20.1 C
Rome
venerdì, Maggio 22, 2026
Home Blog Page 320

Ferrovie dello Stato condannata a risarcire vittima amianto

ferrovie dello stato
treno, taniche

Il Tribunale di Roma ha condannato Ferrovie dello Stato al risarcimento dei familiari di un operaio di Foggia morto per amianto. I giudici capitolini hanno accolto il ricorso degli avvocati Daniela Cataldo e Ezio Bonanni.

L’aggiustatore meccanico ha lavorato nel 1969 alle dipendenze di RFI nelle Officine grandi riparazioni di Foggia. Sono bastati 14 mesi alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato per contrarre un mesotelioma che, purtroppo, lo ha ucciso.

Nonostante la resistenza delle Ferrovie dello Stato, è dimostrato che l’asbesto è stato utilizzato nelle carrozze e nei locomotori e che coloro che vi hanno lavorato, hanno subito un’elevata esposizione alla fibra killer.

Ferrovie dello Stato, amianto nelle Officine GR di Foggia

L’uomo, nei 14 mesi all’interno dell’OGR di Foggia delle Ferrovie dello Stato, si è occupato della manutenzione dei rotabili ferroviari, motori, tubazioni e cavi elettrici. Nell’unico grande ambiente lavoravano insieme tutte le maestranze esposte alla polvere di amianto che ha causato in tanti dipendenti tumori e patologie asbesto correlate.

La storia del 69enne di Foggia è simile a quella di tanti suoi colleghi, morti a Torino, come a Bologna. La storia della Officine Grande Riparazioni delle FdS è caratterizzata dalla strage di lavoratori, che in qualche caso hanno colpito anche i familiari.

 “Una nuova vittoria – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni – che ci fa capire come l’indennizzo Inail sia insufficiente a coprire i danni subiti dalle vittime amianto. Siamo soddisfatti del risultato, ma le persone esposte alla fibra killer e i loro familiari non dovrebbero affrontare anche percorsi giudiziari lunghissimi perché siano riconosciuti i loro diritti”.

La vicenda giudiziaria del 69enne

Nel 2006 l’operaio ha avuto un primo versamento pleurico e il 28 marzo 2009 è, purtroppo, deceduto per aver contratto un mesotelioma epitelioide. Ha lasciato la moglie e i due figli. La scienza ha ormai appurato da tempo che il mesotelioma è causato esclusivamente dall’amianto. L’Inail ha infatti subito accertato l’origine professionale della malattia. Ha quindi costituito in favore della vedova del 69enne la rendita di reversibilità.

La donna e i figli, assistiti dagli avvocati Ezio Bonanni (presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto), e Daniela Lucia Cataldo, hanno quindi presentato ricorso al Tribunale di Roma per ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali.

Ferrovie dello Stato ha contestato la pretesa spiegando che “solo a partire dalla metà degli anni ’70 vi è stata la presa di coscienza circa la pericolosità della esposizione a fibre in amianto”.

Il giudice Antonella Casoli ha, invece, accertato la responsabilità del datore di lavoro quando ha “adibito il lavoratore a lavorazioni che lo hanno esposto a elevatissime concentrazioni di polveri e fibre di amianto, contenute nei materiali manipolati e comunque aerodisperse nell’ambiente di lavoro”, ma anche perché avrebbe “omesso di mettere a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale, quali mascherine e tute da lavoro e di informare il lavoratore sui rischi connessi” all’amianto.

Inoltre, sempre secondo il Tribunale di Roma, che si rifà a precedenti sentenze, “già negli anni ’50 esisteva un’ampia letteratura scientifica che richiamava gli effetti dannosi dell’amianto.

La connessione tra l’asbesto e la malattia che ha portato alla morte del 69enne è stata in primis riconosciuta dall’Inail e poi dalla perizia medico – legale disposta durante il procedimento.

Ferrovie dello Stato condannata, il calcolo del risarcimento

Su queste basi, realizzando un calcolo sull’invalidità temporanea subita dalla vittima amianto, dalla diagnosi della malattia fino alla morte, e considerando anche l’impatto psicologico fortemente negativo, il Ctu nominato dal Tribunale ha quantificato il danno subito in 201.513,20 euro che andranno ai familiari dell’operaio, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali.

