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lunedì, Agosto 17, 2026
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Divampano fiamme tossiche a Caivano(NA)

Incendio Caivano
Incendio Caivano

Incendio a Caivano: tra le fiamme anche rifiuti di amianto

Divampano roghi di fiamme tossiche a Caivano, una piccola cittadina situata in provincia di Napoli, dove in apparenza tutto sembra rispettare un normale equilibrio.

Il piccolo centro urbano è caratterizzato dai paesaggi tipici del sud Italia. Ovvero, una piazzetta con il circolo nel quale è ancora possibile vedere le persone più avanti con l’età intraprendere le loro partite a carte e i bambini giocare nei campetti di pallone.

Ma l’immagine quasi pittoresca di una città che nonostante i numerosi problemi continua a combattere per i più giovani, i più piccoli, è stata devastata negli scorsi giorni da un’enorme nube nera che si è sollevata proprio tra lo stupore e la preoccupazione dei cittadini.

Amianto e altri cancerogeni bruciati al rogo

È divampato infatti un pericoloso incendio all’interno di un’azienda di recupero e trattamento rifiuti.

Sono andati in fiamme tonnellate di pattume di ogni genere. Inoltre, l’episodio non ha fatto altro che peggiorare la già difficile situazione in zona.

Difatti l’intera area è famosa ormai in tutto il mondo con il nome di terra dei fuochi. A causa proprio della pessima condotta della criminalità organizzata e di alcuni esponenti politici dei tempi passati.

Gli stessi che hanno avvelenato il territorio sotterrando rifiuti tossici provenienti da paesi esteri, il tutto naturalmente nella più totale illegalità.

Ed è così che la popolazione di Caivano e dei paesi limitrofi muore ogni giorno, a causa dell’aria che respira, dell’acqua che beve e del terreno su cui cammina.

Il suolo è imbottito di sostanze cancerogene come: amianto, fanghi tossici, coloranti, piombo, cadmio e qualcuno afferma addirittura la presenza di scorie nucleari.

Da Caivano a Lentini, perché il parallelismo?

Non è il primo caso sul quale abbiamo deciso di puntare l’attenzione. Una situazione analoga si è presentata anche a Lentini in Sicilia.

Regione tra le più esposte al rischio amianto, nell’incendio scoppiato in Sicilia infatti sono state date a fuoco tonnellate di amianto che hanno aumentato ulteriormente per la popolazione locale il rischio di contrarre patologie asbesto correlate.

Episodi di questo genere possono avere conseguenze gravissime sul territorioò. Il problema non si minimizza al singolo fastidio del fumo e dei cattivi odori.

Infatti l’aspetto più grave è celato proprio in quei fumi tossici che possono favorire l’insorgenza di: mesotelioma, mesotelioma peritoneale, cancro ai polmoni, tumore al colon, tumore alla laringe e cancro alla faringe.

Sono ancora molti i punti interrogativi posti in questa vicenda, ad esempio non sono ancora state chiarite le dinamiche precise dell’incendio e nemmeno l’origine è ancora chiara anche se attualmente l’ipotesi maggiormente accreditata è quella di incendio doloso.

Restiamo in attesa delle indagini della Procura

È stato aperto un fascicolo alla Procura di Napoli Nord e le indagini proseguono senza sosta.

Tuttavia risulta per le autorità davvero complicato trarre conclusioni certe. Purtroppo gli elementi da giudicare sono pochi a causa della grossa mole dell’incendio. Il rogo con la sua forza irruenta ha sicuramente cancellato prova di qualsiasi tipo di meccanismo o innesto che avrebbe generato le fiamme.

Tra lo sconforto di un paese messo in ginocchio dal cancro e da sogni infranti, si cerca almeno un barlume di speranza negli occhi dei presenti.

Missione difficile anche questa vista la situazione ma il cambiamento potrebbe essere ad un passo dal compimento, basta crederci, basta volerlo.

I servizi di assistenza ONA Osservatorio

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente.

Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto, il rischio corre lungo i binari

Ferrovie amianto, alampi

In costante aumento il numero di mesoteliomi tra i ferrovieri

È il caso di Alampi Letterio, uno dei centinaia di operai deceduti a causa del Mesotelioma, cancro polmonare e altre patologie asbesto correlate. Un altro settore a forte rischio è quello delle Ferrovie dello Stato. Sono in continuo aumento le denunce in riferimento ai casi di malattie asbesto correlate insorte nei lavoratori delle F.S.. In molti perdono la vita, altri vengono catapultati in una situazione di totale disagio, depressione e timore di abbracciare la stessa sorte dei compagni.

