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Vecchi scarponi

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Vecchio scarpone

Vecchi Scarponi: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Il ritornello, che traeva spunto dai trascorsi militari, tra sabbia e fango, acqua marina e neve immacolata, l’orecchiabile invenzione canora di Gino Latilla, torna adesso con tutto il suo metaforico, paradossale significato.

Sì, perché sorge spontaneo il paragone tra vecchi scarponi veterani di mille avventure e chi ne aveva fatto uso con dicibile vantaggio.

Chiaramente, il mio riferimento d’obbligo è per il discutibile trattamento riservato agli anziani del Bel Paese, che hanno l’onere di tenere dritta la barra, di sostenere l’economia delle famiglie con le loro pensioni e con i loro risparmi. Questi scelgono di ritirarsi nelle case di riposo per lasciare il campo abitativo a figli e nipoti.

Sostengono l’economia del turismo, del commercio, della cultura e dello spettacolo con la loro partecipazione e presenza senza vincoli feriali. Mantengono il rapporto con la memoria immateriale e materiale per quanto conservano della loro esperienza di vita. Pagano il prezzo più alto in caso di mala sanità e di aggressione pandemica.

Numero Verde Assistenza ONA

Vecchi Scarponi: Trattameto riservato agli anziani

E allora? Allora, se questi danno l’impressione di una scoperta equivalente a quella dell’acqua calda, se affermare che tra tanti redditi di fantasia e bonus a gogò, non c’è stato il minimo accenno di soccorso per pensionati, anziani o se preferite “over settanta”. A mio avviso il Governo e per esso chi di welfare e di economia si occupa, dovrebbero fare mente locale, almeno per quanto riguarda normative palesemente anticostituzionali, che rendono i “sopravvissuti” dei cittadini di serie D. Cari colleghi veterani, provate a chiedere un prestito, un mutuo, a fare una polizza assicurativa sulla vita e la salute, a chiedere un noleggio auto a lungo termine…

Se avete traguardato felicemente i settantacinque, potete farvi il sego della croce. Perché agli ottanta potreste essere invitati a visitare direttamente agenzie dall’aria fantasiosa, ma inequivocabilmente vocate all’organizzazione di viaggi senza ritorno.

Ecco, mi sembra che questo disinteresse per i valori certi e per le necessita di vita degli anziani, per chi comunque risulta cittadino a tutti gli effetti, dal diritto di voto alla responsabilità penale, sia profondamente sbagliato e ingiusto, perché in definitiva si tratterebbe soltanto di onestà intellettuale e buona volontà del legislatore.

Magari si tratterebbe di costituire un fondo di garanzia a tutela di chi comunque specula sui scarponi vecchi, ma non intende rinunciare al lucro, sino all’ultimo centesimo. In conclusione, se è giusto lamentarsi di tanta palese insensibilità e ingiustizia nei confronti di chi di fatto figura in soffitta, tra mille cose che si pensa non servano più, peraltro con una attesa di vita che sembra allungarsi nonostante tutto, dall’altra parte è opportuno non farsi illusioni, rispetto al peloso autolesivo cinismo che contraddistingue tutti gli esseri animali in natura e che, in questo caso, per gli umani, non fa alcuna differenza.

Poesia a cura di Gino Latilla

…Lassù in un ripostiglio polveroso
Tra mille cose che non servon più
Ho visto malinconico e deluso
Un caro amico della gioventù
Qualche filo d’erba
Col fango disseccato
Tra i chiodi ancor pareva conservar
Era uno scarpone militar
Vecchio scarpone
Quanto tempo è passato
Quanti ricordi fai rivivere tu
Quante canzoni
Sul tuo passo ho cantato
Che non scordo più
Sopra le dune del deserto infinito
Lungo le sponde accarezzate dal mar
Per giorni e notti
Insieme a te ho camminato
Senza riposar
Lassù fra le bianche cime
Di nevi eterne immacolate al sol…

(Gino Latilla)

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. In questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto.

