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martedì, Maggio 5, 2026
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L’ONA di Bergamo inaugura il suo lo Sportello Amianto

Comitato ONA Bergamo
Comitato ONA Bergamo

Inaugurato un nuovo Sportello Amianto a Bergamo

Il Comitato ONA Bergamo è pronto ad inaugurare lo Sportello Amianto all’interno del Comune di Capriate, per offrire assistenza alle vittime amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è un’associazione impegnata da decenni nella lotta contro l’amianto e la tutela delle vittime. Ultimamente abbiamo notato un’attività ancora più intensa.

Quasi come se la parola dell’ONA si diffondesse come quella del Vangelo, nel corso di un brevissimo lasso di tempo abbiamo visto istituire già tre sportelli: uno a Priolo Gargallo, uno a Bassiano e uno a Bisignano, dimostrando così che l’impegno dell’ONA riesce ad abbracciare tutta la penisola italiana, dal nord fino al sud.

La Lombardia è una regione che ha bisogno di essere seguita e tutelata in quanto sono molteplici i siti che ad oggi risultano ancora contaminati e sono molte le vedove e gli orfani che ancora compiangono i propri cari persi a causa delle patologie asbesto correlate.

L’Avv. Ezio Bonanni già in passato ha cercato di sensibilizzare la popolazione locale con convegni e conferenze nelle principali città lombarde, stavolta però ci ritroviamo avanti ad una nuova iniziativa.

Si inaugura dunque un nuovo sportello che sarà fisicamente presente all’interno della “Sala Riunioni” – via Benaglia n.14 (Capriate San Gervasio BG) e vi si potranno recare tutti coloro che avranno bisogno di informazioni in merito alla problematica amianto.

Il Comitato di Bergamo come tutti gli altri comitati ONA nasce senza finalità di lucro, anzi nasce con il solo scopo di aiutare e tutelare tutte le vittime amianto e coloro che hanno bisogno di assistenza in merito.

In che modo? Promuovendo solidarietà sociale e prevenzione, tutelando l’individuo a 360°, ma soprattutto nei casi in cui i soggetti sono particolarmente svantaggiati a causa di problemi fisici o di natura psicologica. 

Le funzioni dello sportello amianto

  • Assiste i cittadini riguardo tutte quelle procedure di rilevamento, certificazioni dello stato di degrado dell’amianto e rimozione;
  • Gestisce le segnalazioni dei siti più pericolosi contenenti amianto agli uffici preposti all’avvio delle pratiche determinate dalla legge per la risoluzione del problema;
  • Assiste le persone esposte o ex esposte ad amianto verso il giusto indirizzo burocratico per la diagnosi e cura sanitaria con eventuali riconoscimenti di “benefici previdenziali” e suggerimenti di centri che si occupano di pratiche medico-legali, il tutto gratuitamente;
  • Informare sulle conseguenze da esposizione amianto.

Lo sportello sarà disponibile ogni primo sabato del mese e l’iniziativa partirà dal 6 ottobre, coordinata dalla Dott.ssa Michela La Gioia. Per ulteriori dettagli è possibile consultare la brochure elettronica oppure chiamare il numero verde gratuito: 800 034 294. 

Cancro al colon: le cause indennizzo con rendita INAIL

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Il cancro del colon ed amianto e l’indennizzo

Il cancro del colon è una neoplasia asbesto-correlata. In sostanza è una malattia che si origina dalla esposizione a fibre di amianto. Questo cancro colpisce l’intestino crasso o il retto e si colloca tra le prime cause di morte al mondo. Infatti, generalmente la prognosi del cancro al colon retto è infausta. In molti casi, questa neoplasia è provocata da esposizioni lavorative, tra queste l’asbesto.

La ricerca medica sulla relazione tra tumore del colon-retto e amianto suggerisce che vi sia un nesso causale. Lo stesso IARC, nell’ultima monografia, ha confermato una più elevata incidenza di tumore del colon tra i lavoratori esposti ai minerali di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, sono in prima linea per la tutela delle vittime di cancro del colon. Offrono una consulenza gratuita a chi ne fa richiesta. Così è possibile ottenere l’assistenza medica e legale.

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Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Tumore del colon: dati epidemiologici

L’esposizione professionale all’amianto è stata analizzata in un importante studio sul cancro tra il 1984 e il 2004. Gli esperti hanno esaminato 3.897 pazienti che sono stati esposti al lavoro in amianto.

Hanno poi esaminato il potenziale legame tra l’amianto e vari tumori specifici, e hanno scoperto che il tumore del colon-retto era elevato tra gli uomini che erano stati esposti per via professionale all’amianto. Gli autori dello studio hanno detto che l’età, una storia di fumo e altri fattori sono stati valutati nei risultati.

