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Da Dottor Jekyll e Mr Covid 19, 20, 21… Ultimo avviso

Mr Covid

Da Dottor Jekyll e Mr Covid 19, 20, 21… Ultimo avviso: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Insomma, diciamocela tutta e fino in fondo: forse il dottor Jekyll è stato troppo buono e Mister Covid quanto meno pestifero, allungando intanto la sua ombra verso il 2021. “Giuseppi” si è affrettato a preannunciare una proroga di quattro mesi per emergenza virale. Donald ha subito sintonizzato il suo “twett”, dichiarandosi positivo e in quarantena con Melania.

I danni inflitti da Mister Covid

Il prezzo del petrolio ha fatto immediatamente un tonfo, con somma “gioia” degli sceicchi impoveriti e indifferenza dei consumatori, uccisi dalle accise da tempo immemorabile.

Non avevamo ancora finito di ridere o piangere sul confronto tra Trump e Biden, che Mister Covid ci ha messo del suo, ipotizzando un equo contagio e suggerendo spaziamento e mascherina a tempo indeterminato per il resto del mondo, senza fare sconto ai potenti.

Numero Verde Assistenza ONA

Coronavirus e protocollo mesotelioma

Quella che stiamo vivendo, è ribattezzata l’era del coronavirus. Epoca in cui è necessario formulare uno speciale protocollo covid-19, in favore delle vittime di mesotelioma.

Coloro che sono affetti da malattie asbesto correlate, in particolare il mesotelioma pleurico, rappresentano i soggetti più fragili della pandemia.

Per questi motivi l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede al nuovo Governo Draghi tuteli le vittime amianto con un protocollo speciale a loro tutela.

Sono circa 2.000, i nuovi casi di mesotelioma denunciati all’ONA nel 2020. Numeri destinati ad aumentare anche a causa dei ritardi delle bonifiche.

Inoltre, con l’avvento del covid-19 si è registrato un aumento delle vittime del mesotelioma anche nel marzo 2021.

Per conoscere tutti i dettagli del protocollo covid-19 che l’ONA ha presentato per le vittime amianto, leggi questo articolo: Strage amianto: protocollo covid-19 vittime amianto.

Assistenza gratuita dell’ONA APS

L’ONA APS è dalla sua fondazione che tutela tutte le vittime amianto e i loro familiari, sia per ottenere le migliori cure, nel caso in cui la vittima abbia subito un danno biologico. Sia nel caso in cui si voglia procedere solo con il riconoscimento pieno di tutti i diritti.

Se hai bisogno di assistenza contattaci attraverso la sezione dell’assistenza ONA.

Sessanta primavere, sessanta inverni, con o senza mascherina

Maschera di Zorro
Maschera di Zorro

Sessanta primavere, sessanta inverni, con o senza maschera: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Maschera e Giochi olimpici a Roma

Ho ancora nelle orecchie quel che si diceva e negli occhi quel che appariva negli anni della Dolce Vita, come per i restanti poi, marciando sempre in salita seppure sembrasse discesa.

Da quel miracoloso 1960, anno dei XVII Giochi Olimpici a Roma e di nascita di Antonio Banderas, sono passati dodici lustri con tutte le loro stagioni sempre più bizzarre, ma di cui finiamo per ricordare quelle della speranza e quelle della delusione, appunto le primavere e gli inverni.

Numero Verde Assistenza ONA

Forse è venuto il momento di analizzare in modo non superficiale ed obiettivo la nostra storia. Ormai è sufficientemente lunga, per trarne le opportune valutazioni, anche a futura memoria.

Sono convinto che dovremmo porre un’attenzione diversa ad accadimenti che ci hanno riguardato direttamente ed indirettamente, che ci hanno cambiato radicalmente il percorso di vita e che non possono essere considerati marginali, per capire dove stiamo andando e soprattutto se stiamo andando a sbattere.

Per questo, dallo sport, alla politica, all’economia, al sociale ed alla salute, penso che sia importante mettere in funzione la memoria e la capacità di analisi critica, di tornare tutti ad essere dei Zorro con la maschera.

Diversamente, l’alternativa è quella di rinunciare, di lasciarsi andare nel masochistico piacere dell’arrendevolezza, con o senza mascherina.

I servizi di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

Ora con la pandemia globale di coronavirus, l’amianto ha aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato. Ciò è stato, infatti, evidenziato dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

Mesotelioma per amianto all’Ospedale di Rieti

Ospedale Rieti con amianto
Rieti Amianto

Mesotelioma amianto Ospedale Rieti: inchiesta e risarcimenti

Mesotelioma amianto ospedale Rieti: il risultato è la morte di Roberto Lucandri per mesotelioma. La Corte di Appello di Roma, sez. lav., sentenza n. 202/2019, ha accolto le domande della vittima.

La tutela legale gratuita è assicurata dall’Avv. Ezio Bonanni. Chiedi la tua consulenza gratuita compilando il formulario nella pagina.

S.O.S. tutela legale e medica vittime amianto ospedali

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti delle vittime per presenza di amianto negli ospedali. Verifica quali sono i diritti delle vittime.

Procura Repubblica di Rieti: indagini amianto in Ospedali

In sede penale è in corso l’indagine della Procura della Repubblica. Intanto, è deceduto per mesotelioma, anche il Sig. Mario Nicoletti (mesotelioma amianto ospedale Rieti).

I risultati investigativi della Procura della Repubblica di Rieti hanno portato alla pubblicazione dei 27 nomi delle persone a vario titolo indagate per reati che spaziano dall’associazione a delinquere e transitano per la corruzione.

La turbata libertà degli incanti, la truffa alle assicurazioni che approdano all’abuso di ufficio, incoraggiano anche l’azione legale, intrapresa in sede penale dal Sig. Roberto Lucandri e dagli eredi del Sig. Mario Nicoletti.