Per questo motivo è stato rivolto un appello al Premier Draghi per una maggiore attenzione al rischio amianto e per l’emanazione di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto. 

Sport, ricordando i XVII Giochi Olimpici di Roma

Giochi Olimpici di Roma
Covid calcio

Sport, ricordando i XVII Giochi Olimpici di Roma: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Dai Giochi Olimpici di Roma al bonus 

Ieri a Montecitorio è andata in scena la rappresentazione esemplificativa di una situazione che ci ostiniamo a rifiutare, a rimuovere, a voler considerare un sassolino nella scarpa. Si tratta invece di un autentico macigno.

Non abbiamo finito, anzi abbiamo appena iniziato a discutere sul mancato match tra Juve e Napoli, causa COVID e non solo, che è andata in malora addirittura la votazione alla Camera sul decreto d’urgenza della PCM, relativo ad aggiornamenti sulla sicurezza, sempre causa COVID e non solo.

Intanto, dall’INPS a Sport e Salute, si addensa il lavoro straordinario per bonificare Cassa Integrazione e BONUS. Per lo sport, si tratta di quelli di giugno, con una tempistica legata alla disponibilità di cassa determinata dalle erogazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Oggettivamente, nonostante la buona volontà, stante il prevalere dell’emergenza, ad oggi siamo in attesa di notizie certe per l’immediato futuro, dal Progetto Generale per il Paese, ai Decreti attuativi per la Legge sullo Sport, firmata da Mattarella sin dall’otto agosto dello scorso anno.

Rinvii dei Giochi Olimpici di Roma a parte, per quanto riguarda il sistema sport, si avverte l’esigenza di uscire da un clima d’incertezza e provvisorietà, cui ogni organismo (Associazioni, Federazioni, Enti e Benemerite, CONI e la stessa Sport e Salute) supplisce nel suo ambito, con la propria autonomia organizzativa e tecnica, con la propria creatività promozionale, senza avere però una visione certa, un punto definito dell’orizzonte su cui orientarsi, posto che, distanziati o meno, lo straordinario fenomeno sociale dello sport continua a svilupparsi e ad autoalimentarsi, anche a tribune vuote.

Numero Verde Assistenza ONA

La necessità di un confronto diretto

Francamente, si comincia ad avvertire la necessità di un confronto più diretto, di nuove occasioni ufficiali e formali, in cui poter esprimere opinioni e fornire ancora suggerimenti a chi è al pezzo e lavora su provvedimenti, che rischiano di essere condizionati e magari superati dagli accadimenti di questo periodo non breve, ma pur sempre fuori dell’ordinarietà, cui dovremo di nuovo approdare a tempo debito. Il timore è che troppe risorse “pro soccorso” vadano distolte dagli investimenti strutturali, di cui il Paese abbisogna anche nel settore dello sport, soprattutto se inteso come opportunità di crescita della qualità della vita.

Proviamo a dirottare gli investimenti su di una impiantistica, adeguata e bonificata da amianto, in una economia di scala che metta in sinergia tutte le strutture scolastiche, pubbliche e private per un uso inclusivo, esaustivo del principio per cui la pratica motoria e sportiva sia un diritto per tutti.

Occorre scardinare i cancelli che bloccano da settant’anni attività motoria e sport nella scuola primaria. Si deve lasciar a spasso una risorsa speciale come quella di decine e decine di laureati in scienze motorie, che potrebbero fare da subito la differenza per le generazioni, ulteriormente afflitte dall’obesità in questa fase virale.

Proviamo ancora ad alzare l‘asticella dello sport attraverso scelte d’indirizzo culturale, gettando le basi per centri studi, biblioteche e musei sul territorio, salvo gettare da subito le basi per un nostro Museo Nazionale/Internazionale della Storia Universale dello Sport, nella consapevolezza che in tempi non biblici l’obiettivo potrebbe essere realizzato.

