20.7 C
Rome
domenica, Settembre 20, 2026
Home Blog Page 191

Napoli, Parco Verde di Caivano: scoperta discarica abusiva di amianto

Amianto napoli
amianto carbonizzato

Caivano, un comune in provincia di Napoli che conta poco meno di 40 mila abitanti, è stato nei giorni scorsi protagonista di un terribile atto di violenza a danno di due cuginette, di 11 e 12 anni. Un tragico episodio che, durante il sopralluogo del luogo dove è avvenuta la violenza, ha portato alla scoperta di una vera discarica abusiva, dove oltre a materiali di ogni genere sono stati ritrovati anche rifiuti contenenti amianto.


Parco Verde e Delfinia a Napoli, la premier Meloni

La premier Meloni, giovedì scorso, si è recata nei vicoli che costeggiano il Parco Verde e il centro sportivo Delfinia, a Napoli, luogo dove si è svolta la violenza, ma da sempre scenario di spaccio e di ritrovo per tossicodipendenti. Ma, non solo, considerando che, per l’arrivo della premier nemmeno i sacchi di amianto sono stati rimossi. Già, perchè all’orrore di quanto accaduto si aggiunge anche l’orrore di una discarica abusiva poco lontana, attualmente sequestrata dai carabinieri. A nulla sembrano servire le le segnalazioni di cittadini che chiedono la bonifica di edifici contenenti amianto in diverse aree di Caivano.

A Caivano sono ancora troppi gli edifici con amianto

Il problema dell’amianto non è nuovo in questo comune di Napoli. E’ il 2015, quando un articolo pubblicato su Il Mattino parla chiaro, «500 metri quadrati di amianto mai bonificato e qui si muore di tumore». A quanto pare, a distanza di 8 anni, la situazione non è cambiata. Le zone a rischio, segnalate, vanno da via Paolo Sesto, dove si segnalano abitazioni con amianto su tettoie, muri e camini, al capannone ormai sotto sequestro dal 2016, presente in via Fratelli Rosselli.

La Legge in materia di amianto deve essere applicata

L’amianto è un materiale pericoloso e cancerogeno, e per questo dal 1992 con la legge n. 257, ne è stato vietato l’utilizzo, con l’aggiunta di smaltire quello già esistente in modo corretto. Inoltre, questa legge stabilisce il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto.

Ma, a quanto pare, a Caivano, così come in altre parti d’Italia, questa legge sembra non sia mai stata applicata del tutto. La dimostrazione è palese, visto che, oltre a esserci ancora edifici contenenti amianto, ci sono anche persone che abbandonano questo materiale pericoloso, per strada, senza alcuna accortezza e mettendo quindi a rischio la salute di tutti. L’amianto non è pericoloso solo se lo si tocca o maneggia, ma anche se si inalano le particelle invisibili.

Bisogna bonificare

Nel nostro paese sono ancora migliaia gli edifici contaminati dall’amianto, come strutture, case, scuole, ospedali e palestre. La bonifica amianto è l’unica soluzione per evitare il diffondersi di patologie asbesto correlate. Per questo, l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede ai cittadini di segnalare la presenza di amianto tramite la piattaforma ONA Guardia Nazionale Amianto. L’ONA insieme al presidente, Avv Ezio Bonanni, rappresenta, tutela e assiste le vittime dell’asbesto e di altri agenti patogeni e cancerogeni.

 

L’industria dell’Amianto nella rivoluzione industriale

l'industria dell'amianto, incendio
incendio sul mare, alta nuvola di fumo

L’amianto, o asbesto, è un minerale utilizzato sin all’antichità. Ma, se nel passato le sue origini si ricollegano a riti religiosi e credenze popolari, con il passare degli anni, l’industria dell’amianto ha messo in luce un importante cambiamento, alla luce del collegamento tra amianto e rivoluzione industriale.


L’Amianto e la rivoluzione industriale

L’amianto, caratterizzato da fibre resistenti al calore, è stato utilizzato, in grandi quantità, soprattutto durante il periodo della rivoluzione industriale, nella costruzione di muri, tetti, tegole, pavimenti e rivestimenti. L’uso dell’amianto nell’industria risale alla fine del 1800, periodo conosciuto come epoca del vapore, quando le proprietà ignifughe dell’amianto vengono utilizzate per realizzare guarnizioni e materiali di coibentazione, al posto di lana, cotone e gomma. Così come all’inizio del ‘900, nelle città di Londra e Parigi, questo materiale viene impiegato nella costruzione delle metropolitane. La decisione, soprattutto in Francia, venne presa in seguito a un incidente ferroviario, che causò oltre 80 vittime, a causa dell’incendio divampato dopo l’impatto.

