E’ attivo in via Micene 1 di Reggio Calabria il primo sportello amianto di Reggio Calabria. Una iniziativa che offrirà supporto ai cittadini e sostegno alle vittime ad ai famigliari. L’inaugurazione è avvenuta venerdì 11 marzo 2025, alla presenza delle istituzioni civili e religiose. Tra le autorità presenti Anna Maria Stanganelli, Garante della Salute della Regione Calabria e l’ing. Giuseppe Infusini, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Cosenza. Padre Salvatore Cimino, Superiore Generale della Congregazione degli Ardorini ha benedetto l’evento.
Una soluzione pratica e significativa ad una criticità internazionale
La lotta contro l’amianto, materiale che ha causato innumerevoli danni alla salute e all’ambiente, è una priorità sanitaria. La sua pericolosità è stata riconosciuta a livello mondiale. L’apertura dello sportello a Reggio Calabria è un’importante risposta per tutelare la salute dei cittadini e promuovere la sicurezza ambientale. Nasce con l’intento di fornire informazioni, supporto e consulenza alle persone che potrebbero trovarsi a dover affrontare la problematica legata all’amianto. Questo materiale, ampiamente utilizzato in passato è stato poi identificato come altamente cancerogeno, in grado di causare malattie come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e altri tumori polmonari. Danni alla salute che si possono manifestare anche molti anni dopo l’esposizione. La presenza di amianto in edifici residenziali, scuole, ospedali, impianti industriali e infrastrutture pubbliche è ancora un problema diffuso in molte zone d’Italia, e Reggio Calabria non fa eccezione. La gestione del rischio deve essere affrontata con estrema serietà, a partire dalla rilevazione dalla sua presenza della sostanza pericolosa, fino alla rimozione o incapsulamento del materiale per evitare la dispersione delle fibre. La bonifica è un intervento necessario che deve essere realizzato seguendo rigide linee guida, e in questo lo sportello amianto di Reggio Calabria si pone come un valido supporto per orientare la cittadinanza.
Massimo Alampi in prima linea
“La nascita dello Sportello è stata fortemente voluta e coadiuvata dal Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv. Ezio Bonanni, punto di riferimento nella lotta contro l’amianto in Italia. Nell’incontro con Ezio, a colpirmi profondamente è stato finalmente l’utilizzo del ‘noi,’ del plurale quindi, in una lotta riguarda la salute delle persone. In questo modo non mi sono più sentito solo” ha affermato Massimo Alampi, presidente Osservatorio Nazionale Amianto di RC e delegato Ona Onlus per la Regione Calabria. Alampi dimostra un nobile atteggiamento e comportamento etico affermando: “Vogliamo che nessuno si senta abbandonato di fronte ai rischi dell’amianto. Qui, chiunque abbia bisogno di aiuto troverà ascolto e supporto”.
Le dichiarazioni di Ezio Bonanni
Intendo ringraziare Massimo Alampi per il suo infaticabile impegno a sostegno della salute, dell’ambiente e della dignità della persona umana. Massimiliano è stato colpito da un grave lutto per esposizione all’amianto del padre, venuto a mancare per mesotelioma.
In questo momento di criticità anche internazionale l’azione dell’Ona è molto importante. L’iniziariva di Massimiliano Alampi ha permesso di ottenere un punto di riferimento importante per la Calabria sul tema dell’amianto e ai problemi alla salute che può causare. Saranno possibili azioni di segnalazione per la bonifica. Oltre al sostegno e supporto per chi ha avuto esposizioni ambientali, lavorative e per chi ha ricevuto una diagnosi di malattia amianto correlata. Come ONA continueremo a creare degli sportelli in tutta Italia che si uniscono al nostro numero verde e allo sportello online. Questi ultimi per le consulenze tecniche, mediche e giuridiche. Per la tutela primaria, seconda e terziaria. Tutte molto importanti in un ambito di circolarità delle tutele. Dal dato epidemiologico e dalle sentenze giudiziarie si cristallizzano elementi e dati sul rischio. E se il rischio deve esserci la bonifica. Importante anche la diagnosi precoce per le patologie mediche asbesto correlate ancora asintomatiche. Se prese in tempo possono essere curate o quantomeno arginate. Non tanto per il mesotelioma, quanto per il tumore del polmone ed altri tipologie di neoplasia. Se prese in tempo possono essere sconfitte e permettere alla persona di sopravvivere. Gli sportelli di Reggio Calabria sono quindi fondamentali. Ringrazio anche i responsabili ONA di Cosenza, tra cui il coordinatore Infusini. Ringrazio l’oncologo Dott. Pasquale Montilla del comitato tecnico scientifico nazionale e di ONA Catanzaro. Ringrazio anche Antonino Politanò di Reggio Calabria nel coordinamento degli esposti amianto delle Ferrovie dello Stato. Tutti insieme per vincere contro l’amianto e per la dignità della persona umana.”