Giochi Olimpici di Roma: sport come fattore di crescita culturale

Aggrediamo il tema dei finanziamenti necessari. Valutiamo seriamente i flussi da movimento sportivo, intesi come attività nei e tra i territori, capace di generare opportunità di turismo collegate e da ampliare attraverso provvedimenti che le agevolino e le colleghino a peculiarità culturali e ambientali, della storia e della tradizione, del commercio, che non dovrebbero più essere trascurate o addirittura ignorate.

Dunque lo sport come fattore di crescita culturale, economica, sociale, quindi educativa e del livello di salute degli italiani. Ecco, per cui, soffermarsi sul disarmante stato dell’arte, anche per lo sport è importante. È indispensabile per capire che diversamente non si va lontano, piuttosto che da nessuna parte.

Infine, cogliamo l’occasione del “sessantesimo” di Roma 1960 per richiamare una fase della nostra storia, in cui lo sport ebbe un ruolo trainante per la rinascenza e lo sviluppo del Bel Paese, dopo il disastro della Seconda Guerra.

Per cui, dopo un passaggio sul tema dell’urbanistica olimpica, venerdì prossimo, con un Evento promosso da SCAIS, il 30 ottobre, con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, nel Salone d’Onore e nello Stadio di Domiziano (dal 3 novembre) la fiamma dei XVII Giochi Olimpici di Roma tornerà ad ardere con “IL DOVERE COMPIUTO, Mostra, Conferenza e FAIR PLAY DAY dedicati alla memoria di Marcello Garroni, che di quell’irripetibile Evento fu il Segretario Generale.

L’impegno dell’ONA per la tutela della salute e dello sport

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni hanno partecipato al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’ONA è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

Tommaso Germano: un gigante del diritto del lavoro

tommaso germano

Tommaso Germano, gigante del diritto del lavoro. Ne traccia il ricordo il Dott. Ruggero Alcanterini. Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, che ha avuto, nel Prof. Tommaso Germano, uno dei suoi stimatori e sostenitori della sua battaglia contro l’amianto.

Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Nello, Tommaso Germano, professore di diritto erede della sapienza di Gino Giugni, compagno di azioni epiche nella promozione sociale sportiva, tra AICS e FIDAL, con me e Oberdan La Forgia, a sostegno del primo Mennea, come scommessa possibile, contro l’apparente impossibile.

La memoria di Tommaso Germano, vittima 

È volato in Borea, raggiungendo Pietro e portando con se parte di quel suo vissuto riservato, ma in gran parte dispensato a studenti, lavoratori e sportivi.

Quasi fosse proconsole di quella ideale Fiera del Levante, che nella sua Città è distinguente bandiera.

Prendendo esempio e spunto dal prof. Germano, penso che sarebbe giusto e opportuno poter fare bilanci di fine percorso, chiusi i battenti dell’intrapresa fieristica, che poi è quella del divenire, con continui aggiornamenti.

Beh, credo non ce ne sia mai stata una vera opportunità, da che il mondo è mondo animato dagli umani. In buona sostanza, non ci rendiamo conto che il bello è quello delle diretta e che stiamo recitando a soggetto, giorno per giorno, interpretando, anzi sostanzialmente improvvisando, di fronte ad incognite e variabili che rendono difficile la sfida.

Salvo che non se vogliano scorgere gli aspetti grotteschi o diversamente divertenti, che questa può riservare. In ogni caso, ogni questione può rivelare i suoi aspetti paradossali e suscitare i sentimenti migliori, come i peggiori.

Per esempio, le notizie sul fronte pandemico ed economico seguono una curva conseguenziale al conflitto tra il rigore della profilassi e la sostenibilità del mantenimento di attività produttive, sociali, di servizio. Alla fine saremo più poveri, le nostre abitudini ne saranno condizionate, ma i rapporto tra vizi e virtù non verrà stravolto, come il sistema che continuerà a vivere di ritualità.

Fine della Fiera, della vita di ognuno di noi, rimane e rimarrà quella esemplificativa considerazione che solo al Sud sanno fa’ e che oggi io adatto alla bisogna: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… Chi ha dato, ha dato, ha dato… Scurdámmoce ‘o ppassato, Simmo italiani paisá!”

