Gianluca Mennuti è appena stato nominato responsabile Ona per il comparto sicurezza privata. Come coordinatore Ona in Piemonte, però, svolge da tempo un lavoro di sensibilizzazione sul fenomeno amianto e sull’inquinamento in generale.
Oggi il segretario nazionale Confintesa Sicurezza Privata, torna a chiedere un intervento deciso a tutela dei cittadini e lavoratori tutti. “Quanti siti – chiede – ancora con presenza di amianto ci sono in Piemonte? Quanti interventi di bonifica sono stati fatti in Piemonte riguardo la presenza di amianto? Poche settimane Legambiente ha dato maglia nera al Piemonte riguardo l’inquinamento, come si vuole intervenire a tutela dei cittadini?”.
Inquinamento e amianto, il killer silenzioso
L’amianto è un dramma che ha travolto tanti territori nel nostro Paese e il Piemonte è stato uno di quelli più colpiti. A Casale Monferrato, dove l’azienda Eternitha fatto per decenni uso dell’asbesto causando vittime tra i lavoratori e i residenti, ma anche nella zona industriale.
L’Ona Piemonte registra nella regione 5084 casi di mesotelioma, la malattia sentinella dell’asbesto. Questo tumore, infatti, è causato per oltre il 90% dall’esposizione a questi minerali. Si tratta del 16% dei casi di tutta la Penisola. Soltanto in Veneto l’amianto ha fatto più danni, con il 21,1% dei casi. A questi, come è spiegato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, bisogna aggiungere tutte le altre malattie causate da questo materiale. Tra queste l’asbestosi e poi i tumori al polmone, alla laringe, alla faringe, all’esofago, alla trachea e alle ovaie.
L’Ona per la tutela dell’ambiente e della salute
Oltre a questa strage silenziosa, contro la quale da oltre 20 anni si batte l’Ona, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, si aggiungono anche altre forme di inquinamento. L’avvocato Bonanni spiega da sempre come è necessario tutelare l’ambiente e la salute in ogni modo e che non si possono considerare le soglie minime sotto le quali elementi cancerogeni possono non causare danni. Perché vanno considerate le esposizioni ad altri cancerogeni e ad altri inquinanti.
Il Piemonte, infatti, risulta una delle regioni più inquinate d’Italia, come ha messo più volte in luce Legambiente. La procura di Torino lo scorso anno ha avviato un’inchiesta per inquinamento ambientale a carico di vertici e amministratori a più livelli che dal 2015 hanno affrontato il problema smog in città.
L’Arpa spiegò che gli alti livelli di Pm10 e biossido di azoto a Torino “provocano 900 morti all’anno e riducono la speranza di vita dei cittadini di 22,4 mesi”.
Piemonte maglia nera per Legambiente in “Mal’Aria di Città 2021″
Non sarebbero state adottate, secondo gli accertamenti, misure sufficienti ad adeguare e contrastare i livelli di smog che ogni giorno nel capoluogo piemontese compromettono la qualità dell’aria e la salute dei cittadini. Torino è maglia nera nella classifica del rapporto Legambiente “Mal’Aria di Città 2021”.
Per questo l’Osservatorio nazionale amianto sta lavorando, anche a livello istituzionale, per sensibilizzare sull’importanza delle bonifiche dall’amianto, ma anche più in generale per la tutela del Pianeta. Le associazioni e i movimenti ambientalisti lo gridano ormai senza più voce: non c’è più tempo. Pochi anni e se non si inverte la rotta la Terra come siamo abituati a conoscerla non esisterà più.
Gianluca Mennuti comunica che presto, insieme al presidente dell’Ona, organizzerà iniziative proprio per sensibilizzare la popolazione. Richiederà interventi decisi a tutela della salute pubblica e per la rimozione totale dell’amianto.
Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha nominato responsabile nazionale dell’Osservatorio nazionale amianto, per il comparto sicurezza privata, il segretario nazionale di Confintesa, Gianluca Mennuti. “Sono onorato di questo importante incarico”, ha dichiarato il responsabile Ona.
