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Presentazione del quaderno tematico ONA

Quaderno tematico
Quaderno tematico
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha il piacere di invitarLa alla presentazione “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”, che si terrà giovedì 07.09.2017, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, in Roma, presso la Sala ANIENE, Regione Lazio, via Cristoforo Colombo 212.

L’autore, Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha fortemente voluto la pubblicazione di questo quaderno tematico con l’intenzione di predisporre uno strumento con il quale le vittime ed i loro familiari possano districarsi in quella vera e propria giungla sanitaria e giudiziaria all’interno della quale si vengono a trovare coloro che sono colpiti da mesotelioma.

 Parteciperanno all’incontro:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
    • On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
    • On.le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.
  • Modera l’incontro la Dott.ssa Fabrizia Nardecchia, ufficio stampa ONA.

Per ulteriori informazioni puoi consultare anche l’apposita sezione sulle pubblicazioni ona, in cui oltre al quaderno tematico è possibile trovare tutte le pubblicazioni.

Per informazioni invece sui servizi ONA è possibile chiamare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Lavoratori esposti amianto: si ammalano anche i figli

Lavoratori esposti
Lavoratori esposti

L’Osservatorio Nazionale Amianto mette in guardia anche i familiari dei lavoratori esposti e chiede anche per loro una sorveglianza sanitaria:

Anche i familiari delle vittime dell’amianto che non hanno mai subito un’esposizione diretta con questo minerale killer possono contrarre patologie asbesto correlate”, lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto in seguito ad un’attenta e scrupolosa analisi delle segnalazioni pervenute.

L’amianto uccide da padre in figlio

Purtroppo gli stessi padri, rientrati a casa stanchi da lavoro, avevano lo stesso la forza di abbracciare e baciare le loro mogli e i loro figli, totalmente inconsapevoli del fatto che le loro tute da lavoro erano impregnate da fibre di amianto che sono state, quindi, riportate anche negli ambienti famigliari”.

Queste le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA Onlus).

Sarebbe necessario attivare anche per loro un protocollo di sorveglianza sanitaria, per cercare di prevenire quello che purtroppo per i loro padri non è stato possibile fare. Non si può sempre aspettare che il danno venga compiuto, bisogna prevenire”.

L’ONA ha riscontrato molti casi di mogli e figli di lavoratori esposti o ex lavoratori esposti. Questo anche se le vittime non hanno mai avuto alcun tipo di contatto diretto con l’amianto. Si sono ugualmente ammalati e, alcuni di loro, purtroppo sono deceduti.

I riferimenti alla letteratura scientifica

L’Avv. Ezio Bonanni fa riferimento alla letteratura scientifica.

Così la monografia IARC:

At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur”, che corrisponde alla traduzione:

Al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro”.

Inoltre, il Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, in ordine all’esposizione a basse dosi, ha precisato: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162).

Quindi, egli afferma che una dose “straordinariamente piccola” di fibre di amianto, può costituire la scintilla che porta al mesotelioma, ovvero la c.d. trigger dose. Proprio per questo è necessario che le istituzioni intervengano per fermare questa carneficina.

Amianto in Italia e nel mondo: una minaccia ancora presente

Ricordiamo che l’amianto è ovunque. Dagli edifici pubblici a quelli privati, dagli ospedali alle tubature degli acquedotti. Ma, soprattutto, ad oggi, sono ancora 2.400 le scuole che pongono a rischio circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non docenti.

In Italia sono oltre 6.000, e 107.000 nel mondo, i decessi per via delle diverse patologie che l’amianto provoca. Neoplasie come mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio. Patologie infiammatorie come asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici ed, infine, anche complicazioni cardio-vascolari.

Il grido di Antonio Dal Cin, Coordinatore nazionale ONA

E’ arrivato il momento di fermare questa strage”, grida a gran voce Antonio Dal Cin, Coordinatore Nazionale ONA, “Basta giocare con la vita delle persone. È arrivato il momento che anche le vittime dell’amianto, equiparate alle vittime del terrorismo, ricevano la giusta attenzione e assistenza.

