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Asbesto come amianto, la catastrofe era annunciata dal 1990

Asbesto
Asbesto

Il 19 maggio del 1990 “Medico e Paziente” pubblicava con la massima evidenza un articolo inchiesta dal titolo “Il rischio è professionale, ma non solo“. Facendo riferimento al GRAVE PROBLEMA creatosi negli USA, con allarmato riferimento all’Italia, anticipando di un ventennio quanto oggi si sta verificando nel Bel Paese. Forse nel frattempo non si è fatto abbastanza, non si è percepita per intero la dimensione del pericolo grave. A questo punto, vi lascio ad una attenta lettura ed alla riflessione …

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Il commento dell’avvocato Bonanni, presidente ONA

“La presenza di amianto In Italia è ancora un problema tragicamente attuale e di rilevante portata poichè affligge la nostra società per il rischio che questo cancerogeno rappresenta per l’incolumità della salute umana; è ormai nota la capacità di questa particolare fibra minerale di disperdersi e di rilasciare le sue pericolose fibre nell’ambiente, e di causare un reale e terribile rischio per la salute di tutti: lavoratori e cittadini, adulti e bambini”.

Incendio ad Anzio zona Padiglione probabile presenza amianto

Padiglione incendio amianto
Padiglione incendio amianto

Fiamme, fumi e la preoccupazione della popolazione locale. Questi sono solo alcuni dei fattori che vanno a ricostruire l’incendio scoppiato ieri 2 giugno all’interno di alcuni capannoni a Anzio. Il rogo è esploso nella zona Padiglione all’interno di due stabili abbandonati ormai da tempo e che da molto sollevavano polemiche tra gli abitanti della zona.

È scoppiato il 2 giugno incendio ad Anzio, zona Padiglione

I capannoni sorgevano nelle vicinanze della Colgate Palmolive, nota azienda produttrice di prodotti per l’igiene personale. Alla luce dell’accaduto anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ha espresso la sua opinione in merito, dichiarando:

“Con molta probabilità le coperture del capannone che ha preso fuoco contenevano amianto. Per Questo, invito per precauzione  i cittadini che abitano le zone limitrofe, a tenere chiuse le finestre e ad utilizzare molta acqua nei prossimi giorni. Importante è rimuovere i residui , secondo i protocolli tecnici, per evitare altre dispersioni. Altrettanto importante la bonifica degli altri siti contaminati. Non a caso il sindaco di Anzio Candido De Angelis ha emesso una delibera che impone la bonifica dei materiali di amianto. Tutti dobbiamo ispirarci al principio di precauzione”.

Sono accorsi sul posto ben due autobotti dei vigili del fuoco, una macchina della polizia locale, i carabinieri e l’assessore all’ambiente e vice sindaco Danilo Fontana. Per il momento l’incendio, sembra essere sotto controllo ma attendiamo ulteriori aggiornamenti.

I servizi di assistenza ONA vittime del dovere

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per     esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.assistenza ona

L’ONA in trincea come nel caso EcoX

L’Osservatorio Nazionale Amianto nella figura del suo presidente l’avvocato Ezio Bonanni, si è sempre esposto in prima linea nei casi di questo genere. Ricordiamo infatti il ruolo chiave di Bonanni durante il disastro dell’EcoX di Pomezia.

Rose: via alla bonifica grazie al contributo di ONA Cosenza

ONA Cosenza
ONA Cosenza

Sono partiti lo scorso 21 maggio i lavori per effettuare la bonifica dell’ex Russo Pavimenti. La consegna dei lavori è avvenuta alla ditta appaltatrice è avvenuta grazie ing. Giuseppe Infusini, Coordinatore Provinciale dell’ONA Cosenza che si è reso disponibile alla direzione delle attività in forma gratuita in virtù dell’adesione del Comune di Rose all’associazione.

Si dà il via alla bonifica del sito dell’ex Russo Pavimenti (Cs)

Rammendiamo che lo stabile presenta 8.100 mq di coperture in amianto ma che non era l’unico “ecomostro” presente in zona. L’Ex Russo Pavimenti è seconda infatti alla Santa Caterina Albanese, dove sono stati rimossi circa 15.000 mq di coperture asbesto.

