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Amianto nelle scuole, occorre bonificare

Amianto nelle scuole
Amianto

L’ONA sollecita la bonifica amianto delle scuole

L’assenza di sorveglianza sanitaria e i ritardi di diagnosi di patologie asbesto correlate, hanno reso necessaria la costituzione dell’unità di crisi per l’assistenza medico legale per cittadini e lavoratori vittime dell’amianto e della malasanità.

L’associazione APS ha portato all’attenzione pubblica il problema dell’amianto ancora presente nelle scuole.

Amianto nelle scuole, news 2022

Nel 2021 è arrivata la prima sentenza di condanna del Ministero dell’Istruzione per il risarcimento degli eredi di una professoressa morta per amianto. L’insegnante aveva lavorato per anni a contatto con l’asbesto contenuto nella scuola media Farini di Bologna.

“Un provvedimento storico – ha commentato l’avvocato Bonanni che insieme ad un altro professionista ha assistito la famiglia della vittima – che sancisce un principio importante: anche i lavoratori delle scuole hanno diritto al risarcimento”.

L’amianto è un killer per l’uomo e per l’ambiente

L’esposizione a questa sostanza provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e cancerogene (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago), con una latenza che può raggiungere anche i 40/50 anni, senza che ci siano limiti di soglia al di sotto della quale si può ritenere che il rischio sia scongiurato (Fonte OMS).

Anche esposizioni piccole, straordinariamente piccole, possono provocare il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162). Anche dopo la fine dell’esposizione ad amianto, è necessario che ci sia la sorveglianza sanitaria.

La Ricerca della IARC, agenzia contro il cancro

La IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella sua ultima monografia in materia di amianto (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha ribadito, a pag. 294:

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”.

In buona sostanza, l’Agenzia internazionale per la lotta contro il cancro è giunta all’unanime conclusione scientifica che l’amianto provoca, oltre al mesotelioma e al cancro polmonare, anche il cancro alle ovaie e alla laringe e, con evidenza epidemiologica, alla faringe, allo stomaco, al fegato e al colon retto.

La questione amianto dimostra il fallimento dei programmi di sanità pubblica di tutela della salute. Tanto è vero che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo istituzionale, cita la stima di un’incidenza di 107.000 decessi ogni anno per le sole asbestosi, mesotelioma tumore polmonare di origine professionale, e un milione e mezzo di malati.

Una stima per difetto che non tiene conto di tutte le altre patologie di diversa origine, e del fatto che in alcuni Paesi c’è poca attenzione per le rilevazioni epidemiologiche e per la tutela della salute dei lavoratori.

È per queste ragioni che l’ONA continua la sua lotta per la bonifica amianto dalle scuole e dagli altri edifici pubblici. Per evitare così future esposizioni agli studenti si, ma anche al personale che ogni giorno rischia.

La storia di Olga Maria D’Emilio e la condanna del Ministero

La professoressa Olga Maria D’Emilio ha insegnato matematica per tanti anni nella scuola media Farini di Bologna. All’interno della struttura era presente amianto e questo le causato il mesotelioma plaurico che le è stato fatale. La terribile diagnosi è arrivata il 17  maggio 2002. Con dignità e coraggio ha lottato contro la malattia e nel frattempo è partito il procedimento penale che è durato anni.

L’ONA è sempre rimasto al suo fianco, così come gli avvocati Ezio Bonanni e Massimiliano Fabiani. Purtroppo nel 2017 è morta, prima di poter vedere la condanna del Ministero dell’Istruzione.

I suoi figli, però, riceveranno 930mila euro di risarcimento. Giustizia è stata fatta, anche se hanno dovuto salutare troppo presto la loro madre a causa della fibra killer.

Fu il medico legale dell’ONA Arturo Cenciosi ad identificare l’esposizione all’amianto, punto chiave per il riconoscimento della malattia professionale.

