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martedì, Settembre 15, 2026
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Mito Mediterraneo

La civiltà mediterraneo
Mediterraneo

Mito Mediterraneo: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Sapere che il nostro divenire si accompagna da sempre con il sogno, la visione onirica di quanto a volte ci disturba, pur sapendo che il degrado è soprattutto legato alle nefandezze antropiche, ai comportamenti autolesivi dell’uomo, di ognuno di noi, ci lega indissolubilmente al mito, alle radici della nostra sofferta, ma grande civiltà, quella mediterranea.

Del resto, raccogliamo una complicatissima storia esistenziale, fatta di esaltanti momenti di festa, come quelli legati al Palio del Mare, piuttosto che di tragici episodi come quelli che sistematicamente si verificano lungo l’asse della Pontina, con i suoi roghi e con i suoi incidenti.

L’importantissima storia del Mediterraneo

Ma se non fossimo depositari di una storia millenaria fatta di straordinari episodi, come quelli che hanno riguardato personaggi degni dello stilo e della penna di Virgilio e Shakespeare, come Enea e Coriolano, non staremmo a parlare. Anzi non riusciremmo nemmeno a comprendere situazioni di straordinario degrado come quelle che attentano al nostro ambiente ed alla nostra incolumità o come quelle che ci confortano per la manifesta volontà di riscatto.

Questo è capitato ad Ardea, piuttosto che ad Anzio, dove i sentimenti di appartenenza e di solidarietà, d’impegno civile e coraggio permangono. Del resto, il Mare Mediterraneo che ci bagna è matrice e nesso di quanto ci capita da migliaia di anni.

Un Mare in cui nuotano da sempre Sirene e Tritoni, capaci di trascinarci nei gorghi della follia o di restituirci la vita e la speranza, come avvenne con la stessa battaglia tra Romani e Volsci ad Anzio nel 468 a.C., per Innocenzo XII naufrago nel 1691 o ancora con lo sbarco alleato, che nel 1944 mise di fatto la premessa per la fine del più grande conflitto mondiale della storia.

Dunque, in presenza di tanti fattori di riflessione, di meraviglie della cultura mediterranea, dell’invenzione della civiltà, della stessa Europa, frutto della visione onirica del passato futuro da parte dei nostri progenitori, io mi ostino a non capire inutili ottusità e rinvii di quel che la coscienza suggerisce in modo inderogabile.

Non possiamo distruggere la nostra essenza, le nostre nobili origini, la nostra anima piena di sentimenti impetuosi, ma anche di temperanza e saggezza. Perché questa è l’essenza di Oikoumene, la casa comune, il Mare Nostrum.

Numero Verde Assistenza ONA

L’incuria e la negligenza sono una terribile piaga

Ogni giorno che passa, cresce in me la sensazione che non si dia abbastanza valore al tempo perduto. Si continua a non voler vedere quel che è evidente.

Ecco perché, rompendo gli schemi di un moto perpetuo fatto di disastri annunciati e puntualmente verificati, di pie intenzioni spesso tradite, sento il bisogno di suggerire e contribuire ad avviare un’azione che parta dal semplice ragionamento, dal bisogno di dare un senso logico al nostro agire, al nostro impegno civile, che non può che riverberare i sentimenti di cui il Mediterraneo è millenario custode e portatore.

Ho netta la convinzione che lasciare andare in malora anche un angolo del nostro giardino, fatto di meraviglie, dove ogni dettaglio è fondamentale per l’armonico contesto, che ci ha generato e ci ospita, è fatto ben più grave del più orribile delitto che si possa imputare.

Non c’è peggiore catastrofe di quella determinata dall’incuria, dalla negligenza, dal dolo degli umani, che sanno essere straordinari angeli ma anche terrificanti demoni. È proprio quello che accade con i migranti accolti con i guanti bianchi in mare e poi precipitati nell’inferno dell’accoglienza a terra, inferno dove finiscono letteralmente in cenere i loro ed i nostri sogni, le loro e le nostre speranze.

Tornare a riflettere sul nostro melange culturale, la miscela di etnie, di tradizioni, di profumi di colori, di melodie, è la giusta necessaria via per riscoprire appunto le comuni radici e di rispettarle come valori intangibili.

Ecco, questo è quello che penso dopo anni di esaltazione trascorsi tra antichi travertini e i consunti laterizi, tra granitiche certezze, fondamentali elementi di un unico grande mosaico tra passato e futuro.

ONA e la tutela dell’ambiente e della salute

Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto. Le fibre di asbesto sono cancerogene, come chiarito dallo IARC nell’ultima monografia.

Perciò azioni di bonifica dei siti contaminati e la tutela dell’ambiente sono gli obiettivi primari dell’ONA. A tal proposito la diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News è Recovery plan: opportunità per l’ambiente, in cui è espressa la fiducia dell’Osservatorio nelle future azioni del premier Draghi.

