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Vittime del dovere: Dal Cin in trincea

Vittime del Dovere - dal cin
Vittime del Dovere

Dal Cin: rischi dei militari vittime del dovere

Dal Cin è una delle tante vittime del dovere che hanno sviluppato una patologia a causa dell’amianto.

Mesotelioma, asbestosi, tumore del polmone, sono alcune delle tante malattie che l’amianto provoca ai militari italiani (Marina, Esercito e Aeronautica) sono queste le patologie che affliggono nell’ultimo secolo le vittime del dovere.

Questa la tesi dell’avvocato Ezio Bonanni che fin dal 2010 ha perseguito e ottenuto il riconoscimento dei diritti dei militari vittime di amianto, dimostrando il sinergismo anche con il programma vaccinale errato, perché somministrato nell’immediatezza della partenza per le missioni, e per di più con additivi dannosi per la salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubblici i dati relativi al danno subito dai militari, in Italia e nelle missioni, e ha costituito il Dipartimento di assistenza per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di Vittime del Dovere, a cui tutti si possono rivolgere.

Per ulteriori, maggiori informazioni sulle ultime sentenze è possibile consultare la voce vittime del dovere. 

Vittime del dovere, la parola a Dal Cin

La nostra Redazione ha intervistato sia Antonio Dal Cin che l’avv. Ezio Bonanni. Antonio Dal Cin, eroe civile, leone in trincea, finanziere vittima di amianto, malato di asbestosi, purtroppo allo stato terminale, mentre l’avv. Ezio Bonanni, pioniere in Italia della rappresentanza e difesa delle vittime di amianto, presidente dell’associazione ONA.

Antonio sembra che l’amianto non ti abbia ucciso nell’animo

Con l’aiuto di Dio sono ancora in vita. Sono stato esposto per motivi di servizio all’amianto killer e per questo congedato dalla Guardia di Finanza (infatti ho l’asbestosi pleurica che mi è stata valutata al 70% al momento del congedo).

Nonostante il riconoscimento della causa di servizio e il congedo causato sempre per la patologia asbesto correlata (l’asbestosi appunto), ancora a tutt’oggi l’Amministrazione ritarda la liquidazione di quanto mi è dovuto, a titolo di vittima del dovere (per il momento ho ottenuto solo il 5%, tenendo conto della gravità di questa patologia), nonostante l’impegno dell’avv. Ezio Bonanni, che ha ottenuto un vero e proprio miracolo la prova dell’amianto e dell’esposizione alla fibra killer nella Guardia di Finanza che ha dovuto riconoscere che la mia malattia, l’asbestosi polmonare, ha avuto origine dall’attività di servizio.

Sto lottando non per me, ormai sono inchiodato sul letto di morte, respiro con la bombola di ossigeno. Quanto per gli altri miei colleghi finanzieri, ancora esposti a rischio amianto, e per i miei figli di 5 (Matteo) e 11 anni (Anna).

Perché la sottovalutazione nel riconoscimento dei diritti?

Purtroppo c’è stata esposizione ad amianto tra i Finanzieri, nell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica, e il numero dei caduti e dei malati è altissimo. Una strage. Le superiori gerarchie per molto tempo hanno teso a negare il rischio amianto, solo ora grazie al lavoro dell’avv. Ezio Bonanni, comincia ad emergere la verità nuda e cruda e dico che bisogna continuare a lottare, per noi, per i nostri figli e per un mondo migliore liberi dall’amianto. Il mio motto è “liberi dall’amianto, si può e si deve”.

Come spieghi la tua forza morale, con un corpo sofferente?

Innanzitutto sto seguendo scrupolosamente il protocollo sanitario ONA che è stato elaborato per me dal Prof. Luciano Mutti e che per il momento ha bloccato la degenerazione cancerogena dell’asbestosi polmonare ed è per questo che sono ancora in vita.

Non appena la fibra killer riuscirà ad innescare il cancro, in particolare il mesotelioma per me sarà la fine. Di questo sono consapevole, infatti il mio cuore cosiddetto polmonare è affaticato perché le fibre di amianto ormai hanno indurito il polmone e il cuore fa fatica.

Quindi avendo una patologia cardiaca asbesto correlata, sarebbe quasi impossibile per i chirurghi estirpare la pleura e con essa il cancro per questo sto prendendo dei farmaci antiossidanti e antitumorali in chiave preventiva.