Confintesa sicurezza privata, confederazione sindacale con sede a Torino che si rivolge ai lavoratori dipendenti di istituti di vigilanza pubblici e privati e dei servizi fiduciari, e l’Ona rafforzano così la collaborazione. L’obiettivo è una maggiore tutela dei lavoratori del comparto che svolgono servizi dove ci sono sostanze inquinanti e nocive per la salute.
Sicurezza privata, i rischi da amianto
L’amianto e gli altri cancerogeni causano infiammazioni, patologie asbesto correlate, mesotelioma e altri tumori. L’esigenza di tutela anche dei lavoratori nel comparto sicurezza nasce dalla particolare lesività delle malattie asbesto correlate, che quasi sempre hanno un esito infausto. Nel 2021, l’incidenza epidemiologica è stata pari a 2000 casi di mesotelioma. Più 4000 di tumore del polmone, asbesto correlata, e nella tragica contabilità si arriva a 7000 decessi, in modo del tutto inaccettabile.
In particolare in Piemonte sono 5.084 i casi di mesotelioma. Come risulta peraltro dal dato dell’Ona Piemonte, per il quale è stato nominato commissario Gianluca Mennuti. Questo dopo la tragica scomparsa per malattia asbesto correlata di Pasquale De Filippo, che per circa 14 anni ha mantenuto il testimone della lotta contro l’amianto dell’ONA nella regione.
Il Piemonte è martoriato dall’amianto, non solo per l’epicentro di Casale Monferrato, ma anche per tutto l’hinterland della provincia di Torino e della zona industriale e della più alta incidenza dovuta all’ubiquitario utilizzo di amianto.
Sempre in Piemonte, risulta che il 15% delle scuolecontengano ancora amianto. La Regione più avanzata nella segnalazione e nella rilevazione, sia presso le Agenzie pubbliche che presso l’App ONA (http://app.onanotiziarioamianto.it/), è proprio questa. A Torino, per esempio, ci sono 66 edifici con amianto non bonificati.
Amianto nell’università
Per questi motivi, a maggior ragione Gianluca Mennuti, proprio dalla città di Torino, è stato chiamato dall’avvocato Ezio Bonanni a intensificare l’azione dell’Ona. L’Osservatorio negli anni ha permesso anche di bonificare i residui di amianto nei siti della ex Sip, e dell’Università di Torino. Nell’ateneo, infatti, era ancora presente il pericoloso asbesto e nel 2015 una parte del Palazzo Nuovo è stato chiuso. La Asl aveva trovato polvere da cantiere ovunque, ma soprattutto, pavimenti con fibre d’amianto danneggiati – scheggiati o rotti dai lavori. Con i potenziali rischi che ne conseguono di rilascio delle fibre nell’aria.
Anche Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica, e responsabile Ona Umbria, che vive e lavora a Torino, si è detto contento di questa importante collaborazione. Subito si è attivato, come componente di entrambe le associazioni. L’obiettivo è quello di portare avanti idee e progetti validi per una maggiore tutela di tutti i lavoratori che più volte si trovano a svolgere servizi dove ci sono sostanze inquinanti e nocive per la salute.
Si amplia così la rete di associazioni e gruppi dell’Ona che ha da sempre l’obiettivo di fermare la strage da amianto in Italia.
L’Ona assiste da 20 anni le vittime dell’amianto e le loro famiglie, con un’assistenza legalee medica e lavora per la mappatura dei siti ancora contaminati, anche attraverso l’Appcreata appositamente.
I lavoratori e i cittadini possono chiedere una consulenza gratuita utilizzando lo sportello on-line, o contattando il numero verde 800 034 294.
Franco Bonamassa, coordinatore del consorzio Conei
Attenzione all’amianto e alla sicurezza sul lavoro in generale. Questo è uno dei capisaldi del modus operandi del Consorzio Conei e del suo coordinatore, Franco Bonamassa.