Un interessante studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ha scoperto che un tipo specifico di amianto, l’anfibolo, può essere potenzialmente associato al cancro del colon-retto. Gli autori hanno riportato dati che suggeriscono che l’amianto serpentino non è collegato ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto.

Il tumore del colon condanna dell’INAIL all’indennizzo

Nella lista II dell’INAIL è inserito il tumore del colon. Questa neoplasia, proprio perché non è inserita nella lista I, non ha la presunzione di origine. In altri termini, l’onere della prova del nesso causale è a carico della vittima.

Quindi è il lavoratore a dover dimostrare che il suo tumore del colon è derivato da esposizione lavorativa, sia essa d’amianto o per un altro agente cancerogeno.

L’ONA e l’Avvocato Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati nella tutela di quei lavoratori esposti ad amianto colpiti da questo cancro.

Tumore del colon: condanna dell’INAIL l’indennizzo

Nonostante l’evidente correlazione tra malattia e l’esposizione alla fibra killer, un lavoratore nato in provincia di Matera, Carmine Tammone, ha dovuto tribolare per il riconoscimento dei suoi diritti.

L’uomo per 50 anni ha lavorato nei cantieri navali, ed è andato in pensione nel 1995. Purtroppo, come spesso accade, la pensione non è stata il preludio di un meritato riposo, ma l’inizio di un vero e proprio incubo.

Nel 1997 infatti al Signor Carmine Tammone è stato diagnosticato un cancro al colon e si è dovuto sottoporre ad un delicato intervento. Per fortuna è ancora in vita.

Dopo una dura battaglia legale, ha ottenuto l’indennizzo INAIL, con la costituzione della rendita. Accolte le sue richieste in seguito la difesa legale dell’Avvocato Ezio Bonanni.

La difesa dell’ avv. Ezio Bonanni: ricorso al giudice

Sebbene il cancro al colon sia riconosciuto come patologia asbesto correlata inserita nella Lista II, l’INAIL di Latina ha negato al Signor Carmine il diritto alla rendita.

Eppure nel sito lavorativo era stata dimostrata la presenza e l’utilizzo di materiali di asbesto, e la violazione delle regole cautelari.

Il ruggito dell’Avv. Ezio Bonanni non è tardato ad arrivare. Chiamato a difendere il Sig. Tammone Carmine, l’avvocato Bonanni si è rivolto al Tribunale, il quale dopo aver disposto gli accertamenti, ha condannato l’INAIL a costituire la rendita.

L’INAIL, ha tuttavia impugnato la sentenza di condanna presso la Corte di Appello di Roma. Secondo l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, le capacità cancerogene dell’amianto non sono riconducibili all’esposizione lavorato.

Inoltre secondo l’INAIL, il cancro al colon non deve essere riconosciuto come malattia professionale.

La Corte di Appello di Roma, dopo aver disposto ulteriori accertamenti medico legale, ha smentito le tesi dell’INAIL. Infatti il consulente medico legale conferma le tesi del primo giudice per cui la sentenza diviene poi definitiva. 

L’udienza del 18/09/2018 ha dato finalmente voce a tutte le vittime di amianto che ad oggi non riescono ad ottenere degno riconoscimento alle loro sofferenze.

Il merito va all’Avvocato Ezio Bonanni, che si è battuto strenuamente per riaffermare l’imprescindibile diritto alla salute ed alla giustizia delle vittime di amianto. Il Presidente della Corte di Appello di Roma ha accolto in pieno le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni rigettando l’appello e condannando l’INAIL al pagamento delle spese.

La vittima: con l’avv. Ezio Bonanni ho avuto giustizia

«Ho lavorato una vita nei cantieri navali. Non vedevamo ad un metro di distanza per le polveri di amianto.

Tutti i miei colleghi, purtroppo sono già morti, e io sono vivo per miracolo, solo perché, grazie allo Sportello Amianto, creato dal comitato delle vittime, già nei primi anni 2000 nell’Agro Pontino, e all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, sono riuscito ad estirpare il cancro, e così sono salvo, anche se con dei grossi problemi.

Poi è iniziata la trafila con l’INAIL che negava e nega i diritti alle vittime, agli orfani, alle vedove, è una cosa veramente vergognosa.

Come aderente all’ONA avrei voluto iniziare uno sciopero della fame per protestare per il comportamento dell’INAIL. Dopo una lunga battaglia in primo grado, dove il mio medico di parte Dott. Arturo Cianciosi è riuscito a dimostrare che l’amianto fa male. Anche il tumore del colon è provocato dalla esposizione alle fibre di asbesto, tutte comprese quelle di crisotilo.