Lo sport in nome della Legge

Sport- Sesto Cerchio
Sesto Cerchio

Lo sport in nome della Legge: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Stando all’andamento o se preferite all’andazzo, la prospettiva che abbiamo o il rischio che si corre, è quello che lo sport lo si possa praticare per legge o in base ad essa, purché si giunga ad una sua definizione, ad un prodotto, cosa che appare complicata da fattori o addendi diversi.

Il fenomeno è in corso da oltre settant’anni, almeno stando all’esperienza maturata a partire dal commissariamento del CONI con Giulio Onesti nel 1944. Nel nome del popolo italiano, anziché della legge, sarebbe la soluzione ideale. In qualche modo ci si era pur avvicinati al traguardo.

Nel corso di questa lunghissima storia, partendo dai presupposti più diversi, si è comunque pervenuti sempre all’identico risultato, ovvero quello che ad oggi vede sostanzialmente immutato lo stato dell’arte.

Smantellare l’antico per far spazio al nuovo

Dunque, per l’ennesima volta, ad un passo dalla conclusione, l’insorgere di elementi ostativi e di dubbi circa i decreti attuativi, dettagli non meno importanti della stessa Legge, che pure era stata firmata dal Presidente della Repubblica giusto un anno fa, si profila un impantanamento.

Ci si attarda su questioni dall’apparenza caprigna, ma in realtà di capitale importanza, perché il vero obiettivo emergente per le parti contrapposte sembra essere quello di smantellare l’antico potere e pure il nuovo. Diciamo che la confusione regna sovrana per la scarsa consapevolezza dell’importanza reale della materia del contendere, della fragilità e della volatilità di un sistema.

Se al vertice gode di benefici e sostegni finanche esagerati, per un gruppo ristretto di oligarchi in parte eletti e in parte di nomina, di manager e funzionari non particolarmente esperti della materia, alla base e nel mezzo vive e sopravvive grazie ad un volontariato pervicace e diffuso, anche se frustrato dalla relativa sensibilità di legislatori e amministratori pubblici.

La realtà è che siamo di fronte ad un ibrido, nato da un compromesso salvifico con il fascismo e penalizzante dopo settantatré anni di Repubblica, nella cui Costituzione la parola sport non ha trovato posto.

Le difficoltà che incontra lo sport nel nostro Paese

L’Italia dei pregiudizi, prima il fascista e poi il repubblicano, ha fatto sì che lo sport senza distinguo, quello per tutti e quello del business e dello spettacolo finisse in un unico calderone, ammantandosi dell’olimpismo e della sua presunta algida autonomia.

Così il Bel Paese di Onesti, come quello di Olivetti e Mattei era vincente, un modello capace di performare livelli diversamente irraggiungibili, tale da porci tra i primi dieci paesi del mondo nella logica elitaria dei risultati agonistici, ma ben più indietro per l’aspetto sociosanitario.

Insomma, per decenni ci siamo distratti con l’apparire. Adesso ci rendiamo conto che siamo ben lontani dall’essere, che la pratica dell’attività sportivo-motoria non può rappresentare soltanto una eventualità, ma una vera e propria opportunità garantita e promossa come un diritto, tale e quale alla istruzione, alla salute, al lavoro.

Tutto questo dovrebbe e potrebbe avvenire in virtù di un sostegno da parte dello Stato, che non può e non deve prevaricare l’esistente, con il rischio di distruggerlo. Ma può e deve far crescere in modo esponenziale la base del movimento, connotata da centinaia di migliaia di società e nuclei, milioni di animatori e praticanti, che poco hanno a che vedere con tutto quello che continua ad avere evidenza per i media e l’organizzazione federale, in cui prevale significativamente l’alto livello, che peraltro assorbe la stragrande maggioranza delle risorse attualmente disponibili.

Sport: i grandi eventi e le organizzazioni

Diciamo che quel mezzo miliardo che alimentava CONI e CONI Servizi, con le gestioni di grandi eventi, strutture, preparazione olimpica, marketing, Scuola Nazionale, Biblioteca, Centro di Medicina, etc. è più o meno rimasto a disposizione di una organizzazione con un nuovo cartello in ditta, Sport e Salute. Ma mantenendo molte delle competenze e il ruolo del precedente CONI Servizi, nulla in più potrebbe fare, senza disporre di un adeguato finanziamento e di una articolazione che la protenda nella realtà, nel tessuto connettivo dei territori e della società civile in eterna attesa di un vero segnale.

A parte la pioggerella dei “bonus”, che ha forse per la prima volta dato un riconoscimento economico a decine di migliaia di soggetti prima totalmente ignorati ed esclusi, il vero discorso è che ci si dovrebbe addentrare seriamente nel ginepraio di problemi che quotidianamente devono affrontare coloro che, senza nulla pretendere e spesso rischiando, promuovono per gli altri o praticano in proprio attività fisico-sportiva.