Inoltre, è pendente anche l’altro procedimento, quello relativo ai danni subiti dagli stretti congiunti per la malattia e la morte dell’uomo. Questi ha lasciato la vedova (63 anni), e due figli (di 37 e 33 anni), dopo un’agonia che si è protratta per circa 3 anni.

Il VII Rapporto ReNaM dell’Inail, pubblicato nel febbraio 2022 e aggiornato al 2018 ha censito 696 casi tra i dipendenti di FS. Fino al 2015 erano 619. I numeri sono ancora parziali, perché tre regioni non hanno inviato i casi registrati dal 2016.

Ma è solo la punta dell’iceberg, perché poi dal 2015 al 2021 l’ONA ha censito ulteriori 200 casi. Il che ha portato a circa 1000 decessi solo per mesotelioma e sfiora i 3000, tenendo conto di tutte le altre malattie asbesto correlate. Si arriva così a un numero complessivo di 4000 morti, escludendo le ditte esterne di coibentazione delle carrozze ferroviarie.

I dati sono disponibili anche nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

L’Ona si batte da sempre per fare giustizia per le vittime dell’amianto e le loro famiglie. Ma anche per le bonifiche, unico modo per evitare ancora malattie e morti. L’associazione ha anche creato una App per le segnalazioni. I cittadini possono utilizzarla per aggiornare la mappatura dei siti contaminati.

Danni amianto, Claudio Durigon al fianco delle vittime

danni amianto
Claudio Durigon

Claudio Durigon, deputato della Lega, è intervenuto ieri al convegno per una nuova cultura d’impresa. Temi chiave: sport, salute e sostenibilità e i danni amianto.

Il presidente di Confimea, Roberto Nardella, ha presentato il progetto confederale per portare le aziende ad abbracciare un metodo diverso di fare impresa, che ponga al centro il rispetto dell’ambiente e della persona. Durigon ha espresso il suo plauso per la sinergia che si è venuta a creare tra l’associazione di categoria, il Comitato italiano nazionale Fair play presieduto da Ruggero Alcanterini e l’Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.

La strage silenziosa causata dall’utilizzo dell’amianto in Italia, almeno fino sua alla messa al bando, con la legge 257/1992, è un tema caro anche al deputato Durigon, originario della provincia di Latina, proprio come l’avvocato Bonanni.

Durante il convegno, al quale ha partecipato anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il sottosegretario di Stato del ministero della Salute, Andrea Costa, Durigon ha sottolineato l’importanza di agire parallelamente sui temi di salute e sostenibilità. Temi nei quali rientra quello dell’amianto.

I danni causati dall’amianto

Le aziende hanno utilizzato l’amianto fino all’entrata in vigore della legge che ne ha vietato l’estrazione. Questo nonostante già dagli anni ’40 alcuni studi avessero evidenziato i danni che causava alla salute di chi ne respirava le fibre e le polveri. L’asbesto causa infatti, infiammazioni e tumori, primo tra tutti il mesotelioma. Oltre a questo provoca diversi altri tipi di cancro e tutta una serie di patologie asbesto correlate.

Nei casi di grandi siti produttivi le persone colpite non sono state soltanto quelle che lavoravano all’interno delle fabbriche e i loro familiari che respiravano le fibre portata a casa attraverso i vestiti e i capelli, ma anche i residenti dell’area vicina all’azienda. Le conseguenze, in tutta la loro drammaticità, stanno emergendo da qualche decennio, perché le malattie causate dall’amianto restano latenti anche decine di anni. Nel VII Rapporto ReNaM l’Inail ha registrato i casi di mesotelioma negli anni e, purtroppo, sono in continua e costante crescita.

Durigon: “Gestire al meglio le vittime dell’amianto”

“Un euro investito nella salute – ha spiegato Durigon – porta a 5 euro di risparmio in cure mediche e risarcimenti in un secondo momento”. Questo è anche il pensiero dell’Ona, ben delineato dall’avvocato Ezio Bonanni durante l’evento al Salone d’onore del Coni, al Foro italico a Roma. L’Osservatorio da anni, infatti, si batte, per un intervento preventivo. Per la bonifica dell’amianto dai luoghi pubblici e privati, per incentivi alle imprese che decidono di eliminare l’asbesto dalle fabbriche e di ammodernare.