L’amianto e altri cancerogeni, elevato rischio per la salute
L’asbesto, infatti, utilizzato nel dopoguerra e fino alla messa al bando nel 1992, è ancora presente in tantissimi edifici e le bonifichesono in ritardo. “Spesso ci capita – ci ha spiegato Bonamassa raggiunto al telefono – di trovare amianto nelle tubature o in altre parti delle strutture. Noi siamo molto attenti in generale alla sicurezza sul lavoro, dei nostri collaboratori, dei nostri dipendenti e dei nostri consorziati. Quando accade blocchiamo il cantiere e ragioniamo su cosa fare per una maggiore sicurezza. Se i nostri clienti ci chiedono, come ci è capitato, di far finta di niente ci rifiutiamo. Però cerchiamo di far capire loro i motivi che ci spingono.
Che mondo lasceremmo ai nostri figli? Questa è l’idea che ci spinge. Vogliamo, però, anche lasciare una buona immagine dell’azienda. Se l’anno successivo, per altri lavori, dovesse venir fuori qualcosa che noi abbiamo solo ricoperto e non smaltito, faremmo una brutta figura. Infine, teniamo anche alla salute dei nostri clienti che in quella casa magari andranno ad abitare: li esporremmo ad un rischio”.
“Non è semplice – ci ha confidato – anni fa persi una commessa perché una seconda azienda propose al cliente di impacchettare materiali in amianto e gettare tutto nella spazzatura”.
“Oggi utilizziamo un’azienda partner che ha tutte le certificazioni, la Eco Agency s.r.l. – ha continuato Bonamassa – Sia con la mia azienda che con quelle dei consorziati. Avere qualcuno che sappiamo come lavora e ci supporta in questi momenti è molto importante”. C’è infatti un risparmio di tempo e denaro quando si agisce subito con una soluzione ottimale.
Sicurezza, le malattie causate dall’asbesto
L’amianto è ancora un enorme problema in Italia. Le aziende, infatti, nonostante ne conoscessero la pericolosità, hanno continuato ad utilizzarlo fino al 1992, anno in cui è stato bandito con la Legge 257.
Cosa potrebbe spingere tutte le imprese a lavorare in questo modo?
Il credito d’imposta potrebbe essere una soluzione, con un recupero in 5 anni, ma poi è necessario non costringere le aziende a desistere per la troppa burocrazia. Il finanziamento deve essere interessante, ma anche strutturato e non oggetto di speculazioni. Non devono esserci nemmeno tempi stretti che causano una corsa all’arrembaggio e scarsa qualità negli interventi”.
Tra i settori in cui i lavoratori risultano essere maggiormente esposti a rischi di diversa natura, troviamo proprio l’edilizia. Oltre ai rischi per la salute, dovuti quindi all’esposizione ad agenti chimici pericolosi, com’è appunto l’amianto, ci sono i rischi per la sicurezza. Cosa fate per ridurli al minimo e per adeguare ogni azienda del consorzio alla normativa?
“Siamo molto attenti, anche se oggi vado leggermente di meno in cantiere, se vedo qualcosa che non funziona mi fermo e se ne parla. Spesso i comportamenti sbagliati sono di persone esperte, che hanno grande esperienza e magari si sentono sicure o sono guidate dall’idea che non sia mai accaduto nulla. Però poi quella volta che l’incidente accade purtroppo è un dramma. Così cerchiamo di fare corsi, aggiornamenti, riunioni per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza”.
Questa attenzione fondamentale, ma che non si trova ovunque, da dove nasce?
“Ci siamo dati una linea etica, è una questione di mentalità, di approccio, di educazione. E anche quando cerchiamo i nostri partner cerchiamo sempre realtà che siano allineate. E’ uno stile di vita prima di tutto e un’impostazione mentale. Io dico sempre che l’azienda è lo specchio di come sia il titolare e tutto prima deve partire da noi”.
Come “nutrire” il nostro benessere? La salute vien mangiando, eppure non sempre riusciamo a trasformare gli alimenti in alleati. Bastano, però, quattro semplici consigli e il gioco è fatto.
Una delle nostre convinzioni, è che il corpo abbia bisogno di chissà quante proteine. A dire il vero, una dieta eccessivamente ricca di proteine, di alimenti acidogeni (carne e formaggio) e carente di alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura), aumenta il carico acido alimentare.