Alte dosi di vitamina C, altri farmaci riparatori cellulari, alimentazione anticancro come ad esempio l’assunzione di pomodori e altri alimenti salutari, ho abolito la carne. Naturalmente mi resta poco da vivere lo so, tuttavia intendo continuare la mia lotta di verità e di giustizia.

Antonio Dal Cin, qual è il tuo impegno nell’ONA?

La mia non è soltanto una malattia, perché sostanzialmente sono stato e sono ad oggi ostaggio della burocrazia italiana (attendo da 70 mesi la notifica del decreto di riconoscimento di vittime del dovere). Che poi dovrà essere impugnato dal mio legale, l’avv. Ezio Bonanni a causa di quell’assurdo punteggio del 5% che mi è stato attribuito e che contraddice la valutazione medico legale del Dipartimento militare di medicina legale di Roma che a suo tempo mi ha proposto il congedo a causa della mia patologia.

Sono in trincea, mi impegno nell’ONA per ottenere la tutela dei diritti dei militari vittime di amianto.

Intervista all’Avvocato Ezio Bonanni

Avvocato, perché non è riconosciuto di vittima del dovere?

Innanzitutto Antonio è un miracolato. Già nel 2012 i sanitari gli avevano dato poche aspettative di vita, più che altro a causa della compromissione cardiaca, provocata dall’asbestosi, a sua volta generata dalle fibre di amianto, eppure il buon Dio ha voluto che egli sopravvivesse, che nonostante fosse fortemente provato, trova la forza per combattere, un vero e proprio leone in trincea, è uno dei pochi, gli altri sono quasi tutti già deceduti.

Recentemente sono stato udito dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rischi per i militari. I nostri ragazzi sono morti a migliaia per l’amianto, uranio impoverito e la pratica vaccinale. Quando ho dichiarato nel corso della mia audizione è stato confermato nella Relazione finale che è stata inoltrata anche all’autorità giudiziaria. Nella sola Marina militare, per le sole segnalazioni presso la Procura di Padova risultano 1101 casi solo per la Marina e solo per l’amianto.

Ho ottenuto importanti sentenze di riconoscimento con equiparazione di vittime del terrorismo, siamo di fronte ad uno Stato terrorista. Ormai le vittime dell’amianto sono equiparate alle vittime del terrorismo. L’amianto colpisce come le bombe delle stragi terroristiche, in modo sempre vigliacco come vigliacchi sono coloro che negano i diritti delle vittime.

Ammiro Antonio Dal Cin perché nonostante la sua sorte sia segnata le condizioni economiche molto disagiate dopo il congedo (percepisce una pensione da fame e aspetta da 70 mesi la liquidazione delle prestazioni dovute che lo Stato dice dovute, perché ha riconosciuto la causa di servizio) riesce a resistere e ad alimentare la fiamma della libertà e della giustizia, e guida il coordinamento dei militari e famigliari vittime dell’ONA, la più organizzata e indipendente associazione di vittime dell’amianto.

Riusciremo a liberare le Forze Armate dall’amianto?

Purtroppo l’amianto è stato utilizzato in tutte le installazioni e le strutture mezzi d’arma delle nostre forze armate (Marina, Aeronautica ed Esercito) e purtroppo ancora oggi ci sono condizioni di rischio.

Certo le condizioni vanno migliorate, però ci sono stati e ci sono molti esposti amianto e purtroppo ci saranno ancora tanti altri casi che lo ricordo è stato un finanziere solo che gli è stato ordinato di eseguire attività di servizio e di vigilanza con materiali di amianto presente, come se la divisa da finanziere potesse proteggerlo dalla fibra killer che invece si è conficcata nei suoi alveoli polmonari con miliardi di fibre e quindi ha provocato l’asbestosi.

Quali sono i diritti delle vittime di amianto?

Per approfondire quali sono i diritti delle vittime di amianto è possibile consultare i nostri siti istituzionali. Il sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto e quello del mio studio legale.

Dal Cin e i servizi di assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA ha ideato una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere. La nuova unità operativa configura tra i suoi principali obiettivi la tutela della salute, in particolare del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Protocollo d’intesa tra ONA e OIC

Protocollo di Intesa, OIC
Protocollo di Intesa

È stato firmato il protocollo d’intesa tra OIC e ONA

Firmato il protocollo d’intesa tra l’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) e l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Per una strategia e iniziative comuni che coinvolgono anche la tutela dal rischio amianto.