Non comprendo le ragioni per le quali Lina e lei si sia accanito nel non riconoscere l’origine professionale del tumore del colon ed anzi abbia appellato la prima sentenza.

Subito dopo la sentenza di condanna hanno notificato l’appello e mi hanno costretto a quasi altri 4 anni di causa, perché hanno impugnato tutto, hanno negato anche l’evidenza.

Intendo ringraziare pubblicamente l’Avv. Ezio Bonanni. Sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti, soprattutto grazie all’impegno dell’Avv. Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto» –  dichiara il Sig. Tammone Carmine.

Le conclusioni dell’ avvocato Ezio Bonanni

In seguito alla vittoria il Presidente ONA Ezio Bonanni ha aggiunto: «Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL opponga tutta questa resistenza.

Se c’è uno sventurato lavoratore malato di cancro per via dell’esposizione lavorativa ad amianto, perché negare il riconoscimento dei suoi diritti? Soprattutto per quale motivo, dopo una sentenza schiacciante di condanna in primo grado, si continua con l’atto di appello?

Qui c’è un vero e proprio accanimento, ingiusto e ingiustificato, contro gli sventurati lavoratori vittime dell’amianto».

Tumore al colon: assistenza medica e tutela legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano e assistono gratuitamente le vittime e i loro familiari.

Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica. In alternativa si può chiamare il numero gratuito 800 034 294 o compilare il form.

Numero Colon
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Occorre concretezza per i benefici amianto

ONA Regione Umbria
ONA Regione Umbria

Necessario l’intervento di Luigi di Maio per i benefici amianto

L’Osservatorio Nazionale Amiantosi rivolge all’On.Le Luigi Di Maio per ottenere un’azione concreta in merito ai benefici amianto per i lavoratori esposti.

Benefici Amianto, qualcosa si muove?  L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, senza mezzi termini ringrazia che tutti ora scendono in campo con il loro consenso riguardo i benefici amianto.

A distanza di anni sembra muoversi qualcosa e questo ci porta soddisfazione, senza mollare la presa, ed anzi, con un rinnovato impegno affinché il nuovo Ministro del Lavoro accolga il grido di dolore delle vittime dell’amianto dell’Umbria e sani delle ingiuste discriminazioni.

«Come Osservatorio Nazionale Amianto, insieme al Coordinamento Regionale in Umbria e al Dott. Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica, abbiamo più volte richiamato l’attenzione di tutte le istituzioni sulla problematica amianto. Già nel 2009/2010 e negli anni successivi si sono succedute manifestazioni e iniziative giudiziarie intraprese dall’Osservatorio Nazionale Amianto per la tutela della salute pubblica e dei diritti dei lavoratori. Ora, dopo tante battaglie, anche grazie all’impegno del M5S e del sindacato Fismic, qualcosa sembra muoversi. Riguardo questo quindi fiduciosi aspettiamo risposte concrete proprio per la tutela dei lavoratori, ed è perciò che rivolgiamo un accorato appello al Vicepremier On.le Luigi Di Maio, perché sani la situazione di cui sono rimasti vittime i lavoratori umbri, i cui benefici amianto sono stati riconosciuti nella migliore delle ipotesi fino al 31.12.1992. Chiediamo che il Ministro emetta subito un atto di indirizzo ministeriale per ottenere il riconoscimento fino al 02.10.2003. Con molta soddisfazione notiamo che anche chi non è mai intervenuto inizialmente in merito per richiedete benefici adesso ha intrapreso la nostra strada e per questo esprimiamo soddisfazione. In riguardo come Osservatorio nazionale Amianto scriveremo a Luigi di Maio proprio riguardo i benefici che sicuramente il vice presidente del Consiglio non farà attendete a tutti i lavoratori che erano stati esclusi»

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Sportello amianto ONA

È operativo in Umbria lo Sportello Amianto ONA che assiste gratuitamente tutti coloro che ne fanno richiesta attraverso il numero verde gratuito 800 034 294 e attraverso il sito istituzionale attraverso il quale chiedere consulenze tecniche, mediche e legali totalmente gratuite.

Vigili del fuoco: angeli senza tutela

Vigili del fuoco
Vigili del fuoco

Vigili del Fuoco vittime di amianto senza tutela

Tra le forze armate esposte al rischio amianto spuntano anche i nomi di tantissimi Vigili del Fuoco vittime di amianto senza aver ricevuto nessuna tutela.