A rendere giustizia alla memoria di Letterio c’è il figlio Massimo Alampi, che ha impugnato il suo coraggio e accanto all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni, lotta per suo padre e per chi come lui attraversa lo stesso incubo, un incubo chiamato amianto.

«Chi lavora sottoscrive un contratto di lavoro e non un contratto di morte»

dichiara il Sig. Massimo Alampi, figlio del Sig. Letterio Alampi, che è anche responsabile di ONA Reggio Calabria. La famiglia Alampi chiede giustizia per il Sig. Alampi Letterio, deceduto per mesotelioma sarcomatoide a causa dell’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro. Ribadendo che è “Impossibile descrivere le sue sofferenze poco prima di morire.

Vittima di mesotelioma sarcomatoide

Muore di mesotelioma sarcomatoide, dopo un’agonia di oltre un anno. Ricoveri, trasfusioni, perdita di peso e forti dolori che rimarranno impressi in maniera indelebile nelle menti dei suoi cari. Loro, che lo hanno assistito fino all’ultimo giorno. La rabbia e l’amarezza è ancora visibile nelle parole e negli occhi di chi ha vissuto tutto questo e che sarebbe disposto a tutto pur di vedere riconosciuti i diritti del proprio padre, privato, oltre che della vita, anche della propria dignità:

«Voglio giustizia per quello che è successo a mio padre e non tollero che possa succedere ad altri. Ancora oggi c’è amianto nelle scuole, negli edifici pubblici, eppure tutto tace.

Tutte le richieste dell’ONA per mettere in sicurezza i luoghi di vita e di lavoro non trovano riscontro. E’ stata chiesta la bonifica delle scuole, eppure nulla si muove.

Cosa ce ne facciamo noi dei soldi, cosa se ne faranno le madri quando i loro figli esposti ad amianto nelle scuole moriranno per via di queste fibre?! So io cosa vuol dire la morte di un familiare per mesotelioma.

La vittima rimane soffocata, sente che non ha l’ossigeno, si sente morire ed è lucida» continua Massimo Alampi «Mio padre non ce lo ridarà indietro nessuno: è crudele questa morte. Chi sapeva ed ha lasciato queste persone esposte all’amianto è un criminale e sono ancora più criminali coloro che ancora oggi lasciano i ragazzi esposti ad amianto nelle scuole. Mio padre ha lavorato per oltre 25 anni a contatto con l’amianto senza alcuna protezione, mai una visita o un controllo per verificare il suo stato di salute visto che la presenza dell’amianto, all’interno del reparto in cui lavorava era certa.»

L’azione di tutela dello Sportello Nazionale Amianto

Il Sig. Letterio Alampi ha lavorato presso la OMECA di Reggio Calabria dal 01.03.1966 al 31.08.1992, con la mansione di addetto alla costruzione, alla saldatura e alla coibentazione, operativo presso tutti i reparti. Secondo quanto riportato dai familiari il Sig. Letterio ha svolto le sue mansioni lavorative in esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti patogeni, in assenza di adeguati strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale, che potessero impedire l’inalazione di polveri e fibre di amianto e l’esposizione agli altri cancerogeni e mutageni, e i conseguenti danni alla salute.

Anche a Reggio Calabria l’ONA è operativa, proprio attraverso il Sig. Massimo Alampi, e tutti i cittadini possono usufruire dei servizi ONA, a partire da quello di assistenza medica e quello di assistenza legale, semplicemente consultando lo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA.

 

Nicola Panei: Io, vittima di asbestosi

Aeronautica Militare
Aeronautica Militare

Reportage dal buco nero dell’amianto in Aeronautica militare

L’asbestosi come ci racconterà il protagonista della nostra storia, l’ex luogotenente Nicola Panei, è una patologia asbesto correlata che rende la vita un terribile incubo in cui non è per niente facile sopravvivere.

I sintomi rendono quasi impossibile anche le più semplici attività quotidiane proprio a causa delle difficoltà respiratorie e del veloce affaticamento del corpo. Se non bastassero la tristezza e la paura di doversi confrontare ogni giorno con una malattia così meschina, si aggiungono anche la rabbia e il rancore di chi ha contratto l’asbestosi per difendere il proprio paese.