Mancanza di provvedimenti per promuovere la cultura della salute

Quando il nuovo AD e Presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, idealizza un ruolo economico dello sport. Inoltre pensa ad un significativo apporto per l’aumento del PIL, adesso iper depresso dal COVID. È nel giusto e dice una cosa sensata, posto che l’attività di decine di milioni di cittadini, peraltro in permanente movimento sul territorio, potrebbe significativamente incentivare consumi virtuosi, non effimeri, mantenere in efficienza impianti diversamente destinati alla fatiscenza, combinarsi con il turismo di conoscenza, migliorare significativamente la qualità generale della vita e appunto della salute.

Purtroppo, però, nel caos dei provvedimenti legati all’emergenza, nel delirio annunciato dei miliardi da investire, non risulta che ci siano assegnazioni significative in grado di dare la giusta forza ad un progetto come quello preteso di promuovere una diversa cultura della salute, per tutti, dai bambini agli over 65, intervenendo oltre le competenze strette del Ministero dello Sport , che è senza portafoglio e sembra si stia organizzando in modo più appropriato con un Dipartimento, in ragione della riforma prevista dalla Legge Delega e dai contestati Decreti Attuativi.

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La definizione delle aree di competenza

Vogliamo essere più diretti e dirci tutto fuori dai denti. Il vero problema non dovrebbe essere identificato nel numero dei mandati dei Presidenti, ma diversamente nella definizione delle aree di competenza. In poche parole, l’associazionismo sportivo, nella sua autonomia, dovrebbe risolvere la questione dei mandati, ovvero nell’ambito dei propri statuti e nel rispetto delle regole e convenzioni internazionali che lo riguardano.

Quindi, lo Stato, con Governo, Coordinamento Interministeriale, Enti preposti, Dipartimenti, Regioni ed Enti Locali collegati al mondo dello sport per tutti e più complessivamente con i cittadini, dovrebbe svolgere senza mezzi termini la propria attività d’impatto, anche culturale. Qualche miliardo investito ogni anno in questa direzione potrebbe davvero rivoluzionare il nostro welfare e la nostra economia, fungendo da innesco, da moltiplicatore anche per opportunità professionali e di lavoro, a partire dai laureati in scienze motorie.

Quello che appare oggi un “Uovo di Colombo” è in realtà frutto di un ragionamento sano. Questo è basato sulla onestà intellettuale che contraddistingueva personaggi dello sport e della politica, che avevano un simile orientamento già nella prima metà degli anni sessanta, giusto dopo la sferzata di consapevolezza , di una possibile sinergia vincente tra sport e sviluppo, derivata dallo straordinario esito dei Giochi Olimpici a Roma.

Le problematiche devono trovare la giusta soluzione

Nel 1964, Giulio Onesti affermava: “Gli atleti eccezionali non sono sempre il prodotto di una leva di massa, ma è più facile procurarsi i buoni atleti su una vasta selezione , che non su ridotti e sparuti gruppi di praticanti.

Gli Enti di Propaganda meritano un finanziamento diretto da parte dello Stato. Tale finanziamento deve essere erogato dalla organizzazione più adatta e competente. Cioè dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di siffatte provvidenze si avvantaggerebbe la gioventù del nostro Paese”.

A tal proposito, Giacomo Brodolini, determinante per la rigenerante Legge Fifty – fifty, nel 1965 sosteneva: “Occorre operare in modo che alcune problematiche trovino soluzione e in particolare per determinare una società sempre più giusta e civile, a beneficio di qualsiasi categoria di cittadini.

Problemi come quelli della disponibilità dei beni ex GIL, del verde attrezzato, di impianti sportivi attraverso i piani d’investimento delle aziende pubbliche, dello sport nella scuola, della tutela sanitaria delle attività e del rilancio dell’attività sportiva ricreativa a tutti i livelli, costituiscono priorità, scelte attuali da farsi nell’ambito del Piano di Programmazione Economica, per quel che concerne lo sport e il tempo libero.”

Nel 1970, Onesti tornava a dire :” L’attività sportiva nel tempo libero rientra nella sfera del servizio sociale. Essa è compito dello Stato rispetto a un diritto dei cittadini ed un dovere della pubblica autorità”.

Educare con lo sport, l’importanza della formazione

Nel 1972, Antonio Ghirelli rinforzava il concetto: “ Ci siamo battuti per anni perché allo sport fosse riconosciuta la sua dignità di componente culturale della società; lo sport è qualcosa di più di un sistema, terapeutico.

E’ anche uno strumento di formazione, di educazione civile e democratica. Lo sport è scuola di disciplina, di coraggio e di cooperazione”.

Ghirelli in quella occasione anticipò in modo lucido molti argomenti ancora di assoluta attualità e su cui mi riprometto di tornare.

Ricordiamoci , infine, che Nicola Signorello organizzò lo storico Congresso Nazionale dello Sport con il precipuo intento di dare una svolta radicale a quello che molti consideravano un modello unico al mondo, piuttosto che una anomalia.

A successivi tentativi di Lelio Lagorio e Franco Carraro, della Ministra Margherita Boniver, si aggiunsero vari passaggi sino alla “riforma “ della Ministra Giovanna Melandri, nel 1999 e le novità del CONI Servizi, Società del MEF con finanziamento pubblico, nata nel 2002, aumentando l’ibridizzazione del CONI e la dipendenza economica vincolante di molte delle Federazioni Sportive.

