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Mesotelioma: nuove cure per il cancro amianto

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Mesotelioma cura: nel 2023 la ricerca continua

Mesotelioma cura cancro amianto è fondamentale. Il mesotelioma è il tumore delle cellule del mesotelio (tessuto della superficie delle membrane sierose, la pleura nel torace, il peritoneo nell’addome, pericardio nello spazio attorno al cuore e la membrana che riveste i testicoli).

È sempre causato dall’amianto (sinonimo asbesto, anche detto eternit) e il più frequente è il tumore della pleura. Solo la diagnosi precoce permette una terapia e cura efficace. Purtroppo, come dimostra il VII Rapporto ReNaM, le vittime aumentano di anno in anno.

Per tutte le vittime, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di assistenza medica e tutela legale online.

consulenza Mesotelioma cura

Grazie a questo notiziario amianto, l’associazione garantisce una più ampia tutela dei tuoi diritti! Con l’associazione potrai ottenere l’assistenza medica gratuita e il parere legale gratuito.

Indice dei contenuti

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Ricerca del mesotelioma in Svizzera: Emanuela Felley-Bosco

La rivista ‘Nature’ ha pubblicato lo studio sul mesotelioma dell’Accademia elvetica, coordinato dalla ricercatrice italiana, Emanuela Felley-Bosco, del laboratorio di oncologia molecolare dell’Università di Zurigo. La ricerca dell’accademia elvetica è il risultato di un finanziamento congiunto della Fondazione nazionale svizzera.

Un progetto che ha coinvolto gli ospedali universitari di Zurigo, Ginevra e Toronto, nonché l’Università di Friburgo e il Politecnico federale di Zurigo (amianto svizzera).

Prevenzione e cura del mesotelioma asbesto

Questa neoplasia si previene solo evitando l’esposizione alle fibre di asbesto. Anche il crisotilo è cancerogeno e provoca il mesotelioma. Il più frequente è il tumore della pleura. Solo la diagnosi precoce permette una terapia e nuove cure cancro efficaci. 

Il tumore del mesotelio, in base alla localizzazione, può essere:

Mesotelioma: la classificazione istologica

Esistono due classificazioni in base al tipo di cellule che fanno parte dei mesoteliomi: mesotelioma epitelioide e mesotelioma sarcomatoide. Nel caso in cui le cellule coinvolte sono di entrambe le tipologie, si parla di mesotelioma bifasico.

Le cellule tumorali epitelioidi sono il tipo più comune di cellule riscontrate nei mesoteliomi rispetto a quelle sarcomatoidi (del tumore sarcomatoide), e sono molto spesso correlate ai mesoteliomi peritoneali.

“Lo studio conferma quello che già l’Osservatorio Nazionale Amianto sostiene da anni – commenta il presidente Ona, Ezio Bonanni – ossia il ruolo dell’infiammazione nella genesi del mesotelioma (o tumore per amianto), per le capacità che le fibre di amianto hanno di innescare la cancerogenesi.

Un punto importante dello studio perché conferma il fondamento della teoria multistadio della cancerogenesi (mesotelioma da amianto pleura tumore) e in particolare il ruolo dell’infiammazione anche quando il cancro è al primo stadio.

Le responsabilità, quindi, di tutti coloro che hanno determinato l’esposizione ad amianto nonché dei datori di lavoro. Se l’infiammazione ha un ruolo, lo hanno anche le successive esposizioni a polveri e fibre di amianto che potrebbero determinare il cancro pleura. Esposizioni che abbreviano i tempi di latenza, diminuendo quelli di sopravvivenza.

Riducendo purtroppo, per i malati di mesotelioma pleurico aspettative di vita. Se l’infiammazione ha un ruolo, le hanno tutte le esposizioni e soprattutto la loro intensità. Più c’è esposizione e più si accelera il cancro. Anche quello che in atto”.

Lo studio dimostra che le fibre penetrano fino al mesotelio, tra cui la pleura, generando il mesotelioma pleurico, tumore da eternit situato nella membrana che riveste il polmone.

Non solo. In altri casi addirittura del peritoneo (che riveste l’addome) e così fino al pericardio. In rari casi raggiunge anche la tunica vaginale del testicolo e il peritoneo che circonda l’utero.

Le capacità cancerogene di tutte le fibre di amianto

Lo dimostra lo IARC sottolineando che l’infiammazione dà vita alla cancerogenesi. Si alimenta il cancro anche in seguito ad ulteriori esposizioni, anche quelle successive all’iniziazione (stato iniziale della cancerogenesi). Importante il meccanismo dell’infiammazione anche per quanto riguarda il cancro del polmone.

