26.9 C
Rome
lunedì, Agosto 10, 2026
Home Blog Page 308

Sonno e cancro al seno: ci si ammala quando riposiamo?

cancro al seno
donna dorme di lato

Durante il sonno le cellule tumorali del cancro al seno si diffondono più velocemente nel flusso sanguigno 

Cancro al seno:dormire può farci ammalare?

Sonno ristoratore? Un nuovo studio, pubblicato il 22 giugno su Nature, ha evidenziato che durante il sonno, le cellule del cancro al seno hanno maggiori probabilità di diffondersi nel sangue.

Lo riferisce un gruppo di ricerca guidato dalla biologa cellulare Zoi Diamantopoulou del Politecnico di Zurigo.

Si tratta sicuramente di una scoperta scioccante, anche perché il cancro è più letale quando le cellule di un tumore (chiamate cellule tumorali circolanti o CTC), vanno in circolo nel flusso sanguigno.

Durante questa fase si avvia infatti il processo di metastatizzazione.  

Ovviamente, questo non significa che bisogna evitare il sonno. 

Dormire bene è fondamentale per la salute.

La scoperta dà tuttavia ai medici una migliore comprensione di come tracciare le cellule letali.

Cicli circadiani e cancro: ricerche passate…

La comunità di ricerca ha discusso per decenni di come il ritmo circadiano del corpo influenzi il cancro

L’orologio circadiano di una persona, influenza molti processi nel corpo, tra cui il metabolismo e il sonno.

Nel 2007, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (AIRC) aveva elencato il ritmo circadiano interrotto come un “probabile” cancerogeno.

Uno studio pubblicato qualche anno fa sulla rivista PlosGenetics, aveva evidenziato che la diffusione del tumore, dipenderebbe dalla variazioni del gene Arntl2, coinvolto appunto nei ritmi circadiani. 

Cancro al seno, la nuova ricerca 

Oggi, il nuovo studio dimostra che «i tumori si svegliano quando i pazienti dormono», afferma il coautore Nicola Aceto, biologo del cancro al Politecnico Federale Svizzero di Zurigo. È un “passo avanti” nella comprensione delle metastasi, dice. «E i passi avanti sono una buona cosa per i pazienti a lungo termine». 

Nel processo di diffusione, le cellule si separano dal tumore primario, entrano nel flusso sanguigno e formano metastasi in altre zone del corpo. Finora si pensava che queste cellule tumorali circolanti (CTC) si formassero costantemente o che nascessero come reazione a stimoli meccanici quali gli interventi chirurgici.

 «Queste cellule tumorali si svegliano quando le persone dormono»- afferma il biologo del cancro Chi Van Dang, Direttore scientifico del Ludwig Institute for Cancer Research di New York.

«I medici misurano i livelli di CTC nel sangue – un tipo di biopsia liquida – per capire come il cancro progredisce». «Di conseguenza»– continua Chi Van Dang  «lo studio ci fa comprendere che l’ora del giorno in cui si preleva un campione di sangue può dare informazioni fuorvianti».

Metastasi durante il sonno. Cosa accade nel nostro organismo?

Aceto e i suoi colleghi hanno inizialmente notato che i livelli di CTC nei topi malati di cancro, variavano a seconda dell’ora del giorno in cui veniva prelevato il loro sangue. 

Il team ha pertanto iniziato ad analizzare il sangue di trenta donne (ricoverate in ospedale per cancro al seno), alle quattro del mattino e alle dieci.

Qui, la sensazionale scoperta!

Quasi l’80% delle CTC presenti nei campioni di sangue, si manifestava nella porzione raccolta alle quattro del mattino, quando i pazienti stavano ancora riposando. 

Per inciso: un semplice esame del sangue rileva otto diversi tipi di cancro!

All’inizio, «sono rimasto sorpreso perché il dogma è che i tumori inviano cellule circolanti tutto il tempo», ha dischiarato Aceto. «Ma i dati erano molto chiari. Quindi, dopo lo stupore iniziale, abbiamo iniziato ad essere molto eccitati».

