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domenica, Settembre 13, 2026
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Amianto nelle abitazioni: la guida ONA per la rimozione

Amianto nelle abitazioni
Amianto nelle abitazioni

Bandisci l’amianto dalla tua abitazione!

Amianto: numero verde

Contatta l’Associazione al numero verde. Un nostro incaricato risolverà i tuoi problemi. 

L’ONA ti guida nei meandri della legislazione e dalla burocrazia per risolvere i tuoi problemi di amianto in casa.

Rischio amianto: prevenzione primaria

Le fibre di amianto, se inalate e/o ingerite, provocano l’insorgenza di diverse patologie. Fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie), e neoplastiche (mesotelioma, tumore polmonare, alla laringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon). Con tempi di latenza che possono raggiungere anche i 50 anni.

Prevenzione secondaria: l’ importanza della sorveglianza sanitaria

La prevenzione secondaria consiste nella sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini e lavoratori che sono esposti ad amianto e ad altri cancerogeni. In questo modo è possibile ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie e quindi assicurare migliori terapie e cure e maggiori chance di guarigione e sopravvivenza.

Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale; la sua incidenza è drasticamente diminuita a seguito dell’emanazione della legge che proibisce l’utilizzo dell’amianto (legge 257 del 1992), anche se l’INAIL, ancora nel 2008 e negli anni successivi, ha ricevuto una media di 800 segnalazioni ogni anno di nuovi casi di asbestosi, che ai 5 anni sono risultate per circa il 90% con esito infausto.

È riconosciuto il fatto che ultimamente l’attenzione pubblica è leggermente più concentrata sulla problematica dell’amianto nelle abitazioni, tuttavia in molti mostrano ancora una profonda confusione in merito all’argomento. Soprattutto quando viene trovato amianto nelle abitazioni.
L’amianto è stato messo al bando in Italia nel 1992, tuttavia risultano ancora moltissimi, troppi, i siti italiani contaminati. Dagli edifici pubblici alle abitazioni private e le conseguenze delle tardive operazioni di bonifica si riversano purtroppo sulla salute degli italiani.

Il danno asbesto anche a bassi dosi

L’amianto continua a spaventare ed a mietere vittime. Le polveri e fibre se respirate e ingerite sono altamente tossiche da provocare il cancro. Per questo motivo va evitata ogni forma di esposizione. Ribadendo ciò che da anni sostiene il professor Mutti: “l’unica fibra non dannosa è quella che non si respira”. Alla luce dei gravi danni alla salute che crea l’amianto asbesto, è possibile anche obbligare il vicino a rimuovere l’amianto con una denuncia amianto.

Le fibre di asbesto vengono inalate con una facilità incredibile, questo accade grazie alla loro struttura piccola e sottile (più di quella di un capello), le patologie che insorgono sono: mesotelioma, cancro ai polmoni, asbestosi, placche pleuriche e altri tipi di tumore come alle ovaie, faringe e laringe. Non trascuriamo però un dettaglio fondamentale, che le fibre vengono sprigionate soprattutto nel caso in cui l’oggetto in amianto sia stato danneggiato e sia in stato di decomposizione.

Gli italiani purtroppo si trovano ad affrontare spesso casi di amianto nelle abitazioni, iniziano così a sorgere importanti dubbi sulle giuste procedure da attuare per accertarsi che il materiale sospetto sia effettivamente amianto e per effettuare poi delle operazioni di bonifica. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha deciso di tracciare delle linee guida per aiutare tutti coloro che si ritrovano inaspettatamente in questa situazione.

Prima di dare inizio alle operazioni di bonifica ci sono tre punti fondamentali da tenere in mente:

  • Bisogna effettuare un’analisi visiva;
  • Bisogna effettuare un’analisi probabilistica;
  • Bisogna effettuare delle analisi di laboratorio.

Il primo punto è semplice, basta affidarsi all’intuito e alla propria capacità visiva, se può essere di aiuto ricordiamo che la maggior parte delle lastre e tettoie eternit presentano nella struttura le cosiddette onduline.

Legge 257 del 1992 e la messa a bando dell’amianto

Dopo di che occorre intuire se l’installazione del materiale è effettuata prima o dopo il 1992, questo aiuterà a capire il grado di pericolosità del materiale e in fine basterà effettuare dei prelievi e inviare i campioni in una struttura specializzata per ricevere la corretta valutazione.