L’industria dell’amianto negli ultimi 20 anni

E’ nell’ultimo decennio del ventesimo secolo che l’utilizzo dell’amianto inizia ad aumentare, tanto che nel 1912, viene costruita la prima macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto per l’edilizia, ad opera di un ingegnere italiano. Sicuramente l’amianto è stato maggiormente utilizzato nel settore industriale dell’edilizia, dove le costruzioni prevedevano la realizzazione di materiali prodotti sotto forma di cemento-amianto. Anche il nostro paese è stato tra i maggiori produttori di amianto, con uso ubiquitario e, a oggi, si contano ancora circa 40 milioni di tonnellate, come evidenziato dall’avv. Ezio Bonanni. Un aumento che ha conosciuto picchi incredibili, almeno fino al 1994. Per subire una battuta di arresto con l’entrata in vigore della Legge 257/92. Ma, nonostante la legge e l’effettiva conferma della nocività di questo materiale, l’amianto nel XXI secolo è ancora presente in molti edifici, come scuole, palestre e strutture pubbliche, oltre a private abitazioni.

Amianto e inquinamente ambientale

L’impatto dell’amianto sulla salute è ben dimostrabile, così come riportato nella presentazione del II Rapporto Mesoteliomi (3 luglio 2017). Ormai, infatti, è risaputo che si tratta di un materiale cancerogeno e che l’amianto provoca tutta una serie di patologie asbesto correlate. Nonostante la legge sia entrata in vigore da più di trent’anni, sono ancora molti i siti da bonificare.

L’Osservatorio Nazionale Amianto a tutela dell’ambiente

Le parole amianto e ambiente fanno difficoltà a stare vicino. Questo perchè, anche l’asbesto ha contribuito a far aumentare le sostanze inquinanti nell’aria, dunque, è anch’esso una causa dell’inquinamento ambientale. Le fibre di amianto sono indistruttibili, oltre che cancerogene, pertanto una volta disperse nell’aria costituiscono un vero e proprio killer invisibile. L’ONA è fortemente impegnata nella necessità di tutelare l’ambiente, e si schiera al fianco delle vittime dell’inquinamento ambientale. Gli effetti dei fattori inquinanti sulla salute dell’uomo, stanno provocando anche conseguenze gravi per il pianeta: disastri ambientali, diminuzione di biodiversità, cambiamenti climatici estremi.

 

Salerno, amianto nelle tubature della scuola media Tasso

salerno, amianto nella scuola media Tasso
salerno, amianto nella scuola media Tasso

Amianto nelle tubature in una scuola di Salerno. La scoperta è stata fatta il 2 agosto, durante il sopralluogo per alcuni lavori di riqualificazione che interessano il cortile della scuola media “Torquato Tasso“.

Le tubazioni sono quelle di collegamento tra le pluviali e le caditoie del piazzale, che dovrebbero essere sostituite da altre in pvc. Prima della rimozione dunque servirà la bonifica del sito tramite una ditta specializzata. Serviranno quasi cinquemila euro per la rimozione dell’amianto.

Tubature in amianto alla media Tasso di Salerno

La scoperta delle tubature in amianto nella scuola media di via Iannicelli, nel quartiere Carmine di Salerno, risale dunque al 2 agosto. Ma a Salerno è in programma un’azione specifica per eliminare l’amianto dalle strutture pubbliche ed in particolare dalle scuole, dove ci sono stati anche altri precedenti rinvenimenti. Secondo quanto riporta la stampa locale, infatti, il Comune vorrebbe intercettare fondi regionali per le bonifiche.

Il precedente: l’ex Sacro Cuore con amianto

Cantiere ex Sacro Cuore Salerno (Foto: Arpac)

Nei mesi scorsi, nel novembre 2022, a Salerno l’allarme amianto era scattato anche al cantiere dell’ex Sacro Cuore a Torrione. Qui infatti erano in corso lavori per la trasformazione dell’ex edificio scolastico in uno residenziale, quando nell’area del cantiere – in mezzo ai detriti di demolizione – sono spuntati due grossi cumuli di materiale contenente amianto.

Immediata la segnalazione alla polizia locale (che ha sequestrato il cantiere) e all’Arpac, che ha poi confermato la presenza della fibra killer. Dalle rilevazioni in zona, però, per fortuna non erano state rilevate fibre aerodiperse.

