, provoca cancro del polmone, della laringe e delle ovaie e anche del mesotelioma (cancro pleurico e peritoneale), cancro alle ovaie e al colon retto. L’esposizione all’amianto è anche responsabile di altre malattie come l’asbestosi (fibrosi dei polmoni) e le placche, l’ispessimento e l’effusione nella pleura.

Cancro professionale causato dall’amianto

Circa la metà delle morti da cancro professionale è stimata essere causata da amianto. Inoltre, si stima che diverse migliaia di decessi annualmente possano essere attribuiti all’esposizione all’amianto in casa.

Inoltre, c’è il potenziamento degli effetti tra amianto e fumo di sigaretta, quindi con effetto moltiplicativo di casi di cancro polmonare tra i fumatori esposti ad amianto (Boffetta), ed un potenziamento indotto anche dai metalli pesanti, tra cui il ferro.

La risoluzione 58.22 dell’Assemblea mondiale sulla prevenzione del cancro ha sollecitato gli Stati membri a prestare particolare attenzione per i tumori, attraverso la prevenzione primaria nei luoghi di vita e di lavoro, confermando la bontà del programma dell’ONA, centrato sulla prevenzione primaria, che l’Avv. Ezio Bonanni ha enfatizzato nel corso di diverse conferenze, tra cui anche quelle tenute negli Stati Uniti (Burligton, 2011, New York, 2011, Burlington, 2014).

Con la risoluzione 60.26, l’Assemblea mondiale della sanità ha chiesto all’OMS di elaborare e realizzare la campagna globale per l’eliminazione delle malattie legate all’amianto “… tenendo conto di un approccio differenziato per regolare le sue varie forme – in linea con gli strumenti giuridici internazionali pertinenti e le ultime prove Per interventi efficaci … “. Gli interventi a basso costo per la prevenzione delle malattie polmonari occupazionali dall’esposizione all’amianto sono tra le opzioni politiche per l’attuazione del ” Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili” (2013-2020), come approvato dalla sesta Assemblea in risoluzione WHA66.10 nel 2013.

Embargo per eliminare malattie correlate all’amianto

La censura più rilevante è rivolta ai paesi che ancora utilizzano il crisotilo e l’amianto in generale: si tratta di un’iniziativa timida ed inefficace perché gli Stati canaglia continuano ad utilizzare l’amianto senza alcuna precauzione per i lavoratori, si pensi alla Cina, al Kazakhstan, all’India e altri Stati. Occorrerebbe un embargo commerciale nei confronti di questi Stati ed evitare le importazione, così da evitare rischi per prodotti contaminati e soprattutto costituire un deterrente che colpisca il portafoglio di quelli che sono veri e propri criminali, animati dalla lobby dell’amianto, che privilegia il profitto alla salute umana” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’eliminazione delle malattie correlate all’amianto è particolarmente mirata ai paesi che ancora usano l’amianto crisotilo, oltre all’assistenza in relazione alle esposizioni derivanti dall’uso storico di tutte le forme di amianto.

L’Oms, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del lavoro e con altre organizzazioni intergovernative e la società civile, tengono delle iniziative del tutto velleitarie.

Inoltre, anche gli esiti della Convenzione di Rotterdam sono molto lacunosi.

Su Quotidiano Sanità vengono messe in evidenza tre criticità

Il primo ostacolo riguarda decisioni politiche nel contesto dell’incertezza scientifica. Ad esempio, il rappresentante di un paese, secondo quanto riportato dall’Oms, ha sostenuto che non esistono dati scientifici sufficienti per sostenere l’amianto nell’ambito della convenzione di Rotterdam. Questa obiezione secondo l’Oms riflette una mancanza di comprensione delle complessità del processo scientifico e della variabilità intrinseca di fattori che contribuiscono al rapporto tra esposizioni tossiche ed effetti delle malattie. Ci sono piccole differenze nei risultati di studi osservazionali sugli effetti dell’esposizione all’amianto.