Nel caso in cui venga accertata la composizione amianto del manufatto la normativa prevede che sia valutato lo stato di conservazione poiché in base alla Legge 257 del 1992 l’amianto è bandito dal Paese italiano tuttavia non esiste nessun provvedimento che obblighi la rimozione da parte del proprietario del sito contaminato o in linea generale.

È una materia delicata quanto controversa quella della legislazione amianto e siamo sicuri che nel corso del tempo qualcosa cambierà e riuscirà a chiarire le lacune presentate ad oggi. 

Il proprietario del sito contaminato è tenuto ad effettuare una segnalazione all’Azienda Sanitaria locale (ASL), che dovrà inviare una squadra di tecnici ad effettuare alcune analisi per determinare se effettivamente l’amianto presente può nuocere o meno all’ambiente circostante.

Ma ad occhio umano esistono dei dettagli sui quali puntare l’attenzione per capire se l’amianto presenta uno stato allarmante o meno? La risposta a questa domanda è positiva. 

Le superfici possono essere considerate deteriorate e quindi pericolose, quando sono presenti dei danni evidenti come: crepe, fessure e rotture sparse. Una volta accertato che la superficie risulta danneggiata e quindi pericolosa bisogna effettuare la bonifica, nel caso in cui risulta solo leggermente lesionata la normativa prevede comunque di segnalare e monitorare il sito.

Ma in che modo possiamo trovare l’amianto nelle abitazioni?

L’amianto presente nelle nostre abitazioni quasi sempre corrisponde a lastre ondulate chiamate anche onduline, che in gergo sono chiamate lastre di eternit. Prima del 1992 erano utilizzate moltissimo per realizzare tettoie e coperture per abitazioni, fabbricati destinati sia all’uso industriale che a quello civile.

Per bonificare le classiche tettoie ondulate la normativa vigente prevede: sovracopertura, incapsulamento oppure rimozione. Nel primo caso si sovrappone una copertura di materiale isolante, a quella già esistente, questa soluzione è adoperata nei casi in cui la copertura eternit riesca ancora a sorreggere ulteriore peso su di essa.

Nel secondo caso la superficie è trattata con prodotti coprenti, che bloccheranno la fuoriuscita delle fibrille di asbesto. In questo caso l’impresa chiamata per effettuare l’operazione sarà tenuta a rilasciare una certificazione.

Nell’ultimo caso si procede alla rimozione totale della tettoia e allo smaltimento del materiale amianto, che avverrà solo ed esclusivamente negli appositi centri autorizzati e per mano di ditte specializzate.

Come effettuare la procedura di bonifica?

Per effettuare una bonifica amianto occorre prima di tutto rivolgersi come già anticipato, ad una ditta specializzata. La ditta in questione dovrà essere iscritta alla categoria 10 dell’Albo delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti.

L’impresa prima di effettuare concretamente l’operazione dovrà presentare un “Piano di lavoro” all’ASL territorialmente competente. Le operazioni di bonifica potranno cominciare solo trascorsi 30 giorni dalla presentazione del suddetto piano.

Alla fine delle operazioni di bonifica bisogna che l’impresa rilasci la copa del FIR (Formulario Identificazione Rifiuto), attestante l’avvenuto smaltimento del rifiuto contenente amianto in una discarica autorizzata.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative:

mappatura in collaborazione con i cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle spese per la bonifica oltre alla decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati). Inoltre L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo Dipartimento “Bonifica e Decontaminazione, ha stipulato convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione.

Come comportarsi quando l’amianto è in proprietà altrui.

La presenza di materiale presumibilmente amianto in cattivo stato di conservazione può essere segnalata da chiunque abbia interesse nella salute della collettività. Ricordiamo che le fibre di amianto disperse nell’aria possono rappresentare un pericolo per tutta la comunità.

Nel caso in cui ci sia amianto nelle abitazioni altrui bisogna effettuare una segnalazione presso il Comune. Il Sindaco in quanto massima autorità sanitaria sul territorio è tenuto a gestire la segnalazione. Chiedendo supporto all’ASL che provvederà ad effettuare delle analisi per capirne lo stato.