La Regione Calabria con un grande contributo ha favorito le operazioni di riqualificazione. L’intervento della Regione però è stato possibile soprattutto grazie all’impegno dei sindaci dei due Comuni e dell’ONA Cosenza che per anni ha affiancato le amministrazioni sostenendo il coinvolgimento diretto della Regione che, ha ribadito più volte l’associazione, non ha svolto le proprie funzioni che avrebbero, diversamente, creato le condizioni per ottenere i contributi per le bonifiche previste dal Ministero dell’Ambiente (DM 101/2003).

Responsabilità rese ancora più gravi dal mancato inserimento nel PRAC (il Piano regionale amianto Calabria) approvato (art. 6.3) dei siti di Rose e di S. Caterina, pur possedendo tutte le informazioni necessarie.

I servizi di assistenza medica e legale ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per     esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Siamo solo all’inizio della grande guerra

Per quanto importante possa essere questa vittoria, ricordiamo che siamo solo all’inizio della grande guerra contro la presenza di amianto in Calabria così come nelle altre regioni. Il Sindaco di Rose, Mario Bria,  ha espresso grande soddisfazione in quanto grazie alla bonifica diminuisce incisivamente il rischio di contrarre patologie asbesto correlate.

Soddisfatto anche L’ing Infusini, che da tempo promuove sul territorio tutte le informazioni in merito al rischio amianto attraverso numerose iniziative che coinvolgono sempre moltissimi cittadini.

L’amianto, lo sport e il gran baccano di Roma

Amianto Stadi
Amianto Stadi

Sì, perché se ad esempio, dopo la prossima Conferenza su Sport, Scuola ed Amianto del 30 maggio, si pensasse di demolire lo Stadio Flaminio in sfaldamento, con la sua quota di amianto rinvenuto e in parte smaltito, sotto i Parioli, puntualmente emergerebbero i resti della Necropoli e dell’insediamento medievale individuati dalla Sovraintendenza al suo disotto, nel 2008.

Sì, perché se di questi tempi, lo scorso anno, le imprecazioni dei “girini” raggiunsero le stelle e la tappa romana del “centounesimo” Giro d’Italia finì in una sorta di inglorioso no contest per impraticabilità delle strade intorno al Campidoglio, appunto causa buche.

Roma deve molto al degrado che da secoli l’affligge

Adesso, tocca a Dioniso risollevare il morale ai romani moderni, dopo averlo stravolto a quelli antichi, posto che la sua testa in marmo, ritrovata dagli operai all’opera nello scavo archeologico di Via Alessandrina ai Fori Imperiali – tra i Mercati di Traiano e il prospicente Colle Capitolino – è la testimonianza di quanto avvenne giusto diciotto secoli fa, quando il Senato della Città Eterna decise di mettere al bando riti e confraternite dionisiache con i relativi festeggiamenti di profilo orgiastico, i baccanali.

Difatti, la testa in marmo è stata ritrovata a fare da riempitura e supporto di un muro a secco tra pezzi di tufo ed altro materiale incoerente. Diciamo che l’aver messo al bando satrapi e menadi aveva condannato alla distruzione lo stesso simulacro della divinità, ma paradossalmente determinato anche alla sua salvezza ed il suo attuale recupero.Amianto

Ben altri reperti fecero una brutta fine sotto i colpi di mazza dei cavapietre e fabbricanti di calce, che imperversarono tra le rovine imperiali a partire dal decimo secolo, per essere sostituiti nel sedicesimo dai razziatori al servizio di Giulio III impegnato nell’impreziosire la sua Villa in costruzione fuori di Porta del Popolo.

Il degrado di Roma contribuisce al gran baccano

Buche per degrado, sprofondamenti e scavi per Metrò e fognature, tutto contribuisce al gran baccano, al caos, al nuovo baccanale di Roma che, nel “clima della festa”, omaggia il mondo con le meraviglie delle sue viscere.