Marina bis, assolti, Ona: andremo avanti

Marina bis
Marina bis

Il presidente Ona, avvocato Ezio Bonanni: “Ci appelleremo al Ministro della Giustizia. La nostra battaglia continuerà in tutte le sedi”

Ci appelleremo al Ministro della Giustizia. Lo faremo per la sentenza del processo Marina Bis che assolve tutti gli imputati ‘perché il fatto non sussiste’La nostra battaglia di legalità e giustizia continua e continuerà in tutte le sedi competenti. Faremo appello e soprattutto continueremo in sede civile, dove stiamo già ottenendo ottimi risultati.Non può calare il sipario del processo penale sulle responsabilità per la morte di centinaia, se non di migliaia, di militari della Marina e delle altre Forze Armate. Perquesto motivo, oltre a impugnare la sentenza, chiederemo al Procuratore Generale della Corte di Appello di impugnare la sentenza assolutoria. In ogni caso il nostro impegno continua. Lo scorso 10 gennaio, il giudice Ottavio Picozzi, della sezione lavoro del Tribunale di Roma, ha emesso verdetto di condanna a carico del Ministero della Difesa perché tutti i danni subiti dalla vedova e dall’’orfana di S. A. siano indennizzati. Non solo. Abbiamo ottenuto anche il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo”.

E’ quanto ha commentato il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato Ezio Bonanni, legale di parte civile nel processo Marina Bis, dopo il verdetto di assoluzione in primo grado di tutti gli imputati.

I dettagli del processo di Marina bis

Erano otto gli ammiragli della Marina Miliare alla sbarra. L’accusa per tutti era quella di omicidio colposo, per avere cagionato la morte dei militari, non informandoli sui rischi dell’amianto presente sulle navi. Rischi che avrebbero potuto provocare il cancro. Il giudice monocratico ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata dalla Procura. Secondo la stessa pubblica accusa, i vertici della Marina finiti sotto processo non avevano autonomia di spesa del budget assegnato e non potevano stanziare fondi per l’eliminazione del pericolo amianto nelle navi. Questa in sintesi la motivazione che ha spinto il giudice a pronunciare verdetto di assoluzione con formula piena.

Delusi e pieni di rabbia i parenti delle vittime

“Li avete uccisi per la seconda volta. Vergogna”. Sono state le urla dei parenti delle vittime, presenti in aula nel momento della lettura del verdetto.

L’Ona ha già annunciato che non si fermerà. Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni non ha intenzione di mollare. Il presidente Ona vuole venga resa giustizia ai 1100 militari deceduti a causa del cancro, dopo atroci sofferenze. Giustizia, dunque, per chi la lasciato un vuoto incolmabile nei cuori dei propri cari.

I servizi di tutela e assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Il cancro, come ridurlo oltre il 50%

Cancro
Cancro

Lo sostiene una ricerca della University of Copenhagen

L’attività fisica aiuta a combattere il cancro? Sembra di si, secondo studi clinici americani effettuati sui ratti. Quindi, il cancro si combatte, anche, con lo sport e l’attività fisica. Questa è la tesi recentemente riportata anche nel sito dello IARC. L’agenzia Internazionale per la lotta contro il Cancro ha ribadito che l’obesità è una della cause che maggiormente influisce.

Il cancro: ricerca della University of Copenhagen

I ricercatori della University of Copenhagen hanno scoperto che nei topi già affetti da neoplasie, con il movimento, hanno la massa tumorale che si riduce fino al 50%. 

Come è possibile? Sempre secondo gli scienziati, il merito sarebbe tutto dell’adrenalina e dell’interleuchina 6. Ormoni liberati nell’organismo durante l’esercizio fisico. Così si ridurrebbe la massa tumorale.

Sport e il cancro: passi avanti nella ricerca

Se prima l’attività fisica veniva consigliata perché considerata un toccasana per l’organismo a livello preventivo, stimolando il sistema immunitario, oggi, lo sport, sembra sia addirittura una sorta di cura anche per i malati oncologici. 

I ricercatori danesi (leggi anche quì), sostengono che attraverso la stimolazione del sistema immunitario con lo sport, può essere messa nuovamente in movimento la nostra ‘macchina del corpo’.

In questo modo, il nostro corpo reagisce combattendo le cellule tumorali nell’organismo.

In che modo? Le NK, le Natural killer, sembra si spostino dal circolo sanguigno e con l’obiettivo di aggredire le cellule cancerogene.

Da anni ormai si sapeva che lo sport aiutava a vivere meglio e più a lungo. Tuttavia, mai nessuno fino ad ora era riuscito, come nel caso della ricerca Danese, a dimostrare che l’attività fisica potrebbe essere utilizzata addirittura, come terapia (in aggiunta dei farmaci) per i malati oncologici.

Le prove della capacità terapeutica dello sport

Gli autori dello studio clinico danese hanno riprodotto l’effetto dell’esercizio fisico iniettando dosi di adrenalina nei ratti. Topi ai quali le settimane precedenti erano stati innestati diversi tessuti di tumore.

