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Povertà e amianto, baracche a rischio in Italia e nel mondo

baracche nel mondo, povertà e amianto
baracche nel mondo, povertà e amianto

Una riflessione  che riguarda le condizioni delle persone svantaggiate nel mondo, che trovano riparo nelle baracche. Queste strutture, vecchie e fatiscenti, spesso hanno tetti costruiti antecedentemente la legge 257/1992. Quindi molte di loro potrebbero essere state costruite con l’amianto.

Le soluzioni a questo problema includono la rimozione sicura dell’amianto, la costruzione di alloggi adeguati per le persone vulnerabili, e politiche che possano migliorare le condizioni di vita nei quartieri più poveri.
Messina in pochi anni è riuscita ad eliminare circa 680 mila metri quadrati di manufatti fatiscenti, portando avanti un percorso di riqualificazione. Tuttavia c’è ancora tanto da fare.

La situazione europea e internazionale su baracche e amianto

In Italia, le baracche con amianto sono un problema ereditato da decenni che riguarderebbe le periferie di tutte le regioni del mondo. Anche in Spagna, Grecia, Francia, Regno Unito, Portogallo, Polonia, Romania, Bulgaria e molti altri Paesi, le costruzioni fatte con amianto sono una realtà.

Questo nonostante la legislazione e le politiche per la rimozione di questo materiale siano ormai in atto. Una criticità che riguarda anche altre zone del mondo, dove la povertà e la mancanza di soluzioni abitative adeguate portano alla costruzione di rifugi improvvisati che non rispettano standard di sicurezza.

In molte nazioni africane, la povertà e la mancanza di politiche abitative adeguate hanno portato alla costruzione di baracche con materiali scadenti, inclusi i prodotti contenenti amianto. Le aree urbane in rapida espansione, come quelle di Lagos (Nigeria) o Città del Capo (Sudafrica), hanno visto una crescita incontrollata delle baraccopoli.Cina, Russia, India, Kazakhstan, Brasile, Indonesia, Tailandia, Vietnam e Ucraina ancora producono e consumano amianto.

Un caso particolare è quello delle baraccopoli urbane in India, spesso costruite con lamiere ondulate che contengono asbesto.Molte favelas sono state costruite con materiali economici, che potrebbero includere amianto.Anche se in Australia l’amianto è illegale, in alcune regioni rurali o tra le persone più povere, gli edifici possono ancora contenere tracce di questo pericoloso materiale.

Nelle baraccopoli o nei campi profughi in vari paesi, il supporto internazionale è limitato o insufficiente. Questo rappresenta una grave minaccia per la salute. Ciò richiede politiche abitative globali più inclusive, soluzioni di rimozione sicura e programmi di sensibilizzazione per proteggere le persone vulnerabili.

Giornata Mondiale del Malato, il messaggio dell’Avv. Ezio Bonanni

Avvocato Ezio Bonanni, giornata mondiale del malato
Giornata mondiale del malato L'Avvocato Ezio Bonanni. Presidente di ONA - Osservatorio Nazionale Amianto

L’11 febbraio è la Giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza della salute.


L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, è impegnato da più di 25 anni nella tutela delle vittime dell’amianto, causa primaria del mesotelioma.
Questo tipo di tumore nasce dalle cellule del mesotelio, la membrana che riveste gli organi interni.
Bonanni ha portato avanti con successo le battaglie di numerosi malati ed è reduce, tra gli altri, dalla recente vittoria legale che ha visto il riconoscimento del risarcimento di 280mila euro a Monica Pittau, orfana del motorista navale Luigi Angelo Pittau, deceduto a 60 anni esposizione all’amianto.

La comunicazione dell’Avvocato Ezio Bonanni

Per la Giornata Mondiale del Malato, l’Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, rinnova la necessità di una prevenzione primaria. L’amianto è altamente lesivo perla salute umana.

Sono fondamentali non solo la tempestiva diagnosi e l’efficacia delle cure, ma anche prevenire la malattia sia degenerativa che tumorale.

Nel caso delle patologie asbesto correlate, definite tali in quanto causate dall’amianto come unico agente eziologica o in sinergia con altri elementi cancerogeni. come nel caso del tumore al polmone, provocato anche dal fumo di sigaretta.

Per questo motivo l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si batte anche contro le abitudini tabagiche, promuovendo la necessità di mantenere uno stile di vita sano.

Al centro della nostra azione, di quella di ogni singolo individuo e di ogni istituzione, vi deve essere l’uomo, la dignità della persona umana, il rispetto per sé stesso e per gli altri in quanto proiezione del Creatore.

E’ per questi motivi che andiamo avanti nella tutela dei diritti in sede giudiziaria. Ottenere un risarcimento è inutile dal punto di vista della salute, ma fondamentale per permettere a chi ha subito un danno e ai loro cari in caso di decesso per poter proseguire a vivere pur nel lutto, pur nella tragedia.”

Bolzano, possibile rischio amianto

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

Richiesti immediati controlli per la possibile presenza di amianto nel quartiere di Oltrisarco a Bolzano. A presentare la mozione urgente è Angelo Liuzzi, consigliere della Circoscrizione Oltrisarco-Aslago per la lista Civica per Bolzano.
Un ruolo determinante l’hanno avuto le segnalazioni dei cittadini. Il sito sospetto è il sottopasso di via Volta, dove sono stati individuati dei pannelli sospetti. Il posto sarebbe molto frequentato.

Importante quindi la partecipazione attiva della popolazione per richiedere interventi tempestivi volti alla bonifica e smaltimento di asbesto.