Proprio come avvenne per una delle star del Museo Romano di Palazzo Massimo, la pizia Fanciulla (rinvenuta nel 1878, dopo una mareggiata, tra i resti della Villa Porto Imperiale di Anzio) dalla neroniana Sala della Sfinge in un angolo dimenticato della infinita Domus Aurea, all’antica fornace sotto Palazzo Corsini, alla misteriosa tomba di Ponte Milvio, alla Domus del Centurione in Via Amba Aradam…

In questi giorni, tutto ci riporta agli straordinari racconti di Amedeo Rodolfo Giuseppe Filippo Lanciani, ingegnere, archeologo e topografo romano, che ebbe la forza di ricostruire con estremo realismo la storia della sua Città, proprio attraverso le crude millenarie testimonianze degli sfregi e degli “stupri” subiti.

Ritroviamo le nostre radici

A tal riguardo, basta riflettere sul fatto che ancora oggi Roma soffre di una sostanziale dispersione del suo patrimonio museale tra diverse sedi e con la conseguente difficoltà di percepire la reale grandezza del suo lascito culturale.

Amianto

Vi confesso, che ancora visito con curiosità e imbarazzo le chiese ornate dai marmi preziosi, dalle colonne, dai capitelli, dagli intarsi sectili nei pavimenti e guardo in cagnesco le bronzee colonne tortili del Trono di San Pietro, mutuate dal Pantheon, nel 1623, per il volere di Urbano VIII, secondo i versi dannunziani

«Sorgono scintillando per l’ombra le quattro colonne

che nel pagano bronzo torse il Bernini a spire»

nel provare e riprovare emozioni con quel che apparteneva alle nostre radici, così profonde nel misterico ricco humus della Capitale, geniale e sregolata, distratta e dimentica, fatalista, come in occasione di quell’ultima follia consumata sempre nel 2008 con l’apocalittica esplosione all’amianto, di quel che fu il Velodromo Olimpico all’EUR.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Donatella Monteverdi: da artificiere a invalida

Donatella Monteverdi
Uranio impoverito

La controversa storia di Donatella Monteverdi

Artificiere esplosivista, Donatella Monteverdi rimane invalida per l’esposizione a sostanze cancerogene ma il Ministero della Difesa rigetta la domanda di riconoscimento di vittima del dovere e di causa di servizio.

Questa è la storia di una donna, Donatella Monteverdi, che a soli 52 anni si è ritrovata tra la vita e la morte. Donatella, nata a Bedonia (PR) nel 1957, era dipendente civile del ministero della Difesa. Lavorava nello stabilimento militare di produzione di esplosivo e munizioni oggi denominato “Ripristini e Recuperi del Munizionamento”, a Noceto (PR).

Donatella ha svolto le sue attività lavorative come Coadiutore Tecnico (ex profilo professionale Artificiere Esplosivista) dal 14 aprile 1981 al 31 agosto 2009.

Durante questo periodo è stata esposta, per motivi di servizio, al tritolo o TNT, alla polvere da sparo e ad altri agenti patogeni, cancerogeni e tossico-nocivi, come l’amianto.

Donatella Monteverdi è stata esposta a più agenti nocivi

Ha svolto mansione di Artificiere Esplosivista, addetta allo scaricamento di granate con recupero di materiale esplosivo, tra cui il tritolo, presso lo Stabilimento Militare di Noceto ed è stata esposta a polveri di esplosivo e ad altri agenti tossico-nocivi e cancerogeni.

Dal 1989 è ha svolto attività in altri reparti, in particolare a svolgere il ripristino esterno del munizionamento (verniciatura), al caricamento bombe per la scuola di tiro, con contatto a quantitativi di polvere esplosiva.

È stata adibita allo sconfezionamento e alla pressatura di mine e granate (materiale esplosivo trattato con tritolo e T4 – ciclonite) e alla rimozione di coni di rame da submunizioni. Nella primavera dell’anno 2009, Donatella ha svolto attività di servizio con mansioni di disinnesco di cariche risalenti alla II Guerra Mondiale.

Condizioni di rischio moltiplicate a causa di alcuni fattori

Le condizioni di rischio si sono moltiplicate, sia per l’utilizzazione di agenti tossico-nocivi e irritanti sia per le particolari attività operative e di servizio.

