22.9 C
Rome
mercoledì, Agosto 12, 2026
Home Blog Page 358

Fondo vittime amianto 2021: chiarimento dell’INAIL

fondo vittime amianto 2021
foto di medico che tiene le mani di un paziente

Mesotelioma e altre malattie asbesto correlate: fondo vittime amianto 2021. L’INAIL, con la circolare n. 25 del 27 settembre 2021, ha reso chiarimenti sulle prestazioni economiche per le vittime di esposizione ad amianto dal 1° gennaio 2021.

Considerando, che con la Legge di bilancio 30 dicembre 2020 n.178, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha varato una serie di disposizioni in merito alle nuove prestazioni economiche a favore dei malati di mesotelioma non professionale e dei loro familiari utilizzando le disponibilità del Fondo per le vittime dell’amianto istituito nel 2007 a norma di legge, la n. 244 del 24 dicembre 2007.

Fondo vittime amianto 2021: Che cos’è?

Con la Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2021, all’art.1 comma 356, l’INAIL ha stabilito l’erogazione di una prestazione economica aggiuntiva a decorrere del 1 gennaio 2021 a favore titolari di rendita erogata per una patologia asbesto correlata, riconosciuta dall’ente, e ai superstiti in caso di soggetti deceduti (così come previsto dalla Legge 1124/1965). Un’erogazione pari alla misura percentuale del 15% della rendita in godimento ai beneficiari.

L’INAIL, con la recente circolare n. 25 del 27 settembre 2021, ha chiarito nel merito della novità introdotta dal 2020 secondo la quale l’importo “sarà erogato mensilmente in un’unica soluzione unitamente al rateo di rendita in godimento”, superando il “sistema precedente degli acconti e dei successivi saldi” risalente al 2019.

L’una tantum fondo vittime amianto 2021

Inoltre, la circolare INAIL interviene specificando che la prestazione una tantum, è riconosciuta alle vittime di mesotelioma per esposizione ambientale. Questa prestazione è erogata su istanza dell’interessato o dei superstiti (disposizione contenuta all’art. 1, comma 357 della Legge 178/2020). Inizialmente, questa misura era stata stabilita solo in via sperimentale.

La legge di bilancio citata ha stabilito che ”per gli eventi accertati a decorrere dal 1° gennaio 2021″ l’Inail eroga ai malati di mesotelioma -dovuto all’esposizione familiare o ambientale- ” una prestazione di importo fisso pari a euro 10.000 da corrispondere in un unica soluzione su istanza dell’interessato o degli eredi in caso di decesso”.

La presentazione delle domande per l’una tantum

L’istanza, avverte la recente circolare, “deve essere presentata a pena di decadenza entro tre anni dalla data dell’accertamento della malattia”. Inoltre, lo stesso termine triennale a pena di decadenza è stabilito se a presentare l’istanza sono gli eredi. Decade così la precedente previsione del limite dei 90 giorni dalla data del decesso. Il modulo INAIL 190/E e tutte le informazioni sono reperibili sul sito INAIL, insieme alla circolare n. 25 del 27 settembre 2021.

Infine, sulla modalità di presentazione delle domande: la stessa indica che “il malato o gli eredi devono presentare o far pervenire alla Sede Inail competente in base al domicilio, con raccomandata a/r o PEC, apposita domanda per l’accesso alla prestazione, redatta sulla base della compilazione della modulistica”.

A cura di Maria Sole Lupi

Alitalia, tecnici esposti all’amianto. Condannato l’INPS

Alitalia - INPS
inps, insegna

Il Tribunale di Bari accoglie le richieste della difesa e riconosce la prolungata esposizione all’amianto di due ex dipendenti di Alitalia S.p.A.

Un’altra vittoria per l’avv. Ezio Bonanni. Il Tribunale di Bari ha accolto le richieste del legale e dell’Osservatorio Nazionale Amianto e riconosciuto la prolungata esposizione all’amianto di due ex dipendenti di Alitalia. Nella causa amianto Alitalia, il giudice del Lavoro, dott.ssa Agnese Angiuli, ha condannato l’INPS al prepensionamento e alle maggiorazioni contributive.