Questi sono il risultato di complesse interazioni tra l’esposizione di amianto e fattori genetici, ambientali e sociali. La ricerca pubblicata in questo campo include studi condotti da laboratori che potrebbero avere un conflitto di interesse con l’industria dell’amianto. Questo complica ogni valutazione delle prove scientifiche. In pratica, una combinazione di diverse categorie di prove viene utilizzata per raggiungere decisioni politiche che proteggono le persone più vulnerabili. Il requisito proposto di consenso informato per l’uso del crisotile, aggiunge l’Oms, è basato su prove coerenti e affidabili da numerosi studi empirici e meccanici condotti da scienziati indipendenti.

Il secondo ostacolo è il ruolo delle valutazioni alternative nella selezione di materiali più sicuri utilizzati nei prodotti di consumo. Ad esempio, almeno due rappresentanti di paesi che si oppongono alla regolamentazione internazionale degli amianto-crisotili sostengono che materiali alternativi non sono stati sufficientemente testati per confrontare i rischi con la salute umana e con l’ambiente. Inoltre, è stato affermato che manca l’assistenza tecnica per i paesi che desiderano eliminare l’uso dell’amianto e sostituirlo con alternative più sicure. I metodi scientifici sviluppati per affrontare questo problema – inclusa la valutazione del ciclo di vita dei materiali e l’equivalenza funzionale – stanno lottando per fare confronti su caratteristiche molto diverse e potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente.

I metodi di valutazione devono anche confrontare una gamma di endpoint plausibili della malattia. Sebbene esistano legittime questioni scientifiche da risolvere con valutazioni alternative, queste non costituiscono, nel caso dell’amianto, motivi di bloccaggio delle procedure politiche che richiedono semplicemente il consenso informato. L’inclusione dell’amianto nell’ambito della Convenzione di Rotterdam aumenterebbe il ritmo della ricerca per scoprire materiali alternativi più sicuri e la loro adozione da parte delle industrie chiave.

Il terzo ostacolo nella traduzione delle prove scientifiche nella politica di prevenzione delle malattie, è la necessità di riconoscere i compromessi tra la sanità pubblica, lo sviluppo industriale, l’avanzamento economico, l’occupazione e l’autonomia politica. I rappresentanti dei paesi che si oppongono all’elenco dell’amianto sotto la Convenzione di Rotterdam riconoscono che questa inclusione non implica un divieto di produzione, ma sostengono che avrebbe un impatto negativo sul commercio internazionale e contribuirebbe alla disoccupazione. Senza il consenso politico, i regolamenti possono essere inefficaci poiché i detrattori identificano e utilizzano scappatoie e negoziazioni di backdoor per aggirare la politica internazionale.

Ciò è avvenuto, ad esempio, con i rifiuti elettronici tossici e la Convenzione di Basilea per il controllo dei movimenti transfrontalieri e lo smaltimento di rifiuti pericolosi. Tuttavia, i paesi in via di avanzamento riescono a sopportare la pressione per proteggere gli interessi economici a scapito della salute pubblica. Ciò è esemplificato, conclude, dall’attuazione dei regolamenti più sicuri dei prodotti di consumo della California dopo cinque anni di osservazione e dibattito che riguardano questi compromessi.

“Che cos’è il mesotelioma?”, ne parla l’Avv. Ezio Bonanni

Mesotelioma
Mesotelioma

L’avv. Ezio Bonanni e l’intervista sul mesotelioma

Il Mesotelioma è solo una delle tante patologie causate dall’amianto, purtroppo quasi sempre con esito infausto. Una “Epidemia Europea” che causerà nei prossimi 30 anni in Europa  un quarto di milione di morti solo tra i pazienti di sesso maschile esposti precedentemente (Peto et al., 1999)
.

La lunghissima latenza pre-clinica di questa neoplasia (fino a 50 anni!)  e la considerazione che l’esposizione attuale è tutt’altro che inesistente, rappresentano un sufficiente indizio in grado di far presagire che i dati epidemiologici citati siano purtroppo parziali.