Io, malato di asbestosi, da anni mi faccio portavoce di tutti coloro che, a causa dell’esposizione all’amianto, sono costretti a vivere una vita sapendo che la loro aspettativa sarà nettamente inferiore rispetto alla norma e, al tempo stesso, limitante. Chi si trova nella nostra condizione comincia a morire giorno per giorno, una volta scoperta l’infausta diagnosi”.

Riomaggiore: primo Comune a beneficiare del bonus amianto

Amianto
Amianto

Riomaggiore: primo comune italiano a beneficiare dell’incentivo

“Riomaggiore è un esempio virtuoso: bene i contributi per la rimozione amianto”. Così dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Parco nazionale delle Cinque Terre ha stanziato i primi incentivi per rimuovere le coperture in amianto nei tre Comuni della zona.

La presenza di numerose vittime e familiari ci responsabilizza a dover proseguire e rende più efficace la nostra azione a La Spezia, come a Taranto, da Venezia fino a Gela.

In ogni angolo di questa nostra Italia deturpata dalla presenza di amianto, ancora in 40 milioni di tonnellate, che sta provocando migliaia e miglia di morti ogni anno, con un’epidemia che deve essere fermata.

Il Comune di Riomaggiore ha già approvato il regolamento sull’erogazione dei contributi, per eliminare e smaltire i materiali contenenti amianto sul territorio comunale.

Quali sono gli altri comuni che aderiscono al bando?

Sull’esempio di Riomaggiore, a breve seguiranno anche i Comuni di Vernazza e Monterosso.

Alle Cinque Terre, purtroppo, esistono ancora edifici con porzioni di coperture in amianto. Pertanto il Parco, al momento, ha stanziato 10 mila euro per il Comune di Riomaggiore che fornirà un sostegno economico in più ai privati e alle aziende, che dall’inizio di quest’anno, possono contare già sul contributo dello Stato.

Per il momento a Riomaggiore ci sono solo una decina di richieste per un totale di oltre 7 mila euro, mentre il Comune ha deciso di mettere a disposizione un contributo di 1.000 euro a fondo perduto ad unità famigliari, per lo smaltimento amianto.

I privati possono accedere anche ad incentivi fiscali statali per le ristrutturazioni delle case ed ottenere le detrazioni fiscali per la bonifica dell’amianto. L’importo della detrazione è pari al 50% delle spese sostenute fino ad un ammontare di 96 mila euro.

Riomaggiore: dati della strage nella regione Liguria

La Liguria ha fatto registrare 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

La Spezia, dal 1994 al 2008, ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città della provincia di La Spezia figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Quali sono le altre malattie da amianto?

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: tumore polmonare, tumore alla laringe e all’ovaio, tumori del tratto gastrointestinale, faringe, stomaco e colon.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

L’ ONA è al fianco di tutte le vittime amianto per la diagnosi, terapia, cura dell’asbestosi e per la tutela dei loro diritti, con professionisti e volontari che sono al tuo servizio 24 ore su 24. 

 

Antonio Dal Cin: Le fibre di amianto viaggiano in treno

Antonio Dal Cin, ruggito, finanziere
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale ONA, ex militare delle Fiamme Gialle, indomito nonostante l’asbestosi pleurica, trova la forza in questa torrida estate per vincere anche la dispnea ed affanno, dovuti alle fibre killer di amianto, che gli hanno reso i polmoni più duri del cemento, e quindi flagellato il cuore (cuore polmonare).

Antonio Dal Cin, interviene il finanziere condannato a morte

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, è legale di molte vittime per amianto tra i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, e loro familiari.

Il Presidente ONA ha lanciato e continua a lanciare l’allarme, per l’alto numero di casi di mesotelioma, cancro al polmone e agli altri organi delle vie aeree e per patologie fibrotiche, tra coloro che hanno lavorato nel settore dei rotabili ferroviari.