Meno per gli Enti di Promozione, divenuti una via di mezzo tra i vecchi Enti di Propaganda e quelli del Tempo Libero eredi dell’OND/ENAL, con una forte propensione all’autofinanziamento, tramite circoli licenziatari affiliati e tesseramento con convenzioni.

Ma ormai, siamo però allo showdown formale. Da settembre si dovrebbe giocare a carte scoperte, con l’applicazione della Legge Delega, la messa in opera dei progetti presentati da Federazioni, Enti di Promozione e Benemeriti a Sport e Salute, salvo ripensamenti, una ulteriore pausa COVID e turbamenti per gli esiti delle elezioni regionali.

ONA e CONI uniti per la salvaguardia della salute

Il Presidente dell’ONA, l’Avvocato Bonanni, è intervenuto al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema dell’incontro è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per tutelare la salute dei cittadini e garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

Se si è a conoscenza di un sito contaminato dalla presenza di amianto è possibile segnalarlo anonimamente tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.

Di cui in cui, sino al prodest…

Parlamento - Prodest
Parlamento

Di cui in cui, sino al prodest…: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Scusate, ma tutta questa cagnara sui bonus a parlamentari e consiglieri non vi sembra sospetta e fuorviante? Non abbiamo dati ufficiali, salvo indiscrezioni di provenienza INPS, affidate alla stampa e due outing di consiglieri comunali, che si professano poveri in canna.

Dunque, a chi giova lo sputtanamento indiscriminato dell’intera classe politica, posto che siamo già alla frutta? Diciamo che piove sul bagnato. Il tema è dimezzare, giusto con il referendum abbinato al prossimo election day del 20 – 21 settembre. Non sono stati fatti nomi, ma quelli dei presunti partiti di appartenenza sì.

Prodest, l’idea del bonus è pessima

Diciamo che l’idea dei bonus, come concepita, di per sè è pessima, tanto quanto la raffazzonata gestione. Il vero problema è che abbiamo messo decine di miliardi in fuoriuscita e con un destino improbabile. Mentre il Paese abbisogna di investimenti strutturali e lavoro. Provate a capire quale impiego abbiano trovato i destinatari del reddito di cittadinanza. Vi renderete conto che il sistema è in preda ad una crisi di nervi.

Collocare i beneficiari del “reddito” nel lavoro socialmente utile sarebbe stato e sarebbe giusto e dignitoso, eppure siamo di fronte ad un vulnus operativo, ad un rebus al momento irrisolto e che, stando sempre ai dati forniti dall’INPS il 17 dicembre dello scorso anno, danno un quadro di oltre un milione di domande accolte, salvo altre centomila in lavorazione e oltre quattrocentomila respinte.

Insomma, potremmo disporre di un esercito operoso a libro paga ed invece registriamo una massa di assistiti in ozio. Forse dovremmo porci qualche domanda, di cui in cui, sino al prodest, e cercare di capire come mai siamo così combinati e a chi giova, COVID o non COVID.

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ONA: servizi di tutela delle vittime di amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. Durante questa pandemia covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato.

L’Avv. Ezio Bonanni evidenzia proprio questo dato nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio. Inoltre la capacità cancerogena dell’asbesto è stata confermata anche dallo IARC nell’ultima monografia.

A tal proposito si rivolge un appello al Premier Draghi e reiterata la richiesta di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto.

Bonus di qua, bonus di là

INPS -Bonus
INPS

Bonus di qua, bonus di là: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

I Bonus sono tanti e sono dati un po’ a caso

Il bello del bonus è che viene erogato a prescindere, salvo i requisiti reddituali del soggetto, ma relativi alla specificità del bonus. Per cui, se il “paperone” di turno ha una partita iva inchiodata, al miliardo in banca può aggiungere tranquillamente il bonus con gli spiccioli. Ma se è un “paperino”, che con la partita ci lavora e non ha avuto un calo superiore al trentatré per cento, nisba! Se per caso il soggetto “ivato” gode di una pensione minima, sempre nisba!

Questa storia dei bonus erogati e percepiti a gogo, senza certezza che i beneficiari fossero quelli giusti, esplode adesso. Il motivo è che si tratta di parlamentari di cui non è possibile conoscere l’identità ma l’appartenenza, per via della privacy. Come dire, sputtaniamo i partiti che non c’entrano, ma salviamo gli onorevoli furbi.

La realtà è che da tempo prevale la strategia dell’elargizione, nel convincimento che possa aumentare i consensi e pure il PIL.

Bonus: le risorse vanno gestite in con un’ottica più efficiente

Dal reddito di cittadinanza all’emergenza COVID, perché non fare i conti, nel senso del valsente gettato al vento e di chi ne ha beneficiato. Se la filosofia è quella del lancio dei confetti e di viva gli sposi, troppi incauti troveremo per strada. Magari qualcuno chiederà scusa per non aver resistito alla tentazione.