In Italia infatti, il pericoloso “killer silente” è ancora molto diffuso e continua a minacciare salute dei cittadini e l’ambiente. Nonostante sia stato messo al bando con la legge 257/92.

A pesare come un macigno, sono anche  ritardi legati agli obblighi di legge, in particolare ai piani regionali amianto (PRA) – che dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che mancano ancora in alcune Regioni – ma anche alle attività connesse, quali: censimento, mappatura e bonifiche dei siti contaminati, nonché campagne di sensibilizzazione e prevenzione. Ricordiamo infatti che la prevenzione è la prima e più importante forma di tutela dai pericoli connessi all’amianto.

L’ONA, grazie al lavoro sinergico dei suoi esperti, ci offre uno spaccato attendibile della situazione nella nostra Penisola.

L’esponenziale aumento del numero dei casi di patologie asbesto correlate, denunciate dall’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso della conferenza dello scorso 19.06.2018 “Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche”, ha evidenziato la necessità di creare un maggiore coinvolgimento dei consumatori e di altre associazioni, anche a sostegno delle istanze dell’ONA e delle vittime dell’amianto (lavoratori e cittadini malati di patologie asbesto correlate e loro familiari), anche in via preventiva.

Iniziativa di sostegno voluta fortemente dal Presidente di OIC, Antonio Persici

In virtù del Protocollo – sottoscritto dal Presidente di ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, e dal Presidente di OIC, Antonio Persici – ONA e OIC si impegnano inoltre a realizzare eventi e altre iniziative finalizzate alla divulgazione dei principi della Giustizia, della Solidarietà, della Salute con particolare riguardo a quanto concerne i diritti e le problematiche afferenti il settore ambientale e del benessere.

“Insieme contro l’amianto, per la prevenzione primaria (bonifica e messa in sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro), per evitare tutte le esposizioni ad amianto, e così da evitare, perciò stesso, nuove malattie e nuovi decessi; favorire la ricerca scientifica, medica, biomedica e oncologica, al fine di ottenere la diagnosi precoce e terapie più efficaci per i malati di mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi e altre patologie causate dall’amianto (prevenzione secondaria), e l’epidemiologia che ci permette di comprendere la reale portata dei danni dell’amianto, e la tutela delle vittime per far ottenere loro le prestazioni previdenziali e assistenziali, e il risarcimento dei danni (che certo non restituisce la salute e la vita, però evita almeno che le vittime e i familiari muoiano di fame). Per questo è importante la sinergia con l’Osservatorio Imprese e Consumatori” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

“Una problematica grave come l’amianto non poteva lasciare indifferente il nostro Osservatorio, da sempre sensibile a tutte le tematiche riguardanti la tutela della salute e dell’ambiente. – Ha dichiarato Antonio Persici, Presidente dell’Osservatorio Imprese e Consumatori – Siamo quindi molto felici di iniziare la collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto che siamo certi porterà a importanti risultati”.

L’azione di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA ONLUS è un’associazione di utilità sociale che promuove e tutela la salute, la solidarietà sociale, l’assistenza morale e materiale delle vittime dell’amianto e degli altri patogeni. Dei loro famigliari e i lavoratori esposti ad amianto e ad altri rischi professionali.

ONA sostiene la necessità di perseguire la migliore tutela della salute e dell’ambiente, ribadendo in ogni occasione l’urgenza e la necessità per l’Italia di agire attraverso una concreta azione che passi attraverso il c.d. Rischio Zero e cioè la prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione). E comunque con la prevenzione secondaria (sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce e terapie tempestive). Poi ancora con la prevenzione terziaria (raccolta dei dati epidemiologici, in grado di evidenziare la condizione di rischio e quindi di modellare gli interventi di bonifica e messa in sicurezza e risarcimento danni, come protezione per le vittime e, al tempo stesso, come dissuasione dei comportamenti pericolosi e dannosi per la salute e per l’ambiente), in una circolarità dei tre tipi di prevenzione.

