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lunedì, Agosto 17, 2026
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Amianto nelle Ferrovie di Stato

Amianto nelle Ferrovie

Il rischio nelle ferrovie di stato

Ferrovie di Stato. Censiti 619 casi di mesotelioma tra i lavoratori deo rotabili ferroviari. Tali cifre, fanno riferimento solo fino all’anno 2018, quindi, attualmente, le vittime del cancro al mesotelio saranno decisamente aumentate. 

Ma il mesotelioma non è l’unica patologia asbesto correlata che affligge i lavoratori delle Ferrovie di Stato. L’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il VI Rapporto Mesoteliomi ha censito circa 1.400 decessi per tumore polmonare e 500 per asbestosi, ad aggiungersi ad un numero non ancora ben definito di casi di altre patologie asbesto correlate.

È proprio al fronte di dati così preoccupanti che l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha deciso di fare appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.

ONA: appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture

«Apprezziamo l’impegno moralizzatore del Ministro Toninelli, che recentemente ha assunto importanti determinazioni sulla governance di Ferrovie dello Stato, però ciò no basta. Occorre dare giustizia alle vittime del disastro di Viareggio, punire tutti i responsabili e soprattutto prevenire altri disastri.

E ancora bonificare l’amianto e risarcire le vittime, anche coloro che sono rimasti esposti nelle Grandi Officine Riparazioni di Torino e nelle grandi ditte esterne produttrici di vagoni ferroviari, tra i quali l’OMECA di Reggio Calabria, anch’essa con il triste primato di casi di patologie asbesto correlate».

Si chiede, dunque, con urgenza, un incontro che possa portare alla risoluzione della problematica quanto prima possibile. È necessario un confronto in relazione al mancato risarcimento dei danni subiti dalle vittime amianto. Queste ultime, costrette a estenuanti azioni giudiziarie che vanno ad aggiungersi al già presente e straziante dolore.

Un dolore che per molti pare ancora assai incompreso

Il dolore di chi trascorre una vita a lavorare, a svolgere il proprio lavoro e a svolgerlo bene, in attesa di ammalarsi per la propria professione. L’ONA tutela le vittime amianto da quasi venti anni e si batte affinché vengano accolte le seguenti richieste:

  • Bonifica integrale dei siti e/o di tutte le vetture ferroviarie che non risultassero ancora decontaminate dalla presenza di amianto;
  • Riconoscimento dei benefici amianto quantomeno fino al 02.10.2003 ai fini del prepensionamento e dell’aumento delle prestazioni pensionistiche;
  • Risarcimento dei danni per le vittime di patologie asbesto correlate e per i loro famigliari.

L’incontro con l’On.le Danilo Toninelli avrebbe il fine di consegnare un voluminoso dossier contenente tutti i dati raccolti dall’associazione in merito al rischio amianto in Italia, nel dossier sono illustrate anche le realtà più critiche della penisola che necessitano di un massiccio intervento da parte delle autorità competenti.

Ex Sacelit, deceduta un’altra vittima amianto

Ex Sacelit
Ex Sacelit

La Sacelit uccide anche a distanza di anni dalla chiusura

L’amianto è stato messo al bando in Italia nel 1992 ma questo ha arginato solo in parte la problematica, molto preoccupanti sono infatti le conseguenze legate alle esposizioni avvenute nel periodo in cui il minerale era ancora utilizzato in molti settori della produzione italiana. L’ex Sacelit, fabbrica situata a Pace del Mela piccolo comune italiano che sorge nei pressi di Messina in Sicilia, è ricordata da tutti come luogo di morte e malattia che continua a mietere vittime anche a distanza di anni dalla chiusura.

È arrivata proprio nei giorni scorsi la notizia di un altro ex dipendente della Sacelit che ha perso la vita a causa di una patologia asbesto correlata. Questa volta parliamo di una donna, la Sig.ra Maria Imbesi che nonostante avesse contratto l’asbestosi è riuscita a fare resistenza alla patologia e a lottare fino all’età di 82 anni.

