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Direttiva amianto dell’Ue, raggiunto l’accordo

parlamento europeo direttiva amianto
parlamento europeo direttiva amianto

Raggiunto l’accordo sulla direttiva sull’amianto. Le istituzioni europee, che da tempo hanno messo mano alla sicurezza sul lavoro relativa a questo cancerogeno, sono riuscite a trovare la quadra, come ha comunicato il presidente di turno svedese dell’Unione europea.

Direttiva amianto, limite esposizione 50 volte più basso

Si tratta di un importantissimo risultato, perché il limite di esposizione all’asbesto sarà di 50 volte più basso rispetto a quello attuale. L’obiettivo è quello di ridurre il numero dei tumori professionali. Il 78% di queste malattie è causato proprio da questi minerali al bando in Italia già dal 1992.

Unica pecca del provvedimento riguarda i tempi di attuazione, che secondo i sindacati europei, come riporta l’Ansa, non permetteranno di tutelare gli operai coinvolti nelle ristrutturazioni edilizie relative al Green Deal dell’Ue. I lavori previsti per l’efficientamento energetico, che contribuirà a raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Ci vorranno, infatti, 2 anni di avere un limite a 10.000 fibre/mü e 6 anni a 2.000 fibre/mü.

Questa “ondata di ristrutturazione”, hanno spiegato Ivana Veronese e Tiziana Bocchi, segretarie confederali Uil, “potrebbe interessare più di 220 milioni di unità immobiliari costruite prima del 2001 (pari all’85 % del parco immobiliare dell’Ue) delle quali si stima che una percentuale compresa tra l’85 e il 95 % sarà ancora in uso nel 2050.

Confermiamo sin da ora la nostra volontà di vigilare sull’attuazione della norma e intendiamo sollecitare il Governo affinché questo accordo sia, nel più breve tempo possibile, ratificato anche nel nostro Paese. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile tutelare lavoratrici e lavoratori e ridurre la possibilità di una nuova pandemia di amianto, influenzata dalle ambiziose quanto necessarie misure europee nel settore ambientale che – ricordiamo – hanno come obiettivo ultimo l’abbattimento degli sprechi energetici e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050”.

Obiettivo: ridurre i tumori contratti sul lavoro

In Europa muoiono ancora 90mila persone a causa del cancro correlato all’amianto, il mesotelioma, il che ne fa la principale causa di decessi sul lavoro. Tra i 4 e i 7 milioni di lavoratori dell’Ue sono esposti all’asbesto. L’attesa è che l’esposizione aumenterà del 4% nel prossimo decennio proprio per la ristrutturazione degli edifici nell’ambito del Green Deal.

Direttiva amianto, Bonanni: “Non esiste una soglia minima”

Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, da tempo denuncia il fatto che non esiste una soglia minima di esposizione all’amianto per evitare il rischio. Le patologie asbesto correlate, inoltre, sono molte di più rispetto ai soli casi di mesotelioma. Le fibre killer causano, infatti, anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. E la lista non si ferma qui.

Solo in Italia l’Ona ha stimato per il 2022 circa 7mila vittime dell’amianto. Il VII rapporto ReNaM registra i soli casi di mesotelioma. Per gli altri soltanto negli ultimi anni si è inziato a conteggiare le persone che si sono ammalate. Il picco delle patologie è previsto per il 2030. Per questo sono fondamentali la prevenzione e le bonifiche. L’Ona ha realizzato anche una App per i cittadini che vogliono segnalare siti contenenti ancora amianto.

Tor Bella Monaca, 2 mln per le bonifiche amianto a scuola

Aula Tor Bella Monaca, bonifiche amianto a scuola
Aula Tor Bella Monaca, bonifiche amianto a scuola

Sono ancora molte le scuole della Capitale – come in tutta Italia – con materiali in amianto. In questi giorni partirà a Roma, in particolare nel quartiere Tor Bella Monaca, la bonifica di alcuni edifici scolastici per un investimento di 1 milione e 868mila euro. I cantieri saranno decine e andranno avanti per tutta l’estate.

Tor Bella Monaca, i lavori termineranno a settembre

Nel 2021 è partita la gara d’appalto, che è stato aggiudicato all’azienda Segi nell’aprile scorso. Una delle condizioni espressamente contemplate nel contratto è la fine dei lavori – almeno per una parte dei cantieri – per l’inizio di settembre. Questo per permettere agli alunni e agli studenti di riprendere le lezioni senza problemi con l’inizio dell’anno scolastico.