Tommaso Germano e la Fiera del Levante del 2017

L’Avv. Ezio Bonanni è uno dei testimoni dell’impegno del Prof. Tommaso Germano nella tutela degli ultimi e dei più deboli. Fu attento anche alla problematica amianto. Così, una delle sue iniziative come titolare della cattedra di diritto della previdenza sociale della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, fu quella di inserire il tema amianto all’interno di un evento tenuto tra le iniziative della Fiera del Levante.

La Fiera della Sicurezza: sessione salute e sicurezza

Il 16.09.2017 è il Prof. Tommaso Germano che scrive all’Avv. Ezio Bonanni per ringraziarlo “per la sua partecipazione al seminario”: la Fiera della Sicurezza.

Il motivo è il contenuto della relazione “il rischio amianto: prevenzione primaria e secondaria e il risarcimento danni”, la quale conclude il Prof. Tommaso Germano “è stata particolarmente apprezzata e seguita dai partecipanti”.

Tuttavia, il Prof. Tommaso Germano coglie nell’Avv. Ezio Bonanni, e lo sottolinea, “la disponibilità e la cortesia” e per di più, esprime “sincera gratitudine per le informazioni e i dati profusi indispensabili per la realizzazione dell’evento stesso”.

Ma sono molteplici le iniziative del Prof. Tommaso Germano nell’affiancare le vittime dell’amianto, anche in sede di costituzione del Centro Studi sull’Amianto, unitamente all’ONA e al Prof. Gaetano Veneto.

Amianto: centro studi dell’Università di Bari

Il giorno 15.10.2016, si è tenuta presso l’Istituto di diritto del lavoro della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bari, la sessione di costituzione del centro studi sull’amianto, nell’ambito del centro studi del diritto dei lavori.

Anche in quell’occasione, il Prof. Tommaso Germano ha dimostrato la sua vicinanza alle vittime dell’amianto. 

Ezio Bonanni ricorda il Prof. Tommaso Germano

 Tommaso Germano è stato un grande del diritto del lavoro. Sicuramente, approderà in paradiso, e guarderà tutti dall’alto, sulla base delle sue conoscenze giuridiche e dell’alto senso del valore del diritto come tutela del più debole.

In questo triste momento, ricordo il Prof. Tommaso Germano, che fu sempre nei miei confronti, gentile ed attento. Aveva un modo di fare calmo e tranquillo, con quella forza che deriva proprio da questa sua estrema serenità e lucida ed acuta intelligenza”.

Il rispetto delle regole

Il rispetto delle regole

Il rispetto delle regole: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Ed eccoci alla prova provata che anche il rispetto delle regole è un bel problema… Ieri, al centro di un imbarazzante conflitto di competenze, è andato in crisi quanto di più sacro e importante c’è nel sistema italico, il Campionato di Calcio.

Palleggiare col Covid-19. Non si gioca con la salute umana

Si profilano restringimenti giugulatori della socialità e dell’economia, il ritorno massiccio dello smart working, l’imposizione delle mascherine open air. Ma per carità il pubblico, almeno i mille, come quelli di Garibaldi, lasciamoli in tribuna, qualsiasi sia la capienza.

Eppure per l’atletica, per l’unico evento internazionale della stagione, in uno sterminato Stadio Olimpico, la “Commissione” era stata inflessibile nell’interesse della pubblica salute.

Dunque, ieri, il Napoli veniva fermato alla partenza da una ordinanza della ASL competente e al contempo la Juventus e la Lega organizzavano la partita come se nulla fosse, inscenando una formale attesa, quella che avrebbe consentito allo staff arbitrale di avviare la procedura della vittoria a tavolino, in assenza della squadra avversaria.

Nulla di più scontato, banale e pure ineccepibile, salvo registrare una incongruenza normativa a carico del Ministero della Sanità, che fino a prova del contrario deve tutelare la salute in primis. Ma deve perfezionare l’accordo in materia con gli organismi sportivi di riferimento.

