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martedì, Agosto 9, 2022

Operaio morto per amianto, Enel condannata a risarcire eredi

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Il Tribunale di Firenze, quale Giudice del Lavoro, ha condannato l’Enel al risarcimento di oltre 1 milione di euro ai familiari di Rolando Cerri, operaio vittima dell’amianto.

I tre congiunti, la moglie e i due figli di Rolando, morto nel 2016 all’età di 77 anni, si erano rivolti all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto. Insieme hanno portato avanti una difficile battaglia per veder finalmente riconosciuti i propri diritti.

L’Enel, infatti, ha sempre negato, anche durante il processo, l’esposizione all’amianto di Cerri. Ma anche l’esistenza del nesso di causalità tra il mesotelioma che non gli ha dato scampo e l’ambiente di lavoro. Infine, la violazione degli obblighi relativi alla sicurezza sul lavoro.

La famiglia Cerri

Il mesotelioma nel settore energia elettrica

La questione del rischio amianto nel settore di produzione e distribuzione di energia elettrica risulta anche dal VII Rapporto ReNaM, un elevato numero di casi di mesotelioma. Infatti, sono 367 i casi di questo tumore nel comparto della produzione dell’energia elettrica (v. tabella 20: produzione di energia elettrica e gas).

Il mesotelioma è solo una delle gravi malattie causate dall’asbesto. Tra le altre ci sono l’asbestosi, il tumore del polmone, laringe, faringe e degli organi del tratto gastro-intestinale. L’avvocato Bonanni lo ha ben spiegato nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Sulla base di un’accurata indagine investigativa, l’avvocato Bonanni è riuscito a dimostrare che l’operaio Rolando Cerri è stato esposto ad amianto, nel periodo di lavoro dal 1966 al 1986. Era manutentore elettrico per le centrali riunite Marzocco, a Livorno. In particolare nel reparto elettrico nello stesso capannone nel quale c’erano le turbine coibentate con amianto.

I testimoni hanno dichiarato anche che il materiale tendeva a sbriciolarsi e che nessuno dei lavoratori indossava mascherine protettive. Ma anche che non esisteva un impianto di aereazione né aspiratori.

Cerri si occupava anche della manutenzione periodica della parte elettrica delle turbine venendo quindi a contatto diretto con l’amianto.

Operaio morto, l’onere della prova spetta al datore di lavoro

Secondo la normativa vigente spetta al datore di lavoro l’onere della prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno con l’adozione delle cautele necessarie. Secondo i giudici, però, l’Enel non ha dimostrato di aver posto in essere tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno.  

La Corte ha spiegato anche che si ritiene “dimostrata la sussistenza di un nesso causale tra le condotte omissive della convenuta (Enel, ndr), e la patologia che ha causato il decesso di Rolando Cerri”.

Operaio morto, la condanna al maxi risarcimento

Per questo ha condannato la società a corrispondere ai familiari per il risarcimento del danno non patrimoniale 99.325 euro, e poi ancora alla moglie Giovanna 385.000 euro, a Bernardo Cerri 220mila euro e al fratello Simone 200mila euro.

Alla somma decisa dalla Corte, per la precisione 904.325 euro, vanno aggiunti gli interessi legali dalla data del decesso. L’Enel dovrà pagare anche le spese di lite e quelle del consulente tecnico d’ufficio. Vittoria piena per l’avvocato Bonanni e per l’Ona, che da anni sono al fianco delle vittime dell’amianto.

Vittime che non solo patiscono la malattia e in tanti casi, purtroppo, la morte di un loro congiunto, ma che sono poi lasciate sole e dimenticate. La legge prevede invece per loro un giusto risarcimento per le pene sofferte, anche se per ottenerlo sono ancora necessari lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari.

“C’è da chiedersi le ragioni per le quali l’Enel si ostini a non risarcire il danno in caso di morti di amianto – ha aggiunto Bonanni – tanto più quelli di mesotelioma, per cui è stato istituito lo sportello di assistenza.

Il risarcimento non potrà mai cancellare il dolore di questa famiglia, spezzata dall’amianto e da chi non ha considerato il rischio di questo minerale estremamente pericoloso per la salute. Dopo la diagnosi del mesotelioma, Rolando Cerri, è stato consumato dalla malattia. Ha sofferto tanto e con lui la moglie e i suoi figli. Insieme hanno deciso di lasciare testimonianza del loro calvario con una foto di Rolando ormai vinto dal mesotelioma. “Una foto forte – hanno commentato – ma che fa capire quanto l’amianto sia dannoso”.

La tutela dell’Osservatorio nazionale amianto

Tutti coloro che hanno la necessità di assistenza medica e assistenza legale si possono rivolgere all’Ona. La consulenza gratuita può essere richiesta attraverso lo strumento dello sportello amianto on line, o telefonando al numero verde 800 034 294.

In questo modo l’ONA assicura la più ampia tutela in chiave preventiva e di terapia e cura per le vittime (prevenzione secondaria), e di tutela legale gratuita (prevenzione terziaria).

Sotto il profilo della prevenzione primaria deve essere richiamata, invece, la App Amianto, a fronte della quale è possibile segnalare i siti con amianto e contenenti amianto. Questo strumento è fondamentale, anche con riferimento alla prevenzione del rischio, poiché la segnalazione dei siti contaminati evita il rischio esposizione.

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