Come decretato dalla “sentenza n. 2827 /2021 pubbl. il 12/10/20~ RG n. 628/201 “diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto, ai sensi della legge n. 257 /92, art. 13 comma B…”.

L’avvocato Ezio Bonanni

«Da anni abbiamo sollevato l’emergenza epidemiologica dell’impatto dell’amianto in questo settore. A fronte della quale chiediamo, proprio alla luce della sentenza del Tribunale di Bari – afferma l’avvocato Bonanni -, il prepensionamento di tutte le maestranze. In particolare di quelli ex Alitalia. Non solo. Va attivata la sorveglianza sanitaria, sia del personale di terra sia del personale di bordo, per coloro che hanno svolto servizio nell’aeronautica civile e in quella militare».

I due lavoratori, chiarisce Bonanni – presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – sono stati esposti alla fibra killer per un periodo complessivo pari a 25 e 34 anni.

Esposizione prolungata amianto per due tecnici Alitalia

F.D., tecnico di aeromobili, riferisce l’ONA, ha maneggiato e lavorato materiali che contenevano l’amianto durante il servizio in Alitalia dal 1987 al 2008. Lo stesso ha ottenuto il riconoscimento anche per il periodo di lavoro nella Marina Militare dove, dal 1983 al 1987, ha svolto la mansione di motorista e tecnico elicotterista. È, ormai un fatto noto, la presenza dell’amianto a bordo degli aeromobili sia militari sia civili.

M.G. è stato esposto alla fibra killer per un periodo più lungo. Dal 1973 al 1982 ha svolto la mansione di meccanico nella Marina Militare Italiana.  In seguito, dal 1982 al 2008, ha lavorato in Alitalia come tecnico qualificato di aeromobili.

Bonanni ha anche messo sul piatto della giustizia il rischio dell’insorgenza di una patologia asbesto correlata.

Le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto stima che in Puglia, nel settore del trasporto aereo civile, risultano ad oggi cento casi di mesotelioma tra tecnici e piloti. Con un range di sopravvivenza di cinque anni dalla diagnosi, dal 5 al 12%.  Sono duecento, invece, i casi di tumori del polmone con incidenza di mortalità pari all’88% nei primi cinque anni dalla diagnosi.  A causa di altre patologie asbesto-correlate, (laringe, faringe, stomaco, colon), l’ONA segnala cento decessi.

OCCORRE LA TRANSIZIONE ETICA

Transizione, incendio al ponte
Transizione, incendio al ponte di Ferro

Eloquenti  i video del disastro al Ponte dell’Industria e al Deposito Acotral Prenestino a Roma, dove sono andati distrutti 27 autobus in un sol colpo. 

A parte il danno economico, quante sostanze inquinanti si sono riversate nell’atmosfera e nei polmoni dei cittadini?  

Purtroppo è stato  percepito il danno ai beni immobili, piuttosto che mobili, mentre l’aspetto più grave, quello del degrado ambientale, è passato in secondo piano.  

Occorre davvero una transizione etica, affinché  la prevenzione parta proprio dalle situazioni di rischio ambientale, che quasi sempre coincidono con l’abbandono, con la negligenza e l’indifferenza.

Senza un deciso cambio di passo, sul piano culturale, ogni iniziativa per la transizione ambientale potrebbe risultare vana.

Ecoreati: quando l’uomo sembra non avere coscienza

Eventi di questo tipo sottolineano ancor di più quanto l’uomo spesso sia sconsiderato. Oltre agli ingenti danni economici, si dovrà fare i conti anche con le conseguenze ambientali dell’accaduto.

Ciò che l’uomo non comprende è che ledere l’ambiente è come recare danno a sé stesso. In primo luogo perché l’ambiente e quindi la natura, sono la casa che ci accoglie, il mondo che viviamo.

In secondo luogo, perchè le conseguenze di questo atteggiamento torneranno indietro come un boomerang.

La grande quantità di diossine dispersa nell’aria durante l’incendio, ha sicuramente compromesso l’aria dell’ambiente circostante. Esponendo così, a gravi rischi tutta la popolazione limitrofa.

