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Ecoansia, un disturbo psicologico in crescita

temporale, ecoansia, disturbo psicologico
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Sta aumentando il fenomeno dell’ecoansia. A lanciare l’allarme è l’Ordine degli Psicologi delle Marche.

L’ecoansia è un disturbo psicologico che nasce dalla preoccupazione per la crisi climatica. Causa stati di ansia per colpa dello stress ma anche della tristezza mista a paura per il futuro. Si rinviano importanti progetti di vita, come se non ne valesse la pena, oppure si resta preda di frustrazione e sfiducia per il futuro.

Ecoansia e l’influenza dei fenomeni estremi

L’ecoansia sta aumentando in proporzione alla frequenza dei fenomeni meteorologici estremi, che mentre prima erano eventi eccezionali, oggi sono sempre più frequenti.

Nubifragi, alluvioni, grandine gigantesca, ma anche caldo eccessivo, incendi diffusi e situazioni ambientali critiche, hanno ripercussioni sulla psiche delle persone, ed in particolare sui giovani.

Oggi questi episodi irrompono nella vita quotidiana di ciascuno di noi, portando a sentirsi vulnerabili e suscettibili, di avvertire di non avere il controllo della propria vita, con una generale tendenza alla tristezza“. A spiegarlo all’Ansa è Katia Marilungo, presidente dell’Ordine regionale Psicologi delle Marche. “Ci sono giovani che tendono a sospendere varie progettualità di vita, come trasferirsi per motivi di lavoro, acquistare una casa, programmare vacanze e addirittura mettere al mondo figli perché in balia dell’ecoansia. Pensare al futuro per alcuni rischia di diventare una vera sfida“.

Come reagire allo stress da climate change?

ecoansia

Come trattare dunque l’ecoansia, dato che il cambiamento climatico è sempre più dirompente nella nostra quotidianità e ben difficile da eliminare visto che dipende dai vari Paesi del mondo e non solo dai singoli?

L’informazione e l’educazione sono buoni sistemi per calmare l’ansia. Informarsi sui problemi ambientali, comprenderne le cause e gli effetti, e imparare sulle azioni che possono essere intraprese per contribuire a un ambiente sano, e può aiutare sia a calmarsi, sia a sentirsi utili nel dare il proprio contributo concreto per cambiare le cose.

Adottare abitudini di vita sostenibili può ridurre il senso di impotenza e contribuire a una maggiore sensazione di aver un impatto positivo sull’ambiente. Un coinvolgimento attivo, partecipare ad attività o progetti ambientali di gruppo, invece, può dare un senso di controllo e può rappresentare un’opportunità per fare la differenza. Inoltre ci si può sentire parte di un tutto. Il supporto sociale, condividere le preoccupazioni ambientali con gli altri, può essere davvero di aiuto. Può aiutare a sentirsi meno isolati e a trovare sostegno emotivo.

Rimozione straordinaria di eternit in Friuli Venezia Giulia

friuli venezia giulia, rimozione eternit tetto
friuli venezia giulia, rimozione eternit tetto

È stata attivata una modalità straordinaria per la rimozione e la raccolta di amianto proveniente dagli edifici danneggiati dal maltempo in Friuli Venezia Giulia. Ad autorizzare l’iter straordinario è l’assessore regionale alla Salute, con delega alla protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

Friuli Venezia Giulia, l’assessore predispone nuove misure

Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei sindaci dei comuni colpiti dagli eventi meteo estremi dei giorni scorsi, il Servizio di prevenzione della Regione ha predisposto delle linee guida straordinarie, destinate alle amministrazioni comunali e ai gestori del Servizio pubblico di raccolta dei rifiuti, per lo smaltimento dei materiali contenenti amianto che hanno subito danneggiamenti.

«Vista la situazione di emergenza – spiega l’assessore Riccardi -, autorizziamo in via eccezionale i privati cittadini e le aziende a intervenire in autonomia, seguendo precise disposizioni. In questo modo si vogliono agevolare le persone che si trovano in difficoltà e che hanno la necessità di rimuovere il materiale quanto prima per poter continuare la loro vita normale e la loro attività produttiva».

La deroga riguarda solo gli edifici per i quali siano stati segnalati al Comune competente danni derivati dal recente maltempo. Sono esclusi quindi:

  • manufatti contenenti amianto libero o in matrice friabile;
  • materiali per la cui rimozione è necessario procedere a demolizione di opere murarie;
  • materiali che, per essere rimossi, devono essere sottoposti a taglio o rottura.