Troppo spesso questi moniti cadono nel vuoto. “La politica delega ancora il problema amianto alla magistratura. Quando però ormai gli operai si sono ammalati e si può soltanto chiedere giustizia”.

L’onorevole Durigon intervistato al termine del convegno si è però impegnato per trovare soluzione a un fenomeno che fa 7mila vittime l’anno, che sono destinate ad aumentare. Così come si evince dall’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni, “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

“Dobbiamo gestire questa fase – ha spiegato Durigon – in maniera diversa. Ci sono ancora oggi tantissime imprese che hanno al loro interno l’amianto. C’è bisogno di un credito d’imposta, di un’attività varia che possa debellare questa grave situazione che c’è ancora nel nostro Paese. E poi è necessario gestire al meglio tutti quei lavoratori che hanno avuto danni importanti”. Ha quindi spiegato come il Pnrr possa essere un aiuto per gestire le bonifiche, anche se l’amianto è citato una volta soltanto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Possiamo metterci mano” ha dichiarato Durigon.

Danni amianto, cosa prevede il Pnrr

La questione amianto è citata nel Pnrr soltanto una volta, quando si parla di pannelli fotovoltaici.

“L’Italia è tra i paesi con il più alto consumo diretto di energia nella produzione alimentare dell’Unione Europea (terza dopo Francia e Germania). I costi energetici totali rappresentano oltre il 20 per cento dei costi variabili per le aziende agricole, con percentuali più elevate per alcuni sottosettori produttivi.

L’intervento proposto mira a raggiungere gli obiettivi di ammodernamento e utilizzo di tetti di edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale per la produzione di energia rinnovabile, aumentando così la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore e contribuire al benessere degli animali.

In particolare, il progetto si pone l’obiettivo di incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare su di una superficie complessiva senza consumo di suolo pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43GW, realizzando contestualmente una riqualificazione delle strutture produttive oggetto di intervento, con la rimozione dell’eternit / amianto sui tetti, ove presente, e/o il miglioramento della coibentazione e dell’areazione”.

Quindi in relazione ad un settore specifico. Nulla per quanto riguarda le scuole e gli ospedali, molti dei quali ancora contaminati. Nulla sulle bonifiche di aziende e siti di produzione, né per edifici privati. Una mancanza di attenzione che può causare ancora tanti danni amianto e migliaia di vittime.

La proposta di riforma della legge amianto finita nel cassetto

“Per poter affrontare e risolvere la problematica legata all’uso dell’amianto prima della legge 257/92 occorrono nuovi strumenti”. Lo ribadisce con forza anche il presidente dell’Ona, l’avvocato Bonanni.

“Tra questi – ha continuato Bonanni – servono strumenti tecnico-normativi, finanziari e fiscali. Un credito di imposta, come ha detto anche Durigon, per coloro che bonificano, sia nel settore pubblico che privato e anche per le aziende”.

Già il 7 novembre 2017 l’Ona ha presentato un articolato testo tecnico-normativo per riformare la Legge 257/1992 sull’amianto, che se approvato potrebbe permettere di affrontare e risolvere subito il problema in Italia. Testo che poi è stato inserito nella proposta di legge: “Modifiche alla legge 27 marzo 1992, n. 257 contenente norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto“.

Prevede, infatti, lo smaltimento e la bonifica dell’asbesto con il credito d’imposta per coloro che lo rimuovono.

L’evento in Campidoglio del 7 novembre 2017

Il fair play guiderà la nuova cultura d’impresa

il-fair-play
Bonanni parla sul palco del pair play

Sport, salute e sostenibilità, per una nuova cultura d’impresa” e l’imprenditore protagonista di un cambiamento epocale sulla base dei valori del Fair play: correttezza, lealtà, rispetto. Questo il punto chiave del progetto confederale di Confimea presentato oggi al salone d’onore del Coni, al Foro Italico, a Roma. L’evento è stato organizzato con il supporto del Comitato nazionale italiano Fair Play, con il patrocinio del Coni, di Sport e Salute e la partecipazione dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, di Earth Day Italia e di The Map Report.

