“Che cos’è il mesotelioma?”, Ne parla l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
L’Associazione è in prima linea nella difesa delle vittime e dei loro famigliari, nell’assistenza medica e legale.

mesotelioma
Localizzazione dei corpuscoli dell’asbesto negli organi dei lavoratori dell’amianto

Il Mesotelioma è solo una delle tante patologie causate dall’amianto, purtroppo quasi sempre con esito infausto. Una “Epidemia Europea” che causerà nei prossimi 30 anni in Europa  un quarto di milione di morti solo tra i pazienti di sesso maschile esposti precedentemente (Peto et al., 1999)
. Purtroppo la lunghissima latenza pre-clinica di questa neoplasia (fino a 50 anni!)  e la considerazione che l’esposizione attuale è tutt’altro che inesistente, rappresentano un sufficiente indizio in grado di far presagire che i dati epidemiologici citati siano purtroppo parziali.
In Italia circa 1800 persone ogni anno perdono la vita a causa del mesotelioma, che è solo la punta dell’iceberg, perché tante altre patologie sono provocate da questo killer, implacabile, che non ha una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla.

L’epidemia è in corso, e non risparmia nessuna regione italiana ed europea.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha assistito ed assiste tutti coloro che ne fanno richiesta.

A Casale Monferrato l’esistenza di un grande impianto per la produzione di manufatti di amianto ha determinato la comparsa di un progressivo aumento di mortalità per mesotelioma che ha raggiunto un’incidenza di 40 volte quella del resto del Piemonte e che sta, purtroppo, ancora aumentando.
Nella stessa area si è inoltre assistito ad un’estensione della mortalità non solo ai famigliari degli ex addetti (esposti a causa delle tute sporche portate a casa) ma alla popolazione generale. Inoltre le condizioni di rischio sono estese a tutti i settori di attività, perfino alle forze armate e al comparto sicurezza, con progressivo aumento di mortalità per mesotelioma.
In Italia nel solo periodo dal 1945 al bando nel 1992, sono state prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, e ne sono state importate altre 1.900.885 tonnellate, che sono state utilizzate in oltre 3.000 applicazioni, determinando così più di 34.000.000 di tonnellate di materiali contenenti amianto, che sono in matrice compatta e alcuni milioni di tonnellate (si stima tra 5 e 6) in matrice friabile.

L’amianto è oggi ancora presente in molti edifici, pubblici e privati e nelle aziende.

Nelle scuole (2.400 hanno materiali contenenti amianto, con l’esposizione a rischio di circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non); cosi gli ospedali e gli altri edifici pubblici; e ancora i rotabili ferroviari, gli aeromobili e le navi, compresi i mezzi militari. L’amianto è ancora presente, e quindi ci sono altre esposizioni, e ci saranno, purtroppo, per questo, altre patologie, ed altri decessi. Malattie e decessi, prevedibili ed evitabili, e per questo tanto più inaccettabili.

Molte vite umane possono ancora essere salvate, con la prevenzione primaria, cioè evitando ogni altra esposizione al minerale killer, e con la diagnosi precoce, che permette un tempestivo intervento sanitario, prima di tutto chirurgico, e poi farmacologico.

Tutti colori che sono stati esposti ad amianto e hanno subito dei danni, o temono di averli subiti, e desiderano ricevere informazioni ed assistenza medica e tutela legale, possono contattare l’Osservatorio nazionale amianto, telefonicamente al numero 0773663593, e per email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com

Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l’amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l’utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione dei prodotti che lo contengono.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il contenuto della  monografia IARC, che avverte come al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro (“At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” -), a conferma delle tesi del Prof. Irving Selikoff, che nel libro “Asbestos and disease” pubbilcato nel 1978 avverte come anche le basse dosi possono causare il mesotelioma:“the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162).

Anche una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può causare il mesotelioma (trigger dose).