Come stanno chiedendo scusa i rappresentanti del Giappone per aver vomitato le prime mille tonnellate di greggio sulla barriera corallina dei nostri sogni, le mitiche Mauritius. Addio immaginifico paradiso, tal quale Seychelles, Maldive, Caraibi e Polinesia, addio battute del tipo: “Vi saluto, vi lascio in questo posto di m…, me ne vado alle Mauritius!”. “Adesso è meglio che tu rimanga nella tua casetta, Cretinetti!“, continua a ripeterci l’immortale Franca Valeri, che ieri ha raggiunto in Borea l’altro centenario compagno di scena, Albertone Sordi. Eh, care ragazze e ragazzi, la vita per noi continua, ma … attenti al lupo e alle volpi!

Numero Verde Assistenza ONA

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. La loro salvaguardia è ancora più importante durante questa pandemia di Covid-19.

L’amianto ha infatti aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato. Tanto è vero che ciò è stato evidenziato anche dall’Avv. Ezio Bonanni, nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

Si rivolge anche un appello al Premier Draghi. Occorrono infatti maggiori misure per contrastare i danni provocati dall’amianto. Inoltre attualmente diventa ancora più importante l’adozione di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto.

Calogero Vicario per la tutela vittime amianto Sicilia

Delegazione ONA Sicilia

Ezio BonanniL’Osservatorio Nazionale Amianto trasforma la Sicilia nella trincea della legalità. La mobilitazione di Calogero Vicario e dell’ONA Sicilia, è sostenuta dall’Avv. Ezio Bonanni ed è promossa al fine di garantire tutela vittime amianto Sicilia

È il tempo che il Governo assuma chiare iniziative a tutela della legalità e della giustizia, per quanto riguarda i diritti legati alle vittime dell’amianto.

Alla luce del contenuto pubblicato a cura del “Fatto Quotidiano”, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione fa un appello ai Ministri Costa e Catalfo.

Infatti, le dichiarazioni rese dal Ministro ai giornalisti del F.Q. secondo le quali non potrebbe intervenire perché sussiste una causa in corso non sono condivisibili.

Non è stato chiesto al Ministro di intervenire nella causa, bensì, di verificare le condotte dell’INPS e di evitare che si potraggano quelle condotte vessatorie, in danno dei lavoratori esposti ad amianto.

Vicario: la lotta delle vittime amianto non va in ferie

È il 37 giorno di sciopero della fame davanti al comune di Priolo Gargallo. È l’ONA Sicilia che protesta per ottenere la tutela vittime amianto Sicilia. A il sostegno anche del Senatore Pino Pisani, un medico che ben conosce il rischio amianto, che è al fianco di questi sventurati lavoratori.

La vicenda di Calogero Vicario e dei suoi colleghi di lavoro è emblematica di quello che accade in tutta Italia. I diritti delle vittime dell’amianto sono negati dall’INPS. Per questo motivo l’ONA continua a a mobilitare gli animi di tutti i lavoratori esposti per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questi sventurati lavoratori le cui fibre di amianto pentrano i polmoni, e li indeboliscono provocando il cancro, hanno diritto al prepensionamento. L’INPS lo nega. Fa orecchio da mercante, e gioca con la lungaggine della giustizia. Qualche volta con la inefficienza della giustizia. Il caso Palamara, dimostra che occorre fare chiarezza.

Le speranze dell’ONA riposte nel Ministro Buonafede

L’ONA ha fiducia nel Ministro Buonafede. Le vittime dell’amianto si aspettano che il Ministro faccia chiarezza sui recenti scandali che hanno colpito la Magistratura.

Il Governo Cinque Stelle aveva dichiarato di voler cambiare l’Italia. I cittadini siciliani hanno premiato il movimento Cinque Stelle, ed è, quindi, necessario che dalle parole si passi ai fatti, e che quanto è stato annunciato nel corso della campagna elettorale, venga tradotto in impegni concreti. Per questo motivo, l’ONA chiede al Ministro della Giustizia, On. Avv. Alfonso Buonafede, provvedimenti concreti per sveltire i processi e renderli più equi.

ONA Sicilia: i motivi dello sciopero

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva riconosciuto i c.d. benefici amianto. Una lunga vertenza iniziata nel 2009 e portata a termine con caparbietà dall’Avv. Ezio Bonanni. Con l’Avv. Ezio Bonanni aveva collaborato anche l’Avv. Alessandro Scuderi. Anche lui schierato dalla parte dell’ONA per la tutela vittime amianto Sicilia.

Tornando al punto, l’INPS è stata quindi condannata all’accredito delle maggiorazioni contributive. Se da una parte l’INPS ha accreditato le maggiorazioni, dall’altra ha poi proceduto con l’appello.

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa, che aveva accreditato i benefici amianto.

L’ONA al Ministro del Lavoro: tutelare le vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, grazie all’intercezione del Senatore Giuseppe Pisani, è stato ricevuto presso il Ministero del Lavoro. Era presente anche il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Igiene e Sanità.