Le fibre di amianto provocano comunque microlesioni ai microcapillari e/o al DNA cellulare, e l’imminente attivazione della risposta immunitaria. È così che si innesca nei polmoni una riparazione dei tessuti danneggiati (enzimi riparatori). Un processo che in realtà danneggia tutti i tessuti circostanti e le cellule sane, nel tentativo di espellere le cellule trasformate.

È proprio questo meccanismo a determinare l’insorgenza del mesotelioma polmonare. I macrofagi, nel tentativo di distruggere le cellule tumorali, in realtà danneggiano i tessuti circostanti sani, e favoriscono, con l’infiammazione, l’avvio e l’accelerazione del processo cancerogeno. Perciò esiste un legame tra amianto e mesotelioma.

Qualche decennio fa si vedevano molti casi tra i chi lavorava nelle fabbriche di amianto (eternit tumore). Oggi invece il mesotelioma è diffuso anche tra chi svolge lavori manuali come elettricisti, meccanici, muratori.

Si registra un’incidenza significativa anche tra bidelli e insegnanti: questo a causa della presenza di amianto in alcuni edifici pubblici di costruzione datata, coibentati con l’asbesto.

Mesotelioma cura cancro amianto: le idee del Prof. Felley-Bosco

Lo studio della Prof. Emanuela Felley -Bosco, ricercatrice in oncologia molecolare, (sostenuto dal Fondo nazionale svizzero FNS e che ha visto la collaborazione degli ospedali universitari di Zurigo, Ginevra e Toronto, dell’Università di Friburgo e del Politecnico di Zurigo) evidenzia come a un certo punto si viene a creare uno squilibrio nella risposta immunitaria. Le difese calano, e si accentuano le capacità della riparazione.

Le cellule cancerogene, che in un paziente sano verrebbero velocemente eliminate, cominciano quindi a riprodursi formando il tumore eternit.

I tumori da amianto sono provocati da modifiche nell’Rna (la copia di trasferimento del Dna). Mutazioni che verranno studiate più in dettaglio che potrebbero essere un indizio per identificare la “firma genetica” del cancro dovuto all’amianto.

Questo studio è importante poiché assicura la diagnosi precoce.

Mesotelioma cura cancro amianto: aggiornamenti 2023

Si è tenuto recentemente a Madrid il Congresso della European Respiratory Society, durante il quale, oltre 30 ricercatori, fra cui oncologi, patologi, chirurghi toracici, radioterapisti, hanno presentato le raccomandazioni per il trattamento del mesotelioma nei suoi vari stadi, il cancro causato dall’esposizione alle fibre di amianto.

Le linee guida contenenti le raccomandazioni si basano su una review dei principali studi internazionali: nuove linee guida per la cura del mesotelioma.

Si può guarire dal tumore alla pleura?

Come guarire dal cancro? Per quanto riguarda il mesotelioma, tumore da amianto, le fibre di amianto inalate passano dai polmoni nella cavità pleurica, la membrana che ricopre i due organi vitali. Le fibre poi rimangono intrappolate in questa cavità a causa della loro forma e taglia.

Lo studio clinico sui ratti ha messo in evidenza come l’accumulo della sostanza killer nel mesotelio crei un disquilibrio. Uno scompenso tra l’attivazione del sistema immunitario, inibitore nella crescita delle cellule tumorali e i segnali che attivano la riparazione dei tessuti. La loro cicatrizzazione favorisce invece la crescita delle cellule mutate.

Un processo probabilmente dovuto a un deficit di comunicazione nella trasmissione di segnali del sistema immunitario. Un sistema immunitario ormai danneggiato che continua a ricevere segnali contraddittori.

Secondo la ricerca , le mutazioni delle molecole del Rna, molto simili a quelle del DNA, sono il fattore determinante per la risposta scorretta del sistema immunitario in amianto tumori.

Cura per il Mesotelioma: nuove tecniche nel 2023

Lo studio clinico per le cure mesotelioma, si presenta come l’apripista nella ricerca oncologica, per la genesi e la formazione delle forme tumorali. Forme causate da infiammazioni croniche e dal coinvolgimento del sistema immunitario. Teorie che confermano le tesi sostenute dal Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma dell’Osservatorio Nazionale Amianto per mesotelioma nuove cure.

Per ricevere assistenza medica e legale gratuita è sufficiente consultare la pagina: servizi gratuita vittime amianto

I casi di decesso per mesotelioma sono in continuo aumento in Italia, come nel resto di Europa. La causa? La mancata e adeguata azione di bonifica dall’amianto negli edifici pubblici e privati promossa dalle amministrazioni locali e nazionali.

Mesotelioma pleurico guarigione

Tumore alla pleura si può guarire? certamente il mesotelioma, tumore da amianto, può essere curato e in qualche caso sconfitto, ma la prima, se non la più efficace, forma di prevenzione per il mesotelioma pleurico (tumore pleura amianto), pericardico, del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo è evitare tutte le esposizioni a polveri e fibre di amianto.