Un supporto prezioso
Gli edifici, le scuole e le abitazioni private della città sono, infatti, frequentemente interessati dalla presenza di questo materiale. Ma è un problema che riguarda non solo L’esposizione all’amianto può verificarsi in modo invisibile, attraverso le fibre che si liberano nell’aria durante i lavori di ristrutturazione o in seguito al deterioramento naturale del materiale stesso. Attraverso il supporto tecnico e burocratico, la sensibilizzazione e il monitoraggio continuo, lo sportello contribuirà a garantire che Reggio Calabria diventi un esempio di gestione responsabile e sicura del rischio amianto, migliorando la qualità della vita per tutti.
Contatta il numero verde gratuito 800 034 294 per ricevere assistenza medica, legale e per avere tutte le informazioni.
La Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta la condanna per omicidio colposo a Stephan Schmidheiny in uno dei procedimenti legati a Eternit Italia. Una decisione che giunge dopo la sentenza del 2014. In quest’utilma si era già dichiarata la prescrizione dei reati e bloccato i risarcimenti.
L’avvocato Ezio Bonanni, presidente di Osservatorio Nazionale Amianto, che rappresenta i familiari delle vittime, ha sottolineato che questa sentenza potrebbe avere gravi conseguenze su altri processi.
La vicendaEternit
Nel 2018, in primo grado, Stephan Ernst Schmidheiny era stato condannato a 4 anni di prigione per omicidio colposo. Tra le vittime, Giulio Testore dipendente dello stabilimento Saca Eternit di Cavagnolo (Torino). L’uomo morì nel 2008 per asbestosi. Oltre al caso di Testore, in esame anche il decesso di Rita Rondano. La donna morì nel 2012 a causa di un mesotelioma pleurico, pochi mesi dopo la diagnosi. Rondano ebbe una doppia esposizione all’amianto. Una residenziale, vivendo a meno di 1 km dallo stabilimento di Cavagnolo. Oltre a una professionale, poiché lavorava in agricoltura su terreni contaminati dall’amianto, nelle vicinanze dell’impianto. La difesa dell’imprenditore svizzero aveva impugnato la sentenza. In appello quindi la condanna era stata parzialmente modificata. Schmidheiny è stato ritenuto responsabile solo per la morte di Testore, con una pena ridotta a 1 anno e 8 mesi di reclusione e la concessione della sospensione condizionale. Tanti operai sono morti per mesotelioma, malattia riconosciuta ufficialmente come provocata dall’amianto. Le vittime non solo i lavoratori esposti professionalmente, ma anche i loro familiari, le persone che risiedono vicino a zone contaminate e persino i bambini che giocano intorno alle fabbriche dismesse.
Le dichiarazioni di Ezio Bonanni
“Questo verdetto potrà avere ricadute importanti sui processi Eternit scaturiti dall’inchiesta avviata dalla procura di Torino. Il rischio è che il tutto venga falciato dalla scure della prescrizione. Non possiamo comprendere, né condividere, la decisione della Corte. Il nostro impegno proseguirà in tutte le competenti sedi, per la bonifica, la messa in sicurezza, la tutela medica e risarcitoria di tutte le vittime e dei loro congiunti”.
Ed ha aggiunto: “C’è un rischio prescrizione del reato che si verificherà il 7 giugno 2026 ove non si giunga entro quella data ad una sentenza definitiva. E’ evidente che ciò ci lascia l’amaro in bocca. Come Osservatorio Nazionale Amianto andiamo avanti e non ci arrendiamo.”
L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato nella tutela delle vittime e dei loro familiari tramite il sito www.osservatorioamianto.ite il numero verde 800 034 294.
Il Tenente dell’esercito Pasquale Trabucco, Presidente del Comitato per il 4 Novembre, ha presentato denuncia al Tribunale di Milano nei confronti della comica Luciana Littizzetto. Una decisione avvenuta in seguito alla puntata del 9 marzo 2025 di “Che Tempo fa” di Fabio Fazio.