Le prime conferme dopo i test sui topi

Per avere ulteriori conferme, i ricercatori hanno innestato cellule di cancro al seno ai topi. Poi hanno testato i livelli di CTC degli animali, sia durante il giorno sia nella notte. 

Diversamente dagli esseri umani, i topi hanno un ritmo circadiano invertito: sono più attivi di notte e riposano durante il giorno. 

Le analisi hanno evidenziato che i livelli di CTC degli animali raggiungevano il picco durante il giorno, quando dormivano. Addirittura una concentrazione fino a 88 volte superiore al basale.

Inoltre, quando i ricercatori hanno tenuto gli animali svegli più a lungo, hanno osservato la formazione di un numero significativamente inferiore di cellule tumorali circolanti durante il giorno.

La somministrazione di melatonina, invece, è risultata associata a un maggior numero di cellule tumorali nel sangue. Questo ormone regola il ciclo sonno-veglia e ha un effetto di induzione del sonno. Nei topi geneticamente modificati, senza un ritmo circadiano funzionante, le CTC si sono invece formate indipendentemente dal periodo di riposo.

«Capire come funziona questo processo potrebbe un giorno portare a migliori trattamenti contro il cancro», ha spiegato Van Dang, «ma sono ancora necessari ulteriori studi, per districare la complicata rete che collega ritmi circadiani e tumori».

Cancro al seno: il sonno non è un nemico

Nonostante la scoperta, gli studiosi precisano che dormire è importante.

«I risultati indicano semplicemente che queste cellule preferiscono una fase specifica del ciclo di 24 ore per andare nel flusso sanguigno».

Sostanzialmente, lo studio dimostra come la biologia delle cellule tumorali vari nell’arco delle 24 ore. Questa “relazione circadiana” potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui i medici diagnosticano e trattano il cancro. Per esempio, per evitare che i risultati degli esami del sangue siano falsati, il personale medico potrebbe prelevare i campioni a orari fissi. Inoltre, si dovrebbero scegliere terapie che abbiano il massimo effetto durante il sonno. In seguito, si valuterà se le correlazioni si applicano anche ad altri tipi di cancro. 

Fonti

Doi: https://doi.org/10.1038/d41586-022-01724-w

Referenze

Diamantopoulou, Z. et al. Natura https://doi.org/10.1038/s41586-022-04875-y (2022).

Google Scholar

Erren, T. C. et al. Dtsch. Arztebl. Int. 107, 657-662 (2010).

PubMed

Cappuccio, F. P. et al. Sleep 33, 585-92 (2010).

Lawther, A. J. et al. Cervello Behav. Immun. Salute 21, 100428 (2022).

Operaio morto per amianto, Enel condannata a risarcire eredi

operaio
Rolando Cerri con la moglie Giovanna Magrini

Il Tribunale di Firenze, quale Giudice del Lavoro, ha condannato l’Enel al risarcimento di oltre 1 milione di euro ai familiari di Rolando Cerri, operaio vittima dell’amianto.

I tre congiunti, la moglie e i due figli di Rolando, morto nel 2016 all’età di 77 anni, si erano rivolti all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto. Insieme hanno portato avanti una difficile battaglia per veder finalmente riconosciuti i propri diritti.

L’Enel, infatti, ha sempre negato, anche durante il processo, l’esposizione all’amianto di Cerri. Ma anche l’esistenza del nesso di causalità tra il mesotelioma che non gli ha dato scampo e l’ambiente di lavoro. Infine, la violazione degli obblighi relativi alla sicurezza sul lavoro.

La famiglia Cerri

Il mesotelioma nel settore energia elettrica

La questione del rischio amianto nel settore di produzione e distribuzione di energia elettrica risulta anche dal VII Rapporto ReNaM, un elevato numero di casi di mesotelioma. Infatti, sono 367 i casi di questo tumore nel comparto della produzione dell’energia elettrica (v. tabella 20: produzione di energia elettrica e gas).