Coloro che corrono il rischio di ammalarsi di mesotelioma amianto (amianto tumore polmonare), devono necessariamente sottoporsi a sorveglianza sanitaria (tumore amianto rimedi), dando il via a una diagnosi precoce fondamentale per il contrasto dell’insorgenza della malattia.

Chi invece ha contratto il mesotelioma, cancro amianto e altre patologie asbesto correlate deve sottoporsi alle opportune terapie per favorire, per esempio, tumore alla pleura guarigione. I pazienti, se sottoposti ad intervento chirurgico, con chemioterapia e radioterapia, possono avere maggiori aspettative di vita (trattamento multimodale mesotelioma).

Trattamento, cura e farmaci per il mesotelioma

Si può guarire dal tumore. Il trattamento del mesotelioma ( o tumore della pleura da amianto), si esegue con la somministrazione di cisplatino e pemetrexed. Per i pazienti che non sono operabili, è stato aggiunto il bevacizumab che è un anticorpo monoclonale. Inoltre, sono stati testati farmaci anti angiogenetici. Hanno un ruolo anche i farmaci antifiammatori.

Infatti, l’infiammazione gioca un ruolo decisivo nella genesi del mesotelioma, come chiarito dall’Avv. Ezio Bonanni. In alcuni casi, quando il cancro è localizzato, e deve essere mesotelioma epitelioide (anche eventualmente bifasico) e il paziente è in buona salute, è possibile l’intervento chirurgico, che deve essere non totalmente demolitivo e salvare sempre il diaframma.

Chirurgia del mesotelioma

L’intervento chirurgico è quel trattamento terapeutico con il quale si rimuove la massa del tumore, anche in caso di tumore amianto eternit. In caso di mesotelioma, si rimuove la pleura ovvero la parte della pleura su cui vi è localizzato il cancro. Le nuove linee guida prescrivono interventi che siano demolitivi il meno possibile.

L’intervento chirurgico è possibile solo in caso di neoplasia localizzata, allo stadio iniziale, e in pazienti in buono stato di salute, senza altre patologie. Il mesotelioma sarcomatoide non può essere trattato chirurgicamente. L’intervento può essere praticato con il tipo istologico del mesotelioma epitelioide. In caso di mesotelioma epitelioide aspettative di vita sono maggiori.

Un trattamento che combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia. L’intervento chirurgico deve essere il più possibile conservativo (pleurectomia-decorticazione) e costituito dalla rimozione della sola pleura, viscerale e parietale (e talvolta di pericardio e diaframma), senza rimuovere il polmone.

Nel passato, sono stati praticati interventi molto demolitivi. Il Prof. Marcello  Migliore, primario del Policlinico di Catania e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA è stato sempre molto attento nel divulgare e rendere comprensibile il concetto che l’intervento chirurgico deve servire al paziente e non al chirurgo (consulta l’intervento in video del Prof. Marcello Migliore: “cura mesotelioma chirurgia” alla conferenza ONA del 19.06.2018 di presentazione de Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, di cui è autore l’Avv. Ezio Bonanni).

L’ONA raccomanda di seguire le indicazioni del Prof. Marcello Migliore e quindi di evitare interventi chirurgici, specialmente nel caso in cui ci siano già delle mesotelioma metastasi ovvero qualora il cancro sia in uno stadio avanzato. Mesotelioma  sarcomatoide: si esclude la chirurgia (Prof. Mauro Roberto Benvenuti- conferenza ONA del 19.06.2018- intervento in video)

Chemioterapia del mesotelioma

La chemioterapia per il mesotelioma si basa sull’uso di un singolo farmaco o di combinazioni di più farmaci e può contribuire a rallentare la progressione della malattia, anche se difficilmente riesce a curarla in modo definitivo.

Il farmaco può essere somministrato per via sistemica, con una iniezione intravenosa che lo porta in tutto l’organismo, oppure direttamente nella cavità toracica (per via intrapleurica) o addominale (per via intraperitoneale). Questa somministrazione localizzata permette di colpire il tumore con dosi più alte di chemioterapico, che a volte viene riscaldato per aumentarne l’efficacia (chemioterapia ipertermica).

Questa modalità di somministrazione è sostenuta dal Prof. Marcello Migliore (Università di Catania e Comitato Tecnico Scientifico ONA). In questo modo, si evitano gli effetti tossici sistemici della chemioterapia. Si agisce così solo sulla parte colpita dal cancro, dopo la sua rimozione e si evita che le cellule neoplastiche si diffondano nell’organismo. Questo trattamento si esegue nella chirurgia del mesotelioma pleurico. 