Invece si può fare riferimento a questa deroga per la raccolta dei frammenti caduti a terra. Sarà possibile attuare queste misure straordinarie fino al 30 settembre.

Rimozione di eternit in Friuli Venezia Giulia: cosa fare?

Cosa può fare quindi il cittadino? Se si intende avvalersi di questa misura straordinaria, l’interessato deve rivolgersi agli uffici del proprio Comune, i quali gli indicheranno la ditta a cui affidarsi. Questa consegnerà un kit di protezione specifico per la raccolta del materiale contenente amianto.

Avute tutte le informazioni, il cittadino dovrà indossare correttamente la tuta di protezione e, seguendo precisamente le indicazioni, potrà raccogliere il materiale e depositarlo su un bancale. Quest’ultimo sarà poi ritirato da una ditta specializzata.

Inoltre è importante, per garantire la tutela della propria salute, non rompere il materiale contenente asbesto, non trasportare autonomamente i rifiuti con amianto in discarica e non consegnare alla ditta di trasporto il materiale che non è stato trattato secondo le procedure indicate dalle linee guida. È possibile richiedere maggiori informazioni agli uffici del Comune di residenza.

L’importanza della bonifica per tutelare la salute

La bonifica è la misura fondamentale per mettere in sicurezza gli spazi contenenti amianto. Esistono diverse tecniche, in base allo stato di degrado dell’eternit da rimuovere: incapsulamento, confinamento e rimozione.

Scegliere di bonificare dall’amianto non solo salvaguarda l’ambiente che ci circonda ma, soprattutto, tutela la salute dei cittadini. Solo così è possibile fermare la strage causata dalle malattie asbesto correlate, come il mesotelioma. L’importanza della prevenzione primaria è sostenuta anche dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nelle sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022”.

L’ONA da sempre è al fianco delle vittime e supporta i cittadini nell’evitare danni alla propria salute segnalando le aree contaminate. Grazie all’App Amianto contribuisce alla mappatura del territorio. Inoltre esprime la necessità che le istituzioni ideino bonus fiscali per imprese e famiglie al fine di favorire la bonifica e la decontaminazione dei luoghi di vita e di lavoro.

Mesotelioma, il nuovo approccio di trascrittomica spaziale

trascrittomica spaziale, mesotelioma
trascrittomica spaziale, mesotelioma

La ricerca sul mesotelioma fa nuovi passi avanti grazie allo studio condotto dall’AUSL-IRCCS (Azienda Unità Sanitaria Locale) di Reggio Emilia, che ha previsto l’utilizzo della trascrittomica spaziale. I risultati ottenuti aprono nuove prospettive sull’uso di terapie mirate per i pazienti.

Per la ricerca è stata utilizzata la trascrittomica spaziale

È il laboratorio di ricerca traslazionale e dell’anatomia patologica dell’ AUSL-IRCCS ad aver redatto il nuovo studio sul mesotelioma pleurico, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Molecular Cancer”. L’innovazione di questa analisi è l’aver capito i meccanismi in grado di influenzare l’aggressività di questa particolare tipologia di tumore. Permetterà così di definire terapie sempre più mirate per le vittime di mesotelioma e di migliorare l’uso dell’immunoterapia per questa malattia.

Per realizzare la ricerca è stato utilizzato l’approccio innovativo della trascrittomica spaziale. Questo racchiude un insieme di tecniche che permettono di dividere in sequenze il genoma delle cellule. Partendo da campioni di pazienti trattati in ospedale, si è così riusciti a dimostrare che la progressione del mesotelioma è determinata da una complessa serie di eventi.

Innanzitutto l’amianto, depositandosi sulla pleura, crea un’infiammazione cronica che causa la secrezione di molecole circolanti, anche di tipo infiammatorio. Queste molecole attraggono nel sito del tumore numerose componenti del sistema immunitario. Queste, però, sono inattive, consentendo alla lesione di progredire verso stadi di aggressività più elevati.

«Questi risultati hanno implicazioni rilevanti per la pratica clinica – spiega la dottoressa Federica Torricelli, ricercatrice dell’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia -. In particolare influenzano due aspetti: da una parte l’identificazione di biomarcatori che permettono una terapia più mirata per i pazienti, dall’altra il potenziamento dell’efficacia dell’immunoterapia per il mesotelioma».