Nicola Panei: la sua storia e la fondazione dell’ONA

Nicola Panei è stato a contatto con le fibre di amianto durante tutta la sua attività professionale, c’era amianto nelle tute che indossava e nell’ambiente circostante, a distanza di tempo ha scoperto grazie ad alcuni controlli sanitari a cui si è sottoposto di sua volontà, che le fibre di asbesto avevano raggiunto i suoi alveoli polmonari, innestando così la patologia.

Dopo aver visto molti compagni morire a causa delle malattie da amianto Nicola Panei ha fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, l’associazione Onlus, presidiata dall’avv. Ezio Bonanni, che da oltre 20 anni è accanto alle vittime di amianto.

Solo successivamente però ha scoperto in seguito ad alcuni controlli sanitari, di essere affetto da asbestosi.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus promuove da sempre la necessità per gli esposti ed ex esposti ad amianto di doversi sottoporre a controlli sanitari periodici, che possano permettere di individuare qualsiasi anomalia e di porre rimedio in maniera tempestiva nel caso in cui insorgessero patologie asbesto correlate.

Come pochi sanno le malattie: mesoteliomaasbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e forme di cancro particolarmente aggressive come: tumore ai polmoni, tumore al colon o alle ovaie, sono provocate da una lunga esposizione ad asbesto e possono svilupparsi anche a distanza di venti o trenta anni, è proprio per questo che l’ONA raccomanda maggiori controlli perché in molti casi la chiave della salvezza è racchiusa nella diagnosi precoce.

Il Luogotenente racconta la sua storia nel dettaglio

Sono stato per anni in servizio nell’aeronautica militare Italiana e ho dato la vita nello svolgimento del servizio: è proprio così nel senso letterale. Infatti ho respirato amianto e ho l’asbestosi. Ho fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, insieme con l’avv. Ezio Bonanni e Antonio Dal Cin, e sono componente del Comitato Direttivo Nazionale.

Ho visto i miei colleghi morire uno dopo l’altro per mesotelioma, cancro ai polmoni e altre neoplasie. A questo punto mi sono recato verso l’Università di Siena e il Prof. Sartorelli mi ha sottoposto a controlli sanitari e lì ho scoperto di avere l’asbestosi, come Antonio Dal Cin, eroico finanziere esposto ad amianto e vittima anche egli di asbestosi.

Anche nel mio caso, grazie ai buoni consigli del Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale, specialista in Mesotelioma  ho avviato una terapia preventiva, per cercare di evitare la trasformazione di asbestosi in cancro. Il rischio è quello del mesotelioma, con l’aiuto del buon Dio per il momento non ho il cancro.

Se l’asbestosi dovesse degenerare in mesotelioma, con molta probabilità avrei i giorni contati. Sono come un condannato sotto al plotone di esecuzione, è sufficiente che l’amianto mi colpisca con più dannosità per morire nell’arco di poche settimane.

Sto conducendo una vita più possibile salutare, cerco di andare spesso in montagna per respirare bene, evitando così la bombola di ossigeno. Intanto dedico il resto che mi rimane da vivere, nella mia battaglia contro l’amianto, come componente dell’ONA.

Il cambiamento della vita del militare dopo la diagnosi

La mia vita è totalmente cambiata. Ora so di essere un miracolato almeno per il momento. Però la mia sorte è segnata. Anche se riuscissi ad evitare il cancro, il mesotelioma, l’asbestosi mi ucciderà ugualmente. Certo più lentamente… rispetto al mesotelioma. Ma è pur sempre patologia mortale

Importanza della sorveglianza sanitaria secondo Nicola Panei

Il controllo sanitario è importante. Bisogna rivolgersi allo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA ONLUS, per controlli sanitari.

Abbiamo uno staff di medici tra cui: Prof. Luciano Mutti, Prof. Marcello Migliore, Dott. Carmine Luigi Roma, i quali gratuitamente assistono le vittime di amianto. Importanti servirsi sempre dei medici volontari ONA, e in ogni caso del Servizio Sanitario Nazionale, evitare salti del buio come per esempio operazioni chirurgiche a pagamento che possono rivelarsi dannose.

Se c’è necessità di interventi chirurgici bisogna rivolgersi a strutture pubbliche specializzate. Mi riferisco ad esempio al Prof. Marcello Migliore, del Policlinico di Catania, una vera eccellenza. Un professore tornato in Sicilia dopo un’esperienza internazionale ed è uno dei pilastri dell’ONA.