Il PRAL (potenziale di carico acido renale) può provocare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e osteoporosi.
Meglio scegliere cibi alcalinizzanti, soprattutto frutta e verdura fresche di stagione.
A dimostrarlo, uno studio condotto a Boston. Secondo i ricercatori, le diete vegetariane sono più alcaline rispetto alle diete “onnariane” e le diete vegane sono più alcaline rispetto alle diete vegetariane o lacto-ovo-vegetariane (dieta che include cibi a base vegetale, latticini e uova).
Dieta antiossidante: la frutta del benessere
Buona parte dello stress ossidativo proviene dall’ambiente esterno (inquinamento, rumore, fumo, agenti chimici, radiazioni, stress psicofisico).
Non tutti sanno che anche il nostro organismo produce scarti metabolici con effetti ossidanti.
Mangiare alimenti ricchi di antiossidanti aiuta a prevenire malattie cardiache, patologie croniche e altri problemi di salute.
La frutta è l’unico alimento che non ossida. Scopriamo quale frutta scegliere.
Mirtilli: oltre ad avere un effetto antiossidante, possono rallentare l’invecchiamento. Ciò si deve alla presenza di antociani, sostanze che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Gli antociani, infatti, aiutano a prevenire elevati livelli di lipoproteina a bassa densità (LDL), il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Riducono inoltre il rischio di malattie cardiache;
Carciofi: uno studio ha dimostrato che il consumo di carciofi fa bene alla salute di fegato e cuore. Un altro studio ha scoperto che le sostanze chimiche presenti nei carciofi hanno un effetto antiossidante sul colesterolo LDL;
Noci pecan: ricche di grassi, calorie, minerali e antiossidanti, il loro consumo aiuta a ridurre i livelli sanguigni del colesterolo LDL ossidato. Un vero rimedio per prevenire le malattie cardiache;
Fragole: sono ricche di antiossidanti, vitamine, minerali. Gli antociani presenti nelle fragole hanno poteri antiossidanti, riducono i livelli di colesterolo e possono prevenire le malattie cardiache;
Lamponi: oltre agli antiossidanti, contengono anche manganese, vitamina C e fibre. Test di laboratorio suggeriscono che gli antiossidanti presenti nei lamponi possono aiutare a distruggere le cellule tumorali del seno, del colon e dello stomaco.
Benessere: altri alimenti antiossidanti
Cioccolato fondente: ha livelli elevati di sostanze antiossidanti, che apportano benefici per la salute. Riduce il rischio di sviluppare malattie cardiache e infiammazioni, abbassa il livello di colesterolo cattivo e migliora la pressione arteriosa;
Cavolo rosso: contiene molti nutrienti, incluse vitamine A, C e K, oltre a diversi antiossidanti e antociani. Aiuta a promuovere la salute del cuore, prevenire il cancro e ridurre infiammazioni e diabete;
Fagioli: sono un’eccellente fonte di proteine e fibre. Pare che abbiano anche proprietà antitumorali;
Spinaci: contengono vitamine, minerali e antiossidanti. Hanno basso contenuto di calorie. Zeaxanthina e luteina sono due antiossidanti che apportano benefici agli occhi. Aiutano a prevenire danni da raggi ultravioletti (UV) e altre onde luminose dannose;
Barbabietole: contengono antiossidanti che possono aiutare a prevenire il cancro del colon, le infiammazioni e i problemi digestivi. Le barbabietole sono anche una fonte di fibre alimentari, ferro e potassio;
Verdure e ortaggi arancioni: contengono vitamina A e altri nutrienti. Hanno anche una notevole quantità di fitochimici che possono aiutare a prevenire le malattie cardiache e il cancro.
Fluidità del sangue
Mangiare frutta e verdure è il metodo più salutare per fluidificare il sangue.
Un flusso sanguignosano e costante aiuta la digestione e la circolazione. È importante quindi per la salute del cuore, dona energia e serve a eliminare i rifiuti che stagnano nel nostro organismo. È altresì in grado di mantenere costanti i livelli di pH acidici nel corpo.