Ennesima indagine con esclusione di esposizione ad amianto

Infatti pende anche un’altra indagine, che vede indagato il Sig M.F., che peraltro era stato attinto da una misura cautelare degli arresti domiciliari, revocata dal Tribunale del riesame di Roma con conferma però del sequestro dei beni e con la pesantissima accusa di associazione a delinquere.

È lo stesso M.F. che nel procedimento per malattia professionale del Sig. Lucandri, sentito dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Rieti, in funzione di Magistratura del lavoro, aveva escluso l’esposizione, bontà sua essendo egli il diretto responsabile, e il Tribunale del Lavoro della città reatina ha dato credito alle sue affermazioni, e la conseguenza è stato il rigetto della richiesta di condanna dell’INAIL alla costituzione della rendita.

Mesotelioma e malattia professionale

L’INAIL di Rieti continua a negare il riconoscimento dei due casi di mesotelioma quali malattie professionali.

Per tali ragioni, l’Avv. Ezio Bonanni, preannuncia la richiesta di incontrare il direttore della sede di Rieti.  In questo modo, e con l’accesso agli atti, sono state acquisite le prove. Infatti, l’amianto è stato bonificato con ritardo.

Per questo, oltre all’azione legale contro l’INAIL, sta per essere depositato il ricorso di risarcimento danni contro la ASL.

ONA e Avv. Ezio Bonanni: impegno bonifica degli ospedali

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni sono, ancora, impegnati nella prevenzione primaria. Tuttavia, anche quella secondariaterziaria non sono da trascurare.

Per questi motivi, l’ONA ha richiesto la sorveglianza sanitaria del personale medico e paramedico, che ha svolto servizio in ospedali e altri siti con amianto.

Le morti di Roberto Lucandri e Mario Nicoletti non sono isolate, e sono decine e decine i decessi, ben oltre quelli censiti dal ReNaM.

Sono state ottenute diverse sentenze, oltre quelle del caso Lucandri, di condanna dell’INAIL, e sono in corso altri procedimenti per risarcimento danni.

Aggiornamenti: L’INAIL condannata a costituire la rendita

Il Sig. Lucandri Roberto è poi deceduto a causa del mesotelioma. L’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto dalla Corte di Appello di Roma la condanna dell’INAIL alla costituzione della rendita. Quindi la liquidazione dei ratei fino al dì della morte.

Nel frattempo la vedova ha ottenuto la costituzione della rendita di reversibilità e a breve verrà iniziata la causa civile per il risarcimento dei danni,  sia quelli subiti dalla vittima primaria, che quelli subiti dai propri familiari.

Rischio amianto negli ospedali (2020)

L’asbesto e, in generale, i minerali di amianto, sono ancora presenti negli ospedali italiani. Tant’è vero che, nel gennaio 2020, il Ministro Sergio Costa, è intervenuto con un finanziamento per la bonifica.

Si tratta dell’ennesimo ritardo, perché già il Ministero della Salute con circolare n. 45 del 1986, aveva stabilito che l’amianto dovesse essere rimosso.

Infatti, le scuole e gli ospedali, erano i primi siti che dovevano essere bonificati in applicazione del principio di prevenzione primaria. Infatti, lo IARC aveva già stabilito la cancerogenicità di tutte le fibre:

VI Rapporto mesoteliomi: rischio amianto negli ospedali

Nel VI Rapporto Mesoteliomi sono riportati n. 374 casi negli ospedali, corrispondenti a 1,9% dei casi dell’intero totale di mesoteliomi.

Per tali motivi, si impone la bonifica, ma anche la tutela dei diritti delle vittime

I diritti delle vittime di amianto tra i sanitari

Sono numerose le azioni giudiziarie dell’ONA per il riconoscimento di malattia professionale del personale medico e paramedico:

La procedura è descritta in modo dettagliato. Ma vi è di più, anche gli operatori sanitari hanno diritto al prepensionamento. Infatti, si può chiedere l’accredito delle maggiorazioni amianto, con l’art. 13, co. 7, L. 257/92:

Ove l’accredito delle maggiorazioni amianto non fosse sufficiente per il pensionamento, si potrà chiedere l’accredito della pensione amianto.

In più, si ha diritto al risarcimento di tutti i danni:

Cura mesotelioma: nuove linee guida

Morti Amianto -cura mesotelioma
Morti Amianto

Sono disponibili nuove linee guida per la cura mesotelioma. Il mesotelioma è la classica neoplasia causata dai minerali di amianto. Queste fibre, provocano prima l’infiammazione (placche ed ispessimenti pleurici) e, poi, il tumore alla pleura e al peritoneo. In alcuni casi, può svilupparsi anche il tumore del pericardio e il tumore del testicolo come tumori da amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, sulla base dello studio della letteratura scientifica e dei risultati dei più recenti protocolli, ha sintetizzato le linee guida. Questo articolo contiene, dunque, le indicazioni sui più recenti modelli terapeutici. Inoltre, la consultazione di questo articolo, permette di ottenere una guida anche nella tutela legale. Inoltre si può fare richiesta per la consulenza medica

consulenza cura mesotelioma

Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 17 minuti

Mesotelioma: prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La prevenzione primaria è il primo strumento per vincere le patologie amianto correlate, tra cui il mesotelioma, che è la neoplasia delle sierose (mesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico e della tunica vaginale del testicolo).

Al di là delle linee guida, è necessario, innanzitutto, evitare ogni forma di esposizione. Ciò è stato confermato anche nella revisione del Consensus Report di Helsinki del 2014.

C’è poi la prevenzione secondaria:

  • ricerca scientifica;
  • sorveglianza sanitaria;
  • diagnosi precoce;
  • le nuove linee guida per la cura del mesotelioma.

Infine, la prevenzione terziaria, che consiste nella tutela dei diritti delle vittime e dei suoi familiari. Coloro che sono stati esposti ad amianto e si sono ammalati di mesotelioma, hanno diritto al prepensionamento amianto, alla rendita INAIL e al risarcimento.