La lettera di Luciana Littizzetto a Ursula Von der Lyen
“Ursula, sei sicura di fare l’esercito Europeo? (…). Noi italiani non siamo capaci di fare la guerra, facciamo cagarissimo. Non siamo come Macron che ha già detto ‘tranquilli la bomba atomica la porto io’. Se sfogli i libri di storia sono più le volte che abbiamo perso di quelle che abbiamo vinto, Ursula. E Caporetto e, la Campagna di Grecia e la campagna di Russia senza contare la Seconda Guerra Mondiale dove sono morti più di 600.000 italiani. Ursula, ti faccio vedere uno dei nostri generali, eccolo qua”. Ha dichiarato la Littizzetto nel monologo dove leggeva una lettera a Ursula per poi mostrare un’immagine di Roberto Vannacci con una camicia aperta.
“Uno così a destra e contro i diritti civili che a confronto Putin è Pannella. Capisci che la sicurezza è un’altra cosa. Quindi Ursula se c’è da organizzare il torneo di calcetto in caserma, volentieri. Anche per il rancio abbiamo Cannavacciuolo, Cracco, Barbieri (…).Ma sull’Esercito, lasciaci perdere, eh. Qui in Italia non abbiamo più la leva obbligatoria. I ragazzi figurati se sanno maneggiare un bazooka, al massimo sanno muovere il joysick della play e per loro i cannoni sono solo quelli da fumare. Ancora una cosa, Ursula: l’Europa è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale per dire mai più a quell’ecatombe, è nata per la pace, non per la guerra. Nella nostra Costituzione c’è scritto che l’Italia ripudia la Guerra.
Non all’Italia la Guerra non sconfinfera o l’Italia preferirebbe di no. No, no: noi la ripudiamo, nel senso che ci fa schifo, ci fa orrore, che non la vogliamo. E’ scritto nell’articolo 11 quindi anche all’inizio, non nel post scriptum. C’è che l’Italia sostiene le organizzazioni internazionali che promuovono la pace. Io credevo che l’Europa fosse una di queste. Ci aspettano tempi difficili, Von, so che non c’è alternativa. C’è poco da fare. So che non è il momento di essere ingenui, ma non è nemmeno il tempo di buttare tutto quello che la Seconda Guerra Mondiale ci ha insegnato”.
Le motivazioni di Pasquale Trabucco
“Ho preso questa decisione perché penso che certe cose non vadano toccate. Intendo la dignità dei nostri uomini in divisa. Come Comitato per il ripristino della Festività del 4 Novembre l’ho ritenuto un atto simbolico necessario per i nostri caduti in battaglia. Ad esempio Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo ufficiale italiano, comandante del Fronte Militare Clandestino, martire alle Fosse Ardeatine e Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Mi riferisco non solo ai nostri soldati, ma anche ad esempio ai Partigiani della Resistenza. Ovviamente sono disposto a ritirare la querela in caso di pubbliche scuse.”
La posizione di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto
“L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto sostiene in modo forte l’azione delle nostre forze armate che costituiscono il presidio di libertà e di giustizia. Va reso merito a chi ha saputo onorare la bandiera e la patria senza indietreggiare, di chi ha resistito ad esempio in Russia anche in inferiorità numerica in attrezzature e armamento. E si sono ritirati per le scellerate scelte dei tedeschi che preferirono concentrare tutte le loro truppe all’interno di Stalingrado offrendo il fianco ai fronti scoperti tra cui quello rumeno. I nostri uomini, tra cui gli alpini. furono quindi travolti. La prima Guerra Mondiale ha permesso di ripristinare l’integrità nazionale con l’italianità di Trento e Trieste. Faccio riferimento anche alla Seconda Guerra Mondiale, alla Decima Mas prima dell’armistizio, o quando in Sicilia l’esercito ha resistito 20 a uno rispetto alle forze angloamericane che erano sostenute anche da elementi della mafia. Oppure all’eccidio di Nikolajevska in Russia del Corpo d’Armata Alpino che nessuno quasi mai ricorda, dove perdemmo un intero corpo d’armata di alpini. La storia delle nostre forze armate è una storia gloriosa.” Ha affermato l’Avvocato Ezio Bonanni durante il primo Convegno a Pomezia sulle Vittime del Dovere.
Ed ha aggiunto: “Non concordo sulle parole della Littizzetto. Mi rattrista che le istituzioni non abbiano ristabilito questi principi e confidiamo che per ora e per il futuro ci sia maggiore rispetto per i nostri uomini in divisa.”