È necessario il rispetto delle regole

Dunque, comunque per tutti la sconfitta del buon senso e una straordinaria opportunità persa, quella di un gesto apprezzabile di fair play, con nessuna delle squadre in campo e la richiesta di un ragionevole rinvio a data da destinarsi per un recupero.

Ma tant’è, adesso si apre la strada delle carte bollate, dei ricorsi e dei controricorsi, essendosi comunque avviata la “roulette russa” legata ai contagi da COVID, che accompagnerà le vicende di un evento tra professionisti milionari del pallone, sempre più spunto per news da calcio mercato e sempre più in solitudine.

Il rispetto delle regole, giusto quello che salverebbe il Bel Paese da una quantità di ricorrenti catastrofi, diversamente attribuite alla sfiga, diventa il tema del giorno per un match sfumato tra i paperoni del football nostrano.

Siccome non tutti mali vengono per nuocere, diciamo che sta bene così. Da oggi si cambia regime, tutti andranno al passo nei centri urbani e tutti pagheranno puntualmente le tasse.

Sport e salute: l’impegno dell’ONA

In questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto. Già le fibre sono cancerogene come chiarite dallo IARC nell’ultima monografia.

Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato. Tanto è vero che ciò è stato evidenziato anche dall’Avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

L’ Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

Cancro al colon risarcimento amianto

Civitavecchia Cancro al colon risarcimento
Civitavecchia

Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 10 minuti

Tammone: cancro al colon risarcimento

Cancro al colon risarcimento: l’ONA ha ottenuto molti risultati positivi in sede giudiziaria. Infatti, l’INAIL nega sempre il diritto delle vittime all’indennizzo e al risarcimento. Il caso è quello di Carmine Tammone, ex lavoratore dei cantieri navali riuscito ad ottenere il riconoscimento della malattia professionale asbesto (cancro al colon risarcimento).

In questo modo, l’INAIL è stata condannata a costituire in suo favore la rendita mensile, con la liquidazione dei ratei arretrati. 

Tumore del colon e assistenza dell’ONA

La storia di Carmine Tammone è il caso pilota per la tutela di tutte le vittime amianto tumore gastrointestinale. 

Condanna dell’INAIL all’indennizzo delle tumore del colon

Il lavoratore nasce in provincia di Matera, ma si trasferisce appena adolescente nel Lazio.

Carmine ha lavorato quasi tutta la vita all’interno dei cantieri navali, da Civitavecchia a Via Reggio, ha trascorso circa 50 anni a dedicarsi al proprio lavoro. Finalmente nel 1995 è stato collocato a riposo.

La pensione doveva rappresentare per Carmine un traguardo raggiunto grazie alla pazienza e al sacrificio. Ma dopo 2 anni, nel 1997 gli hanno diagnosticato un cancro al colon ed è dovuto sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico.

Poiché è emerso che il tumore del colon fosse di origine professionale, è stata attivata la procedura INAIL. Lente ha rigettato le domande della vittima, per cui è stato presentato il ricorso giudiziario presso il Tribunale di Velletri. In seguito all’accertamento, l’INAIL è stato condannato all’indennizzo della malattia asbesto-correlate.

Successivamente, l’INAIL ha impugnato la sentenza favorevole presso la Corte di Appello di Roma, che invece ha confermato la decisione del tribunale. In questo modo si è messa la parola fine a questa controversia che la causa pilota utilizzabile per tutti gli altre controversie.

Carmine Tammone: domanda amministrativa di rendita INAIL

L’ONA, con il medico legale dottor Arturo Cianciosi, hanno accertato che il signor Tammone ha subito il tumore del colon a causa della esposizione professionale ad asbesto.

Per tali motivi, il dottor Arturo Cianciosi ha redatto la prima certificazione di malattia professionale che ha indirizzato al INAIL. I sanitari dell’INAIL hanno negato il diritto del Sig. Tammone all’indennizzo del tumore del colon malattia professionale.