La finalità dell’associazione è anche quella di permettere la diagnosi precoce delle patologie asbesto correlate e delle altre patologie per poterle curare nel modo più efficace e per permettere alle vittime di ottenere la tutela dei loro diritti. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto per l’assistenza tecnica, medica e legale, per prevenire i danni e per ottenere la tutela dei loro diritti.

L’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC), rappresenta il punto di incontro tra il mondo delle imprese e la tutela del consumatore. Il suo scopo primario è di definire e aggiornare le buone pratiche per migliorare, in ogni comparto, la collaborazione tra imprese e consumatori. Ha inoltre il compito di strutturare percorsi formativi, nonché di proporre ogni strumento utile per riconciliare imprese e consumatori. Creando regole giuste perché favorevoli a entrambe le parti. Fanno parte dell’Osservatorio Euro Service spa, ACMI e 11 Associazioni di Consumatori:

  • Adiconsum,
  • A.E.C.I.,
  • Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi,
  • Assoutenti,
  • Casa del Consumatore,
  • Codacons,
  • Codici,
  • Confconsumatori,
  • Konsumer Italia,
  • Lega Consumatori e
  • U.Di.Con.

Simona Mazza

Muscatello di Augusta: un passo dal nuovo centro oncologico

Muscatello di Augusta
Muscatello di Augusta

La Giunta regionale della Sicilia ha apprezzato la proposta dell’assessore per la salute Ruggiero Razza, assicurando così che in un futuro non molto lontano il Muscatello di Augusta diventerà un centro oncologico di alta specializzazione per le malattie da esposizione amianto.

Abbiamo spesso discusso del fatto che la Sicilia necessita di centri oncologici specializzati nella ricerca e cura delle patologie asbesto correlate e con la proposta di riorganizzazione della rete sanitaria dell’assessore Razza, anche il Muscatello diventerà un punto di riferimento per tutta la regione.

Il documento della proposta verrà posto all’attenzione della VI Commissione dell’Assemblea regionale, una formalità visto che per legge il parere della Commissione è obbligatorio, per poi essere valutato in fase finale dal tavolo nazionale in cui parteciperanno il Ministero della Salute e dell’Economia.

Le strutture interessate che verranno riorganizzate saranno in tutto 30 e vengono classificate in Dea livello I Dea livello II, tra di esse verranno ripristinate anche l’Ospedale di Giarre e Barcellona pozzo di Gotto, strutture base che in passato hanno già dato il loro contributo sanitario al territorio ma che successivamente erano state chiuse.

Tra i centri sanitari da rimettere in piedi troviamo anche il Muscatello di Augusta, situato proprio in una zona territoriale molto difficile a causa dell’epidemia di malattie asbesto correlate sviluppatasi in seguito alla presenza di amianto.

La proposta implica anche un miglioramento dei servizi offerti nelle strutture ancora operative, saranno inseriti maggiori posti letto all’interno dell’Ospedale San Marco, permettendo così di accogliere e curare un maggior numero di persone e di far fronte in questo modo anche alle emergenze più ostili.

Una struttura ospedaliera per le patologie asbesto correlate

L’Osservatorio Nazionale Amianto promuove attivamente da anni molteplici attività per tutelare il Muscatello e per sollecitarne il ripristino completo dei servizi, come deciso nella L. Gianni del 2014, provvedimenti deciso ma mai messo in atto a distanza di quasi 5 anni.

Speriamo che stavolta i vertici della Regione riescano ad attuare un piano sanitario efficiente che riesca ad essere di reale supporto ai cittadini siculi.

I servizi di assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto a Rieti: giustizia per Lucandri, vittima in ASL

Mesotelioma
Mesotelioma

L’amianto uccide anche negli ospedali

Si è spento lo scorso aprile il sig. Roberto Lucandri, collaboratore dell’Osservatorio Nazionale Amianto e impiegato per tanti anni all’interno dell’Ospedale di Rieti

Morire a causa di una grave patologia contratta in ospedale. È accaduto al Sig. Roberto Lucandri, che è deceduto a causa di un mesotelioma  provocato dalla presenza di amianto all’interno dell’ospedale di Rieti, presso il quale egli lavorava.