A Pomezia, presso l’Aula Magna Selva dei Pini, è stato organizzato il primo Convegno a livello nazionale dedicato alle Vittime del Dovere. Un’iniziativa che ha raccolto autorità, esperti e familiari delle vittime. Per ricordare e onorare il sacrificio di coloro che hanno perso la vita o sono stati gravemente danneggiati mentre svolgevano il loro dovere. A cura di Francesco Grimaldi e Nicola Zara e moderato da Paola Vegliantei dell’Accademia della legalità, il Convegno ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco di Pomezia Veronica Felici e dell’Avvocato Ezio Bonanni.
“L’Accademia della Legalità e l’Osservatorio delle Vittime del Dovere hanno organizzato questo evento insieme col comune di Pomezia che ringraziamo. Queste due associazioni si occupano di vittime del dovere in tutti i campi, non solo quelle della Pubblica Sicurezza” ha affermato Francesco Grimaldi.“Qualsiasi persona che muore portando avanti il proprio rientra nelle categorie che questa sera cerchiamo di ricordare. Di questi temi se ne parla troppo poco o male. L’iniziativa è molto sentita, infatti io sono un militare sottoufficiale dell’esercito.” ha detto Nicola Zara.
Il ruolo della criminologia
L’approccio multidisciplinare tra criminologia, medicina legale e giurisprudenza è fondamentale per garantire una comprensione completa e accurata dei crimini e delle dinamiche che li accompagnano.
Ogni disciplina offre una prospettiva unica che arricchisce l’analisi e il trattamento delle problematiche legate alla giustizia. La criminologia, con il suo studio dei comportamenti devianti e delle cause del crimine, aiuta a comprendere la natura e la motivazione degli atti criminali. La medicina legale fornisce competenze scientifiche essenziali per l’analisi delle prove fisiche, cruciali in sede di accertamento della verità. La giurisprudenza, infine, consente di tradurre le evidenze e le analisi in un quadro normativo, tutelando i diritti delle persone coinvolte.
Solo un’integrazione di queste conoscenze può portare a un sistema giudiziario più equo ed efficace, in grado di affrontare con competenza e sensibilità le sfide poste dalla criminalità.
L’importanza dell’approccio multidisciplinare è sostenuto anche dalla dottoressa Melissa Trombetta, criminologa esperta in crimini ambientali che lavora all’interno dello studio Ezio Bonanni collaborando con l’Osservatorio Nazionale Amianto da quasi 4 anni.
“Mi occupo di crimini ambientali che ledono l’ambiente e la salute umana. Il connubio tra la criminologia e la giurisprudenza è un legame indissolubile perché riesce a trattare tutte le vittime del dovere in modo molto specifico. Quindi riesce ad indagare in maniera dettagliata attraverso l’indagine criminologica, analizzando le cause, il perché e come prevenire altre esposizioni. In questo modo si cerca di prevenire la possibilità di avere altre vittime del dovere. Lo studio è a livello documentale, la prima parte è d’indagine. Si va a capire quali sono le cause che hanno scatenato un evento. Effettuiamo uno studio a 360° tramite una metodologia combinata con giurisprudenza, medicina legale e criminologia. Questo per avere una panoramica globale si riesce e predittiva di quello che verrà poi svolto all’interno di un tribunale per cercare di garantire la vittoria e il riconoscimento delle vittime del dovere.” ha dichiarato Trombetta prima del Convegno.
Tra il pubblico il Presidente dell’Università di Santa Ritadi Roma
Notevole supporto anche dal pubblico che è accorso numeroso ad assistere all’evento. Tra gli uditori di eccezione il Principe Marco Andrea Doria, Presidente dell’Università di Santa Rita di Roma ed ex Presidente di Parchi e Villa Storiche del Comune di Roma, nonché ex Assessore all’ambiente rifiuti del sesto Municipio delle Torri della Capitale.
“Mi sono occupato del settore rifiuti e discariche. Questo convegno mi tocca molto in quanto (l’amianto, ndr) è un problema abbastanza importante e gravoso su tutto quanto il territorio nazionale. Determinati punti di Roma sono delle discariche a cielo aperto a tutti gli effetti, dove ci si trova di tutto. Ho combattuto questo problema, questo fenomeno per parecchi anni, tant’è che da 5 anni vivo sotto scorta e sono accompagnato dalla Polizia di Stato, che è qui accanto a me. Questo perché ne ho scoperte e denunciate tante. Oggi sono qui a dare il mio piccolo contributo e vicinanza.” ha confidato Doria alle camere di Ona News.
