Ezio Bonanni, avvocato contro l’amianto

Avv Ezio Bonanni, presidente ONA
Avv Bonanni, presidente ONA

L’amianto è il killer del secolo e uccide migliaia di persone in tutta Italia. Solo nel 2016 sono state più di 6000 le persone decedute per mesotelioma, cancro polmonare da amianto, asbestosi e complicazioni cardiache, senza contare le altre patologie asbesto correlate. L’amianto ha tempi di latenza che arrivano anche a 40 anni. L’unica prevenzione per le malattie amianto è evitare ogni forma di esposizione, perché anche poche fibre possono essere mortali. L’amianto (sinonimo asbesto) agisce anche in sinergia con gli altri agenti tossico nocivi e cancerogeni e con i metalli pesanti. 

Tutela per gli esposti amianto

Gli esposti all’amianto e ad altri cancerogeni dovrebbero verificare periodicamente le loro condizioni sanitarie (sorveglianza sanitaria) per assicurarsi una diagnosi precoce in caso di malattie da amianto. Solo la diagnosi precoce permette terapie più efficaci e quindi maggiori chance di guarigione. 

Le vittime hanno diritto al prepensionamento (cioè il pensionamento anticipato), alla costituzione della rendita INAIL e il risarcimento dei danni. Questi diritti sono reversibili ai stretti congiunti (vedova e orfani). Per approfondire sui diritti delle vittime dell’amianto: 

Morti da amianto

L’epidemia di cui nessuno sta parlando ci impone un approfondimento sul tema. La fonte è autorevole perché le tesi dell’avvocato Bonanni hanno purtroppo trovato drammatica conferma nella strage di lavoratori esposti ad amianto. Le tesi dell’ avvocato Bonanni sul fatto che l’amianto facesse male alla salute anche oltre le malattie riconosciute dall’INAIL che tende sempre a sottovalutare i danni da amianto, hanno trovato conferma nelle affermazioni di scienziati indipendenti e agenzie internazionali di difesa della salute pubblica. L’unico strumento di tutela contro l’amianto è evitarne l’esposizione.

La prevenzione primaria

Quando il Prof. Veronesi sosteneva che la prevenzione consistesse nella sola diagnosi precoce, l’avvocato Ezio Bonanni riteneva da tempo che in presenza di un cancro il danno già si è creato e l’intervento può solo limitarne gli effetti. L’ avvocato Bonanni è quindi quello della importanza fondamentale della prevenzione primaria attraverso la bonifica, secondo il senso giuridico dell’art. 32 della Costituzione di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di vita.

L’Avv Bonanni sottolinea il ruolo di sinergia dei cancerogeni: fibre di amianto, benzene, benzidina, IPA, etc., insieme sono un cocktail micidiale. Va contrastata l’idea di profitto che presuppone il sacrificio di vite umane, in particolare va respinto al mittente il ricatto occupazionale sul falso dilemma morire di fame o morire di lavoro.

Avvocato Bonanni Latina

L’ avvocato Ezio Bonanni ci accoglie nel suo studio in Latina, sommerso dai fascicoli. C’è un caso di un operaio dell’ILVA deceduto a 60 anni per mesotelioma e di un operaio dei cantieri navali deceduto sempre per la stessa patologia. Con rammarico apprendiamo che in questo caso è deceduta anche la moglie, che lavava le tute contaminate da amianto. L’Avvocato Bonanni, nonostante la mole di lavoro, ci accoglie e si distoglie dai fascicoli per farci il punto sulla situazione amianto in provincia di Roma e Latina, in particolare Anzio, Nettuno, Aprilia e Pomezia. Durante l’intervista ci illustra cosa si dovrebbe fare per tutelare i diritti delle vittime e dei loro famigliari, spesso mogli colpevoli solo di aver lavato le tute ai mariti, anch’esse morte per amianto.

Intervista all’Avv Bonanni 

L’Eco del Litorale ha dedicato particolare attenzione ai rischi e alle vittime dell’amianto nel Lazio, sostenendo le tesi dell’ avvocato Ezio Bonanni circa la prevenzione primaria. La nostra redazione ha altresì ricevuto decine di segnalazioni di decessi per amianto nelle città di Anzio, Nettuno, Pomezia, Latina e Aprilia. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare spazio alle tesi dell’avvocato Ezio Bonanni (avvocato Bonanni Latina), avvocato pontino, pioniere delle battaglie contro l’amianto e della difesa contro le vittime in Italia. 

Come fermare la strage di amianto nel Lazio?

E’ semplice: basterebbe bonificare, bonificare, bonificare. Però le fabbriche della pianura pontina e tutte le installazioni nella zona pontina e nel Lazio contengono ancora amianto. Lo dissi la prima volta nel gennaio del 2000. Tutti sostenevano di non conoscere l’amianto e le sue capacità cancerogene. Solo quando è iniziata la strage, penso alla Goodyear di Cisterna di Latina e all’ospedale militare di Anzio, dove ci sono stati molti casi di patologie asbesto correlate, allora si è posto il problema della bonifica. I nostri politici non ci sentono, sono preoccupati dei loro vitalizi e di favorire l’industria. Si sa, la politica è contigua ai gruppi industriali. Occorrerebbe far chiarezza.

Le proposte dell’Avv Bonanni

Metterei all’ordine del giorno la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per gli incentivi fiscali per chi bonifica. Porterebbe anche ad un risparmio economico in termini di spese sanitarie e previdenziali. Un malato di amianto ci costa 200.000 euro l’anno. Continuare così significa distruggere intere famiglie, sfregiare un tessuto culturale oltre che sociale, e far saltare i conti del bilancio pubblico oltre che perpetuare una condizione di sistematica lesione di diritti costituzionali. Già la nostra Costituzione….. Chi era quel politico di Firenze che voleva stravolgere la nostra Costituzione? E che aveva promesso di ritirarsi se il popolo lo avesse disapprovato? E invece è ancora lì, è uscita qualche giorno fa la notizia della telefonata con un noto industriale italiano, al quale venivano date delle informazioni che sono state utilizzate per fare utili in borsa.

Eppure tutto tace. Per questo è necessario che i cittadini dal basso associandosi ribaltino questo stato di cose ovvero che impongano il rispetto della Costituzione Italiana che poi si traduce nei comandamenti non uccidere e non rubare.  Il non uccidere vale pure per gli ambienti di lavoro e per i lavoratori specialmente se si impiega l’amianto.

Impegno per la giustizia

La nostra battaglia continua e continuerà. Finché avrò un filo di voce tenterò di imporre il rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori e dei loro famigliari, vittime dell’amianto ed altri veleni negli ambienti di vita e di lavoro, contro ogni sopraffazione e contro ogni forza bruta del ricatto occupazionale che si fonda sul falso dilemma “morire di fame” o “morire di lavoro”? In ogni caso sono sempre disponibile per le vittime e i famigliari per dare assistenza legale gratuita attraverso il mio sito internet. 

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Leave a Comment

Your email address will not be published.