Allarme amianto a Latina, intervista al consigliere Matteo Coluzzi

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Situazione allarmante a Latina per la questione ambientale: non solo per il recente accertamento tecnico da cui si evince che nella Centrale Nucleare di Borgo Sabotino è stato utilizzato amianto, come sosteneva da tempo l’avvocato Ezio Bonanni, ma anche per l’immobilità di coloro che potrebbero prendere adeguate precauzioni per tutelare la salute dei cittadini esposti ad asbesto e si nascondono dietro il silenzio.

Gli interventi proposti e il silenzio come risposta

Già durante l’intervento di Bonanni alla Commissione ambiente del Comune di Latina è stata rimarcata la necessità di terminare la mappatura amianto con riferimento prima di tutto alle scuole e agli acquedotti. Questi ultimi, realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 257/92, sono in cemento amianto. Inoltre l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto aveva proposto di realizzare uno sportello amianto, per rendere più efficace l’azione di assistenza tecnica, medica e legale.

Sono ormai decorsi due anni senza alcun riscontro del Comune all’ONA, nella persona dell’avv. Ezio Bonanni, che in qualità di presidente ha più volte sollecitato l’amministrazione anche al fine di istituire la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti ad amianto.

L’intervista al Consigliere comunale Matteo Coluzzi

Il consigliere comunale Matteo Coluzzi, come dichiarato nell’intervista, ha più volte cercato di incentivare il Comune di Latina e sensibilizzare coloro che hanno sempre professato trasparenza, sensibilità per la salute pubblica e poi di fatto hanno dimostrato una chiusura mentale riguardo tematiche come l’amianto.

“Il 5 febbraio 2019 ho presentato una richiesta di accesso agli atti al comune per avere la documentazione inerente ad un’eventuale mappatura di quelli che erano gli edifici a rischio, in particolar modo per lo stato di conservazione del materiale stesso e per capire se in qualche modo erano state introdotte opzioni amministrative finalizzate a limitare e circoscrivere queste situazioni di degrado e di pericolosità anche dal punto di vista sanitario. Non ho avuto nessuna risposta per quanto riguarda l’accesso agli atti”.

La faccenda ha lasciato perplesso Coluzzi che sottolinea il fatto che per legge queste richieste dovrebbero essere esaurite entro trenta giorni.
Ma non si arrende, prepara una richiesta di commissione insieme agli altri membri della minoranza, proprio per far chiarezza sul discorso delle condutture idriche e sull’eventuale presenza di amianto in quanto sostiene che “nella gara di affidamento idrico, tra le migliorie proposte dalla società Acqualatina c’era quella della sostituzione dei supporti legati alle condutture idriche, sempre rientrante nei parametri di legge. Ora bisognerà capire se l’iter è stato realmente avviato“.
Ma questo non è l’unico punto oscuro riguardo i problemi relativi all’amianto nel Comune di Latina.

Coluzzi ha dichiarato che già nel 2016 fece domanda di accesso agli atti per conoscere lo stato del ristoro nucleare per quanto concerne la posizione del Comune di Latina in rapporto a quelle che erano state le richieste dell’ANCIN (Associazione Nazionali Comuni Italiani Nuclearizzati) che aveva visto inizialmente Latina come capofila e poi, con il subentro del commissario prefettizio non aveva dato seguito a quest’azione legale che però ha portato a un giudizio importante rispetto a quelli che dovevano essere dei ristori che non sono mai stati effettivamente erogati ai comuni che subiscono questa criticità territoriale.
Anche in quel caso non nessun responso.

Matteo non si arrende: “Visto la situazione, da parte mia c’è stata un’interrogazione direttamente indirizzata all’assessore all’ambiente e in questo caso ci fu una risposta obbligata. L’’assessore dichiarò che questa sentenza relativa all’ANCIN ci sarebbe stata l’8 Dicembre 2018 dopodiché è calato il silenzio e su questa cosa nessuno ha fatto più luce.
Ora mi chiedo, mentre gli altri stanno portando avanti questa battaglia, il comune di Latina che si è tirato fuori, che intenzioni ha anche da un punto di vista politico?

Ora sono molti i problemi che affliggono la città di Latina dal punto di vista ambientale e, di conseguenza, sanitario. Tutelare la salute dei cittadini esposti al rischio amianto.

L’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014.

Le città più colpite dai casi di mesotelioma – secondo quanto rilevato dal presidente dell’Associazione – fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.
“Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg – ha spiegato Bonanni – perché l’amianto provoca tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari. L’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Da poco la consigliera Nicoletta Zuliani insieme a Coluzzi hanno portato in Commissione ambiente il problema che affligge i cittadini di Borgo Bainsizza.
Il pollificio, sotto sequestro dal 2014,per presenza di eternit, liquami, carcasse di animali e irregolarità nei contratti.

Le attività di bonifiche, secondo il comitato “Amici del Borgo” dentro e fuori i capannoni in cemento con lastre di eternit, sono considerati errati e motivo di preoccupazione per la presunta dispersione di fibre di amianto in acqua e nell’aria.

L’eventuale produzione di uova in un edificio “coperto di amianto ‘” porterebbe un’enorme preoccupazione, sia per i cittadini che per i consumatori. Non solo. Anche per le abitazioni vicine e a meno di 300 metri il centro urbano.

L’assessore Roberto Lessio ha dichiarato in commissione la sua ferma opposizione riguardo l’apertura dell’allevamento fin quando resteranno le lastre di amianto nella strada del Bufalotto.

L’Avv. Bonanni, intanto, aveva richiesto un incontro al sindaco di Latina Vincenzo Coletta per affrontare insieme le tematiche ambientali che affliggono la provincia.
Il silenzio anche da parte del sindaco.

Ci auguriamo che il Comune di Latina riesca a prendere una posizione decisiva sul problema amianto, come hanno fatto altri comuni, senza rimanere sempre in balia degli eventi” conclude il consigliere comunale Matteo Coluzzi.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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