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L’inno alla gioia ha guidato il “Fair play for life”

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È iniziata con “L’inno alla gioia” di Ludwig van Beethoven, suonato magistralmente dalla Banda dell’Esercito italiano, la seconda edizione del “Fair play for life” (IL VIDEO COMPLETO) organizzata dal Comitato nazionale italiano fair play. Il presidente, Ruggero Alcanterini, ha fatto gli onori di casa, e l’incontro, che vedrà ospiti illustri, è moderato dalla giornalista Lisa Bernardini.

Il professor Marcello Migliore

Alcanterini: “Ci guida l’idea del diritto alla gioia”

“Stiamo promuovendo una transizione etica e quest’anno è ancora più importante perché è il 30ennale del nostro comitato. L’idea che ci guida è il raggiungimento della gioia, il diritto alla gioia. Per arrivarci è presupposto fondamentale la pace e per questo l’anno scorso abbiamo lanciato anche il ‘Fair play for peace’. Oggi riconosciamo, invece, i meriti e le competenze premiando persone che hanno fatto del loro lavoro una missione e per le quali prima di loro stessi vengono gli altri e il rispetto”.

L’evento ha il patrocinio del Coni e di Sport e Salute, ed è organizzato in collaborazione con Acsi – Associazione di cultura sport e tempo libero, presieduta da Antonino Viti. La manifestazione ha il supporto dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS, della giornalista della Stampa Estera Lisa Bernardini, della Fujifilm e dell’Osservatorio nazionale amianto, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni.

Bonanni: “Al Comitato Fair Play ci legano gli stessi valori”

“L’Ona – ha detto Bonanni – porta avanti la cultura della vita e il rispetto della vita. Per questo appoggiamo le iniziative del Comitato nazionale italiano fair play, e abbiamo avviato una sinergia con l’obiettivo di tutelare la persona umana e i valori di pace, libertà, giustizia, uguaglianza così come favorire la transizione etica e morale”.

“L’amianto – come ormai è chiaro a chi segue l’Ona e il suo lavoro – è una metafora, nella volontà di tutelare la salute in ogni ambito rimuovendo ogni rischio. Così l’amianto e altri cancerogeni sui luoghi di lavoro, o l’uranio impoverito e i metalli pesanti che tanti danni creano alla salute dei militari nelle missioni di pace e alle popolazioni già colpite dai conflitti”.

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha, invece, inviato un lungo messaggio che include, ha spiegato Alcanterini “un cambio di passo e di visione nella difesa della pace”. Non sono mancanti ringraziamenti al mondo militare. Quindi sono iniziate le premiazioni.

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Agnese Pini

Tantissimi i premiati per l’impegno e la passione

Sul palco si sono susseguiti personaggi dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, del mondo della medicina. Tra questi Diana Bacosi, tiratrice a volo italiana, vincitrice della medaglia d’oro nello skeet ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 e medaglia d’argento a Tokyo nel 2020.

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In camicia azzurra il prof. Maurizio Gerecitano

Il generale di corpo d’Armata dell’Esercito italiano Mauro D’Ubaldi.

La giornalista Agnese Pini, dal 1 agosto 2019 direttrice del quotidiano fiorentino “La Nazione” e dal 2022 anche de “Il Giorno”, “Il Resto del Carlino” e “Quotidiano nazionale”. E ancora Massimo Cicatiello, da anni con incarichi al vertice nel gruppo editoriale AdnKronos. Matteo Cotellessa, giornalista e social media manager di Tgcom24. Michele Bruccheri, direttore del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”. Talal Khrais, giornalista libanese. E lo scrittore e giornalista Renzo Mario De Ambrogi, corrispondente della stampa internazionale.

Il ministro Andrea Abodi

Cambiando settore ha ottenuto il riconoscimento Marco Werba, compositore e direttore d’orchestra. La schermitrice Mariaclotilde Adosini e il professore Marcello Migliore, che ha ottenuto ottimi risultati nella cura del mesotelioma e del tumore del polmone.

Un italiano su tre costretto a rinunciare alle cure mediche

cure mediche, italiano
cure mediche, italiano

Quest’anno più del 33% degli italiani sarà costretto a rinunciare alle cure mediche, un italiano su tre. Un dato davvero preoccupante che emerge dal II rapporto sul Sistema sanitario italiano “Il termometro della salute”, di Eurispes ed Enpam.

La ricerca promossa dall’Osservatorio Salute, Legalità e Previdenza ha l’obiettivo di interpretare e restituire un’immagine complessiva della realtà e delle prospettive del Sistema sanitario nazionale.