Salerno: i risultati delle rilevazioni dell’Arpac

Il 17 novembre scorso, Arpac aveva proceduto a un campionamento di parte del materiale nel cantiere dell’ex Sacro Cuore, in via Volontari della Libertà 56. Dai risultati del Laboratorio regionale Amianto dell’Agenzia è emersa la presenza di amianto di tipo crisotilo e crocidolite. Poi un altro sopralluogo di campionamento per constatare l’eventuale dispersione di fibre nell’aria.

Lo scorso 23 novembre – si legge in una nota dell’epoca rilasciata dall’ente i tecnici del dipartimento provinciale Arpac hanno effettuato un ulteriore sopralluogo per la ricerca di fibre di amianto aerodisperse, effettuando due campionamenti di aria in punti posizionati rispettivamente a nord e a sud del sito di cantiere. Le risultanze analitiche, disponibili in data odierna, evidenziano un valore inferiore al limite di rilevabilità, risultato presumibilmente dovuto anche al fatto che con le piogge il materiale, umido, non rilascia fibre“.

Amianto killer anche per piccole esposizioni

In base alle ricerche di Selikoff (Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162), anche piccole esposizioni all’amianto possono provocare il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate. Il periodo di latenza delle malattie può raggiungere anche i 40-50 anni dall’esposizione, senza limiti di soglia di rischio (Fonte: OMS). Anche dopo la fine dell’esposizione, dunque, è necessario attuare una sorveglianza sanitaria.

Nel 2021 la prima sentenza di condanna per il Ministero dell’Istruzione. Stabilito il risarcimento per gli eredi di una prof.ssa di Bologna deceduta a causa dell’amianto presente sul posto di lavoro. “Un provvedimento storico, che sancisce un principio importante: anche i lavoratori delle scuole hanno diritto al risarcimento – ha commentato l’avv. Bonanni, che ha assistito la famiglia della vittima.

L’amianto è ancora molto diffuso nelle scuole italiane, ma anche europee. Proprio di recente se n’è parlato grazie ad una interrogazione parlamentare.

L’ONA da sempre sostiene la lotta all’amianto. Per una consulenza gratuita basta chiamare il numero verde 800 034 294.

Amianto nelle Ferrovie: macchinista deceduto per mesotelioma

Amianto nelle Ferrovie

Il Tribunale di Palermo riconosce l’esposizione all’amianto al macchinista delle Ferrovie dello Stato, Vincenzo Sabato, deceduto a causa di un mesotelioma pleurico. Ha così condannato l’INAIL al pagamento agli arretrati della rendita a cui aveva diritto, già dal 2007, la vedova, Consiglio Giuseppa.

Ma la giustizia per Giuseppa Consiglio è arrivata troppo tardi. La donna è venuta a mancare l’anno scorso e ora l’INAIL dovrà devolvere la cifra, circa 200mila euro, ai cinque figli della vittima.

«Quando giustizia viene fatta è sempre tardi – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia -. Nonostante il risultato, infatti, nessuno potrà restituire un padre. Per questo è necessario che si compiano le bonifiche, per liberare il territorio dalla fibra killer ed evitare così altri decessi».

Amianto nelle Ferrovie, la storia di Vincenzo Sabato

Sin dal 2015 la donna aveva cercato di ottenere giustizia per il marito che aveva lavorato in Ferrovie per oltre trent’anni. Proprio tra i dipendenti delle Ferrovie si riscontrano casi maggiori di patologie asbesto correlate, come il mesotelioma, essendo una delle attività lavorative a maggior rischio di esposizione alla fibra killer.

Nell’ultimo Rapporto ReNaM dell’INAIL, giunto alla sua settima edizione, si contano circa 160 casi, di cui quasi 70 tra i macchinisti. E purtroppo, tra le vittime inconsapevoli c’è stato anche Vincenzo Sabato, come riconosce la sentenza del Tribunale: “si può affermare che la patologia (mesotelioma pleurico), che ha portato al decesso Sabato Vincenzo, riconosce la sua origine nell’esposizione lavorativa alle fibre di amianto presenti nei locomotori da lui condotti nei circa 30 anni di dipendenza dalle Ferrovie dello Stato”.

Nel settore ferroviario, infatti, sin dalle locomotive a vapore, l’amianto è stato presente in guarnizioni e rivestimenti. Poi dalla metà degli anni ‘50 è iniziata la coibentazione con amianto sui nuovi rotabili, allargata in seguito a tutte le 8mila carrozze circolanti. Questa pratica si interruppe negli anni ’90, con la messa al bando del pericoloso cancerogeno, e la bonifica poi si completò all’inizio degli anni 2000.