Dopo le punture di adrenalina (la stessa sostanza che viene sprigionata dal corpo con lo sport), dalle analisi di laboratorio i ricercatori hanno appurato che si stava verificando una massiccia migrazione di cellule Natural Killer proprio verso la sede del cancro.

Il cancro: più sopravvivenza con lo sport

E lo studio è andato avanti per capire meglio. Gli scienziati danesi hanno costretto un gruppo di topi ad uno stile di vita attivo per verificare l’effetto dell’adrenalina prodotta dall’organismo dei piccoli mammiferi.

Il risultato è stato a dire poco sorprendente: le Nk si sono attivate combattendo il cancro fino a ridurre più del 50% le masse cancerose impiantate sui ratti.

Ma non è solo l’adrenalina a fare migrare le cellulare che uccidono il cancro. Dallo studio è anche emerso il ruolo fondamentale dell’interleuchina 6.

Di cosa si tratta? Di una molecola prodotta dal nostro organismo, capace di reclutare le Natural killer, dirigendole proprio verso il cancro per combatterlo.

La ricerca è un passo avanti per la lotta al cancro. Anche se per ora lo studio clinico è ancora all’inizio. Quindi solo sui topi, è chiaro però che l’attività aerobica (bici e corsa) presto potrà essere inclusa dagli oncologi come parte integrante delle terapie.

Il cancro: prevenzione e cura

Il cancro è quindi un’emergenza che occorre affrontare e risolvere. In primo luogo, potenziando la sanità pubblica, e poi la tutela dell’ambiente. Queste le vere frontiere: quelle della prevenzione primaria.

In questo modo, e con la ricerca scientifica, la lotta contro il cancro potrà portare a ridurre il numero dei casi e quello dei decessi. Ancora nel 2021, il numero dei decessi in Italia ha superato il numero di 180mila. Occorre, quindi, uno sforzo sinergico, anche nella ricerca scientifica. Stili di vita, cura del cancro, con nuovi strumenti della chirurgia, chemioterapia, radioterapia ed immunoterapia. Nuovi approcci, oltre agli stili di vita e alla tutela della salubrità dell’ambiente contro l’inquinamento.

Ezio Bonanni difesa vittime

eternit bis Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Ezio Bonanni difesa vittime. L’amianto è il killer del secolo. Uccide migliaia di persone in tutta Italia. Solo nel 2017 sono state più di 6000 le persone decedute per mesotelioma (tra cui il mesotelioma pleurico, il mesotelioma del pericardio, il mesotelioma del peritoneo, il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo), cancro del polmone da amianto, asbestosi, placche pleuricheispessimento pleuricocancro delle ovaie e complicazioni cardiache, senza contare le altre patologie asbesto correlate. 

Le vittime di amianto e di altri veleni

Con il termine vittima, si fa riferimento a colui che è stato offeso dal reato e titolare del bene protetto dalla singola fattispecie incriminatrice. Ciò fa riferimento al c.d. soggetto passivo, ovvero quella persona sulla quale ricade materialmente l’attività che è rilevante penalmente.

La tutela delle vittime con la prevenzione primaria

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA ritengono, da tempo, che in presenza di cancro, il danno è già creato e, l’intervento, può solo limitarne gli effetti. Sottolineano, quindi, l’importanza fondamentale della prevenzione primaria, attraverso la bonifica, secondo il senso giuridico dell’art. 32 della Costituzione di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di vita.

Amianto: cancerogeno del terzo millennio

L’amianto è un cancerogeno perfetto. Per questi motivi, causa, nel mondo, almeno 107.000 morti ogni anno, e, a tutt’ora, 125 milioni di cittadini lavorano, ancora, in esposizione al minerale. Ciò è stato confermato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Anche l’esposizione/inalazione di poche fibre può essere mortale. In merito, l’Avv. Ezio Bonanni ha denunciato la condizione di rischio e i dati epidemiologici nella pubblicazione il libro delle morti bianche di amianto in Italia“.

Inoltre, la cancerogenicità dell’amianto e i danni che provoca alla salute, è stata confermata dallo IARC nella sua ultima monografia. In questa, si legge che l’asbesto non causa solamente mesotelioma, ma anche diversi tumori amianto.