Ad oggi la figlia, la sig.ra Roberta Lucandri chiede giustizia per il padre. Deceduto dopo aver trascorso 7 lunghi anni tra atroci sofferenze e la paura fissa negli occhi. La sig.ra Lucandri ha infatti depositato presso la Procura della Repubblica di Rieti un esposto denuncia per il reato di omicidio. La morte di Roberto fa seguito a quella del Sig. N.M., anche egli dipendente della ASL ed esposto professionalmente a polveri e fibre di amianto, per via della sua presenza nell’Ospedale di Rieti.

Non un caso quindi ma una conferma al fatto che la presenza di amianto all’interno di quella struttura è dannosa e può condurre alla morte. La singolare vicenda del Sig. Roberto Lucandri ha visto l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro) di Rieti opporsi al riconoscimento dell’origine professionale della patologia, gettando così i famigliari della vittima nel totale sconforto.

Mesotelioma: la tutela dei diritti dei familiari della vittima

I famigliari della vittima si sono rivolti all’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, per riuscire a rendere giustizia all’anima di Roberto, ha infatti dichiarato in merito l’avv. Bonanni:

«Ho impugnato la sentenza del Tribunale di Rieti perché errata e ingiusta. La Corte di Appello di Roma, contrariamente al Tribunale di Rieti, ha disposto l’accertamento medico legale che è culminato con il riconoscimento del nesso causale. Ora la stessa medicina legale dell’INAIL riconosce il nesso causale. Però ancora non viene liquidata la rendita, questa volta in favore della vedova, essendo il povero Roberto ormai deceduto nelle more del processo».

Il mesotelioma che ha colpito le due vittime era di tipo pleurico, una delle forme più aggressive ma nonostante ciò, sono riusciti a invocare giustizia fino all’ultimo respiro.

L’aspetto più inverosimile della vicenda è che tutti, a partire dagli enti competenti, quali ASL e appunto INAIL, dapprima ignoravano la presenza dell’asbesto e in seguito hanno continuato a negare il tutto, nascondendo all’opinione pubblica la triste realtà dei fatti.

L’INAIL nel commentare la CTU della Corte di Appello di Roma, attraverso il suo CTP, Dott. Giovanni Pirrotta, dirigente medico I° livello, ha concluso che l’ausiliario del Giudice giunge al convincimento di sussistenza di nesso di causa, con criterio di verosimiglianza … considerato che di fatto l’assicurato ha svolto tale mansione dal 1973 e fino al 2005, ovvero per molto tempo prima della legge di messa al bando dell’amianto … si ritiene infruttuoso sollevare eccezioni in relazione al nesso di causa.

Proprio grazie a questo è stato concordando anche dall’INAIL di Rieti il nesso causale, ma essendo deceduto il Sig. Lucandri Roberto, il testimone dell’istanza di giustizia, da questi avanzata quando era in vita, viene preso e la battaglia viene proseguita dalla figlia Sig.ra Roberta Lucandri, sempre con il sostegno dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La sig.ra Roberta Lucandri ha dichiarato in merito, a voce alta:

«Chiedo giustizia per la morte di mio padre. Mi batterò contro tutto e tutti per far venire alla luce la verità, e rendere memoria a mio padre, un uomo giusto, ucciso dall’amianto dopo 7 anni di atroci sofferenze.

Anche sulla base dell’accertamento della Corte di Appello (che ha sconfessato le tesi negazioniste dell’INAIL), ritengo che per la morte di mio padre a causa del mesotelioma, ci sia il reato di omicidi. Chiedo che la Procura della Repubblica di Rieti faccia giustizia e inizi il processo penale a carico dei carnefici che hanno provocato la sua morte, e quella di un suo collega di lavoro.

Si consideri che è stato utilizzato amianto in un ospedale, e la bonifica c’è stata solo a partire dalla nostra denuncia. Si tratta di una vergogna, per cui abbiamo depositato, oltre alla denuncia penale per il reato di omicidio, anche un’istanza sulla base dell’art. 335 3 ter c.p.p.. Per conoscere lo stato delle indagini, visto che il mio povero padre aveva già denunciato i fatti alla Procura della Repubblica di Rieti, tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006. Attraverso l’Avv. Ezio Bonanni ho chiesto quindi che il Sig. Procuratore della Repubblica voglia disporre l’inizio del procedimento, atteso che il medesimo è stato già rubricato con il n. 777/2016 RG NR (Dott.ssa Cambi) e che dovrebbe risultare pertanto istruito»