«Le FS hanno utilizzato amianto in modo abnorme nonostante si conoscessero già le sue capacità lesive per la salute umana – continua l’avvocato Bonanni – solo in seguito alle numerose condanne hanno avviato un tardivo processo di bonifica. Ora però occorre risarcire i danni alle vittime e ai loro familiari».

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime dell’amianto che hanno lavorato alle Ferrovie dello Stato e le loro famiglie. Chiamando il numero verde è possibile ricevere tutte le informazioni e richiedere il supporto dell’associazione.

Teverola, amianto abbandonato: è caccia ai responsabili

abbandono amianto
amianto abbandonato nella natura

Alcune lastre di amianto sono state abbandonate in pieno centro, qualche giorno fa, a Teverola, una cittadina vicino Caserta. Ora è caccia ai responsabili: la polizia municipale starebbe visionando i filmati di alcune telecamere per cercare di acquisire informazioni e per inchiodare gli incivili. Ma non basta.

L’amianto è infatti, oltre che un rifiuto speciale altamente inquinante per l’ambiente, anche pericoloso per la salute di chi lo maneggia e degli esposti alle sue fibre. Si tratta di un temibile cancerogeno che può causare danni anche dopo lunghi anni dal momento dell’esposizione.

Purtroppo, dopo il primo sversamento dei giorni scorsi, se ne è verificato un altro poche ore fa.

caserta teverola
Il Comune di Teverola

Altro amianto abbandonato a Teverola, chiesta videosorveglianza

Il 28 agosto l’amara scoperta da parte dei residenti di Via Roma, a Teverola, una cittadina in provincia di Caserta. Ignoti avevano scaricato in pieno centro, accanto al portone dell’ex mulino Chirico, delle lastre di amianto.

Immediato il sopralluogo della polizia municipale non appena arrivata la segnalazione. Mentre l’amministrazione comunale, guidata dal commissario prefettizio, ha stabilito un celere intervento di rimozione.

Ora che però è stata ultimata la messa in sicurezza del materiale abbandonato, durante una riunione ad hoc fissata in prefettura, al commissario prefettizio è stato chiesto di attivare un impianto di videosorveglianza nel centro urbano di Teverola. Anche alla luce del fatto che gli sversamenti, dopo il primo caso, continuano.

A distanza di poche ore dal primo abbandono, infatti, nella mattinata del 30 agosto altri ritrovamenti di amianto abbandonato a Teverola si sono verificati in Piazza Trieste e Trento, in zona San Francesco. Anche in questo caso il materiale è stato subito messo in sicurezza.

Amianto abbandonato in strada, una piaga comune

L’abbandono di amianto e di altri rifiuti pericolosi purtroppo non è un caso isolato in Italia, ma una piaga comune a diversi territori: ne sa qualcosa il Comune di Palermo, che ha dovuto istituire un servizio ad hoc. E soltanto pochi giorni un uomo era stato denunciato perché scoperto a sversare amianto nella Terra dei fuochi.

Succede questo soprattutto quando c’è inciviltà, rassegnazione e mafia, ma anche quando la trafila per gli smaltimenti è articolata e costosa. Ecco perché, come sostiene l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, è necessario che le istituzioni contribuiscano ed usino anche i fondi disponibili del PNRR per le bonifiche. Ne va della salute di tutti.

ONA: Usare i fondi del PNRR per le bonifiche

L’ONA ha segnalato da tempo l’assenza di progettualità nel PNRR: nulla sui siti dismessi, le cave e le discariche abusive. Quando invece tali fondi sarebbero fondamentali per le bonifiche. L’associazione ha quindi chiesto al Governo Meloni che si destinino parte dei fondi del PNRR proprio per le bonifiche di questi siti, magari attraverso una rimodulazione dei progetti, d’intesa con l’Europa.

L’ONA ha elaborato e messo a disposizione di tutti l’App Amianto : qui si possono vedere quali sono i siti contaminati ed è possibile segnalarne altri. Tutti i cittadini possono contattare l’associazione per chiedere informazioni al numero verde 800 034 294.

Dove c’è l’amianto, ci sono malattie e morte, perciò, anche in questo caso, deve valere il principio di precauzione” – afferma Bonanni. “Non è più il tempo di parlare, bisogna agire al più presto“. Per approfondire, è possibile leggere il “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.