Ezio Bonanni, il rispetto della salute per i nostri uomini in divisa
“In questo importante evento faremo presenti quali sono gli elementi fondamentali di tutela delle vittime del dovere e in particolare rispetto della salute per i nostri uomini in divisa che meritano maggiore rispetto viste le condizioni di rischio a cui sono esposti per il loro lavoro. Inoltre dovrebbero avere maggiore tutela in caso di malattia. Questo è l’impegno di ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere.” ha comunicato l’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente di ONA, prima del convegno per poi effettuare un importante intervento ricco di excursus storici.
Vegliantei ringrazia il sindaco di Pomezia ed al Colonnello Calcagni
“Grazie al sindaco di Pomezia Veronica Felici, si è avviato un percorso meraviglioso che non riguarda solo le forze armate ma tutte le associazioni presenti nel territorio che hanno contribuito oggi partecipando all’iniziativa. Non sarà il primo convegno, infatti il Sindaco ha già ripetuto forte e a gran voce che ne farà altri. Naturalmente sarà sempre a sostegno delle forze armate ma soprattutto di tutte le persone che offrono cultura della verità e dell’informazione.” ha affermato Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità.
Presente all’evento il Colonnello Carlo Calcagni, ex ufficiale dell’Esercito Italiano ed atleta paralimpico. Nel 1996, durante una missione in Bosnia, è stato esposto all’uranio impoverito, subendo gravi conseguenze per la salute. Nonostante le patologie debilitanti, ha continuato la sua carriera sportiva, conquistando numerosi titoli nel ciclismo paralimpico. La sua storia è testimone di coraggio e resilienza.
La stessa Vegliantei ha espresso le seguenti parole lodevoli per il Colonnello: “La presenza del Colonnello Calcagni è stata non solo preziosa ma vitale perché lui è pieno di vita e risorse, è un esempio per tutti noi. Dalle sue sofferenze lui raccoglie la forza e la dona a noi con le sue parole, con le sue esternazioni. Carlo è veramente strepitoso, lo conosco da una vita, io penso sia un supereroe. E’ veramente un esempio di uomo che crede nella patria, che ha giurato per la nostra bandiera e che ancora continua nelle scuole a trasmettere questa voglia di vita. E’ la cosa più bella del mondo, la cultura per la vita, la cultura per i figli.”
Venerdì 14 marzo, presso l’Aula Magna Selva dei Pini di Pomezia, si è svolto il primo Convegno Nazionale sulle Vittime del Dovere. Commovente il silenzio d’ordinanza con tromba che, all’inizio, ha invitato al raccoglimento le persone in ossequiosa attenzione.
Il supporto del Sindacodi Pomezia
Significativa e preziosa la presenza al Convegno del Sindaco di Pomezia Veronica Felici, che ha affermato: “Quando sento parlare di chi dedica la vita alla nostra sicurezza come le forze dell’ordine e le forze armate le porte del comune di Pomezia si spalancano. Il comune alla mia guida ed amministrazione è fortemente convinto che vi è bisogno di una squadra che sia territoriale per il riconoscimento e dignità di tutti coloro che indossano una divisa. I quali per scelta, per amore, affrontano pericoli per fare un servizio al territorio, alla Nazione. Noi non possiamo che ringraziarli tutti i giorni. Dobbiamo insegnare ai giovani il rispetto verso queste divise. Perché si tratta di uomini, donne, che affrontano un percorso difficile e che decidono di fare una scelta di vita che è una missione. Ed in questa missione a volte non è riconosciuto il loro ruolo. Oggi questo è vergognoso, quindi siamo, insieme al Governo, accanto alle Forze dell’Ordine. E’ fondamentale questo riconoscimento quotidiano del lavoro che svolgono tutti i giorni per una società civile. Vedo tantissime persone in sala con la divisa e vi ringrazio per aver colto il nostro invito a partecipare. So che l’avete fatto tutti con il cuore, perché nel vostro percorso militare avete avuto esempi di amici, colleghi persi nello svolgimento della propria funzione, del proprio lavoro.“
I ringraziamenti del Sindaco
Il Sindaco Veronica Felici ha espresso gratitudine ad alcuni rappresentanti delle forze armate presenti al Convegno tra cui ad Antonazzo Panico, Comandante provinciale dei carabinieri, che ha preso servizio da poco e lo ringrazio anche perché la città di Pomezia e queste zone non sono facili. Ha continuato con il comando operativo Pratica di Mare, la Guardia di Finanza rappresentata dal Tenente Colonnello Gianfranco Origlio. Ha poi ringraziato la Guardia di Finanza gruppo esplorazione aero marittima, il Tenente Carlo Tirone, il capitano Giuseppe Cataldo, la compagnia di Pomezia Guardia di Finanza rappresentata dal Tenente Silvia Petracci. E ovviamente tutte le Associazioni Nazionali d’arma, l’Associazione Nazionale Carabinieri,il Presidente Giorgi, la sezione Anfi di Pomezia, la Nc sezione Carabinieri di Torvaianica, l’Associazione Arma aeronautica di Pomezia, i Vigili del Fuoco, i Bersaglieri e la Polizia locale.