Le proposte di Nicola Panei in materia di tutela dei diritti

Noi militari siamo stati tenuti all’oscuro di tutti i rischi correlati ai materiali con i quali entravamo in contatto. In questo modo ci siamo sentiti spogliati della nostra dignità e presi in giro da chi invece avrebbe dovuto tutelarci.  Sto combattendo da circa dieci anni per ottenere la tutela dei miei diritti. Recentemente è stata depositata una relazione.

Ne ha parlato il Fatto Quotidiano che ha trascritto una parte delle conclusioni dei periti. È necessario che i lavoratori, militari esposti ad amianto e in particolare quelli dell’aeronautica oltre che della marina militare si rivolgano al servizio di assistenza legale dell’ONA e dell’avv. Ezio Bonanni.

Pericolo amianto: tutela preventiva

Pericolo amianto
Pericolo amianto

La prevenzione gioca un ruolo chiave nella lotto contro l’amianto

Per far fronte ad un’emergenza allarmante come quella del rischio amianto, c’è bisogno di conoscere a fondo storie di chi è già stato segnato dall’asbesto e di chi spesso ha rinunciato a tutti i piaceri e le gioie della vita a causa del killer silenzioso.

È proprio uno di questi casi quello di Antonio Dal Cin, ex finanziere malato di asbestosi che a causa della sua patologia ha perso la gioia di assaporare la vita in ogni sua sfumatura, gli è stato vietato correre, giocare e persino sorridere coi propri bambini, perché non può affaticarsi e il suo corpo è divenuto una sorta di prigione nella quale egli stesso non riesce a trovare pace.

Abbiamo rivolto ad Antonio delle domande importanti e abbiamo ottenuto risposte altrettanto salienti.

Quanto è importante la sorveglianza sanitaria per gli esposti ad amianto e perché?

L’AMIANTO provoca: mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, cancro alla laringe, cancro alla faringe, al colon e tumore alle ovaie. Importante è quindi la diagnosi precoce. Innanzitutto il cancro si manifesta dopo molti anni ed è anticipato in chi è stato più esposto, dall’asbestosi, e in chi è stato meno esposto dall’ispessimento e placche pleuriche.

Io che sono stato esposto ad amianto / asbesto sono vittima di asbestosi.

Ed è qui molto importante. Anche se non c’è ancora il cancro ci sono i segni dei danni amianto, e anche in caso di asbestosi, anche se la malattia non guarisce, le attività dei medici volontari dell’ONA sono decisive. Medici come: Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano, Prof. Marcello Migliore e tanti altri.

Grazie a loro io sono ancora in vita, hanno contribuito al miracolo.

Infatti la mia asbestosi e i miei ispessimenti pleurici non sono ancora degenerati in cancro del polmone e mesotelioma.

Cosa deve fare un lavoratore esposto al pericolo amianto?

DEVE subito recarsi dal medico curante, informarlo del rischio amianto e di essere stato esposto, e del protocollo ONA di Sorveglianza Sanitaria (Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano e tanti altri…). Se ci sono problemi ci si può rivolgere allo Sportello Nazionale Amianto ONA. Medici specialisti dell’ONA provvederanno all’assistenza medica gratuita, per la prevenzione e la cura di tutte le patologie.

E se viene diagnosticato il mesotelioma?

Su questo è necessario “Libro bianco delle morti di amianto in Italia” oppure consultare il seguente video:

Come insegna il prof. Ugazio è importante la prevenzione primaria cioè evitare esposizione amianto. Solo così è possibile battere le patologie asbesto correlate come chiarito anche dall’avv. Ezio Bonanni.

Antonio qual è il tuo protocollo sanitario?

Per me l’ONA ha elaborato un protocollo specifico. È intervenuta l’intera equipe medica (oncologo – Prof. Luciano Mutti; lo scienziato – Prof- Antonio Giordano, in particolare per quanto riguarda il consumo di pomodori in chiave anti tumorale e altre specificità; il cardiologo – Dott. Marabotti e altri insigni scienziati).