Torniamo a sottolineare un aspetto importante, ovvero quello che dopo aver effettuato le analisi del materiale, l’ASL non è tenuta a bonificare il sito contaminato. Tanto meno può obbligare il proprietario a rimuovere l’asbesto.

Tuttavia la segnalazione dei siti contaminati spesso è ritenuta un’operazione poco risolutiva. Mentre risulta l’azione più utile per riuscire a realizzare una mappatura completa dei siti contaminati di tutto il territorio.

Potete segnalare la presenza di amianto anche presso l’ONA, vi basterà compilare il formulario che troverete proprio a questo link. Segnalare un sito contaminato non è mai stato così semplice, vi basteranno giusto 2 minuti e qualche click.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Una necropoli di AMIANTO

Amianto
Amianto

Sito archeologico contaminato di amianto

È accaduto in provincia di Agrigento, a Favara. L’ultimo episodio di inciviltà che vede contaminare una necropoli, sito archeologico con lastre di amianto e altri rifiuti.

La necropoli paleocristiana di contrada Stefano è un sito archeologico che sorge nella zona est di Favara, un comune in provincia di Agrigento.

Gli uomini dovrebbero tutelare e valorizzare le bellezze storiche del proprio paese invece la notizia di oggi fa raggelare il sangue. È stata rinvenuta proprio nella necropoli di Favara una discarica abusiva.

Un luogo che era destinato alla sacralità è invece divenuto simbolo del profano, rifiuti di ogni genere abbandonati a loro stessi all’interno dell’antico cimitero e la popolazione locale si dichiara indignata e preoccupata visto che tra quelle macerie di inciviltà, è presente anche un grosso quantitativo di amianto.

Oltre a testimoniare il poco rispetto nei confronti di se stessi, della propria storia e delle proprie radici, un’azione tanto riprovevole dimostra quanto gli italiani siano ancora poco informati sui rischi in riferimento alla manipolazione amianto.

L’amianto è un minerale cancerogeno che attacca facilmente l’organismo umano, provocando gravi patologie: asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, mesotelioma e cancro ai polmoni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto combatte da lungo tempo contro la problematica amianto, l’avv. Ezio Bonanni presidente ONA, promuove infatti come primo mezzo di contrasto la prevenzione e la conoscenza dell’argomento in questione.

Purtroppo ad oggi quella dell’amianto è una tematica trattata ancora con troppa superficialità, gli italiani sono troppo poco serrati sull’argomento e non conoscono il rischio in cui incombono.

Non è il primo caso di inciviltà di questo genere registrato in Sicilia o in Italia, proprio un paio di giorni fa in un altro nostro articolo abbiamo fatto riferimento ad un’altra notizia molto simile, mancante forse dell’elemento sacrale ma si trattava sempre di amianto abbandonato sotto agli occhi di tutti per strada.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto: Di Maio puoi fermare la strage

Di Maio
Di Maio

Appello a Luigi Di Mario, per tutelare meglio i lavoratori

Di Maio e il Movimento 5 Stelle hanno ottenuto un forte consenso elettorale dichiarando di voler governare con il cambiamento e soprattutto hanno sempre sostenuto di voler tutelare le vittime, prime fra tutte quelle dell’amianto e per questo hanno raccolto un enorme consenso elettorale.

Sono ormai trascorsi mesi dall’insediamento del nuovo Governo eppure tutto tace dalle autorità governative in ordine alla tutela delle vittime dell’amianto. Le vittime amianto infatti hanno trovato autorevole sostegno da parte dell’On.Le Luigi Di Maio nel corso della precedente legislatura tanto che il nuovo corso elettorale ha spazzato via le vecchie cariatiti che erano rimaste inerti rispetto al tema amianto e alla tutela del lavoro.

Di Maio

Ora che il Movimento 5 Stelle e il Presidente del Consiglio e lo stesso Vicepresidente On.Le Di Maio hanno il governo del Paese insieme con la Lega, le vittime dell’amianto rimangono in fiduciosi. 

«Non mi rimane molto da vivere perché la fibra killer sta per colpire ancora: i valori dei marcatori cancerogeni e l’affaticamento del mio cuore mi rendono ormai un morto che cammina, sta per suonare la mia campana. Per questo motivo, proprio perché non ho molto tempo mi rivolgo al Ministro Di Maio perché realizzi il Programma di Governo, in particolare la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro dove è presente amianto, per la tutela dei cittadini, tutti. Vorrei un mondo migliore senza cancro e con l’amianto sconfitto, in modo che la fibra assassina non possa uccidere ancora» – dichiara Antonio Dal Cin, finanziere eroe della lotta contro l’amianto e malato di asbestosi.

