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venerdì, Giugno 2, 2023

Castelsardo, Noe sequestra ex orfanotrofio: rifiuti e amianto

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I carabinieri del Noe di Sassari hanno sequestrato ieri l’ex orfanotrofio Sacro Cuore a Castelsardo, in Sardegna. La struttura che prima ospitava, appunto, i bimbi di cui nessuno poteva occuparsi, è diventato poi punto di riferimento di colonie estive, si trova sulla spiaggia Ampurias, nella frazione di Lu Bagnu.

Sigilli all’ex orfanotrofio di Castelsardo

L’edificio, fortemente deteriorato, è un covo di rifiuti e di amianto ed è pericolante. Un problema per l’incolumità di cittadini e turisti. Per questo sono stati apposti i sigilli. I carabinieri del Nucleo operativo ed ecologico hanno limitato l’area e a nessuno ora è consentito entrare.

Nell’edificio erano rimasti ancora i letti dei bambini che vi abitavano, così come i mobili e cose di poco valore e negli anni è diventato rifugio di senza tetto che, non sapendolo, sono rimasti esposti anche all’amianto. Un pericolo per la salute, perché i materiali in asbesto così rovinati rilasciano nell’aria le terribili fibre del minerale. Queste causano infezioni e alla lunga tumori come il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate.

Amianto, fondamentali le bonifiche

Per questo l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, insistono per le bonifiche. Per fermare le esposizioni e le nuove malattie è fondamentale rimuovere i materiali con amianto e smaltirli in discariche ad hoc. Le bonifiche in Italia, come si può leggere ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, sono però, in forte ritardo. Non c’è neanche una mappatura puntuale dei siti contaminati. L’Ona ha realizzato anche una App con la quale i cittadini possono segnalare luoghi con presenza del minerale. Ognuno può fare la propria parte per liberare l’ambiente da sostanze nocive e cancerogene.

Castelsardo parte dell’operazione “Sardegna bella”

L’operazione a Castelsardo rientra nell’operazione “Sardegna bella”. Si tratta di un progetto investigativo contro gli ecomostri presenti sulla costa nord dell’isola, ideato dal Noe di Sassari e approvato dal comando di Roma e dal ministero dell’Ambiente. L’obiettivo è quello di monitorare e liberare il territorio da edifici abbandonati e covo di disperati e di materiali di ogni tipo, per rendere l’isola ancora più bella e sicura.

Nel marzo scorso, sempre nell’ambito di questa mai operazione, il Noe aveva sequestrato una struttura fatiscente sulla spiaggia di Platamona. Un posto incantevole, sporcato però, dall’amianto. Si trattava di un piccolo chiosco con la copertura in eternit.

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