In Italia circa 1800 persone ogni anno perdono la vita a causa del mesotelioma, che è solo la punta dell’iceberg, perché tante altre patologie sono provocate da questo killer, implacabile, che non ha una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla.

L’epidemia è in corso, e non risparmia nessuna regione italiana ed europea.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha assistito ed assiste tutti coloro che ne fanno richiesta.

Il caso di Casale Monferrato: produzione di amianto

A Casale Monferrato l’esistenza di un grande impianto per la produzione di manufatti di amianto ha determinato la comparsa di un progressivo aumento di mortalità per mesotelioma che ha raggiunto un’incidenza di 40 volte quella del resto del Piemonte e che sta, purtroppo, ancora aumentando.


Nella stessa area si è inoltre assistito ad un’estensione della mortalità non solo ai famigliari degli ex addetti (esposti a causa delle tute sporche portate a casa) ma alla popolazione generale.

Le condizioni di rischio sono estese a tutti i settori di attività, perfino alle forze armate e al comparto sicurezza, con progressivo aumento di mortalità per mesotelioma.


In Italia nel solo periodo dal 1945 al bando nel 1992, sono state prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, e ne sono state importate altre 1.900.885 tonnellate, che sono state utilizzate in oltre 3.000 applicazioni, determinando così più di 34.000.000 di tonnellate di materiali contenenti amianto, che sono in matrice compatta e alcuni milioni di tonnellate (si stima tra 5 e 6) in matrice friabile.

L’amianto è oggi ancora presente in molti edifici, pubblici e privati e nelle aziende.

Nelle scuole (2.400 hanno materiali contenenti amianto, con l’esposizione a rischio di circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non); cosi gli ospedali e gli altri edifici pubblici; e ancora i rotabili ferroviari, gli aeromobili e le navi, compresi i mezzi militari.

L’amianto è ancora presente, e quindi ci sono altre esposizioni, e ci saranno, purtroppo, per questo, altre patologie, ed altri decessi. Malattie e decessi, prevedibili ed evitabili, e per questo tanto più inaccettabili.

Le azioni e i servizi dell’ONA

Molte vite umane possono ancora essere salvate, con la prevenzione primaria, cioè evitando ogni altra esposizione al minerale killer, e con la diagnosi precoce, che permette un tempestivo intervento sanitario, prima di tutto chirurgico, e poi farmacologico. 

Tutti colori che sono stati esposti ad amianto e hanno subito dei danni, o temono di averli subiti, e desiderano ricevere informazioni ed assistenza medica e tutela legale, possono contattare l’Osservatorio nazionale amianto .

Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l’amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l’utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione dei prodotti che lo contengono.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il contenuto della monografia IARC, che avverte come al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro. 

Questo conferma le tesi del Prof. Irving Selikoff, che nel libro “Asbestos and disease” pubbilcato nel 1978 avverte come anche le basse dosi possono causare il mesotelioma.

Anche una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può causare il mesotelioma (trigger dose).

Mesotelioma: ottava causa di morte in Italia

Oggi, il mesotelioma è l’ottava causa di morte in Italia, sia negli uomini sia nelle donne. I dati  dell’ONA sono confermati dalla pubblicazione “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, che riporta 1900 casi di mesotelioma per il solo anno 2016 (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno per il 2011). I numeri sono in salita.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di tutti.

I casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, se si tiene conto di tutte le altre patologie che l’amianto provoca, il bilancio porta a stimare in più di 6.000 i decessi.

Per ogni caso di mesotelioma ne corrispondono due di cancro al polmone, e quindi altri 3500 decessi, che aggiunti a tutti gli altri in seguito alle altre patologie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche, asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie), giustificano queste stime.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, anche sulla base delle risultanze dell’ultima monografia IARC, ha chiesto ed ottenuto l’aggiornamento delle tabelle Inail, con l’inserimento di tutte le patologie neoplastiche nella lista 1, che ne fa presumere la loro origine professionale, e quindi un indennizzo da parte dell’Inail, ovvero il loro riconoscimento quale causa di servizio.