La donna aveva lavorato alle dipendenze del’ex Sacelit per meno di tre anni, un lasso di tempo che potrebbe sembrare minimo ma che in realtà è bastato a far insorgere la patologia. Ma la Sig.ra Imbesi non è la prima vittima dello stabilimento produttore leader di fibrocemento.

Fra i 220 ex dipendenti ad oggi risultano deceduti almeno 150 e tra questi troviamo anche il marito della Sig.ra Maria Imbesi, rimasta vedova proprio a causa della stessa malattia di cui era affetta egli stessa. Una storia triste e sconcertante che lascia immaginare quanto critico sia il quadro generale italiano in merito alla problematica amianto.

I decessi causati dall’esposizione ad amianto

Tutt’oggi molti italiani si interrogano sul come sia possibile un numero così alto di decessi all’interno di un solo stabilimento ed è proprio ponendosi questa domanda che viene scoperchiato il vaso di Pandora, l’ex Sacelit è solo un tassello del gigantesco mosaico di congetture, maxi processi e fabbriche in cui i lavoratori operavano a contatto con amianto e altri cancerogeni, senza l’ausilio di protezioni e norme di sicurezza che potessero tutelare la loro salute.

Basta pensare all‘Eternit, oggetto di uno dei più grandi processi del secolo, altra catena di stabilimenti produttori di fibrocemento, nell’occhio del ciclone per aver provocato la morte di più di 300 lavoratori e per aver contribuito all’inquinamento della zona.

Viene attributo infatti agli stabilimenti Eternit un vero e proprio disastro ambientale che non riesce a trovare risoluzione nelle aule di tribunale, battaglia giudiziaria in cui prende parte anche l’Osservatorio Nazionale Amianto schierato naturalmente dalla parte delle vittime amianto.

È proprio alla luce di una situazione tanto preoccupante che l’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA chiede a gran voce la bonifica di tutti i siti contaminati da amianto, perché la scia di morti lasciata dall’ex Sacelit o dall’Eternit è solo la prova del fatto che le malattie amianto correlate colpiscono anche a distanza di molti anni dalla prima esposizione avvenuta con il cancerogeno.

La bonifica è quindi l’unico mezzo efficace per poter contrastare l’epidemia di malattie come: mesotelioma, asbestosiplacche pleuricheispessimenti pleuriciUn’Italia libera dall’amianto potrebbe essere un’Italia più sana e un passo avanti verso una civiltà differente meno schiava dell’ambiente circostante.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Annunciata mobilitazione ONA per i lavoratori Ilva

Ilva Taranto
Ilva Taranto

Annunciata la mobilitazione ONA per i lavoratori dell’Ilva di Taranto

Si è tenuta questa mattina in via eccezionale una riunione urgente del coordinamento nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, è stata infatti annunciata una mobilitazione ONA dal presidente dell’associazione, l’avv. Ezio Bonanni che continua senza sosta a chiedere la bonifica dell’Ilva di Taranto.

Lo stabilimento che attualmente risulta ancora operativo è inquinato da amianto e altri cancerogeni, al presenza di queste sostanze favorisce l’insorgenza di gravi patologie che stanno mettendo a dura prova la fiducia dei lavoratori Ilva e dei loro familiari.

La riunione straordinaria è stata convocata a causa dei preoccupanti dati epidemiologici (che potrete consultare all’interno di questo nostro articolo), raccolti dai collaboratori ONA nella città di Taranto, l’avv. Giovanni Gentile e il sig. Pasquale Maggi sono infatti in continua attività per difendere coloro che a causa dell’Ilva si sono trovati protagonisti di una battaglia spesso troppo ardua da combattere da soli.

È l’Avv. Giovanni Gentile, ex lavatore ILVA Taranto, che poi, in qualità di avvocato, ha rappresentato i suoi compagni di lavoro, ad aver chiesto all’Avv. Ezio Bonanni la convocazione d’urgenza del coordinamento nazionale. Appassionato e accalorato l’intervento di Antonio Dal Cin, il quale ha chiesto che il Ministro Di Maio emetta un decreto d’urgenza che stabilisca la bonifica e che applichi il principio chi inquina paga.