Il mesotelioma in base alle diverse localizzazioni

Ci sono diversi tipi di mesotelioma, perché dipende su quale sierosa si sviluppa:

  • pleurico;
  • peritoneale;
  • pericardico;
  • tunica vaginale del testicolo.

La forma più frequente di mesotelioma è quella che colpisce la pleura, il mesotelio che riveste i polmoni e la parete interna del torace (circa il 90%). Il mesotelioma del peritoneo è, invece, più raro, con il 6,5%, e quello del pericardio, con lo 0,2% e quello della tunica vaginale del testicolo con lo 0.3% (in questi casi spesso si nota un testicolo rientrante).

In buona sostanza, il mesotelioma esaurisce la quasi integralità dei suoi casi con il cancro della pleura, che ha origine dal fenomeno di infiammazione che le fibre di amianto provocano nella pleura. Lo stesso meccanismo è alla base degli altri mesoteliomi.

Il mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è il tumore alla pleura. È il classico tumore eternit, che, in questo caso, è sinonimo di amianto o asbesto. La pleura, è quella sottile membrana che avvolge i polmoni. Solitamente, i sintomi del tumore alla pleura amianto, si manifestano con sintomi specifici:

  • affanno;
  • tosse e dolore toracico;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • gonfiore del collo e del viso;
  • stato generale di malessere e perdita di peso;
  • versamento pleurico.

In più, sono presenti gli ispessimenti pleurici e le placche pleuriche, che sono delle infiammazioni provocate dall’amianto.

I mesoteliomi incidono, per circa il 93%, sulla pleura, che è, quindi, l’organo bersaglio preferito dalle fibre di amianto.

Mesotelioma peritoneale

Il mesotelioma peritoneale colpisce questa sierosa, che avvolge gli organi dello stomaco.

Quasi sempre, questa neoplasia ha un esito infausto, e si presenta con sintomi imponenti:

  • perdita di peso;
  • dolore e gonfiore addominale a causa dell’ascite;
  • cachessia;
  • anomalie della coagulazione del sangue;
  • ostruzione intestinale;
  • anemia;
  • febbre.

Mesotelioma pericardico

Il mesotelioma pericardico è la neoplasia che colpisce il pericardio, ovvero, l’organo membranoso che, come un sacco, riveste il cuore e i grossi vasi all’origine.

Questa si presenta con i seguenti sintomi:

  • astenia;
  • perdita di peso;
  • tachicardia;
  • tosse;
  • stanchezza;
  • febbre;
  • ascite.

Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma testicolare è una patologia che colpisce il mesotelio che riveste i testicoli. Questa neoplasia, nella maggior parte dei casi, è riconoscibile con grumi testicolari e gonfiore dello scroto.

Tra i sintomi riconosciamo:

  • tumefazione non dolente;
  • dolore testicolare;
  • tumefazione dolente;
  • ginecomastia.

E, poi, troviamo anche dei sintomi che sono riferibili alle metastasi, che sono:

  • adenopatie sovraclaveari o inguinali;
  • deperimento;
  • dolore lombare o addominale;
  • tose;
  • dispnea;
  • deperimento;
  • raramente, anche paraplegia.

Cura mesotelioma: i tipi istologici

Il mesotelioma si distingue anche sulla base dei diversi tipi istologici:

  • sarcomatoide;
  • fibroso;
  • epitelioide;
  • epiteliomorfo;
  • benigno.

In altre parole questi tumori sono composti da cellule fusate (sarcomatoidi) o elementi epiteliali o entrambi (bifasici). Il mesotelioma desmoplastico, costituito da cellule tumorali blande tra bande dense di stroma, è un sottotipo di mesotelioma sarcomatoide L’istotipo epitelioide rappresenta circa il 70-85%, il bifasico il 10-25% e il sarcomatoide il 10% dei casi. Infine il mesotelioma desmoplastico è la forma più rara con meno del 2% del totale.

Cura mesotelioma: linee guida sugli esami

Le nuove linee guida per la cura mesotelioma mirano alla diagnosi precoce, con modalità non invasive (videotoracoscopia, per quanto riguarda il tumore della pleura). 

Già nella pubblicazione in questo notiziario amianto Mesotelioma: nuove cure per il cancro amianto, abbiamo sintetizzato quali sono gli strumenti di tutela sanitaria per coloro che sono stati esposti ad asbesto. Infatti, essendo, questi, minerali, l’unica causa del mesotelioma, sono a rischio coloro che ne sono stati esposti. Sono necessari i controlli sanitari periodici, specialmente, per chi è stato più esposto e per chi ha in corso delle infiammazioni pleuriche.

In caso di indizio di presenza di mesotelioma pleurico, il cui segno più frequente è la formazione del liquido pleurico nel torace. Siamo di fronte al versamento pleurico. Si tratta di una forma di pleurite oppure del sintomo di mesotelioma della pleura, per eccellenza.

In questo caso è necessario eseguire tempestivamente la videotoracoscopia, che è un intervento diagnostico mini invasivo.

Il dolore toracico è l’altro indizio, unito alla dispnea (difficoltà respiratoria) e alla tosse, che aumentano con il passare del tempo.

Le nuove linee guida, condivise da ONA, permettono di adottare la classificazione TNM, che permette di rendere omogenea la stadiazione della malattia e quindi il trattamento.

È necessario che i pazienti siano indirizzati verso istituti pubblici di assistenza in cui i centri sono specializzati nelle mesotelioma nuove cure. Mesotelioma centri specializzati hanno, prima di tutto, seguito molti casi e presso questi si fanno anche studi clinici per valutare i nuovi farmaci e i nuovi trattamenti.

Mesotelioma e chirurgia: le linee guida

Infatti, l’esperienza degli specialisti è determinante e le decisioni debbono essere assunte da un team di esperti, tra i quali chirurghi toracici, oncologi, radioterapisti e pneumologi e non da un singolo medico.

