Amianto a Ferrara: giustizia per Franco Francia grazie a ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto è riuscito a rendere giustizia a Franco Francia, ex lavoratore esposto, deceduto a causa del mesotelioma.

Ferrara 25/09/2018. Accogliendo le richieste avanzate dal Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni, il Tribunale di Ferrara, sezione Lavoro, ha condannato l’INAIL alla costituzione della rendita per la morte del Sig. Franco Francia, un dipendente ENEL, ammalatosi di mesotelioma a causa della prolungata esposizione all’amianto.

Il verdetto finale: una sentenza storica

Il giudice si è pronunciato a sfavore dell’istituto nel caso del decesso del lavoratore Franco Francia (70 anni) originario di Codigoro, avvenuta il 16 febbraio del 2013, per malattia professionale, secondo quanto accertato nella sentenza.  Oltre alla rendita, che andrà alla vedova al far data dalla morte del marito, l’Inail dovrà pagare anche l’assegno funerario.

Il verdetto è stato pronunciato dalla Giudice Dott.ssa Alessandra De Curtis, che con sentenza n. 120 del 2018, ha difatti accertato e dichiarato che «il decesso di Franco Francia, intervenuto in data 16.02.2013, è stato determinato da malattia di origine professionale e che pertanto la coniuge del lavoratore deceduto ha diritto alla costituzione della rendita … a far data dal giorno successivo a quello della morte, nonché al pagamento dell’assegno funerario; accerta e dichiara che la ricorrente ha diritto ad una prestazione economica aggiuntiva [Fondo Vittime Amianto] … condanna l’INAIL a corrispondere le prestazioni … compresi i ratei già scaduti, il tutto oltre agli interessi legali ex lege … condanna l’INAIL alla refusione delle spese …».

Amara sconfitta per INAIL

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per INAIL, che fin dal 2013 aveva opposto resistenza, negando ogni nesso causale fra la malattia professionale e l’esposizione all’agente patogeno.

E gaudio in famiglia 

«Finalmente giustizia è fatta. Siamo giunti alla resa dei conti. L’INAIL è stata smentita nelle sue teorie negazioniste, e pertanto, pur con mille sacrifici, siamo riusciti ad ottenere la sentenza vittoriosa con il riconoscimento del nostro diritto. È incredibile come decine e decine, se non centinaia, di colleghi di mio padre, siano ancora oggi ignari del rischio. Questa sentenza non riporta in vita mio padre, che purtroppo è morto tra atroci sofferenze, perché il mesotelioma è un cancro aggressivo, che toglie il respiro e specialmente negli ultimi mesi di vita distrugge fisicamente e moralmente la vittima. Mio padre ha lottato fino all’ultimo giorno. Successivamente, dopo la nostra adesione all’Osservatorio Nazionale Amianto, abbiamo ottenuto assistenza dai numerosi volontari dello sportello amianto dell’ONA ONLUS, e soprattutto dal suo Presidente Avv. Ezio Bonanni, il quale ha poi patrocinato il giudizio presso il Tribunale di Ferrara, ed è stato coadiuvato dall’Avv. Rita Lovato. È stata una vera e propria battaglia. I legali dell’INAIL si sono battuti per cercare di negare la riconducibilità del mesotelioma all’amianto. Sono stati necessari tre anni di causa, udienze e perizie, e poi finalmente le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni hanno trionfato. In questo momento esorto tutte le vittime a non mollare quando l’INAIL nega il riconoscimento del loro diritto, e di rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto» – dichiara il Sig. Stefano Francia, figlio della vittima, che si è rivolto con fiducia all’Osservatorio Nazionale Amianto, operativo nel territorio di Ferrara fin dal 2008 (al numero verde 800 034 294 i cittadini possono rivolgersi per un’assistenza gratuita, sia per la bonifica che per l’assistenza medica e quella legale o al sito www.osservatorioamianto.com).

Il Presidente ONA Ezio Bonanni trionfa ancora…

«Come associazione siamo operativi in Emilia Romagna e in particolare nella città di Ferrara fin dal 2008, inizialmente con uno sportello fisico – sportello amianto ONA ONLUS – e poi anche con il numero verde gratuito a cui tutti i cittadini possono rivolgersi per avere assistenza. L’INAIL di Ferrara, per il caso del Sig. Francia Franco ha negato la riconducibilità del suo mesotelioma all’esposizione amianto, contro ogni evidenza fattuale e giuridica. Per questo motivo, siamo stati costretti, nostro malgrado, a doverci rivolgere alla Magistratura per ottenere la condanna dell’INAIL al riconoscimento del mesotelioma. Infatti l’INAIL, nonostante il mesotelioma sia inserito nella tabella I, e quindi sia riconosciuto come asbesto correlato, si intestardisce a negare il nesso causale, da qui la sentenza di condanna del Tribunale di Ferrara, emessa lo scorso 21.09.2018» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Troppe morti a Ferrara

Utile sottolineare che a Ferrara ogni anno muoiono 13 persone a causa dell’amianto ed in termini di salute e sicurezza c’è ancora parecchio da fare.
Eppure, né è prova la “resistenza” dell’INAIl, si indaga ancora con poco rigore.
Fortunatamente la sentenza ha dato ragione all’ONA e a quanti credono fermamente di potere scuotere il sistema coinvolgendo innanzitutto le istituzioni.
ONA si batte affinché ci sia un reale consolidamento della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, della conoscenza sulle attuali esposizioni all’amianto, volta al miglioramento della tutela della salute e della qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio.

ENEL recidiva

Purtroppo sottolineiamo che ENEL non è nuova a casi di decessi per amianto.
Non possiamo dimenticare infatti la condanna dei manager della centrale Enel di Chivasso per la morte (tra il 2003 ed il 2004) per mesotelioma pleurico di alcuni operai esposti per decenni all’amianto, presente in ingenti quantità nello stabilimento. 
La Corte di cassazione, con sentenza 4560 del 31 gennaio 2018, ha difatti confermato il nesso causale fra esposizione all’amianto e la morte dei lavoratori.
Allora non ci resta che insistere e lottare.

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