Soluzioni per i lavoratori esposti ad amianto

L’associazione attraverso i suoi esponenti, l’avv. Gentile e il Sig. Pasquale Maggi, anche egli lavoratore dell’Ilva, ha ribadito la necessità di trovare concrete soluzioni all’inquinamento di tutto il territorio cittadino, ma anche ad un’altra difficile situazione che si è diffusa nella zona, ovvero il fatto che in molti abbiano perso il posto di lavoro,  e un picco esponenziale di nuovi casi di patologie asbesto correlate e hanno chiesto a ONA Nazionale una mobilitazione a partire dal mese di settembre, per riportare la politica nazionale sul tema della tutela della salute e del lavoro in ordine alla questione ILVA.

Rispetto alla riunione intervenuta ieri presso il Ministero del Lavoro, i risultati ottenuti sono ritenuti poco risolutivi secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il quale chiede che si ponga subito mano con una decretazione d’urgenza all’immediato prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto.

Ha dichiarato infatti in merito l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione Onlus:

«Le patologie asbesto correlate colpiscono ormai anche i famigliari dei lavoratori dell’ILVA di Taranto ed è per questo motivo che come ONA chiediamo che venga emesso un atto di indirizzo dal Ministro del Lavoro, On.le Di Maio, per il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto nell’ILVA di Taranto, con il termine di riconoscimento alla data odierna»

Le richieste dell’ONA sono chiare e dirette ed è proprio così che viene annunciata una forte mobilitazione ONA a partire dal mese di settembre, per riportare la politica nazionale sul tema della tutela della salute e del lavoro in ordine alla questione ILVA.

L’ONA ritiene che ci sia una serie di priorità, tra le quali:

i. Bonifica integrale del sito ILVA in ordine ai materiali in amianto e agli altri agenti cancerogeni;

ii. Immediato prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e pensione immediata affetti da patologie asbesto correlate ovvero da patologie di origine professionale;

iii. Sorveglianza sanitaria per i lavoratori ILVA e per i loro famigliari;

iv. Istituzione di un polo oncologico nazionale per affrontare la problematica cancro nella città di Taranto, atteso l’esponenziale aumento del numero delle nuove neoplasie anche in fase pediatrica e ben oltre le sole patologie asbesto correlate;

v. Risanamento ambientale della città di Taranto.

All’avvocato Ezio Bonanni, fa eco l’avv. Giovanni Gentile:

«assistiamo al riconoscimento dei benefici con il coefficiente 1,25, che non è sufficiente per andare in pensione. A questo punto chiediamo che il Ministro del Lavoro, On.le Di Maio, emetta un atto di indirizzo all’INAIL e all’INPS affinché i benefici siano riconosciuti fino a tutt’oggi e con un accredito con il coefficiente 1,5 per il prepensionamento»

Assistenza dello Sportello Amianto dell’ONA

Per maggiori informazioni sulla mobilitazione ONA o per richiedere assistenza, ricordiamo che l’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime amianto attraverso il suo Sportello Amianto ONA, raggiungibile grazie al sito internet istituzionale oppure contattando il numero verde gratuito: 800 034 294.

Ilva Taranto bonifica amianto: prevenzione primaria

Ilva Taranto
Ilva Taranto

Ilva di Taranto bonifica amianto per bloccare l’epidemia

Ilva Taranto bonifica amianto. Registruamo il fallimento di ArcelorMittal nella difesa della popolazione azione e dei lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni. L’avv. Ezio Bonanni insiste per le bonifiche dell’ex Ilva di Taranto.

Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv. Ezio Bonanni torna a sottolineare a gran voce la posizione dell’associazione Onlus in merito alla questione.

La situazione dell’Ilva Taranto è particolarmente allarmante, in quanto il numero di patologie asbesto correlate è in continuo aumento. Al punto da esser definita da alcune voci una vera e propria capitale dei tumori asbesto correlati.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è schierato da quasi 10 anni contro chi inquina. In particolare censura l’industria che ha seminato nella capoluogo jonico malattia, morte e disperazione. Il presidente ONA ha dichiarato in merito:

«Torniamo a chiedere la bonifica dell’amianto in ILVA per fermare la strage di patologie asbesto correlate. Non solo, necessario istituire un polo oncologico tutela e cura vittime. Cioè per la cura di coloro che si sono ammalati e che purtroppo si ammaleranno. Necessario l’intervento dell’Esecutivo, anche attraverso una decretazione d’urgenza. Questa strage amuanto va fermata».