Migliorare le terapie per il mesotelioma

Infermità rara e collegata all’esposizione all’amianto, il mesotelioma pleurico è una grave patologia neoplastica che colpisce la pleura, cioè la membrana dei polmoni. Tutti i casi di mesotelioma in Italia, compreso quello pleurico, sono raccolti nel VII Rapporto ReNaM. Secondo questo, tra il 1998 e il 2018, in Emilia-Romagna si registrano 2873 casi, di cui 2630 di mesotelioma della pleura.

«Il mesotelioma pleurico maligno è una malattia assai aggressiva ancora oggi, con scarse opzioni terapeutiche e aspettative di vita molto ridotte – sottolinea il professor Antonino Neri, direttore scientifico dell’IRCCS -. Si tratta di un tumore con una latenza lunga, che può arrivare a oltre trent’anni dall’esposizione. Per il nostro territorio si tratta di una malattia di comunità, essendo stata la provincia di Reggio Emilia sede di produzione di cemento amianto fino agli anni ‘80».

Amianto in Emilia-Romagna: le bonifiche

Le bonifiche dai materiali di amianto in edifici pubblici e privati sono fortemente in ritardo, come denuncia l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2022”.

«Si continua a morire di malattie asbesto correlate. Almeno 7mila persone sono morte nell’ultimo anno. Eppure, la politica tace e le istituzioni sono assenti – afferma l’avvocato Bonanni -. Rendo pubblici i dati delle nostre rilevazioni aggiornate a tutto l’anno 2022: 2mila casi di mesotelioma, indice di mortalità al 93%, un numero di decessi che solo per questa neoplasia sfiora i 1.900. 4mila casi di tumore al polmone asbesto correlati con un indice di mortalità dell’88%, e quindi un numero di decessi che sfiora i 3.550. Una vera e propria emergenza con 40 milioni di tonnellate di amianto e materiali contenenti amianto».

In particolare, in Emilia-Romagna, al 2018, i siti con la presenza di amianto censiti erano 1198. Di questi circa il 70% (711) sono stati bonificati, mentre i rimanenti risultano essere attualmente messi in sicurezza.

La bonifica è l’unico modo per ridurre il rischio per la salute dei cittadini a zero. Per questo l’ONA ha ideato l’App Amianto, che agevola la segnalazione delle aree contaminate e aiuta a evitare qualsiasi esposizione pericolosa.

Presenza di amianto all’ex Sitoco di Orbetello

Orbetello, ex sitoco, presenza di amianto
Orbetello, ex sitoco, presenza di amianto

Un sopralluogo della Asl rileva la presenza di amianto nello stabilimento ex Sitoco di Orbetello, in provincia di Grosseto, in Toscana.

Il sindaco Andrea Casamenti ha quindi firmato un’ordinanza con la quale impone alla società Laguna Azzurra, proprietaria di ex Sitoco, di provvedere a “immediata chiusura dei due varchi che portano dentro la ex Sitoco. Immediata presentazione e attuazione del Piano di bonifica amianto”.

Le richieste del sindaco di Orbetello

I fabbricati dello stabile presentano preoccupanti condizioni di degrado e un pessimo stato di conservazione. Qui sono state riscontrate anche coperture in amianto.

L’esposizione alla fibra killer è pericolosa per la salute dei cittadini. Così il primo cittadino ha ordinato l’immediata chiusura dello stabile, in particolare delle entrate in via dello Stagnone e in piazza della Stazione, a Orbetello Scalo. Inoltre ha chiesto l’attuazione del Piano di bonifica amianto da parte della proprietà per far fronte ai materiali cementizi contenenti asbesto presenti nell’ex complesso industriale.

Un’altra richiesta giunta dal primo cittadino è quella di “immediata esecuzione delle opere di contenimento della vegetazione”. Infatti lo stato di abbandono dell’ex stabilimento ha comportato la crescita incontrollata dell’erba. La proprietà dovrà quindi provvedere a tagliare la vegetazione per recuperare la viabilità interna all’area e garantire la salvaguardia delle parti strutturali dei fabbricati, per scongiurare crolli e il pericolo di incendio.

Ex Sitoco di Orbetello, Sito d’Interesse Nazionale

L’area di Orbetello dell’ex Sitoco è considerata, dal 2002, un Sito d’Interesse Nazionale (SIN), data la quantità e la pericolosità degli inquinanti presenti. La zona si estende per circa 336 ettari lungo la laguna costiera e comprende lo stabilimento chimico per la produzione di fertilizzanti, colla e concimi, ex Sitoco, attivo dal 1906.