In attesa dei prossimi aggiornamenti vi invitiamo per qualsiasi informazione sul mesotelioma o altre patologie asbesto correlate, a contattare il numero verde gratuito: 800 034 294 o consultare la pagina dello Sportello Amianto.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Talco e Amianto: ne parla Giancarlo Ugazio

Talco amianto
Talco amianto

Focus di approfondimento: talco e amianto

Negli ultimi mesi abbiamo visto prima sotto accusa e poi condannata la Johnson & Johnson, azienda multinazionale leader nella produzione di prodotti farmaceutici e per la cura del corpo, tra cui il talco

La multinazionale statunitense è stata accusata di aver prodotto del talco contenente amianto, che ha favorito l’insorgenza del tumore alle ovaie in ben 22 donne.

Ma molte persone ignorano che in seguito alla I Guerra Mondiale il talco ha trovato applicazione in numerosi settori tra i quali:

  • Tessile, per lubrificare i fili;
  • Saponeria, per assorbire gli olii e per fissare i coloranti;
  • Cartiera, per migliorare alcune qualità della carta come ad esempio la resistenza o la bianchezza;
  • Cosmetica e farmaceutica, perché riesce a rinfrescare la cute;
  • Agricola, determina la preparazione di concimi;
  • Edilizia, per fabbricare finti marmi, pavimenti o piastrelle.

La lista è ancora lunga proprio perché il talco è un minerale che si presta a qualsiasi tipo di applicazione, ma contemporaneamente si rivela un agente affascinante quanto rischioso per la salute umana.

Talco
Prof. Giancarlo Ugazio

Sono disparati gli studi condotti sul talco e mentre alcuni studiosi accreditano al minerale una bassa soglia di rischio, altri invece segnalano i pericoli celati dietro la polvere bianca.

Abbiamo deciso di volgere alcune domande al Prof. Giancarlo Ugazio riguardo il talco e il rischio ad esso annesso. Il Prof. Ugazio ne parla con grande cognizione e competenza, in quanto è uno dei massimi esponenti della comunità scientifica italiana e dedica i suoi studi alle patologie ambientali. Schieratosi accanto all’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto nella battaglia contro l’amianto e altri agenti patogeni cancerogeni, Giancarlo Ugazio rappresenta una delle colonne portanti del comitato scientifico dell’associazione Onlus.

Prof. Ugazio, quali sono i danni provocati da amianto?

Le fibre d’amianto sono cancerogene in tutti i tessuti dell’organismo in cui si localizzano dopo l’ingresso per via respiratoria, gastroenterica, transcutanea, transvaginale. La cancerogenesi è mediata da fenomeni perossidativi nelle strutture di localizzazione (Voytek et al.)

L’amianto è presente nel talco?

Può essere presente, ma non sempre, ciò dipende dal giacimento minerario d’origine.

Ci possono essere delle contaminazioni del talco con amianto?

Talora il talco – nei giacimenti minerari – è contaminato da fibre di amianto che seguono sia il prodotto minerario (materia prima) sia il prodotto finito e commercializzato.

Perché il talco è dannoso alla salute umana?

Come dimostrato da Ahmad nel 2011 (cfr bibliografia), le micro-particelle di talco causano alterazioni perossidative nelle cellule di organismi eucariotici esposte.

Qual’è il suo pensiero riguardo l’ultima sentenza che ha condannato la Johnson & Johnson, proprio a causa delle conseguenze dell’uso di talco?

Non m’illudo che chi è stato danneggiato, oppure ucciso, da produttori industriali truffaldini possa mai essere risarcito con quel denaro che non puo’ restituire la salute e/o la vita a nessuno.

Cfr: Giovanni Sarubbi, il Dialogo, 25.02.2017, Avellino. &: David Michaels, Il dubbio, Assalto alla Scienza, Aspettando il numero delle vittime.

Citazione bibligrafica:

Ahmad J., Nanotoxicity of Natural Minerals: an Emerging Area of Nanotoxicology.

    1. Biomed. Nanotoxicology. 7, 32-33, 2011

Il Prof. Giancarlo Ugazio ha sintetizzato più di 40 anni di studio, di ricerca, e di insegnamento universitario nella pubblicazione ONA “Patologia ambientale: passato, presente e futuro” da poter consultare in qualsiasi momento.

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