L’ONA ha chiesto infatti al Governo di intervenire e di bonificare il sito (Ilva Taranto bonifica amianto). Inoktre preannuncia così nuovi ricorsi all’Autorità Giudiziaria. L’associazione che da quasi vent’anni si schiera accanto alle vittime amianto di tutta Italia. 

Così a Taranto come nel resto d’italia. Oltre ad aver sollevato il problema amianto dello stabililmento, è stata protagonista, nella società, e nelle aule di giustizia. Ha sostenuto che fossero rispettate le misure di sicurezza, tutelando così i lavoratori continuamente esposti ad amianto e altri cancerogeni.

I numeri della strage: prevenzione e tutela legale

I numeri di quesra strage di tumori amianto Taranto sono particolarmente agghiaccianti:

  • 472 casi di mesotelioma, registrati nella sola città di Taranto nel periodo dal 1993 al 2015. Complessivamente in Puglia negli ultimi vent’anni sono stati censiti 1.191 mesotelioma e di questi il 40% sono a Taranto. Quindi Taranto é la capitale dei tumori amianto Puglia.
  • Il 400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie ILVA;
  • Il 50% di cancri in più anche tra gli impiegati dello stabilimento, che sono stati esposti solo in modo indiretto;
  • Il 500% di cancri in più rispetto alla media della popolazione generale, della città di Taranto, non impiegata nello stabilimento;

Presentando così un tasso di incidenza del cancro, riferito all’intera città di Taranto, superiore alla media di tutte le altre città italiane.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito, tra i soli cittadini che si sono rivolti all’associazione:

  • 360 casi di cancro polmonare e mesotelioma
  • 85 tumori della vescica
  •  316 broncopatie
  • 201 asbestosi

Invitiamo chiunque in caso di bisogno a contattare l’associazione mediante lo Sportello Amianto Nazionale ONA. Cosi sarà possibile usufruire di numerosi servizi gratuiti di tutela medica e legale.

Le forze armate dell’amianto

Antonio Dal Cin - forze armate
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin guida le vittime amianto con i servizi gratuiti ONA

Antonio Dal Cin è l’eroe civile delle Forze Armate che ha dedicato la sua vita alla lotta contro l’evasione fiscale e per la tutela dell’ambiente e della salute quando era un militare della guardia di finanza.

Egli ha svolto servizio in prossimità di luoghi contaminati da amianto ed in particolare per la contaminazione delle Carrozze ferroviarie della delle Ferrovie dello Stato e in uno Zuccherificio in cui Piera amiamo. anzi gli zuccherifici si configurano come dei luoghi produttivi e lavorativi in cui maggiormente c’è stato il rischio amianto.

Antonio, ci puoi spiegare perché ci sono così tanti casi di mesotelioma tra i componenti delle Forze Armate del comparto sicurezza?

Purtroppo sia nell’ambito delle unità navali della Marina militare, che negli aerei militari al personale e per la verità anche civili, che nell’esercito in particolare nei mezzi pesanti dell’artiglieria, si è fatto Largo uso di materiali di amianto e contenenti amianto, ciò ha determinato notevoli esposizioni alla Fibra Killer e conseguentemente ora ne paghiamo le conseguenze in termini non solo di mesotelioma ma anche di asbestosi e placche pleuriche ispessimenti pleurici ed altri quali tumore del polmone delle ovaie e del tratto gastrointestinale.

Antonio perché fai riferimento anche al cancro delle ovaie?

Perché come specificato anche dal Dott. Marinaccio, sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio dei militari e del comparto sicurezza. si legge chiaramente a pagina 34 della relazione finale del 7 febbraio 2018, che ha reso pubblica, che si sono registrati molti casi di mesotelioma anche a carico delle mogli che lavavano le tute dei loro mariti.