Lo ricorda, Antonio, quando legittimamente si chiede come sia possibile che l’Amministrazione Guardia di Finanza non fosse a conoscenza dei “vagoni della morte” lasciati in sosta su binari tronchi ed esposti alle intemperie.

Vagoni lasciati anche nei pressi della Dogana di Fernetti (TS) – Sezione doganale di Prosecco (TS), a breve distanza dall’allora Brigata, odierna Compagnia della Guardia di Finanza di Prosecco (TS).

Presa visione delRapporto Informativo redatto nei suoi confronti dalla Guardia di Finanza di Prosecco (TS), e quindi richiama l’attenzione, non solo delle Ferrovie dello Stato, ma anche la Guardia di Finanza, sul rischio amianto.

Questi vagoni ferroviari sono sopravvissuti a coloro che vi hanno lavorato all’interno. Le fibre di amianto che vi si sono sprigionate hanno ucciso con il mesotelioma, il cancro polmonare, il cancro alla laringe, il cancro alla faringe, il cancro al fegato, il cancro al colon retto, alle ovaie, oltre alle asbestosi e placche pleuriche.

Niente e nessuno sono stati risparmiati da questo killer, ed Antonio dal Cin è uno degli ultimi che ancora resiste, riconosciuta la sua patologia come causa di servizio, e in attesa che venga definita la procedura di riconoscimento di vittima del dovere.

La storia di Antonio e della sua famiglia

Ha due figli piccoli, Antonio, il piccolo Matteo di 4 anni, Anna di 10 anni, ed è ancora giovanissima anche la moglie, la Sig.ra Monica, e spera di non lasciarli così in tenera età e la vedova inconsolabile.

Era appena nato Matteo, e già il padre era in gravi condizioni di salute, poi le cure del dipartimento ONA di Ricerca e Cura del Mesotelioma, hanno fin ora evitato che l’ asbestosi si trasformi in mesotelioma o in altro cancro mortale.

Quindi, Antonio lotta, come Davide contro Golia. Perchè le fibre di amianto, anche se invisibili all’occhio nudo bucano i polmoni e arrivano alla pleura e scatenano quel terribile cancro che è il mesotelioma.

Eppure la presenza di questi vagoni ferroviari, veri e propri “untori di morte”, ha costituito delle vere e proprie violazioni poste in essere da parte delle Ferrovie dello Stato. Violazioni comprovate dai sequestri operati dalla magistratura su tutto il territorio nazionale.

Dunque, non può essere revocato in dubbio che in molte stazioni ferroviarie del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, hanno sostato dei convogli carichi di amianto, in attesa di essere inviati verso i Paesi dell’Est Europa in violazione della Legge 257/92.

Infatti, il 23 maggio 1994 esplode la “bomba amianto” tra le Stazioni FF. SS. di Camposampiero (PD), Gorizia, Prosecco (TS) e Villa Opicina (TS) su ordine dell’allora Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova Dott. Angelo Risi, vengono sequestrate un centinaio di carrozze “avvelenate”, e dirette alle ferrovie Ucraine e Bulgare, vista l’ipotesi di un trasporto illegale di quei vagoni all’estero, vietato in Italia dalla Legge 257 del 1992″.

L’isochimica e la scoibentazione dei vagoni contaminati

Occorre anche precisare che diversi vagoni ferroviari sono stati decoibentati presso il sito Isochimica di Avellino.

Successivamente gli stessi vagoni sono stati trasferiti anche in Veneto e lo conferma la Sentenza della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Veneto, n°934/08.

Infatti, la Corte Dei Conti ha accolto le domande di prepensionamento dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato ed attesta che effettivamente le carrozze ferroviarie lavorate ad Avellino erano contaminate di amianto ed i ferrovieri nel Veneto rimanevano esposti oltre le 100 ff/ll, così da aver diritto al prepensionamento.