I pazienti trattati con chemioterapia ipertermica hanno maggiori aspettative di vita. Si sono registrati casi di guarigione mesotelioma .

Il trattamento del mesotelioma con chemioterapia si esegue sempre con cisplatino e pemetrexed. Per i pazienti che non sono operabili, è stato aggiunto il bevacizumab che è un anticorpo monoclonale. Inoltre, sono stati testati farmaci anti angiogenetici e, in via sperimentale, i farmaci antivirali e immunoterapici. L’immunoterapia si è rivelata, però, poco efficace.

Radioterapia del mesotelioma

La radioterapia è un tipo di trattamento di comprovata efficacia utilizzato nella cura dei tumori. Sfrutta fasci di radiazioni ionizzanti o fasci di particelle ionizzanti per danneggiare il materiale genetico (DNA) delle cellule maligne.

La radioterapia è una delle scelte primarie nella cura e nel trattamento del mesotelioma pleurico. Si parla in questo caso di radioterapia emitoracica, che irradia solo la metà del torace interessata dalla malattia.

Terapie specifiche per mesotelioma localizzato o avanzato

Secondo il National Cancer Institute, i trattamenti terapeutici consigliati sono diversi se si tratta del mesotelioma maligno localizzato (stadio I) o in stadio avanzato. Nel primo caso generalmente si effettua la resezione chirurgica. Spesso si combina la chirurgia con la radioterapia postoperatoria, soprattutto se si tratta di mesotelioma intracavitario.

Il trattamento per il mesotelioma maligno avanzato (stadi II, III e IV) prevede, invece:

  • resezione chirurgica palliativa, in casi specifici;
  • somministrazione di nivolumab e ipilimumab di prima linea;
  • chemioterapia di associazione di prima linea con cisplatino più pemetrexed, con o senza bevacizumab;
  • terapie multimodali, in cui si combinano gli effetti di chirurgia, chemioterapia e radioterapia.

Infine, il paziente può essere sottoposto alla terapia intracavitaria. Secondo i primi studi clinici, la somministrazione intrapleurica o intraperitoneale di agenti chemioterapici (cisplatino, mitomicina e citarabina) produce una riduzione transitoria delle dimensioni delle masse tumorali e un controllo temporaneo dei versamenti.

Nuovi trattamenti per mesotelioma: parla il Dott. Montilla

In un’intervista fatta all’oncologo Montilla da questa testata, il dottore chiarisce i recenti sviluppi nella ricerca e nel trattamento del mesotelioma. In particolare il punto di svolta è dato dall’immunoterapia combinata. Per il mesotelioma non epitelioide, la forma più aggressiva e insensibile alla chemioterapia, la terapia con due farmaci immunologici (Nivolumab e Ipilimumab) aumenta la sopravvivenza di oltre il 20% a 5 anni dalla diagnosi.

Inoltre, come sostiene il Dott. Montilla, non bisogna sottovalutare le nuove opportunità terapeutiche per il mesotelioma pleurico maligno con natura istologica aggressiva e con assetto genomico eterogeneo. Infatti è sempre più efficace adottare una strategia terapeutica di precisione con approccio molecolare. 

Il Sostegno ONA nella ricerca sul mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’avvocato Ezio Bonanni, (grazie al sostegno di medici oncologi) ha costituito il Dipartimento di Ricerca e Cura del Mesotelioma per unire la ricerca e la terapia, nella speranza di guarire il tumore alla pleura, tumore amianto. Un modo per applicare immediatamente le nuove scoperte per mesotelioma cure, soprattutto per il tumore pleura cancro da amianto

Forte di successi già significativi nella cura e guarigione (tumore pleura guarigione) del mesotelioma, l’ONA si pone al fianco di tutte le vittime di amianto e di patologie asbesto correlate per consentire un prolungamento e il miglioramento delle aspettative di vita.

L’assistenza medica gratuita oncologica per la cura del mesotelioma dell’ONA permette di avere informazioni sulle nuove terapie e indicazioni su mesotelioma centri specializzati.

Assistenza legale gratuita per pazienti e familiari

L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i cittadini, i pazienti ed i loro famigliari. L’assistenza legale gratuita ed è fornita dall’Avv. Ezio Bonanni con la sua più che ventennale esperienza nella difesa delle vittime dell’amianto, insieme al suo staff di avvocati online.