Quindi la domanda amministrativa è stata rigettata dall’INAIL. L’avvocato Ezio Bonanni ha impugnato il rigetto ed ha chiesto che i sanitari dell’INAIL fissassero collegiale. Anche la collegiale medica ha confermato il provvedimento di rigetto.

Cancro del colon: ricorso giudiziario per il riconoscimento

A questo punto, non è rimasto altro da fare che ricorrere alla magistratura. Quindi è stato depositato il ricorso giudiziario al giudice del lavoro, sulla base dell’articolo 442 del codice di procedura civile grande.

Questo ricorso per l’indennizzo INAIL, è stato corredato con tutta la certificazione medica e quella per dimostrare l’origine professionale. Il medico legale, Dott. Arturo Cianciosi, ha redatto la relazione medica ad ulteriore supporto della domanda giudiziaria. È stata richiesta anche la prova testimoniale. Inoltre, sono state allegate le numerose sentenze di riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto per i lavoratori dei cantieri navali.

Infatti, fin dal 3000, l’Avv. Ezio Bonanni ha depositato molte domande per i lavoratori dei cantieri navali esposti all’amianto. Pure coloro che non si sono ammalati, hanno comunque diritto al prepensionamento.

Molti lavoratori dei cantieri navali sono anche deceduti, per cui, sono state intentate azioni di risarcimento danni.

La procedura è quella della domanda all’INPS di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Si deve presentare la domanda amministrativa, sulla base dell’articolo 13 comma 8 della legge 257 del 1992:

Scopri i diritti delle vittime di tumore amianto gastrointestinale

Tumore al colon e asbesto: conferma del nesso causale

Nel ricorso giudiziario, l’ Avv. Ezio Bonanni ha citato tutta la letteratura scientifica ed ha dimostrato il nesso causale. Risulta, infatti, che nei lavoratori esposti ad amianto vi è una più alta incidenza di tumori del colon.

Questo dato epidemiologico, anche se non assoluto, è confermato dallo iarc nella sua ultima monografia in materia di asbesto.

Infatti le fibre di asbesto sono un cancerogeno perfetto, ed incidono anche sugli organi gastrici.

Le tesi dell’ Avv. Ezio Bonanni  hanno ricevuto autorevole riscontro da tutta la letteratura scientifica. Successivamente, anche dalla Corte di Cassazione ha confermato queste risultanze scientifiche.

Approfondimento  su  amianto e tumore del colon

Quali malattie amianto l’INAIL deve sempre risarcire?

La prova scientifica sulla cancerogenicità dell’amianto debbono indurre ad indennizzare le vittime. Infatti, ci sono alcune malattie asbesto correlate nella lista 1.

L’inserimento in questa lista è molto importante, perché comporta la presunzione legale di origine. In altre parole, in questi casi si presume il nesso causale.

Perciò, l’INAIL deve indennizzare i lavoratori, in caso di morte,  i superstiti. L’ente, se non vuole indennizzare, deve prima eccepire e poi dimostrare che la malattia  è extra professionale.

Inoltre è  sufficiente la concausa, per ottenere comunque riconoscimento e dunque l’indennizzo. I mesoteliomi, tra i quali  quello delle della pleura, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo e del pericardio, fanno parte della lista 1. 

Così, allo stesso modo, il tumore del polmone, poi quello della laringe e quello delle ovaie. Ancora l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti.

Per queste malattie, è molto semplice ottenere il riconoscimento perché gli oneri probatori sono a carico dell’ INAIL. Più complicato, invece, per quanto riguarda quelle malattie non inserire nelle liste, anche se ora è in vigore il sistema misto.

Tumore colon: sì all’indennizzo se c’è l’esposizione amianto

Infatti, prima la Corte Costituzionale, poi legislatore, con l’articolo 10 del decreto legislativo 38 del 2000 hanno ribadito questo concetto. Devono essere riconosciute tutte quelle malattie amianto o comunque professionali a prescindere da l’inserimento nella lista 1. La condizione è che il lavoratore dimostri la loro origine professionale, quindi il nesso causale.