Vigili del Fuoco uccisi dall’amianto perché sprovvisti di ogni strumento di protezione, nessuna mascherina protettiva, né procedure che prevedano la tutela e il controllo della salute. Il dramma del terremoto che ha sconvolto il Friuli Venezia Giulia e altre Regioni, negli ultimi decenni ha fatto riemergere la problematica amianto e l’ONA che ha scoperchiando le  criticità si è ritrovata un po’ come dinnanzi al vaso di Pandora.

Sono problemi questi che da sempre, caratterizzano il lavoro dei vigili del fuoco. Veri e propri angeli, soccorritori senza sufficienti tutele e a rischio di esposizione all’amianto e a tutti gli altri cancerogeni. Occorre quindi un’azione di contrasto più concreta, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Usb dei Vigili del Fuoco propongono un momento di confronto e discussione con esperti, studiosi, istituzioni, lavoratori e annunciano una campagna congiunta di sensibilizzazione.

Purtroppo il mestiere dei vigili del fuoco, paradossalmente, non è considerato un lavoro usurante né una categoria a rischio nonostante si ritrovino ogni giorno a lottare tra la vita e la morte nel tentativo di salvare altre vite umane, affrontando le situazioni più rischiose senza l’ausilio di screaning medico e psicologico post intervento.

L’ONA preannuncia il deposito di una serie di azioni legali a carico del Ministero dell’Interno per numerosi casi di mesotelioma e altre patologie asbesto correlate tra i Vigili del Fuoco.

Vittime di amianto: il caso di Trieste

È il caso di G.S., Vigile del Fuoco in servizio presso il Comando di Trieste, nel periodo dal 1956 al 1990, con vigilanza nell’ambito del carico/scarico dei sacchi di amianto nel porto di Trieste; come sorvegliante antincendio, e interventi anche presso la Raffineria e Cantieri Navali. Deceduto in data 01.09.2008, i familiari si sono rivolti al Ministero dell’Interno per chiedere il riconoscimento della causa di servizio, ma senza esito, nonostante le prove della presenza di amianto per tutto il periodo, compresi i dispositivi individuali di sicurezza.

Mancato riconoscimento della causa di servizio e di vittima del dovere

Il Ministero dell’Interno ha negato il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere, rendendo quindi necessario adire le vie giudiziarie. L’Avv. Alberto Kostoris, del Foro di Trieste, e l’Avv. Ezio Bonanni, del Foro di Roma, altresì Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nei prossimi giorni si rivolgeranno alla Magistratura (Tribunale di Trieste) per chiedere la condanna del Ministero dell’Interno alla costituzione delle prestazioni previdenziali, in favore della vedova e degli orfani.

L’appello al Ministro dell’Interno, On.le Matteo Salvini:

L’ONA prende lo spunto dalle dichiarazioni di Matteo Salvini del 29.09.2018, nel suo intervento nella città di Latina, tra le città martiri dell’amianto (l’Agro Pontino infatti è tra i territori con più alta incidenza di patologie da amianto). Matteo Salvini è il nuovo paladino delle Forze dell’ordine, tra cui anche il Vigile del Fuoco, che osanna in ogni intervento pubblico e istituzionale, ed è per questi motivi che l’ONA ha molta fiducia nel Ministro, e ha chiesto e chiede da tempo un intervento per sanare l’ingiusta discriminazione e lesione dei diritti subiti dal personale delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, vittime dell’amianto. 

«Abbiamo già trasmesso il grido di dolore della vedova e degli orfani del Vigile del Fuoco deceduto, al nuovo Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, perché disponga di correggere l’ingiusto provvedimento che ha impedito, e impedisce, alla vedova e agli orfani di ottenere le prestazioni di vittima del dovere. Ci dispiace che a tutt’oggi il Ministro dell’Interno non sia ancora intervenuto, sicuramente perché il caso non gli è stato sottoposto, e riteniamo che statista qual è possa porre rimedio al torto subito dalle vittime
già in periodo antecedente la prima udienza di comparizione delle parti. L’ONA esprime fiducia nel Governo del cambiamento e si augura che le vittime del dovere non vengano dimenticate» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della vedova e degli orfani del Sig. G.S..

Servizi di assistenza dell’ONA ai Vigili del Fuoco

L’assistenza alle vittime dell’amianto, tra i quali anche gli stessi Vigili del Fuoco esposti alla fibra killer e ad altri patogeni:

L’ONA assiste gratuitamente tutti i cittadini e lavoratori, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari, ivi compresi i Vigili del Fuoco, i quali possono rivolgersi alle numerose sedi territoriali dell’ONA, e allo sportello amianto on line. Per l’assistenza tecnica, medica e legale gratuita, le vittime dell’amianto e loro familiari possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il numero verde gratuito 800 034 294 e chiedere assistenza attraverso il sito.