I lunghi tempi di latenza delle malattie amianto

I minerali di amianto agiscono nel nostro corpo, già immediatamente. Provocano tutta una serie di reazioni, dall’infiammazione fino al cancro. Tant’è vero che, l’Avv. Ezio Bonanni nelle sue linee guida per la cura del mesotelioma ha dimostrato l’azione delle fibre.

L’amianto ha tempi di latenza che arrivano anche a 40 anni. L’unica prevenzione per le malattie amianto è evitare ogni forma di esposizione, perché anche poche fibre possono essere mortali. L’amianto (sinonimo asbesto) agisce anche in sinergia con gli altri agenti tossico nocivi e cancerogeni e con i metalli pesanti. 

Tutela della salute vittime amianto

Gli esposti all’asbesto e ad altri cancerogeni dovrebbero essere sottoposti a sorveglianza sanitaria asbesto, per la diagnosi precoce di danni amianto e quindi terapie tempestive e quindi più efficaci. La diagnosi precoce equivale maggiori aspettative di vita per i malati (mesotelioma maggiori aspettative di vita), così nel caso specifico di tumore della pleura (cancro pleura fibre asbesto), e ancora per coloro che sono affetti da ispessimento pleurico, placche pleuriche, con il rischio di degenerazione in asbestosi e tumore del polmone e tumore della pleura (cancro alla pleure).

I lavoratori esposti amianto, con la diagnosi precoce del tumore dei polmoni, possono essere sottoposti a operazione chirurgica che estirpi il cancro con maggiori periodi di sopravvivenza tumore del polmone oltre a maggiore sopravvivenza mesotelioma.

Sorveglianza sanitaria asbesto

Solo la diagnosi precoce permette terapie più efficaci e quindi maggiori chance di guarigione, mesotelioma maggiori aspettative di vita, tumore del polmone maggiori probabilità di guarigione, asbestosi riduzione progressione patologia asbesto, e minori rischi degenerazione in cancro della pleura. 

Avvocato Ezio Bonanni: difesa vittime amianto

L’avvocato Ezio Bonanni, da circa 20 anni, assiste tutti i lavoratori e cittadini esposti e vittime amianto: le fibre di asbesto, sono killer per l’uomo, senza che ci sia una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio si annulli.

Per questi motivi vanno evitate tutte le esposizioni asbesto, come strumento di tutela della salute e dell’ambiente e dell’essere umano, anche per le future generazioni (prevenzione primaria) che si aggiunge alla prevenzione secondaria (diagnosi precoce), cui fanno seguito le tutele, in particolare per le vittime mesotelioma.

Le vittime hanno diritto al prepensionamento (cioè il pensionamento anticipato), alla costituzione della rendita INAIL e il risarcimento dei danni. Questi diritti sono reversibili ai stretti congiunti (vedova e orfani). Per approfondire sui diritti delle vittime dell’amianto: 

Morti da amianto

L’epidemia di cui nessuno sta parlando ci impone un approfondimento sul tema. La fonte è autorevole perché le tesi dell’avvocato Bonanni hanno purtroppo trovato drammatica conferma nella strage di lavoratori esposti ad amianto. Le tesi dell’avvocato Bonanni sul fatto che l’amianto facesse male alla salute anche oltre le malattie riconosciute dall’INAIL che tende sempre a sottovalutare i danni da amianto, hanno trovato conferma nelle affermazioni di scienziati indipendenti e agenzie internazionali di difesa della salute pubblica. L’unico strumento di tutela contro l’amianto è evitarne l’esposizione.

Avvocato Bonanni Latina

L’ avvocato Ezio Bonanni ci accoglie nel suo studio in Latina, sommerso dai fascicoli. C’è un caso di un operaio dell’ILVA deceduto a 60 anni per mesotelioma e di un operaio dei cantieri navali deceduto sempre per la stessa patologia. Con rammarico apprendiamo che in questo caso è deceduta anche la moglie, che lavava le tute contaminate da amianto.

L’Avvocato Bonanni, nonostante la mole di lavoro, ci accoglie e si distoglie dai fascicoli per farci il punto sulla situazione amianto in provincia di Roma e Latina, in particolare Anzio, Nettuno, Aprilia e Pomezia. Durante l’intervista ci illustra cosa si dovrebbe fare per tutelare i diritti delle vittime e dei loro famigliari, spesso mogli colpevoli solo di aver lavato le tute ai mariti, anch’esse morte per amianto.