Non è la prima volta che alle porte della Capitale ci ritroviamo dinnanzi a tale gravame. Ricordiamo con rammarico anche la questione dell’Eco X, quando nel 2017 siamo intervenuti in prima linea come associazoione, per assistere i cittadini che vivevano proprio nei pressi del luogo dell’incendio.

In questo caso, fortunatamente, dopo 3 lunghi anni di battaglie legali e non, siamo riusciti ad ottenere giustizia.

Difatti, nel marzo 2020 il Tribunale di Velletri ha condannato l’imputato, Sig. Antonio Buongiovanni e le società Eco X S.r.l ed Eco X Servizi per l’ambiente S.r.l. per l’incendio divampato all’interno della struttura nel maggio 2017.

Nota a cura dell’avv. Ezio Bonanni

Per scoprire di più consulta il seguente articolo: Eco X: arriva la condanna dei responsabili dopo 3 anni.

Metropolitana di Roma tra rischio amianto ed inefficienza

Rinvenute grosse quantità di amianto nella metropolitana di Roma
foto della metropolitana

Negli ultimi tempi, con la Giunta Raggi, sono aumentati i problemi della Metropolitana di Roma. Già con il fardello di un deficit pazzesco, e con una storia di inefficienze, negli ultimi anni i disservizi sono aumentati.

Infatti, oltre al problema dell’amianto, che ha una notevole capacità cancerogena. Tant’è che solo molti i casi di dipendenti che hanno contratto malattie asbesto correlate. Per questi motivi l’ONA ha chiesto la bonifica di questi siti, comprese le carrozze e i mezzi di trazione.

Per giunta, c’è stato anche il problema della scarsa manutenzione degli anni passati, comprese le scale mobili. Nel tempo, ci sono stati decine e decine di incidenti, con risultati nefasti.

Negli ultimi tempi, sono state chiuse due fermate importantissime della metro B, direzione Ionio – Rebibbia. A distanza di quasi un anno, la riapertura di una delle due fermate non è stata ancora annunciata. Si tratta rispettivamente di Castro Pretorio e Policlinico, chiuse rispettivamente il 5 ottobre e il 29 novembre 2020.

Le cause? Grossi quantitativi di amianto rinvenuti dagli operai della Schindler durante gli interventi di revisione e sostituzione degli impianti.

Metropolitana di Roma: il rischio amianto è altissimo

Attualmente, nella capitale si contano quasi un centinaio di impianti di traslazione fermi tra scale mobili, ascensori e tappeti. Inoltre è molto probabile che con il passare dei mesi, il numero di questi impianti tenda a crescere sempre più. Forse perché il timore di trovare amianto, in tutta la rete metropolitana, durante le opere di manutenzione è enorme?

Nel 2019, la Cassazione condanna l’AtacAgenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma per non aver salvaguardato l’incolumità di un lavoratore morto a causa dell’amianto. 

Questa volta l’Atac è stata invitata a discutere con la commissione di Mobilità di Roma, in Campidoglio, l’avvio delle opere di bonifica. L’intenzione è quella di poter ripristinare nel più breve tempo possibile la linea B e mettere in sicurezza gli impianti.

Atac e Cotral: condanna del Tribunale di Roma

Nel caso della morte del sig. Vincenzo Cecchini, dovuta al tumore del polmone, l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto il riconoscimento INAIL di malattia professionale.

Il sig. Cecchini deceduto in data 22.07.2011 è stato esposto a polvere e fibre di amianto, per tutto il periodo di servizio, ovvero dal 1981 al 2011. Per questi motivi, dopo il riconoscimento INAIL, l’avv. Ezio Bonanni ha messo in mora la metropolitana di Roma.

In corso di causa, è stato dimostrato che nelle metropolitane di Roma vi era un’alta componente di materiali di amianto. Sia le carrozze che i mezzi di trazione e anche le stesse gallerie, le scale mobili etc.. avevano componenti in amianto. Già in precedenza, colleghi di lavoro del defunto erano stati assistiti dall’ONA per ottenere il riconoscimento dei benefici contributivi amianto.