Nel colloquio è stata presente anche la Prof.ssa Paola Bozzao, Vice di Capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito la richiesta di un intervento tecnico normativo del Ministro del Lavoro per sanare la ferita inferta alla dignità dei lavoratori dalla sentenza della Corte di Appello di Catania.

Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa

Il Ministro del Lavoro è chiamato a dirimere un contrasto epico. Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa!

La sentenza in questione, è incentrata sulla vicenda giuridica del prepensionamento di 21 operai esposti ad amianto presso l’officina “Industrie Meccaniche Siciliane” , i quali per tutelare i propri diritti, hanno dato luogo ad uno sciopero della fame. La predetta sentenza è stata contestata dalla Corte di Appello di Catania e potrà essere impugnata in Cassazione.

L’Avv. Ezio Bonanni si è incontrato con  il vice capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla  Dott.ssa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal Dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo.

L’Avv. Ezio Bonanni: come il Ministro può intervenire

La modifica della decisione sui benefici amianto di questi lavoratori si basa su un cavillo. La Corte di Appello di Catania ha interpretato in modo difforme alcune norme che riguardano il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto.

Con riferimento al complesso normativo che regola i benefici amianto, ovvero il prepensionamento amianto, occorre considerare tutta una serie di norme che si sono sovrapposte.

L’art., co. 6bis della L. 326/03, e l’art. 3, co. 132 L. 350/03,  fanno riferimento alla applicazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, nella loro originaria formulazione.

Decadenza per mancanza di domanda INAIL entro il 15.06.2005

L’art. 47, L. 326/03, con la quale è stato convertito il D.L. 269/2003, imponeva l’obbligo della domanda all’INAIL entro i 6 mesi dalla emissione di un decreto ministeriale (art. 47, co. 5, L. 326/03).

Salvezza della decadenza per mancanza di domanda all’INAIL

In alcuni casi, vi è la tutela dei c.d. diritti quesiti. L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno sempre valorizzato alcune norme poste a tutela dei diritti quesiti dei lavoratori vittime dell’amianto.

Il testo dell’art. 47, co. 6bis, L. 326/2003

L’art. 47, co. 6bis, L. 326/03: Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento”.

Il testo dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

L’art. 3, co. 132, L. 350/03: In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”.

Il valore giuridico dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Il tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non lascia dubbi sul fatto che la platea di coloro che sono tutelati dalla decadenza, è più ampia.

Infatti, mentre la prima disposizione normativa fa riferimento all’applicabilità della precedente formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, solo per coloro che avevano maturato il diritto a pensione alla data del 02.10.2003 (data di entrata in vigore della nuova normativa), il successivo intervento, fa riferimento solo alla maturazione del diritto alla prestazione dei benefici amianto.

Come è di tutta evidenza, il tenore letterale di quest’ultima disposizione non lascia dubbi sul suo portato tecnico normativo, salvando dalla decadenza anche tutti coloro che alla data del 02.10.2003 avessero maturato soltanto il diritto ai benefici contributivi amianto, con il perfezionamento della fattispecie legale (10 anni di esposizione a soglie superiori alle 100 ff/ll), prima che entrasse in vigore l’art. 47 del D.L. 269/2003, che non può avere effetto retroattivo, ovvero che non era dotato di effetto retroattivo.

Necessaria applicazione vecchia normativa benefici amianto

Nel caso di questi lavoratori, come per tutti gli altri che alla data del 02.10.2003, avessero maturato il diritto ai benefici amianto, dovrebbe trovare applicazione l’originaria formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Questa normativa non prevedeva alcuna domanda all’INAIL. Al più, la domanda doveva essere depositata soltanto all’INPS per ottenere dall’ente l’accredito delle c.d. maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, valido per il prepensionamento.

I diritti dei lavoratori esposti

In altre parole, i lavoratori dell’amianto hanno diritto al conteggio del periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5. Questa maggiorazione contributiva prolunga il periodo di retribuzione del 50% utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione, e per chi è già in pensione, per il ricalcolo dell’entità della pensione.

Poiché questa norma non prevede alcuna decandenza, e alla data del 02.10.2003, sia Calogero Vicario e i suoi colleghi, avevano maturato i benefici amianto, proprio alla luce dell’art. 3, co. 132, L. 350/03,  per cui la precedente normativa trova applicazione aveva maturato anche solo i c.d. benefici amianto, è evidente che sussiste il diritto di questi lavoratori alle maggiorazioni e, quindi, al prepensionamento.

La corretta interpretazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Applicando la precedente disposizione normativa, quella dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, si evita la decadenza. Infatti, con l’applicazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non è necessario il requisito della maturazione del diritto a pensione alla data del 02.10.2003 per applicare la vecchia normativa. È sufficiente aver maturato i 10 anni alla data del 02.10.2003 e, quindi, aver maturato il diritto al beneficio amianto.

La Corte di Appello di Catania sostiene, invece, che il secondo testo normativo e, cioè, l’art. 3, co. 132, L. 350/03, debba essere intepretato come l’art. 47, co. 6bis L. 326/03. e cioè di richiedere la maturazione del diritto a pensione per evitare la decadenza.