Le vittime dell’amianto nutrono forte fiducia nel Ministro Di Maio e sono convinte che manterrà le promesse elettorali, in particolare per quanto riguarda la tutela dei lavoratori e delle vittime amianto. 

Focus di approfondimento: I NUMERI DELLA STRAGE

L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie):

  • 900 di Mesotelioma;
  • 600 per Asbestosi;
  • 600 per Tumori polmonari.

L’amianto provoca anche altre patologie neoplastiche (il tumore della faringe, della laringe, dello stomaco, delle ovaie e del colon retto.

Spesso possono bastare anche esposizioni non elevate per provocare l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie tumorali asbesto correlate.

Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate si verificherà tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita.

In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni di amianto compatto ed 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Ci sono un milione di siti contaminati con amianto, di cui almeno 50mila siti industriali, e

40 siti di interesse nazionale.

Antonio Dal Cin, vince la causa e non finisce in strada

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin rischiava di perdere casa e finire in strada

Uno dei paradossi della giustizia italiana rischiava di portare Antonio Dal Cin in mezzo alla strada, e con lui la moglie e i due bambini.
Antonio Dal Cin, eroe della lotta contro l’amianto, ex militare della Guardia di Finanza che oltre a fronteggiare la fibra killer (amianto che gli ha procurato l’asbestosi), ha dovuto fare i conti anche con una temeraria azione esecutiva promossa da un istituto di credito, che però non ha nulla a che vedere con Antonio, del tutto estraneo al debito.
Notti insonni trascorse con la paura di restare in mezzo ad una strada con la moglie malata e due bambini in tenera età. Stessa condizione per sua sorella Nadia, due figli, di cui una minorenne. Antonio e Nadia proprietari dell’immobile, per un cavillo risultano proprietari per il 75%, per l’altro 25% debbono ottenere una Sentenza di usucapione.
L’istituto di credito con un blitz tentava la vendita prevista per l’11 settembre. Quì la furiosa risposta dell’Avv. Ezio Bonanni che assiste Nadia e Antonio Dal Cin, che si è rivolto al Giudice segnalando il grave rischio che correva l’ex militare in pericolo di vita, di essere addirittura scacciato di casa.

Antonio, vittima di asbestosi combatte ogni giorno contro la morte

Nonostante gli ostacoli il presidente ONA, segnalava al Tribunale che l’ex militare Antonio Dal Cin, lotta tra la vita e la morte. Antonio  ha contratto l’asbestosi, che gli ha compromesso la funzione respiratoria (deve respirare con la bombola di ossigeno), e anche quella cardiaca con rischio di arresto cardiaco e quindi decesso.
Antonio lotta continuamente tra la vita e la morte, è vittima del dovere a seguito di esposizione all’amianto e non merita questi trattamenti:
«Mi sono limitato a presentare un’istanza al Giudice dell’esecuzione per segnalargli il fatto che la procedura fosse quanto meno anomala poiché il Dal Cin non è debitore del creditore procedente che tenta di mettere in mezzo alla strada un uomo che ancorché giovane è già segnato nella sorte infausta dall’asbestosi mortale.
Bene il provvedimento di oggi che ha sospeso l’esecuzioni, dovuta anche alla tenacia e alla costanza del mio valido collaboratore David Caldarozzi» – dichiara Ezio Bonanni avvocato Cassazionista, difensore del sig. Antonio Dal Cin, che oltre ad essere il paladino delle vittime amianto, ha una lunga esperienza nella difesa dei cittadini contro lo strapotere delle banche e le loro pratiche aggressive.