In sostanza, tutti i dipendenti della metropolitana di roma e dell’ATAC, e quindi del trasporto di superfice, hanno subito esposizioni ad amianto superiori alle 100 ff/ll. Per questi motivi, sulla base dell’art. 13 comma 8 Legge 257/92, sussiste il diritto ad ottenere per ogni anno l’aumento con il coeficiente 1,5. Ciò sia per il prepensionamento che per la rivalutazione del rateo pensionistico per chi è già in pensione.

Il Tribunale di Roma ha condannato la metropolitana di Roma al risarcimento del danno, sia per il danno iure hereditario che per quello iure proprio.

Leggi i dettagli della vicenda: Metropolitana di Roma risarcimento del danno

Metropolitana di Roma: trent’anni di silenzio sulla fibre killer

Ci viene spontaneo chiederci per quanto tempo turisti e cittadini siano stati esposti al pericolo generato dalla scarsa manutenzione delle reti di trasporto, o che operai, così come tutti i fruitori delle linee pubbliche siano venuti a contatto con le sottilissime fibre killer. Chi risponderà di questa grave negligenza avuta nei confronti di migliaia e migliaia di persone transitate nei sotterranei della metropolitana di Roma?

Il dipartimento Mobilità del Campidoglio prontamente risponde che l’amianto, presente nelle piastre dei sotterranei della metropolitana, non determina rischi né per gli operai né per l’utenza. Ma ciò sembra inverosimile!

Come è stato possibile valutare lo stato di deterioramento dell’amianto se, come si evince dai fatti, in trent’anni anni, l’amianto presente nei tunnel non è mai stato sottoposto a controllo e nessuno ha mai denunciato la sua presenza agli organi competenti?

Denunciare la presenza di amianto: è obbligatorio?

Si, da un punto di vista giuridico e morale

Chiunque presenti una struttura realizzata in amianto o con sue componenti, dovrà provvedere ad inoltrare una denuncia alle autorità competenti che daranno il via alle opere di bonifica o di rimozione, ove venga espressamente richiesto. 

Come si bonifica l’amianto?

La procedura per ottenere il via libera alla bonifica di manufatti contenenti asbesto ha un iter ben preciso. Una volta denunciata la presenza agli appositi uffici competenti – l’Azienda Sanitaria Locale, un tecnico dell’ASL valuterà lo stato di conservazione dell’asbesto e determinerà i tempi con i quali si dovrà procedere con l’intervento di bonifica o rimozione.

Tre metodi per bonificare un’area contenente amianto

Il primo metodo è quello della rimozione, una pratica che riduce al minimo il rischio di tossicità poiché si agisce direttamente sulla fonte di esposizione. Tuttavia, questa pratica è rischiosa per i lavoratori che procederanno alla bonifica. Una volta effettuata la rimozione dell’amianto, segue la delicatissima fase di trasporto. Questa può essere svolta solamente da aziende e imprese autorizzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. In Italia sono ancora troppo poche le imprese autorizzate a garantire il corretto smaltimento sul territorio. Per questa ragione, lo smaltimento dell’amianto ha dei costi elevati.

Il secondo metodo è l’incapsulamento. Questa è una pratica molto più rapida ed economica rispetto alla rimozione. L’incapsulamento consiste nel coprire con del materiale penetrante tutta l’area interessata dal minerale. Questa pratica, però non è del tutto sicura e deve essere monitorata negli anni.

Il terzo ed ultimo metodo consiste nel confinamento, una pratica combinata. Il confinamento prevede prima l’isolamento dell’area contaminata, in seguito l’incapsulamento. Con questo metodo si riduce al minimo il rischio di dispersione delle fibre killer.