A tal proposito l’Avvocato Ezio Bonanni Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Roma e Latina consiglia: “In caso di sospetta presenza di amianto è importante richiedere una verifica alla ASL dei luoghi. E’ possibile informare l’Osservatorio Nazionale Amianto al numero verde 800 034 294. L’ ONA offre assistenza tecnica, medica e legale gratuita”.

La normativa vigente in fatto di amianto

Secondo quanto segnalato dalla Camera rispetto la normativa in tema, “l’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa con buone proprietà fonoassorbenti e termoisolanti che, anche per via dell’economicità, è stato largamente utilizzato in passato in innumerevoli applicazioni industriali ed edilizie. Con il tempo però tale materiale si è rivelato nocivo per la salute dell’uomo per la sua proprietà di rilasciare fibre che, se inalate, possono provocare patologie gravi ed irreversibili a carico dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). E’ quindi sicuramente pericoloso soltanto quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante. Riconosciuta la pericolosità dell’amianto e in attuazione di specifiche direttive comunitarie, con la legge 27 marzo 1992, n. 257 sono state dettate norme per la cessazione dell’impiego dell’amianto e per il suo smaltimento controllato. Questa legge stabilisce il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto.

Se la presenza di asbesto a Bolzano venisse confermata, sarà necessario procedere immediatamente per la bonifica e lo smaltimento. Intanto la mozione di Liuzzi è stata depositata e sarà discussa nel prossimo consiglio circoscrizionale.

Immagine: Wikipedia Commons

 

Guerra in Ucraina: amianto nei crolli aumenta il rischio

macerie di guerra. Ucraina: paura per l'amianto
macerie di guerra. Ucraina: paura per l'amianto - dichiarazione di Bonanni

Secondo gli esperti, l’abbattimento degli edifici in ucraina, a causa del conflitto potrebbero creare milioni di tonnellate di macerie pericolose.
Molte vecchie strutture infatti, sono cariche di amianto e la sua dispersione è causa di gravi forme di tumore come il mesotelioma.


La segnalazione preoccupante arriva degli oncologi in occasione del convegno ‘World Cancer Day: United by Unique’, promosso dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Fondazione Aiom nella Giornata mondiale contro il cancro che si è celebrata il 4 febbraio.


Se in Italia l’uso dell’amianto è bandito dal 1992, In Ucraina il divieto è arrivato solo nel 2017.
Secondo lo Undrr – United Nations Office for Disaster Risk Reduction: “fino al 60% dei tetti potrebbero essere rinforzati con l’amianto. La massiccia distruzione degli edifici sta quindi creando milioni di tonnellate di macerie altamente pericolose”. Durante i crolli e gli incendi in seguito ai bombardamenti, le fibre di amianto sono rilasciate nell’atmosfera e vengono respirate dalle persone”.

La dichiarazione di Ona – Osservatorio Nazionale Amianto

Un chiarimento a tal proposito arriva dall’Avvocato Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Vittime del Dovere: “L’amianto era utilizzato nella costruzione di edifici in Ucraina, impastato con il cemento in tempi relativamente recenti. In seguito allo scoppio della guerra con la Russia, la distruzione di edifici come abitazioni civili e militari è evidente che causerà la moltiplicativa aerodispersione di polveri di fibre di asbesto, oltre alla dispersione di radiazioni e la contaminazione di acqua, aria e suolo in una sinergia che coinvolgerà la popolazione civile e militare. Si potrebbero verificare incrementi di casi di mesotelioma, cancro del polmone, tumori linfoemopoietici come linfomi e leucemie.”

Fonte: Ansa    

 

Recanati, in corso verifiche per possibile amianto sul tetto Nervi

Immagine generica di un tetto con amianto
Immagine generica di un tetto con amianto

Sono in corso i controlli per verificare la presenza di amianto sul tetto del capannone Nervi di Porto Recanati.
Gli accertamenti sono effettuati da parte degli operatori dell’Ast di Macerata in seguito a risultati contrastanti avuti da precedenti analisi.

Esami con risultati contrastanti sulla presenza di amianto

Nel 2014 era stata confermata la presenza di “crisotilo” sul tetto della struttura.
Ad ottobre, invece, secondo quanto dichiarato, nuovi controlli non avrebbero rilevato la sostanza pericolosa.

Cos’è il crisotilo

È noto anche come fibra di serpentinite, picrostina o amianto bianco. Si tratta di un minerale comune del gruppo del serpentino all’interno della classe dei “silicati e germanati”.
Fu scoperto per la prima volta nei pressi di Złoty Stok, in Polonia) e descritto nel 1834 da Franz von Kobell, che chiamò il minerale in riferimento alla sua lucentezza dorata componendo le parole greche χρυσός (‘chrysós’, oro) e τίλος (‘tilos’, fibra), denominando così il materiale come “fibra d’oro”.


Il colore del crisotilo generalmente varia tra il verde chiaro e il verde scuro, mentre le sue fibre sono di colore bianco, ondulate e luminose.
Considerate le possibili insidie del minerale, mai come in questo caso acquisisce senso il detto “non è oro tutto ciò che luccica.
Anche in Italia questa tipologia di amianto veniva estratta nei giacimenti della miniera a cielo aperto di Balangero, in prossimità delle Valli di Lanzo in Piemonte.

Le dichiarazioni del sindaco Michelini

Secondo quanto riportato dal Corriere Adriatico rispetto il caso del capannone di Recanati, il sindaco Andrea Michelini ha dichiarato: “L’iniziativa nasce a seguito dei due campionamenti effettuati lo scorso anno dalla nostra amministrazione, che avevano escluso la presenza di fibre di amianto, contraddicendo i risultati analitici risalenti a dieci anni prima. L’esito di queste nuove analisi sarà determinante per fare chiarezza sulla questione e definire eventuali interventi futuri”.