Intervista all’Avv Bonanni

L’Eco del Litorale ha dedicato particolare attenzione ai rischi e alle vittime dell’amianto nel Lazio, sostenendo le tesi dell’ avvocato Ezio Bonanni circa la prevenzione primaria. La nostra redazione ha altresì ricevuto decine di segnalazioni di decessi per amianto nelle città di Anzio, Nettuno, Pomezia, Latina e Aprilia. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare spazio alle tesi dell’avvocato Ezio Bonanni (avvocato Bonanni Latina), avvocato pontino, pioniere delle battaglie contro l’amianto e della difesa contro le vittime in Italia. 

Come fermare la strage di amianto nel Lazio?

È semplice: basterebbe bonificare, bonificare, bonificare. Però le fabbriche della pianura pontina e tutte le installazioni nella zona pontina e nel Lazio contengono ancora amianto. Lo dissi la prima volta nel gennaio del 2000. Tutti sostenevano di non conoscere l’amianto e le sue capacità cancerogene.

Solo quando è iniziata la strage, penso alla Goodyear di Cisterna di Latina e all’ospedale militare di Anzio, dove ci sono stati molti casi di patologie asbesto correlate, allora si è posto il problema della bonifica. I nostri politici non ci sentono, sono preoccupati dei loro vitalizi e di favorire l’industria. Si sa, la politica è contigua ai gruppi industriali. Occorrerebbe far chiarezza.

Le proposte dell’Avv Bonanni

Metterei all’ordine del giorno la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per gli incentivi fiscali per chi bonifica. Porterebbe anche ad un risparmio economico in termini di spese sanitarie e previdenziali. Un malato di amianto ci costa 200.000 euro l’anno. Continuare così significa distruggere intere famiglie, sfregiare un tessuto culturale oltre che sociale, e far saltare i conti del bilancio pubblico oltre che perpetuare una condizione di sistematica lesione di diritti costituzionali.

Già la nostra Costituzione….. Chi era quel politico di Firenze che voleva stravolgere la nostra Costituzione? E che aveva promesso di ritirarsi se il popolo lo avesse disapprovato? E invece è ancora lì, è uscita qualche giorno fa la notizia della telefonata con un noto industriale italiano, al quale venivano date delle informazioni che sono state utilizzate per fare utili in borsa.

Eppure tutto tace. Per questo è necessario che i cittadini dal basso associandosi ribaltino questo stato di cose ovvero che impongano il rispetto della Costituzione Italiana che poi si traduce nei comandamenti non uccidere e non rubare.  Il non uccidere vale pure per gli ambienti di lavoro e per i lavoratori specialmente se si impiega l’amianto.

Impegno per la giustizia

La nostra battaglia continua e continuerà. Finché avrò un filo di voce tenterò di imporre il rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori e dei loro famigliari, vittime dell’amianto ed altri veleni negli ambienti di vita e di lavoro, contro ogni sopraffazione e contro ogni forza bruta del ricatto occupazionale che si fonda sul falso dilemma “morire di fame” o “morire di lavoro”? In ogni caso sono sempre disponibile per le vittime e i famigliari per dare assistenza legale gratuita attraverso il mio sito internet. 

Amianto: depressione e paura di morire

Amianto
Amianto

Depressione da amianto: una grave complicazione

Depressione da amianto. Intanto per chi si è ammalato, e paura di ammalarsi. È dimostrato che la prolungata esposizione alle fibre di amianto pregiudichi la salute umana ma in molti non sanno che oltre a indurre l’insorgenza di patologie asbesto correlate, la malattia può portare anche gravi complicanze psicologiche e una forma di depressione e paura chiamata: depressione da amianto.

Depressione da amianto: come si manifesta

La depressione da amianto perciò si manifesta con una costante fobia di morire (avere paura di morire), uno status quasi ossessivo in cui il soggetto è sempre propenso a pensare che possa accadere il peggio in qualsiasi circostanza.

Questi sintomi, in particolare, rendono la vita triste e difficile, ponendo dei veri e propri paletti tra chi ne è affetto e la propria serenità interiore e spesso tale condizione si rivela essere solo l’anticamera di patologie ancora più gravi come: mesotelioma, asbestosi, placche pleuriche, cancro alla faringe e una forma particolarmente aggressiva di tumore ai polmoni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto proprio per questo ha istituito un servizio gratuito di assistenza psicologica, disponibile 24 ore su 24.