L’impianto, ora dismesso, era in precedenza di proprietà della Montecatini, per poi passare alla Montedison e quindi alla Sitoco (Federconsorzi). Dall’aprile 2004 è della società Laguna Azzurra S.r.l..

Non è, però, la sola industria che ha messo a rischio l’ambiente e la salute nell’area. A essa si aggiungono l’attività mineraria e una fabbrica di dinamite, esplosivi e munizioni.

Necessaria la bonifica su tutto il territorio

Nonostante l’amianto sia stato messo al bando con la legge 257/1992, questo pericoloso agente cancerogeno continua a essere presente su tutto il territorio nazionale, non solo in fabbriche e strutture private, ma anche in edifici pubblici, scuole e ospedali.

A denunciare il protrarsi di questa tragica situazione è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nella sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto- Ed. 2022”.

«Chiediamo la bonifica integrale e totale dei luoghi di lavoro e di vita – dichiara l’avvocato Bonanni -. Paghiamo ancora il caro prezzo in termini di vite umane per le vecchie esposizioni. Finché non ci sarà la bonifica, ci saranno nuove esposizioni e continueranno a verificarsi nuove malattie e nuovi decessi».

È quindi importante evitare ogni esposizione e segnalare i siti contaminati, anche grazie all’App Amianto istituita dall’ONA.

Monza, nubifragio scoperchia tetti amianto: finestre chiuse

Monza, nubifragio scoperchia tetti di amianto
Monza, nubifragio scoperchia tetti di amianto

A Monza il nubifragio del 21 luglio scorso ha scoperchiato alcune coperture in eternit. I materiali in amianto sono finiti anche sui balconi delle abitazioni vicine e in strada. Tanto che il Comune ha deciso di contattare una ditta specializzata per rimuovere il cemento amianto e ha anche emesso un’ordinanza.

Monza, ordinanza comunale per evitare i rischi

I cittadini dovranno, infatti, rispettare tutta una serie di regole per evitare i rischi legati all’amianto. Quello che è conosciuto come minerale killer. L’asbesto (altro modo di chiamare l’amianto), può infatti provocare gravi malattie come il mesotelioma e il tumore del polmone. Così come tante altre patologie asbesto correlate. Per questo l’amministrazione è stata molto chiara sulle misure da attuare.

I residenti nella zona interessata, che comprende parte di viale Europa, via Don Minzoni, via Calatafimi e via Marsala, dovranno entrare e uscire dall’area con la mascherina Ffp2. A casa dovranno tenere tapparelle abbassate e scuri chiusi. Si consiglia di lavare le calzature prima di entrare all’interno delle abitazioni con acqua, sempre indossando la mascherina. Per gli impianti di condizionamento che prevedono captazione di aria dall’esterno, dovranno essere sostituiti i filtri alla conclusione delle attività di bonifica”.

Il provvedimento è stato emesso ieri sera, 23 luglio, dal sindaco di Monza, Paolo Pilotto. In via Marsala è già partita la bonifica, per la caduta di parti del tetto di un edificio di viale Europa.

Bonifica amianto a Monza, alcune strade interdette

I lavori continueranno fino al 31 luglio su superfici pubblici e privati, anche sui balconi. L’amministrazione ha tenuto a precisare che i materiali non devono essere toccati. Devono, invece, essere bagnati per evitare il disperdersi delle fibre.

Per una settimana, sempre nell’area interessata, il traffico sarà bloccato tra via Goldoni, via Calatafimi e via Marsala.

Bonanni: “Il Comune non ha sottovalutato il pericolo”

“Ottime le misure prese dal Comune di Monza – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, commentando la notizia – L’amministrazione ha compreso il rischio che corrono i residenti a causa del nubifragio e non lo ha sottovalutato. Bene anche la bonifica disposta sul territorio. Da anni spiego che eliminare l’amianto dai siti contaminati è l’unico modo per fermare la strage silenziosa”.

Secondo il VII rapporto ReNaM dell’Inail, infatti, i decessi legati al mesotelioma sono stati oltre 31mila. La cifra è sottostimata, per tutta una serie di motivi. A questi si devono aggiungere quelli causati purtroppo dalle altre patologie asbesto correlate. Il numero così cresce di molto, arrivando, come si legge ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” a 7mila vittime soltanto nel 2022. Il picco dei casi è previsto per il 2030, a causa del lungo periodo di latenza tra l’esposizione e il manifestarsi della malattia.