Cure mediche: “E’ ora di riformare il Ssn”

 “Questo lavoro – ha detto il presidente Eurispes, Gian Maria Fara – vuole occuparsi di ciò che l’impatto del Covid-19 ha generato nella percezione del Sistema sanitario nazionale e sulla sua programmazione nel dopo Covid. L’Osservatorio Eurispes – Enpam ritiene che sia, ora, possibile andare oltre le specifiche tematiche legate alla pandemia per affrontare la riforma del Servizio sanitario nazionale che, proprio dai limiti mostrati anche nel recente passato e dai provvedimenti in risposta al Covid-19, prende le mosse per una ambiziosa opera di riforma. Ambiziosa, ma problematica e irta di contraddizioni ed incognite”.

Difficoltà ad accedere alle cure: maggiore al sud

La difficoltà nell’accedere alla sanità pubblica è maggiore nelle regioni meridionali (28,5%) e nelle Isole (30,5%). Un terzo dei cittadini ha affermato di aver dovuto rinunciare a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste di attesa.

Gli italiani già spendono in salute per prestazioni e farmaci in tutto o in parte (pagamento di un ticket) non coperti dal Ssn annualmente quasi 40 miliardi di euro. Si spostano, inoltre, in altre Regioni per esami o altro non disponibili sul proprio territorio. Questi spostamenti non fanno che aumentare il problema. Questo perché il budget si sposta nelle Regioni che rispondono alla domanda dei pazienti e diminuisce per le altre già in difficoltà. Il divario tra nord e sud, quindi, aumenta.

L’amministrazione regionale che ha registrato il maggior saldo positivo è la Lombardia, di quasi 809 milioni di euro. All’estremo opposto la Calabria, con un deficit di 320 milioni.

Criticità: carenza di medici, poco sport e obesità

Tra le abitudini negative c’è una mancanza di movimento per il 33,7% della popolazione e un rapporto sbagliato con il cibo. Il 12% degli italiani sono in sovrappeso.

Inoltre c’è carenza di medici nelle strutture pubbliche. Se il Sistema Sanitario Nazionale “non sarà messo in grado di programmare e poi assorbire le necessarie professionalità, le Case e gli Ospedali della comunità rimarranno vuote – si dice nel Rapporto – mentre la crisi del decisivo comparto della medicina generale si avviterà ulteriormente, gli ospedali continueranno a degradarsi, l’universalità della sanità pubblica continuerà a deperire, si apriranno ulteriori autostrade per la sanità privata e curarsi diverrà una questione di censo”.

Amianto su navi della Marina, risarcita la famiglia di un elettricista

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Salvatore Carollo con il figlio e la moglie

Il Tribunale di Roma, seconda sezione civile, ha condannato il ministero della Difesa ad un risarcimento di 950mila euro ai familiari di un elettricista e sommozzatore di bordo della Marina, Salvatore Carollo, di Palermo.

Elettricista della Marina morto per un mesotelioma

L’uomo è morto nel 2019, a soli 63 anni, per un mesotelioma pleurico causato dall’amianto respirato sulle navi della Marina, ma anche nelle postazioni a terra.

Dopo il decesso i familiari si sono rivolti all’Osservatorio nazionale amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere il risarcimento. I parenti della vittima del dovere lamentavano che durante tutto il servizio svolto dal 1972 al 1978, Carollo fosse stato esposto – a terra e sulle navi Loto, Gaggia, Giaggiolo, Ape, Grado e Indomito – ad elevate concentrazioni di polveri e fibre di amianto. Questo avrebbe causato la malattia e poi, purtroppo il decesso.

La presenza dell’asbesto è stata riconosciuta dallo stesso ministero che, con atto della Marina Militare, Dipartimento militare di Medicina legale di Messina, nel processo verbale n. 1450 del 2018, ha riconosciuto sia l’infermità “mesotelioma pleurico epitelioide” contratta dal militare, sia il suo dipendere da causa di servizio. Questo anche se la patologia si è manifestata a distanza di 40 anni. È, infatti, normale un periodo di latenza così lungo tra l’esposizione all’amianto e le malattie da questo causate.

Il militare a contatto con l’amianto in vari modi

Il rischio di esposizione all’amianto, a terra e a bordo delle navi militari, è ormai conclamata. Era, infatti, utilizzato in diverse zone delle imbarcazioni: dalla mensa ai servizi igienici, dai corridoi ai servizi alloggi, compresi quelli degli alti ufficiali. Il militare è stato a contatto con l’amianto, inoltre, durante la manutenzione dei dispositivi elettrici e degli impianti elettrici.

Dai generatori diesel alle pompe dell’acqua e di tutti i sistemi di bordo che in ogni caso dipendevano da collegamenti elettrici, vi era una elevata aerodispersione di polveri e fibre di amianto. Per di più accentuata dall’utilizzo di guanti ed altri dispositivi sempre in amianto. Tutto questo in assenza di aspiratori generalizzati e localizzati delle polveri.

Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Bonanni del nesso causale, basandosi sul principio del più probabile che non e ha disposto il risarcimento di 270mila euro per la vedova, Rita Randino, e di 230mila euro ad ognuno dei 3 figli: Giuseppe, Angelo e Giovanni Luca.

“Continua la strage di mesoteliomi tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare. Auspichiamo che si portino a termine le bonifiche e si risarciscano le vittime come più volte richiesto dall’Ona”. Così l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona, che ha delienato il fenomeno italiano ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Tra i marittimi i casi di mesotelioma sono stati, secondo il VII rapporto ReNaM dell’Inail sono stati 2069 (nei settori canrieri navali e trasporti marittimi), a cui devono aggiungersi quelli della difesa militare (altri 982 casi).

“L’antisemitismo nello Sport” l’Ona alla Camera dei deputati

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camera dei deputati, antisemitismo nello sport

Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avv. Bonanni, parteciperà al convegno “L’antisemitismo nello sport”. Evento organizzato presso la sala del Refettorio, Camera dei Deputati, Roma.

Convegno sull’antisemitismo, 3 ministri presenti

Un momento di riflessione su un annoso problema che vede in prima linea il coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, Giuseppe Pecoraro. Tra i relatori ci saranno i ministri agli Affari Esteri, Antonio Tajani, dell’Interno, Matteo Piantedosi, per lo Sport, Andrea Abodi.

“Lo sport è simbolo dell’inclusione, può rappresentare una leva di sviluppo sociale in contesti svantaggiati e favorire la convivialità tra individui diversi”, ha detto il ministro PIantedosi nel corso del suo intervento.

Ha proseguito poi: “Tuttavia intorno allo sport si sviluppano vincoli identitari ed emotivi che possono sfociare a volte addirittura nel razzismo e che non sono inconsueti nemmeno nei campetti sportivi frequentati da giovani e giovanissimi.

Anche negli stadi italiani non sono rari i casi di intolleranza, razzismo e di vessilli antisemiti

Il titolare del Viminale sottolinea l’importanza dell’attività di monitoraggio svolta dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori.

I risultati raggiunti  sono frutto di una collaborazione con le polizie anche a livello internazionale.

Presente anche la senatrice Liliana Segre, l’ambasciatore di Israele in Italia e San Marino, Alòn Bar; il presidente Ucei, Noemi Segni; l’incaricato d’affari Usa, Ahawn Crowley. Interverranno anche il vice capo della Polizia e presidente Oscad, Vittorio Rizzi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il procuratore generale Figc Giuseppe Chinè.

Inoltre il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni e il presidente Ssc Napoli, Aurelio De Laurentiis.

I nomi illustri non sono terminati per un incontro che vedrà anche la partecipazione della vice presidente della II commissione Giustizia della Camera dei deputati, Pietro Pittalis, il presidente – capogruppo della Camera dei deputati, Paolo Barelli, la vicepresidente della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza radio televisiva, Maria Elena Boschi.

E ancora il senatore Pier Ferdinando Casini, il capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti, il senatore Andrea Paganella. Concluderà i lavori il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano.

Il convegno è moderato dal capo redattore dei servizi sportivi dell’Ansa, Piercarlo Presutti.

All’evento 2 feriti nell’attentato alla Sinagoga

L’Ona ha permesso anche la partecipazione di Hazan Nessim, egiziano e di Eliana Pavoncello, due dei 37 feriti nell’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982. L’atto terroristico fu condotto da un commando di cinque uomini di origine palestinese, facenti parte del Consiglio Rivoluzionario di al-Fatah di Abu Nidal. Causò la morte di Stefano Gaj Taché, che aveva solo 2 anni.

Quel giorno si celebravano contemporaneamente lo shabbat, il bar mitzvah di alcune decine di adolescenti della comunità ebraica romana e lo Shemini Atzeret, a chiusura della festa di Sukkot.

L’Osservatorio e il suo presidente continuano la loro battaglia contro le vittime dell’amianto, tutte le vittime del dovere, nel segno della sacralità della vita umana da tutelare in ogni suo aspetto.

Nicotina e tabacco, le nuove linee guida

ragazza si accende una sigaretta, nicotina tabagismo
ragazza si accende una sigaretta, nicotina tabagismo

Il Ministero della Salute ha varato le nuove linee guida contro la dipendenza da nicotina e tabacco. Le precedenti risalivano al 2008, mentre l’aggiornamento tiene conto anche dei nuovi prodotti entrati in commercio negli ultimi anni.

Le linee guida sono contenute in un documento redatto dall’Istituto superiore di Sanità e sono rivolte a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari, i quali nella loro attuazione dovranno comunque tenere conto – come sempre – della situazione personale del paziente e delle regole professionali.