Nel nostro caso, il tumore del colon era inserito nella lista II dell’ INAIL. Inizialmente nella lista 3. Quindi, non c’era la presunzione legale di origine. Per cui a carico di questo lavoratore, come tutte le altre vittime dello stesso tumore, vi è un preciso onere probatorio: quello del nesso causale.

Ovvero, che la malattia sia legata alla esposizione lavorativa all’agente cancerogeno, in questo caso l’amianto. La prova è a carico del lavoratore, che però l’aveva fornita poi gli erano state allegate molte sentenze di condanna dell’INPS all’accredito delle maggiorazioni amianto.

L’ Avv. Ezio Bonanni ha depositato le sentenze di condanna dell’INPS e, vuol dire che ha dimostrato il superamento della soglia delle 100 fibre litro per più di 10 anni.

Si tratta, quindi, di una prova importante di elevata condizione di rischio professionale per esposizione ad asbesto che rileva anche in caso di malattia amianto correlata. In particolare, per i tumori amianto, tra i quali quello del colon.

Per questi motivi, in seguito alla prova testimoniale è alla perizia medico legale, il ricorso è stato accolto. L’ INAIL è stata condannata.

Tribunale di Velletri: il cancro del colon malattia correlata

La  sentenza ha accolto le richieste del lavoratore, difeso dall’Avvocato Ezio Bonanni. In sostanza l’INAIL è stata condannata a costituire la rendita in suo favore, e a pagare i ratei arretrati.

L’INAIL ha dovuto pure rilasciare al signor Tammone il certificato di esposizione amianto ex articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992.

Tumore al colon: quali sono i diritti delle vittime?

Le vittime amianto tumore del colon malattia professionale hanno i seguenti diritti:

  • indennizzo INAIL malattia professionale che consiste della costituzione di una rendita, per i casi di lesione a partire dal 16%. Mentre se l’invalidità è inferiore, si ha diritto all’indennizzo del solo danno biologico, con prestazione una tantum;
  • Fondo Vittime Amianto. Nel caso di riconoscimento del tumore del colon da asbesto, si ha diritto ad ottenere la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto (art. 1, commi 241/246, L. 244/2007);
  • benefici contributivi amianto, sia per il prepensionamento amianto, sia la rivalutazione e riliquidazione della pensione. con la liquidazione degli arretrati.
  • pensione invalidità INPS. In caso di mancata maturazione del diritto a pensione pur dopo la rivalutazione del 50% per i contributi amianto, si può chiedere comunque il pensionamento. È necessario farne domanda entro il prossimo 31 marzo 2022. Qualora non si presentasse la domanda entro questo termine, la richiesta verrà esaminata l’anno successivo a partire da aprile. Ne hanno diritto tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di malattia asbesto correlata punto la prestazione non è cumulabile con la rendita Inail.
  • risarcimento danni malattia correlata

L’INAIL ricorre: la Corte di Appello conferma la condanna

L’ Avv. Ezio Bonanni, in difesa del Sig. Tammone Carmine si è rivolto al Tribunale, il quale dopo aver disposto gli accertamenti, ha condannato l’INAIL a costituire la rendita.

La controparte ha impugnato la sentenza di condanna presso la Corte di Appello di Roma, in quanto nega le capacità cancerogene dell’amianto.  Ha sostenuto che a maggior ragione anche il cancro al colon non deve essere riconosciuto come malattia professionale. 

La Corte di Appello di Roma ha disposto un ulteriore accertamento medico legale che ha smentito le tesi dell’INAIL confermando che l’amianto è dannoso per la salute umana.

Una vittoria schiacciante che riesce a dare speranza a tutte le vittime amianto che cercano risposta al fatto che ad oggi sono ancora in molti a non vedere riconosciuti i propri diritti.

Così l’appello è stato rigettato con  condanna dell’INAIL al pagamento delle spese.

Cancro al colon risarcimento: il grazie della vittima

Nel momento della lettura della sentenza, la vittima ricorda i suoi colleghi deceduti:

«Ho lavorato una vita nei cantieri navali. Non vedevamo ad un metro di distanza per le polveri di amianto. Tutti i miei colleghi, purtroppo sono già morti, e io sono vivo per miracolo, solo perché, grazie allo Sportello Amianto, creato dal comitato delle vittime”.