Il Dipartimento di assistenza psicologica online dell’ONA è coordinato da uno dei massimi esperti in materia, ossia il Professor Francesco Pesce.

Il professor Pesce sottolinea, infatti, che «l buon 95% delle persone non ottimiste in realtà celano dentro sé un grande disagio interiore e uno stato fobico, mentre il restante 5% può essere costituito da soggetti mal condizionati, cioè a viversi solo l’aspetto peggiore perché creduto più vero». Questo grande errore di diagnosi è molto frequente.

Depressione da amianto: quali sono i sintomi e gli effetti?

La depressione correlata all’esposizione di fibre di asbesto in breve, si manifesta spesso negli ex lavoratori esposti all’amianto che nel corso del tempo hanno realizzato che molti dei loro compagni di lavoro, o semplicemente colleghi che svolgevano la loro stessa mansione, hanno perso la vita a causa della presenza di fibre di eternit.

Alcuni dei sintomi possono essere

  • – Paura di volare in areoplano
  • – Paura di morire
  • – Insicurezza generale
  • – Paura che nel futuro ci aspetteranno cose negative
  • – Paura di tutte le cose (buio, raccomandate, guasti, multe, malattie, ecc.)
  • – Molte partenze vissute con paura
  • – Paura dell’aggressività altrui
  • – Paura del coniuge
  • – Somattizzazioni sull’apparato gastrico
  • – Paura del cibo non fresco
  • – Paura degli esami
  • – Somattizzazioni sull’apparato viscerale
  • – Paura di sentirsi male
  • – Paura di essere anziani
  • – Somatizzazioni di tremore
  • – Paura dei fratelli, cugini e parenti
  • – Paura dello sporco, del disordine
  • – Somatizzazioni di pallore sulla pelle del viso
  • – Paura degli alieni, dei fantasmi e del diavolo
  • – Paura del nucleare e di tutto ciò che è tossico
  • – Somatizzazioni su capelli e apparato pilifero
  • – Paura di malattie e morte dei parenti stretti
  • – Paura sessuali (stupro, prestazione, omosessualità ecc.)
  • – Riduzione dell’appetito
  • – Paura di essere derubato (paura dei ladri e dei truffatori)
  • – Paura di essere brutti o poco piacenti
  • – Somatizzazioni sull’apparato muscolare
  • – Paura di essere deboli, poveri, e clochard
  • – Paura dell’acqua
  • – Somatizzazioni nella voce
  • – Paura di aver paura
  • – Paura dei carabinieri, polizia, finanza
  • – Riduzione della comunicazione
  • – Paura di incidenti stradali e delle automobili
  • – Paura di terremoti, disastri naturali (alluvioni, temporali fulmini,saette ecc)
  • – Autismo
  • – Paura di spaventi
  • – Paura degli insetti (ragni, vespe, zanzare, calabroni, ecc.)
  • – Riduzione della capacità di muoversi topograficamente nell’ambiente
  • – Paura di autostrade, gallerie, e luoghi leggermente lontani
  • – Paura delle figure autoritarie
  • – Depressione paura di morire
  • – Paura dei genitori
  • – Paura delle malattia e di morire

Queste sopra elencate sono solo alcune delle paure principali che affliggono gli uomini e che potrebbero rappresentare per i soggetti affetti da depressione da amianto degli insormontabili ostacoli verso una vita migliore.

La paura, sempre secondo il prof. Pesce,  possiede un certo grado di utilità perché consente di tenere alto lo stato di allerta, che evita molti incidenti.

Terapia per la depressione da amianto

Molti medici ogni volta che incontrano davanti a loro un paziente caduto in uno stato di profonda depressione consigliano l’uso di farmaci che aiutino a contrastare il problema.

Ma spesso per curare la depressione da amianto, non occorre necessariamente l’assunzione di farmaci, basta prendere coscienza del fatto che la vita è un bene prezioso, afferrare il coraggio di viverla giorno dopo giorno, cercare di essere ottimisti e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, concentrarsi su se stessi, su azioni che sappiamo possano gratificarci e soprattutto concentrare la nostra attenzione nell’amore dei propri cari.

È suggerito anche un percorso di psicoterapia empatica rogersiana (approccio che prevede il calarsi nei panni della persona usando capacità di ascolto ed empatia), proprio per cercare il conforto in chi come noi si trova ad affrontare le nostre stesse difficoltà oppure riesce a capirle più facilmente.