Amianto: la bonifica più lenta della storia italiana

Nonostante siano passati 30 anni dalla messa al bando dell’amianto, con l’entrata in vigore in Italia della legge n. 257/1992, su tutto il territorio nazionale c’è un grave ritardo con cui si sta procedendo alla bonifica di edifici e strutture. Il 31 Dicembre 2019, l’INAIL ha dichiarato che i siti bonificati in Italia erano solamente 7.740, mentre quelli parzialmente bonificati 4.261

Dati più recenti sono stati comunicati dall’Osservatorio Nazionale Amianto lo scorso 28 Aprile, in occasione della “Giornata mondiale vittime dell’amianto”. L’ente ha affermato che in Italia ci sono ancora 58 milioni di mq di coperture in cemento-amianto e oltre a 40 milioni di tonnellate di materiali che contengono l’amianto. Inoltre, l’Ona denuncia la presenza della fibra killer in almeno 2.400 scuole, 1.000 fra biblioteche ed edifici culturali e circa 250 ospedali.

Le cifre sono molto più alte se pensiamo che i dati si riferiscono ai soli siti denunciati.

Uso e abuso di amianto nei mezzi di trasporto in Italia

Le prime ad utilizzare l’amianto nella realizzazione delle metropolitane furono Londra e Parigi, a partire dai primi anni del ‘900. Qualche anno più tardi il minerale arrivò anche in Italia, dove trovò largo utilizzo nell’edilizia, nel settore dell’industria e, soprattutto, nel settore dei trasporti.

È stato utilizzato per coibentare le carrozze ferroviarie, tra cui quelle per le metropolitane. Infatti, nella metropolitana di Roma sono state utilizzate per i convogli carrozze coibentate in amianto.

In più, fino al 1993, per i mezzi di attrito sono stati utilizzati materiali di amianto e contenenti amianto. Questo anche per le scale mobili, in cui sono stati impegnati molti dipendenti per la manutenzione.

Inoltre, le stesse strutture e gli stessi impianti e le stesse coibentazioni delle gallerie, hanno componenti in amianto e alcuni casi anche lo spruzzo di sostanze contenti amianto. 

Amianto nella metropolitana di Milano: il caso in tribunale

La Lombardia è la regione italiana che più in assoluto ne ha fatto un largo uso. Infatti, la regione detiene il più alto numero di vittime di patologie asbesto correlate, primo fra tutti il mesotelioma pleurico maligno.

Pochi giorni fa, a Milano, si è svolto un processo di primo grado sull’amianto presente nella metropolitana lombarda. Il processo ha coinvolto l’ex manager della società di trasporti, Elio Gambini, indagato per la morte di sei persone. Tra questi, autisti di mezzi pubblici, operai ed elettricisti deceduti tra il 2009 al 2015.

L’imputato, che all’epoca aveva le competenze sulla sicurezza e sull’igiene nei luoghi di lavoro, secondo il P.M. Maurizio Ascione non avrebbe osservato la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e tutore legale dei familiari di alcune delle sei vittime decedute, afferma che la triste vicenda si sarebbe potuta evitare. La società di trasporti avrebbe dovuto utilizzare materiali sostitutivi o perlomeno mettere a conoscenza i propri dipendenti del potenziale rischio. A questo punto avrebbe dovuto fornire loro maschere protettive o altri presidi di prevenzione.

Il processo, approdato in Corte di Appello per il suo epilogo, è stato programmato per il prossimo 21 Ottobre.

Spettano le stesse sorti all’Atac?

La nota azienda di trasporti della capitale ha già avuto problemi con la legge in materia di amianto. Alcuni stabilimenti adibiti a deposito presentavano grossi quantitativi del minerale. Così, la Suprema Corte di Cassazione ha condannato l’azienda di trasporti al risarcimento di alcuni familiari di lavoratori esposti alla fibra killer.

Come mai, nonostante ci siano obblighi di legge, le aziende continuano ad esporre lavoratori e fruitori di servizi pubblici a potenziali pericoli?

Siamo increduli di fronte al fatto che, dopo trent’anni dalla messa al bando, ci siano ancora aziende e industrie che prendono sottogamba questa problematica.

Quante vittime ancora mieterà la superficialità con cui le aziende supervisionano o procedono con le opere di bonifica dei propri stabili?

Una vicenda simili è accaduta anche alla Co.Tra.L., l’azienda di trasporto pubblico nel Lazio. Il Tribunale Ordinario del Lavoro ha condannato, nel 2018, la società per la morte di un ex lavoratore. Ancora una volta, l’avv. Ezio Bonanni ha preso le difese della vedova che ha patito, ingiustamente, la perdita del marito.

