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mercoledì, Maggio 29, 2024

Un italiano su tre costretto a rinunciare alle cure mediche

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Quest’anno più del 33% degli italiani sarà costretto a rinunciare alle cure mediche, un italiano su tre. Un dato davvero preoccupante che emerge dal II rapporto sul Sistema sanitario italiano “Il termometro della salute”, di Eurispes ed Enpam.

La ricerca promossa dall’Osservatorio Salute, Legalità e Previdenza ha l’obiettivo di interpretare e restituire un’immagine complessiva della realtà e delle prospettive del Sistema sanitario nazionale.

Cure mediche: “E’ ora di riformare il Ssn”

 “Questo lavoro – ha detto il presidente Eurispes, Gian Maria Fara – vuole occuparsi di ciò che l’impatto del Covid-19 ha generato nella percezione del Sistema sanitario nazionale e sulla sua programmazione nel dopo Covid. L’Osservatorio Eurispes – Enpam ritiene che sia, ora, possibile andare oltre le specifiche tematiche legate alla pandemia per affrontare la riforma del Servizio sanitario nazionale che, proprio dai limiti mostrati anche nel recente passato e dai provvedimenti in risposta al Covid-19, prende le mosse per una ambiziosa opera di riforma. Ambiziosa, ma problematica e irta di contraddizioni ed incognite”.

Difficoltà ad accedere alle cure: maggiore al sud

La difficoltà nell’accedere alla sanità pubblica è maggiore nelle regioni meridionali (28,5%) e nelle Isole (30,5%). Un terzo dei cittadini ha affermato di aver dovuto rinunciare a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste di attesa.

Gli italiani già spendono in salute per prestazioni e farmaci in tutto o in parte (pagamento di un ticket) non coperti dal Ssn annualmente quasi 40 miliardi di euro. Si spostano, inoltre, in altre Regioni per esami o altro non disponibili sul proprio territorio. Questi spostamenti non fanno che aumentare il problema. Questo perché il budget si sposta nelle Regioni che rispondono alla domanda dei pazienti e diminuisce per le altre già in difficoltà. Il divario tra nord e sud, quindi, aumenta.

L’amministrazione regionale che ha registrato il maggior saldo positivo è la Lombardia, di quasi 809 milioni di euro. All’estremo opposto la Calabria, con un deficit di 320 milioni.

Criticità: carenza di medici, poco sport e obesità

Tra le abitudini negative c’è una mancanza di movimento per il 33,7% della popolazione e un rapporto sbagliato con il cibo. Il 12% degli italiani sono in sovrappeso.

Inoltre c’è carenza di medici nelle strutture pubbliche. Se il Sistema Sanitario Nazionale “non sarà messo in grado di programmare e poi assorbire le necessarie professionalità, le Case e gli Ospedali della comunità rimarranno vuote – si dice nel Rapporto – mentre la crisi del decisivo comparto della medicina generale si avviterà ulteriormente, gli ospedali continueranno a degradarsi, l’universalità della sanità pubblica continuerà a deperire, si apriranno ulteriori autostrade per la sanità privata e curarsi diverrà una questione di censo”.

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