Poi che il cancro delle ovaie è stato inserito solo recentemente dalle patologie asbesto correlate, per effetto dell’ultima monografia IARC è chiaro che precedentemente questa condizione di rischio e molti casi tumore alle ovaie provocati nelle mogli degli appartenenti alle forze armate al comparto sicurezza di particolare alla Guardia di finanza, per quei finanzieri di mare o anche per quelli che abitualmente come lo scrivente ha svolto servizi a terra, si sono verificati e sono stati provocati proprio dal fatto che i mariti entravano in casa con le tute contaminate e uniformi contaminate.

Cosa fa l’ONA per tutelare i lavoratori esposti amianto?

L’ONA ha organizzato il dipartimento di tutela e cura del mesotelioma che è diretto dal Prof. Luciano Mutti oncologo di fama internazionale. il dipartimento di tutela e cura del mesotelioma coordinato dal professor Mutti ha elaborato un protocollo per la cura multimodale del mesotelioma.

Il mesotelioma è difficilmente aggredibile, è una patologia quasi sempre mortale. Tuttavia negli ultimi tempi si stanno conseguendo eccellenti risultati per il fatto che vengono utilizzate al meglio tutte le diverse strategie terapeutiche possono essere messe in atto. Prima di tutto la chirurgia. Però come spiegato dal Prof. Benvenuti e dal Prof. Migliore, nell’ultima conferenza dell’ONA del 19.06.2018, si deve ricorrere alla chirurgia solo quando ce ne sono i presupposti, altrimenti meglio agire con la chemioterapia e la radioterapia, anche se queste ultime sono quasi sempre a scopo palliativo.

Se Infatti non conviene operare, è del tutto inutile praticare delle operazioni chirurgiche che si rivelano dannose. A questo punto se l’intervento chirurgico è sconsigliato, occorre verificare se è caso di effettuare la chemioterapia e la radioterapia. Raramente la chemioterapia ha una certa efficacia in caso di mesotelioma. Sarà l’oncologo con il chirurgo toracico e con lo pneumologo, grazie anche all’aiuto di altre figure di medici ONA dei nostri diversi dipartimenti ad indirizzare il paziente, sempre presso strutture pubbliche, mai rivolgersi a strutture a pagamento.

Antonio perché sconsigli ai malati di mesotelioma di rivolgersi a strutture private a pagamento e consigli invece di rivolgersi a strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale?

Nel passato ci sono stati molti casi di vittime di mesotelioma che si sono rivolte al sistema privato e sono stati sottoposti ad operazioni chirurgiche, inutili e costose anche quando ciò non era necessario anzi quando l’operazione chirurgica era sconsigliata. Quando ci sono delle metastasi è inutile aggredire chirurgicamente il mesotelioma.

Ed allora io dico abbiamo un sistema sanitario all’avanguardia, i nostri medici Volontari dell’ONA, il professor Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale che gratuitamente con l’ONA assiste tutti i pazienti e allora è sufficiente rivolgersi ai nostri sanitari che gratuitamente indicheranno la struttura pubblica cui potersi rivolgere Se necessario decideranno gratuitamente i pazienti che in qualsiasi momento lo possono richiedere.

L’osservatorio amianto svolge anche una un servizio di assistenza legale?

Certamente, abbiamo il nostro presidente l’avvocato Ezio bonanni, Che ha ormai una esperienza di circa 20 anni in materia di assistenza e tutela delle vittime del mesotelioma e delle in generale delle vittime dell’amianto. ha iniziato la sua carriera in provincia di Latina e poi ha assistito le vittime in Italia e anche in altri paesi europei. e ormai trascinante in Cassazione da più di 10 anni ha insegnato in diverse università e ha alle spalle una serie di pubblicazioni scientifiche di prim’ordine.

Grazie alla collaborazione dell’ avvocato Ezio Bonanni e alla sua particolare esperienza della tutela delle vittime dell’amianto l’osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea nella peso gratuita delle vittime dell’amianto. tutte le vittime dell’amianto i familiari possono rivolgersi all’ osservatorio Nazionale amianto, attraverso lo Sportello amianto ONA com oppure chiamando il numero verde 800 034 294 che assiste tutte le vittime sia dal punto di vista medico indirizzando ai nostri medici volontari che dal punto di vista legale.

Forze Armate: servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica.