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lunedì, Ottobre 3, 2022

Sicurezza privata, Mennuti nuovo responsabile nazionale Ona

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Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha nominato responsabile nazionale dell’Osservatorio nazionale amianto, per il comparto sicurezza privata, il segretario nazionale di Confintesa, Gianluca Mennuti. “Sono onorato di questo importante incarico”, ha dichiarato il responsabile Ona.

Confintesa sicurezza privata, confederazione sindacale con sede a Torino che si rivolge ai lavoratori dipendenti di istituti di vigilanza pubblici e privati e dei servizi fiduciari, e l’Ona rafforzano così la collaborazione. L’obiettivo è una maggiore tutela dei lavoratori del comparto che svolgono servizi dove ci sono sostanze inquinanti e nocive per la salute.

Sicurezza privata, i rischi da amianto

L’amianto e gli altri cancerogeni causano infiammazioni, patologie asbesto correlate, mesotelioma e altri tumori. L’esigenza di tutela anche dei lavoratori nel comparto sicurezza nasce dalla particolare lesività delle malattie asbesto correlate, che quasi sempre hanno un esito infausto. Nel 2021, l’incidenza epidemiologica è stata pari a 2000 casi di mesotelioma. Più 4000 di tumore del polmone, asbesto correlata, e nella tragica contabilità si arriva a 7000 decessi, in modo del tutto inaccettabile.

Il presidente dell’Ona ha descritto il fenomeno con attenzione e con tutti i dati a supporto nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. I dati relativi ai casi di mesotelioma, invece, malattia sentinella della presenza di asbesto, sono nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

In Piemonte 5084 casi di mesotelioma

In particolare in Piemonte sono 5.084 i casi di mesotelioma. Come risulta peraltro dal dato dell’Ona Piemonte, per il quale è stato nominato commissario Gianluca Mennuti. Questo dopo la tragica scomparsa per malattia asbesto correlata di Pasquale De Filippo, che per circa 14 anni ha mantenuto il testimone della lotta contro l’amianto dell’ONA nella regione.

Il Piemonte è martoriato dall’amianto, non solo per l’epicentro di Casale Monferrato, ma anche per tutto l’hinterland della provincia di Torino e della zona industriale e della più alta incidenza dovuta all’ubiquitario utilizzo di amianto.

Sempre in Piemonte, risulta che il 15% delle scuole contengano ancora amianto. La Regione più avanzata nella segnalazione e nella rilevazione, sia presso le Agenzie pubbliche che presso l’App ONA (http://app.onanotiziarioamianto.it/), è proprio questa. A Torino, per esempio, ci sono 66 edifici con amianto non bonificati.

Amianto nell’università

Per questi motivi, a maggior ragione Gianluca Mennuti, proprio dalla città di Torino, è stato chiamato dall’avvocato Ezio Bonanni a intensificare l’azione dell’Ona. L’Osservatorio negli anni ha permesso anche di bonificare i residui di amianto nei siti della ex Sip, e dell’Università di Torino. Nell’ateneo, infatti, era ancora presente il pericoloso asbesto e nel 2015 una parte del Palazzo Nuovo è stato chiuso. La Asl aveva trovato polvere da cantiere ovunque, ma soprattutto, pavimenti con fibre d’amianto danneggiati – scheggiati o rotti dai lavori. Con i potenziali rischi che ne conseguono di rilascio delle fibre nell’aria.

Anche Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica, e responsabile Ona Umbria, che vive e lavora a Torino, si è detto contento di questa importante collaborazione. Subito si è attivato, come componente di entrambe le associazioni. L’obiettivo è quello di portare avanti idee e progetti validi per una maggiore tutela di tutti i lavoratori che più volte si trovano a svolgere servizi dove ci sono sostanze inquinanti e nocive per la salute.

Si amplia così la rete di associazioni e gruppi dell’Ona che ha da sempre l’obiettivo di fermare la strage da amianto in Italia.

L’Ona assiste da 20 anni le vittime dell’amianto e le loro famiglie, con un’assistenza legale e medica e lavora per la mappatura dei siti ancora contaminati, anche attraverso l’App creata appositamente.

I lavoratori e i cittadini possono chiedere una consulenza gratuita utilizzando lo sportello on-line, o contattando il numero verde 800 034 294.

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