L’assistenza legale gratuita di ONA permette ai cittadini esposti all’asbesto o ad altri cancerogeni, di ottenere l’indennizzo INAIL, il prepensionamento ed il risarcimento dei danni nei casi di patologie asbesto correlate, nonché in tutte le malattie causate dall’attività professionale e nello specifico possono richiedere:

  • Rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%;
  • Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali;
  • Benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione;
  • Pensionamento immediato, nel caso in cui con i benefici amianto non ci siano comunque i presupposti per la maturazione del diritto a pensione;
  • Risarcimento danni.
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Risarcimento beffa, Dal Cin: “Vita di un uomo vale 20mila euro”

risarcimento
tribunale amministrativo regione lazio

Il Tar del Lazio riconosce un ulteriore risarcimento al finanziere di Latina, Antonio Da Cin. Ventimila euro che suonano, però, come una beffa rispetto alla richiesta di danni patrimoniali e non patrimoniali per oltre 1 milione 600mila euro.

Attraverso l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, che lo assiste dall’inizio nella sua battaglia contro il ministero dell’Economia e delle Finanze, Dal Cin nel ricorso al Tar aveva infatti quantificato i danni causati dall’amianto con l’invalidità del 50%. Così come riconosciutagli dal giudice del Lavoro di Latina nel novembre del 2021.

I giudici amministrativi, invece, ritengono che la percentuale di invalidità da considerare per la quantificazione del danno, per il risarcimento, sia del 10% (Scrivono nel provvedimento “quella massima stimata dal perito nella consulenza fatta propria nella sentenza 1242/2021”). Soprattutto ritengono che “la determinazione del danno biologico debba fondarsi su criteri tradizionalmente elaborati nella civilistica, non potendosi di contro, prendere in considerazione l’impostazione di carattere solidaristico propria della disciplina sulle vittime del dovere”.

Questo nonostante il Ministero dell’Interno abbia riconosciuto, il 12 giugno 2018, Antonio Dal Cin come equiparato a vittima del dovere.

Risarcimento, amareggiato Dal Cin: Mi vergogno di essere italiano

“Ho servito il mio Paese e in tempo di pace sono stato condannato a morte da uno Stato che ora quantifica il prezzo della mia vita in 20.671 euro, peraltro commettendo l’ennesimo clamoroso errore. La massima stimata dalla CTU nella consulenza fatta propria nella sentenza n. 1242/2021 non è del 10%, infatti, ma del 50%.

Appare del tutto evidente che si vorrebbe anche negarmi i vitalizi, nonostante un Tribunale abbia nominato una CTU e sentenziato che sono invalido al 50% per la vittima del dovere. Sono mortificato, moralmente distrutto come uomo, come marito e come padre, e temo il peggio. Hanno vinto i poteri forti, quelli che mi hanno fatto la guerra da dieci anni a questa parte per aver osato denunciare e liberare dall’amianto i miei colleghi. Che, altrimenti, sarebbero rimasti esposti ad uno dei più micidiali cancerogeni del pianeta, con quelle inevitabili conseguenze che sto vivendo sulla mia pelle assieme alla mia famiglia”.

Continua la battaglia legale

Continua la battaglia legale dell’avvocato Bonanni affinché il finanziere possa avere giustizia e un adeguato risarcimento. Il militare ha contratto un’asbestosi pleurica per la quale è stato ritenuto inidoneo al servizio. Non può più lavorare, quindi, ma ha a casa due figli minorenni e una moglie gravemente malata.

Per questo ha sviluppato anche un disturbo ansioso disadattivo che, però, come la bronchite cronica, non gli viene riconosciuta come riconducibile all’attività lavorativa.

Una vittoria importante è stata quella relativa alla sentenza del Tribunale di Latina, n. 1242 del 25 novembre 2021, che ha riconosciuto al militare una invalidità del 50%. Dal Cin aveva già ottenuto il riconoscimento della causa di servizio e la conseguente equiparazione a vittima del dovere. Il ministero si è però opposto e Dal Cin attende ora l’Appello.

Amianto, i danni della fibra killer

L’amianto, nonostante le sue ottime caratteristiche produttive, è altamente dannoso per la salute. Già nel ‘900 gli esperti avevano notato un’alta mortalità tra gli operai che vi erano a contatto. Da allora negli anni ’40 due studi ne accertarono la pericolosità. Nonostante questo le aziende continuarono ad utilizzarlo.

Le fibre di amianto, però, causano asbestosi, tumori come il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate, molte delle quali mortali. L’avvocato Bonanni, nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, ha raccolto i dati aggiornati spiegando come le vittime, soltanto nel 2021, sono state 7mila. I dati sul mesotelioma sono raccolti invece nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

L’Ona si batte da tempo per le bonifiche amianto e ha creato anche una App per le segnalazioni dei siti contaminati.

Legge sull’amianto, Cingolani scopre la proposta per la riforma

legge sull'amianto
emissioni delle fabbriche, nuvole di fumo

La proposta di riforma della legge sull’amianto presentata un anno e mezzo fa è finita nell’oblio. Lo dice da tempo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto che faceva parte della commissione istituita ad hoc. E lo ha ammesso, non senza imbarazzo, il ministro per la Transazione ecologica, Roberto Cingolani a Il fatto quotidiano.