Il mesotelioma è solo una delle gravi malattie causate dall’asbesto. Tra le altre ci sono l’asbestosi, il tumore del polmone, laringe, faringe e degli organi del tratto gastro-intestinale. L’avvocato Bonanni lo ha ben spiegato nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Sulla base di un’accurata indagine investigativa, l’avvocato Bonanni è riuscito a dimostrare che l’operaio Rolando Cerri è stato esposto ad amianto, nel periodo di lavoro dal 1966 al 1986. Era manutentore elettrico per le centrali riunite Marzocco, a Livorno. In particolare nel reparto elettrico nello stesso capannone nel quale c’erano le turbine coibentate con amianto.

I testimoni hanno dichiarato anche che il materiale tendeva a sbriciolarsi e che nessuno dei lavoratori indossava mascherine protettive. Ma anche che non esisteva un impianto di aereazione né aspiratori.

Cerri si occupava anche della manutenzione periodica della parte elettrica delle turbine venendo quindi a contatto diretto con l’amianto.

Operaio morto, l’onere della prova spetta al datore di lavoro

Secondo la normativa vigente spetta al datore di lavoro l’onere della prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno con l’adozione delle cautele necessarie. Secondo i giudici, però, l’Enel non ha dimostrato di aver posto in essere tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno.  

La Corte ha spiegato anche che si ritiene “dimostrata la sussistenza di un nesso causale tra le condotte omissive della convenuta (Enel, ndr), e la patologia che ha causato il decesso di Rolando Cerri”.

Operaio morto, la condanna al maxi risarcimento

Per questo ha condannato la società a corrispondere ai familiari per il risarcimento del danno non patrimoniale 99.325 euro, e poi ancora alla moglie Giovanna 385.000 euro, a Bernardo Cerri 220mila euro e al fratello Simone 200mila euro.

Alla somma decisa dalla Corte, per la precisione 904.325 euro, vanno aggiunti gli interessi legali dalla data del decesso. L’Enel dovrà pagare anche le spese di lite e quelle del consulente tecnico d’ufficio. Vittoria piena per l’avvocato Bonanni e per l’Ona, che da anni sono al fianco delle vittime dell’amianto.

Vittime che non solo patiscono la malattia e in tanti casi, purtroppo, la morte di un loro congiunto, ma che sono poi lasciate sole e dimenticate. La legge prevede invece per loro un giusto risarcimento per le pene sofferte, anche se per ottenerlo sono ancora necessari lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari.

“C’è da chiedersi le ragioni per le quali l’Enel si ostini a non risarcire il danno in caso di morti di amianto – ha aggiunto Bonanni – tanto più quelli di mesotelioma, per cui è stato istituito lo sportello di assistenza.

Il risarcimento non potrà mai cancellare il dolore di questa famiglia, spezzata dall’amianto e da chi non ha considerato il rischio di questo minerale estremamente pericoloso per la salute. Dopo la diagnosi del mesotelioma, Rolando Cerri, è stato consumato dalla malattia. Ha sofferto tanto e con lui la moglie e i suoi figli. Insieme hanno deciso di lasciare testimonianza del loro calvario con una foto di Rolando ormai vinto dal mesotelioma. “Una foto forte – hanno commentato – ma che fa capire quanto l’amianto sia dannoso”.

La tutela dell’Osservatorio nazionale amianto

Tutti coloro che hanno la necessità di assistenza medica e assistenza legale si possono rivolgere all’Ona. La consulenza gratuita può essere richiesta attraverso lo strumento dello sportello amianto on line, o telefonando al numero verde 800 034 294.

In questo modo l’ONA assicura la più ampia tutela in chiave preventiva e di terapia e cura per le vittime (prevenzione secondaria), e di tutela legale gratuita (prevenzione terziaria).

Sotto il profilo della prevenzione primaria deve essere richiamata, invece, la App Amianto, a fronte della quale è possibile segnalare i siti con amianto e contenenti amianto. Questo strumento è fondamentale, anche con riferimento alla prevenzione del rischio, poiché la segnalazione dei siti contaminati evita il rischio esposizione.

Caldo record: bollino rosso per 19 città italiane

caldo
termometro che tocca quasi i 40 gradi

Il caldo intenso, e quanto meno anomalo per fine giugno, che sta opprimendo la Penisola, continuerà imperterrito nei prossimi giorni. Anzi, le temperature si alzeranno ancora con picchi di 45 gradi soprattutto al sud.

La bolla rovente è stata denominata, di nuovo, Caronte. Arriva dall’Africa ed è semplice capirlo dallo scirocco che in strada sembra farci precipitare negli inferi.

Il Ministero della Salute ha aggiornato il bollettino per i prossimi giorni relativo all’ondata di caldo e ha elencato le città con bollino rosso. Si tratta del massimo livello di allerta, pericoloso anche per la salute delle persone, soprattutto anziani e bambini.

Caldo, le città da bollino rosso

Martedì 28 giugno, saranno 12 città le città da bollino rosso. Sono Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti e Roma. Mercoledì 29 giugno saranno, invece 19, con l’aggiunta di Ancona, Bari, Bologna, Catania, Messina, Pescara e Viterbo.

Questo grande caldo, che si protrae per più giorni, associato a tassi elevati di umidità e ad assenza di ventilazione può rendere pericoloso uscire nelle ore centrali della giornata.

Caldo, i consigli per i più fragili

I consigli per i più fragili, da tenere presente in particolar modo per i bambini, sono quelli di non uscire se non strettamente necessario e nella prima mattinata o nel tardo pomeriggio. E’ importante bere almeno due litri di acqua al giorno, salvo diverso parere del medico, di moderare l’assunzione di bevande gassate e zuccherate, ricche di calorie. Evitare gli alcolici e l’assunzione di bevande che contengono caffeina (caffè, tè nero etc.).

Come mantenere fresca la casa

Per evitare che la casa si surriscaldi è possibile chiudere finestre e vetrate esposte a sud-sud ovest con tende e oscuranti esterni regolabili (persiane, veneziane), per non far entrare il sole. Chiudere le finestre nelle ore più calde della giornata per evitare il riscaldamento delle stanze e lasciarle aperte durante la notte e nelle prime ore del mattino. Limitare l’uso del forno e di altri elettrodomestici che producono calore.

Il condizionatore e i ventilatori: da usare con moderazione

Il climatizzatore va utilizzato regolando il termostato in modo tale che la temperatura sia di 24-26 gradi. Nelle aree caratterizzate principalmente da un elevato tasso di umidità, senza valori particolarmente elevati di temperatura, può essere sufficiente l’uso del deumidificatore.

Se si usano ventilatori questi non vanno indirizzati direttamente sulle persone, ma regolati in modo da far circolare l’aria in tutto l’ambiente. Se la temperatura dell’ambiente è superiore a 32 gradi i ventilatori sono più dannosi che utili.

È importante anche evitare di passare all’improvviso dal caldo al freddo e viceversa. Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea, evitando però bruschi sbalzi di temperatura, che possono provocare ipotermia soprattutto in bambini e anziani. Assicurarsi che le persone malate e/o costrette a letto non siano troppo coperte. È poi sempre bene mangiare frutta e verdura e preferire cibi freschi e poco conditi.

Creme solari e doposole: meglio prodotti naturali e bio

crema solare
donna che salta sul bagnosciuga

Creme solari e doposole possono contenere ingredienti nocivi

Creme solari, non sono tutte uguali.

Il sole è fonte di vitamina D e biofotoni. Stimola la conversione del triptofano in serotonina favorendo il buonumore, il benessere e la produzione di melatonina (potente anticancro).

L’esposizione esagerata ai raggi del sole può tuttavia provocare seri danni alla pelle.

Occorre pertanto proteggersi, utilizzando delle creme solari adeguate.

Nonostante il mercato sia saturo di prodotti, diversi studi (soprattutto uno studio Americano recente (2019), hanno dimostrato che molti brand contengono ingredienti tossici.

Meglio optare per una crema solare naturale e biologica. Quali criteri adottare nella scelta?

Il primo passo da compiere è un’attenta lettura dell’INCI (la lista degli ingredienti). Già da qui inizierà la nostra selezione.

Perché alcune creme solari sono nocive?

A seguire, alcuni fattori che possono trasformare la nostra crema solare in un potenziale “nemico” per la pelle e non solo.

  • 1) Il 70% delle creme solari contiene ingredienti che possono squilibrare i nostri ormoni e danneggiare il sistema endocrino. Da evitare i seguenti principi attivi: OxybenzoneOctinoxate, Homosalate, Padimate-O, 4-Methylbenzylidene camphor;

2) Altri composti tossici possono causare il cancro: Esulizole, Octocrylene, Retynil Palmitate;

3) Le creme solari vengono assorbite dalla pelle dopo circa due ore. Una volta entrare nel flusso sanguigno, possono danneggiare gli organi e accumularsi nei tessuti. Inoltre, poiché i produttori consigliano di applicare la crema ogni trenta minuti circa, va dà sé che si rischia di raddoppiare la carica tossica. A dimostrato alcuni test delle urine;

4) Attenzione alle creme solari spray: l’inalazione di alcune sostanze può portare a tossicità polmonare e infiammazione delle vie respiratorie. In alcuni casi possono essere addirittura cancerogene;

5) Siliconi: queste sostanze chimiche conferiscono un effetto liscio alla pelle. Tuttavia possono danneggiare la cute, provocare il cancro e altri effetti mutageni. Gli ingredienti “out” sono Ciclomethicone Dimethicone Dimethiconolo e tanti altri componenti che finiscono in one.

Insidie nascoste in alcune creme solari “naturali” 

Pensare “fideisticamente” che tutti i prodotti naturali e biologici siano sicuri, potrebbe essere fuorviante. 

Molti di essi contengono degli ingredienti, non proprio “naturali”, il cui effetto sulla salute non è ancora con certezza determinato. Anche in questo caso occorre prestare attenzione alla lista dei componenti. 

Occhio al diossido di titanio: va usato alle giuste concentrazioni 

Il Titanium dioxide (TiO2), cioè il diossido di titanio, un filtro fisico UV usato per schermare i raggi solari, può essere dannoso.

1) Il CSSC (Comitato scientifico della sicurezza dei consumatori) ha stabilito che la soglia di sicurezza non deve superare una concentrazione superiore al 25%. Sopratutto andrebbero evitati i prodotti spray che lo contengono; 

2) Alcuni studi hanno evidenziato che il diossido di titanio, penetrando all’interno del corpo umano, potrebbero causare: cancro, danni al DNA e alle cellule degli spermatozoi (che possono condurre alla sterilità);

3) Le sue nanoparticelle possono agire come “fotolocalizzatori”. Provocano l’ossidazione di alcune molecole e la comparsa di radicali liberi pericolosi per l’organismo. 

Cosa dice il Regolamento Europeo

Il Regolamento Europeo, ha stabilito l’obbligo di indicare in etichetta (nella lista degli ingredienti), la presenza di nanomateriali: il nome della sostanza deve essere seguito dalla dicitura “nano” fra parentesi. Quindi l’etichetta della crema solare dovrebbe riportare: titanium dioxide (NANO).

Per rendere innocuo il diossido di titanio, esso andrebbe rivestito con allumina, stearati e/o siliconi. Purtroppo questa caratteristica non sempre viene indicata sull’etichetta.

Ad usare questa accortezza sono solo alcune aziende produttrici di creme solari naturali.

Esse lo usano in forma di microparticelle e lo microincapsulano in particelle di acidi grassi. Cosa che lo rende fotostabile e non pericoloso.

Filtri chimici o filtri fisici. Di cosa parliamo? 

I filtri chimici o filtri organici sono sostanze di sintesi in grado di catturare l’energia delle radiazioni UV.

Evitano che queste raggiungano e danneggino le cellule dell’epidermide e del derma. Assorbono in modo selettivo le radiazioni UVA e UVB, agendo su lunghezze d’onda diverse. 