Tor Bella Monaca, le scuole interessate dalle bonifiche

Tra gli istituti scolastici che per primi saranno interessati dalle bonifiche ci sono gli asili nido Il Bruco e Collina Verde. In questo caso gli operai specializzati rimoveranno l’amianto dalle coperture. Poi l’Ic Donatello di via Millet, a Torre Gaia. In questo caso l’asbesto è parte di una canna fumaria di 24 metri. I tecnici lo hanno trovato anche nel pavimento interno al primo piano e nel sottoscala.

Nella scuola dell’infanzia dell’Ic Castelverde, gli operai interverranno su un’area di circa 180 metri quadrati. Altre bonifiche riguarderanno la rimozione di cassoni, onduline, comignoli e pensiline.

Amianto nelle scuole, ancora troppi studenti esposti

L’amianto nelle scuole è un problema che per tanti anni è stato minimizzato. Anche grazie all’impegno e alla denuncia dell’Osservatorio nazionale amianto le amministrazioni si sono rese conto di quante strutture avessero ancora materiali carichi di asbesto e nel 2012 c’è stata una prima mappatura. L’Ona ha stimato circa 2400 edifici scolastici da bonificare. Negli anni alcuni lavori sono stati effettuati, ma i tecnici hanno trovato nuove scuole contaminate. Così il numero potrebbe essere rimasto pressoché invariato.

Secondo il VII rapporto ReNaM dell’Inail sono 121 i casi di mesotelioma tra insegnanti e personale scolastico. A questi vanno aggiunte tutte le altre patologie asbesto correlate contratte negli edifici scolastici. Sono ancora esposti all’amianto a scuola circa 356mila gli studenti. A questa cifra si aggiungono altre 50mila persone tra docenti e personale scolastico.

Per questo l’Ona insiste tanto per le bonifiche. Il presidente Ezio Bonanni è convinto che sia l’unico modo per fermare la strage silenziosa. Per questo ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. Per approfondire il fenomeno del minerale killer è possibile consultare: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Manduria, onduline in eternit abbandonate sul litorale

Immagine di repertorio, amianto abbandonato a Manduria
Immagine di repertorio, amianto abbandonato a Manduria

Un vigilante ha trovato numerose onduline di cemento amianto in una zona verde, sul lungomare del Comune di Manduria, in provincia di Taranto. Il famigerato eternit è stato abbandonato ai margini della contrada Scasella, senza alcun riguardo per l’ambiente e per la salute umana.

Manduria, discarica abusiva pericolosa per la salute

L’asbesto causa, infatti, mesoteliomi, ma anche tumori del polmone, della laringe, della faringe, dello stomaco, del colon e delle ovaie. L’elenco delle malattie inserite nella lista I dell’Inail, come le altre per le quali il nesso causale deve essere dimostrato dal paziente che ha contratto la patologia, sono riportate ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Si tratta dell’ultima pubblicazione del presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che da anni è al fianco delle vittime dell’amianto e delle loro famiglie. Nel libro Bonanni ripercorre la storia dell’utilizzo di questo minerale in Italia fino al 1992, anno della sua messa al bando.

Onduline di amianto nella contrada Scasella

In questi 30 anni, però, le bonifiche sono state poche rispetto alla quantità dei materiali in amianto presenti sul territorio, negli edifici, ma non solo. I lavori devono essere eseguiti da ditte specializzate o, comunque, seguendo i criteri disposti dai Comuni. Ancora troppe persone preferiscono liberarsene velocemente. Non considerando i rischi di un tale comportamento e anche quelli di incorrere in sanzioni, ma anche in un procedimento penale per abbandono illecito di rifiuti pericolosi. Per questo l’Ona ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. Tutti i cittadini possono utilizzarla e contribuire ad aggiornare la mappatura.

Il sito lavocedimanduria.it, che riporta la notizia, ipotizza per la gran quantità di onduline abbandonate che si possa trattare di una ditta che si occupa di demolizioni o altre attività legate all’edilizia. Certamente, ora, dopo la segnalazione dell’ambientalista, partiranno le dovute indagini.

“Un calcio al mesotelioma”, a Broni si gioca per la ricerca

calcio ad un pallone, Broni
calcio ad un pallone, Broni

Lo sport, la solidarietà e la ricerca spesso vanno a braccetto ed è quanto è accaduto a Broni qualche giorno fa. Una partita di calcio è stata l’occasione per aiutare gli studi per una cura per il mesotelioma. Il tumore della pleura causato dall’amianto che tanto ha colpito la città.