Ad introdurre i lavori il presidente del Coni, Giovanni Malagò, di ritorno dai Giochi olimpici di Pechino, che si è soffermato sull’uso ormai maniacale della parola “sostenibilità”. Parola che fortunatamente è diventata fondamentale e che guida ogni azione, anche le manifestazioni sportive. “Si può avere la migliore scuola di sport, i migliori tecnici, ma se si organizza un evento sportivo a discapito della città, di chi vi abita e lavora, il danno che si crea inficia e supera l’importanza dell’evento sportivo stesso”.

L’Osservatorio nazionale amianto e il Comitato nazionale italiano Fair Play hanno consegnato a Malagò una targa per ringraziarlo per il suo impegno e per lo straordinario successo del Coni nel XXIV Giochi Olimpici Invernali.

Costa: “L’approccio del fair play può essere usato in tutti i settori”

Dopo di lui è intervenuto il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Andrea Costa che ha ribadito come tutti possano contribuire al cambiamento: “Oggi più che mai c’è la consapevolezza di come, dando giusta priorità all’attività sportiva, lavorando quindi sulla prevenzione, si migliori la qualità della vita e si risparmino risorse impiegate ora nella Sanità. Crescere con la cultura dello sport significa crescere con la cultura delle regole”. Ha ringraziato il presidente del Comitato nazionale italiano Fair Play, Ruggero Alcanterini, per il suo lavoro straordinario, portato avanti con grande passione: “L’approccio del Fair play può essere utilizzato in tutti i settori, questo ci permetterà di costruire insieme una società migliore”.

“Della necessità di un cambiamento per evitare di distruggere il nostro pianeta – ha spiegato il coordinatore di Heart Day Italia, Pierluigi Sassi – si parla da decenni e non sono bastati 30 anni di Conferenze sul clima per arrivare a qualcosa di concreto. Oggi il mondo delle imprese e il mondo dello sport si uniscono per contribuire a raggiungere questo obiettivo”.

Il progetto confederale di Confimea: il consulente di sostenibilità

Il presidente di Confimea, Roberto Nardella, dopo l’interessante premessa del Direttore generale, l’avvocato Silvia Mei, è entrato nel vivo svelando ogni aspetto del progetto confederale. Ha spiegato come non si può prescindere dal fatto che in Italia ci sono per la maggior parte piccole e medie imprese e 6 milioni di partite Iva. Una ogni 10 persone. Impossibile prescindere da questo. L’azienda è integrata nel territorio, nella comunità.

“La sera l’imprenditore diventa uno di loro. Dobbiamo rimisurarci. Creare un modo di pensare l’impresa dove la terra e la salute sono interconnesse, si muovano all’unisono. Il Pnrr è fondato sugli stessi 3 principi su cui si basa anche nostro progetto. L’azienda dovrà quindi presentare anche un bilancio di sostenibilità. Non solo economico. Ci sarà un consulente di sostenibilità al fianco dell’imprenditore che gestirà un punto di ascolto con rappresentanze delle parti sociali.

Il fair play, la vera internazionalizzazione di Confimea

Sono previste poi sinergie tra imprenditori e un dialogo con tutto il sistema federale. Con reti di imprese. L’obiettivo è non far morire nessuna partita iva. Se le mettiamo in rete, se lavoriamo insieme, tutti possono sopravvivere.  Verso la vera internazionalizzazione, quella di ampliare mercati e non delocalizzare i siti produttivi, ma i prodotti. Altri obiettivi sono poi ridurre gli sprechi energetici e gli scarti legati al processo di produzione. Ridurre l’utilizzo della carta e la digitalizzazione. Lavorare per una prevenzione primaria contro la spesa sanitaria.

Ultimo punto ma non meno importante – ha continuato – la gestione del rischio d’impresa. Per la protezione della produzione e dei dati.  Anche la piccola impresa può farlo con il nostro sistema. Il nostro progetto protegge il sistema imprenditoriale italiano.

La seconda missione del Pnrr è il verde e la transizione ecologica. L’economia circolare può avvenire attraverso le reti di impresa. E ancora realizzare un welfare aziendale. Tutto questo attraverso i valori del  fair play – ha concluso – correttezza e lealtà e rispetto”.