Studi scientifici mostrano che i filtri chimici possono dare irritazioni, fototossicità, sensibilizzazioni e danneggiare il sistema endocrino.

In aggiunta, sono inquinanti per pesci, molluschi, alghe e coralli. Pare che possano generare delle modificazioni genetiche che alterano i comportamenti neurologici e riproduttivi di diverse specie.

Meglio i filtri fisici?

I filtri fisici (come il diossido di titanio), anche detti inorganici, hanno proprietà schermanti. Si tratta di sostanze che, grazie alla loro opacità, ci proteggono dalle radiazioni UV. In pratica sono come degli specchi e ci difendono dalle radiazioni dannose tramite un meccanismo di riflessione/diffusione.

Questi, oltre a essere meno nocivi dei primi, sono anche più “ecocompatibili”. Non danneggiano la barriera corallina o l’ecosistema marino in generale perché le concentrazioni residue hanno un valore molto più basso rispetto a quello dannoso per l’ambiente acquatico (fonte blog.lasaponaria.it)

Quali creme solari scegliere?

Il criterio da adottare nella scelta delle creme solari, dovrebbe tenere conto della presenza di filtri fisici in forma non NANO, con ingredienti biologici e dermocompatibili

Cosa controllare? Pollice verso

  • Un buon solare dovrebbe essere nichel free, dermatologicamente testato (non su animali), formulato in maniera sana e rispettosa della pelle e dell’ambiente;
  • Non dovrebbe contenere coloranti, filtri chimici, profumi e solventi sintetici. Nessuna materia prima  ionicamente irradiata, contenente organismi geneticamente modificati o ingredienti sotto forma di nano particelle. 

Pollice su

  • Oli biologici di cocco, argan, jojoba, mela cotogna, burro di karite, aloe, olio di mandorle dolci, lino e girasole, emollienti e nutrienti;
  • Vitamina E e Gamma Orizanolo (addolcenti ed antiossidanti), estratto di carota (naturalmente abbronzante) e filtri minerali naturali per proteggerla dai raggi UVA e UVB;
  • Alga Rossa (Gelidium Sesquipedale) ha proprietà: anti-ossidanti, previene i danni cutanei dovuti all’esposizione ai raggi UV e neutralizza efficacemente i radicali liberi;
  • Prodotti ipoallergenici, adatti ai bambini e a tutti i tipi di pelle.

Miti o falsi miti

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che  l’applicazione della crema solare, bloccando i raggi UV-B, ostacola la produzione di vitamina D. 

Uno studio più recente ha tuttavia dimostrato che proteggere la pelle con la crema solare SPF15, garantisce la produzione vitamina D e aumenta i livelli sierici di 25(OH) vitamina D. 

L’importanza del doposole 

La nostra pelle andrebbe protetta, non solo durante l’esposizione al sole ma anche dopo. Attenzione dunque alla scelta del doposole.

  • Un buon prodotto dovrebbe nutrire la pelle, proteggerla, migliorare l’abbronzatura, essere dermatologicamente testato, senza nichel e senza parabeni;
  • Sì ai doposole arricchiti con i Fiori di Bach (senza filtri né fisici né chimici, quindi da usare per pelli già abbronzate e non sostituiscono la crema solare). Hanno un ottimo INCI e una buona fragranza tutta naturale;
  • Ottime le creme a base di fico d’India siciliano, cocco e olio di argan. Sono biologiche e ha ottime proprietà emollienti;
  • Erba di San Giovanni, olio di jojoba, carota, calendula, elicriso e lavanda sono ricchi di carotenoidi naturali, vitamina E e antiossidanti;
  • Creme arricchite con un mix di erbe officinali (Calendula, Camomilla, The Verde, Centella e Liquirizia) dalle proprietà anti-ossidanti, emollienti e rigeneranti. Danno sollievo alla pelle stressata dal sole, vento e salsedine e la rendono morbida e vellutata;
  • Oli essenziali di basilico e lime lasciano sulla pelle una fragranza fresca ed estiva.