In collegamento video il senatore della Repubblica Andrea De Priamo
Andrea De Priamo non ha potuto essere presente fisicamente al Convegno ma ha manifestato supporto ed adesione per le Vittime del dovere in collegamento video. Ha fatto sapere di aver presentato un disegno di legge che istituisce una giornata nazionale legata alle Vittime del dovere. “E’ vero che abbiamo tante giornate nazionali, ma c’è la necessità di dare un tributo alle tante vite umane danneggiate, messe a dura prova. Noi dobbiamo insegnare la cultura della legalità, chi porta una divisa non deve essere considerato un avversario ma una risorsa per la libertà di tutti. Noi ad esempio con il disegno di legge sulla sicurezza che si sta portando avanti in Parlamento, in Senato in questi giorni dopo molte ore di attività, ci sono molte rivendicazioni storiche delle forze sindacali di polizia. Credo che sia importante portare a compimento quei risultati. Dobbiamo impegnarci di più su quelli che sono i riconoscimenti, le tutele per chi si sacrifica per l’Italia. Abbiamo dato disponibilità a presentare documenti, emendamenti e sostenere il dialogo con il Governo. Chi indossa la divisa merita rispetto e sostegno delle Istituzioni e della cittadinanza. Grazie quindi per queste iniziative come questo Convegno alla presenza del Sindaco. Sappiate che avete molti amici, ve lo meritate.” ha dichiarato De Priamo.
I curatori del Convegno
Nicola Zara e Francesco Grimaldi, curatori del Convegno, si recarono dal sindaco mesi prima per parlare dell’iniziativa.
“Vedere quest’aula così gremita mi emoziona particolarmente essendo di Pomezia e organizzare questo primo Convegno Nazionale è per me motivo d’orgoglio. Ringrazio Francesco Grimaldi, senza il suo supporto non ce l’avrei fatta. E’ una persona instancabile, mi ha supportato e sopportato per tutto questo tempo. Quando abbiamo proposto questo Convegno il sindaco ha risposto subito ‘si, facciamolo’. Garantisco che questo non avviene in tutti i Comuni. Non tutti sono disposti a trattare questo argomento così delicato. Chiamare e vedere a raccolta le divise è per me un onore, per me che faccio parte delle Forze Armate e l’Esercito.” ha affermato Zara.
Paola Vegliantei,Presidente dell’Accademia della legalità
L’evento è stato moderato da Paola Vegliantei, da 25 anni impegnata nelle forze armate. “E’ il primo Convegno Nazionale sulle Vittime del dovere. Il fatto di vedervi così il venerdì sera ci dimostra che sono tanti a supportare le vittime del dovere, che sono 3800 solo nelle forze armate, nella Polizia, nei Vigili del fuoco. In questo numero ovviamente non sono comprese tutte le altre. Sono stata nelle segreterie dei Sottosegretari di Stato della Difesa. Ci scrivevamo con alcune Vittime del Dovere che mi inviavano messaggi alle 2 di notte del tipo: non dormo per i dolori, sto male, sono andato in missione, ma lei, mi può aiutare? Questo mi ha fatto capire che indipendentemente dal ruolo che non sapevano come chiedere il riconoscimento. Era il 2014 e all’epoca mi chiedevano: mi fate sapere come avere una visita con controllo specifico?”.
L’art. 32 della Costituzione sul diritto alla salute
Veglientei ha continuato:“Mi chiedo: ma per le vittime del dovere non vale l’articolo 32 della Costituzione? Io in questa sala oggi vedo delle Vittime del dovere, lo so perché vi conosco tutti. Spesso le vittime del dovere sono lasciate sole e questo non succede solo nelle forze armate. Pensateci: quando siamo ammalati sono poche le persone che ci sono vicine. Non siamo robot, anche noi abbiamo i nostri momenti di sconforto, pianto. Per anni le vittime del dovere non sapevano come farsi riconoscere i loro diritti e penso di trasmettere anche a voi un po’ dello schifo che ho provato, pensando che questa gente non è arrivata al 2016. Nel 2017 non so quanti me ne sono persi. Le vittime del dovere dovrebbero avere tantissimi riconoscimenti: danno biologico, la sofferenza fisica e morale, i danni esistenziali, il pregiudizio patrimoniale. Allora io dico: perché bisogna mettere l’Avvocato? “
Ezio Bonanni: “dobbiamo uscire dalla trincea giudiziaria”
Posizione condivisa dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha fatto presente che è eticamente sbagliato il fatto che una Vittima del dovere debba fare causa per ottenere un riconoscimento. Si tratta di persone che hanno donato la loro vita per la Patria. Ed anche gli orfani di queste vittime si trovano a dover fare una causa per essere tutelate.