Le attività di scaricamento di granate, recupero di materiale esplosivo, disinnesco di bombe hanno determinato la riduzione allo stato pulverulento dei materiali tossici-nocivi e irritanti, che Donatella ha inalato al chiuso dello stabilimento, manipolato, tenuto a contatto con la pelle e con gli occhi nello svolgimento delle sue mansioni.

Gli ambienti di lavoro e in particolare i reparti non erano dotati di aspiratori; tutti i dipendenti, tra cui Donatella, erano del tutto sprovvisti di mezzi di tutela dalle inalazioni, anzi, l’unica protezione ulteriore era proprio dovuto a DPI,  Dispositivi di Protezione Individuale.

Il 31 agosto 2009 iniziò il suo inferno personale

Un mal di testa fortissimo, esploso all’improvviso durante l’orario di lavoro e la corsa al pronto soccorso, per ben due volte, con la somministrazione di due antibiotici diversi, entrambi inefficaci.

Iniziarono sintomi peggiori quali febbre altissima, tremore, incontinenza fino alla perdita di coscienza e il ricovero all’ospedale S. Maria, di Borgo Val di TARO, (Parma) con la diagnosi di “Encefalopatia acuta”.

Dopo una settimana di ricovero Donatella è stata trasferita all’ospedale di Fidenza, reparto Neurologia. ” Non ricordo nulla, ho un buco di 20 giorni” mi confida durante l’intervista.
Un vuoto che suo marito e i figli colmano con ricordi terribili di una madre, moglie, in coma, con tremori, rigidità del collo.

Un quadro clinico che peggiorava di giorno in giorno tanto che i suoi cari pensarono di perderla.

Un incubo per chi provò a parlarle, a chiamarla, che visse quei giorni infiniti nella paura di perderla, ma lei non poteva sentire.

Fino a quando non si risvegliò e dovette affrontare una sofferenza peggiore. Quello che la sua vita non sarebbe stata più la stessa ma devastata da questo terribile male che l’aveva colpita.

Così è avvenuta l’inalazione di amianto

“Non casualmente. Ma per l’inalazione e la continua esposizione a sostanze patogene e pericolose per la salute”, mi racconta Donatella.

Fu un calvario, nei due anni seguenti alle dimissioni in ospedale. Si guardava intorno e vedeva offuscato, i colori che prima erano così chiari e mutevoli apparivano sempre uguali, era l’inizio di una grande lotta interna per non arrendersi e non cedere al dolore, alla depressione che in questo caso colpirebbe facilmente chiunque.

Non solo per sé stessa ma per la sua famiglia che l’aveva accudita, sostenuta con amore, per i suoi due figli che erano e sono la sua vita.

Dopo la richiesta, il 27 maggio 2013, l’INPS, inviò a Donatella il verbale sanitario che conteneva il giudizio definitivo sull’accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, espresso sulla base della visita medica cui fu sottoposta il 3 aprile 2013, al CMI, Centro Medico Italiano, di Parma.

L’INPS ha accertato un’invalidità civile con riduzione permanente della capacità lavorativa nella misura percentuale dell’85%. Sostenuta dai suoi decise di rivolgersi ad alcuni avvocati che rifiutarono di assisterla. Ma non si perse d’animo.

Si rivolse, quindi, all’avv. Bonanni il quale accettò di seguire il caso.

Si è rivolta a uno specialista?

Donatella: “Il neurologo escluse che l’Encefalopatia dipendesse da un’infezione, diagnosticò, invece, che la causa erano le sostanze inalate durante il periodo di servizio. Mi provoca rabbia sapere che il lavoro ha rovinato la mia vita. Non avrei mai immaginato che sarei rimasta incontinente, che avrei perso l’autonomia”.

Cosa è successo dopo il ricovero?

Donatella: “Dopo il ricovero sono stata due anni malissimo. Tutt’ora non sono autosufficiente, cammino con le stampelle ma mi faccio forza. Per i miei cari, per i nipotini che sono la mia gioia più grande”.

È mai stata risarcita per il danno ricevuto?

Donatella: “Non ho ancora avuto alcun risarcimento dal ministero della Difesa né il riconoscimento di vittima del dovere. È una vera ingiustizia, per me e per altri che hanno avuto varie problematiche, sempre connesse all’esposizione a sostanze cancerogene e non hanno avuto alcun riconoscimento”.