In caso di scottature ed eritemi?

  • Il gel di aloe vera è il rimedio più conosciuto e usato in caso di eritemi e scottature causate dall’esposizione ai raggi solari.

Applicato su ferite, bruciature, ematomi, punture d’insetto e scottature solari, oltre a idratare la pelle, lenisce il dolore e velocizza la rigenerazione della pelle. Ciò si deve alla presenza di vitamine (tra cui la C), minerali, enzimi, principi attivi e collagene.

Fonte

blog.lasaponaria.it

Dott. Riccardo Lautizi

Marinai morti per amianto, condannati 4 ammiragli della Marina

marinai
portaerei

Quattro responsabili della Marina militare condannati per 6 marinai morti a causa dell’amianto. Una sentenza importantissima nella lunga strada dell’acquisizione dei diritti dei lavoratori esposti all’asbesto e quelli dei loro familiari.

Il provvedimento è stato letto il 22 giugno scorso dai giudici della Corte di Appello di Venezia. I giudici hanno ribaltato la sentenza di assoluzione del Tribunale di Padova nel processo Marina bis. I magistrati hanno riconosciuto, grazie a una super perizia richiesta dalle parti civili, la sussistenza del rapporto causale tra l’esposizione all’amianto dei marinai sulle navi della Marina e l’insorgenza delle malattie che ne hanno causato la prematura morte.

Due dei sei imputati sono stati assolti. Erano accusati della morte di 11 militari.

Marinai morti, le condanne

I giudici hanno, quindi, condannato per omicidio colposo gli ex ammiragli Agostino Di Donna, a 2 anni di reclusione, Angelo Mariani ad 1 anno e 6 mesi, Guido Venturoni ad 1 anno e 6 mesi e Sergio Natalicchio a 1 anno. La Corte di Appello ha disposto inoltre un risarcimento per i familiari delle vittime del dovere: una provvisionale immediatamente esecutiva (che sarà elargita subito, prima quindi della condanna definitiva).

Dovranno corrisponderla in solido l’ammiraglio Agostino Di Donna e il responsabile civile del ministero della Difesa. In particolare i congiunti di Tommaso Caserta e Francesco Paolo Sorgente, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, coadiuvato dall’avvocato Maria Luisa Grecco, riceveranno 50mila euro ciascuno. Si tratta di Marisa Facchin, Elena e Francesco Caserta, moglie e figli di Tommaso. E di Patrizia Giuseppina Zichina, Nicola, Arianna e Andrea Sorgente, moglie e figli di Francesco.

Le vittime morte per mesotelioma

Tommaso Caserta, originario di Taranto, ma che ha sempre vissuto a Trieste, aveva lavorato come infermiere nella Marina Militare, dalla quale era stato insignito della Croce d’Argento. Il maresciallo è morto il 16 novembre 2009 per mesotelioma pleurico.

Francesco Sorgente è stato capitano di Vascello del Genio Navale dal 1968 fino al 2000. Anche lui ha contratto un mesotelioma pleurico che, dopo grandi sofferenze, ne ha provocato la morte nel gennaio 2009.

Marinai morti, Bonanni: “La Marina affonda sull’amianto”

Grandissima la soddisfazione di Bonanni per la sentenza: “Giustizia è fatta, la Marina affonda sull’amianto! Continueremo a sollecitare le bonifiche. La messa in sicurezza delle nostre unità navali, e la tutela giuridica, anche con risarcimenti. Senza necessità, speriamo, di dover sempre ricorrere all’autorità giudiziaria”.

L’Ona da venti anni è al fianco delle vittime dell’amianto e delle vittime del dovere. Ottenere giustizia in Italia non è facile e, se a livello di procedimenti civili si riescono a raggiungere importanti obiettivi relativamente ai risarcimenti, sul penale si fa molta più fatica. Anche per questo questa sentenza è così importante, soprattutto per restituire dignità alle vittime e alle loro famiglie.

L’associazione offre assistenza legale gratuita e ha anche realizzato una App per la segnalazione dei siti contaminati.