L’avv. Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da più di 20 anni si occupa di tutelare le vittime dell’amianto, nonché vittime del dovere. Il suo team di medici e legali offre assistenza gratuita non solo a coloro che sviluppano patologie asbesto correlate, ma anche ai loro familiari.

Entrectinib: curare i tumori con chemioterapia di precisione

Entrectinib è la nuova molecola di precisione in grado di curare molti tumori
bersaglio di tiro con l'arco con frecce conficcate

Nuove speranze per la cura dei tumori con Entrectinib. È una nuova speranza per coloro che hanno ricevuto la diagnosi di neoplasia. Purtroppo, anche a causa dell’inquinamento e dell’utilizzo nella produzione e nell’agricoltura, di molecole chimiche cancerogene, il numero dei malati è in continuo aumento.

È quindi importante la frontiera della ricerca scientifica. Si tratta della prevenzione secondaria, che consiste nella diagnosi precoce e in nuovi approcci terapeutici. Per cui, oltre alla prevenzione primaria che si concretizza nell’evitare ogni forma di esposizione a cancerogeni e agenti tossico nocivi.

La prevenzione primaria è fondamentale poiché i cancerogeni sono dannosi a prescindere dalla dose e poi agiscono in sinergia e potenziamento. Una nuova frontiera è anche quella dei nuovi farmaci, in particolare le molecole di precisione e lo sono tanto di più nella fase metastatica. Per cui la molecola in questione Entrectinib è la nuova arma potentissima contro i tumori.

Entrectinib, la nuova arma contro i tumori

Entrectinib ė un farmaco a bersaglio molecolare in grado di aggredire diversi tipi di tumore. Questi sono tutti caratterizzati dalla stessa mutazione genetica e Roche, la più grande azienda biotecnologica al mondo, ha realizzato la molecola di precisione per il team di ricercatori italiani del Niguarda Cancer Center di Milano. La multinazionale svizzera, leader nel settore, è da sempre impegnata nello sviluppo di farmaci innovativi che mirano a migliorare la qualità di vita delle persone.

Le alterazioni molecolari come bersaglio

Lo scopo della molecola è “colpire” le alterazioni molecolari di alcune neoplasie. I bersagli di Entrectinib sono le alterazioni NTRK e ROS1. Queste alterazioni si ritrovano in un gran numero di malattie tumorali e determinano la malignità della patologia.

In che modo? Le mutazioni come NTRK e ROS1 suggeriscono alle cellule tumorali di replicarsi in maniera incontrollata e di invadere i tessuti circostanti, causando danni irreparabili e conseguenze gravi a livello tissutale.

Tumori che condividono le stesse alterazioni molecolari, come il sarcoma, carcinoma polmonare non a piccole cellule, tumori MASC (mammary analogue secretory carcinoma) delle ghiandole salivari, carcinoma della mammella secretorio e non secretorio.

In più, questa molecola è efficace anche per la terapia dei tumori della tiroide, carcinoma colorettale, neuroendocrino, pancreatico, ovarico, carcinoma endometriale, colangiocarcinoma, tumori gastrointestinali.

Tra gli altri, anche il neuroblastoma, i tumori del polmone e del colon. Inoltre, per il neuroblastoma e molti altri tumori solidi, hanno finalmente un nuovo standard di cura.

Un successo tutto “made in Italy”

La nuova molecola di precisione, Entrectinib, è frutto di uno studio totalmente “made in Italy”.

Nei laboratori del Nerviano Medical Sciences, al Niguarda Cancer Center, e all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si è verificata l’efficacia della nuova molecola. Lo studio ha coinvolto alcuni pazienti in stadio metastatico con diverse neoplasie, caratterizzate tutte da specifiche alterazioni genetiche.

I risultati raggiunti in questo studio, unico nel mondo, sono davvero sorprendenti se confrontati con quelli delle terapie tradizionali. Tra i risultati spiccano le alte percentuali di risposta al trattamento e l’alto tasso di miglioramento della sopravvivenza. L’esito positivo della sperimentazione e della somministrazione per uso caritatevole, fanno ben sperare.