Bonanni – Ona: abbattere barriere ideologiche per lotta amianto

Alla salute e alla sicurezza dei lavoratori come investimento della stessa azienda si è agganciato per il suo intervento il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto. L’avvocato Ezio Bonanni, ha spiegato in un breve excursus la storia dell’utilizzo dell’amianto in Italia ben delineata, così come i danni causati, nella sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Nel suo appassionato intervento ha quindi dichiarato come sia: “necessario superare la distinzione ottocentesca tra imprenditore e lavoratore. Nella lotta all’asbesto, inoltre, non deve esistere colore politico. E’ importante superare anche barriere e steccati ideologici. Non ci deve essere contrapposizione tra impresa e lavoro. Lo scontro è sempre un errore, come ha ricordato ultimamente anche Papa Francesco“.

L’avvocato si è quindi rivolto ai politici presenti, gli onorevoli Claudio Durigon, Cosimo Maria Ferri e Nicola Carè: “A livello politico devono essere predisposti strumenti adeguati e coerenti. L’Inail deve essere accanto a imprese e lavoratori anche prima che accadano incidenti. Potrebbe modulare i premi sulla base della reale protezione di lavoratori. Con un abbattimento del premio per l’industria salubre”.

Ha ribadito l’importanza delle bonifiche dall’amianto che potrebbero essere accelerate tramite incentivi fiscali. Una ricetta per arrivare a zero esposizioni cancerogene, zero malattie, zero cause e zero risarcimenti. “Il denaro – ha concluso Bonanni – va impiegato per la prevenzione. Questa è la linea dell’Ona, ma la politica ha sempre delegato alla magistratura”.

Ruggero Alcanterini ha riassunto la sfida che è stata lanciata oggi: “Dobbiamo cambiare mentalità seguendo lo spirito del fair play, perché le azioni non si ripercuotono sulla collettività. Così come è stato per l’amianto. Oggi nasce questa alleanza con l’Ona e Confimea che hanno questa sensibilità per una conversione geometrica verso una migliore qualità della vita”.

Imprenditore, ingegnere e politico: nel ricordo di Adriano Olivetti

Adriano Olivetti
Adriano Olivetti

Sport, salute e transizione etica, come sostenibilità d’impresa

Ma come chiamarlo, se non Adriano Olivetti, il Progetto ideale per tornare a vivere. Anzi a cavalcare l’onda che negli anni cinquanta aveva ispirato la rinascenza italica.

Di certo il concetto olivettiano di impresa all’avanguardia, come ideazione, ricerca e rapporto con il sociale dentro e fuori dell’azienda era e rimane l’uovo di Colombo. Quell’uovo che Clolmbo per primo, richiamò come concetto esemplificativo di un modo di fare ed essere, talmente easy e alternativo, pulito e generoso, ispirato al gioco corretto, tale da sembrare dissacrante e pericoloso. Almeno a quelli che non esitarono a distruggere il prototipo etico di cui si avvalse il tricolore, come straordinaria avanguardia nel digitale.

Non voglio ricordare a me stesso che la memoria corta non sempre rappresenta un vantaggio. E che Adriano Olivetti e Giorgio Tchou, come le loro stesse intuizioni ed invenzioni furono spazzati via dal furore di una concorrenza cinica e bara.

I primi giochi Olimpici a Roma

Il 25 agosto del 1960, quando furono inaugurati i XVII Giochi Olimpici di Roma, ricordati come quelli del “Dovere compiuto”, Olivetti era già volato in Borea da sei mesi.

Fu vittima di un “malore” senza testimoni su di un treno diretto in Svizzera, ma il Centro Stampa era la pietra angolare dell’organizzazione. Esempio di efficienza e funzionalità d’avanguardia, peraltro legate al geniale ricercatore italo-cinese Tchou, anche lui eliminato dal “fato” nel novembre del 1961.

Quando con il Progetto Elea la Olivetti era di gran lunga avanti alla concorrenza mondiale, imbarazzante ingombro per chi proseguiva nella guerra, magari fredda ma non di meno cruenta.