Gli alimenti che garantiscono una buona fluidità del sangue sono:
Sedano: è ricco di vitamina K, un nutriente necessario per un flusso sanguigno sano e la coagulazione. I suoi elettroliti puliscono l’organismo dalle scorie tossiche. È inoltre un diuretico naturale;
Semi grezzi: semi di canapa, Chia, lino e zucca sono ricchi di acidi grassi omega 3, fibre e antiossidanti. Sono anche in grado di abbassare il colesterolo “cattivo” e migliorare la qualità del sangue;
Avena: aiuta a rimuovere il colesterolo dal corpo ed è anche un valido antinfiammatorio;
Agrumi: limoni, arance e pompelmi sono alimenti antinfiammatori e alcalinizzanti, nonostante siano acidi all’esterno del corpo. Ripuliscono l’organismo dalle tossine, grazie al loro contenuto di vitamina C. Sono abbastanza facili da digerire e contengono fibre solubili preziose per la salute del cuore e del sangue;
Mandorle e noci: le mandorle contengono vitamina E, utile a combattere le infiammazioni. Le noci contengono grassi omega 3;
Cetrioli piccanti, avocado e cipolla: rimuovono le tossine e forniscono acqua, potassio, vitamina C e fibra. Tutte sostanze che fanno bene al flusso sanguigno;
Asparagi: rimuovono le tossine e i rifiuti. Sono diuretici, grazie all’alto contenuto di potassio. Contengono vitamine del gruppo B, folati, vitamina C, fibre e proteine;
Peperoni dolci: sono ricchi di vitamina C, fibre, antiossidanti e idratanti che migliorano il flusso sanguigno.
Il benessere parte dall’intestino
Tutta la storia dell’alimentazione naturale, concorda sul fatto che la salute umana parte dall’intestino, “il secondo cervello”.
Difficoltà digestive, bruciore di stomaco, stipsi e altri disturbi, infatti, sono spesso causati da un tratto intestinale “sporco”.
Del resto, l’intestino è colonizzato da miliardi di cellule batteriche che contribuiscono alla sana elaborazione e digestione di tutto ciò che mangiamo. E ciò che mangiamo, decide il destino di questi batteri. Possono essere “amichevoli” o farci ammalare.
Per pulire l’intestino non dovremmo farci mancare: frutta, verdura e fibra. Di frutta e verdura abbiamo già parlato. E la fibra? A cosa serve?
Consumare fibra porta a una marcata diminuzione del rischio di tumori, obesità, diabete di tipo 2 e colesterolo cattivo. Aiuta, altresì, a rallentare l’assorbimento degli zuccheri nella dieta e, facendoci sentire sazi, contribuisce a prevenire il sovrappeso.
Dang, Q., et al. (2015). Kaempferol suppresses bladder cancer tumor growth by inhibiting cell proliferation and inducing apoptosis [Abstract]. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24700700
Eisenhauer, B., et al. (2017). Lutein and zeaxanthin-food sources, bioavailability and dietary variety in age-related macular degeneration protection [Abstract]. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28208784
Kim, S. H., et al. (2016). Treatment with kaempferol suppresses breast cancer cell growth caused by estrogen and triclosan in cellular and xenograft breast cancer models [Abstract]. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26878784
Wolfe, K. L., et al. (2008). Cellular antioxidant activity of common fruits [Abstract]
La storia della lotta all’amianto nel mondo è lunga e carica di periodi in cui il fenomeno sembrò dimenticato. A portarla avanti da oltre 20 anni è l’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. Una delle tappe fondamentali di questo difficile percorso è stata sicuramente la Vermont Astm Conference del 2011. Il viaggio e la partecipazione all’evento negli Stati Uniti fu possibile anche grazie alla collaborazione con l’avvocato Massimiliano Fabiani.
Correva l’anno 2010 e l’avvocato Bonanni era impegnato, quale relatore, ad un convegno a Ferrara sull’amianto. Grazie ad alcuni colleghi ferraresi, conosce l’avvocato Fabiani del Foro di Bologna, che si occupa di tutela del danno alla persona.