Le dichiarazioni del Presidente ONA sul caso di Antonio Dal Cin

Antonio che commosso, apprende la notizia direttamente dall’avv. Ezio Bonanni dichiara:
«Prima di tutto ringrazio pubblicamente Ezio Bonnani, avvocato cassazionista, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori per essere riuscito ad evitare che due bambini piccoli restassero senza una casa in un momento di grande difficoltà per la mia famiglia. Desidero ringraziare l’uomo di straordinarie doti umane che mi è sempre stato vicino come il fratello che non ho mai avuto, tutelando così i mie figli e la mia famiglia e spingendosi ben oltre il suo ruolo professionale.
Lo ringrazio soprattutto per avermi sempre consigliato e per avermi messo a disposizione i medici dell’ONA. Mi ha dato così la possibilità di poter sperare in un futuro migliore. Non in ultimo, per avermi dato l’opportunità di donare al prossimo il mio tempo, così da sentirmi ancora vivo e non lasciarmi divorare dalla preoccupazione della morte annunciata. Grazie Ezio a nome della mia famiglia e di mia sorella Nadia. Oggi abbiamo portato a casa un importantissimo risultato, garantendo ancora una casa a nostri figli».

Nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere

L’ONA ha promosso una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere.

La  neonata associazione di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro evidenzia tra le sue finalità la tutela della salute. In particolar modo nei confronti del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Amianto: occupato il comune di Priolo

Priolo Gargallo
Priolo Gargallo

Occupato il Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Consiglio comunale straordinario della città di Priolo Gargallo, epicentro dell’epidemia di amianto in Sicilia e in Italia. Tutto tace nelle segrete stanze dell’amministrazione regionale e nazionale.

Anche il nuovo corso del governo gialloverde non turba gli interessi delle grosse multinazionali, che fanno profitto a Priolo Gargallo privilegiandolo alla salute umana.

Una condizione che l’ONA ha da tempo denunciato avendo ottenuto il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, l’accertamento giudiziale della Corte di Appello di Roma di tale condizione di rischio.

Il Sindaco di Priolo Gargallo, On.le Pippo Gianni, a partire dal gennaio 2011, ha sposato la causa dell’ONA e, in particolare, le poderose iniziative ivi assunte anche grazie alla collaborazione dell’iter territoriale, Sig. Calogero Vicario, saldatore e vittima di patologia asbesto correlata.

Passata la Legge Regionale Amianto nell’isola, tuttavia, le autorità regionali hanno in qualche modo anestetizzato la norma e così ancora oggi arranca il Muscatello di Augusta, altra città martire nel triangolo della morte (Augusta/Priolo/Siracusa, Ragusa e Gela).

Dove sono le autorità e il Governo Nazionale?

Le autorità regionali e gli esponenti del parlamento nazionale hanno disertato l’assise comunale convocata d’urgenza dal sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, nel consiglio straordinario del 6 settembre, provocando un moto di indignazione delle vittime, lavoratori malati, vedove e orfani.

«Dov’è il governo nazionale? Dov’è il governo regionale? Dove sono i nostri onorevoli del cosiddetto governo del cambiamento?» – dichiara una vedova presente presso il consiglio comunale: si riconosce, perché è vestita di nero e piange il marito da poco tempo deceduto per mesotelioma, dopo aver lavorato una vita nella manipolazione dell’amianto lì a Priolo Gargallo.

Insorge Salvatore Luca Campione, capogruppo di maggioranza presente in aula. L’aula è occupata dagli stessi consiglieri di maggioranza, i quali hanno la schiena dritta, come il loro sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, e non intendono piegarsi alle multinazionali e pugnalare alle spalle coloro che li hanno appena eletti.

«Come rappresentanti del popolo di Priolo meritiamo attenzione da parte delle istituzioni.

L’iniziativa di ieri era stata promossa nel tentativo di ricevere proposte utili alla risoluzione dei numerosi problemi ambientali presenti sul territorio. Ma questo non è avvenuto.

Il nostro è un grido d’allarme visto che a Priolo si muore di tumore e si muore giovane, per questo cerchiamo il massimo impegno da parte delle istituzioni» – dichiara il Sig. Campione.

Sosteniamo l’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo

L’Osservatorio Nazionale Amianto manifesta il pieno supporto nell’iniziativa e sostiene l’impegno dell’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, ex Parlamentale e membro del comitato tecnico scientifico ONA.

«L’ONA Siracusa sostiene l’iniziativa in quanto i problemi del petrolchimico non sono ancora stati risolti. È incredibile il fatto che il Petrolchimico di Siracusa pur essendo l’impianto più grande d’Europa, sia stato escluso dagli atti di indirizzo ministeriali per i benefici contributivi amianto.