Qui di seguito alcuni momenti “clou” del suo intervento:
“Delegare alla Magistratura non solo per l’amianto ma qualsiasi cosa è un’idea sbagliata. E’ errata la convinzione di dover confinare la tutela della salute, dell’ambiente e dei diritti fondamentali delle persone e delle famiglie alla trincea giudiziaria. Ringrazio il Sindaco di Pomezia che ha avuto il coraggio di organizzare una conferenza per le Vittime del dovere, tra le quali rientrano ovviamente anche le Vittime dell’amianto. Noi sappiamo che l’amianto ha avuto un largo utilizzo anche nelle forze armate, oltre che in tutti i vari settori ed ambiti di attività. Ma non è purtroppo solo l’amianto la condizione di rischio che riguarda i nostri uomini in divisa. Oltre al sindaco ringrazio Francesco Grimaldi e Carlo Calcagni che ha un ruolo importante nell’ONA. Ringrazio l’infaticabile Paola Vegliantei, i miei collaboratori che sono in sala e tutti voi che siete presenti per l’approfondimento della tematica Vittime del dovere da equiparare a Vittime del terrorismo e a Vittime della criminalità organizzata. Ho visto in sala il tenente Pasquale Trabucco che nelle prossime settimana sarà intraprenderà un’iniziativa importante per il riconoscimento della festività del 4 novembre per ricordare il sacrificio dei nostri uomini in divisa.Un viaggio da Roma al Vallo di Adriano al confine con la Scozia dove porterà con sé anche lo scudo dell’ONA.“
Trabucco è anche intervenuto durante il Convegno ed invitiamo a leggere riguardo la sua azione performativa a questolink.
L’ingiusta distinzione
“Ricordo che fui audito dalla prima Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica sulla distinzione tra vittime del terrorismo e vittime del dovere. Anni fa mi trovai a difendere a Catania l’orfano di un carabiniere ucciso in un conflitto a fuoco da un delinquente comune, non appartenente alla criminalità organizzata. Si era visto negare un riconoscimento il quanto vittima del dovere e non del terrorismo. I figli delle vittime del terrorismo hanno sempre una tutela, le vittime del dovere no. Ricordo che perse la causa in primo grado e io lo assistetti in appello.Purtroppo una sentenza della Cassazione del 2022, ha stabilito che i Vigili del fuoco, pur essendo stati esposti a cancerogeni avendo indossato le tute di amianto etc, non hanno quelle particolari condizioni ambientali ed operative per essere riconosciuti come Vittime del dovere. Questo mancato riconoscimento impedisce loro di accedere ad alcune prestazioni di natura previdenziale. Anche l’assegno vitalizio aveva importi distinti: la vittima del dovere ha un importo di 258 euro mensili, la vittima del terrorismo 500. C’era quindi una discriminazione che per fortuna è venuta meno.“
Le promesse della politica
“Richiamo per questo un mio intervento di ottobre 2019 alla prima commissione del Senato Affari costituzionali dove tutte le forze politiche si erano impegnate a risolvere questa discriminazione. A distanza di 5 anni mezzo, nulla si è fatto. Diciamo quindi che in linea di principio ho un certo scetticismo sulle forze politiche di tutti i partiti. Io fui anche delegato dall’allora Ministro dell’Ambiente Costa che fece grandissime indagini sulla Terra dei Fuochi. Preparammo un testo con il procuratore Guariniello, anche lui Presidente della Commissione amianto che non venne mai alla luce, né mai esaminato. A mio modo questi temi non hanno colore politico e dobbiamo sensibilizzare.“
Dotare gli uomini in divisa di mezzi adeguatie lavorare sul sistema culturale
“Io assisto anche vittime spesso speronate con l’auto durante operazioni ed inseguimenti. E’ necessario dotare i nostri uomini in divisa di mezzi adeguati. Senza parlare della loro retribuzione ed anche su questo porrei l’attenzione di tutte le forze politiche bipartisan. C’è ancora da lavorare anche per quanto riguarda il clima culturale. Ad esempio gli uomini in divisa sono stati recentemente presi alla berlina da una comica. Io sosterrò un importante iniziativa che sarà resa pubblica nei prossimi giorni. Bisognerebbe dotare i nostri uomini di armi adeguate per difenderci in caso di attacco. Anche se sono un pacifista e rinnego l’idea di sperperare soldi per le armi. Però se dobbiamo avere un esercito, che sia adeguatamente armato.Direi che è fondamentale lavorare sulla cultura del rispetto dei nostri uomini in divisa. Bisogna iniziare ddalle nostre radici, dal rispetto della nostra storia, di chi ha donato sé stesso alla Patria in tempo di guerra e di pace.“
