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martedì, Agosto 9, 2022

Danni amianto, Claudio Durigon al fianco delle vittime

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Claudio Durigon, deputato della Lega, è intervenuto ieri al convegno per una nuova cultura d’impresa. Temi chiave: sport, salute e sostenibilità e i danni amianto.

Il presidente di Confimea, Roberto Nardella, ha presentato il progetto confederale per portare le aziende ad abbracciare un metodo diverso di fare impresa, che ponga al centro il rispetto dell’ambiente e della persona. Durigon ha espresso il suo plauso per la sinergia che si è venuta a creare tra l’associazione di categoria, il Comitato italiano nazionale Fair play presieduto da Ruggero Alcanterini e l’Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.

La strage silenziosa causata dall’utilizzo dell’amianto in Italia, almeno fino sua alla messa al bando, con la legge 257/1992, è un tema caro anche al deputato Durigon, originario della provincia di Latina, proprio come l’avvocato Bonanni.

Durante il convegno, al quale ha partecipato anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il sottosegretario di Stato del ministero della Salute, Andrea Costa, Durigon ha sottolineato l’importanza di agire parallelamente sui temi di salute e sostenibilità. Temi nei quali rientra quello dell’amianto.

I danni causati dall’amianto

Le aziende hanno utilizzato l’amianto fino all’entrata in vigore della legge che ne ha vietato l’estrazione. Questo nonostante già dagli anni ’40 alcuni studi avessero evidenziato i danni che causava alla salute di chi ne respirava le fibre e le polveri. L’asbesto causa infatti, infiammazioni e tumori, primo tra tutti il mesotelioma. Oltre a questo provoca diversi altri tipi di cancro e tutta una serie di patologie asbesto correlate.

Nei casi di grandi siti produttivi le persone colpite non sono state soltanto quelle che lavoravano all’interno delle fabbriche e i loro familiari che respiravano le fibre portata a casa attraverso i vestiti e i capelli, ma anche i residenti dell’area vicina all’azienda. Le conseguenze, in tutta la loro drammaticità, stanno emergendo da qualche decennio, perché le malattie causate dall’amianto restano latenti anche decine di anni. Nel VII Rapporto ReNaM l’Inail ha registrato i casi di mesotelioma negli anni e, purtroppo, sono in continua e costante crescita.

Durigon: “Gestire al meglio le vittime dell’amianto”

“Un euro investito nella salute – ha spiegato Durigon – porta a 5 euro di risparmio in cure mediche e risarcimenti in un secondo momento”. Questo è anche il pensiero dell’Ona, ben delineato dall’avvocato Ezio Bonanni durante l’evento al Salone d’onore del Coni, al Foro italico a Roma. L’Osservatorio da anni, infatti, si batte, per un intervento preventivo. Per la bonifica dell’amianto dai luoghi pubblici e privati, per incentivi alle imprese che decidono di eliminare l’asbesto dalle fabbriche e di ammodernare.

Troppo spesso questi moniti cadono nel vuoto. “La politica delega ancora il problema amianto alla magistratura. Quando però ormai gli operai si sono ammalati e si può soltanto chiedere giustizia”.

L’onorevole Durigon intervistato al termine del convegno si è però impegnato per trovare soluzione a un fenomeno che fa 7mila vittime l’anno, che sono destinate ad aumentare. Così come si evince dall’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni, “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

“Dobbiamo gestire questa fase – ha spiegato Durigon – in maniera diversa. Ci sono ancora oggi tantissime imprese che hanno al loro interno l’amianto. C’è bisogno di un credito d’imposta, di un’attività varia che possa debellare questa grave situazione che c’è ancora nel nostro Paese. E poi è necessario gestire al meglio tutti quei lavoratori che hanno avuto danni importanti”. Ha quindi spiegato come il Pnrr possa essere un aiuto per gestire le bonifiche, anche se l’amianto è citato una volta soltanto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Possiamo metterci mano” ha dichiarato Durigon.

Danni amianto, cosa prevede il Pnrr

La questione amianto è citata nel Pnrr soltanto una volta, quando si parla di pannelli fotovoltaici.

“L’Italia è tra i paesi con il più alto consumo diretto di energia nella produzione alimentare dell’Unione Europea (terza dopo Francia e Germania). I costi energetici totali rappresentano oltre il 20 per cento dei costi variabili per le aziende agricole, con percentuali più elevate per alcuni sottosettori produttivi.

L’intervento proposto mira a raggiungere gli obiettivi di ammodernamento e utilizzo di tetti di edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale per la produzione di energia rinnovabile, aumentando così la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore e contribuire al benessere degli animali.

In particolare, il progetto si pone l’obiettivo di incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare su di una superficie complessiva senza consumo di suolo pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43GW, realizzando contestualmente una riqualificazione delle strutture produttive oggetto di intervento, con la rimozione dell’eternit / amianto sui tetti, ove presente, e/o il miglioramento della coibentazione e dell’areazione”.

Quindi in relazione ad un settore specifico. Nulla per quanto riguarda le scuole e gli ospedali, molti dei quali ancora contaminati. Nulla sulle bonifiche di aziende e siti di produzione, né per edifici privati. Una mancanza di attenzione che può causare ancora tanti danni amianto e migliaia di vittime.

La proposta di riforma della legge amianto finita nel cassetto

“Per poter affrontare e risolvere la problematica legata all’uso dell’amianto prima della legge 257/92 occorrono nuovi strumenti”. Lo ribadisce con forza anche il presidente dell’Ona, l’avvocato Bonanni.

“Tra questi – ha continuato Bonanni – servono strumenti tecnico-normativi, finanziari e fiscali. Un credito di imposta, come ha detto anche Durigon, per coloro che bonificano, sia nel settore pubblico che privato e anche per le aziende”.

Già il 7 novembre 2017 l’Ona ha presentato un articolato testo tecnico-normativo per riformare la Legge 257/1992 sull’amianto, che se approvato potrebbe permettere di affrontare e risolvere subito il problema in Italia. Testo che poi è stato inserito nella proposta di legge: “Modifiche alla legge 27 marzo 1992, n. 257 contenente norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto“.

Prevede, infatti, lo smaltimento e la bonifica dell’asbesto con il credito d’imposta per coloro che lo rimuovono.

L’evento in Campidoglio del 7 novembre 2017
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