Occorre maggiore impegno delle istituzioni, soprattutto da parte del Ministro del Lavoro. Ci auspichiamo che presto la loro attenzione venga rivolta ai lavoratori di Siracusa che continuano a morire abbandonati a loro stessi» – dichiara il sig. Calogero Vicario coordinatore regionale ONA Sicilia, presente anche lui durante l’occupazione dell’aula Consiliare.

Le conclusioni del Sindaco Dott. Pippo Gianni

Conclude poi il Sindaco, Dott. Pippo Gianni: «Sono fiero di questi giovani che ho al mio fianco, giovani forti e capaci, instancabili, che hanno deciso di prendere in mano un lavoro che ho iniziato trent’anni fa e che nessuno ha mai più portato avanti.

La lotta al diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente ha caratterizzato il mio percorso politico, portando avanti battaglie, progetti e programmi perché questi temi potessero avere il giusto riconoscimento attraverso delle leggi regionali, che portano il mio nome, e grossi contributi a leggi.

Questo luogo è soggetto ad abbandono, è un luogo massacrato di cui più nessuno ha il coraggio di occuparsi, ma abbiamo dimostrato di voler continuare a farlo noi iniziando, appena insediati ad incontrare i sindaci della “zona ad alto rischio ambientale”, i vertici del polo petrolchimico e l’ias, alla quale abbiamo chiesto un impianto di depurazione nuovo, tecnologico con
finanziamenti regionali.

Ciò che è accaduto ieri in questa aula ha evidenziato la volgare incapacità politica di chi viene qua, se viene, a parlare senza sapere.

Come ho ribadito più volte, non ho mai abbassato e mai abbasserà la testa quando devo difendere la salute dei miei cittadini e il territorio in cui vivono. La ricreazione è finita per tutti».

Sostegno da parte del Presidente Nazionale, Avv. Ezio Bonanni: «Sosteniamo l’iniziativa intrapresa dai consiglieri in contrapposizione alla mancata partecipazione delle istituzioni politiche e amministrative. Ancora una volta la cittadinanza, il territorio e anche i lavoratori, non ricevuto le dovute attenzioni e continuano a pagare in termini di diritti e salute».

Informiamo che è possibile seguire la diretta video di ciò che accade e ciò che è accaduto nell’aula occupata attraverso l’home page del nostro sito istituzionale.

Priolo Gargallo

Focus sulla strage di amianto in Sicilia:

Sono 1361 i casi di mesotelioma registrati in Sicilia dal 1998 al 2015. Di questi, 1049 sono casi certi, 61 sono mesotelioma probabili e 232 mesotelioma possibili.

Il picco, si è registrato nel 2010-2011, con 98 e 97 casi, Nel periodo 1998-2014 la provincia che ha avuto maggiori insorgenze di mesotelioma – come rileva il Registro siciliano dei mesoteliomi dell’assessorato alla salute, che sta terminando di definire il dato relativo al 2015 – è stata quella di Palermo, con 364 casi, seguita da Catania e Siracusa, con 247 e 201 casi.

Sono alcuni dei dati diffusi durante un’iniziativa organizzata dalla Cgil. “Il 60 per cento delle morti per asbestosi a Palermo sono legate all’esposizione all’amianto da parte di operai del Cantiere Navale di Palermo – dichiara Domenico Mirabile, responsabile Cgil medici Palermo – Per quanto riguarda la prevenzione, ancora si fa poco. La legge 10 obbligava i comuni a dotarsi di piani comunali sull’amianto.

Su 82 comuni del palermitano, solo 20 hanno approvato i piani”. Cantieri Navali: a Palermo sono già nove i processi, sette celebrati e due in dirittura di arrivo, istruiti in meno di 10 anni per un totale di 145 morti presso lo stabilimento di Fincantieri.

Quasi 400 le parti offese e solo 3 imputati: gli ex direttori dello stabilimento di Fincantieri. Sono i numeri della strage silenziosa avvenuta tra i bacini di carenaggio del cantiere, dove i lavoratori lavoravano senza le più elementari misure di sicurezza, come le mascherine, per evitare l’inalazione delle fibre di amianto.

Nel 1992 l’azienda ammise che c’erano stati 1.750 lavoratori esposti per oltre dieci anni al rischio amianto.