“Un calcio al mesotelioma”, in campo ex giocatori del Broni

Il trofeo si chiama “Un calcio al mesotelioma” e, come ha riportato laprovinciapavese.gelocal.it, si è tenuto sabato pomeriggio allo stadio comunale di via Ferrini. Hanno partecipato alcuni ex giocatori del Broni Calcio e tanti volontari delle sezioni Avis di Broni, Stradella e Santa Giuletta e della Ci Stradella. I residenti hanno risposto numerosi acquistando i biglietti che saranno devoluti al progetto di ricerca e che hanno assistito alla gara.

Come ha spiegato il vicesindaco di Broni i casi di mesotelioma sul territorio sono diversi, ma si tratta pur sempre di un tumore raro e un aiuto alla ricerca è davvero importante. Purtroppo, nonostante i passi avanti nelle cure, resta un cancro molto aggressivo, come si può leggere anche ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, del presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

Gli effetti dell’amianto sulla salute

Alla ex Fibronit di Broni si lavorava l’amianto e tanti dipendenti si sono ammalati. Non solo di mesotelioma (i casi sono raccolti nel VII Rapporto ReNaM), ma anche di tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon e delle ovaie. Così come di asbestosi e placche pleuriche. Le patologie asbesto correlate sono diverse. Ora il sito è stato bonificato, anche se non del tutto per via di un’inchiesta giudiziaria. Il sindaco poco tempo fa ha anche incontrato il ministro dell’Ambiente per chiedere che non ci siano stalli nei lavori.

Il presidente Ona affianca le vittime dell’amianto nei procedimenti giudiziari necessari per ottenere i propri diritti, ma si batte anche per la prevenzione primaria. Per attuarla sono fondamentali le bonifiche. Per questo l’Ona ha realizzato anche una App per segnalare i siti ancora contaminati.

Sarteano, i cittadini potranno smaltire materiali in amianto

Sarteano, cittadini smaltiscono materiali amianto
Sarteano, cittadini smaltiscono materiali amianto

Nel Comune di Sarteano i cittadini potranno rimuovere e smaltire piccoli materiali in amianto autonomamente.

Il Comune di Sarteano aderisce a “Stop amianto”

Il Comune ha, infatti, aderito al progetto “Stop amianto” di Sei Toscana. Sarà la stessa amministrazione comunale ad acquistare il kit necessario perché le bonifiche avvengano in totale sicurezza.

I residenti potranno contribuire a liberare l’ambiente dall’asbesto e a preservare il territorio per il benessere di tutta la comunità. L’amianto causa, infatti, purtroppo malattie gravissime. Nonostante tanti imprenditori ne conoscessero la pericolosità, per le tante patologie che affliggevano gli operai a contatto con questo minerale, in Italia hanno continuato ad utilizzarlo fino al 1992, anno della sua messa al bando. Come spiega il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Oltre al mesotelioma, malattia sentinella, le fibre killer provocano anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. L’asbestosi e le placche pleuriche. L’Inail registra i casi di mesotelioma dal 1992 nel VII rapporto ReNaM, per capire quanto l’asbesto abbia colpito la popolazione. Il picco dei casi è previsto per il 2030.

Intanto le bonifiche sono fortemente in ritardo. Per questo l’Ona ha realizzato anche una App per la mappatura dei siti ancora contaminati che stima siano circa un milione. E plaude ad iniziative come questa che possano agevolare almeno le micro bonifiche.

I costi per i residenti sono davvero minimi

Il servizio a Sarteano è già attivo. I cittadini interessati potranno utilizzare il kit per l’auto-rimozione fornito da Sei Toscana. Questo contiene i dispositivi di protezione individuale e i materiali idonei per l’imballaggio dei manufatti da rimuovere.

I residenti riceveranno anche un manuale con tutte le istruzioni per l’uso che dovranno seguire per evitare ogni rischio. L’amministrazione ha condiviso su www.seitoscana.it e sul canale YouTube di Sei Toscana un video tutorial. Qui ci sono tutte le procedure da rispettare per le operazioni di rimozione in piena sicurezza (www.youtube.com/watch?v=nBfWabBBUQc).

Il Comune di Sarteano coprirà le spese del kit, della notifica presso il Sistema informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva dei piani di lavoro e del prelievo a domicilio e del trasporto del materiale in un impianto autorizzato. I cittadini pagheranno costi minimi che vanno da euro/kg. 0,69 (più IVA) per i manufatti in cemento-amianto in lastre e euro/kg. 2,20 (più IVA) per quelli voluminosi, come serbatoi, canne fumarie, ed altro.

I cittadini possono richiedere il servizio di smaltimento presentando domanda all’Ufficio Protocollo del Comune di Sarteano.