Il ricordo storico
“Va reso merito a chi ha saputo onorare la bandiera e la patria senza indietreggiare, di chi ha resistito ad esempio in Russia anche in inferiorità numerica in attrezzature e armamento. E si sono ritirati per le scellerate scelte dei tedeschi che preferirono concentrare tutte le loro truppe all’interno di Stalingrado offrendo il fianco ai fronti scoperti tra cui quello rumeno. I nostri uomini tra cui gli alpini furono quindi travolti. La prima Guerra Mondiale ha permesso di ripristinare l’integrità nazionale con l’italianità di Trento e Trieste. Faccio riferimento anche alla Seconda Guerra Mondiale, alla Decima Mas prima dell’armistizio o quando in Sicilia l’esercito ha resistito 20 a uno rispetto alle forze angloamericane che erano sostenute anche da elementi della mafia. La storia delle nostre forze armate è una storia gloriosa.“
Melissa Trombetta, criminologa
Al Convegno, è stato dedicato anche un momento dedicato all’impotanza di un approccio interdisciplinare con l’intervento della criminologa Melissa Trombetta a lavoro con nello studio legale dell’avvocato Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto da quasi quattro anni. “La criminologia è all’inizio del lavoro che viene svolto all’interno dello studio legale Bonannie va ad analizzare dinamiche, comportamenti, eventi che portano alla vittimizzazione di queste persone. Il connubio tra la criminologia e la giurisprudenza è quella di garantire che tutte le Vittime del dovere vengano riconosciute. La criminologia cerca di analizzare perché ci sono stati certi crimini e qual è il metodo ed il modo di prevenirli. Insieme alla dottoressa Vegliantei, oltre che cercare di dare più supporto possibile all’Avvocato, cerchiamo di fare prevenzione e di far conoscere alle persone che cosa vuol dire subire un’esposizione o come lavorare in condizioni di sicurezza. Cerchiamo di fare con l’ONA una squadra interdisciplinare. La particolarità del nostro lavoro è quello di lavorare sulla prevenzione, di comunicare che domani queste esposizioni non devono più ripetersi. La criminologia aiuta in modo viscerale a comprendere cosa si può fare per un futuro migliore.”
L’emozionante intervento del Colonnello Calcagni
“Qui c’è il fior fiore dell’Italia, i rappresentanti delle Forze armate. Io quando vedo l’uniforme mi emoziono perché è il mio punto debole o di forza.Io ho fatto parte di Commissioni parlamentari di inchiesta, ho fatto parte dell’unico tavolo tecnico della storia sull’uranio impoverito. Qualcuno dice che non è esistito, ma c’è un decreto ministeriale di Elisabetta Trenta che l’ha istituito. E’ assurdo che ci sia una distinzione discriminatoria tra vittime del terrorismo, della criminalità. Non fa differenza se ad uccidere è stato un proiettile, una sostanza cancerogena, un terrorista o un criminale qualunque. Nel 1995 la Nato usa munizioni con uranio impoverito in Boznia Erzegovina, fornisce le mappe delle zone bombardate invitando a non entrare in zone indicate come pericolose (dangerous) perché altamente rischiose per la salute umana. Ma se per motivi operativi dovete entrare in quelle zone per recuperare ad esempio qualche ferito utilizzate le protezioni. Maschere a circuito chiuso, non mascherine e tute speciali. A noi sono stati dati solo gli ordini di intervenire.“
Dal pubblico si è alzata una donna per stringere la mano al Colonnello.
L’evento è continuato con una speciale dedica del Bersaliere Emilio Dionisi ed un messaggio d’amore del Monsignor Walter Trovato che, rivolgendosi a Calcagni ha detto” Carlo, a te non ti ripagano le medaglie, ma l’umanità. A noi cappellani e alle Forse dell’ordine non ripaga lo stipendio, ma l’umanità”
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