L’INAIL considera nella lista I (per cui c’è la presunzione legale di origine) asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore dell’ovaio, nella lista II (per cui l’origine lavorativa è di limitata probabilità): tumore della faringe, tumore dello stomaco, tumore del colon retto, e nella lista III (per cui l’origine lavorativa è possibile): tumore dell’esofago.

Nuovi approcci terapeutici per mesotelioma

Novità sulla terapia del mesotelioma, a cura del Prof. Luciano Mutti, titolare della Cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salfor di Manchester

Non ci sono dubbi che negli ultimi anni nuovi approcci terapeutici sono stati presi in considerazione per il trattamento del mesotelioma. Tra i fattori che influenzano l’efficacia dei nuovi agenti terapeutici e rendono questo tumore così unico e letale è l’esistenza di un complesso ed alterato microambiente. La “miglior” attuale opzione terapeutica permette di allungare la sopravvivenza di solo 2.7 mesi, e si basa su uno studio pubblicato dal nostro gruppo ben 16 anni fa. 

Quindi, dovremmo soffermarci a riflettere sul perché non sono ancora stati raggiunti significativi passi avanti dal punti di vista terapeutico.

La biologia del tumore

Sulla base della nostra esperienza di ricerca è molto più accurato basarsi sullo studio della biologia del tumore, soffermandosi sullo studio della genetica, dei processi cellulari e delle funzioni che rendono peculiari questo tumore in organismi modello, in linee cellulari prelevate dal paziente o utilizzando sistemi cellulari in 3D, favorendo il nostro impatto clinico.

Inoltre, utilizzare come obiettivo primario surrogati come la sopravvivenza libera da progressione di malattia non rispecchia il reale effetto clinico di nessun tipo di farmaco oncologico.

Il nostro scopo dovrebbe essere quello di estendere la sopravvivenza globale di più di tre mesi per il trattamento del mesotelioma.

Questo è particolarmente vero per i recenti studi sull’immunoterapia che ha mostrato un fallimento, nonostante il primario end point fosse la sopravvivenza globale ma soltanto un limitato numero di pazienti hanno potuto realmente beneficiare della terapia basata sull’utilizzo di inibitori del checkpoint immunitario.

L’approccio genetico per trattare il mesotelioma è attualmente in discussione e valutato poiché è considerato controverso dovuto al basso numero di mutazioni presenti nel mesotelioma. Noi crediamo che soltanto un più integrato ed equilibrato approccio permetterà di andare avanti e raggiungere significativi risultati clinici.

Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto tramite un coinvolgimento multidisciplinare di campi di studio come genetica, biochimica, ed immunologia. Una migliore compressione di come lo stroma potrebbe influenzare la risposta alla terapia ha recentemente acquistato importanza, offrendo nuovi bersagli terapeutici.

L’effetto del microambiente e della riprogrammazione metabolica offre uno scenario unico con potenziali e significative implicazioni terapeutiche per il mesotelioma.

I MicroRNA

Altri potenziali bersagli terapeutici sono i microRNA, piccole molecole di RNA non codificante dotate di una funzione regolativa, alterata in vari tumori, compreso nel mesotelioma.

Un nuovo studio clinico effettuato in collaborazione con ricercatori dell’università di Sydney ha permesso di portare in clinica un nuovo promettente approccio terapeutico basato sui microRNA.

Perciò sulla base di questi recenti studi, evidenze scientifiche stanno offrendo aspettative nuove ed inattese fino ad un anno fa.

Questi incoraggianti piccoli passi sono stati effettuati senza il coinvolgimento di case farmaceutiche ma grazie alla rete di collaborazioni che stanno permettendo di trovare punti deboli di questo incurabile tumore.

Nota dell’assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari. 

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Potrai acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione.

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail: avveziobonanni@gmail.com. 

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste. 

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.