Ecco, il motivo per cui, pensando al modello Olivetti, che con la sua “O” bandierata era in pista anche nello sport.

Tra Formula Uno, sci ed atletica, ma che soprattutto era “over”, al di là di ogni utopica situazione riferibile al welfare ed alla conciliazione con il sociale. Quindi antesignana del concetto di sostenibilità e di etica, che tanto sta a cuore del movimento diffuso in Italia e in quarantadue paesi d’Europa, che adesso torniamo a parlare di nuova cultura d’impresa.

Dall’ONA a CONFIMEA: pronti al Fair Play Company

Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, che dal 2013 ha coniato il profilo della FAIR PLAY COMPANY, adesso scende in campo con CONFIMEA. Confederazione che somma centinaia di migliaia di piccole e medie imprese. Si tratta di consolidare e di attivare sinergie e prassi, che potrebbero dare soluzioni taumaturgiche per macro obiettivi diversamente irraggiungibili. Come la stessa estensione della cultura di prevenzione salute per i cinquantanove milioni di italiani che plaudono agli “azzurri” sul podio. Penano però per la loro condizione di inattivi, senza sostanziale diritto d’accesso all’attività fisica ed allo sport praticato.

Adriano Olivetti

Questa è una delle vie che si vanno aprendo, passando dall’impresa del fair play al fair play dell’impresa.

Per questo, salutando il Presidente Malagò al ritorno dai Giochi di Pechino, ricchi di successi, ma anche di seri irrinviabili motivi di riflessione, nel Salone d’Onore, con il Progetto CONFIMEA si comincerà a tessere la tela di un futuro diverso e ci saranno, con il Ministero della salute, i proconsoli di Roma Capitale, delle Istituzioni, dell’associazionismo ambientale proattivo come ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ed Earth Day Italia, i curatori di IO CHIRON, POSTURA E’SALUTE, nonché le avanguardie avanzate delle agenzie formative e i top della comunicazione specializzata, come The Map Report – Canale 513 di Sky. E’ giunta l’ora di cambiare musica e lo spartito è pronto.

Olivetti, Bonanni: “Il suo pensiero attuale e moderno”

“Il pensiero di Adriano Olivetti – ha aggiunto il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, a margine dell’eventi del 22 febbario 2022 presso il salone d’onore del Coni – è ancora attuale e moderno. Proprio la pandemia covid-19 dimostra che non è possibile il progresso, anche fosse solo economico, distruggendo l’ambiente.

Infatti, nel corso del suo intervento, lo stesso presidente del fair play, Ruggero Alcanterini, ha ribadito come il ruolo dell’Ona sia fondamentale. Senza la tutela dell’ambiente non c’è futuro anche nella stessa economia, oltre al corso inaccettabile in termini di vite umane. Malattie professionali, infortuni sul lavoro, lutti e tragedie devono essere prevenute prima di tutto con la cultura della sicurezza.

Nei luoghi di lavoro ciò che rileva non è indennizzare le vittime, ma prevenire gli infortuni e le malattie e quindi i danni”.

Papa Francesco: la forza della fede e la speranza nel futuro

Papa Francesco
Papa Francesco bacia i piedi di Gesù crocefisso

Papa Francesco è l’esempio da seguire. Con semplicità e gentilezza veicola messaggi forti, fino al cuore di tutti gli esseri umani. No alla guerra, sì alla pace. Vaccini per tutti, senza alcuna discriminazione geografica e censuaria.

Molti pensavano di essere sani e di poter vivere in un mondo malato. L’esperienza del Covid-19 ha riportato tutti alla tragica e drammatica realtà del nostro mondo, contaminato e malato. Quando il cuore non prova più emozioni, quando il messaggio è sempre quello violento (sentiamo dire che il messaggio minaccioso nei confronti di Putin possa essere il veicolo della pace), in realtà ci avviamo ad una deriva burrascosa. Nella mia vita ho sempre coltivato la possibilità di essere gentile e di veicolare anche i messaggi più duri con gentilezza, educazione ed umiltà.