Per fortuna e con l’aiuto del buon Dio (mi ritengo un miracolato) sono ancora in vita. Per mia fortuna il pericolo amianto ancora non ha scatenato il cancro, l’asbestosi non mi ha ancora ucciso. Combatto per la vita, per i miei due figli di 4 e 11 anni, per mia moglie gravemente malata. Non posso morire, non voglio morire, l’ONA dovrà proseguire e vincere la lotta contro l’amianto e a favore della vita. A tal fine è fondamentale la tutela preventiva dal rischio amianto.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Vittime del dovere: Dal Cin in trincea

Vittime del Dovere - dal cin
Vittime del Dovere

Dal Cin: rischi dei militari vittime del dovere

Dal Cin è una delle tante vittime del dovere che hanno sviluppato una patologia a causa dell’amianto.

Mesotelioma, asbestosi, tumore del polmone, sono alcune delle tante malattie che l’amianto provoca ai militari italiani (Marina, Esercito e Aeronautica) sono queste le patologie che affliggono nell’ultimo secolo le vittime del dovere.

Questa la tesi dell’avvocato Ezio Bonanni che fin dal 2010 ha perseguito e ottenuto il riconoscimento dei diritti dei militari vittime di amianto, dimostrando il sinergismo anche con il programma vaccinale errato, perché somministrato nell’immediatezza della partenza per le missioni, e per di più con additivi dannosi per la salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubblici i dati relativi al danno subito dai militari, in Italia e nelle missioni, e ha costituito il Dipartimento di assistenza per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di Vittime del Dovere, a cui tutti si possono rivolgere.

Per ulteriori, maggiori informazioni sulle ultime sentenze è possibile consultare la voce vittime del dovere. 

Vittime del dovere, la parola a Dal Cin

La nostra Redazione ha intervistato sia Antonio Dal Cin che l’avv. Ezio Bonanni. Antonio Dal Cin, eroe civile, leone in trincea, finanziere vittima di amianto, malato di asbestosi, purtroppo allo stato terminale, mentre l’avv. Ezio Bonanni, pioniere in Italia della rappresentanza e difesa delle vittime di amianto, presidente dell’associazione ONA.

Antonio sembra che l’amianto non ti abbia ucciso nell’animo

Con l’aiuto di Dio sono ancora in vita. Sono stato esposto per motivi di servizio all’amianto killer e per questo congedato dalla Guardia di Finanza (infatti ho l’asbestosi pleurica che mi è stata valutata al 70% al momento del congedo).

Nonostante il riconoscimento della causa di servizio e il congedo causato sempre per la patologia asbesto correlata (l’asbestosi appunto), ancora a tutt’oggi l’Amministrazione ritarda la liquidazione di quanto mi è dovuto, a titolo di vittima del dovere (per il momento ho ottenuto solo il 5%, tenendo conto della gravità di questa patologia), nonostante l’impegno dell’avv. Ezio Bonanni, che ha ottenuto un vero e proprio miracolo la prova dell’amianto e dell’esposizione alla fibra killer nella Guardia di Finanza che ha dovuto riconoscere che la mia malattia, l’asbestosi polmonare, ha avuto origine dall’attività di servizio.

Sto lottando non per me, ormai sono inchiodato sul letto di morte, respiro con la bombola di ossigeno. Quanto per gli altri miei colleghi finanzieri, ancora esposti a rischio amianto, e per i miei figli di 5 (Matteo) e 11 anni (Anna).

Perché la sottovalutazione nel riconoscimento dei diritti?

Purtroppo c’è stata esposizione ad amianto tra i Finanzieri, nell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica, e il numero dei caduti e dei malati è altissimo. Una strage. Le superiori gerarchie per molto tempo hanno teso a negare il rischio amianto, solo ora grazie al lavoro dell’avv. Ezio Bonanni, comincia ad emergere la verità nuda e cruda e dico che bisogna continuare a lottare, per noi, per i nostri figli e per un mondo migliore liberi dall’amianto. Il mio motto è “liberi dall’amianto, si può e si deve”.

Come spieghi la tua forza morale, con un corpo sofferente?

Innanzitutto sto seguendo scrupolosamente il protocollo sanitario ONA che è stato elaborato per me dal Prof. Luciano Mutti e che per il momento ha bloccato la degenerazione cancerogena dell’asbestosi polmonare ed è per questo che sono ancora in vita.

Non appena la fibra killer riuscirà ad innescare il cancro, in particolare il mesotelioma per me sarà la fine. Di questo sono consapevole, infatti il mio cuore cosiddetto polmonare è affaticato perché le fibre di amianto ormai hanno indurito il polmone e il cuore fa fatica.