Relazione “Asbestos, the killer for humans and the environment”
Tra i due professionisti nasce, fin da subito, un naturale feeling. Questo induce Bonanni a chiedere a Fabiani di recarsi con lui al Congresso sull’amianto organizzato dalla “The Astm Johnson Conference 2011”. Si tiene presso l’University of Vermont Burlington, (VT), negli Stati Uniti D’America. Fabiani accetta di fornire il supporto tecnico logistico alla relazione che egli terrà nel successivo luglio 2011. Il titolo sarà: “Asbestos, the killer for humans and the environment”.
Vermont University
Entrambi i professionisti partono insieme, con le loro famiglie, dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo uno scalo a New York, atterrano al piccolo International Airport di Burlington nel Vermont. Stato definito “Green Mountain State”. Posati i bagagli, si recano presso la Burlington University per vedere l’aula magna (The Billings Library) dove si terrà la conferenza.
I giorni successivi le famiglie sono piacevolmente impegnate a scoprire le bellezze della zona, a partire dal centro, con le caratteristiche Main e Church Street. Fanno shopping e lunghe passeggiate sulle rive del Lago Burlington. Gli avvocati Bonanni e Fabiani, invece, lavorano incessantemente in hotel. Mettono a punto la relazione che Bonanni esporrà poi davanti ad oltre 120 partecipanti da tutto il mondo.
Il giorno prima dell’evento si recano presso la Middlebury University per un’ultima revisione da parte di un assistente italiano. Un anziano tassista di nome Nicholas che fa da Cicerone del luogo, garantisce gli spostamenti con il suo van e resterà nel cuore del gruppo.
Nicholas, provvidenziale Cicerone del gruppo
La relazione dell’avvocato Bonanni ha notevole successo per il tema trattato e permette all’avvocato Fabiani di prendere contatti con i principali esponenti delle Epa – Environmental Protection Agency, divenendo in quella sede il referente Ona per i rapporti dell’Osservatorio con gli Stati Uniti.
“Zero risk” e “zero tolerance”
Un anno prima della partecipazione all’Astm Conference del 2011, l’Osservatorio Nazionale Amianto, successivamente all’intervento del presidente presso la Camera dei Deputati con un dossier alla Commissione Lavoro, aveva promosso la proposta di legge n. 3426 del 26.04.2010, sul “rischio zero” rispetto a tutti gli agenti patogeni.
La scelta del principio “zero risk”, mutuata dallo “zero tolerance” di Rudolph Giuliani, pensata dall’avvocato Bonanni avrebbe permesso allo Stato un enorme risparmio, anche economico per il futuro. Si consideri che per il solo caso Eternit, dal 1998 al 2006, l’Inail erogò 152.000.000 di indennizzi alle vittime.
La relazione “Asbestos, the killer for humans and the environment?” sottolineò come i costi più rilevanti fossero a carico degli imprenditori. Questi, oltre a pagare maggiori premi assicurativi, sono ancora oggi chiamati a rispondere delle spese di bonifica e sono coinvolti in giudizi civili e penali, che riguardano anche i dirigenti e i responsabili della sicurezza. Il tutto con enormi, reciproci, costi, anche per le azioni di rivalsa degli enti assicurativi, oltre che per i risarcimenti.
L’incontro a NY con i professionisti dello studio Levy Konisberg
Nell’occasione i due professionisti entrano in contatto con l’avvocato Audrey Perlman Raphael e il suo staff del prestigioso studio Levy Konigsberg di New York. Dopo un primo incontro sulla Church street, la settimana successiva Bonanni e Fabiani si recano presso lo studio Levy Konisberg per un meeting con i legali newyorkesi. Qui siglano un patto di reciproca collaborazione Italia – Usa sul tema dell’amianto e delle patologie che ne derivano.
L’amicizia e collaborazione con il professor Ronald Gordon
E’ in tale occasione che l’avvocato Bonanni incontra anche il professor Ronald Gordon, eminente ematologo del Mount Sinai. Inizia così una collaborazione e uno scambio di sinergie e informazioni vitali sulla pericolosità della dispersione delle fibre.