Danni da amianto in GdF

Guardia di Finanza

L’Avv. Bonanni in difesa delle vittime della Guardia di Finanza

Continuano a chiedere giustizia le vittime amianto delle forze armate in particolar modo del GdF. L’Avv. Bonanni si schiera però in loro difesa.

La GdF svolge le sue finalità di contrasto al crimine e di tutela della legalità anche in mare contro contrabbandieri, delinquenti comuni e trafficanti. Le unità navali, almeno fino agli anni ’90, avevano componenti e coibentazioni in amianto, e la fibra killer ha provocato mesoteliomi, altri cancri e asbestosi.

Ne sa qualcosa anche Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale ONA, direttamente colpito dall’asbestosi provocata dalla fibra killer e recentemente riconosciuto vittima del dovere.

Il Sig. C. A., di Porto S. Stefano, già militare della GdF, coordinatore ONA, sede di Porto S. Stefano, ha lavorato una vita imbarcato nelle unità navali della GdF (dal 1965 al 1998), contrastando in mare contrabbandieri e delinquenti abituali con missioni pericolose a rischio della vita, e in mare doveva anche provvedere alla manutenzione dei motori e degli altri dispositivi in sala macchine e maneggiare l’amianto a mani nude.

Il Sig. C.A. si è ammalato di asbestosi, come ben certificato dal Dott. Arturo Cianciosi, medico-legale dell’ONA, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha prima riconosciuto la causa di servizio e poi ci ha ripensato e ha revocato il provvedimento.

Il ricorso al Tribunale di Grosseto

Di qui, il ricorso al Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze e contro il Ministero dell’Interno. È amareggiato il Sig. C. A., perché dopo una vita di lavoro oltre a essere stato colpito dalla fibra killer con asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ora si vede prima riconoscere e poi negare la causa di servizio e ripensa a G. M., maresciallo della GdF, ramo mare, anch’egli colpito dalla fibra e morto in seguito a mesotelioma, tumore dell’amianto.

«Lunedì mattina verrà depositato il ricorso giudiziario presso il Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, dal mio legale, Avv. Ezio Bonanni, che si sta battendo come un leone per la tutela dei miei diritti. Purtroppo, ci dobbiamo rivolgere alla Magistratura, cosa che non avrei mai voluto fare, avendo trascorso tutta la mia vita al servizio della collettività e alle dipendenze della Guardia di Finanza. Abbiamo contrastato contrabbandieri e delinquenti abituali, vigilato sulle strutture militari e, ubbidendo agli ordini, manipolato l’amianto. Io ero un motorista adibito a far sì che i motori funzionassero sempre bene, ora mi ritrovo in pericolo di vita e obbligato a promuovere un’azione giudiziaria. Un po’ come il mio collega Antonio Dal Cin, che però si è ammalato a terra, cosa ancora più grave. Spero che il Ministero ci ripensi e che mi riconosca la causa di servizio per quel poco che mi rimane da vivere» – dichiara il Sig. C. A., ex militare della GdF, ora attivista dell’ONA.

Gli fa eco Antonio Dal Cin, finanziere eroe della lotta contro l’amianto

l’ex finanziere è ora in congedo per asbestosi, riconosciuta come causa di servizio, il quale interviene sul caso del suo collega:

«siamo di fronte a un nuovo caso di asbestosi in Guardia di Finanza, dopo che è purtroppo deceduto anche G. M. e dopo che ci sono stati tanti altri decessi di cui non posso parlare pubblicamente per questioni di riserbo. È una vera e propria strage dell’amianto in GdF. Per questi motivi come ONA depositeremo un grappolo di nuove azioni giudiziarie».

Sulla vicenda ha espresso opinione anche l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto:

«È necessario che ci sia un intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze e anche della Difesa affinché le vittime dell’amianto ottenga il riconoscimento della causa di servizio e di vittima del dovere senza necessità di fare lunghe azioni giudiziarie. Trovo veramente incredibile che delle vittime debbano essere difese. Purtroppo si agisce al contrario: sono le vittime a doversi difendere e ad essere prive di tutela dalle istituzioni. Rivolgo quindi un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e minoranza, affinché pongano fine a questa ingiusta discriminazione verso le vittime dell’amianto tra i militari e nel comparto sicurezza» .

Resta sempre operativo lo Sportello Amianto dell’ONA, a disposizione delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari, che si può raggiungere al numero verde gratuito 800 034 294 e al seguente link