Quindi avendo una patologia cardiaca asbesto correlata, sarebbe quasi impossibile per i chirurghi estirpare la pleura e con essa il cancro per questo sto prendendo dei farmaci antiossidanti e antitumorali in chiave preventiva.

Alte dosi di vitamina C, altri farmaci riparatori cellulari, alimentazione anticancro come ad esempio l’assunzione di pomodori e altri alimenti salutari, ho abolito la carne. Naturalmente mi resta poco da vivere lo so, tuttavia intendo continuare la mia lotta di verità e di giustizia.

Antonio Dal Cin, qual è il tuo impegno nell’ONA?

La mia non è soltanto una malattia, perché sostanzialmente sono stato e sono ad oggi ostaggio della burocrazia italiana (attendo da 70 mesi la notifica del decreto di riconoscimento di vittime del dovere). Che poi dovrà essere impugnato dal mio legale, l’avv. Ezio Bonanni a causa di quell’assurdo punteggio del 5% che mi è stato attribuito e che contraddice la valutazione medico legale del Dipartimento militare di medicina legale di Roma che a suo tempo mi ha proposto il congedo a causa della mia patologia.

Sono in trincea, mi impegno nell’ONA per ottenere la tutela dei diritti dei militari vittime di amianto.

Intervista all’Avvocato Ezio Bonanni

Avvocato, perché non è riconosciuto di vittima del dovere?

Innanzitutto Antonio è un miracolato. Già nel 2012 i sanitari gli avevano dato poche aspettative di vita, più che altro a causa della compromissione cardiaca, provocata dall’asbestosi, a sua volta generata dalle fibre di amianto, eppure il buon Dio ha voluto che egli sopravvivesse, che nonostante fosse fortemente provato, trova la forza per combattere, un vero e proprio leone in trincea, è uno dei pochi, gli altri sono quasi tutti già deceduti.

Recentemente sono stato udito dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rischi per i militari. I nostri ragazzi sono morti a migliaia per l’amianto, uranio impoverito e la pratica vaccinale. Quando ho dichiarato nel corso della mia audizione è stato confermato nella Relazione finale che è stata inoltrata anche all’autorità giudiziaria. Nella sola Marina militare, per le sole segnalazioni presso la Procura di Padova risultano 1101 casi solo per la Marina e solo per l’amianto.

Ho ottenuto importanti sentenze di riconoscimento con equiparazione di vittime del terrorismo, siamo di fronte ad uno Stato terrorista. Ormai le vittime dell’amianto sono equiparate alle vittime del terrorismo. L’amianto colpisce come le bombe delle stragi terroristiche, in modo sempre vigliacco come vigliacchi sono coloro che negano i diritti delle vittime.

Ammiro Antonio Dal Cin perché nonostante la sua sorte sia segnata le condizioni economiche molto disagiate dopo il congedo (percepisce una pensione da fame e aspetta da 70 mesi la liquidazione delle prestazioni dovute che lo Stato dice dovute, perché ha riconosciuto la causa di servizio) riesce a resistere e ad alimentare la fiamma della libertà e della giustizia, e guida il coordinamento dei militari e famigliari vittime dell’ONA, la più organizzata e indipendente associazione di vittime dell’amianto.

Riusciremo a liberare le Forze Armate dall’amianto?

Purtroppo l’amianto è stato utilizzato in tutte le installazioni e le strutture mezzi d’arma delle nostre forze armate (Marina, Aeronautica ed Esercito) e purtroppo ancora oggi ci sono condizioni di rischio.

Certo le condizioni vanno migliorate, però ci sono stati e ci sono molti esposti amianto e purtroppo ci saranno ancora tanti altri casi che lo ricordo è stato un finanziere solo che gli è stato ordinato di eseguire attività di servizio e di vigilanza con materiali di amianto presente, come se la divisa da finanziere potesse proteggerlo dalla fibra killer che invece si è conficcata nei suoi alveoli polmonari con miliardi di fibre e quindi ha provocato l’asbestosi.

Quali sono i diritti delle vittime di amianto?

Per approfondire quali sono i diritti delle vittime di amianto è possibile consultare i nostri siti istituzionali. Il sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto e quello del mio studio legale.

Dal Cin e i servizi di assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA ha ideato una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere. La nuova unità operativa configura tra i suoi principali obiettivi la tutela della salute, in particolare del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.