Il gruppo multidisciplinare deve decidere le terapie più adeguate, la chirurgia piuttosto che la chemioterapia e la radioterapia (mesotelioma terapia).

Cura mesotelioma: chirurgia, chemioterapia e radioterapia

L’intervento chirurgico sulla pleura, o sul peritoneo, per estirpare il cancro amianto è l’unico intervento terapeutico che permette la guarigione mesotelioma.

Questa malattia amianto è molto aggressiva e la guarigione mesotelioma è rara  Per aumentare mesotelioma aspettativa di vita l’intervento chirurgico permette la rimozione totale del cancro amianto. Solo in casi rari l’intervento chirurgico è eseguito per la sola riduzione della massa tumorale.  

Questa opzione è riservata solo a pazienti selezionati. Infatti con malattia localizzata, i giovani, in buone condizioni generali e senza malattie concomitanti hanno possibilità di guarire. Un trattamento che combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia, per mesotelioma pleurico terapia efficace.

Mesotelioma chemioterapia e le nuove linee guida

Nel caso in cui l’intervento chirurgico è sconsigliato, l’approccio per la cura del mesotelioma è la chemioterapia come risulta dai lavori del Congresso di Madrid.

Infatti l’ona si attiene  alle indicazioni scientifiche. Ci sono anche casi di mesotelioma benigno. Con questa indicazione si intendono i casi in cui la vittima di mesotelioma rimane in vita, magari dopo 5 anni.  Ci sono poi anche i mesoteliomi pleurici benigni. Sono quei casi nei quali  il tumore della pleura  in realtà  non è tale punto raramente, infatti,  se c’è un cancro della pleura  si riesce a sopravvivere. Molte volte , però, se le terapie sono tempestive i risultati possono allungare la vita. 

Le aspettative di vita, infatti, sono in proporzione anche alla capacità  dei medici oncologi  di affrontare con i migliori protocolli neoplasia della pleura.

Comunque le nuove linee guida che l’Ona condivide stanno dando ottimi risultati e così il controllo dei sintomi, tra cui quelli di dispnea e dolore.

Cura mesotelioma: radioterapia

Nell’ultimo congresso della Società Europea di Radioterapia Oncologica (Estro), tenutosi a Milano, alla ricerca hanno preso parte 108 pazienti, tutti colpiti da un mesotelioma tra il 2014 e il 2018.

Questi pazienti operati sono stati poi sottoposti a chemioterapia, e successivamente a radioterapia emitoracica. Si tratta di una  radioterapia mirata cioè a colpire soltanto la metà del torace interessata dalla malattia.

In questo modo sono stati ottenuti risultati significativi.

L’intensità impiegata, al pari del numero delle sedute, è stata doppia rispetto a quella riservata ai pazienti inseriti nel gruppo di controllo (dose palliativa).

A due anni di distanza dalla diagnosi, gli specialisti hanno riscontrato un tasso di sopravvivenza doppio (58 contro 28 per cento).

Questi ultimi risultati sono stati verificati anche dei medici oncologi dell’associazione Osservatorio Nazionale Amianto ed è per tali motivi che proseguiamo nel nostro impegno in queste nuove linee guida.

Gli effetti collaterali, tra i quali la polmonite, sono stati dominati facilmente.

Cura mesotelioma pleurico senza interventi demolitivi

Il dato fondamentale delle nuove linee guida è che l’intervento chirurgico non deve essere eccessivamente demolitivo. Si deve evitare l’asportazione del polmone e del diaframma.

Così possono essere conservate le capacità respiratorie della vittima. Infatti, in passato,  erano eseguiti interventi demolitivi, che giungevano ad asportare anche il diaframma.  Ciò determinava, poi, difficoltà respiratorie.

Allo stesso modo , devono essere evitati interventi quali l’asportazione del polmone, della pleura integralmente (pleuropneumonectomia), e pericardio. Questi interventi così demolitivi sono sconsigliati.

Mesotelioma pleurico: linee guida per la cura

L’intervento chirurgico, secondo le nuove linee guida, deve essere il più possibile conservativo (pleurectomia-decorticazione). Questo tipo di intervento è costituito dalla rimozione della sola pleura, viscerale e parietale (e talvolta di pericardio e diaframma). Quindi deve essere vietata la rimozione del polmone.

In questo modo si conserva il polmone, con identica sopravvivenza e minori complicanze e migliore qualità della vita. Successivamente, il paziente può essere trattato con la chemioterapia, e ciò al fine di evitare eventuali ripetizioni di malattia.

Trattamenti diversi per mesotelioma localizzato e avanzato

Secondo il National Cancer Institute, per il mesotelioma maligno localizzato (stadio I) generalmente si effettua la resezione chirurgica. In caso invece di mesotelioma intracavitario, si combina la chirurgia palliativa (pleurectomia e decorticazione), con o senza radioterapia postoperatoria. In alternativa si può optare per la pneumonectomia extrapleurica o la radioterapia palliativa.

Le opzioni di trattamento per il mesotelioma maligno avanzato (stadi II, III e IV) sono diverse:

  • resezione chirurgica palliativa, in casi specifici;
  • somministrazione di nivolumab e ipilimumab di prima linea;
  • chemioterapia di associazione di prima linea con cisplatino più pemetrexed, con o senza bevacizumab;
  • studi clinici multimodali, che incorporano la chirurgia radicale con o senza chemioterapia e radiazioni

Infine, si può scegliere anche la terapia intracavitaria. Prevede la somministrazione intrapleurica o intraperitoneale di agenti chemioterapici (cisplatino, mitomicina e citarabina).

Mesotelioma: i nuovi farmaci per la cura

Il trattamento del mesotelioma con chemioterapia, si esegue sempre con cisplatino e pemetrexed. Per i pazienti che non sono operabili, è stato aggiunto il bevacizumab che è un anticorpo monoclonale.

Inoltre, sono stati testati farmaci anti angiogenetici e, in via sperimentale, i farmaci antivirali e immunoterapici. Siamo in attesa che la scienza medica ci fornisca i dati di questi risultati.

Inoltre, poiché l’infiammazione cronica è alla base dei meccanismi che provocano il mesotelioma, come chiarito anche da Cass., IV Sez. Pen., Sent. n. 45935/2019, sono importanti i farmaci antinfiammatori. Questa è la frontiera della cura del mesotelioma.

Difatti, la Corte di Cassazione, ha confermato le risultanze della letteratura scientifica, da cui non si può prescindere per la prevenzione e la cura di questi tumori amianto.

Quindi, la cura mesotelioma presuppone la terapia che blocca il release di fattori come l’HMGB1, che stimolano lo sviluppo delle cellule cancerose.

Cura mesotelioma: le sperimentazioni

Il Gruppo di ricerca mesotelioma ONA collabora con tutti i centri più importanti, in Italia e nel resto del mondo. Solo così si favorisce la cura mesotelioma per tutelare i pazienti.

Infatti sono in corso molte per mesotelioma cure sperimentali,  alcune delle quali possono essere efficaci.

L’ONA non alimenta false speranze. È importante che i pazienti si rivolgano sempre a sanitari (oncologi) del servizio sanitario nazionale. Le strutture pubbliche del sistema sanitario nazionale assicurano elevati standard di terapia e cura del mesotelioma.

Ricerca di cura mesotelioma negli Stati Uniti

La Food and Drug Administration statunitense ha approvato il dispositivo per la terapia antitumorale non invasiva con campi elettrici. Questo tipo di approccio si combina con la chemioterapia a base di pemetrexedplatino. Questi farmaci  sono comunque utilizzati per il trattamento di prima linea del mesotelioma pleurico maligno , non operabile, localmente avanzato o metastatico.

Il sistema NovoTTF-100L (TTF, Tumor Treating Fields) prodotto da Novocure, è il primo trattamento per il mesotelioma pleurico maligno (MPM) approvato dalla Fda negli ultimi 15 anni.

La terapia TTF è antitumorale non invasivo con campi elettrici sintonizzati su frequenze specifiche. In questo modo, si interrompe la divisione cellulare del tumore solido.

Cura mesotelioma ed infiammazione della pleura

In particolare, l’infiammazione cronica causata da prolungata esposizione alle fibre di amianto è un cruciale meccanismo di sviluppo del mesotelioma.

Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao in “Inflammation in malignant mesotheliomafriend or foe?” propongono il ricorso a marcatori dell’infiammazione come fattori prognostici del mesotelioma.

Inoltre David James et al. confermano rilevanza dell’infiammazione: “Inflammation-Based Prognostic Indices in Malignant Pleural Mesothelioma Pinato. In  Journal of Thoracic Oncology 2012, Volume 7, I 3, 587 – 594”.

Un altro gruppo di autori ha dimostrato che scores basati sui markers di infiammazione come modified Glasgow Prognostic Score and Neutrophils/Lymphocites sono legati alla neo-angiogenesis. Il tutto in proporzione e quindi se elevati la prognosi è negativa.

D’ altra parte la stessa neo-angiogenesi (quindi la formazione di nuovi vasi indotta dal processo infiammatorio) induce crescita delle cellule di MPM. Inoltre, alti livelli di Vascular Endotheliale Growth Factor (VEGF) circolanti correlano con cattiva prognosi.

Così: Vascular endothelial growth factor is an autocrine growth factor in human malignant mesothelioma. Strizzi L, Catalano A, Vianale G, Orecchia S, Casalini A, Tassi G, Puntoni R, Mutti L, Procopio A. J Pathol. 2001 Apr;193(4):468-75).

Altre evidenze sperimentali supportano il ruolo cruciale dell’ infiammazione non solo nel tessuto tumorale del MPM ma anche nel tessuto mesoteliale iperplastico (HP).

Iperplasia della pleura e cancro del mesotelio

Ciò  quando si dimostra la somiglianza di miRNA tissutali espressi dal tessuto tumorale ed iperplastico e come questi miRNa siano legati all’infiammazione.

Ciò è affermato nella pubblicazione “Analysis of microRNA expression signatures in malignant pleural mesothelioma, pleural inflammation, and atypical mesothelial hyperplasia reveals common predictive tumorigenesis-related targets”.

Soppressione di IL1beta e riduzione aggressività del tumore

Altri autori hanno dimostrato in eleganti modelli sperimentali come la soppressione di IL1beta (una citochina ad azione antinfiammatoria) non solo rallenta la carcinogensis del MPM nell’animale cronicamente esposto all’amianto ma riduce anche l’aggressività del tumore.

Così, questi autori concludono: “this report provides experimental evidence implicating inflammation in a cancer whose etiology is connected with environmental exposure to a known carcinogen: asbestos” e “targeting inflammation as potential chemo-prevention strategy for cohorts chronically exposed to asbestos or other carcinogenic mineral fibers”.

Cancer Prev Res (Phila). 2016 May;9(5):406-414; Inflammation-Related IL1β/IL1R Signaling Promotes the Development of Asbestos-Induced Malignant Mesothelioma; Kadariya Y, Menges CW, Talarchek J1, Cai KQ, Klein-Szanto AJ, Pietrofesa RA, Christofidou-Solomidou M, Cheung M, Mossman BT, Shukla A4, Testa JR.

Cura mesotelioma: bloccare l’infiammazione

Si deve richiamare anche qui alla letteratura scientifica. Infatti in“Aspirin delays mesothelioma growth by inhibiting HMGB1-mediated tumor progression”, di H Yang et al (Cell Death and Disease, 2015 6,), si fa questo riferimento.

In particolare, ci riferiamo a ruolo dell’infiammazione  e quindi alla  sussistenza del mesotelioma in seguito a lungo processo infiammatorio.

Al punto che un antinfiammatorio (come l’Aspirina) possa prevenire la trasformazione neoplastica e allungare la sopravvivenza in modelli animali.