Per quanto sopra, Dal Cin ribadisce fortemente che questi vagoni ferroviari carichi di amianto sono stati dei veri e propri “untori di morte”. Questo perché hanno percorso in lungo e in largo per l’Italia, costituendo una vera e propria minaccia per la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente.

Questo è inaccettabile ed è il motivo per cui ha doverosamente inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Torino, all’attenzione del Procuratore Guariniello, e alla Procura della Repubblica di Avellino all’attenzione del Procuratore Dott. Cantelmo.

Partono le indagini difensive dell’avv. Ezio Bonanni

In seguito ad indagini difensive, l’Avv. Ezio Bonanni ha acquisito un documento che prova ulteriormente la presenza di rotabili con amianto nel sito di Prosecco (TS).

Luogo presso il quale Antonio Dal Cin ha esperito attività di servizio circondato dall’eternit, e da cui si evince chiaramente che nel marzo del 1996 le Ferrovie dello Stato, ammettono e documentarono (Tavola n 4 alla voce “Rotabili con amianto nel Friuli Venezia Giulia) “la presenza di n°44 rotabili accumulati presso la Stazione di Prosecco, Comune di Sgonico (TS).

La stazione di Prosecco aveva il primato per numero di rotabili per il sito in argomento, come altresì confermato nel Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica.

Antonio Dal Cin, oggi gravemente malato, ha continuato a lavorare senza essere informato sul rischio morbigeno per esposizione all’amianto e senza essere tutelato con idonei mezzi e strumenti.

La Guardia di Finanza non gli ha fornito alcuna protezione individuale, volta a ridurre al minimo sostenibile le probabilità di un danno conseguente a malattie professionali.

La salubrità dell’ambiente è un bene primario

Inoltre, non ha verificato periodicamente la salubrità dell’ambiente lavorativo, nel rispetto dei principi di tutela del lavoro e della salute (artt. 3, 4, 32, 35 e 36 Cost..

Ricordiamo che la salubrità dell’ambiente è un bene primario, che assurge a diritto fondamentale della persona ed impone una piena ed esaustiva tutela delle condizioni di vita, di ambiente e di lavoro.

È assurdo che le gerarchie superiori della Guardia di Finanza non sono a conoscenza di quanto sopra decritto. Respiriamo per vivere, non per morire. 

Non esitare a contattarci, l’ONA assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni.

Grazie alla nostra assistenza potrai ottenere la tutela dei tuoi diritti e il risarcimento dei danni subiti. 

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto.

Moria di pesci: rischi inquinamento anche per le persone

Inquinamento
Inquinamento

Il Sindaco interviene per la tutela della salute pubblica

Antonio Dal Cin e Antonella Franchi sostengono l’impegno di Massimiliano Posarelli e chiedono al sindaco di Rosignano Solvay di agire per la prevenzione primaria: bloccare l’inquinamento per preservare la salute dei cittadini ed evitare gravi rischi per le persone.

“La morte scorre nell’acqua potabile delle tubature di amianto ed è somministrata dall’aria che respiriamo, con le fibre killer che attraversano i polmoni e li trapassano, provocando il terribile male del mesotelioma, del cancro polmonare e degli altri cancri da amianto.

Ne so qualcosa, perché mio padre fu stroncato dal male dell’amianto quella mattina del 19 novembre 2010, quando mia madre lo ha trovato riverso sul divano di casa, ucciso per soffocamento.

Eppure da allora nulla si è fatto, la gente continua a morire e ora anche i pesci muoiono perché i veleni somministrati da questi industriali assassini uccidono.

Il Sindaco di Rosignano Solvay vuole estendere il divieto balneazione

Ma piuttosto, compia il suo ruolo! Tuteli la salute con la prevenzione primaria, che presuppone di non contaminare l’ambiente. Questo io chiedo per salvare vite umane e non solo i pesci del mare” dichiara Massimiliano Posarelli.