Oggi, il mesotelioma è l’ottava causa di morte in Italia, sia negli uomini sia nelle donne. I dati  dell’ONA sono confermati dalla pubblicazione “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, che riporta 1900 casi di mesotelioma per il solo anno 2016 (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno per il 2011). I numeri sono in salita.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di tutti, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, se si tiene conto di tutte le altre patologie che l’amianto provoca, il bilancio purtroppo, porta a stimare in più di 6.000 i decessi che, purtroppo, l’amianto causa ogni anno solo nel nostro paese, poiché, per ogni caso di mesotelioma ne corrispondono due di cancro al polmone, e quindi altri 3500 decessi, che aggiunti a tutti gli altri in seguito alle altre patologie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche, asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie), giustificano queste stime.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, anche sulla base delle risultanze dell’ultima monografia IARC, ha chiesto ed ottenuto l’aggiornamento delle tabelle Inail, con l’inserimento di tutte le patologie neoplastiche nella lista 1, che ne fa presumere la loro origine professionale, e quindi un indennizzo da parte dell’Inail, ovvero il loro riconoscimento quale causa di servizio.

L’INAIL considera nella lista I (per cui c’è la presunzione legale di origine) asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore dell’ovaio, nella lista II (per cui l’origine lavorativa è di limitata probabilità): tumore della faringe, tumore dello stomaco, tumore del colon retto, e nella lista III (per cui l’origine lavorativa è possibile): tumore dell’esofago.

Novità sulla terapia del mesotelioma, a cura del Prof. Luciano Mutti, titolare della Cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salfor di Manchester

Non ci sono dubbi che negli ultimi anni nuovi approcci terapeutici sono stati presi in considerazione per il trattamento del mesotelioma. Tra i fattori che influenzano l’efficacia dei nuovi agenti terapeutici e rendono questo tumore così unico e letale è l’esistenza di un complesso ed alterato microambiente. La “miglior” attuale opzione terapeutica permette di allungare la sopravvivenza di solo 2.7 mesi, e si basa su uno studio pubblicato dal nostro gruppo ben 16 anni fa.  Quindi, dovremmo soffermarci a riflettere sul perché non sono ancora stati raggiunti significativi passi avanti dal punti di vista terapeutico. Sulla base della nostra esperienza di ricerca è molto più accurato basarsi sullo studio della biologia del tumore, soffermandosi sullo studio della genetica, dei processi cellulari e delle funzioni che rendono peculiari questo tumore in organismi modello, in linee cellulari prelevate dal paziente o utilizzando sistemi cellulari in 3D, favorendo il nostro impatto clinico. Inoltre, utilizzare come obiettivo primario surrogati come la sopravvivenza libera da progressione di malattia non rispecchia il reale effetto clinico di nessun tipo di farmaco oncologico. Il nostro scopo dovrebbe essere quello di estendere la sopravvivenza globale di più di tre mesi per il trattamento del mesotelioma. Questo è particolarmente vero per i recenti studi sull’immunoterapia che ha mostrato un fallimento, nonostante il primario end point fosse la sopravvivenza globale ma soltanto un limitato numero di pazienti hanno potuto realmente beneficiare della terapia basata sull’utilizzo di inibitori del checkpoint immunitario.

L’approccio genetico per trattare il mesotelioma è attualmente in discussione e valutato poiché è considerato controverso dovuto al basso numero di mutazioni presenti nel mesotelioma. Noi crediamo che soltanto un più integrato ed equilibrato approccio permetterà di andare avanti e raggiungere significativi risultati clinici. Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto tramite un coinvolgimento multidisciplinare di campi di studio come genetica, biochimica, ed immunologia. Una migliore compressione di come lo stroma potrebbe influenzare la risposta alla terapia ha recentemente acquistato importanza, offrendo nuovi bersagli terapeutici. L’effetto del microambiente e della riprogrammazione metabolica offre uno scenario unico con potenziali e significative implicazioni terapeutiche per il mesotelioma. Altri potenziali bersagli terapeutici sono i microRNA, piccole molecole di RNA non codificante dotate di una funzione regolativa, alterata in vari tumori, compreso nel mesotelioma. Un nuovo studio clinico effettuato in collaborazione con ricercatori dell’università di Sydney ha permesso di portare in clinica un nuovo promettente approccio terapeutico basato sui microRNA. Perciò sulla base di questi recenti studi, evidenze scientifiche stanno offrendo aspettative nuove ed inattese fino ad un anno fa. Questi incoraggianti piccoli passi sono stati effettuati senza il coinvolgimento di case farmaceutiche ma grazie alla rete di collaborazioni che stanno permettendo di trovare punti deboli di questo incurabile tumore.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto  al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione.

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

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ONA Notiziario Amianto