Questo ruolo dell’aspirina è molto importante andrà ulteriormente investigato.

Placche ed ispessimenti: diagnosi precoce mesotelioma pleura

La diagnosi precoce si realizza con la prevenzione secondaria. Consiste nell’eseguire la sorveglianza sanitaria per diagnosticare, il prima possibile, danni da amianto. La prevenzione primaria che, invece, è la forma più importante, presuppone di evitare qualsiasi esposizione alle fibre di amianto.

Quando si manifestano le placche e gli ispessimenti della pleura, che hanno un tempo di latenza inferiore, siamo di fronte al rischio del mesotelioma della pleura. Infatti, c’è la possibilità che l’infiammazione prosegua e provochi il mesotelioma. In particolare, il mesotelioma della pleura.

è molto importante. Ciò risulta confermato anche dalla letteratura scientifica alla quale intendiamo attenerci.

Tanto è vero che ciò risulta in: “Inflammation precedes the development of human malignant mesotheliomas in a SCID mouse xenograft model“.

Qui gli autori concludono che: “ several of these (inflammatory LM ) cytokines are produced in response to asbestos fibers, suggest that chronic inflammation  may be perpetuated  by mesothelial cells over the long latecy period”.  

Non solo, lo stretto nesso causale tra infiammazione ed insorgenza di mesotelioma è è confermato anche  dalle risultanze della American Cancer Society.

L’infiammazione e la lesività di tutte le esposizioni

La prova che tutte le successive esposizioni alimentano l’infiammazione e, quindi, lo sviluppo del cancro, è molto importante. Infatti, solo così è possibile effettuare una idonea prevenzione primaria.

In precedenza, si sosteneva che fossero rilevanti solo le prime esposizioni. In questo modo, molti lavoratori continuavano ad essere esposti. Invece, era necessario bloccare le esposizioni, perché tutti accelerano il decorso.

La rilevanza di tutte le esposizioni causa del mesotelioma

Ciò è stato confermato dai Quaderni del Ministero della Salute, n. 15, maggio-giugno 2012.

Infatti nella pubblicazione del Ministero della Salute, “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, trovano conferma queste risultanze .

Che tutti i mesoteliomi rispondano alla teoria multistadio della cancerogenesi e della dose dipendenza è confermato anche dallo IARC. Infatti nella sua ultima monografia Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

Per cui, è necessario evitare anche tutte le esposizioni future, anche ai minerali di amianto.

When asbestos fibers are breathed in, they travel to the ends of small air passages and reach the pleura, where they can cause inflammation and scarring. This may damage cells’ DNA and cause changes that result in uncontrolled cell growth”.

La strage causata dalla fibra killer e i ritardi nelle bonifiche dei siti contaminati sul territorio italiano sono denunciati dall’Avvocato Bonanni “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022“.

Conferma della rilevanza di tutte le esposizioni

La persistenza dell’inalazione fibre di amianto ha degli effetti altamente lesivi. Per tali motivi è necessario, prima di tutto, evitare l’esposizione, ovvero quantomeno abbatterne i livelli. Rimuovere l’amianto o quantomeno abbattere i livelli espositivi con le misure di sicurezza è molto importante. Infatti se l’amianto patogenetico del mesotelioma in proporzione alla sua espositiva, a maggior ragione già diminuire la dose è decisivo.

La nuova frontiera che l’ONA invoca per la terapia e cura del mesotelioma, ed in particolare del mesotelioma pleurico, è proprio quella legata all’infiammazione. Per tale ragione, questa è ritenuta la frontiera, insieme con la prevenzione primaria.

Conferma del nesso causale di tutte le esposizioni

Per tali ragioni, occorre rilevare che l’esposizione ad amianto determina il mantenimento di un costante stato infiammatorio. Questa è una condizione fondamentale alla trasformazione neoplastica di tessuto pleurico. A questo punto è ipotizzabile che l’utilizzo di un antinfiammatorio possa prevenire la trasformazione neoplastica. In ogni caso quantomeno  allungare la sopravvivenza in modelli animali, riducendo l’aggressività della malattia.

Lo stato infiammatorio causato da tutte precedenti esposizioni ed alimentata dalle successive, rappresenta la “conditio sine qua non”. Così non solo per indurre l’iniziale trasformazione neoplastica, ma anche la progressiva trasformazione neoplastica diffusa della pleura. Infatti in questo modo si facilita l’insorgenza di  foci neoplastici (noduli)  “metacroni” rispetto ai foci iniziali (mesotelioma neoplasia multicentrica e multifocale).

La continua esposizione a fibre ha anche un indubbio effetto di immuno-soppressione (macrofagi e neutrofili-mediata). Così c’è un ruolo fondamentale nello sviluppo delle mesotelioma della pleura e degli altri mesoteliomi.

Il rilascio di radicali liberi causati dall’infiammazione. In questo modo si contribuisce ai quadri di trasformazione neoplastica rispetto al fenomeno infiammatorio.

Mesotelioma e prova del nesso causale

Poiché tutte le esposizioni rilevano, è di tutta evidenza che la vittima di mesotelioma ha diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni.

Il problema si pone perché i responsabili e  i datori di lavoro  negano il nesso causale. Infatti sostengono che il mesotelioma avrebbe origine da una sola fibra killer  e quindi non potrebbe essere individuato il responsabile di questa innovazione. In realtà questa tesi è fallace. 

Infatti nel caso in cui qualcuno dei responsabili dovesse eccepire l’assenza del nesso causale, in riferimento alle loro condotte, è invece evidente che tale nesso sussiste. Infatti se c’è stata esposizione c’è il nesso causale. Poiché tutte le esposizioni influiscono e quindi costituiscono quantomeno concausa, ex art. 41 c.p., con riferimento alle condotte attive ed omissive (art. 40, I e II co. c.p.).

Queste considerazioni non possono che rendere impossibile definire quando la prima cellula neoplastica compaia. Tuttavia proprio perché tutte le esposizioni hanno una rilevanza, il nesso causale è confermato.