L’impegno nella costituzione del comitato delle vittime:

già nei primi anni 2000 nell’Agro Pontino, e all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, i sanitari hanno estirpato il cancro, e così sono salvo, anche se con dei grossi problemi.

La vittima ricorda la vittoria giudiziaria con il cancro al colon risarcimento:

Poi è iniziata la trafila con l’INAIL che negava e nega i diritti alle vittime, agli orfani, alle vedove, è una cosa veramente vergognosa. Come aderente all’ONA avrei voluto iniziare uno sciopero della fame per protestare per il comportamento dell’INAIL.

La medicina legale per il cancro al colon risarcimento

L’importanza del medico legale, e quindi il grazie al dottor Arturo cianciosi:

Dopo una lunga battaglia in primo grado, dove il mio medico di parte Dott. Arturo Cianciosi ha dimostrato che l’amianto fa male anche al colon. Quindi la vittoria delle tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, l’INAIL ha proposto appello.

Subito dopo la sentenza di condanna hanno notificato l’appello ed io ho resistito con l’appello.

La vittima ringrazia l’Avv. Ezio Bonanni per l’assistenza

“Intendo ringraziare pubblicamente l’Avv. Ezio Bonanni. Sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti, soprattutto grazie all’impegno dell’Avv. Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto”.

Così dichiara il Sig. Tammone Carmine per aver ottenuto la tutela dei diritti come vittima del tumore al colon.

Cancro al colon risarcimento tutela legale

«Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL opponga tutta questa resistenza. Se c’è uno sventurato lavoratore malato di cancro per via dell’esposizione lavorativa ad amianto, perché negare il riconoscimento dei suoi diritti?

Soprattutto per quale motivo, dopo una sentenza schiacciante di condanna in primo grado, si continua con l’atto di appello?

Qui c’è un vero e proprio accanimento, ingiusto e ingiustificato, contro gli sventurati lavoratori vittime dell’amianto» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore del Sig. Tammone.

L’epidemiologia conferma il rischio tumori amianto nel Lazio

Intanto aumentano senza scrupoli i numeri in riferimento alle morti per malattie amianto correlate nel Lazio, generando una vera e propria strage anche nel centro Italia tra i lavoratori dell’Agro Pontino.

I numeri della strage dei Tumori nel Lazio

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua ad effettuare il censimento del numero dei casi di malattie asbesto correlate in Italia e nel Lazio in particolare.

Nel VI Rapporto Mesoteliomi di INAIL, risultano censiti, per il Lazio, fino al 2015, n. 1.426 casi di mesotelioma. I dati sono stati aggiornati:

Risulta (pag. 70), che nella cantieristica navale sono stati censiti n. 1.184 casi di mesotelioma, pari al 6,1%.

Questa neoplasia è quella timbrata dalle fibre di asbesto, perché ne costituiscono l’unico agente eziologico. Si tratta della punta dell’iceberg, perché poi ci sono tutti gli altri tumori amianto.

Inoltre, vanno aggiunti anche il tumore del polmone, della laringe, delle ovaie, che fanno parte della lista 1 dell’INAIL.

Poi ci sono i tumori della faringe, dello stomaco e del colon, fanno parte della lista II. Il tumore dell’esofago che fa parte della lista 3.

Anche le malattie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi le placche pleuriche gli ispessimenti pleurici, nella lista uno.

Queste ultime patologie provocano anche delle complicazioni cardiache cardiovascolari e preparano all’insorgenza detto cuore del polmone e del mesotelioma.

I numeri della strage delle malattie asbesto correlate in provincia di Latina:

Circa 100 casi di tumori amianto di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015.

  • 19  accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 13  a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 12  ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 8  a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 7  a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, poiché l’amianto provoca anche il cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, al colon, alle ovaie e ad altri organi vitali e anche l’asbestosi.