Papa Francesco, la preghiera del 27 marzo 2020

La vera forza è nell’umiltà e nella semplicità, come le parole del Pontefice che, di fronte alla pandemia, è sceso dal tempio fino alla città eterna e nel mondo intero: un uomo in là con gli anni, sofferente, con la croce di Cristo. Solo apparentemente è solo, ma intorno a sé ha tutto il genere umano ed il mondo intero, il passato, il presente ed il futuro della storia dell’umanità. E poi ritorna al tempio. Sul sagrato di San Pietro in una piazza che, solo apparentemente è vuota, parla in silenzio al mondo intero. È la carezza di Papa Francesco, come quella del “Papa buono”, Giovanni XXIII, e quindi, ha accarezzato il mondo e tutti gli esseri umani, baciando i piedi del crocefisso.

Papa Francesco

Questo messaggio forte, emozionante, entusiasmante mi ha coinvolto personalmente come essere umano e voglio condividere quest’emozione. Grazie anche all’incontro di sabato (19.02.2022), organizzato presso la Cappella della Chiesa di San Biagio ai Gattinari, in Roma, in un incontro ufficiato dalla presenza di Monsignore Lucio Adrian Ruiz (il segretario del Dicastero per la Comunicazione presso la Santa Sede), che ha curato la pubblicazione di Papa Francesco “Perché avete paura? Non avete ancora fede? Statio Orbis 27 marzo 2020”.

Il mondo ostaggio del profitto

Mentre milioni di esseri umani vivono nell’indigenza, al limite della sopravvivenza, e centinaia di migliaia muoiono di stenti, gli Stati, in una danza macabra, impegnano sempre maggiori risorse per armamenti e quindi, per progetti di morte, dichiarandosi, allo stesso tempo dei cristiani e per di più, facendosi guerra l’uno con gli altri.

Gli stessi vaccini sono oggetto di brevetto e di profitto per le case farmaceutiche, così che quasi tutte le popolazioni dell’Africa e alcune dell’Asia, sono prive di questo fondamentale strumento.

Con un tiro beffardo, perché dall’Africa e dall’Asia giungono a noi quelle varianti che rischiano di metterci fuori gioco.

Papa Francesco scende tra la gente

L’insegnamento cruciale del 27.03.2020 è la discesa del Pontefice tra la gente. Uno come gli altri, come Gesù Cristo si è fatto carne ed ha rappresentato tutti, i primi e gli ultimi, senza distinzione di religione, di sesso di razza. Tanto che la fondamentale pubblicazione di Papa Francesco è stata distribuita in tutti i continenti, e perfino tradotta in arabo.

Bisogna avere a cuore i poveri della terra, bisogna lottare contro ogni forma di diseguaglianza e di violenza fisica e morale. Un mondo gentile, senza armi e destinando le risorse per gli armamenti allo sviluppo sano.

Per questi motivi, ritengo di poter continuare il mio impegno nella difesa dei più deboli e delle vittime secondo i principi della tradizione giudaico cristiana. Senza rinnegare tutti i principi fondamentali, comuni a tutte le religioni, senza più barriere ed ostacoli in favore dell’essere umano.

Emozionante l’incontro con Lucio Adrian Ruìz, al quale ho riferito del mio impegno, da più di 22 anni, in favore delle vittime dell’amianto. Caso paradigmatico di profitto che uccide. Questa tragica e drammatica realtà di una strage silenziosa delle vittime dell’amianto ho voluto condividere in quest’incontro, presso la Cappella della Chiesa Parrocchiale dei SS. Biagio e Carlo ai Catinari, a Roma, nell’incontro da lui ufficiato.

Monsignor Lucio Adrian Ruìz

In gioco il futuro dell’umanità

Il futuro dell’umanità è in bilico: il consumo del suolo e delle risorse dell’ecosistema mette in dubbio il futuro stesso dell’umanità. La triste e tragica vicenda del Covid-19 ha determinato la morte di milioni di esseri umani ed ha ucciso la spensieratezza di centinaia di milioni di esseri umani. Tutti accumunati, il più grande come il più piccino, dalla stessa sorte e dal comune destino. Il Covid-19 non ha risparmiato e non risparmia nessuno. Di fronte a questa pandemia, ogni essere umano ha evidenziato la sua fragilità a prescindere dalle ricchezze personali.