Ha detto di non sapere nulla della relazione elaborata da una commissione nominata dall’ex ministro Costa e presieduta da Guariniello. Dopo la caduta del governo la proposta è finita in un cassetto e lì è rimasta.

Legge sull’amianto 257/1992

Eppure è chiaro a tutti che la legge 257/1992 sull’amianto non rende giustizia alle vittime. La bonifica dalla fibra killer è in forte ritardo e il minerale continua ad essere presente anche in scuole e ospedali. E chi si ammala, per ricevere il giusto risarcimento, deve intraprendere percorsi giudiziari difficili e lunghissimi contro colossi dell’industria italiana. Spesso i risarcimenti, dopo anni di ricorsi e controricorsi, arrivano ai familiari degli operai che nel frattempo sono morti.

Anche questo è emerso ieri, durante l’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato, per l’istituzione della Giornata in memoria delle vittime dell’amianto.

Nicola Pondrano, ex operaio e sindacalista dell’Eternit e presidente del Comitato provinciale dell’Inail, sentito in Senato, ha spiegato come l’Ente registri ogni anno 2000 morti per mesotelioma, ma soltanto 600 vengono indennizzati. “Gli altri – ha spiegato – restano in un limbo”.

Legge sull’amianto, per la riforma qualcosa si muove

Qualcosa si muove. Il ministro Cingolani ha deciso di portare la questione anche al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando e al prossimo Comitato interministeriale per la transazione ecologica (Cite) per creare un fondo per i risarcimenti.

Raffaele Guariniello ha espresso soddisfazione. Il pubblico ministero nel 2012 chiese ed ottenne le condanne per gli ultimi due vertici di Eternit ancora in vita, al processo di Torino. Negli anni ha portato avanti la battaglia all’amianto, fino a presiedere la commissione per la riforma della legge sulla fibra killer. Ora sembra che il governo esaminerà di nuovo la relazione.

Amianto, il lavoro dell’Ona

Un’ottima notizia anche per il presidente dell’Ona, che chiede da anni un impegno politico per le bonifiche. Perché in Italia ci sono ancora 40 tonnellate di amianto che devono essere spostate e rese innocue. Nel Pnrr però c’è solo un piccolo riferimento all’asbesto. Nemmeno questa opportunità è stata colta per risolvere un problema che mina la salute di tutti i cittadini.

Nell’ultima pubblicazione del presidente Ona: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, il fenomeno è delineato in tutta la sua gravità. Le vittime nel 2021 sono state 7mila e sono, purtroppo, destinate a crescere. Il mesotelioma, come le altre patologie asbesto correlate, infatti, si manifestano anche a distanza di decenni dall’esposizione all’amianto e il picco è previsto tra il 2025 e il 2030.

Il Fondo per le vittime amianto

Il Fondo per le vittime amianto esiste. L’Inail eroga grazie a questo un ulteriore indennizzo economico ai titolari di rendite per malattie correlate all’esposizione all’asbesto. In caso di morte, lo fa in favore degli eredi titolari di rendita a superstiti. L’indennizzo non è però sufficiente a coprire tutti i danni patrimoniali e morali subiti dalla vittima e dai loro familiari e l’Inail non riconosce tutte le malattie causate dalla fibra killer.

Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha chiesto più volte che venga potenziato, proprio per garantire i diritti alle vittime ed evitare lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari.

I lavoratori che negli anni sono stati a contatto con le fibre e le polveri di amianto non avevano il minimo sospetto del pericolo che correvano. Le aziende, nonostante studi elaborati già negli anni ’40, hanno continuato ad utilizzarlo per le sue caratteristiche. È infatti ignifugo e fonoassorbente, se ne trova in quantità ed è facile anche l’estrazione. Il profitto ha fatto accantonare il diritto alla salute degli operai e delle loro famiglie e anche quella delle persone che vivevano e che vivono ancora vicino ai grandi siti industriali, tanti dei quali non sono stati bonificati.

L’Ona ha creato un’App apposita per permettere ai cittadini di segnalare luoghi in cui è presente l’asbesto.

Giornata in memoria vittime amianto: Fibra uccide la famiglia

Bonanni videocall amianto
Bonanni videocall, amianto

Il giorno dopo le dichiarazioni del ministro Roberto Cingolani, che a Il Fatto quotidiano dice di non sapere nulla della riforma sull’amianto elaborata un anno e mezzo fa e poi dimenticata, il presidente dell’Ona – Osservatorio notiziario amianto, Ezio Bonanni, ha parlato alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge che istituisce, per il 28 aprile, la Giornata in memoria per le vittime della fibra killer.

Ritardi ce ne sono e li pagano le vittime e i loro familiari, che combattono ogni giorno con le conseguenze dell’uso dissennato dell’amianto per decenni. Questo nonostante già dagli anni ’40 alcuni studi abbiano accertato la sua pericolosità per la salute.

Amianto killer, i danni alla salute del minerale perfetto

A spiegare i danni causati dall’asbesto è stato, questa mattina, nell’audizione informale sul disegno di legge, il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Milano, Maurizio Ascione. “L’amianto – ha detto – ha rappresentato per l’Italia il materiale ottimale per le sue caratteristiche. Purtroppo però ha creato gravi danni a chi vi ha lavorato a contatto, a chi è stato esposto soltanto indirettamente all’interno dei siti industriali. Lo stesso è stato, nel caso di grandi siti produttivi, per chi risiedeva nelle vicinanze. Negli anni sono stati, infatti, registrate gravissime forme tumorali, come il mesotelioma e il tumore del polmone. Sono seguite inchieste, processi che sono arrivati fino in Corte di Cassazione, ma non c’è stata ancora giustizia per le famiglie delle vittime”.

Giornata in memoria, riforma della legge sull’amianto dimenticata

Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha ricordato il testo di legge elaborato dalla Commissione per la riforma della legge sull’amianto istituita con decreto dall’ex ministro Costa a marzo del 2019 e presieduta dal procuratore Raffaele Guariniello, di cui l’avvocato Bonanni faceva parte. Da allora non se n’è saputo più nulla. Bonanni ha comunque espresso apprezzamento per il disegno di legge sulla Giornata in memoria delle vittime dell’asbesto e ha poi delineato tutta una serie di passaggi necessari per porre fine alla strage silenziosa.

Bonanni: “L’importanza della prevenzione primaria”

“Ci sono ancora tantissimi siti contaminati e tra questi numerose scuole e ospedali. E’ necessario provvedere alla bonifica utilizzando i fondi europei, considerando anche che nel Pnrr c’è ben poco. Utilizzando anche strumenti fiscali come il credito d’imposta. Bisogna superare il principio per cui il tema amianto sembra appannaggio esclusivo della magistratura, perché quando si arriva a questo punto per le vittime è troppo tardi. E’ necessario agire prima, con la prevenzione primaria. Anche l’Inail deve agire in questo senso, modellando i premi sulla base del numero delle malattie asbesto correlate presenti all’interno delle aziende. E premiare chi invece bonifica e ammoderna i propri stabilimenti.

Ancora è necessario potenziare il Fondo vittime dell’amianto, per evitare che chi si ammala, per avere il giusto risarcimento, debba intraprendere un lungo percorso giudiziario”.

L’avvocato Bonanni ha insistito quindi sugli investimenti per la ricerca per combattere le patologie asbesto correlate e anche il tumore al polmone.

“Questa iniziativa – ha concluso il presidente Ona – è importante perché dà dignità alle vittime dell’amianto, perché le riconosce, ma ci aspettiamo che il governo si occupi finalmente della bonifica”.

Giornata in memoria, vittime lasciate sole

A testimoniare con forza e dignità la sofferenza delle vittime di amianto è stata Santina Pasutto, presidente dell’Aea – Associazione esposti amianto del Friuli Venezia Giulia. È stata lei stessa a spiegare: “Prima di essere presidente Aea sono una vittima dell’amianto: a causa dell’asbesto ho perso mio marito e ora la mia vita è a disposizione delle famiglie che soffrono e che troppo spesso si sentono sole in questa battaglia, abbandonate dalle istituzioni. La fibra distrugge non solo l’essere umano, ma ciò che ha costruito: la famiglia”.

Giornata memoria, riconoscimento ai Comuni virtuosi

In Commissione Affari Costituzionali è intervenuto anche Fabrizio Protti, Presidente dello Sportello Amianto Nazionale, che oltre a sottolineare il “funerale della Legge 257/1992” ha proposto un riconoscimento anche ai Comuni che adottino di loro sponte buone pratiche. “Ben venga il premio e il riconoscimento per le vittime, ma è ora di ristrutturare la macchina dello Stato che non ha fornito nessuna soluzione operativa”. Un intervento duro, che pone con forza la necessità della volontà politica di risolvere il problema amianto.

Il caso di Casale Monferrato

Dopo di lui ha parlato anche Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato. Un Comune colpito senza pietà dall’amianto, con 2500 vittime su 35mila abitanti. “Qui la bonifica – ha detto – è a buon punto, ma non possiamo limitarci a lavorare soltanto sul nostro territorio. Vogliamo un laboratorio mondiale sull’utilizzo della fibra killer. Ci sono molte nazioni, non solo nel terzo mondo, infatti, che ancora utilizzano amianto”.