Il documento – spiega il Ministero – valuta l’efficacia di tutti i trattamenti disponibili, dal counselling alla farmacoterapia agli interventi digitali, ad esempio attraverso app, formulando le relative raccomandazioni per gli operatori“. Si individuano interventi comportamentali ed interventi farmacologici, anche da integrare fra loro a seconda dei casi.

Nicotina e tabagismo, professionisti sanitari poco formati

In Italia, purtroppo, non c’è adeguata formazione professionale sul tema del tabagismo. I corsi di laurea delle professioni sanitarie (medicina, infermieristica, specializzazioni), come riconosciuto dallo stesso Iss, fanno registrare una “cronica mancanza di una formazione strutturata sul tema“.

A fronte della necessità di trattare tempestivamente la dipendenza da tabacco e nicotina (…) È quanto mai necessaria tra i professionisti sanitari, la diffusione di una cultura dei trattamenti standardizzati, basati sulle evidenze e che siano accessibili in egual misura a tutti i cittadini. La cessazione del consumo di tabacco e di nicotina richiede competenze integrate, provenienti da diverse aree formative, e deve diventare pratica comune di tutti coloro che lavorano per la salute, con l’intento di fornire una base comune, costruita sull’evidenza scientifica, per contrastare l’epidemia del consumo di tabacco e della dipendenza da nicotina“.

Sigaretta elettronica

Dipendenza, presi in considerazione anche i nuovi prodotti

Le linee guida aggiornate sulla dipendenza da tabacco e nicotina, tengono conto anche dei nuovi prodotti a base di queste sostanze.

Quindi non più soltanto tabacco da fumo e in foglie, espanso e ricostituito, da pipa, in sigaro e sigaretta, arrotolabile, masticabile, da fiuto, per uso orale (polvere); ma anche i prodotti del tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche (usa e getta, o ricaricabili) ed i prodotti da fumo a base di erbe che si sono diffusi negli ultimi anni; fino ai più recenti prodotti da fumo comparsi sul mercato (soprattutto su internet) a base di erbe, contenenti sia tabacco che nicotina.

Questi nuovi prodotti, secondo quanto riportato nel documento, anche se proposti come alternative, sono considerati dannosi. Lo specifica in un passaggio del testo. I nuovi prodotti sono “promossi dall’industria come alternative meno dannose al fumo di tabacco, ma in realtà – specifica – attraggono nuovi consumatori e li rendono dipendenti dalla nicotina. Sigarette elettroniche, prodotti del tabacco riscaldato e prodotti contenenti nicotina per uso orale“.

Quindi anch’essi sono inclusi nelle linee guida per aiutare i pazienti a smettere di fumare; esattamente come raccomandato dalla Conferenza delle Parti (COP) della Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Nicotina e tabacco, preoccupano i giovani consumatori

Il fumo di tabacco, in Italia, rappresenta la maggiore causa di morbilità e mortalità prevenibile. Preoccupano i dati relativi ai giovani. L’ultimo Rapporto Nazionale sul Tabagismo (2018), evidenzia che il 47% della popolazione scolastica (11-17 anni) ha già avuto un contatto con il tabacco. Il 43,7% ha iniziato a fumare la prima sigaretta a 11-13 anni, mentre nel 4,5% già all’età di 9-10 anni.

Il consumo di tabacco è considerato uno dei principali fattori di rischio modificabili per numerose malattie. La stima è, solo per l’Italia, di 70.000 morti all’anno, dei quali più del 25% tra i 35 ed i 65 anni di età.

Chi fuma rischia di morire fino a 5 volte di più

Il fumo causa il tumore del polmone ed almeno altre 11 tipologie di cancro. Ed è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche (es. BPCO – broncopneumopatia cronica ostruttiva) ed è un importante fattore di rischio cardiovascolare.

Un fumatore ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un non fumatore. Un individuo che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo. E la sua vita potrebbe non superare un’età compresa tra i 45 e i 54 anni” (Ministero della Salute, 2022).

La stessa dipendenza da tabacco (tabagismo) è considerata una patologia cronica recidivante, allo stesso modo di altre dipendenze patologiche. Il ruolo principale lo svolge la nicotina. Essa è una sostanza neuro-psicotropa in grado di indurre alterazioni neurochimiche e causare cambiamenti comportamentali relativi alla memoria, alle emozioni e all’apprendimento. La nicotina provoca anche danni alla salute, sia a breve che a lungo termine. Può influenzare infatti la frequenza e la contrattilità cardiaca; causa vasocostrizione (cutanea e coronarica); può far alzare la pressione sanguigna e favorire l’aterogenesi; è inoltre in grado di ridurre la sensibilità all’insulina, aggravando un eventuale diabete già presente.