Da sinistra gli avvocati Ezio Bonanni, Massimiliano Fabiani e il professor Ronald Gordon
Il rapporto tra l’avvocato Bonanni e l’avvocato Fabiani si intensifica ulteriormente, venendo investito quest’ultimo di patrocinare le posizioni incardinate presso i distretti delle Corti di Appello del Nord Italia.
Quattro anni dopo il nuovo congresso alla Vermont University
Nel 2014, i due avvocati partecipano nuovamente al congresso sull’amianto organizzato dalla “The Astm Johnson Conference 2014”, sempre presso l’University of Vermont Burlington, (VT), Stati Uniti D’America, con una seconda relazione dell’avvocato Ezio Bonanni, dal titolo “Asbestos, a killer to defeat”.
Il professor Gordon, con la moglie Anne Marie, raggiunge il Vermont: anche lui interverrà al congresso. Le famiglie dei tre professionisti si ritrovano ogni sera insieme, terminati i lavori, e cenano solitamente in un rinomato ristorante italiano da generazioni, la “Trattoria Delia”. Anne Marie accompagna il marito e i due professionisti al Congresso ogni giorno, divenendo una antesignana “Uber”.
Anne Marie
Seconda conferenza internazionale presso la Camera dei Deputati
Nel marzo 2014 l’Ona organizza presso la Camera dei Deputati – Auletta dei Gruppi Parlamentari – la Seconda Conferenza Internazionale, dal titolo ”Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”. L’evento è presieduto dall’avvocato Bonanni e il professor Gordon e l’avvocato Fabiani partecipano in qualità di relatori.
L’esperienza statunitense ha permesso di intensificare i rapporti dell’Ona con altri paesi del mondo, in particolare con gli Stati Uniti. Il fine è quello di scambiare esperienze e professionalità al servizio di questa lunga e duratura battaglia. Dopo due anni di lavoro, nell’ottobre 2014 gli avvocati Bonanni e Fabiani pubblicano per conto dell’allora Giuffrè editore (oggi Editions Francis Lefebvre), l’importante monografia “Il danno da amianto”.
Amianto nel mondo, differenze tra i due Paesi
Dal confronto con gli USA è emerso che in Italia, a seguito della Legge del ’92, non si rimuove l’amianto che si trova negli edifici. Le ditte utilizzano a volte soluzioni alternative, tra le quali impacchettamento, verniciatura, isolamento. Negli USA, invece, per la mancanza del Servizio sanitario nazionale, ogni possibile forma di rischio viene eliminata alla radice. Questo permette di evitare più alti costi sociali per la sanità.
Altro elemento fondamentale è stato lo scambio di conoscenza e apprendimento dei metodi delle EPA americane. Si tratta delle agenzie di protezione dell’ambiente e del territorio, dislocate in ogni stato con sede principale a Washington. Si muovono in tutti gli Stati per accertare l’eventuale presenza di amianto e sostanze tossiche in corsi d’acqua, nell’aria e nel terreno.
Dispongono di notevoli mezzi e apparecchiature in grado di fornire una completa diagnosi anche sul posto in molti casi. In Italia questo compito, all’epoca era demandato all’ISPESL oggi INAIL, che svolgeva un’attività minima e incompleta per carenza di mezzi e non specifica preparazione del personale.
Amianto nel mondo, l’Ona continua la sua missione
A distanza di 10 anni l’Italia è indietro in materia di bonifiche dell’amianto e di mappatura. L’Ona ha creato nel frattempo una App per le segnalazioni e sta contribuendo a realizzare una mappa dei siti contaminati. C’è però necessità di una volontà politica che purtroppo non si intravede neanche nel Pnrr. Qui la questione delle bonifiche è citata una sola volta in relazione ad un settore troppo specifico.
L’amianto ha causato nel 2021 oltre 7mila morti e, secondo le stime Ona cresceranno nei prossimi anni, perché per la latenza della malattia il picco è previsto tra il 2015 e il 2030. I dati sui casi di mesotelioma sono disponibili sul VII Rapporto ReNaM dell’Inail. L’avvocato Ezio Bonanni ha delineato il fenomeno aggiornato nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia- Ed.2022“.
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