Quindi anche i tumori in fase avanzata possono essere così trattati. In questo modo, si realizza una vera e propria rivoluzione nella terapia del cancro. Dunque, sono state tracciate le basi per una oncologia moderna.

Oncologia moderna: chemioterapia di precisione

La chemioterapia constite nella somministrazione di farmaci che hanno efficacia nella cura di neoplasie. Se l’approccio chirurgico è quello risolutivo, non di meno, quello farmacologico non deve essere trascurato.

Ci sono anche approcci come la chemioterapia intrapleurica, specialmente per quanto riguarda il tumore del polmone e il mesotelioma. In questi casi, la tecnica chirurgica adottata anche dal Prof. Marcello Migliore, consiste nella più marcata precisione dell’uso chemioterapico. In quei casi anche con una più elevata temperatura, appena dopo la resecazione della massa tumorale.

Così per le molecole di precisione, siamo alla costruzione dell’approccio personalizzato nella cura di ogni singolo tumore. Questo è importante anche per i tumori amianto, chiamati anche malattie asbesto correlate.

Entrectinib: la chemioterapia personalizzata

Le molecole di precisione sono la “pietra miliare” dell’oncologia moderna, una scienza che si sta affermando sempre più nella lotta contro i tumori. Il nuovo approccio terapeutico nient’altro è che un trattamento “personalizzato” il cui successo si traduce in un beneficio clinico maggiore e duraturo nel tempo.

L’obiettivo dell’oncologia moderna è individuare la terapia più adeguata al il singolo paziente, sfruttando le informazioni che si trovano “all’interno” di ciascun tumore. Anche se i tumori insorgono per cause diverse, essi assumono comportamenti simili. Questi comportamenti sono dettati dai geni cellulari che, in caso di mutazioni, generano comportamenti anomali nelle cellule, quali la replicazione incontrollata, capacità di invasione, etc.

In altre parole, l’oncologia moderna si basa sulla teoria che una o più mutazioni molecolari possano essere responsabili dell’evoluzione di un tumore e che queste possano essere condivise in diverse neoplasie. Le mutazioni genetiche possono essere rintracciate facilmente tramite tecnologie moderne. Queste permettono di individuare in maniera precisa e in tempi più rapidi eventuali alterazioni.

In questo modo, i pazienti eleggibili al nuovo trattamento vengono rintracciati velocemente con test diagnostici effettuati sul tessuto tumorale asportato o su un campione di sangue prelevato.

Entrectinib entra in commercio

L’immissione in commercio e la sua rimborsabilità da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), segna una svolta importante per migliaia di persone in Italia. La decisione dell’autorità nazionale si basa su tre successi incredibili. Come già annunciato, lo studio ha restituito un tasso di risposta al farmaco elevato e una durata della risposta estesa. Inoltre, un altro dato fondamentale restituito dalla sperimentazione è stata la tollerabilità al farmaco

L’entusiasmo nei laboratori di ricerca

Gli incredibili risultati raggiunti dalla sperimentazione sono stati commentati dai responsabili dei dipartimenti di ricerca. Questi ultimi si dicono davvero entusiasti di quanto raggiunto.

Filippo De Braud, Direttore dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, afferma che durante i test, il miglior risultato raggiunto è stata la riduzione della massa tumorale in oltre la metà dei pazienti con tumori solidi localmente avanzati e metastatici.

Secondo De Braud, un risultato del tutto inatteso è stato ottenuto in pazienti con metastasi cerebrali. In circa la metà dei pazienti sono state ottenute ottime percentuali di risposta. In particolare, Entrectinib ha comportato la riduzione della massa tumorale cerebrale bloccando anche i fenomeni di lesioni al cervello. Tale successo, per nulla scontato, ha suggerito che il nuovo farmaco a bersaglio molecolare è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica. 

Un importante successo, messo in luce dalla Prof.ssa Silvia Novello, ordinaria di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino, è l’alta percentuale di risposta al nuovo trattamento. Ma non è l’unica e grande notizia, afferma Novello. Dai test è emerso soprattutto l’ottimo profilo di tollerabilità del farmaco. Durante la sperimentazione sono stati registrati eventi avversi di grado lieve o moderato che hanno condizionato la sospensione del trattamento soltanto nel 6,9% dei pazienti.