Questa legge scientifica dimostra che tutti coloro che hanno causato l’esposizione ad amianto sono responsabili, corresponsabili.  Infatti si afferma la responsabilità in solido a carico di tutti coloro che hanno provocato delle esposizione ad amianto.

Questo discende dalla legge scientifica universale che è stata confermata. Se, infatti, tutte le esposizioni accelerano e aggravano e anticipano la morte per mesotelioma tutti coloro che la provocano sono responsabili.

Chi provoca le esposizioni asbesto causa il mesotelioma

Chiunque esponga un soggetto a fibre di amianto causa un processo infiammatorio che rappresenta  la “conditio sine qua non”  della comparsa del mesotelioma e della maggiore aggressività del nodulo maligno primario.

Così la responsabilità sussiste anche se il processo infiammatorio è alimentato da  successive esposizioni. Così il giurisprudenza: Cass. IV Sez. Penale, 45935/2019. Tanto è vero che la cancerogenesi è ricondotta già alle prime esposizioni, rispetto alle quali quelle successive possono avere solo aggravato il decorso, ed eventualmente anticipato la latenza. 

Nei soggetti predisposti tale nesso causale tra l’esposizione ad un carcinogeno completo (come l’amianto) e la comparsa ed aggressività di mesotelioma si configura con certezza.

Cura mesotelioma e tutela legale

L’ONA tutela le vittime di mesotelioma con assistenza medica per le vittime mesotelioma, con il dipartimento, con il quale è possibile ottenere la tutela legale e risarcitoria. Nel contempo, l’associazione fornisce anche il servizio di tutela legale vittime mesotelioma al quale si possono rivolgere tutti coloro che hanno subito dei danni.

L’ONA fornisce il servizio di assistenza legale gratuita per le vittime amianto, tra le quali quelle del mesotelioma.

Quindi è sufficiente chiedere l’assistenza all’associazione per ottenere la tutela legale gratuita, per l’indennizzo INAIL, il Fondo Vittime Amianto, il riconoscimento di causa di servizio, e le altre prestazioni previdenziali, tra cui il prepensionamento.

Tutte le vittime di mesotelioma e i loro familiari possono chiedere anche l’integrale risarcimento di tutti i danni.

Le vittime di mesotelioma, nel caso in cui ci sia stata esposizione professionale, hanno diritto al risarcimento dei danni amianto. La vittima del tumore del mesotelio e di altre patologie asbesto correlate, subisce i danni patrimoniali e quelli non patrimoniali. Gli stessi familiari subiscono dei pregiudizi.

Mesotelioma: causa di servizio e vittima del dovere

Per i pubblici dipendenti non privatizzati, c’è il diritto al riconoscimento della causa di servizio con l’equo indennizzo.

Inoltre, in caso di svolgimento di alcune delle attività di cui all’art. 1, co. 563, L. 266/05. Poi ci sono i casi dei cosiddetti equiparati. Sono coloro che svolgono il servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà.

In quest’ultimo caso la regolamentazione normativa è dettata dall’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e dall’art. 1 del d.p.r.243/2006, esteso alle esposizioni d’amianto. In tutti questi casi sussiste comunque il diritto alle riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Tuttavia, l’azione legale non risolve il problema, perché questo cancro ha un esito, quasi sempre, infausto. Dunque, sono confermate le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni circa la necessità di evitare l’esposizione.

Risarcimento integrale dei danni

Tutti i danni debbono essere integralmente risarciti. L’indennizzo INAIL, oppure le altre prestazioni previdenziali, come quelle in favore delle vittime del dovere, non costituiscono integrale ristoro del pregiudizio.

Infatti i mesoteliomi e le altre patologie asbesto correlate hanno effetti invalidanti  e anche mortali sulla vittima ma anche sui suoi familiari.  Per questo motivo è fondamentale anche il risarcimento dei danni.

La vittima subisce anche dei danni morali ed esistenziali, che debbono essere integralmente risarciti (Cass., sez. Lav., sent. n. 777 del 2005). Le vittime, quindi, possono rivolgersi all’ONA per essere assistite anche per il risarcimento dei danni.

Abbiamo ottenuto significativi risultati per la tutela delle vittime del mesotelioma. L’ONA è al primo posto in Italia, nella ricerca e cura del mesotelioma.

Mesotelioma e i danni causati alle vittime

Il mesotelioma provoca innanzitutto il danno biologico. Ma non solo poiché  questa malattia è fortemente invalidante e cambia la vita di chi la subisce. Le fonti normative del diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni (SS.UU. 26972/08) sono costituite prima di tutto  dalle norme di cui agli artt. 2, 3, 4, 29, 30, 31, 32, 35, 36 e 41 II co. della Costituzione.

Inoltre il fondamento giuridico  del diritto al risarcimento dei danni risiede anche  nelle  norme dei Trattati Internazionali. Si può ricordare l’art. 1 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che sancisce  la tutela  della della «integrità morale quale massima espressione della dignità umana».

In più ci sono tutti gli altri diritti della persona umana. Ancora, quelli della e dei protocolli allegati. Queste norme sono a pieno titolo di diritto comunitario. Così l’art. 6 del Trattato di Lisbona. 

Tutto risulta confermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. Tra le tante Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sentenza n. 2352 del 2010, in quanto rientrante nel catalogo dei diritti della persona umana.

Fondamento del diritto al risarcimento del danno

L’integrità psicofisica e la salute di tutti i cittadini sono garantiti dall’art. 32 Cost.. questi tutele sono rafforzate nel rapporto di lavoro, per effetto dell’articolo 2087 del codice civile. Nello specifico è per effetto del testo unico di tutela della salute dei lavoratori  D. Lgs. 81/2008.

In caso di lesione dell’integrità psicofisica per malattia professionale, la vittima ha diritto anche al risarcimento di tutti gli altri danni.