Per i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane,  non era necessaria alcuna domanda all’INAIL entro il termine del 15.06.2005, per l’applicazione della precedente normativa.

La tesi del Tribunale di Siracusa

Pertanto, nel caso di specie, ben correttamente il Tribunale di Siracusa aveva rigettato le eccezioni dell’INPS, perché aveva tenuto conto che alla data del 02.10.2003, per i ricorrenti si era già perfezionata la fattispecie legale di cui all’art. 13, comma 8 L. 257/1992, in vigore prima dell’emissione del D.L. 269/03, in modo coerente con l’art. 38 della Costituzione e la giurisprudenza.

Infatti, tutti i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, alla data del 02.10.2003, avevano maturato i benefici ex art. 13 comma 8 L. 257/1992, ovvero i 10 anni di esposizione qualificata ad amianto, come provato dalla CTU tecnico-ambientale espletata nel giudizio di primo grado e, quindi, in applicazione del disposto normativo di cui all’art. 3, co. 132, L. 350/03, ha accolto le domande di tutti i ricorrenti.

Per questa ragione, si è chiesto di intervenire affinché il Ministro del Lavoro, alla luce del tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, emetta una successiva norma interpretativa con cui sanare questa ferita ai diritti dei lavoratori.

Lavoratori vittime di un contrasto giurisprudenziale

Si insiste affinché, quanto già richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni in data 20.07.2020, che si possa definire il contrasto giurisprudenziale con intervento tecnico normativo coerente con due principi:

  • Tutela dei diritti quesiti;
  • Tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03 che salva coloro che hanno acquisito il diritto alle maggiorazioni amianto al 02.10.2003;
  • Irretroattività dell’art. 47, L. 326/03;

Il Senatore Giuseppe Pisani: appello dei lavoratori

Il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Salute del Senato della Repubblica, così, nel suo post facebook:

Questa  mattina, insieme all’avvocato Bonanni, ho partecipato ad un incontro  con il vice capo di gabinetto del ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla dottoressa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo, che ringrazio per la immediata disponibilità a trattare la vicenda dei lavoratori della ditta Belleli; come noto, questi ex dipendenti della ditta che ha operato nel SIN di Priolo per molti anni, da alcuni giorni  stanno attuando lo sciopero della fame per  proclamare  la loro protesta contro la sentenza della sezione lavoro della CdA di Catania, avversa in merito al riconoscimento di taluni benefici relativi alla loro pregressa esposizione lavorativa all’amianto – scrive Pisani sul suo profilo di facebook.

Ex Dipendenti esposti amianto

“senza voler entrare nel merito delle disposizioni giudiziali, considerato che questi ex dipendenti sono, comunque, persone professionalmente esposte ad un agente altamente patogeno, bandito dai cicli lavorativi proprio per il suo elevato  rischio oncogeno, si vuole trovare, nel rispetto del quadro normativo,  una soluzione che consenta loro la fruizione delle prerogative di legge”.

L’Avv. Ezio Bonanni: la lotta continua!

L’ONA non ci sta e, non solo faremo una battaglia legale, ma andremo avanti con lo sciopero della fame ad oltranza. Non faremo sconti a nessuno”, annuncia Bonanni che, pur mantenendo la veste istituzionale di componente della Commissione Amianto voluta dal Ministro Costa, è stato chiaro: “non si accettano compromessi al ribasso, i lavoratori, in quanto malati, hanno comunque diritto al prepensionamento anche in base all’art. 13 comma 7 della l n. 257/1992.

Poi ci sono tutte le altre questioni che verranno illustrate nelle competenti sedi giudiziarie”, e aggiunge: “l’O.N.A. chiede che il Ministro del lavoro intanto vigili perché l’INPS non revochi le pensioni che ha concesso con autonomi atti amministrativi. Questo colpo di mano non può giustificare la revoca delle pensioni”.

Il grido di battaglia di Calogero e di tutte le altre vittime in Sicilia

Calogero al 37simo giorno dello sciopero della fame. Non è solo. Al suo fianco il Senatore Giuseppe Pisani del Movimento Cinque Stelle, che ha sollecitato il Ministro del Lavoro, Senatrice Nunzia Catalfo. L’ONA ha molta fiducia nella compagine governativa. Il Movimento Cinque Stelle in sede di elaborazione di programma di governo, ha, infatti, sostenuto che le tesi dell’ONA fossero fondate.

La proposta di legge D’Incà: abolire la decadenza

L’attuale Ministro Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge che traduce le tesi dell’ONA. Tutto il Movimento Cinque Stelle ha sottoscritto questa proposta di legge, ed è per questi motivi che l’ONA ha fiducia nella compagine governativa.

Per questo motivo l’ONA aveva sospeso le azioni di protesta che, però, si renderanno necessarie qualora non si desse corso a realizzare tecnicamente e concretamente quanto oggetto di una lunga interlocuzione  e collaborazione dell’associazione con le istituzioni.