Salvatore Siena, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, afferma di essere soddisfatto di quanto raggiunto dalla sperimentazione. Secondo Siena, gli ottimi risultati rappresentano una tappa fondamentale nell’ambito della medicina di precisione. In particolare, Siena sottolinea l’ottimo lavoro di squadra che ha permesso di ampliare le prospettive di cura per migliaia di pazienti oncologici.

Una chance per molti tumori

La caratterizzazione genetica dei tumori apre una nuova strada a farmaci sperimentali in grado di curare una vasta gamma di neoplasie. I recenti e brillanti risultati conseguiti nelle moderne terapie oncologiche fanno ben sperare che la scienza sia vicinissima al controllo dei tumori. Come Entrectinib, tante altre molecole in fase di sperimentazione potranno riaccendere le speranze in moltissimi pazienti oncologici e nei loro familiari. Le nuove terapie contro il cancro mostrano enormi benefici non solo nelle malattie più comuni, come ad esempio il tumore al polmone, ma anche in malattie meno diffuse come, ad esempio, il colangiocarcinoma.

I diritti dei pazienti ad un’oncologia moderna

Purtroppo, il numero dei casi di malattie tumorali è in continuo aumento. Infatti, anche lo stesso tumore del polmone, pur con minor numero di fumatori, fa registrare un aumento dei casi. Ciò è dovuto all’inquinamento, ma anche al maggior utilizzo di molecole cancerogene.

Ecco perché è fondamentale, come raccomandato dall’avv. Ezio Bonanni e dall’ONA, evitare ogni forma di esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. Tuttavia, la questione ambientale è di centrale e prioritaria importanza, anche nella programmazione economica. Così, finalmente nel nuovo PNNR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con cui gestire la transizione ecologica.

I numeri delle malattie neoplastiche in Italia

In Italia, sono circa 2 milioni e 250 mila gli italiani affetti da neoplasie (il 4% dell’intera popolazione). In gran parte donne (1 milione e 250 mila) e anziani. Quindi l’Osservatorio Nazionale Amianto ha stimato che sono circa 3,6 milioni gli italiani che sopravvivono dopo una diagnosi di tumore. Anche grazie alla chemioterapia di precisione c’è un aumento delle chanches di sopravvivenza.

Questo aumento è pari al 37% rispetto a 10 anni fa. Nel 2019, sono state censite 377.000 nuove diagnosi di tumore. Così ripartite: 195.000 fra gli uomini e circa 182.000 fra le donne. Per cui, nel periodo di vita, un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di cancro.

Nel 2020 sono stati registrati nuovi casi di tumore. La pandemia Covid-19 ha costituito uno stress micidiale per il nostro sistema sanitario Nazionale, già depauperato dai continui tagli.

Per questi motivi, con questa nuova emergenza, sono stati rallentati gli screening e in molti casi anche i trattamenti di chemioterapia e le operazioni chirurgiche. I più colpiti sono stati proprio i malati oncologici. Ecco perché l’ONA ha reiterato più volte la richiesta di una maggiore attenzione. Quindi, anche come chiarito dal nuovo premio Nobel della Fisica, Prof. Giorgio Parisi, è necessario tornare ad investire nella ricerca. Noi aggiungiamo anche nella sanità ed in particolare nella ricerca oncologica e soprattutto nel potenziamento dei reparti di oncologia clinica.

Servizio di assistenza oncologica ONA

Pertanto, alla luce della necessità di ottimizzare il sistema di terapie e cure per i pazienti oncologici, l’ONA ha implementato il servizio di assistenza. L’associazione fornisce informazioni sulla ricerca scientifica in materia di chemioterapia, tra cui quella moderna di precisione.

Ci si può rivolgere al numero verde 800 034 294. In questo modo i pazienti e i loro familiari riceveranno la dovuta assistenza medica, anche di seconda opinion. Infatti è già più che meritoria l’azione del servizio svolto dal sistema sanitario Nazionale a tutela della salute.