Ha poi ricordato la vergogna dello stabilimento Eternit, abbandonato a se stesso: “La più grande colpa della fabbrica Eternit. Vogliamo giustizia. Deve essere chiaro che chiunque utilizzi amianto deve essere punito penalmente”.

Giornata memoria, sull’amianto ritardo legislativo

Il presidente provinciale dell’Inail Nicola Pondrano ha invece evidenziato come le vittime di amianto sono salite di anno in anno arrivando a un numero impressionante: sono 20mila. A queste bisogna aggiungere le vittime nelle forze armate e i non lavoratori. L’Inail registra 2000 morti l’anno soltanto per mesotelioma, ma di questi soltanto 600 vengono indennizzati. “Gli altri restano in un limbo, con un piccolissimo ristoro (lo dico con vergogna), di 10mila euro una tantum. La Giornata deve diventare un momento solenne per ripartire a livello legislativo”.

Tutti hanno sottolineato l’importanza di sostenere la domanda di giustizia, davanti a processi come quello Eternit che contava 2270 morti per disastro doloso che si è concluso con la prescrizione del reato. Ad ascoltare erano presenti il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Dario Parrini, gli altri membri e la senatrice Raffaella Marin (Lega), promotrice del disegno di legge.

Da anni il presidente dell’Ona si batte per portare all’attenzione il fenomeno troppo spesso negli anni sottaciuto. Ha elaborato testi e statistiche in merito, fino all’ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2021“ in cui è riportato nero su bianco il dato relativo a 2021 che ha contato 7mila morti per l’amianto. I dati sul mesotelioma sono registrati anche dall’Inail (VII Rapporto ReNaM). La Giornata in memoria per le vittime è importante, ma serve agire in fretta, per non vedere questo numero crescete ancora.

L’Ona a creato anche una App per le segnalazioni dei siti contaminati.

L’Erasmus Fair play con Skills for youth vola in Grecia

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erasmus, giovani

L’Erasmus Fair Play vola in Grecia. Dal 17 al 20 febbraio avrà luogo a Kalamata il secondo Short-Term Joint Staff Training Event del progetto Skills For Youth. Quattro giorni interamente dedicati alla formazione degli operatori giovanili sulla tematica del Fair Play. Tematica che sarà applicata nell’educazione dei giovani.

Il Progetto Skills For Youth è finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea. Vede il Comitato Nazionale Italiano Fair Play capofila di una partnership composta da organizzazioni sportive e giovanili da Portogallo, Spagna, Slovenia, Grecia, Lettonia e Polonia nel framework della Azione Chiave 2 – Partenariati Strategici con una partnership.

Skills For Youth per una metodologia di educazione informale

L’obiettivo del progetto SFY è quello di favorire lo scambio di buone pratiche e conoscenze tra organizzazioni di diverso livello. Il fine è quello di costruire una metodologia di educazione informale che, attraverso i valori del Fair Play, promuova l’empowerment personale dei giovani in campo sociale e comunitario.

Il secondo training congiunto si focalizzerà sul tema “Il fair play come maestro di democrazia e cittadinanza, inclusione sociale attraverso i valori di equità e correttezza”. La finalità sarà di avviare la trasposizione dei valori del Fair Play dall’ambito sportivo a quello civile, come strumento di educazione civica.

Erasmus Fair play, l’incontro con Ioannis Psilopoulos

L’evento verrà ospitato dal Balkan Institute of Entrepreneurship a Kalamata e seguirà una metodologia informale, evitando attività frontali. Assicurando in questo modo che tutti i partecipanti siano equamente coinvolti. Tutti potranno esprimere la propria opinione e raggiungere i propri obiettivi di sviluppo personale.

I giovani partecipanti saranno guidati nelle attività da trainer del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e avranno occasione di incontrare Mr. Ioannis Psilopoulos, Segretario Generale dell’European Fair Play Movement.

Il Secondo Joint Staff Training, così come l’intero progetto SFY – Skills For Youth, segue principi di approccio dal basso e democratico, non discriminazione e parità di genere, valorizzando le diversità culturali e offrendo a tutti equo spazio per l’espressione e la crescita personale.

L’Osservatorio nazionale amianto

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, è al fianco delle vittime da asbesto e di quelle del dovere. Assiste i lavoratori esposti alla fibra killer e le loro famiglie con assistenza legale e medica.

L’Ona porta avanti la battaglia per le bonifiche dall’amianto dagli edifici privati, ma soprattutto da quelli pubblici (scuole e ospedali). In ritardo sono anche le mappature dei siti ancora contaminati.

Per questo l’Ona ha creato anche una App dedicata. I cittadini possono così segnalare la presenza di amianto e contribuire alla lotta contro la fibra killer.

L’amianto fa ancora, purtroppo, 7mila vittime l’anno, come sottolineato dall’avvocato Bonanni anche nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.