“Abbiamo appreso, almeno dai mezzi di informazione, che sarebbero state trovate tracce di ammoniaca e che l’Arpat annuncia nuove analisi. Ma dov’era l’Arpat fino ad ora? Perché sono morti questi pesci? Possono esserci gravi danni anche per le persone”.

C’è il rischio che le correnti trasportino questi pesci contaminati, che poi vengono pescati ed entrano nella catena alimentare dei cittadini, con conseguenti gravi danni per le persone, oltre naturalmente agli altri cancerogeni, allarme lanciato dal Dott. Marabotti con uno studio pubblicato in ambito internazionale.

E che cosa fa il Sindaco di Rosignano Solvay?

Perché non accoglie le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni di svolgere il suo ruolo di tutore della salute ed evitare queste contaminazioni a danno dell’ambiente?” dichiara Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale ONA.

Gli fa eco Antonella Franchi, anche lei coordinatrice ONA Nazionale e colonna portante dell’ONA nel territorio, una giovane donna coraggiosa, brillante ed intelligente che dedica parte del suo tempo ad un impegno, quello in tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, che è ammirabile e pregevole, tanto più in un contesto di rappresentati istituzionali incapaci di tutelare appieno la salute.

Infatti, Rosignano è tra le città che hanno il record di patologie asbesto correlate, in particolare mesoteliomi.

“C’è un’emergenza e cioè la moria di pesci che si sta verificando davanti le spiagge bianche e che è stata rilevata lo scorso 29 agosto: centinaia di esemplari sono stati trovati sulla battigia e al largo del Fosso bianco. Possono esserci gravi danni anche per la popolazione. Chiediamo di accertare chi scarichi in questo canale e che quindi si proceda.

Noi dell’Osservatorio Nazionale Amianto preannunciamo un’istanza di giustizia alla Procura della Repubblica di Livorno, che inoltreremo anche alla Procura Generale di Firenze perché vengano identificati coloro responsabili dello sversamento” dichiara Antonella Franchi.

Comunicazioni dei campionamenti dell’Arpat

Intanto l’Arpat ha comunicato i primi risultati dei campionamenti effettuati martedì sera, quando il Dipartimento di Livorno ha ricevuto la segnalazione dalla centrale operativa della Protezione civile. Come confermano dal Comune, sono state trovate tracce di ammoniaca in acqua. Martedì mattina i tecnici Arpat erano intervenuti in Solvay per un forte odore di ammoniaca, accertando che si era verificato un problema nei distillatori della sodiera. «Per il momento Arpat non ha fatto un collegamento di causa-effetto – dice l’assessore all’ambiente Daniele Donati – tra l’ammoniaca e la moria. Aspettiamo i risultati definitivi delle analisi anche sui pesci prelevati. È certo che, pure alla luce di quest’ultimo episodio, dovremmo cominciare a ragionare con gli enti del percorso di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) di allargare il limite del divieto di balneazione». Attualmente l’area interdetta alla balneazione va da 100 metri a nord a 100 metri a sud del Fosso bianco. «Fino al 2011 – aggiunge Donati – erano 50 metri, noi li abbiamo raddoppiati. Adesso col Ministero dell’Ambiente, la Regione, l’Arpat, gli enti preposti al percorso dell’Aia, penso che dovremmo verificare l’esigenza di ampliare ulteriormente la fascia di rispetto intorno allo scarico Solvay».

«Dopo aver effettuato un campionamento istantaneo allo scarico generale della fabbrica Solvay – si legge nel comunicato Arpat – verso le 21 per la ricerca del parametro ammoniaca e test di tossicità acuta, sono stati effettuati successivamente 6 campionamenti, 3 a sud e 3 a nord dallo scarico, di acqua di mare finalizzati alla ricerca del parametro ammoniaca, considerata la problematica verificatasi nello stabilimento martedì mattina. Durante il prelievo dei campioni di acqua di mare lungo la battigia, soprattutto nel tratto a sud dello scarico generale Solvay, sono stati rinvenuti pesci morti: lecce stella e muggini/cefali».