Quindi, la distruzione dell’ecosistema e la morte del pianeta debbono essere di monito a tutti, per invertire la rotta, in una transizione che deve essere ecologica ma allo stesso tempo morale ed etica. La sostenibilità deve essere, non solo ecologica, ma anche sociale ed economica ed abbracciare l’intero pianeta e tutti gli esseri viventi.

Non si può pensare di poter vivere in un mondo malato ed inquinato. L’inquinamento uccide l’essere umano e allo stesso tempo, distrugge i sentimenti. La normalità della vita nello scorrere giorno dopo giorno.

Per questo motivo, mi impegnerò ancora di più anche nel sociale, cercando di creare un movimento dal basso che sia valoriale ed esistenziale, ancorato ai sentimenti forti dell’amore, della fratellanza ed ispirato ai principi del bene comune, e della trasmissione in eredità ai nostri figli, di un pianeta pulito e sano, e dei principi migliori dell’essere umano.

Preghiera per le vittime dell’amianto

Nella preghiera dell’amianto

O Dio nostro Padre, Signore amante della vita che riponi la tua gloria nell’uomo vivente, che hai impresso la tua immagine nel volto di ogni uomo, ti preghiamo affinché la vita, ogni vita umana senza distinzione alcuna sia sempre amata e rispettata come il bene più grande da proteggere e da difendere…

Ti preghiamo affinché nessuna scelta tecnica o scientifica, e ancor più nessun calcolo di interesse o di guadagno possa mai prevalere sul rispetto della vita umana, di ogni vita…

Ti preghiamo, fa che nessun uomo mai più utilizzi materiali inquinanti e nocivi come l’amianto e che prima di tutto ricerchi il suo vero bene, la salute, la giustizia e la pace.

O Dio Nostro Padre, Signore amante della vita…Ti preghiamo per le tante vittime dell’amianto: concedi loro, che almeno nell’altra vita possano godere di quella felicità di cui sono stati ingiustamente privati su questa terra, e per i loro familiari, perché siano riconosciuti i loro giusti diritti.

Amen”

 

Così, in altre parole:

 

Buio nella notte,

la luce…,

il lampeggiare azzurro e splendido

che esalta il cuore.

 

Una forte emozione,

luce, amore, anima e cuore, oltre l’ostacolo,

nella ricerca dell’immenso”.

Con queste poche parole esprimo la forte emozione che ho provato e che provo, nell’impegnarmi ancora di più, con più forza nel tentativo di fermare l’inutile strage. Strage che colpisce tutti indistintamente causata dall’inquinamento e in particolare quello delle fibre di amianto.

Mi riconosco molto nel pensiero di Papa Francesco che, con la sua Santità, può essere la giusta guida per migliorarci giorno dopo giorno. Ed è solo migliorandoci, migliorando la nostra capacità di sentire e di amare, che possiamo essere sempre di più noi stessi. Ultimi e primi allo stesso tempo. Gli uni uguali agli altri.

Non primi né ultimi. Ma esseri umani.

Per questo, non sarà mai sufficiente anche il nostro massimo impegno. Quando ancora milioni di esseri umani muoiono di fame mentre i grandi della terra sperperano risorse, non possiamo rimanere fermi.

Certo, il nostro impegno quotidiano non potrà avere la stessa violenza degli assassini e dei vigliacchi che uccidono alle spalle, ovvero esseri umani inconsapevoli ed inerti. Il nostro impegno sarà a viso aperto, la nostra forza sarà nella dolcezza e nella gentilezza, nella nostra umiltà di ultimi in questa terra. Ognuno di noi è chiamato a lasciare una testimonianza della nostra vita che ci renderà quello che siamo. Ognuno lascerà una propria eredità. Termino questa mia breve riflessione richiamando le parole della preghiera per le vittime dell’amianto. Fu pronunciata per la prima volta, nella città di San Gemini, nella Diocesi di Terni, in un’assemblea pubblica.

Accogliamo con grande emozione la volontà di Papa Francesco di costruire, dal basso un messaggio di fede che provenga da una religiosità laica e al tempo stesso, da un messaggio di civiltà e giustizia che superi ogni steccato ed abbracci tutti gli esseri umani.

Il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, avvocato Ezio Bonanni