Per questo motivo è iniziato lo sciopero della fame di Calogero e di altri. L’ONA intende, però, intensificare la mobilitazione per l’autunno, qualora non si desse corso ad interventi concreti. Per continuare così, a lottare per la tutela vittime amianto Sicilia.

On.le Raciti Fausto

Vicario: lo sciopero della fame non deve andare in ferie!

L’ONA è sulla breccia. Calogero Vicario, Antonio Dal Cin, Nicola Panei, Lorenzo Motta, Massimiliano Posarelli e centinaia di altri, sono impegnati in tutte le regioni di Italia per sollecitare le istituzioni ad affrontare e risolvere il problema amianto.

È stata istituita dal Ministero dell’Ambiente la Commissione Amianto. In questa Commissione l’Avv. Ezio Bonanni ha già presentato numerose proposte, al vaglio del Ministro.

Abbiamo maneggiato, respirato e mangiato l’amianto. La terribile fibra killer che uccide senza pietà. Ci sono precise responsabilità dello Stato Italiano. Il SIN di Siracusa non è stato ancora bonificato. Chiediamo l’urgente bonifica, e costituiamo in mora lo Stato Italiano. Il Tribunale di Siracusa ci ha dato ragione e ora la Corte di Appello ribalta l’esito della causa e questo è inammissibile, per cui continueremo lo sciopero della fame fino alla morte. Il Governo, che si è presentato come espressione del popolo, risolva il problema amianto, anche con la trasparenza della giustizia.

Appello alla magistratura e al Ministro della Giustizia

Il caso Palamara è inaccettabile, e anche alcuni provvedimenti di scarcerazione nel periodo del Co-vid. Ci aspettiamo che il Ministro della Giustizia dia delle direttrici chiare alla Magistratura: i criminali dell’amianto debbono essere perseguiti. La loro immunità merita di essere attenzionata dal Ministro della Giustizia attraverso l’utilizzo dei suoi poteri ispettivi. Se tutti i casi di malattia professionale asbesto correlata sono trasmessi con il referto all’autorità giudiziaria, come mai i procedimenti penali in corso si concludono sempre con archiviazione?”.

Conferenza Mondiale dell’Amianto a Taormina

Il primo nucleo dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia fu costituito nell’estate del 2009, per l’iniziativa di Calogero Vicario ed un gruppo di altri lavoratori di Priolo Gargallo. L’iniziativa fu promossa al fine di avviare azioni di tutela vittime amianto Sicilia.

Nella Conferenza Mondiale sull’amianto di Taormina del novembre del 2009, l’Avv. Ezio Bonanni ha rappresentato la Sicilia terra contaminata dall’amianto e si batte per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questo primo nucleo di lavoratori, esposti ad amianto, sostenne l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni che fu relatore alla Conferenza Mondiale dell’Amianto organizzata dal ISPESL presso Taormina. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I relatori erano i rappresentanti dei governi dei 5 continenti. Erano presenti anche scienziati indipendenti dagli Stati. Qualcuno rappresentante dei produttori di amianto. Qualcuno ha pure sostenuto che l’amianto crisotilo fosse innocuo.

L’impegno dell’ONA in Sicilia contro l’amianto

In tale occasione, a favore dell’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni erano presenti esponenti a sostenere la relazione dell’ Avv. Ezio Bonanni maestranze dei Cantieri Navali di Messina, nonché di Palermo, dipendenti dei Petrolchimici, dalle Raffinerie di Milazzo, di Gela e del Polo Petrolchimico di Siracusa, il più grande d’Europa.

Proprio la Sicilia, terra di sole e di mare, di vulcani e di aranci, è stata contaminata da tanti veleni, tra i quali le fibre di asbesto.

Bonificare il triangolo della morte e giustizia alle vittime

È questa la richiesta dell’ONA, dell’Avv. Ezio Bonanni, dell’On.le Pippo Gianni, di Calogero Vicario e di Antonio Dal Cin.

Il c.d. ‘triangolo della morte’, Augusta-Siracusa, Ragusa e Gela, è stato oggetto di numerose interrogazioni dell’On.le Pippo Gianni, quando era parlamentare nazionale, e la tutela della salute è il suo faro ora che è tornato a fare il Sindaco di Priolo Gargallo.

Calogero Vicario guida la riscossa dei lavoratori siciliani per ottenere tutela vittime amianto Sicilia. Una mobilitazione che va contro le multinazionali e le imprese del Nord Italia che hanno sventrato la Sicilia, con una colonizzazione selvaggia, con l’inquinamento, cancro e morte.

Già nel 2009, l’On.le Pippo Gianni, all’epoca Assessore presso la regione Sicilia, aveva avanzato numerose proposte al Governo Regionale e Nazionale, ma le sue gride sono rimaste inascoltate.

Nel 2014, l’On.le Pippo Gianni fu il promotore della c.d. legge regionale Gianni (10/2014) che, però, è rimasta lettera morta fino ai tempi più recenti.

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