La vittima subisce dei pregiudizi anche per la modificazione della sua identità personale e per i rapporti con i famigliari.

Risarcimento danni dei familiari vittime mesotelioma

I danni subiti dal lavoratore defunto per mesotelioma debbono essereliquidati ai suoi eredi, legittimi o testamentari.

I familiari e coloro che erano legati alla vittima primaria, hanno diritto al risarcimento dei danni iure proprio, che per gli eredi si aggiungono a quelli iure hereditario.

La quantificazione dei danni è effettuata con criterio equitativo.

In ultimo, infatti, le Sezioni Unite (22 luglio 2015, n. 15350) hanno confermato il principio del diritto al ristoro integrale di tutti i danni (SS.UU. n. 26972 e n. 26973 del 2008, a loro volta ricollegabili a SS.UU. 6572/2006). Cosi allo stesso modo devono essere risarciti  tutti i pregiudizi sofferti dai familiari (Corte di Cassazione, III Sezione Civile, sentenze 8827 e 8828 del 2003).

Consulenza gratuita per le vittime di mesotelioma

L’ONA fornisce assistenza gratuita legale e medica a tutte le vittime di mesotelioma e ai loro familiari.

È possibile usufruire della consulenza gratuita chiamando il numero verde o compilando il form.

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La breccia di Porta Pia

Breccia Porta Pia
Breccia Porta Pia

La breccia di Porta Pia: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Siamo a centocinquant’anni da quella svolta “popolarmilitare” che fece dello Stato Pontificio il Vaticano e dell’Italia un Regno.

Il 20 settembre del 1870, l’inviato di guerra Edmondo De Amicis era ancora a Monterotondo con i colleghi e si apprestava a partire per Roma, all’alba del giorno successivo, oggi come domani, per assistere al programmato assalto alla Città già dei Cesari e dei Papi, in quattro diversi punti, tra Porta San Lorenzo e Porta Salara, Porta San Giovanni con la divisione Angioletti, Porta San Pancrazio con la divisione Bixio e a Porta Pia, con la 12° Divisione del 4° Corpo agli ordini del generale Mazè de la Roche.

All’indomani si sarebbero imbattuti, tra colpi di moschetto, cannone e nuvolaglie di polvere, nell’Evento che ci avrebbe precipitato nei capitoli successivi di una storia già scritta, ripetitiva, che ci avrebbe condotto sino ai nostri giorni, appunto oggi domenica 20 e domani 21 settembre dell’anno disgraziato 2020, in cui si è scelto di fare altra breccia nel muro disconnesso del Sistema, divenuto repubblicano settantaquattro anni fa, con l’altro travagliato Referendum del 2 giugno 1946.

Senza per nulla cambiare atteggiamento, Covid o non Covid, adesso i liberatori arriveranno di nuovo a Roma, tra seggi sguarniti di elettori e scrutatori, decimati dallo scetticismo e dal timore virale, tra stadi vuoti quanto le casse dell’INPS risucchiate dai Bonus, mentre sul Ponte Italico, dal Polcevera allo Stretto, sventola bandiera bianca.

In queste condizioni di sostanziale confusione è complicato, ma caratteriale, dare un SI o un NO – piuttosto che un BOH! – nelle urne, insieme al consenso necessario per l’elezione di sette Consigli Regionali, millecentosettantasei Comunali e due Senatori, mentre l’immagine della Magistratura finisce in una “porta via”, quella da cui ieri è uscito, giacca sulla spalla, l’ex presidente dell’ANM, Luca Palamara.

Numero Verde Assistenza ONA

La nostra storia passa sempre da quella “breccia”

Dunque, la nostra storia passa sempre da quella “breccia” – mai risanata da un secolo e mezzo – sul finire della Via Nomentana, da cui entravano trombettando bersaglieri e da cui uscivano deferenti diplomatici, oltre la quale il popolo acclamava i liberatori, facendo le prove per l’ingresso dei fascisti marcianti il 28 ottobre del 1922, come dei liberatori americani il 4 giugno del 1944, piuttosto che per la vittoria della Raggi a Cinque Stelle, il 22 giugno del 2016, sempre senza colpo ferire e con il sessantasette per cento dei voti…

Come diceva Edmondo De Amicis

“La Porta Pia era tutta sfracellata… le statue a destra e sinistra non avevano più testa, il suolo intorno era sparso di mucchi di terra, di materassi fumanti, di berretti di zuavi, d’armi, di travi, di sassi.

Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti… Entrammo in città… il popolo romano ci correva incontro. Giungiamo in piazza del Quirinale

Le case si coprono di bandiere. Il popolo si getta fra i soldati gridando e plaudendo. Passano drappelli di cittadini colle armi tolte agli zuavi. Giungono i prigionieri pontifici. I sei battaglioni bersaglieri della riserva, preceduti dalla folla, si dirigono in piazza Colonna. Da tutte le finestre sporgono bandiere, s’agitano fazzoletti bianchi, s’odono grida ed applausi. Il popolo accompagna col canto la musica delle fanfare. Sui terrazzini si vedono gli stemmi di Casa Savoia

La moltitudine si versa nella piazza da tutte le parti, centinaia di bandiere sventolano, l’entusiasmo è al colmo. I soldati sono commossi sino a piangerne. Non vedo altro, non reggo alla piena di tanta gioia, mi spingo fuori della folla, incontro operai, donne del popolo, vecchi, ragazzi. Tutti hanno la coccarda tricolore, tutti accorrono gridando: “I nostri soldati, i nostri fratelli!”… E’ il grido della libertà di Roma che sprigiona da centomila petti; è il primo giorno di una nuova vita; è sublime.”

(EDMONDO DE AMICIS – ROMA 21 SETTEMBRE 1970).

ONA: l’impegno di tutela delle vittime dell’amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. Durante questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto.

Le fibre di asbesto, se inalate o ingerite sono dannose per la salute. Questo è stato chiarito anche dallo IARC nell’ultima monografia. Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato, come reso noto dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.